Breve Sommario
Questo video ripercorre la storia della Russia all'inizio del XX secolo, dalla Rivoluzione Russa alla nascita dell'Unione Sovietica (URSS). Esplora le figure chiave come Lenin, le sue tesi di aprile e le politiche adottate dopo la presa del potere. Vengono trattati temi come la guerra civile tra rossi e bianchi, il comunismo di guerra, la nuova politica economica (NEP) e la formazione dell'URSS nel 1922.
- Lenin sale al potere dopo la Rivoluzione Russa, guidando i bolscevichi.
- Il comunismo di guerra viene introdotto per affrontare la carestia, ma fallisce.
- La NEP viene adottata per rilanciare l'economia, portando a risultati positivi ma anche a disuguaglianze.
- Nel 1922 nasce l'URSS, una federazione di repubbliche socialiste sovietiche.
Introduzione: La Russia all'inizio del XX Secolo
All'inizio del XX secolo, la Russia è la nazione più grande del mondo, risultato di secoli di espansione e comprendente 146 popoli ed etnie. Lo Stato cerca di unire russi, ucraini e bielorussi in un unico gruppo linguistico. Il video introduce la figura di Lenin e la nascita dell'Unione Sovietica, ripercorrendo brevemente gli eventi della Rivoluzione Russa.
Lenin: Ascesa al Potere e Tesi di Aprile
Lenin, pseudonimo di "uomo della Lena", nasce nel 1870 in una famiglia borghese e si appassiona alla politica fin da giovane. Aderisce al Partito Socialdemocratico, ma viene esiliato a causa delle sue idee sovversive. Nel 1917, torna in Russia e pubblica le "Tesi di Aprile" sulla Pravda, il quotidiano del Partito Comunista. Lenin, leader del partito bolscevico, sostiene una rivoluzione proletaria e comunista che dia il potere ai Soviet, espressione diretta della volontà dei proletari. Propone di ridare le terre ai contadini e le fabbriche agli operai, gestite dallo Stato.
La Rivoluzione Russa e i Primi Decreti
Dopo la pubblicazione delle Tesi di Aprile, i bolscevichi assaltano Pietrogrado nella notte tra il 6 e il 7 novembre (ottobre per il calendario ortodosso) e prendono il potere. Vladimir Lenin viene nominato capo del nuovo governo e Trotsky commissario degli esteri. L'8 novembre 1917 viene emanato un decreto per ridistribuire le terre ai contadini poveri, sopprimendo la proprietà privata sulla terra e rendendola patrimonio di tutto il popolo. La terra viene data in godimento a chi la lavora.
L'Assemblea Costituente e lo Stato Rivoluzione
Vengono indette le elezioni per l'assemblea costituente, ma i bolscevichi ottengono solo il 25% dei voti. Lenin proclama che il potere dei Soviet è superiore a quello dell'assemblea eletta, che viene sciolta il 19 gennaio 1918. Per giustificare questa decisione, si fa riferimento al saggio di Lenin "Stato e Rivoluzione", in cui sostiene che, dopo la rivoluzione, è necessaria una fase di esercizio del potere assoluto da parte del partito degli operai e dei contadini, sospendendo le libertà civili.
La Pace di Brest-Litovsk e la Guerra Civile
La Russia si ritira dalla Prima Guerra Mondiale con la pace di Brest-Litovsk il 3 marzo 1918, ma a condizioni molto dure, perdendo territori come la Polonia, la Lituania, le province baltiche, parte della Bielorussia e riconoscendo l'indipendenza di Finlandia e Ucraina. Queste cessioni territoriali hanno effetti disastrosi sull'economia russa. Nel 1918 scoppia la guerra civile tra i rossi (bolscevichi) e i bianchi (ostili alla rivoluzione). I bianchi, sostenuti inizialmente da potenze come Francia, USA e Inghilterra, cercano di sconfiggere i rossi.
L'Assassinio dei Romanov e la Repubblica Socialista Federativa Sovietica
Per evitare di galvanizzare la parte bianca, i Romanov, reclusi a Ekaterinburg, vengono assassinati per volere dei Soviet. Il 23 luglio 1918 nasce la Repubblica Socialista Federativa Sovietica e il Partito Comunista diventa partito unico. Nel 1920, l'Armata Rossa, guidata da Trotsky, riesce a respingere i bianchi e a vincere la guerra civile.
L'Internazionale Comunista e la Guerra Russo-Polacca
Nel marzo 1919 viene fondata l'Internazionale Comunista (Comintern) per coordinare i partiti comunisti di tutto il mondo. Nello stesso periodo, la Russia affronta la guerra russo-polacca. La Polonia invade Lituania, Bielorussia e Ucraina per ricreare una grande Polonia. L'Armata Rossa interviene, ma la Polonia riesce a riguadagnare parte del territorio.
Il Comunismo di Guerra e la Ceca
A causa della carestia, il governo adotta il comunismo di guerra, ponendo la produzione agricola e industriale sotto il controllo dello Stato, sopprimendo la libertà di opinione e il diritto di sciopero e introducendo il lavoro forzato. Le derrate alimentari vengono requisite e ridistribuite tramite tessere. Si formano aziende agrarie collettive (colchots e sovchots). Viene istituita la Ceca, una polizia politica spietata che lotta contro il sabotaggio e la controrivoluzione.
Il Fallimento del Comunismo di Guerra e la NEP
Il comunismo di guerra fallisce: la produzione industriale e agraria è in calo, le città si spopolano e si sviluppa il commercio clandestino. I kulaki (contadini benestanti) si ribellano contro le restrizioni, ma vengono repressi. Nel 1921, i marinai di Kronstadt protestano contro il governo bolscevico. Lenin decide di abbandonare il comunismo di guerra e di avviare la NEP (Nuova Politica Economica).
La Nuova Politica Economica (NEP)
La NEP prevede la fine delle requisizioni, la ridistribuzione delle terre, l'abolizione del lavoro forzato e una maggiore libertà d'azione per le industrie. La produzione agraria aumenta, ma aumentano anche le differenze sociali e la disoccupazione.
La Nascita dell'URSS e la Costituzione del 1924
Il 30 dicembre 1922 viene decisa la creazione dell'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche), una federazione di repubbliche governate da un soviet. La capitale è Mosca. Il potere legislativo è detenuto dal Soviet Supremo dell'Unione, quello esecutivo dal Consiglio dei Commissari del Popolo e quello giudiziario dalla Corte Suprema dei Soviet. Nel 1924 viene approvata una nuova costituzione che sancisce il PCUS (Partito Comunista dell'Unione Sovietica) come unico partito ammesso. Il potere è accentrato nel Partito Comunista e nel suo comitato centrale (Politburo).
La Successione di Lenin
Nel 1924, Lenin, sempre più malato, esprime nel suo testamento la sua preoccupazione per la successione, suggerendo di allontanare Stalin dal partito. Tuttavia, Stalin prenderà progressivamente il potere.

