[Histoire 1ere] La Révolution et l'Empire, une nouvelle conception de la Nation - cours complet

Breve Riepilogo

Questo video esamina come la Rivoluzione francese e l'Impero napoleonico abbiano plasmato una nuova concezione della nazione francese. Esplora il passaggio dalla monarchia assoluta alla sovranità popolare, l'ascesa e la caduta della Prima Repubblica, e le riforme di Napoleone che hanno modernizzato la Francia.

  • Dalla monarchia assoluta alla sovranità popolare (1789-1792)
  • La Prima Repubblica (1792-1799)
  • La Francia Napoleonica

Dalla monarchia assoluta all'affermazione della sovranità popolare (1789-1792)

Il processo di cambiamento inizia con la rivoluzione dei deputati degli Stati Generali, convocati da Luigi XVI a causa di una crisi politica, economica e finanziaria. Il 17 giugno 1789, i deputati del Terzo Stato si proclamano Assemblea Nazionale, sfidando l'autorità del re. Il 20 giugno, con il Giuramento della Pallacorda, giurano di non separarsi finché non avranno dato una costituzione alla Francia, segnando il passaggio a una monarchia costituzionale. A Parigi, il 14 luglio 1789, la presa della Bastiglia da parte di artigiani e bottegai parigini, noti come "sans-culottes", simboleggia la fine dell'arbitrio reale. Nelle campagne, si verifica un'ondata di violenza contro i signori, conosciuta come la "Grande Paura". Il 26 agosto 1789, l'Assemblea Nazionale redige la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, che sancisce l'uguaglianza dei diritti, la libertà individuale, il diritto di proprietà e la sovranità della nazione. Vengono aboliti i privilegi e nazionalizzati i beni ecclesiastici per risanare il debito pubblico. La Francia viene riorganizzata amministrativamente in 83 dipartimenti, promuovendo l'uguaglianza dei cittadini sul territorio. L'opinione pubblica si sviluppa attraverso dibattiti all'Assemblea, club politici e una stampa in crescita.

La fine della monarchia assoluta

La fine della monarchia assoluta in Francia si articola in diverse fasi. Inizialmente, si assiste alla rivoluzione dei deputati degli Stati Generali, definita anche rivoluzione giuridica. Il 5 maggio 1789, a Versailles, si apre la prima riunione degli Stati Generali, convocata da Luigi XVI in un contesto di crisi politica, economica e finanziaria. Durante questa riunione, il re non propone riforme concrete, deludendo i deputati del Terzo Stato, soprattutto sulla questione delle modalità di voto. Il 17 giugno 1789, i deputati del Terzo Stato compiono un atto di forza proclamandosi Assemblea Nazionale, opponendosi a Luigi XVI. Il re reagisce chiudendo la sala delle riunioni, spingendo i deputati a riunirsi nella sala della pallacorda, dove il 20 giugno 1789 prestano il giuramento di non separarsi fino a quando non avranno dato una costituzione alla Francia. Questo segna il passaggio alla monarchia costituzionale, anche se la costituzione sarà redatta solo nel settembre 1791.

La rivoluzione popolare a Parigi

La rivoluzione giuridica e politica viene amplificata a Parigi da una rivoluzione popolare. Nel luglio 1789, la situazione economica a Parigi è difficile, con scarsità di grano e timori di una reazione del re al giuramento della pallacorda. Il 14 luglio 1789, un gruppo di artigiani e bottegai parigini, i "sans-culottes", assalta la prigione della Bastiglia, simbolo dell'arbitrio reale. Contemporaneamente, nelle campagne, si verifica un'ondata di violenza contro i signori, la "Grande Paura". Questi eventi portano all'istituzione di nuovi principi e a una "Francia nuova".

