0:02 [Musica] Allora, un amico mio, appunto, parlando di chat GPT Me Journey, ok, gliel'ho puntata lì. Allora, questo mio amico è fa il contabile, ok? Quindi, insomma, un aiuto per organizzare tabelle, dati, eccetera, secondo me, sarebbe molto comodo. E quindi ho buttato lì ascolta, voi state sperimentando chattete provando a guardare, non sapeva niente niente, cioè del tipo "Ah, è vero, c'è sta cosa qua, ma c'è un un sito, devo scaricare un'app?" E quindi, cioè, nel senso, alcune volte ho l'impressione che noi siamo una bolla, no? Quindi, secondo
0:49 me, la maggior parte del del lavoro non ha le risorse che sia di tempo, di anche di voglia per approfondire quel tema. Al tuo amico cosa hai consigliato? eh di approfondire perché potrebbe essere una un aiuto in primis per lui stesso. Secondo l'Institute for Future, nel giro di soli 7 anni l'85% di coloro che oggi si stanno formando a vario titolo per il lavoro che intende fare domani svolgerà in realtà una professione che ancora non esiste. Ovviamente la situazione e i numeri cambiano di settore in settore, ma c'entra il progresso tecnologico, c'entra l'intelligenza artificiale, il cambiamento climatico, tanti altri
1:36 macrofattori di cui parliamo in questo episodio tutto dedicato al lavoro del futuro, in cui proviamo a capire quali saranno questi lavori e quali strumenti abbiamo per non lasciarci travolgere, ma per provare a gestire con sapienza questo cambiamento. [Musica] Ciao, sono Mia Ceran e questo è The Essential Conversations, il podcast in cui si parla dei temi che più ci stanno a cuore con le persone che più ci hanno messo la testa. [Musica] È di nuovo di lavoro che parliamo, questa volta del lavoro del futuro. Partiamo allora da un elenco di quelli che saranno i lavori più ricercati nei prossimi 3 anni secondo il Future of
2:22 Jobs Report del World Economic Forum. Primo posto, specialisti di intelligenza artificiale e machine learning + 40%. Secondo, specialisti della sostenibilità + 34%. Terzo posto, analisti business intelligence + 33%. Quarto, analisti sicurezza informatica + 31%. Quinto, ingegneri fintech, 31% in più. Al sesto posto ci sono i data analyst, poi gli ingegneri robotici e all'ottavo gli operatori di macchinari agricoli. Entreranno nel mondo del lavoro sempre meno persone. Questo per la famosa situazione demografica. Da decenni nascono meno persone e molti di questi potrebbero non avere le competenze necessarie per andarsi a prendere quei
3:09 lavori che abbiamo elencato. Come si fa quindi a garantirsi un lavoro nel futuro? Ogni tanto quando lavori nel mondo media c'è una bolla che questo sì che cambierà la nostra vita, no? Cioè io finora mi è stato detto il metaverso perché smetterai di andare al lavoro e lavoreremo con dei visori 3D, no? mi è stato detto, "Non pagherai più col V denaro, no, ma con delle criptovalute, la blockchain." Mi è stato detto non stamperai più e non comprerai più le opere perché ci saranno quei cosi di cui non ricordo nemmeno più il nome, NFT. Gli NFT, no? Ora cosa è successo? è arrivato c'ha GPT e come dire c'era un qualcosa che si poteva raccontare di questa AI che è un mec che come dire questa intelligenza artificiale una roba
3:56 incomprensibile, però abbiam capito cosa faceva, no? Grazie a chat GPT. E quindi ora è partita questa enfasi incredibile sul fatto che il mondo sta per cambiare, quando in realtà credo che sia cambiato solamente eh alcune funzioni che questa faceva e sono quelle più facilmente raccontabili e visibili dalle persone e quindi credo che il cambiamento poi richiederà 20 anni, insomma. Ma poi adesso felice di essere smentino. Per aprire questa conversazione che spazia appunto dal tema della sostenibilità fino a quello dell'intelligenza artificiale, serve però che ci accordiamo sulle regole di ingaggio. La prima è quella di non lasciarci dominare da un senso di impotenza, di non sentirci travolti da un futuro ineluttabile sul quale non abbiamo alcun controllo, come ci spiega
