Altare di Pergamo - storia dell'arte in pillole

Altare di Pergamo - storia dell'arte in pillole

Breve Sommario

Il video esplora l'Altare di Pergamo, un'opera significativa del periodo ellenistico, ora ricostruita a Berlino. L'altare è celebre per i suoi fregi scultorei, in particolare quello maggiore che raffigura la Gigantomachia, una battaglia mitologica tra dei e giganti, e quello minore con scene della vita di Telefo, fondatore di Pergamo. L'opera si distingue per il suo stile drammatico, l'uso del chiaroscuro e la narrazione continua, influenzando l'arte romana successiva.

  • L'Altare di Pergamo è un esempio chiave dell'arte ellenistica, noto per il suo stile drammatico e la rappresentazione di scene mitologiche.
  • Il fregio maggiore raffigura la Gigantomachia con figure in altorilievo e un forte contrasto tra luci e ombre.
  • Il fregio minore narra la storia di Telefo, mostrando una composizione narrativa continua che anticipa l'arte romana.

L'Altare di Pergamo e il Periodo Ellenistico

L'arte greca subì una trasformazione significativa durante il periodo ellenistico, come evidenziato dall'Altare di Pergamo, eretto intorno al 160 a.C. e oggi ricostruito nei Musei di Berlino. La struttura si erge su cinque gradini, con uno zoccolo che presenta un fregio scolpito raffigurante la Gigantomachia. Questo fregio ad alto rilievo è situato tra una base sagomata e un cornicione sporgente. Lo zoccolo include una scalinata di 20 metri che conduce a un cortile pavimentato.

Struttura e Fregi dell'Altare

Sopra lo zoccolo e di fronte alla scalinata si trova un colonnato ionico con un muro di fondo decorato da un fregio minore continuo, che illustra scene della vita di Telefo, l'eroe fondatore di Pergamo. Il fregio maggiore narra un complesso racconto cosmico-mitologico, iniziando sul lato occidentale con le divinità del mare e della terra, proseguendo sul lato settentrionale con gli dei della notte, sul lato meridionale con gli dei del giorno e della luce, e concludendosi sul lato orientale con le divinità dell'Olimpo.

La Gigantomachia: Drammaticità e Movimento

Le figure divine nel fregio maggiore risaltano sullo sfondo liscio in altorilievo, creando effetti quasi a tutto tondo, con movimenti dinamici e un ritmo irregolare. Il contrasto tra ombra e luce è accentuato dall'uso del trapano, che aggiunge drammaticità. La battaglia è intensa e violenta, con i titani sopraffatti dagli dei, e le loro espressioni riflettono l'agonia. La scena è ricca di drappeggi, ma presenta una certa dispersione dei dettagli e un eccessivo manierismo.

Il Fregio di Telefo e l'Influenza sull'Arte Romana

Il fregio minore, realizzato successivamente, racconta le storie di Telefo, figlio di Herakles e fondatore mitico di Pergamo. Quest'opera rappresenta un esempio precoce di composizione narrativa continua nella scultura, derivata probabilmente dalla pittura, e anticipa il racconto continuo che sarà utilizzato nell'arte romana. Il fregio è preciso e accurato, con figure disposte su diversi piani, e le immagini nella parte alta sono più piccole per creare un effetto prospettico.

Ritrovamento e Ricomposizione

La decorazione marmorea dell'altare fu ritrovata frammentata e murata nelle fortificazioni bizantine vicino all'altare. La ricomposizione del fregio della Gigantomachia fu realizzata da Puchstein e Bohn, con l'aiuto degli scultori italiani Freres e Possenti. La ricomposizione fu facilitata dalla numerazione delle lastre del fregio e dalle iscrizioni dei nomi dei giganti, degli artisti e degli dei. L'arte ellenistica prediligeva opere intense e violente, capaci di impressionare, e l'Altare di Pergamo raggiunge pienamente questo obiettivo.

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