L'unità d'Italia

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Breve Sommario

Il video ripercorre il processo di unificazione italiana, focalizzandosi sul ruolo chiave del Regno di Sardegna e di figure come Cavour e Garibaldi. Vengono analizzate le strategie politiche e diplomatiche che hanno portato all'unificazione, le guerre d'indipendenza, e le dinamiche interne tra le diverse forze politiche risorgimentali.

  • Il Regno di Sardegna si afferma come guida del processo unitario grazie alla politica di Cavour.
  • La spedizione dei Mille di Garibaldi conquista il Sud Italia, aprendo la strada all'unificazione.
  • L'abilità diplomatica di Cavour e le circostanze internazionali favorevoli sono determinanti per il successo del Risorgimento.

Intro

L'introduzione presenta il tema della lezione: il percorso che porta all'unità d'Italia tra il 1859 e il 1861. Si riprendono le esperienze fallimentari degli anni '30 e '40 dell'Ottocento e del '48-'49, che avevano però alimentato le speranze di unificazione.

Il Regno di Sardegna a metà '800

Il Regno di Sardegna, sotto Vittorio Emanuele II, si presenta come lo stato pronto a guidare il processo unitario. Viene mantenuto lo Statuto Albertino, una costituzione avanzata per l'epoca. Massimo d'Azeglio, inizialmente a capo del governo, avvia un ammodernamento dello stato, con la legge Siccardi che colpisce i privilegi ecclesiastici, orientando il Piemonte verso una fisionomia più laica e moderna.

L'ascesa di Cavour

Camillo Benso conte di Cavour, leader del fronte liberal moderato, emerge come figura chiave. Intellettuale, imprenditore e giornalista (fondatore de "Il Risorgimento"), Cavour è un prodotto della mentalità borghese, vicino alle idee liberali inglesi. Convinto che il Piemonte debba fare passi avanti economici e politici, ritiene che le riforme liberali possano portare benessere e frenare il malcontento sociale. Nel 1850 diventa ministro per l'agricoltura e nel 1852 presidente del consiglio.

Il connubio con Rattazzi

Sotto il governo di Cavour si afferma la prassi della fiducia parlamentare. Cavour si rende protagonista di un'alleanza politica spregiudicata, il "connubio" con Urbano Rattazzi, leader della frazione di centrosinistra. Questa alleanza permette a Cavour di liberarsi della destra conservatrice e clericale e di aprirsi a riforme economiche.

Mazziniani e primi socialisti

Dopo i fallimenti del 48-49, i repubblicani e democratici vivono un periodo difficile. Mazzini, rifugiato a Ginevra, fonda il Partito d'Azione e cerca di entrare nelle società di mutuo soccorso. I socialisti, pur favorevoli a rivolte e riforme sociali, si distinguono da Mazzini per la loro adesione alla lotta di classe. In Italia emergono figure come Giuseppe Ferrari e Carlo Pisacane.

L'iniziativa di Pisacane

Pisacane nel 1857 organizza una spedizione rivoluzionaria. Dirotta un piroscafo verso l'isola di Ponza per liberare i detenuti e sollevarli contro il regno delle Due Sicilie. L'attacco a Ponza riesce, ma una volta in Campania, i contadini si schierano con le truppe borboniche. Pisacane muore durante gli scontri, evidenziando le difficoltà delle rivolte dal basso.

La Società Nazionale di Manin

Daniele Manin, leader della repubblica veneziana del 48-49, fonda in Piemonte la Società Nazionale, con l'obiettivo di unire le diverse anime della sinistra risorgimentale e di allearsi con i Savoia. Garibaldi aderisce al progetto di Manin.

La Guerra di Crimea

Lo scenario internazionale si rende favorevole all'unità d'Italia a partire dalla guerra di Crimea (1853-1856). Il Piemonte, guidato da Cavour, offre il suo aiuto a Francia e Gran Bretagna contro la Russia, ottenendo così un ruolo nel conflitto.

Il Congresso di Parigi

Al congresso di pace di Parigi (1856), Cavour riesce a sollevare la questione italiana a livello internazionale. Fa notare il ruolo ambiguo dell'Austria e il malgoverno degli stati italiani, che rischiano di alimentare rivolte.

Gli attentati contro Napoleone III

Cavour sfrutta gli attentati contro Napoleone III, compiuti da italiani, per convincere la Francia della necessità di un intervento in Italia. L'attentato di Felice Orsini nel 1858, pur fallimentare, colpisce l'immaginario e spinge Napoleone III a considerare la questione italiana.

Gli accordi di Plombières

Nel luglio 1858, Cavour strappa a Napoleone III gli accordi di Plombières. La Francia si impegna ad aiutare l'Italia a unirsi, a patto di mantenere una sorta di egemonia sul nuovo stato. Il Piemonte cede alla Francia Nizza e la Savoia. L'Italia viene divisa in tre tronconi: un regno del nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna), uno stato centrale (stato della chiesa e Toscana) e il regno delle Due Sicilie, con una confederazione italiana presieduta dal papa.

Come Cavour fa scoppiare la guerra

Per realizzare il piano di Plombières, è necessario muovere guerra all'Austria. Cavour provoca l'Austria, mandando i cacciatori delle alpi di Garibaldi sul confine. Nell'aprile 1859, l'Austria dichiara guerra al Piemonte, provocando l'intervento della Francia.

La Seconda guerra d'indipendenza

La seconda guerra d'indipendenza (1859) vede importanti vittorie franco piemontesi, come a Magenta e a San Martino e Solferino. Quest'ultima battaglia, particolarmente sanguinosa, porta alla nascita della Croce Rossa.

Dopo l'armistizio di Villafranca

Napoleone III, preoccupato dalle perdite umane, firma l'armistizio di Villafranca (luglio 1859) con l'Austria, senza consultare Cavour. La Lombardia passa al Piemonte, ma il Veneto rimane austriaco. In Toscana e in Emilia Romagna scoppiano rivolte che chiedono l'annessione al Piemonte. Cavour, dimessosi e poi tornato in carica, offre a Napoleone III Nizza e la Savoia in cambio dell'annessione di Toscana ed Emilia Romagna. Nel 1860, plebisciti sanciscono l'annessione di queste regioni al Piemonte.

Pilo e Crispi in Piemonte

Intellettuali democratici, mazziniani e repubblicani ritengono che sia il momento di unificare anche il sud. In Piemonte, i siciliani Rosolino Pilo e Francesco Crispi promuovono un'azione nel sud. Pilo parte per la Sicilia, mentre Crispi avvia trattative con Garibaldi.

