Breve Riassunto
Questo video racconta la storia di Jean Calas, un uomo ingiustamente accusato e giustiziato a Tolosa nel 1762 a causa di pregiudizi religiosi. L'episodio esplora il contesto storico e religioso della Francia del XVIII secolo, segnato da intolleranza verso i protestanti, e come una serie di eventi e decisioni errate portarono a una tragica ingiustizia. Grazie all'intervento di Voltaire, il caso Calas divenne un simbolo della lotta contro il fanatismo religioso e per la tolleranza, culminando nella riabilitazione postuma di Calas e nella concessione di una pensione alla sua famiglia.
- Intolleranza religiosa e pregiudizi contro i protestanti nella Francia del XVIII secolo.
- Errata gestione delle indagini e del processo da parte delle autorità locali di Tolosa.
- Importanza dell'intervento di Voltaire nel trasformare un caso giudiziario in una battaglia per la tolleranza e la giustizia.
- Riabilitazione postuma di Jean Calas e riconoscimento dell'ingiustizia da parte dello Stato.
Introduzione
Il video introduce l'affare Calas, un caso giudiziario del XVIII secolo a Tolosa che, da semplice dramma familiare, si trasformò in uno scandalo a causa dell'intolleranza religiosa e della parzialità della giustizia. Jean Calas, un protestante, fu ingiustamente accusato dell'omicidio del figlio, portando a un processo che sconvolse l'opinione pubblica e indignò i filosofi. Grazie all'impegno di Voltaire, l'affare divenne un simbolo universale della lotta contro il fanatismo religioso e per la tolleranza.
La Notte del 13 Ottobre 1761
La notte del 13 ottobre 1761, a Tolosa, la famiglia Calas si trovava nella propria casa. Dopo cena, Marc-Antoine, il figlio maggiore, fu trovato morto, impiccato dietro la porta del negozio di famiglia. Inizialmente, la famiglia, temendo le conseguenze legali e sociali del suicidio, cercò di nascondere la verità, affermando che Marc-Antoine era stato trovato privo di sensi. Questa decisione si rivelò fatale, poiché alimentò le voci e i sospetti della comunità.
La Rivelazione e le Accuse
Nella Francia del XVIII secolo, il suicidio era considerato una trasgressione morale e religiosa, punibile anche post mortem con la confisca dei beni e la perdita dell'onore per la famiglia. I Calas, nel tentativo di proteggere la memoria del figlio e la propria reputazione, non rivelarono subito la verità. Tuttavia, la rumeur pubblica iniziò a diffondersi, accusando Jean Calas, protestante, di aver ucciso il figlio per impedirgli di convertirsi al cattolicesimo.
L'Arresto e l'Intervento del Capitoul
Il capitoul David de Baudrig, magistrato municipale di Tolosa, si lasciò influenzare dal clima di tensione e dalle voci popolari, arrestando l'intera famiglia Calas, inclusa la serva cattolica Jeanne Vigère, senza condurre un'indagine approfondita. Baudrig si convinse che si trattasse di un assassinio religioso, alimentando ulteriormente l'isteria collettiva e trasformando l'evento in uno scandalo pubblico.
Contesto Storico e Religioso
Per comprendere l'affare Calas, è necessario considerare il contesto storico e religioso della Francia. L'Editto di Nantes del 1598 aveva garantito una relativa pace religiosa, ma le tensioni tra cattolici e protestanti persistevano. La revoca dell'Editto di Nantes nel 1685 da parte di Luigi XIV aveva reso il culto protestante illegale, portando a persecuzioni e all'esodo di molti protestanti. Inoltre, le divisioni interne al cattolicesimo tra gesuiti e giansenisti contribuivano a un clima di intolleranza e sospetto.
Toulouse: Un Bastione Cattolico
Tolosa era un importante centro cattolico, profondamente segnato dalle guerre di religione. Il ricordo del massacro dei protestanti nel 1562 era ancora vivo, alimentando un clima di sospetto e ostilità verso i protestanti. In questo contesto, una semplice rumeur poteva trasformare un dramma in una crociata, e i protestanti erano visti come eretici e traditori.
I Protagonisti: La Famiglia Calas
Il video presenta i membri della famiglia Calas: Jean, il padre, un mercante di tessuti rispettato ma limitato dalle leggi discriminatorie contro i protestanti; Marc-Antoine, il figlio maggiore, frustrato per non poter esercitare la professione di avvocato a causa della sua fede; Pierre, il secondo figlio, testimone chiave degli eventi; Louis, il terzo figlio, convertito al cattolicesimo, la cui scelta aveva creato una frattura familiare; Anne Rose, la madre, sconvolta dalla tragedia; Gobert Lavesse, un ospite di passaggio; e Jeanne Viguer, la serva cattolica, anch'essa arrestata.
La Notte del Dramma e le Prime Indagini
La notte del 13 ottobre 1761, dopo la scoperta del corpo di Marc-Antoine, i Calas presero la decisione di non rivelare la verità sul suicidio, temendo le conseguenze legali e sociali. Questa scelta alimentò le rumeur e le accuse. L'indagine condotta dal capitoul Baudrig fu superficiale e influenzata dai pregiudizi religiosi, portando all'arresto dell'intera famiglia.
L'Istruttoria e il Processo
L'istruttoria fu condotta in un clima di sospetto generalizzato, con violazioni delle procedure legali e l'uso di monitoires per sollecitare testimonianze a favore dell'accusa. Il processo, iniziato il 18 novembre 1761, vide i Calas senza assistenza legale, costretti a difendersi da soli contro un tribunale già convinto della loro colpevolezza. La pressione pubblica e il desiderio di trovare un colpevole influenzarono pesantemente il giudizio.
La Tortura e la Condanna
Jean Calas fu condannato a morte e sottoposto alla "question", ovvero alla tortura, sia ordinaria che straordinaria, per estorcergli una confessione. Nonostante le sofferenze, Calas continuò a proclamare la sua innocenza e quella della sua famiglia. Il 10 marzo 1762, fu giustiziato sulla pubblica piazza, con il supplizio della ruota, uno dei più atroci dell'epoca.
La Reazione e l'Intervento di Voltaire
Dopo l'esecuzione di Jean Calas, il resto della famiglia fu colpito da varie pene. Tuttavia, l'affare Calas non si concluse lì. Voltaire, venuto a conoscenza della vicenda, iniziò a dubitare della colpevolezza di Calas e, dopo un'attenta indagine, si convinse della sua innocenza. Voltaire trasformò il caso in una battaglia per la tolleranza religiosa e la giustizia, mobilitando l'opinione pubblica e le élite europee.
Il Trattato sulla Tolleranza e la Riabilitazione
Voltaire pubblicò nel 1763 il "Trattato sulla tolleranza", un'opera che, partendo dal caso Calas, difendeva la libertà di coscienza e la tolleranza religiosa. Grazie alla sua campagna, il Consiglio del re ordinò una nuova istruttoria a Parigi, che portò alla riabilitazione solenne di Jean Calas il 9 marzo 1765. La famiglia Calas ricevette una pensione, e lo Stato ammise implicitamente l'errore giudiziario.
Conclusione e Eredità
L'affare Calas seminò il seme della giustizia indipendente e della libertà di coscienza. Sebbene le condizioni dei protestanti non migliorarono immediatamente, l'evento segnò un passo importante verso il riconoscimento dei diritti civili e della libertà di culto, sanciti successivamente dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino nel 1789. Voltaire, concludeva spesso le sue lettere con l'invito a "écrasez l'infâme", ovvero a combattere il fanatismo, la superstizione e l'intolleranza.

