[Histoire 1ere] La Révolution et l'Empire, une nouvelle conception de la Nation - cours complet

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Breve Riepilogo

Questo video esamina come la Rivoluzione francese e l'Impero napoleonico abbiano plasmato una nuova concezione della nazione francese. Esplora il passaggio dalla monarchia assoluta alla sovranità popolare, l'ascesa e la caduta della Prima Repubblica, e le riforme di Napoleone che hanno modernizzato la Francia.

  • Dalla monarchia assoluta alla sovranità popolare (1789-1792)
  • La Prima Repubblica (1792-1799)
  • La Francia Napoleonica

Dalla monarchia assoluta all'affermazione della sovranità popolare (1789-1792)

Il processo di cambiamento inizia con la rivoluzione dei deputati degli Stati Generali, convocati da Luigi XVI a causa di una crisi politica, economica e finanziaria. Il 17 giugno 1789, i deputati del Terzo Stato si proclamano Assemblea Nazionale, sfidando l'autorità del re. Il 20 giugno, con il Giuramento della Pallacorda, giurano di non separarsi finché non avranno dato una costituzione alla Francia, segnando il passaggio a una monarchia costituzionale. A Parigi, il 14 luglio 1789, la presa della Bastiglia da parte di artigiani e bottegai parigini, noti come "sans-culottes", simboleggia la fine dell'arbitrio reale. Nelle campagne, si verifica un'ondata di violenza contro i signori, conosciuta come la "Grande Paura". Il 26 agosto 1789, l'Assemblea Nazionale redige la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, che sancisce l'uguaglianza dei diritti, la libertà individuale, il diritto di proprietà e la sovranità della nazione. Vengono aboliti i privilegi e nazionalizzati i beni ecclesiastici per risanare il debito pubblico. La Francia viene riorganizzata amministrativamente in 83 dipartimenti, promuovendo l'uguaglianza dei cittadini sul territorio. L'opinione pubblica si sviluppa attraverso dibattiti all'Assemblea, club politici e una stampa in crescita.

La fine della monarchia assoluta

La fine della monarchia assoluta in Francia si articola in diverse fasi. Inizialmente, si assiste alla rivoluzione dei deputati degli Stati Generali, definita anche rivoluzione giuridica. Il 5 maggio 1789, a Versailles, si apre la prima riunione degli Stati Generali, convocata da Luigi XVI in un contesto di crisi politica, economica e finanziaria. Durante questa riunione, il re non propone riforme concrete, deludendo i deputati del Terzo Stato, soprattutto sulla questione delle modalità di voto. Il 17 giugno 1789, i deputati del Terzo Stato compiono un atto di forza proclamandosi Assemblea Nazionale, opponendosi a Luigi XVI. Il re reagisce chiudendo la sala delle riunioni, spingendo i deputati a riunirsi nella sala della pallacorda, dove il 20 giugno 1789 prestano il giuramento di non separarsi fino a quando non avranno dato una costituzione alla Francia. Questo segna il passaggio alla monarchia costituzionale, anche se la costituzione sarà redatta solo nel settembre 1791.

La rivoluzione popolare a Parigi

La rivoluzione giuridica e politica viene amplificata a Parigi da una rivoluzione popolare. Nel luglio 1789, la situazione economica a Parigi è difficile, con scarsità di grano e timori di una reazione del re al giuramento della pallacorda. Il 14 luglio 1789, un gruppo di artigiani e bottegai parigini, i "sans-culottes", assalta la prigione della Bastiglia, simbolo dell'arbitrio reale. Contemporaneamente, nelle campagne, si verifica un'ondata di violenza contro i signori, la "Grande Paura". Questi eventi portano all'istituzione di nuovi principi e a una "Francia nuova".

La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino

Il 26 agosto 1789, l'Assemblea Nazionale redige la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, un testo fondamentale che pone le basi per una nuova società e nazione, proclamando l'uguaglianza dei diritti, la libertà individuale, il diritto di proprietà e la sovranità della nazione. Questa dichiarazione completa la misura del 4 agosto 1789, che aveva abolito i privilegi e la società d'ordine. Per finanziare le misure e risanare il debito pubblico, nel novembre 1789, l'Assemblea decide la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici. Viene anche attuata una riorganizzazione amministrativa con la creazione di 83 dipartimenti, promuovendo l'uguaglianza dei cittadini sul territorio. L'opinione pubblica si sviluppa attraverso dibattiti all'Assemblea, club politici e una stampa in crescita.