L'impresa dei Mille di Garibaldi

Garibaldi, con circa mille volontari, parte da Quarto (Genova) verso la Sicilia. Sbarca a Marsala e ottiene una vittoria a Calatafimi, puntando su Palermo. L'impresa di Garibaldi genera entusiasmo in Italia e in Sicilia, dove arrivano altri volontari.

Il governo provvisorio in Sicilia

Garibaldi conquista la Sicilia e dichiara decaduto il regno dei Borbone. Assume il potere come dittatore militare per conto di Vittorio Emanuele II. Viene formato un governo provvisorio guidato da Francesco Crispi, che avvia riforme come il taglio delle tasse e l'assegnazione di terre ai contadini. L'entusiasmo dei contadini preoccupa i baroni siciliani. Garibaldi è chiamato a frenare i tentativi insurrezionali, come a Bronte, dove la rivolta viene repressa nel sangue.

L'incontro di Teano

Garibaldi sbarca in Calabria e risale la penisola, sconfiggendo l'esercito borbonico. A Napoli, viene raggiunto da Mazzini e Cattaneo. Cavour, preoccupato che Garibaldi possa attaccare Roma, decide di intervenire. Ottiene il permesso da Napoleone III di passare attraverso lo stato della chiesa per fermare Garibaldi. L'esercito sabaudo entra nello stato della chiesa e sconfigge l'esercito pontificio a Castelfidardo. Il 25 ottobre 1860, a Teano, Garibaldi consegna a Vittorio Emanuele II il dominio sull'Italia.

Conclusione

Ad ottobre 1860 l'Italia è unita, anche se il regno verrà proclamato nel marzo 1861. Garibaldi si ritira a vita privata a Caprera. Mancano ancora il Lazio e il Triveneto, ma di questo si parlerà in una prossima lezione.

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Trascrizione

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0:00 bentrovati siamo qui per una nuova lezione questa volta di storia è l'argomento che affronteremo oggi è quello che porta verso l'unità d'italia abbiamo visto cosa è accaduto durante gli anni trenta durante gli anni quaranta dell'ottocento nelle varie regioni italiane abbiamo parlato del 48 49 alle varie repubbliche marinare lo pubblica romana e la prima guerra di indipendenza abbiamo visto che sono furono esperienze fallimentari per che alimentarono per certi versi le speranze degli italiani di unità di riuscire in un percorso di unificazione dei vari stati regionali ma

0:45 fallirono e oggi invece vedremo come questo percorso venne portato a compimento tra il 1859 e il 1860 infine 1861 allora andiamo a cominciare prima di tutto bisogna che parliamo del piemonte il regno sabaudo il regno di sardegna che abbiamo già in qualche modo presentato nei nelle elezioni precedenti ha avuto un ruolo nel corso del settecento e dell'ottocento è andato anche crescendo ma adesso attorno alla

1:30 metà del secolo si presenta come uno stato pronto per tentare di guidare questo percorso unitario abbiamo visto che il sovrano in carica è vittorio emanuele ii sovrano che poi diventerà anche primo re d'italia e questo vi terremo nel secondo aveva continuato sulla falsariga diciamo del predecessore carlo alberto cioè aveva mantenuto in piedi lo stop solo albertino statuto albertino che simili cordata era stato emanato proprio durante i moti le rivolte del 48 e che rimane in vigore era una costituzione ancora abbastanza semplice per certi versi ancora

2:16 arretrata rispetto a quelle a cui siamo abituati oggi però sulla per l'epoca era già una costituzione per l'italia del tempo relativamente avanzata in un primo momento capo del governo attorno al 49 50 in piemonte fu nominato massimo d'azeglio che noi abbiamo già citato perchè era uno di quei moderati che siamo discutevano su quale ordinamento dare a una futura possibile italia unita d'azeglio si impegnò in questi mesi dal governo nel tentativo di ammodernare lo stato piemontese soprattutto l'amministrazione di questo stato piemontese che era ancora abbastanza arretrato in particolare tra le varie norme che venderemo in questi anni va notata una legge

3:03 particolare che la legge si carpi questa legge siccardi era una legge che colpire i privilegi ecclesiastici che effettivamente nel regno di sardegna erano ancora abbastanza forti e tutto sommato fuori dal tempo rispetto a quello che era accaduto proprio la rivoluzione francese in molti paesi europei ad esempio questa legge abolisce i tribunali speciali separati per gli ecclesiastici abolisce il diritto d'asilo nelle chiese abolisce la censura sui libri genetica diciamo che il piemonte si va orientando verso una fisionomia più laica e più moderna su questo percorso si inserisce in questi stessi mesi un nuovo uomo politico che avrà un ruolo fondamentale nel percorso unitario che è camillo

3:48 benso conte di cavour questo è un giovane politico imprenditore piemontese leader del fronte liberal moderato quindi effettivamente idee liberali ma sicuramente non di idee democratiche quindi appartiene a quel filone che abbiamo visto come avrebbero unità diciamo guidata più dall'alto che non dal basso un uomo anche di buona preparazione un intellettuale ho detto già a sua volta un imprenditore ma anche un giornalista pubblico un giornale che si chiama il risorgimento in cui diciamo alimenta le speranze per una italia unita nuova liberale moderna è un chiaro prodotto

4:34 cavour della mentalità borghese e anzi da questo punto di vista sembra poco italiana non potremmo dire così nel senso che è molto vicino alle idee liberali e imprenditoriali inglesi studia molto anche sui testi inglesi sulle regole del mercato anche che in gran bretagna nel corso del secolo precedente si erano andate ben formando e quindi è convinto che il piemonte debba fare dei passi avanti sia dal punto di vista economico che dal punto di vista politico passi in avanti che secondo lui devono essere direzionati ovviamente verso dall'inglese in qualche modo è ovviamente queste riforme cavour

5:22 e commento aiuteranno il piemonte a ergersi come stato guida della penisola italiana e aiuteranno anche i vari sovrani a frenare le eventuali rivolte il malcontento che si sta diffondendo nella penisola abbiamo detto che il 48 in tutta europa arriva dopo un periodo di grande crisi economica le classi umili sono in fermento sia perché l'arrivo dell'industrializzazione sta portando nuovi problemi sia perché effettivamente le condizioni di vita sono piuttosto precari e cavour è convinto double liberale da buoni liberista anche che le riforme economiche di stampo liberale di stampo liberista possono aiutare il benessere di tutta la società e quindi anche frenare questi movimenti diciamo sociali

6:09 anche violenti che possono turbare l'ordine in italy cavour forti di questa idea e rientrare nel governo piemontese viene cooptato già nel 1850 quando diventa ministro per l'agricoltura e con me perciò capo del governo ancora massimo da due anni dopo nel 1852 diventa direttamente presidente del consiglio su richiesta diretta di vittorio emanuele ii perché come ricordate lo statuto albertino prevede che il governo renda conto direttamente al sovrano quindi il potere esecutivo sta in mano sembra non è lui che sceglie il capo del governo e per il momento questo capo del governo non è per forza tenuto a avere la fiducia del parlamento ora proprio sotto il governo di kabul