La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino

Il 26 agosto 1789, l'Assemblea Nazionale redige la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, un testo fondamentale che pone le basi per una nuova società e nazione, proclamando l'uguaglianza dei diritti, la libertà individuale, il diritto di proprietà e la sovranità della nazione. Questa dichiarazione completa la misura del 4 agosto 1789, che aveva abolito i privilegi e la società d'ordine. Per finanziare le misure e risanare il debito pubblico, nel novembre 1789, l'Assemblea decide la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici. Viene anche attuata una riorganizzazione amministrativa con la creazione di 83 dipartimenti, promuovendo l'uguaglianza dei cittadini sul territorio. L'opinione pubblica si sviluppa attraverso dibattiti all'Assemblea, club politici e una stampa in crescita.

Divisioni e la fine dell'unanimità

Nonostante l'iniziale illusione di unanimità, la Rivoluzione divide i francesi. Il 14 luglio 1790, si svolge la festa della Federazione a Parigi, con 250.000 persone provenienti dalle province che si riuniscono attorno al re, sancendo il passaggio alla monarchia costituzionale. Tuttavia, il paese è profondamente diviso. Molti nobili emigrano all'estero per cercare protezione dai principi assoluti europei, mentre alcuni preti, chiamati refrattari, rifiutano di firmare la costituzione civile del clero, venendo considerati controrivoluzionari.

L'elaborazione della Prima Repubblica (1792-1799)

Il 10 agosto 1792, i sans-culottes prendono d'assalto il palazzo delle Tuileries, arrestando Luigi XVI e ponendo fine alla monarchia. Questo evento è il culmine di una serie di eventi in cui il re ha perso la fiducia del popolo, tra cui la fuga fallita a Varennes nel 1791 e la dichiarazione di guerra all'Austria nel 1792. Dopo l'arresto del re, i deputati decidono di instaurare la Prima Repubblica. Una nuova assemblea, la Convenzione, viene eletta e proclama la Repubblica il 22 settembre 1792. Emergono due tendenze politiche: i montagnardi, sostenuti dal popolo parigino, e i girondini, più diffidenti verso i sans-culottes e favorevoli a una decentralizzazione dei poteri.

La fine della monarchia e gli inizi della repubblica

Il 10 agosto 1792, i sans-culottes assaltano il palazzo delle Tuileries, arrestando Luigi XVI e segnando la fine della monarchia. Questo evento è il risultato di una serie di eventi in cui il re ha perso la fiducia del popolo, tra cui il tentativo di fuga del giugno 1791 e la dichiarazione di guerra all'Austria nell'aprile 1792. La situazione militare francese è critica, e i sans-culottes attribuiscono la colpa a Luigi XVI. Dopo l'arresto del re, i deputati decidono di instaurare la Prima Repubblica. Una nuova assemblea, la Convenzione, viene eletta e proclama la Repubblica il 22 settembre 1792, dopo la vittoria di Valmy. Si delineano due fazioni politiche: i montagnardi, sostenuti dal popolo parigino, e i girondini, più cauti nei confronti dei sans-culottes e favorevoli alla decentralizzazione.

Il ruolo delle donne nella Rivoluzione

Nonostante l'importante ruolo delle donne all'inizio della Rivoluzione, la Repubblica adotta un atteggiamento ambiguo nei confronti del loro impegno rivoluzionario. Figure come Madame Roland e Olympe de Gouges partecipano attivamente alla Rivoluzione, con Olympe de Gouges che redige persino una dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina nel 1791. Tuttavia, il ruolo delle donne viene gradualmente ridimensionato dalla Convenzione, e sia Madame Roland che Olympe de Gouges vengono ghigliottinate nel novembre 1793.

Le difficoltà della Prima Repubblica e il periodo del Terrore

Fin dall'inizio, la Prima Repubblica affronta numerose difficoltà. La Convenzione deve decidere il destino di Luigi XVI, processato e giustiziato il 21 gennaio 1793, un evento che segna una svolta radicale nella Rivoluzione. Successivamente, viene instaurato il periodo del Terrore. Nel 1793, la Convenzione affida il potere esecutivo a un Comitato di salute pubblica, guidato da figure come Danton, Robespierre e Saint-Just, che istituisce un regime d'eccezione. Vengono prese misure sociali come l'abolizione della schiavitù nelle colonie, l'abolizione dei diritti feudali senza indennizzo, la distribuzione dei beni dei sospetti ai più poveri e il tentativo di sostituire il culto cattolico con il culto dell'Essere Supremo. Tuttavia, il Terrore si distingue soprattutto per la repressione.

