La 2ª RIVOLUZIONE INDUSTRIALE in ITALIA

La 2ª RIVOLUZIONE INDUSTRIALE in ITALIA

Breve Sommario

Il video ripercorre il decollo industriale dell'Italia a partire dagli ultimi anni dell'Ottocento, evidenziando le riforme economiche, lo sviluppo industriale e le conseguenze sociali, inclusi i divari regionali e l'emigrazione.

  • Crescita industriale e riforme bancarie hanno spinto l'economia italiana.
  • L'emigrazione massiccia ha avuto impatti demografici e sociali significativi, specialmente nel Sud.
  • Il divario tra Nord e Sud si è accentuato, con il triangolo industriale che concentra la maggior parte della ricchezza.

Decollo Industriale dell'Italia

A partire dagli ultimi anni dell'Ottocento, l'Italia ha iniziato il suo primo vero decollo industriale. Nonostante il divario con le grandi potenze, l'unità del 1861 ha fornito lo slancio necessario per una rapida crescita.

Ferrovie e Fabbriche

Durante il periodo della Destra Storica, è stata avviata la costruzione di una rete ferroviaria per collegare le principali città italiane. Successivamente, la Sinistra Storica ha adottato politiche protezionistiche nel 1887, favorendo la creazione di una moderna industria siderurgica attraverso significativi investimenti economici.

Riforme Bancarie

A seguito dello scandalo della Banca Romana, è stata implementata una riforma del settore finanziario con la nascita della Banca d'Italia. Nel 1894, il governo, con l'aiuto di capitali tedeschi, ha fondato il Credito Italiano e la Banca Commerciale, permettendo l'investimento dei risparmi privati nell'industria.

Industria Italiana Moderna e Tariffe

L'Italia ha avuto successo nel settore industriale moderno, grazie alla possibilità di investire in nuove produzioni senza il peso di vecchie fabbriche specializzate. La siderurgia, in particolare la produzione di acciaio, è stata protetta dalle tariffe dell'87, garantendo lo sviluppo delle Acciaierie di Terni nel 1884 e l'apertura di impianti per la lavorazione del ferro a Savona, Piombino e Bagnoli con aiuti statali. Anche aziende già esistenti, come l'industria meccanica di Ernesto Breda, si sono ampliate.

Pirelli e Fiat

L'industria chimica ha beneficiato delle produzioni di gomma degli stabilimenti Pirelli a Milano. Nel settore meccanico, nel 1899, Giovanni Agnelli ha fondato la Fabbrica Italiana Automobili di Torino (FIAT). Nonostante un mercato interno debole, la FIAT ha conquistato un ruolo di prestigio nell'industria italiana.

Crescita PIL e Reddito Pro Capite Italiano

Tra il 1896 e il 1914, l'Italia ha registrato una crescita media del PIL del 6,7% annuo, la più alta in Europa. Il settore secondario ha raggiunto il 25% dell'economia e il reddito pro capite è aumentato del 30% tra l'inizio del Novecento e la prima guerra mondiale. Nonostante questi progressi, nel 1914 il reddito pro capite italiano era la metà di quello tedesco e nel 1911 l'analfabetismo era ancora al 37%.

Il Fenomeno Migratorio

Tra il 1900 e il 1914, circa 8 milioni di italiani emigrarono all'estero a causa della mancanza di lavoro e delle difficili condizioni economiche. L'emigrazione variava a seconda della regione: nel Nord Italia era temporanea e diretta verso altri paesi europei, mentre nel Sud era vista come l'unica speranza per una vita migliore, con destinazioni oltreoceano come il Nord e il Sud America. Le rimesse degli immigrati contribuirono all'economia italiana, ma l'emigrazione massiccia portò a una grave carenza demografica in alcune aree del Sud.

Triangolo Industriale

La maggior parte del benessere in Italia si concentrò nel triangolo industriale formato da Torino, Genova e Milano, dove si trovava il 57% dei lavoratori dell'industria, rispetto al solo 25% nel Mezzogiorno. Nel Sud Italia mancavano le grandi aziende ad alta tecnologia presenti nel Nord, e anche i progressi agricoli si concentrarono nel Nord, specialmente nella valle Padana.

I Problemi del Sud Italia

Il Sud Italia affrontava gravi problemi come l'analfabetismo (60% nel 1911 contro il 15% nel Nord), la disgregazione sociale e l'assenza di una classe dirigente moderna. La piccola borghesia era subordinata ai grandi proprietari terrieri e la lotta politica era incentrata sul clientelismo. I lavori erano pochi e malpagati, con l'eccezione dell'impiego nel settore pubblico.

Share

Summarize Anything ! Download Summ App

Download on the Apple Store
Get it on Google Play
© 2024 Summ