6:55 però si impone questo l'avevamo già un po anticipato si impone una diciamo usanza una tradizione una consuetudine una prassi che quella che il governo nonostante sia comunque nominato dal sovrano e quindi renda conto direttamente al sovrano si rechi comunque in parlamento a chiedere una fiducia parlamentare quindi ad aver l'appoggio almeno della camera mi ricordo che lo statuto prevede due camere la camera dei deputati eletti va anche se sul frase ristretto in un senato del regno invece di nomina regia quindi cavour e un'ora i primi che si reca in parlamento chiedendo ai colleghi parlamentari una fiducia chiaramente se si sta ora questa consuetudine bisogna che i governi abbiano una maggioranza a cui

7:42 appoggiarsi e non è sempre così facile avere una maggioranza dalla propria parte non a caso cavour si rende protagonista proprio in questi anni di un primo potevo chiamarlo quasi fenomeno di trasformismo o comunque di alleanza politica spregiudicata che oggi verrebbe duramente attaccata dai giornali e dalle dal popolo kabul direttore leader della corrente liberale moderata quindi di un partito che tema oggi di the di centro destra insomma diciamo era abituato a governare con la destra che era formata invece dà i conservatori più radicali più clericali potremmo dire è però chiaramente la lag generica le proibiva

8:30 certe riforme di stampo liberale perchè lapidaria dalla chiesa era contraria ad esempio a una eccessiva laicizzazione dello stato allora cavour con un'abile mossa parlamentare e politica riesce sostanzialmente non sbarazzarsi in questa alla destra e allearsi con il partito diciamo così di centrosinistra leader di questa frazione di centrosinistra che gli era avversa ma che ovviamente era tutto sommato vicina per ideali o per obiettivi era urbano rattazzi un democratico moderato quindi in pratica potremmo dire che cavour riesce a fare un volta false riesce a fare un viene chiamato l'epoca

9:15 un connubio una strana alleanza uno strano matrimonio con la parte avversa e si forma un governissimo delle moggi formato da centrodestra e centrosinistra insieme che alleati il connubio di cavour e rattazzi ovviamente grazie a questa nuova alleanza cavour può liberarsi appunto della destra estrema che lo rallentava nelle riforme e aprirsi a nuovi cambiamenti soprattutto di carattere economico infatti il governo cavour da origine da qui in poi a una serie di riforme politiche anche trattati commerciali molto importanti quei paesi che circondano il piemonte sia gli altri stati italiani sia gli stati stranieri

10:02 per dire ad esempio con la francia sviluppa una discreta rete ferroviaria anche tramite il traforo del frejus che permette di esportare ed importare i prodotti piemontesi e francesi viceversa si alimentano gli scambi commerciali si firmano trattati europei si aboliscono i dazi soprattutto i dazi sul grano l'obiettivo è quello ovviamente di favore del libero commercio convinto da buon liberista il libero commercio alimenti in qualche modo il benessere di tutto il paese ed effettivamente in questi anni in cavour ha ragione che il piemonte per tutti gli anni cinquanta vive un momento di grande floridezza economica di grande crescita economica e avanza economicamente tant'è vero che arriva a competere anche tutto sommato

10:47 economicamente quella lombardia che era all'epoca ovviamente la regione più avanzata dal punto di vista economico posta hanno sotto gli austriaci e sia in agricoltura che l'industria che in generale l'economia piemontese crescono a ritmi molto sostenuti cresce il volume di scambi insomma piemonte si presenta alla fine degli anni 50 come una uno stato di certo di dimensioni non considerevoli medio piccolo ma ricco e arrembante questo è il versante diciamo liberal moderato e i repubblicani i democratici come stanno messi nel frattempo i repubblicani democratici cioè la diciamo così di sinistra del movimento

11:32 risorgimentale dell'epoca non stanno messi troppo bene gli eventi del 48 49 e li hanno prima hanno alimentato le loro speranze ma poi hanno drasticamente messo fine a queste speranze perché sono state esperienze fallimentari della pubblica romana finisce soffocata dai francesi la repubblica di venezia viene soffocata dagli austriaci lo stesso garibaldi scarpa mazzini scappa è una debacle in più nei primi anni cinquanta il governo studia corsi di vela particolarmente duro anche con quei repubblicani che democratici che tutto sommato erano usciti a scamparsela lo stesso mazzini rifugiato all'estero a ginevra in questo

12:18 momento decide di dare origine a una nuova organizzazione perché quelle che aveva creato negli anni precedenti effettivamente non avevano raggiunto il loro scopo fonda un partito chiama proprio così che si chiama partito d'azione proprio perché vorrebbe essere un partito che alimenti in l'azione concreta dei rivoluzionari che porti a attività rivolte a moti rivoluzionari questa volta lui spererebbe più efficaci non solo non si accontenta solo di questo partito l'azione ma mazzini tenta anche di entrare nei gangli potremmo dire nella società civile ad esempio entrando facendo entrare i suoi uomini all'interno delle cosiddette società di

13:05 mutuo soccorso allora cosa sono se società sono potremmo dire degli enti cignani di moderni sindacati nel senso che in alcune lezioni italiani per curare proprio in piemonte e in parte in liguria che faceva parte dello stato sabaudo e lo statuto albertino aveva permesso la nascita di associazioni di lavoratori ancora non durante come sindacati moderni però società in cui lavoratori si univano tra loro e appunto come dice nome società di mutuo soccorso perché si sostenere una vicenda si autotassa vano in modo da aiutare i compagni di lavoro che fossero in qualche difficoltà ora i mazziniani entrano in queste società di mutuo soccorso dove ci sono i cani ma ci sono già ai primi operai perché insomma in piemonte in liguria

13:51 qualche piccolo nucleo industriale inizia a formarsi quindi tentano di prendere la guida di questi movimenti di lavoratori certo non solo gli unici che tentano di prendere la guida di questi momenti ci sono anche i socialisti che abbiamo visto sono d'accordo con mazzini su alcuni punti ma sono in disaccordo su ben altri i socialisti anche loro vorrebbero delle rivolte dei moti vorrebbero delle riforme sociali importanti vorrebbero forme di repubblica di democrazia ma al contagio di mazzini pensano che queste questi obiettivi si debbano raggiungere con la lotta di classe mentre mazzini rifiuta fortemente categoricamente questa lotta di classe ora i socialisti in italia iniziano a