La repressione e la fine del Terrore

In nome della difesa della Rivoluzione e della Repubblica, vengono soppresse le libertà democratiche per combattere la rivolta della Vandea e la minaccia delle potenze straniere. A partire dall'estate 1793, le libertà vengono sospese e la legge sui sospetti permette l'arresto di chiunque sia sospettato di essere contro la Repubblica. Circa 35.000-45.000 persone vengono giustiziate dai tribunali rivoluzionari, mentre la guerra civile in Vandea causa circa 200.000 vittime. Con la repressione delle rivolte interne e la sconfitta degli eserciti nemici, si pone la questione della fine del regime d'eccezione. Robespierre, tuttavia, vuole continuare il Terrore, ma viene arrestato il 9 Termidoro (27 luglio 1794) e ghigliottinato il giorno successivo.

La fine della Repubblica

Dopo la caduta di Robespierre, la Repubblica assume un carattere sempre più conservatore. Il nuovo regime, il Direttorio, abolisce il suffragio universale a favore del suffragio censitario. Il regime si rivela debole, e il generale Bonaparte prende il potere con il colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799), segnando la fine della Prima Repubblica, anche se ufficialmente continua fino al 1804.

La Francia Napoleonica

Dopo il colpo di stato, Napoleone Bonaparte instaura il Consolato (1799-1804). Sotto l'apparenza di una repubblica, Bonaparte, nominato primo console, detiene il potere assoluto. Il suffragio universale viene ripristinato, ma il popolo non elegge direttamente i suoi rappresentanti ed è consultato tramite plebiscito. Il 2 dicembre 1804, Bonaparte viene incoronato imperatore con il nome di Napoleone I. Il regime assume un carattere sempre più monarchico, con la creazione di una corte e il riutilizzo di simboli della regalità. Napoleone controlla ogni aspetto della vita pubblica, limitando le libertà con la censura della stampa e la sorveglianza della polizia.

L'evoluzione dei poteri di Napoleone Bonaparte

Dopo il colpo di stato, Napoleone Bonaparte instaura il Consolato (1799-1804). Sotto l'apparenza di una repubblica, Bonaparte, nominato primo console, detiene il potere assoluto. Il suffragio universale viene ripristinato, ma il popolo non elegge direttamente i suoi rappresentanti ed è consultato tramite plebiscito. Il 2 dicembre 1804, Bonaparte viene incoronato imperatore con il nome di Napoleone I. Il regime assume un carattere sempre più monarchico, con la creazione di una corte e il riutilizzo di simboli della regalità. Napoleone controlla ogni aspetto della vita pubblica, limitando le libertà con la censura della stampa e la sorveglianza della polizia.

Le riforme di Napoleone

Napoleone si dedica alla riorganizzazione della Francia attraverso riforme chiamate "masse di granito". Il suo primo obiettivo è ristabilire la pace civile, firmando il concordato con il papa nel 1801, che ripristina la pace religiosa e permette il ritorno dei nobili emigrati. Le riforme di Napoleone mirano a consolidare le conquiste della Rivoluzione e a porvi fine. Il codice civile del 1804 afferma l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, ma stabilisce anche la gerarchia sociale, conferma la proprietà come diritto essenziale e rafforza l'autorità del padre e del marito nella famiglia. Il codice civile viene ampiamente diffuso nell'Impero napoleonico. Un altro obiettivo delle riforme è formare élite e un'amministrazione efficiente. Napoleone istituisce un prefetto in ogni dipartimento e crea i licei nel 1800 per formare élite devote allo Stato. Infine, le riforme mirano a favorire l'economia e a privilegiare la borghesia, come dimostra la creazione di una moneta stabile, il franco germinale, nel 1803.