4:43 bene Diletta Heiskes, ricercatrice che ha scritto anche un libro chiamato Tecnologia della rivoluzione. L'inevitabilismo è come se fosse eh la versione 2.0 del determinismo tecnologico, per cui diamo terribilmente per scontata ogni tecnologia e fondamentalmente l'assunto di partenza che che noi non ci diciamo, ma che appunto è una grande eh è una grande scontatezza è il fatto che ogni tecnologia, ogni sviluppo tecnologico sia di fatto inevitabile. Questo, se ci pensiamo, in realtà permea un po' tutto il dibattito. Pensiamo oggi a quello sull'intelligenza artificiale, ma in realtà potrebbe essere riconducibile a diverse tecnologie come se cadessero dall'alto, come se ci piombassero
5:28 addosso, noi non potessimo fare niente per controllarle, niente per gestirle. Quindi questo, diciamo, ha delle ricadute molto problematiche a livello retorico, a livello di di narrativa proprio di discorso pubblico, perché fondamentalmente ci convince molto sottilmente che queste tecnologie stiano effettivamente al di là del nostro controllo e e noi non possiamo fare assolutamente niente per gestirle. Quello che anche ho provato un po' a fare con questo libro, con Tecnologia della rivoluzione è proprio il fatto di mettere in fila, in realtà diverse rivoluzioni tecnologiche, non necessariamente le più famose o quelle più straordinarie della storia che sono considerate le più disruptive, no, dalla
6:15 bicicletta al forno microonde, alle lavatrici a a molte altre, a internet chiaramente, ad esempio. Ecco, attorno a tutte queste tecnologie, possibilmente c'è stata nella storia anche un discorso rispetto all'automazione e all'impatto che avrebbero avuto sul mondo del lavoro. Mai in precedenza, ma sempre a valle, quindi sempre una causa che si scopre, diciamo, una conseguenza è una causa che si scopre solo dopo, no? È sempre un impatto quello sul mondo del lavoro e non è mai un ragionamento fatto, diciamo, in precedenza. Ecco, innanzitutto dobbiamo capire che il cambiamento spesso arriva piano piano, si insinua un po' nelle nostre vite e poi ne prendiamo coscienza tutto all'improvviso. L'intelligenza
7:01 artificiale è un perfetto esempio di questo. Intanto è nelle nostre vite già da tempo, muta e cresce anche sulla base del modo in cui noi interagiamo con essa. Questo significa due cose. Prima è che difficilmente possiamo ignorarla o arrestare questo processo. L'altra è che abbiamo con l'intelligenza artificiale più confidenza ed esperienza di quello che crediamo. Noi adesso stiamo parlando dell'output, quello quello più più spettacolare, ma in realtà l'intelligenza artificiale che dovremmo chiamare machine learning in realtà è nei nostri dispositivi e in tutti i nostri software da da anni, da ormai anni. C'è un tema interessante che ogni tanto ehm per chi fa tech è un po' un inside joke, è cos'è la fotografia
7:48 oggi, cioè cosa ha senso chiamare fotografia perché nel momento in cui tu scatti una foto con il tuo smartphone, quella foto, a parte essere scattata più volte, almeno tre quattro volte, passa attraverso così tanti processi basati sul machine learning, quindi su, diciamo, l'intelligenza artificiale, che è già modificata. È come se se ci fosse un un piccolo video. Esatto. il Vi può capitare se scattate una foto e poi l' andate a guardare subito nella nella galleria, cambia m il il volto si illumina, diventa più nitido. quello è il l'algoritmo di machine learning che migliora la fotografia e queste cose ovviamente sono nei negli assistenti digitali, nei nostri calendari, ne nei browser che usiamo in