14:39 comparire qua e là non hanno ancora una vita ben definita siamo negli anni cinquanta è stato appena pubblicato il manifesto del partito comunista di marx ed engels si stanno formando anche in europa i primi gruppuscoli ma ancora con le idee vaghe abbiamo visto sono con i socialisti utopisti e così via ognuno con le sue diverse opinioni in italia ci sono in particolare due personaggi che vale la pena di sottolineare in questo momento diciamo di area socialista vicini per certi versi anche al mazzinianesimo che sono giuseppe ferrari e carlo pisacane ferrari l'avevamo già citato se vi ricordate perché era uno citato the federalisti che nell'ambiente di cattaneo milano poi si spostava in francia e così via pisacane invece un

15:25 personaggio nuovo e vale la pena di soffermarsi su di lui per un momento perché pisacane si rende protagonista nel 1857 nel giugno nel 1857 di una spedizione di un tentativo rivoluzionario anche in questo caso fallimentare ma che ben delinea le difficoltà di questi movimenti democratici repubblicani nell'italia del tempo bevo [Musica] dicevamo pisacane cosa fa pisacane giugno 1857 e decide un'azione particolare abbastanza inedita per l'epoca perché decide di attaccare e dirottare con alcuni compagni un piroscafo di linea che era partito da

16:12 genova che hanno già questi pirati che come oggi le navi che collegano la sardegna la terraferma eccetera o sette porti italiani e sarà un pedaggio che partiva la celebrano il loro di rotta lo fa a dirigere con le armi ovviamente verso un'isola che l'isola di ponza che si trovano più o meno di fronte al lazio un'isola dove all'epoca c'era un carcere l'obiettivo è liberare i detenuti di questi di questo carcere convertirli in qualche modo alla causa italiana che portarli con sé per farle chiamo della natura per attaccare i domini dei borbone nel regno delle due sicilie e sull'italia considerato da tutti il

16:58 regno più arretrato in cui dovrebbe essere più facile smuovere le masse contro i regnanti perché le masse sono sfruttati in questo caso maniera molto gravoso l'attacco all'isola di ponza va bene funziona pisacane sua mi liberano circa 300 detenuti e poi piazzano verso la campania arrivano in campania poco dopo ma c'è un problema perché una volta che scendono in campania non obiettivo quello 300 uomini non è che siano poi così tanti per affrontare l'esercito borbonico che non sarai durano all'esercito del mondo ma sicuramente in grado di tener testa a 300 uomini male armati ma l'obiettivo di pisa camera quello di sollevare appunto come abbiamo letto i contadini e con l'apporto popolare respingere in qualche modo

17:47 l'avanzata delle truppe borboniche il problema è che quando gli uomini pisacane arrivano in campania i contadini con si schierano con pisa cari ma si schierano con le truppe borboniche si schierano con le truppe borboniche anche un po perché pisacane obiettivamente come avevamo visto dai fratelli bandiera tutto sommato è un'idealista un illuso potremmo dire che pensa di poter convincere rapidamente dei contadini rivoluzionari non può anche perché i detenuti divisori ponza erano in parte almeno briganti della zona campana cioè a paul vennero portati quei briganti che avevano depredato rapinato e commesso atti illegali in campania quindi quando

18:33 questi sbarcano in quelle zone le truppe borboniche hanno gioco facile a convincere i contadini che pisacane sia un brigante anche gli perché va a porta con sé è dei briganti famosi nella zona per furti con questo genere quindi sostanzialmente pisacane non solo se la deve vedere contro le truppe borboniche ma se la deve vedere anche contro i contadini che gli si scagliano contro i suoi uomini vengono sostanzialmente massacrati lo stesso pisacane muore durante questi scontri forse suicida prima di essere preso dalle truppe avverse questo il segno di come queste rivolte dal basso facciamo un enorme fatica a imporsi anche quando sono animate da progetti tutto sommato anche

19:19 sulla carta fattibili perché ripeto il sud era la zona da cui tutti pensavano di dover partire ora proprio la riflessione sui fallimenti di questi tentativi dei funzionari porta alcuni intellettuali proprio anche di area repubblicana diciamo a ripensare a tutta la strategia per cercare di portare avanti questa unita l'italia è uno di quelli che più pensa a questi elementi è daniele manin che se vi ricordate avevamo già incontrato perché era stato il leader della rinata repubblica veneziana durante il 48 49 ora da manin si era salvato alla fine del la repubblica veneziana quando repubblica crolla lui è riuscito a scappare si era rifugiato in piemonte e

20:07 proprio in piemonte lui fonda una società che chiama società nazionale che avrebbe l'obiettivo di mettere insieme le diverse anime oggi diremmo della sinistra che voleva l'unità risorgimentale che voleva l'unità d'italia cioè gli elementi democratici gli elementi socialisti gli elementi repubblicani gli elementi volendo se ci riesce anche mazziniani mettono insieme in modo da mettere lasciar fuori delle visioni lascia fuori le questioni che sono più di visive tra questi gruppi e unirsi a favore di un unico obiettivo che sia l'unità d'italia e per raggiungere questo obiettivo la società nazionale si prefigge anche lo scopo di allearsi col di savoia sostanzialmente

20:54 già con il regno sabaudo non possiamo farcela da soli questa è l'idea quando proviamo da soli finisce che falliamo e i contadini non ci danno retta molto meglio cercare almeno in questa prima fase di lotta l'appoggio degli una monarchia che è comunque tutto sommato accettato diciamo alcuni limiti costituzione nel suo potere che sembra aver la forza militare ed economica per sostenere un progetto di questo tipo questa monarchia ovviamente è quella sull aula il progetto di manin inizia a convincere alcuni intellettuali e in particolare c'è un uomo che sembra abbastanza convinto dal progetto di manine quest'uomo giuseppe garibaldi vi ricordate mazziniano che aveva combattuto fortemente durante i moti del

21:41 48 49 a roma a venezia eccetera ora garibaldi tornati in italia rientra in piemonte aderisce al progetto di manina quindi i tasselli del nostro partner stanno andando un po alla volta al loro posto ora oltre a quello che accade in italia cioè tutti questi movimenti di cavour dei moderati dei liberali dei democratici e repubblicani e così via c'è anche uno scenario internazionale che nel corso degli anni 50 tutto sommato si rende favorevole a un progetto riunita in italia questo scenario internazionale lo vediamo soprattutto a partire dal 1853 perché in quest'anno scoppia una guerra molto lontano dall'italia ma che

22:27 coinvolgerà in qualche modo anche l'italia che è la guerra di crimea lavora come sapete la crimea e quella penisola che si affaccia sul mar nero oggi contesa tra l'altro tra ucraina e russia inutili per ottomano non è più forte come un tempo l'abbiamo già visto si è staccata la grecia nel 1820 21 29 eccetera sono state sommosse anche nei balcani sul ma l'impero ottomano sembra non essere più in grado di mantenere ben saldo il controllo di queste zone e la russia ovviamente è uno di quei paesi che cercano di estendersi di allungare le mani su questi territori mari alcuni punti strategici dell'impero ottomano che l'impero ottomano non riesce più a controllare in maniera adeguata

