0:00 Andrea staid buongiorno buongiorno a tutte a tutti e benvenuto Davvero Qui nel posto delle parole per condividere il suo libro essere natura uno sguardo antropologico per cambiare il nostro rapporto con l'ambiente Il libro è pubblicato dalla casa editrice UTET ma nasce da una collaborazione con il festival dialoghi sull'uomo diventato poi dialoghi di Pistoia festival che seguiamo dalla prima edizione e raccontiamo raccontiamo anche questa collana editoriale molto importante perché significa che il festival non è solamente un appuntamento dedicato alle persone che sono presenti agli incontri
0:46 Ma gli incontri fanno nascere Altre collaborazioni come questa collana editoriale E con questo libro essere natura Andrea staid leggo il risvolto di copertina docente di antropologia culturale visuale presenza di Milano e di antropologia culturale all'Università di Roma per la casa editrice meltemi dirige la collana biblioteca antropologia e collabora tra l'altro con diverse testate giornalistiche tra le quali la testata online il tascabile Ecco perché mi fa sempre piacere citare il tascabile lei di cosa si è occupato ultimamente su questa rivista online ma su tascabile L'ultimo lavoro che ho fatto è stata un'intervista a una giornalista
1:32 internazionale ed essenziale che si chiama Sara GameStop che ha fatto un bellissimo libro sulla casa Io mi sono occupato Abbiamo parlato anche a questa stessa trasmissione di abitare prima di questo libro di case e quindi Insomma ci siamo trovati molto nelle nostre nelle nostre visioni anche se con delle differenze chiaramente è il bello della relazione fra persone che studiano degli argomenti e quindi sì mi sono occupato del suo ultimo libro sulla casa e il Rico e ricordo che il libro di Andrea staid riferito alla casa la casa vivente riparare gli spazi imparare a costruire ha pubblicato dalla casa editrice torinese Add che cosa ci dice questa immagine di copertina Andrea staiglia un'immagine
2:17 molto molto particolare che è da raccontare ma senza fare un torto a nessuno dei miei editori precedenti con cui ho avuto degli ottimi rapporti con non averceli devo essere sincero che questa copertina forse è una delle più belle che ho avuto la fortuna di avere per un mio libro c'è stato un lavoro dell'ufficio grafico di UTET veramente eccezionale perché la copertina diciamo che secondo me è la perfetta realizzazione anche di quello che poi è il focus teorico di tutto il libro cioè il titolo si chiama essere natura lei ha iniziato benissimo con l'introduzione dicendo noi ne siamo parte cioè la natura non è qualcosa di separato da noi e queste immagini di copertina è appunto una costruzione di una forma di un volto umano che in
3:04 realtà si confonde con Vegetal vegetale animale e questo è proprio il concetto stesso del libro cioè io credo che uno dei problemi che non ci troviamo ad affrontare che è molto grosso che è quello della crisi ecosistemica sia legata proprio al fatto che a un certo punto io ho cominciato a teorizzarci e confrontarci come Homo Sapiens fuori della natura è superiori della natura quindi la copertina diciamo che secondo me A parte essere bella graficamente è molto molto centrata dal punto di vista della comprensione di quello che è sono i contenuti del libro in esergo Andreas alcuni dediche e anche all'orto in evoluzione permanente c'è questa dedica che può apparire strana sicuramente singolare ma appena girata pagina Andrea
3:53 staid ci fa tornare nell'orto e piena estate e perché sì Perché in realtà Ecco Questa è l'altra particolarità di questo mio nuovo libro è che ho cercato di gridare teoria antropologica ricerca etnografica esperienza personale e magari non ci sono riuscito Però quello che ho cercato di fare è stato scriverlo anche in modo il più divulgativo Ma soprattutto letterario possibile e quindi l'inizio All'inizio io stavo scrivendo veramente il libro Io ho la fortuna di avere il mio studio praticamente dentro il mio orto anche e in una pausa di scrittura vado a vedere come stanno le piante che ormai era un