8:36 qualsiasi cosa nei televisori. Quindi adesso siamo arrivati a una un momento in cui c'è anche l'applicazione cinematografica del film del io posso parlare con qualcuno e scusami con un software questo mi risponde e inizia a fare anche parte del mio lavoro. però è un processo che dura da anni e che quindi è un po' diverso dal "Ehi, ciao, mi chiamo Satoshi e questi sono dei Bitcoin" o ehm questi sono degli NFT che comunque hanno una tecnologia che effettivamente può essere utile, ma che al momento è stata utilizzata in maniera un po' Questa è la voce di Marco Paretti, è un collega di Will, ci ha spiegato piuttosto bene quel che intendevo dire
9:21 quando dico che l'intelligenza artificiale è già tra noi, ma è utile aggiungere un'ulteriore distinzione. Una cosa è l'intelligenza artificiale che esiste appunto nelle nostre vite da tempo, un'altra è l'intelligenza artificiale generativa, vero fenomeno degli ultimi anni su cui tanti colossi del tech stanno investendo. quella è in grado di produrre contenuti, contenuti di testo, il famoso chat GPT, immagini, video di cui abbiamo spesso parlato in The Essential, quando un'immagine finta inquinava, ad esempio, le notizie, quando veniva usata per impersonare qualcuno e ingannare altri. ed è da quella che legittimamente siamo più spaventati, così come ci spaventa l'intelligenza artificiale creativa che potrebbe portarci via il lavoro. E di questo parlo con Jacopo Perfetti che nella vita studia proprio l'incrocio tra
10:07 intelligenza artificiale e creatività e innovazione digitale ed ha cofondato Prompt Design, società che offre corsi proprio sull'intelligenza artificiale generativa. Non sarà l'intelligenza l'intelligenza artificiale generativa lo arci lavoro, ma qualcuno che la sa usare meglio di noi. Perché a parità di competenze se una persona ha la marcia in più professionista, la marcia in più di CG GPT o qualsiasi tool di intelligenza artificiale generativa, è ovvio che abbia un vantaggio competitivo notevole proprio anche in termini di produttività. Quindi assolutamente il consiglio che do è eh investire in questa tecnologia che poi vuol dire investire tempo soprattutto, cioè farsi un abbonamento di Char GFT Plus e dedicarci un'ora al giorno per capire come la propria professione può essere fatta con questa tecnologia, un po' per
10:53 conoscere, tra virgolette, il nemico, ma in realtà perché non è un nemico, ma è un alleato. LinkedIn, il social del mondo del lavoro, è un ottimo osservatorio di come le cose stiano cambiando in fretta. Pensate che nell'ultimo anno il numero di offerte di lavoro che menzionano esplicitamente Chat GPT o GPT è cresciuto di 21 volte. Gli utenti che hanno inserito nella ricerca i termini chat GPT o prompt engineering è aumentato del 75%. Prompt sarebbe il nostro input, cioè la richiesta che noi facciamo all'intelligenza artificiale perché generi qualcosa. Potremmo riassumerlo un po' definendolo il nostro comando. Più è preciso, migliore sarà il risultato. Quando è esploso il fenomeno Chat GPT, ho provato a capire se l'intelligenza
11:40 artificiale generativa avrebbe potuto rubarmi il lavoro, almeno quello che faccio ogni giorno da 4 anni con degli Essential. Ho chiesto alla macchina di produrre un testo che riguardava le elezioni europee. Mancavano diversi mesi. Con enorme sollievo ci ho trovato dentro un errore sul numero di deputati che sarebbero stati eletti. Mi sono per un attimo consolata pensando che la mia formazione giornalistica fosse ancora insostituibile. Poi però mi sono ricordata che la macchina impara dai propri errori, che il suo meccanismo di perfezionamento è molto più rapido del mio. In un attimo sono finita in una spirale di pensieri neri. Poi però ho pensato che avevo uno strumento in più per fare ricerca e che avrei lavorato per dare sempre un'interpretazione più umana, più originale a quelle notizie che un domani sarebbero state rapidamente reperibili altrove.