23:13 se la guerra infatti la guerra di crimea inizialmente una guerra tra i russi non a parte e l'impero ottomano tra l'altro per il controllo della penisola di crimea che è strategicamente molto importante per chi ci sono porte importantissimi per poi portare le navi tramite lo stretto dei dardanelli verso il mediterraneo ora la russia sembra avere tutta l'intenzione di prendere questa crema ed è vera anche la forza militare per poterlo fare ma intervengono francia gran bretagna che non vogliono che la russia si ingrandisca o comunque si rafforza in maniera così netta quindi francia gran bretagna si schierano a favore dell'impero ottomano per mantenere la politica dell'equilibrio che era stata la politica cardine in

23:59 fondo del congresso di vienna bisognava che mi ricordate la fate gli inglesi bisogna che tutte le potenze continentali europee fossero più o meno forti alla pari in modo che nessuno prevalesse troppo nettamente sull'altra e in modo così da garantire la pace ora queste pretese russe preoccupano molto francia gran bretagna che si impegnano a intervenire francia gran bretagna però non vorrebbero intervenire da sole vorrebbero anche un aiuto in qualche modo da parte dell'austria che era l'altro grande paese che se vi ricordate aveva delineato l'europa a a vienna l'austria è in realtà è abbastanza titubante a intervenire soprattutto

24:48 intervenire a favore dell'impero ottomano perché anche la austera parte sua ha interessi verso i territori ottomani quindi schierarsi in aiuto degli ottomani non lo ritiene troppo vantaggioso si va avanti invece a sorpresa il piemonte cioè cavour nel 1855 offre di sua iniziativa degli uomini a francia e gran bretagna per andare in creme a combattere sostenere lo sforzo bellico anti fruscio una scelta strana e penso che si tratta di sparla di 15.000 uomini continente anche tutto sommato abbastanza corposo è però anche per lo stesso il parlamento piemontese abbastanza incomprensibile ai piemonte con lacrime hanno c'entrava

25:33 assolutamente niente non aveva interessi né poteva eserciti di piemonte come un paese garante dell'equilibrio europeo pro cavour insiste ed effettivamente riesce a deviare questi uomini e in questo modo a garantirsi un ruolo negli anni a venire perché la strategia di cavour non ha una strategia così peregrina ciò cavour ha un piano e meta di farti la guerra finisce nel 56 sostanzialmente si tiene a parigi un congresso di pace proprio nel 1856 viene vinta da francia gran bretagna impero ottomano e piemonte e viene persa dai russi a questo congresso dei vincitori partecipa anche cavour perché lui ha

26:19 mandato gli uomini da quello era cipato è seduto al tavolo con francia e gran bretagna cavour ha modo di dire ok sistemiamo una questione lacrime ma c'è un'altra questione che dobbiamo sistemare presto e della questione italiana cavour per la prima volta riesce a portare su uno scenario internazionale su davanti a un ingresso con tutte le principali o quasi tutte le principali potenze dell'epoca il fatto che l'italia vuole unirsi e che il piemonte vuole avere un ruolo in questa unità d'italia ora ci si potrebbe chiedere cavour ruolo lidar italia piemonte vuole l'unità d'italia ma francia che la metà nel caso di ne può fregare dell'unità d'italia lo cavour a alcune armi alcune frecce al proprio arco alcune armi da usare per

27:05 convincere francia e gran bretagna in primo luogo fa notare il ruolo dell'austera cioè fa presente ai suoi alleati in fondo che l'austria non si è impegnata nel reprimere i tentativi della russia non ha mandato uomini in crema è quindi insomma è affidabile fino a un certo punto ma poi soprattutto che nelle zone in cui l'auto italia nintendo in cui l'austria dominava si erano alimentati una serie di malcontenti di ribellioni che rischiavano mi mettano a ferro e fuoco tutta l'europa mi spiego meglio allora l'austria controllava direttamente un pezzo d'italia che era il regno lombardo veneto come ricorderete quindi la

27:50 lombardia e il veneto e il trivento ma indirettamente aveva la sua longa manus anche su altri territori perché se vi ricordate le sgorgo erano imparentati con i lorena di toscana con lorena anzi di toscana erano imparentati con modena erano imparentati anche con i borbone di napoli e soprattutto erano intervenuti più volte anche a sostegno delle truppe pontificie nelle cosiddette legazioni pontificie cioè nello stato la chiesa sul punto le province diciamo della romagna e delle marche che erano abbastanza riottose cioè l'austria rifatto controllava direttamente o indirettamente una buona fetta d'italia

28:38 ora che vuol far ruotare questo prima cosa che fa notare e suoi alleati ma se l'austria non vi aiuta e non vi sostiene nei vostri sforzi per garantire la pace in europa perché dovete lasciare l'auto a mezza italia e questo è un primo elemento un secondo elemento è questo in italia sono presenti dice cavour degli stati e pensa in particolare allo stato della chiesa e al regno delle due sicilie che sono sostenuti dall austria perché l'austria li aiuta li mantiene in piedi ma sono stati governati malissimo governati talmente male che la popolazione di quegli stati è arrabbiata e furibonda e dà origine spesso rivolte sono state notevoli a rivolte

29:24 effettivamente nessun italia ma ancora di più nella romagna nelle marche come violetto e l'idea è questa se l'italia è un focolaio di rivolte queste rivolte potrebbero propagarsi a tutto il resto d'europa potrebbero arrivare in francia potrebbero arrivare in gran bretagna potrebbero arrivare in fondo la storia recente dell'ottocento europeo mostrava che quando scopriamo una rivolta da qualche parte questa rivolta attendeva ad accendere micce in altre zone che è stata al 20 21 pensate al 30 31 dove c'è una rivolta in spagna e scoppia poi altre rivolte altrove c'è una rivolta in francia e si ribella anche il belgio e così via ora si sa mai che ci troviamo davanti a un altro 48 dice cavour motivato magari proprio da questo malgoverno di queste

30:09 regioni italiane in piemonte fa notare cavour abbiamo un buon governo abbiamo fatto le riforme abbiamo migliorato l'economia e non c'è malcontento la gente non si ribella non ci sono motivi voluzione quanto meglio sarebbe se queste regioni fossero amministrate dal piemonte e quindi mantenute in un certo ordine in un certo benessere questo eviterebbe scontri eviterebbe problemi eviterebbe inizio accesi in giro per l'europa per convincere ulteriormente di questi suoi discorsi i suoi alleati cavour a un'altra arma per checa urne non è scemo e quest'altro armo sono degli attentati che ha subito e sta subendo in quegli anni napoleone iii allora vi ricordate ho parlato alla francia ma in francia chi