4:38 maggio fino a aprile Quindi stavano vegetando bene per fortuna e però mi rendo conto che non c'è più acqua nel senso che io le piante stavano bene ma l'acqua piovana il recupero e ogni fascia del mio orto era finita Cioè a maggio ci eravamo già trovati vive in Liguria che l'acqua non c'era più e questo era una cosa in questi anni che ho cambiato vita e che comunque vivo anche coltivando e mangiando quello che riesco a mettere in terra Mi ha fatto veramente strano vedere che fosse già finita completamente l'acqua ma soprattutto che non ci fosse acqua neanche nel bosco neanche nella fonte e quindi il libro parte da una piccola cosa tragica della mia vita personale di quest'estate cioè la grande siccità che c'è stata in tutta Italia per parlare
5:24 poi di qualcosa di che dal locale globale cioè la crisi ecologica attuale la crisi idrica e i problemi che siamo che dobbiamo capire come affrontare e come risolvere siamo verso la fine dell'autunno e lei nel suo orto che cosa ha adesso Allora adesso io nel libro lo dico anche per farleggerire un po' certo la nostra intervista io nel libro parlo di questa relazione soggettiva con le specie e la mia relazione con gli animali con i vegetali Ecco ieri ce ne è stata una abbastanza negativa perché un tasso Gli è entrato nell'orto ne ho mangiato la metà dei miei broccoletti che erano quasi pronti da raccogliere e quindi ho avuto una relazione conflittuale ieri con un animale Selvatico però a parte le battute ho un po' tutto quello che si
6:11 dovrebbe mettere in un orto invernale nell'area Mediterranea Quindi tutte le cavolace o le fave che sono già belle belle alte ovviamente non pronte da mangiare o le varie insalate o i vari Key appunto broccoli cavolfiori Cavoli neri e cose di questo tipo la cosa incredibile è che ieri ho raccolto gli ultimi fagiolini questo è veramente strano ci fa capire anche che un altro e un altro è un altro modo di capire il clima perché raccogliere i fagiolini nel proprio orto bene o male dicembre sembra veramente essere in un'altra stagione e questo ci fa capire che la natura Noi abbiamo parlato del luogo Dell'Orto No e che già che è già
6:58 un toccare il polso no a Come sta la natura natura non è un luogo abbiamo capito da questa dalla lettura di questo libro essere natura ma è un organismo vivente e qui andiamo a toccare il campo di studi di Andreas ricordo docente di antropologia culturale per molti molti anni l'antropologia ha avuto l'idea molto chiare no sulla natura sulla cultura e sulla descrizione della natura stessa Oggi invece le carte devono essere rimescolate anche per l'antropologia Sì assolutamente Diciamo che l'antropologia si fonda potremmo dire per semplificare intorno alla fine dell'Ottocento e l'antropologia si fonda
7:45 proprio su questa separazione netta fra natura e cultura cioè l'antropologia si occupa delle costruzioni culturali che hanno solo gli esseri umani diciamo così detta in tre parole e si fonda su gli studi di Taylor e poi su grandi intuizioni del noto antropologo Levi Strauss che però poi oltretutto cambierà idea in corso di vita che nel libro Le strutture elementari della parentela del 1949 Se non erro praticamente Lui costruisce questa separazione fra natura e cultura come di fatto qualcosa di oggettivo di reale che è determinata proprio secondo Levi Strauss dal linguaggio dal linguaggio articolato poi Le Bistrot negli anni 60 fino anni 60
