Le grandi statue crisoelefantine dell'arte greca

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Breve Sommario

Il video esplora le tecniche di conservazione delle statue criselefantine, tipiche dell'arte greca, focalizzandosi su tre esempi principali: lo Zeus di Olimpia, l'Atena del Partenone e l'Asclepio di Epidauro. Queste statue, realizzate in avorio, richiedevano una manutenzione costante per prevenire il deterioramento. Lo storico Pausania fornisce preziose informazioni sulle pratiche di conservazione, anche se alcune delle sue affermazioni sono messe in discussione dagli archeologi moderni.

  • Le statue criselefantine erano realizzate in avorio e richiedevano manutenzione costante.
  • Pausania descrive i metodi di conservazione utilizzati per le statue di Atena e Asclepio.
  • Gli archeologi moderni mettono in discussione alcune delle affermazioni di Pausania riguardo al metodo di conservazione della statua di Asclepio.

Le Statue Crisoelefantine

Le statue crisoelefantine erano una caratteristica distintiva dell'arte greca, con tre notevoli esempi scultorei, due dei quali creati dal maestro Fidia: lo Zeus di Olimpia, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico, l'Atena crisoelefantina nel Partenone, anch'essa opera di Fidia, e la statua di Asclepio nel tempio di Epidauro. La particolarità di queste statue risiedeva nell'uso dell'avorio, un materiale soggetto a deterioramento nel tempo se non adeguatamente curato.

La Manutenzione delle Statue

Gli antichi greci dovevano costantemente effettuare una manutenzione massiccia per preservare le statue criselefantine. Pausania, storico greco del I secolo d.C., offre preziose informazioni sulla conservazione di queste opere d'arte nei suoi scritti sulla descrizione dei luoghi visitati, tra cui Atene, Epidauro e Olimpia, dove si trovavano le tre grandi statue criselefantine, purtroppo non giunte ai giorni nostri.

I Metodi di Conservazione Secondo Pausania

Pausania racconta che ad Atene, i responsabili della manutenzione della statua di Atena la bagnavano costantemente con acqua per prevenire l'erosione dell'avorio. A Epidauro, Pausania chiese come preservassero la statua di Asclepio e gli fu detto che sotto la statua c'era un grande pozzo d'acqua. Tuttavia, gli archeologi non hanno mai trovato questo pozzo, suggerendo che questa affermazione potrebbe non essere veritiera. È più probabile che ci fossero vasche sotto le statue contenenti acqua, che veniva costantemente applicata sull'avorio per garantirne la conservazione nel tempo.

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Trascrizione

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0:00 Le statue Criso Elefantine erano tipiche dell'arte greca e abbiamo almeno tre grandi esempi scultorei, due dei quali realizzati dal grande maestro Fidia. Lo Zeus di Olimpia, possente statua che è stata inserita tra le sette meraviglie del mondo antico. La Atena Criso Elefantina, che si trova all'interno della cella del Partenone, sempre realizzata dal maestro Fidia. e la statua di Asclepio, presso l'Asclepeion, il tempio di Epidauro, meta degli ammalati. La particolarità di queste statue risiede nel fatto che esse erano realizzate in avorio, e si sa, in natura,

0:46 l'avorio tende a sgretolarsi con il passare del tempo, se non adeguatamente trattato. Così, gli antichi greci, dovevano sempre mettere in atto una massiccia manutenzione per preservare questi capolavori. Ma come venivano preservate le statue Criso-elefantine? Per sciogliere il nostro dubbio Pausania ci è senz'altro d'aiuto e il grande storico greco che nel primo secolo d.C. scrisse una serie di libri che narrano la descrizione dei luoghi da lui visitati E non mancano Atene, Epidauro ed Olimpia, i tre luoghi nei quali si trovavano le tre grandi statue crisoelefantine che purtroppo non sono giunte ai giorni nostri.

1:34 Pausania racconta che ad Atene gli addetti alla manutenzione della statua di Atena per scongiurare l'erosione dell'avorio bagnavano costantemente la statua con dell'acqua. Quando giunse a Epidauro Pausania domandò agli addetti alla manutenzione del tempio in quale modo preservavano il deperimento del lavorio della statua di Asclepio ed essi dissero che al di sotto della statua vi era un grande pozzo d'acqua. È molto probabile che costoro abbiano detto una cosa non vera a Pausania in quanto gli archeologi non hanno mai trovato questo pozzo. Molto più probabile era invece la

2:19 presenza di vasche al di sotto di queste grandi statue, nelle quali veniva messa dell'acqua, che veniva costantemente passata sul lavorio dei capolavori, per consentire alle statue la conservazione nel tempo.

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