30:56 c'è al potere in francia dal 1851 52 anzi natale al 48 ma diciamolo 51 52 nella forma dell'impero già al potere napoleone iii nipote di napoleone primo era stato eletto come presidente della repubblica abbiamo detto se vi ricordate ma poi con un colpo di stato e primi siti vari era riuscito a farsi nominare ii imperatore ora napoleone iii è un imperatore e come ogni imperatore subisce degli attentati alla sua vita ne subisce vari durante il suo governo in francia ma la cosa paradossale è che ad attentare la sua vita sono spesso degli italiani e gli immigrati italiani che

31:43 vanno in francia tentato di ammazzare napoleone iii in particolare immigrati romagnoli oggi noi siamo preoccupati dei terroristi internazionali a volte islamici a volte ad altri paesi all'epoca i terroristi eravamo noi e proprio gli italiani andavano in giro a portare minacce di morte ai governanti in particolare alla polvere terzo perché proprio ce l'avevano con la polvere d'arte chiaro motivo se vi ricordate nel 49 1949 la repubblica romano e c'erano mazzini dove c'era garibaldi dove c'erano fior fiore del degli intellettuali dei democratici italiani repubblica romana viene sconfitta dai francesi sono i francesi che intervengono a napoleone iii che

32:28 interviene per far cadere la repubblica romana e rimettere sul trono di roma il papa pio ix quindi temporale terzo è il nemico è che ha tradito la causa repubblicana democratica in favore del papa quindi bisogna vendicare la repubblica romana bari rivoluzionari repubblicani e romagnoli soprattutto si recano in questi anni in francia tentare di ammazzarlo c'è un attentato in particolare molto famoso di felice orsini che preparo delle bombe proprio bombe anche un po creata alla meno peggio vengono scagliate nel gennaio del 58 contro la carrozza di napoleone iii

33:17 di pane mentre lui stia andando al teatro tra l'altro un attentato fallimentare perché napoleone iii non si fa nulla sua moglie anche rimane illesa ma si fanno vari morti e centinaia di feriti questo è un attentato ma ce ne sono anche altri ce n'è uno condotto realizzato da un altro romagnola si chiamava pianori nel 55 spesso falliti però napoleone insomma un po di paura se labbra che tutti sti romagnole che arrivano a parigi e tendevano di ammazzarlo non lo possono lasciare tranquillo e cavour riesce a convincerlo che effettivamente la colpa del malgoverno che se ci fosse le piemontesi questi attentati non ci sarebbe il congresso di parigi si conclude ma

34:02 cavour e napoleone iii continuano a discutere della questione e nel luglio del 1858 cavour riesce a strappare a napoli la terza un accordo un accordo che viene firmato aplomb ieri in francia e da famoso appunto sono famosi come gli accordi di plombières cosa prevedeva questo accordo prevedeva che la francia si sarebbe impegnata ad aiutare l'italia ad un palo unirsi a patto che la francia avrebbe mantenuto una sorta di egemonia sul nuovo stato italiano che sarebbe nato quindi sarebbe stato un alleato quasi uno stato satellite francese e il piemonte avrebbe ceduto alla francia come compensazione

34:47 per l'aiuto fornito le città la città di nizza importante dove era nato karim ali eccetera piemontese all'epoca linson la città di nizza e la savoia alla regione da cui la famiglia di savoia aveva avuto origine che però nella regione di lingua francese ora quindi da parte di napoleone iii c'è l'accordo c'è l'aiuto vi sosteniamo fate l'italia ma che italia perché del tè progetto abbastanza articolato l'italia che cavour e napoleone iii ci accordano di creare è un'italia divisa in tre tronconi intra parti allora al nord sarebbe creato un un unico stato formato da piemonte liguria sardegna cioè il

35:36 regno sabaudo più il lombardo veneto ma di e trivento che sarebbero state tolte all'austria e l'emilia romagna quindi per una padana in su quello che sono oggi la regione nel nord del nostro paese questo sarebbe stato un primo il primo troncone un primo stato un secondo troncone sarebbe stato al centro dell'italia cioè in pratica si sarebbero fusi territorio dello stato della chiesa e della toscana per il mancato di toscana quindi un unico stato anche al centro in mano al papa e infine nel sud il regno delle due sicilie sarebbe rimasto sostanzialmente uguale a come era cioè tutto il sud dalla campania in giù sicilia compresa ma senza i borbone

36:23 come regnanti visto che la famiglia dei borboni che era dimostrata di netta e incapace in tutto questo sarebbe stata creata una confederazione italiana che avrebbe unificato almeno come a livello confederale tutto il territorio e il papa avrebbe avuto la presidenza di questa confederazione questo era l'idea quindi in piemonte alla fine sarebbe preso il nord che era quello che momentaneamente di più interessava perché era anche la parte più ricca tutto sommato dell'italia è più vicina geograficamente ora gli accordi non questi però una cosa un accordo se facciamo l'italia lo facciamo così una cosa poi è farla realmente l'italia ora per effettivamente realizzare questo

37:11 piano c'era bisogno di muovere guerra perché c'era un ostacolo insormontabile cara l'austria l'austria possedeva lombardo veneto controllava indirettamente abbiamo visto la toscana il lo stato della chiesa e renderlo e sicilia dallo statuto bisognava sconfiggere l'austria ancora bisogno muovere guerra all'austria al piemonte è abbastanza sicuro perché di sicuro certamente da solo in piemonte non può reggere l'urto contro le truppe ossia che ma con l'appoggio della francia le cose potrebbero andare anche bene la francia ha un esercito insomma di un certo livello e fra i franco piemontesi insieme potrebbero tutto sommato aver la meglio dell'esercito austriaco qual è il problema però il problema è

37:59 che la francia stessa non vuole essere lei a muovere guerra contro l'austria la priorità è vero che imperatore ma è molto attento al consenso che ha nel suo paese se lui muovesse guerra all'austria per fare l'unità d'italia l'opinione pubblica francese gli chiederebbe conto di questa mossa così azzardata perché la francia erano deve impegnare uomini risorse vite umane per un paese di cui 5 non ha tutto questo interesse comunitario in fondo vedo che napoleone iii ai suoi progetti i suoi piani ma non è detto che l'opinione pubblica francese capirebbe accetterebbe i piani e la planet earth quindi l'imperatore francese mette ben in chiaro le cose con