8:31 cambierà anche idea su questa sua posizione Però diciamo che oggi così oggi si intendono gli ultimi 30 anni in realtà l'etnografia è anche un'etologia la paleoantropologia l'archeologia hanno messo completamente in crisi questo questo come possiamo chiamarlo questo quadro epistemologico e quindi diciamo che sappiamo che la cultura non è prima di tutto un fatto esclusivamente umano nel senso che diventa impossibile una separazione netta fra natura e cultura ma soprattutto che il concetto stesso di natura e il concetto di cultura che noi abbiamo insito nelle nostre teste è qualcosa di prodotto da un particolare costruzione culturale che è quello occidentale perché l'antropologia ci ha raccontato negli ultimi 30 anni anche di
9:17 più che ci sono cosmologie e visioni dell'uomo nel mondo visione dell'umanità nel Cosmo che non sono affatto così distintive fra Nature e cultura e soprattutto che non pongono l'uomo al centro Cioè non vedo non hanno una visione antropocentrica e io nel mio libro deciso di fare ovviamente dei ripari ribadisco in un modo molto semplice in un modo molto divulgativo Ci sono libri assai più complessi e belli del mio su questi temi però cerco di portare dei termini importanti per la nostra contemporaneità un pubblico di lettore direttrici spero più allargato possibile partendo proprio dai grandi studi di Philip the Scolari di Eduardo con Diana zingara Insomma sono veramente tante quelle che poi oggi vengono chiamate le antropologie deontological cioè della Svolta ontologica
10:04 dell'antropologia E dell'antropologia che va oltre l'umano Però per andare verso questa antropologia bisogna analizzare la situazione La situazione è passata ma soprattutto quella presente in quanto oggi come oggi per esempio per quanto riguarda della Said le risorse del pianeta c'è veramente un grande dibattito E meno male però sembra che ci sia anche un ritorno al passato cioè quella modernità e quel colonialismo che quindi sono stati proprio costruiti giorno dopo giorno coloniesmo che tra l'altro continua ancora Perché per quanto riguarda le materie le materie presenti nel sottosuolo e qui il business è molto importante l'attività estrattiva sembra
10:51 non finire mai E però le risorse lo dice la parola stessa le risorse non sono infinite Sì noi dobbiamo fare i conti con il fatto che non possiamo vivere in un modo illimitato in un in un ambiente perché è limitato che ha risorse limitata e questo è la la malattia dal mio punto di vista degli ultimi due secoli in realtà sicuramente i come scrivo nel libro Il disastro ecologico il disastro ecosistemico Ha delle radici Ben salde ed e sono quelle del colonialismo perché se ci pensiamo Se ci pensate il l'Europa un posto piccolo a un certo punto ha cominciato a spostarsi in tutto il mondo e cosa ha fatto ha fatto delle guerre ha fatto delle rapine di materie prime a
11:36 estratto appunto materie prime e la rese merci a musificata la natura ha distrutto intere popolazioni quindi non noi dobbiamo fare i conti con questo ma la cosa incredibile è che negli ultimi due secoli forse anche meno un secolo e mezzo abbiamo accelerato talmente tanto i consumi e le estrazioni di materie la distruzione dell'ecosistema e di quello che ci circonda che ci sta portando Appunto a un collasso e questo per me ovviamente anche penso per molti delle ascoltatrici degli ascoltatori Per lei è un grosso problema da affrontare e credo che l'antropologia può darci degli occhiali da vista per vedere meglio quello che sta succedendo e quindi cercare tutti assieme delle delle possibilità per uscire da questa enorme crisi in cui siamo immersi Perché
12:22 bisogna poi toccare con mano questa situazione quando in apertura di conversazione Andrea ci raccontava Dell'Orto quelle cose le tocchi con mano e Bisognerebbe veramente è chiaro che non tutti abbiamo la possibilità di Coltivare l'orto ma tutti quanti abbiamo la possibilità di armarci di curiosità e fare una passeggiata al parco andare nei boschi passeggiare camminare ogni giorno e questa esperienza immersiva giorno dopo giorno ci fa rendere conto che che qualcosa è cambiato non cambia solamente perché cambiano le stagioni Sì assolutamente cioè questa è una cosa molto importante Infatti sono contento che la tirata fuori perché io non dico