12:26 Il secondo tema fondamentale è che non penso che automatizzerà totalmente dei lavori, però automatizzerà delle parti del lavoro. Quindi il modo migliore per usare questa tecnologia è spacchettare, tra virgolette il nostro lavoro e capire quali attività possiamo delegare alla macchina e quali attività invece non possiamo delegare alla macchina e quindi diventeranno il nostro vantaggio competitivo dal punto di vista professionale e quindi il tempo che guadagniamo avendo automatizzato una parte delle attività lo utilizziamo per investire sulla nostra professione. Il podcast che state ascoltando, ad esempio, è in parte realizzato con l'aiuto di intelligenza artificiale. Una volta che io e il mio coautore Paolo Bovio realizziamo le interviste, registriamo le nostre conversazioni in pausa pranzo, in WHL, usiamo uno strumento che sbobina, cioè che
13:13 trascrive per noi il file audio di tutte queste conversazioni, creando un unico documento di testo dal quale noi poi decidiamo cosa prendere, cosa tagliare, insomma l'intelligenza artificiale e in questo caso è uno stagista molto efficiente che ci aiuta a impostare la puntata prima del montaggio e che permette agli stagisti di Will di fare cose più stimolanti, tipo proporre temi e scrivere testi. Non usiamo per la creazione di questo podcast l'intelligenza artificiale generativa. Rivendichiamo con orgoglio l'originalità del nostro prodotto, ma i giornalisti più sul pezzo, come il nostro Francesco Ogiano, invece ci giocano e come, e non intacca la loro firma sul prodotto finale. Qui Francesco ci spiega che uso fa dell'intelligenza artificiale generativa. Se io guardo la mia giornata tipo,
13:58 l'intelligenza artificiale fa già parte della mia quotidianità. quando faccio i lanci su Facebook, quando faccio un editing foto, quando faccio un editing video, magari devo togliere i respiri, quelle cose là, oppure sistemare la mia testa al centro. Quelle sono tutte cose che vengono fatte dalle nuove tecnologie e che io uso senza accorgermene. C'è poi l'intelligenza artificiale generativa, diciamo classico, chat GPT, oppure Can eccetera. Adesso mh ovviamente mi sto imponendo, proprio per non rimanere indietro, di messaggiare almeno 30 minuti con un qualche eh modello di linguaggio. Sto usando Chat GPT, Gemini, Perplexity, Cloud, eccetera. La uso per fare ricerche, ma per fare ricerche su cose molto precise, cioè credo che più il prompt sia preciso, cioè le istruzioni che do alle siano precise, è migliore è il risultato. Un altro modo
14:44 in cui la uso è per fare brainstorming molto precisi. Quando devo trovare, che ne so, un titolo per un podcast oppure una similitudine particolare, inizio a giocare con il chat GPT di turno che mi propone tantissime alternative di titolo o di sommario, magari 100 in un minuto e lì posso scegliere raffinando sempre di più il prompto. Da questo punto di vista l'ho trovato molto utile. Ma torniamo un attimo da Jacopo Perfetti che ci offre un prezioso consiglio valido per ogni professione. E poi concludo, se uno è proprio preoccupato, vada a vedersi il sito willrobotstakemyjob.com, dove il l'url è abbastanza identificativo, cioè è un sito dove possiamo inserire una professione, per esempio l'analista di credito e vedere