L'Europa Napoleonica e la fine dell'Impero

Grazie alla Grande Armata, Napoleone domina militarmente gran parte dell'Europa. L'Impero raggiunge il suo apogeo nel 1811, con la "Francia dei 130 dipartimenti". Il codice civile viene ampiamente diffuso. Tuttavia, l'espansione francese porta alla formazione di cinque coalizioni contro di essa tra il 1805 e il 1815, tutte guidate dall'Inghilterra. L'esercito napoleonico si comporta sempre più come un esercito di occupazione, suscitando i sentimenti nazionali dei popoli europei, come dimostra l'insurrezione spagnola nel 1808. A partire dalla campagna di Russia nel 1812, le sconfitte si moltiplicano, anche perché la borghesia sostiene sempre meno il regime a causa di una crisi economica. Napoleone abdica una prima volta nel 1814 e poi definitivamente nel giugno 1815.

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Trascrizione

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0:00 Bonjour à tous, aujourd'hui nous nous intéressons à la Révolution et l'Empire, une nouvelle conception de la nation. Posons tout de suite notre problématique qui sera comment les événements de la Révolution et de l'Empire aboutissent-ils à forger les bases d'une nouvelle conception de la nation française. Voyons tout d'abord de la monarchie absolue à l'affirmation de la souveraineté populaire 1789-1792 et étudions dans un premier point la fin de la monarchie absolue. La fin de la monarchie absolue en France se déroule en plusieurs étapes. Tout d'abord, on assiste, et c'est la première étape, à la révolution des députés des États généraux, ce que l'on pourrait appeler aussi la révolution juridique. En effet, le 5 mai 1789 s'ouvre à Versailles la première réunion des États

0:48 généraux, qui sont convoqués par Louis XVI dans le contexte de crises généralisées que connaît alors le Royaume de France à la fois politique, économique et crise financière. Cette réunion des trois ordres du royaume est censée durer plusieurs mois. Mais lors de cette première journée, le roi ne propose aucune réforme concrète. Les députés du tiers-état sont déçus, d'autant que le roi ne tranche pas la question cruciale des modalités du vote des éventuelles réformes. C'est-à-dire qu'il y a deux possibilités de vote pour ces 1200 députés. Soit on vote par ordre, ordre, ce qui avantage les deux ordres privilégiés, c'est-à-dire le clergé et la noblesse par rapport aux tiers-États, soit on vote par tête. Or, ce vote individuel, c'est-à-dire une voix, un député, avantage le tiers-État qui a les

1:38 députés les plus nombreux. Les députés du tiers-État vont faire un coup de force le 17 juin 1789 en se proclamant Assemblée nationale. Ils s'opposent ainsi à Louis XVI et c'est le début. de cette fameuse révolution politique, juridique, on pourrait dire aussi. Louis XVI réagit mal, il fait fermer la salle où se réunissent d'habitude les députés du tiers-État, qui vont alors se rassembler dans la salle du jeu de pommes. Et c'est lors de cette journée du 20 juin 1789 qu'ils vont prêter ensemble le fameux serment du jeu de pommes, par lequel ils jurent de ne pas se séparer, avant d'avoir donné une constitution à la France. Dans les faits, si vous regardez bien, la France bascule alors dans la monarchie constitutionnelle, même si, en réalité, la constitution ne sera rédigée que

2:24 plus tard, en septembre 1791. Cette véritable révolution juridique et politique va être relayée, c'est la deuxième étape, à Paris par une révolution populaire. En effet, à Paris, en ce mois de juillet 1789, la situation économique est très difficile. Il y a la charté des blés, la charté du pain et là-dessus se rajoute la crainte de la population, de la réaction du roi face au coup de force du serment du jeu de pomme. On craint tout simplement que le roi installe des troupes à Paris qui s'occuperaient des parisiens. Le 14 juillet 1789, une troupe d'artisans et de boutiquiers parisiens, qu'on va appeler un peu plus tard « les sans-culottes », s'empare de la prison de la Bastille, le symbole de l'arbitraire royal. Parallèlement, dans les