13:09 che prima di tutto non mi porto come esempio del cambiamento cioè la mia è soltanto un'esperienza personale non penso neanche che tutti debbano avere il proprio orto Anche perché sarebbe impossibile Ovviamente però Tutti possiamo fare pratica di conoscenza Tutti possiamo renderci conto di quello che ci circonda e quindi anche della crisi ecologica in atto non bisogna per forza vivere in cima una montagna per rendersene conto e oltretutto nel nel mio piccolo libro porto anche degli esempi di progettazione molto interessanti di come vivere la città anche in modo differente di come vivere addirittura la scuola in modo differente Agli ospedali in modo differente Cioè ci sono un sacco di luoghi nel mondo che stanno sperimentando la relazione molti specie proprio nei luoghi di cura e nei
13:54 luoghi di insegnamento e attenzione la cosa interessante che noi abbiamo le prove certe e che se dei ragazzi delle ragazze tutte le scuole elementari delle scuole medie delle scuole superiori dell'università invece che fare lezione sempre chiusi dentro una stanza fanno lezione in mezzo a un bosco o in una stanza piena di piante o in dei luoghi che non sono soltanto chiusi apprendono meglio cioè la nostra capacità di apprendimento migliora E lo stesso vale per l'ospedale che ormai abbiamo delle dei dati certi che ci dicono che noi guardiamo prima se abbiamo intorno a noi altri vegetali o altri animali e questa è una cosa una considerazione molto interessante per capire Prima di tutto che noi siamo natura e soprattutto che la relazione oltre la nostra specie
14:40 preservandola rispettandola qualcosa che fa bene a noi e all'altro animale Eh sì poi in questo libro c'è un'appendice endografica molto importante perché per esempio c'è la storia di Tina No che che si riconosce nella casa di pietra per la prima volta si riconosce percepita come natura Ecco questi sono questi sono esempi in cui noi possiamo imbatterci e riflettere perché non è detto che dobbiamo essere come Tina per esempio Ma dobbiamo dobbiamo riflettere sulle sue scelte la natura difficile da descrivere ma non è sicuramente una cosa no come scrive Andrea staida parlando di ritina Ecco la natura e qualche cos'altro Noi invece parliamo di cosa come se fosse un
15:26 oggetto qualsiasi che possiamo spostare possiamo manomettere e gestire come vogliamo e invece no questo è un altro punto importante diciamo uno dei fili Rossi del mio libro Io credo che dobbiamo pensare al vivente come tante presenze di soggetti e non come oggetti se noi usciamo dall'oggettificazione di tutto quello che ti circonda forse possiamo uscire anche dalla crisi ecologica perché inizia il rispetto e relazione cioè un albero non è un oggetto è un soggetto un cane Una mucca un maiale è un soggetto una vita di più una formica è un soggetto perché se no pensiamo sempre qualcosa che è troppo vicino a noi per poterlo rispettare tutto quello che ci circonda è una moltitudine di soggetti
16:13 questo non vuol dire non avere delle relazioni anche conflittuali come io adesso l'euro col Tasso che mi ha mangiato i broccoli però so che quel tasso è un soggetto non è qualcosa che io posso oggettificare e questo è molto importante sì in fondo al libro ho fatto questa etnografia particolare per il mio metodografia di un solo luogo quindi un solo paese ma invece ho scelto proprio di portare tanti esempi di persone che ho incontrato nel 2022 in un anno quindi è stata una ricerca breve Di fatto però che vivono in modo differente la loro relazione con la natura rispetto a quella che ci sembra l'unica possibile e trovate esempi di donne di uomini di ragazzi di ragazze giovanissime e di pensionati che una volta andati in pensione hanno capito che non volevano