15:29 che tasso di rischio potenziale di automatizzazione ha, per dirti l'analista di credito 100%, quindi è abbastanza. Però per esempio l'imbianchino il 92%, che uno dice "Ma come l'imbianchino un lavoro manuale?" Eh sì, perché alla fine di robot con le braccia meccaniche che sanno disegnare, sanno dipingere una stanza ce ne sono. Quindi l'inbianchino cosa deve fare? Allora, deve capire cosa può automatizzare e cosa invece non può automatizzare, quindi può deve investirci. Ci sarebbe poi una riflessione da fare su cosa ne faremo di tutto questo tempo che non passiamo più a fare i lavori ripetitivi che sono diventati appannaggio dell'intelligenza artificiale. A questo proposito Diletta Heiskes fa una riflessione abbastanza interessante cittando un'invenzione del passato che avrebbe dovuto in qualche modo liberare le donne o almeno le loro giornate, ma non è andata esattamente
16:15 come preventivato. Durante una presentazione del mio libro, l'altra sera una delle mie interlocutrici ha proprio detto: "Beh, però tecnologia ha fatto delle cose buonissime", ad esempio proprio per le donne, no? Pensiamo alle lavatrici, alle levastoviglie che ci hanno permesso di risparmiare un sacco di tempo nelle case, no? Ehm, in realtà nel libro prendo proprio questo esempio per raccontare che in realtà non è così. C'è un, riprendo le parole di Vanek che era una studiosa, appunto, che a un certo punto ha studiato l'impatto delle rivoluzioni domestico delle tecnologie del focolare, come le chiamano alcune studiose femministe, sul lavoro di cura e sul lavoro femminile, dimostrando che in realtà avevano portato a più alti eh carichi di lavoro per le donne perché
17:01 lungi dal automatizzare una determinata pratica e quindi passare la latinozza alla lavatrice ad esempio, avevano contemporaneamente, parallelamente anche portato ad alti più a più alti standard di pulizia nelle case. Quindi questo, se può essere trasposto ad oggi potremmo assolutamente fare un ragionamento anche di questo tipo, no? pensare che tutto quello che in realtà eh vediamo automatizzato non rimarrà tale quale a come siamo abituati a vederlo in questo momento. Quindi, in realtà, parallelamente a uno sviluppo tecnologico si costituiranno, si svilupperanno anche delle nuove pratiche sociali che probabilmente cambieranno, diciamo, anche rispetto al ad alcuni divari, ad alcuni gap molto molto evidenti, cambieranno eh delle
17:48 consuetudini. Una volta, appunto, ci si aspettava di più dalle donne a quel punto, una volta che è entrata la lavatrice nelle case, perché se questa pratica è stata automatizzata, non serve più che lavi i vestiti una volta al giorno perché ti richiedeva moltissimo tempo, ma a quel punto puoi fare quattro- cinque lavatrici in un giorno, no? Ecco, quindi quello di cui dovremmo parlare forse è proprio l'accompagnamento sociale, politico di questi sviluppi tecnologici, cioè l'impatto che hanno sulla società. Quindi l'idea è che eh possiamo risparmiare lavoro, possiamo fare qualcosa in meno grazie a queste tecnologie e di sicuro non andare a velocità quadrupla solo perché abbiamo qualcosa che ci fa fare le cose più velocemente.