38:45 cavour gli dice sii la guerra con l'austria sono risposto anche a farla assieme a voi ma bisogna che sia la strada attaccarci se l'austria ci attacca allora io ho tutto sommato la scusa con l'opinione pubblica per muovere guerra se l'auto non si attacca è difficile che io possa in qualche modo essere il promotore di questo conflitto e a questo punto cavour capita l'antifona diciamo riesce a muovere le sue pedine perché inizia a fare tra il 50 di 59 una serie di mosse provocare l'austria cioè ad esempio mando un corpo di volontari armati che sono i cacciatori delle alpi guidati da garibaldi sul confine a fare strani movimenti di confine in modo che

39:31 l'austria quindi maniera provocatoria potremmo dire in modo che l'austria possa ritenersi offesi e possa minacciare guerra e magari dichiararla anche contro il piemonte in effetti l'austria cambio nel tranello di cavour e nell'aprile del 1859 la storica guerra al piemonte provocando l'immediata intesa guerra alla francia a difesa del regno sabaudo questa che scoppia nel 1859 è la seconda guerra d'indipendenza famosa dopo la prima quella del 48 49 di carlo alberto che invece fu fallimentare ora questa seconda guerra d'indipendenza va abbastanza bene all'inizio forte dell'esercito francese che lo appoggiano

40:17 l'esercito piemontese ottiene delle importanti vittorie una prima vittoria importante quella di magenta celeberrima battaglia vincenda magenta i franco piemontesi riescono a aprirsi la strada verso milano escono anche a reprimere contrattacco austriaco e si avvicina sempre di più al lago di garda quindi verso il bene per somma occupano quasi tutta la lombardia e si avvicinano alla nato ora proprio poco sotto il lago di garda c'era una celeberrima battaglia presenta la battaglia più importante dal punto di vista militare della della storia italiana all 800 che la battaglia di san martino solferino che sono due piccoli paesi appunto vicini al lago di garda questa battaglia viene vinta dai

41:05 francesi le piemontesi insieme contro gli austriaci ma è particolare perché è segnata da un ingente numero di morti da tutte e due le parti anche soprattutto dai francesi alla battaglia sanguinosissimo talmente sanguinosa che come forse saprete la croce rossa nasce proprio come la risposta all'esito di questa battaglia le morti e feriti accumulate in questo con questo scontro di san martino e solferino spingeranno il fondatore la croce rossa a creare questa organizzazione che poi avrà un ruolo storico nella cura dei feriti e delle vittime della guerra ora questa battaglia quasi sanguinosa ha un'eco in francia

41:52 nel senso che napoleone iii si sta conducendo me nella guerra sta vincendo ma sta anche perde non molti molti uomini e i francesi iniziano a dire ma c'è bisogno di perdere tutti questi uomini per la causa piemontese è vero che il mondo è stato attaccato ma in fondo allo stile ci abbiamo dato una risposta in aprile terza effettivamente decide che è venuto il momento di tirarsi fuori da questa guerra anche se la guerra non è affatto conclusa perché è stata presa dalla lombardia ma il veneto è ancora da prendere in ogni caso napoleone iii si decide e quindi l'undici luglio del 1859 senza aver prima sentito cavour decine di offrire l'armistizio anni austriaci un armistizio che viene prontamente accettato dal nemico viene firmato a

42:40 villafranca quindi il famoso come l'armistizio di villafranca in cui francia e austria arrivano alla pace a questo punto cavour ha preso completamente in contropiede perché in chiave dall'approccio 3 censito francese la guerra andava sicuramente bene ma da solo isolato non avrebbe certo potuto proseguire nel conflitto contro l'austria che sarebbe potuto risultare molto gravoso e portarlo verso cocenti sconfitte cosa prevede intanto un armistizio l'amicizia tra francia e austria prevede che la lombardia che era stato già mai occupata dalle truppe franco piemontesi venga ceduta dagli austriaci alla francia e che poi la francia alla cina

43:26 al piemonte in questo modo c'è anche diciamo così un quasi un'umiliazione per cui comunque io se ci fanno notare che la guerra la mente i francesi più che il piemonte comunque la lombardia passa al piemonte tramite questo passaggio di mano in qualche modo il veneto però rimane austriaco un altro stile come ho letto se vi ricordate nella trattato di campoformio lo studio con quindi ormai da schiavo di una sessantina d'anni e lima lo spreco quindi di per sé certo è un bel vantaggio per peggiora lombardia ma non è la realizzazione del progetto che cavour aveva in mente serve a dire che nel frattempo però l'esito vittorioso delle prime battaglie dei francesi che dei piemontesi aveva portato altre

44:11 regioni italiane a sollevarsi in maniera anche spondale cielo sollevate la toscana si era sollevata buona parte dell'emilia bologna e modena insomma è lì il popolo è riuscito a cacciare i vecchi sovrani chiedendo di potersi legare unire al piemonte in quale modo l'armistizio di villafranca però prevedeva che in quelle zone si sarebbero dovute a ripristinare le vecchie famiglia regnante sarebbe dovuti tornare indietro ora toscana in emilia romagna ovviamente non sono d'accordo con quello che dice non i francesi e gli austriaci per conto loro e infatti in queste regioni continuano i moti rivoluzionari non si spengono e queste regioni continuano a chiedere l'annessione al piemonte napoleone

44:58 avrebbe sarebbe dovuto intervenire con l'esercito per piegare queste rivolte ma la progettazione vuole ancora usare uomini in italia dopo che ne ha persi già acquisita insomma c'era una fase di stallo l'incertezza qualche settimana mese in cui non si sa bene che piega prenderanno gli eventi cavour nel frattempo la notizia dell'armistizio di villafranca aveva deciso di dimettersi da capo del governo perché aveva ritenuto fallimentare la sua impresa ma visto che la situazione rimane diciamo così in fermento e che ci sono ancora delle buone possibilità torna cavour in sella potremmo dire così perché torna a essere capo del governo ottiene un colloquio una sede di colloquio con napoleone iii e gli fa un'offerta

45:44 cioè gli offre di prendersi emilia romagna e toscana a metterle al piemonte come queste regioni chiedevano in fondo da settimane e in cambio ricompensare la francia con inizia la savoia quelle due zone che erano state promesse quindi accordi di plombières poi non erano mai state date alla francia perché il fatto che la francia fosse uscita in fretta e furia dalla guerra dove fatto sì che il piemonte si ritenesse svincolato dagli accordi di cedere nizza e la savoia quindi cavour fa 1 1 e quelle offerte che non si possono rifiutare visto che tu napoleone iii se in difficoltà perché ai mezzi tale il subbuglio e non vuole intervenire intervengo io lasciale a me in cambio piloti concedo ti regalo potremmo anche