3:10 campagnes, durant cet été 1789, on assiste aussi à un grand phénomène de violence envers les seigneurs, mouvement connu sous le nom de « Grande peur ». L'ensemble de ces étapes révolutionnaires aboutissent finalement à l'établissement de nouveaux principes, ce qu'on peut appeler une « France nouvelle ». D'abord, le 26 août 1789, les députés de la nouvelle Assemblée nationale, finalement autorisée par Louis XVI, rédigent la Déclaration des droits de l'homme et du citoyen. Ce texte assez court, il est composé en fait de 17 articles, est fondamental pour poser les bases d'une nouvelle société et d'une nouvelle nation, puisqu'il proclame à la fois l'égalité des droits, la liberté individuelle, le droit de propriété et la souveraineté de la nation. Cette déclaration des droits de l'homme et des citoyens complète ainsi une première mesure

3:56 qui avait été prise par l'Assemblée le 4 août 1789. Ce jour-là, les députés avaient voté la fin des privilèges et donc la fin de la société d'ordre. Pour financer l'ensemble des mesures à venir et rembourser la dette publique, en novembre 1789, l'Assemblée décide de la nationalisation des biens nucléaires. De plus, on assiste également à une réorganisation administrative de la France, avec la création de 83 départements qui participent à l'égalité des citoyens sur le territoire. Plus largement, l'opinion publique aussi se développe. D'une part, les débats sont nombreux à l'Assemblée, qui se polarisent progressivement entre gauche et droite. Et puis les citoyens sont plus engagés aussi en participant à la marche de la révolution par l'expression de leurs opinions dans les clubs politiques. Enfin, la presse se développe aussi très largement.

4:46 Pourtant, les débuts de la révolution divisent les Français. Au départ, on a toutefois l'illusion d'une unanimité autour de la révolution. Le 14 juillet 1790 se déroule la fête de la Fédération à Paris. 250 000 personnes venues des provinces se rassemblent autour du roi qui, par sa présence, acte en quelque sorte le passage de la monarchie absolue à la monarchie constitutionnelle. Cependant, le pays est profondément divisé. On peut en donner deux exemples. Depuis l'été 1789, les nobles ont été nombreux à émigrer à l'étranger pour trouver la protection des princes absolus européens. De plus, Dans le clergé, des prêtres appelés alors les prêtres réfractaires refusent de signer la constitution civile du clergé qui était en fait un serment que devaient prêter les prêtres à l'Assemblée. Ils sont dès lors considérés

5:34 comme des contre-révolutionnaires. C'est dans ce contexte qu'une nouvelle étape va être franchie avec l'élaboration de la première république 1792-1799. Voyons tout d'abord la fin de la monarchie et les débuts de la république. Le 10 août 1792, les sans-culottes prennent d'assaut le palais des Tuileries qui est alors le lieu de résidence de Louis XVI. Ils procèdent à l'arrestation du roi et à l'emprisonnement de celui-ci. C'est donc la fin de la monarchie en France, du moins pour le moment. Comment expliquer cet événement ? La prise des Tuileries est l'aboutissement d'une série d'événements au cours desquels le roi a perdu peu à peu la confiance du peuple. Dès juin 1791, Louis XVI avait tenté de fuir le royaume. Il est arrêté dans la ville de Varennes, dans le nord-est de la France, et il est ramené de force à

6:22 Paris. En avril 1792, sous la pression du roi, la France avait déclaré la guerre à l'Autriche. Or, au moment de la prise des Tuileries, c'est-à-dire en août 1792, la situation militaire de la France est critique, laissant en culotte l'expliquant par la volonté de Louis XVI de saper la révolution. Laurent emprisonné, les députés décident de l'instauration de la Première République. Une nouvelle assemblée, appelée la Convention, est élue au lendemain de la victoire inespérée de Valmy contre les puissances européennes coalisées. Elle proclame la République le 22 septembre 1792. Deux tendances politiques se dégagent alors. D'un côté les montagnards qui sont soutenus par le peuple parisien et de l'autre les Girondins qui sont beaucoup plus méfiants envers les sans-culottes et qui sont favorables à une décentralisation des pouvoirs.