17:00 più vivere nella fretta nella loro relazione con il vivente e quindi insomma trovate da chi vive nel bosco a chi vive in città a chi pratica le manifestazioni contro crisi climatica Cioè nel senso di rispetto per l'ambiente trovate l'esperienza anche di chi decide di vivere in barca a vela senza usare mai il combustibile fossile Insomma ci sono veramente esperienze di tutti i tipi che possono non dirci come dobbiamo vivere ma fomentare quanto meno l'idea che possiamo ri vedere l'immaginario che possiamo vivere in modo differente e Sì possiamo vivere in modo differente però andresti a volte quando leggo che danno delle prospettive diverse no
17:46 realistiche come questo intitolato essere natura una volta chiuso non puoi non porti la domanda Senza voler rivoluzionare stravolgere la propria vita il mondo e così via La domanda è e io dopo tutto questo che ho letto che cosa faccio potrei rispondere come avrebbe risposto Albert camu' mi rivolto Dunque siamo questo dobbiamo fare Dobbiamo cercare di metterci in discussione e soprattutto un'altra cosa che io dico con molta forza in questo libro perché ci credo molto in questo in questo discorso è quello che il cambiamento non è una rinuncia Ma è una conquista Cioè non avere più l'aria condizionata e quindi riuscire a capire come coibentare almeno
18:33 la propria casa con dei materiali naturali non è una cosa sfortunata che ci è capitata ma significa tornare a comprendere quelli che abitiamo non mangiare più animali che vengono schiavizzati all'interno di allevamenti intensivi non è una rinuncia è soltanto la bellezza della scoperta e quindi io credo che vivere in un modo più ecologico e più sociale è soltanto una possibilità meravigliosa e godimento è L'azione è venuto a appoggio e solidarietà il libro a portata di mano io sì E allora E allora quasi come fosse un tranello ad Andrea staedda perché questo libro è intitolato essere natura ed essere natura attraversa delle parole
19:20 molto importanti delle parole che lei trova pagina 15 noi due quanto a lungo fummo ingannati di waluit Man ce la fa ascoltare Oddio che è responsabile vero che responsabilità questa è per fortuna Beh insomma è meravigliosa È Sì posso provare a leggerlo nel migliore dei modi noi due quanto a lungo fumo ingannati ora metamorfosati fuggiamo veloci Come fare la natura noi siamo la natura a lungo siamo mancati ma ora torniamo diventiamo piante tronchi fogliame radici corteccia siamo incassati nel terreno siamo Rocce siamo Querce
20:06 cresciamo fianco a fianco delle radure bruchiamo due tra la mangia selvaggia spontanei come chiunque Siamo due pesci che nuotano insieme nel mare Siamo ciò che i fiori di Robinia sono espandiamo profumi nei sentieri intorno i Mattini e le sere siamo anche sterco di bestie vegetali minerali Siamo due Falchi due predatori ci liberiamo in alto dell'aria e guardiamo Sotto siamo due soli sple Siamo noi che ci bilanciamo sferici Stellari siamo come due comete paghiamo con due zanne e quattro zampe nei boschi ci lanciamo sulla preda Siamo due nuvole che macchino e pomeriggio avanzano in alto siamo Mari che si mescolano Siamo due di quelle felici onde che rotolano
20:51 una sull'altra e si spruzzano l'un l'altra siamo ciò che L'atmosfera è trasparente ricettiva pervia impervia siamo neve pioggia freddo buio siamo ogni prodotto ogni influenza del globo abbiamo ruotato e ruotato Sin che siamo arrivati di nuovo a casa noi due abbiamo abrogato tutto fuorché la libertà tutto fuorché la gioia e Queste erano le parole di Wall whitman noi due quanto a lungo fungo ingannati dalla straordinaria opera intitolata foglie d'erba prima di salutarci Andrea staid Qual è il libro che le fa compagnia In questi giorni allora in questo momento sto leggendo un libro che mi ha donato la meravigliosa
21:37 casa editrice nottetempo di Patrick de Ville che si chiama campuccea che è il libro sulla storia tragica e meravigliosa della Cambogia Grazie davvero del tempo che ci ha dedicato e buona giornata buona giornata a tutte a tutti