18:33 C'è un altro timore, però, più che comprensibile, che attraversa tutti coloro che non si sentono portati per capire nuovi strumenti, che non hanno dimestichezza con la tecnologia, che spesso vivono una intrinseca lotta con gli aggiornamenti che ci vengono richiesti nell'ambito professionale. Jacopo Perfetti, che con Prompt Design offre anche dei corsi di formazione sull'intelligenza artificiale generativa, spiega bene perché se volete puntare su una serie di altre skills, di altri talenti, è ragionevole ipotizzare che ve la caverete lo stesso. Allora, qui sono un po' di parte perché avendo fondato una scuola che insegna a usare l'intelligenza artificiale generativa, non posso che dire fate il corso promdesign.it, it però la colgo l'occasione di questa domanda che è molto interessante per esprimere una mia
19:19 grande speranza riguardo a questa rivoluzione. Questa sarà una rivoluzione tecnologica, è inevitabile. c'è una tecnologia straordinaria, fantascientifica, per cui sarà una rivoluzione tecnologica, però io spero che sia anche, anzi sono abbastanza convinto che sarà anche una rivoluzione umana, nel senso che noi esseri umani messi di fronte a una tecnologia così potente che può fare così tanto che prima facevamo noi, anche da un punto di vista creativo, questa è la grande novità, investiremo sulle competenze che più ci rendono umani. e mi fa piacere aver letto una ricerca di del IBM Institute che faceva vedere come le competenze STEM, quindi quelle legate la scienza, la tecnologia, che nel 2016 erano al primo posto delle competenze più ricercate nel mondo del lavoro, adesso sono scese al 12º posto perché perché sono salite molto le competenze
20:06 umane, perché questa tecnologia, per quanto straordinaria che sia, sarà una commodity, cioè la utilizzeranno tutti. Quello che farà veramente la differenza è come lo usiamo, non cosa cosa usiamo, quale tecnologia, ma come lo usiamo. La nostra mentalità, la nostra creatività, la nostra capacità di fare innovazione, di pensare in maniera innovativa. Quindi io se dovessi dare un consiglio su cosa investire, paradossalmente una volta fatto il corso per imparare ad usare al meglio questa tecnologia, però poi investirei su quelle competenze che la macchina non avrà mai, che sono le competenze umane, per esempio il time management, la capacità di dare priorità, l'empatia, la capacità di fare team di squadra. Queste sono le competenze, secondo me, che ci distingueranno da queste macchine. Il tema, ovviamente, è che bisogna restare coscienti di quel che ci accade intorno, ok? Puoi scegliere di non
20:52 essere il massimo esperto di una nuova tecnologia che impatta sul tuo settore, a meno che tu non stia cercando di formarti per un lavoro che sai essere molto richiesto, ma senza coscienza di quel che ci accade intorno, difficilmente riusciremo a far valere le nostre competenze. Arriverà un momento in cui non avrà più scelta perché è una una rivoluzione tecnologica così impossib Esatto. così pervasiva che per ora puoi scegliere di non occupartene, però a un certo punto arriverà un momento in cui dovrai per forza e ehm anche se tutte le aziende italiane decidessero no, contro l'intelligenza artificiale non la usiamo. Comunque siamo in un mondo in cui eh dobbiamo
21:37 rapportarci con l'estero e quindi saremo delle aziende sempre meno competitive, un capitale umano sempre meno competitivo. ci saranno si amplianno le disuguaglianze tra chi ha imparato a usarla e chi no e quindi non c'è una scelta, secondo me, su questo. Bisogna imparare a farci i conti. Questo episodio finisce qui. Io vi ricordo che le puntate di The Essential Conversations sono realizzate grazie al supporto di chi sostiene Will attraverso la membership. Se anche tu vuoi diventare membro e sostenere il nostro lavoro, per accedere ad altri contenuti, podcast, newsletter, momenti anche con il team di Will, puoi iscriverti su membership.it o al link che trovi nella descrizione di questo episodio. Se invece non vuoi perdere i prossimi episodi, clicca il tasto "Segui" e la campanellina. Se hai
22:24 voglia, votaci con cinque stelline su Spotify. Alla prossima. [Musica] The Essential Conversations è un podcast di Will Media scritto da me, Miecer Ceran con Paolo Bovio. La supervisione editoriale è di Francesco Zaffarano. Supporto editoriale Tabi Orlando. La post produzione è di Cora Media. Supervisione suono e musica Luca Micheli. Post produzione e montaggio Mattia Liciotti. Coordinamento post produzione Matteo Scelsa. Oh. [Musica]