7:13 Dans un premier temps, la nouvelle assemblée est dirigée par les Girondins. Mais plus largement, si le début de la Révolution a montré la place importante prise par les femmes dans les événements, la République accorde une place ambiguë à l'engagement révolutionnaire des femmes comme le montre l'exemple de Madame Roland ou d'Olympe de Gouges, toutes deux participant d'une façon ou d'une autre à la Révolution. Olemme de Gouges rédige même en 1791 une déclaration des droits de la femme et de la citoyenne. Mais rapidement, le rôle des femmes va s'amoindrir par la volonté politique de l'Assemblée, de la Convention. Et même Mme O'Roland comme Olemme de Gouges finiront guillotinées en novembre 1793. Dès les débuts de la Première République, les difficultés s'accumulent. D'abord, l'Assemblée doit traiter le

7:59 cas de Louis XVI. Après son arrestation, Louis XVI doit être jugé. Or, ce procédé découle d'une décision exceptionnelle puisque la Convention, c'est-à-dire l'Assemblée politique, l'Assemblée nationale, se dote du droit de juger. Le roi est déclaré coupable de conspiration et de haute trahison. Il est exécuté le 21 janvier 1793. Cette exécution représente une rupture définitive dans le courant de la Révolution française. Peu après, on assiste à la mise en place de la terreur en France. En 1793, la Convention confie le pouvoir exécutif à un comité de salut public dont les pouvoirs très étendus amènent ses membres à établir progressivement un régime d'exception, appelé plus tard la terreur. Il est dirigé par les chefs des Montagnards, parmi lesquels Danton, Robespierre ou encore

8:48 Saint-Just. Dans les départements, la politique montagnarde est relayée par des représentants en mission chargés de veiller à l'application des lois et à diffuser la culture républicaine. Les Montagnards rédigent une nouvelle constitution en 1793, mais son application est repoussée jusqu'à la fin de la guerre. Sur le plan social, la Convention multiplie les mesures. Abolition de l'esclavage dans les colonies, abolition des droits féodaux sans aucune indemnité, distribution des biens des suspects aux plus démunis, tentative de remplacement du culte catholique par le culte de l'être suprême et changement du calendrier. Pourtant, c'est surtout le volet répressif de la terreur que l'histoire retient. En effet, au nom de la défense de la Révolution et de la République, les révolutionnaires transgressent petit à petit les libertés démocratiques. Pour eux, le but est de

9:35 lutter contre deux menaces. D'abord, le soulèvement d'une partie des paysans de l'ouest de la France, la Vendée, et puis la menace des armées étrangères, anglaises, autrichiennes et prussiennes, qui envahissent le pays pour mettre fin à la révolution après l'exécution du roi. Ainsi, à partir de l'été 1793, les libertés sont suspendues. La loi des suspects permet d'arrêter toute personne. qui est suspecté d'être contre la République. Ces suspects sont ensuite traduits devant le tribunal révolutionnaire. On estime que 35 000 à 45 000 personnes sont ainsi exécutées par les tribunaux révolutionnaires à Paris comme en province, la guerre civile vendéenne faisant quant à elle environ 200 000 victimes. Peu à peu se pose la question de la fin de ce régime d'exception. Les révoltes intérieures sont écrasées et les