Divisioni e la fine dell'unanimità

Nonostante l'iniziale illusione di unanimità, la Rivoluzione divide i francesi. Il 14 luglio 1790, si svolge la festa della Federazione a Parigi, con 250.000 persone provenienti dalle province che si riuniscono attorno al re, sancendo il passaggio alla monarchia costituzionale. Tuttavia, il paese è profondamente diviso. Molti nobili emigrano all'estero per cercare protezione dai principi assoluti europei, mentre alcuni preti, chiamati refrattari, rifiutano di firmare la costituzione civile del clero, venendo considerati controrivoluzionari.

L'elaborazione della Prima Repubblica (1792-1799)

Il 10 agosto 1792, i sans-culottes prendono d'assalto il palazzo delle Tuileries, arrestando Luigi XVI e ponendo fine alla monarchia. Questo evento è il culmine di una serie di eventi in cui il re ha perso la fiducia del popolo, tra cui la fuga fallita a Varennes nel 1791 e la dichiarazione di guerra all'Austria nel 1792. Dopo l'arresto del re, i deputati decidono di instaurare la Prima Repubblica. Una nuova assemblea, la Convenzione, viene eletta e proclama la Repubblica il 22 settembre 1792. Emergono due tendenze politiche: i montagnardi, sostenuti dal popolo parigino, e i girondini, più diffidenti verso i sans-culottes e favorevoli a una decentralizzazione dei poteri.

La fine della monarchia e gli inizi della repubblica

Il 10 agosto 1792, i sans-culottes assaltano il palazzo delle Tuileries, arrestando Luigi XVI e segnando la fine della monarchia. Questo evento è il risultato di una serie di eventi in cui il re ha perso la fiducia del popolo, tra cui il tentativo di fuga del giugno 1791 e la dichiarazione di guerra all'Austria nell'aprile 1792. La situazione militare francese è critica, e i sans-culottes attribuiscono la colpa a Luigi XVI. Dopo l'arresto del re, i deputati decidono di instaurare la Prima Repubblica. Una nuova assemblea, la Convenzione, viene eletta e proclama la Repubblica il 22 settembre 1792, dopo la vittoria di Valmy. Si delineano due fazioni politiche: i montagnardi, sostenuti dal popolo parigino, e i girondini, più cauti nei confronti dei sans-culottes e favorevoli alla decentralizzazione.

Il ruolo delle donne nella Rivoluzione

Nonostante l'importante ruolo delle donne all'inizio della Rivoluzione, la Repubblica adotta un atteggiamento ambiguo nei confronti del loro impegno rivoluzionario. Figure come Madame Roland e Olympe de Gouges partecipano attivamente alla Rivoluzione, con Olympe de Gouges che redige persino una dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina nel 1791. Tuttavia, il ruolo delle donne viene gradualmente ridimensionato dalla Convenzione, e sia Madame Roland che Olympe de Gouges vengono ghigliottinate nel novembre 1793.

Le difficoltà della Prima Repubblica e il periodo del Terrore

Fin dall'inizio, la Prima Repubblica affronta numerose difficoltà. La Convenzione deve decidere il destino di Luigi XVI, processato e giustiziato il 21 gennaio 1793, un evento che segna una svolta radicale nella Rivoluzione. Successivamente, viene instaurato il periodo del Terrore. Nel 1793, la Convenzione affida il potere esecutivo a un Comitato di salute pubblica, guidato da figure come Danton, Robespierre e Saint-Just, che istituisce un regime d'eccezione. Vengono prese misure sociali come l'abolizione della schiavitù nelle colonie, l'abolizione dei diritti feudali senza indennizzo, la distribuzione dei beni dei sospetti ai più poveri e il tentativo di sostituire il culto cattolico con il culto dell'Essere Supremo. Tuttavia, il Terrore si distingue soprattutto per la repressione.

