Israele-Palestina: breve storia di un confine impossibile - Confini

Israele-Palestina: breve storia di un confine impossibile - Confini

Breve Riepilogo

Il video esplora la complessità dei confini tra Israele e Palestina, evidenziando come questi non siano confini tradizionali a causa dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi. Analizza l'evoluzione storica e politica della regione, dalla dominazione ottomana al mandato britannico, fino alla creazione dello Stato di Israele e le successive guerre. Vengono esaminati i tentativi di spartizione, le conseguenze della guerra dei sei giorni, la costruzione di colonie israeliane nei territori occupati, la situazione di Gerusalemme e le condizioni nella striscia di Gaza.

  • I confini tra Israele e Palestina non sono definiti a causa dell'occupazione israeliana.
  • La regione ha subito numerosi cambiamenti territoriali e politici nel corso della storia.
  • La questione delle colonie israeliane e della frammentazione territoriale palestinese rappresenta un ostacolo alla creazione di uno stato palestinese.
  • Gerusalemme rimane una città contesa con un alto valore simbolico e religioso per entrambe le parti.
  • La striscia di Gaza vive in condizioni precarie a causa del blocco israeliano e dei conflitti armati.

Introduzione: I Confini Tra Israele e Palestina

Il video introduce la complessità dei confini tra Israele e Palestina, sottolineando che non si tratta di confini veri e propri poiché la Palestina non è uno stato con piena sovranità. I territori palestinesi occupati includono la Cisgiordania, Gerusalemme Est e la striscia di Gaza, considerati tali dalle Nazioni Unite a causa dell'occupazione militare israeliana. Anche altri confini di Israele, come quelli con il Libano e la Siria (alture del Golan), sono considerati provvisori.

Contesto Storico: Dalla Palestina Ottomana al Mandato Britannico

Il video spiega che fino al 1948 non esistevano né uno stato ebraico né uno stato palestinese in epoca contemporanea. Durante il periodo del mandato britannico, i confini rimasero invariati dal 1920 al 1948. L'immigrazione ebraica, incentivata dall'Organizzazione Mondiale Sionista, aumentò significativamente, portando a tensioni con la popolazione araba locale. L'acquisto di terreni da parte di agenzie ebraiche, con clausole che ne vietavano la rivendita, contribuì ulteriormente alle tensioni.

Tentativi di Spartizione e la Nascita di Israele

Negli anni '30 e '40, i britannici proposero diverse soluzioni di partizione, tra cui la commissione Peel e la commissione Woodhead, ma nessuna fu accettata. Nel 1947, l'ONU propose una spartizione che assegnava il 55% del territorio a uno stato ebraico e il 45% agli arabi, con Gerusalemme sotto status internazionale. Mentre i sionisti accettarono il piano, i paesi arabi lo rifiutarono. Il 14 maggio 1948, fu proclamata la nascita dello Stato di Israele, senza menzionare i confini specifici.

La Prima Guerra Arabo-Israeliana e le sue Conseguenze

La prima guerra arabo-israeliana portò a operazioni di pulizia etnica e a un'ondata di profughi palestinesi, conosciuta come "Nakba". Circa 750.000 palestinesi divennero profughi, vivendo al di fuori dei territori su cui avevano diritto a ritornare. Israele ampliò il suo territorio fino al 78% dell'ex Palestina mandataria. L'armistizio di Rodi del 1949 segnò il limite con la striscia di Gaza (controllata dall'Egitto) e la Cisgiordania (sotto controllo giordano), con la "Green Line" che divenne una linea di demarcazione temporanea.

La Guerra dei Sei Giorni e l'Occupazione dei Territori Palestinesi

La guerra dei sei giorni nel 1967 portò Israele a occupare la Cisgiordania, Gerusalemme Est, la striscia di Gaza e le alture del Golan. L'occupazione militare dei territori palestinesi fu considerata illegale da diverse risoluzioni ONU. Israele iniziò a costruire colonie in Cisgiordania, insediamenti di popolazione ebraica considerati illegali secondo il diritto internazionale.

Le Colonie Israeliane e la Frammentazione Territoriale

Tra il 1967 e il 1975, Israele creò diverse zone militari in Cisgiordania, limitando l'accesso ai palestinesi. Furono istituite riserve naturali su circa il 6% della Cisgiordania, limitando lo sviluppo urbano e le attività pastorali. La costruzione delle colonie avvenne in diverse fasi, con il governo israeliano che dichiarò "terreni statali" le terre palestinesi destinate alle colonie. Ad oggi, si stima che circa 700.000 coloni vivano in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Gli Accordi di Oslo e la Barriera di Separazione

Gli accordi di Oslo 1 e 2 (1993-1995) prevedevano il parziale ritiro israeliano da alcuni territori palestinesi e la creazione di tre aree in Cisgiordania: area A (amministrazione palestinese), area B (amministrazione congiunta) e area C (controllo israeliano). A seguito della seconda intifada nel 2000, Israele costruì una barriera di separazione tra Israele e la Cisgiordania, giudicata contraria al diritto internazionale.

La Questione di Gerusalemme

Gerusalemme è una città con un enorme valore religioso e simbolico sia per gli israeliani che per i palestinesi. Dopo la guerra del 1948, Gerusalemme fu divisa in due: Gerusalemme Ovest (israeliana) e Gerusalemme Est (giordana). Dopo la guerra dei sei giorni nel 1967, Israele conquistò Gerusalemme Est. Nel 1980, il Parlamento israeliano definì Gerusalemme come capitale unita e indivisibile dello Stato di Israele, una decisione non riconosciuta dai palestinesi.

La Striscia di Gaza: Blocco e Conflitti

La striscia di Gaza ha vissuto una separazione fisica sempre più accentuata dagli altri territori palestinesi. Controllata fino al 1967 dall'Egitto, è stata poi occupata da Israele. Nel 2005, Israele si è ritirato dalla striscia di Gaza, ma ha mantenuto il controllo sullo spazio aereo, marittimo e sui valichi d'accesso. Dal 2007, il governo della striscia è passato nelle mani di Hamas, e Israele ha imposto un blocco totale. La striscia di Gaza vive in condizioni precarie a causa del blocco, dei conflitti armati e della dipendenza dagli aiuti umanitari.

Conclusione: Verso un Futuro di Pace e Giustizia

Il video conclude sottolineando che la storia tra israeliani e palestinesi è segnata da confini impossibili, violenza, discriminazioni e privazioni. Raggiungere una soluzione stabile con confini in grado di garantire sia pace sia giustizia richiede un cessate il fuoco, un negoziato e un riconoscimento internazionale.

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