10:23 armées ennemies sont repoussées. Mais Robespierre souhaite poursuivre la terreur. Il est arrêté le 9 Terminor en 2, selon le nouveau calendrier, c'est-à-dire le 27 juillet 1794, et il est guillotiné le lendemain. Petit 3, la fin de la République. A partir de la chute de Robespierre, la République devient de plus en plus conservatrice. Le nouveau régime, nommé le Directoire, supprime le suffrage universel au profit du suffrage censitaire. Ce régime est très vite affaibli et le général Bonaparte s'empare du pouvoir par le coup d'état du 18 brumaire en 8, c'est-à-dire le 9 novembre 1799. Dans les faits, c'est la fin de la première république, même si celle-ci perdure officiellement jusqu'en 1804. Grand 3, la France napoléonienne et voyons tout d'abord l'évolution des pouvoirs de Napoléon Bonaparte. Après

11:10 son coup d'état, Napoléon Bonaparte met en place un nouveau régime qu'on appelle le consulat entre 1799 et 1804. Sous les apparences d'une république, Bonaparte, nommé premier consul, est en fait tout puissant. Le suffrage universel est effectivement rétabli, mais le peuple n'élit plus directement ses représentants et il est consulté par plébiscite. Le 2 décembre 1804, Bonaparte est sacré empereur sous le nom de Napoléon Ier. L'évolution monarchique du régime s'affirme alors de en plus avec la mise en place d'une cour, la réutilisation des insignes par exemple de la royauté. De plus, Napoléon contrôle tout, les libertés sont limitées comme le montre la censure de la presse ou la surveillance constante

11:55 de la police. Dès le début, Napoléon s'attèle à réorganiser la France par des réformes qu'on va appeler les masses de granit. Tout d'abord, Bonaparte veut rétablir la paix civile. Il signe le concordat avec le pape en 1801. qui rétablit la paix religieuse et parallèlement il permet le retour des nobles qui avaient émigré à l'étranger. De plus, Napoléon effectue des réformes, les masses de granit, pour réorganiser la France. Ces réformes ont plusieurs objectifs. Le premier objectif est de fixer les acquis de la révolution et ainsi de la terminer en quelque sorte. Le code civil de 1804 affirme l'égalité de tous devant la loi. Ça c'est un leg vraiment de la révolution. C'est donc une étape importante. du renforcement de la nation. Mais il fixe aussi la hiérarchie sociale. La propriété est confirmée comme un droit essentiel et en cas de litige entre patron et ouvrier, la

12:46 parole du patron est seule prise en compte. De plus, le code civil affirme l'importance de la famille sous l'autorité du père et du mari. Par le mariage, les femmes perdent leur capacité juridique dans de nombreux domaines. Enfin, une dernière caractéristique du code civil est qu'il est très largement diffusé dans l'Empire napoléonien. Le deuxième objectif des réformes, c'est de former des élites et une administration efficace. Napoléon installe un préfet qui le représente dans chaque département et les lycées créés en 1800 forment des élites dévouées à l'État. Enfin, troisième objectif, il s'agit de favoriser l'économie et de privilégier la bourgeoisie, comme le montre la création d'une monnaie solide, le franc germinal, en 1803. L'Europe napoléonienne est la fin de l'Empire. Grâce à la Grande Armée, Napoléon domine militairement une partie de l'Europe.

13:34 L'Empire connaît alors son apogée en 1811 avec ce qu'on appelle la France des 130 départements. Le code civil, comme je le disais précédemment, y est largement diffusé. Mais l'expansion de la France entraîne la formation de cinq coalitions successives contre elle, entre 1805 et 1815, toutes organisées autour de l'Angleterre. De plus, l'armée napoléonienne se comporte de plus en plus comme une armée d'occupation. heurte donc les sentiments nationaux des peuples européens. On peut citer par exemple l'insurrection espagnole en 1808. A partir de la campagne de Russie en 1812, les défaites se multiplient, d'autant que la bourgeoisie soutient de moins en moins le régime du fait d'une crise ou d'un ralentissement économique. Napoléon doit abdiquer une première fois en 1814, puis une seconde fois en juin 1814,

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