La repressione e la fine del Terrore

In nome della difesa della Rivoluzione e della Repubblica, vengono soppresse le libertà democratiche per combattere la rivolta della Vandea e la minaccia delle potenze straniere. A partire dall'estate 1793, le libertà vengono sospese e la legge sui sospetti permette l'arresto di chiunque sia sospettato di essere contro la Repubblica. Circa 35.000-45.000 persone vengono giustiziate dai tribunali rivoluzionari, mentre la guerra civile in Vandea causa circa 200.000 vittime. Con la repressione delle rivolte interne e la sconfitta degli eserciti nemici, si pone la questione della fine del regime d'eccezione. Robespierre, tuttavia, vuole continuare il Terrore, ma viene arrestato il 9 Termidoro (27 luglio 1794) e ghigliottinato il giorno successivo.

La fine della Repubblica

Dopo la caduta di Robespierre, la Repubblica assume un carattere sempre più conservatore. Il nuovo regime, il Direttorio, abolisce il suffragio universale a favore del suffragio censitario. Il regime si rivela debole, e il generale Bonaparte prende il potere con il colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799), segnando la fine della Prima Repubblica, anche se ufficialmente continua fino al 1804.

La Francia Napoleonica

Dopo il colpo di stato, Napoleone Bonaparte instaura il Consolato (1799-1804). Sotto l'apparenza di una repubblica, Bonaparte, nominato primo console, detiene il potere assoluto. Il suffragio universale viene ripristinato, ma il popolo non elegge direttamente i suoi rappresentanti ed è consultato tramite plebiscito. Il 2 dicembre 1804, Bonaparte viene incoronato imperatore con il nome di Napoleone I. Il regime assume un carattere sempre più monarchico, con la creazione di una corte e il riutilizzo di simboli della regalità. Napoleone controlla ogni aspetto della vita pubblica, limitando le libertà con la censura della stampa e la sorveglianza della polizia.

L'evoluzione dei poteri di Napoleone Bonaparte

Dopo il colpo di stato, Napoleone Bonaparte instaura il Consolato (1799-1804). Sotto l'apparenza di una repubblica, Bonaparte, nominato primo console, detiene il potere assoluto. Il suffragio universale viene ripristinato, ma il popolo non elegge direttamente i suoi rappresentanti ed è consultato tramite plebiscito. Il 2 dicembre 1804, Bonaparte viene incoronato imperatore con il nome di Napoleone I. Il regime assume un carattere sempre più monarchico, con la creazione di una corte e il riutilizzo di simboli della regalità. Napoleone controlla ogni aspetto della vita pubblica, limitando le libertà con la censura della stampa e la sorveglianza della polizia.

Le riforme di Napoleone

Napoleone si dedica alla riorganizzazione della Francia attraverso riforme chiamate "masse di granito". Il suo primo obiettivo è ristabilire la pace civile, firmando il concordato con il papa nel 1801, che ripristina la pace religiosa e permette il ritorno dei nobili emigrati. Le riforme di Napoleone mirano a consolidare le conquiste della Rivoluzione e a porvi fine. Il codice civile del 1804 afferma l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, ma stabilisce anche la gerarchia sociale, conferma la proprietà come diritto essenziale e rafforza l'autorità del padre e del marito nella famiglia. Il codice civile viene ampiamente diffuso nell'Impero napoleonico. Un altro obiettivo delle riforme è formare élite e un'amministrazione efficiente. Napoleone istituisce un prefetto in ogni dipartimento e crea i licei nel 1800 per formare élite devote allo Stato. Infine, le riforme mirano a favorire l'economia e a privilegiare la borghesia, come dimostra la creazione di una moneta stabile, il franco germinale, nel 1803.

L'Europa Napoleonica e la fine dell'Impero

Grazie alla Grande Armata, Napoleone domina militarmente gran parte dell'Europa. L'Impero raggiunge il suo apogeo nel 1811, con la "Francia dei 130 dipartimenti". Il codice civile viene ampiamente diffuso. Tuttavia, l'espansione francese porta alla formazione di cinque coalizioni contro di essa tra il 1805 e il 1815, tutte guidate dall'Inghilterra. L'esercito napoleonico si comporta sempre più come un esercito di occupazione, suscitando i sentimenti nazionali dei popoli europei, come dimostra l'insurrezione spagnola nel 1808. A partire dalla campagna di Russia nel 1812, le sconfitte si moltiplicano, anche perché la borghesia sostiene sempre meno il regime a causa di una crisi economica. Napoleone abdica una prima volta nel 1814 e poi definitivamente nel giugno 1815.

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