46:32 dire alla città anche importante la savoia una regione l'accordo viene sancito dalle forme terzo accetta così nel 1860 in queste regioni emilia romagna e toscana si tengono dei plebisciti in cui viene chiesto a queste regioni se vogliono unirsi al regno di sardegna oppure diventare autonome queste regioni a larghissima maggioranza votano per l'annessione al piemonte 15 forma per il momento un regno sabaudo allargato che comprende tutto il nord tranne il triveneto la situazione però non è conclusa siamo al 1860 ma ci sono altri fermenti perché

47:19 ci sono altri frammenti perché è vero che cavour ha ottenuto un po una parte di quello che le ha previsto negli accordi di plombières è nato il veneto ma tutto sommato poteva andare anche peggio potremmo dire dal suo punto di vista ma le intellettuali democratici mazziniani repubblicani in tutte queste frange diciamo che servono venite anche in quella società nazionale di cui parlavamo prima ritengono che il momento sia favorevole cavour forte di certo anche una buona e abile diplomazia è riuscito in un'impresa che gli italiani provavano a realizzare decenni fallivano ma se ci è riuscito cavour forse si può anche se si è fatto 30 facciamo 31 in un certo senso cioè se abbiamo unificato il nord a sto punto

48:04 prendiamo anche sud troviamoci almeno il problema qual è che il sud è vero che il sud e le boe limone sono le volèe sono deboli erano protette illustrissima gestite ci potrebbero anche essere tagliati fuori perché hanno avuto già grandi difficoltà nella ii guerra d'indipendenza insomma potrebbero non intervenire a difendere il regno delle due sicilie c'è però un secondo problema perché oltre a rendere lui sicilia che abbastanza isolato a roma c'è allo stato della chiesa che ha perso è vero la romagna ma è ancora ben sedimentato nel centro italia e roma in mano al papa e il papa è difeso da napoleone iii napoleone iii fin da subito aveva chiarito con cavour anche ancora problema in generale che lui era il

48:51 protettore del papa era stato già in repubblica romana e certo non voleva cambiare open e non adesso perché in francia il suo appoggio che napoleone iii riceve dal popolo è anche un appoggio cementato in qualche modo sull'appoggio della chiesa cattolica qui c'è un problema non è certo facile annettersi sud però in piemonte la società nazionale inizia a discutere la questione inizia a pensare che forse almeno il sud lo si possa prendere al sud è sovrano un giovane re che si chiama francesco ii che tra l'altro sembra anche abbastanza inesperto cioè sembra non esserci davvero delle condizioni irripetibili da sfruttare il più possibile e in particolare in

49:39 piemonte ci sono due personaggi che iniziano ad avere un ruolo importante nelle discussioni che si fanno attorno a questo eventuale a questo eventuale presa del sud sono due siciliani mazziniani che sono esuli in piemonte ci sono scappati da tempo nella sicilia e vivono in piemonte si chiamano rosolino pilo è il primo e francesco crispi che è secondo questo crispi non dimenticatelo perché adesso lo vediamo ancora abbastanza giovane ha un ruolo ma poi diventerà capo del governo l'italia unita per un periodo anche abbastanza lungo e parleremo non a caso ma più avanti di età crispina ma verso la fine del secolo per il momento il crispi lavorano in piemonte per favorire una qualche

50:24 tentativo discrezionale nessun tanto è vero che già nell'aprile del 1860 pilot parte per la sicilia perché a palermo c'è una prima sommossa e spera di poter mettersi alla guida di questo movimento di sommossa e promuovere una rivolta che dal dal basso scoppi nel sud questo sommossa di palermo viene repressa in realtà quindi un mezzo fallimento ma insomma dispera gli spiragli continuano ad aps crispi che è rimasto in piemonte inizia a avviare diciamo così delle trattative con un uomo che ha una certa esperienza militare questo uomo è giuseppe garibaldi che abbiamo detto è già tornato in piemonte si è reso disponibile anche a collaborare con la società nazionale

51:10 ed effettivamente garibaldi sembra l'uomo giusto per l'impresa perché è un ex mazziniano piace democratici piace repubblicani ma in fondo non non spiazzi diciamo così neppure liberali perché negli ultimi anni ha dato prova di essere disposto a mettere la partner sulle pregiudiziali sue idee politiche in favore dell'unità ora garibaldi viene visto come l'uomo che può tentare l'impresa cioè andare al sud sollevare il sud non come avevano fatto i fratelli bandiera come aveva fatto pisa cani ma nella fallimentare ma sollevarlo davvero con una certa esperienza militare e guidare sulla rivolta e magari anche all'unificazione con la parte nord ora saldamente in mano al piemonte

51:56 ora questi progetti che sono in essere che di cui si discute giungono anche all'orecchio ovviamente di cavour e del reddito ad emanuele ii che hanno un atteggiamento tutto sommato diverso cavour non ne vuol sentir parlare di questa impresa perché teme che se se garibaldi partirà per il regno delle due sicile se provocherà questa rivolta farà entrare in gioco di nuovo altre potenze europee la francia interverrà oppure lost interverrà oppure interverrà qualcun altro ora per ora le cose stanno bene così come stanno il secondo cavour non c'è bisogno di mettere in gioco altre potenze europee che potrebbero mettere in forte difficoltà il piemonte quindi cavour è contrario il rai invece ha un

52:44 atteggiamento più aperto più disponibile cioè formalmente anche lui certo non può appoggiare la un'impresa del genere un attacco dal basso verso uno stato sovrano ma tutto sommato spera che garibaldi possa realizzare le imprese possa portarla a termine quindi forte di questo diciamo l'unico assenso ma diciamo non non opposizione del re garibaldi effettivamente prova a mettere in piedi del suo il suo progetto raduna circa un migliaio di volontari come sapete con istinti con una camicia rossa la meno peggio spesso reduci delle dei

53:29 moti del 48 e li raduna de gaulle iaa quarto vicino a genova e da lì parte verso la sicilia le navi di garibaldi giungono in sicilia arrivano a marsala celebre città siciliane anche il vino ed effettivamente i mille di garibaldi riescono a penetrare in sicilia si scontrano subito con le truppe borboniche a calatafimi e ottengono nonostante siano pochi ottengono un importante vittoria e puntano su palermo dove tra l'altro è scoppiata l'ennesima insurrezione della città i mille sono

54:14 sicilia anno si sono ben difesi all'inizio forti anche della cento delle capacità militari di garibaldi e queste imprese e generano un certo entusiasmo che in italia ma anche in sicilia in fondo tant'è vero che arrivano nelle nei giorni delle settimane successive altri volontari che approdano in sicilia a circa altri 15.000 volontario dal nord si imbarcano verso la sicilia e anche in sicilia garibaldi riesce a trovare dei volontari che ingrossano le file del suo esercito quindi garibaldi avanza e non solo avanza ma riesce a prendere sostanzialmente tutta la sicilia in poco tempo dichiara decaduto il regno dei

55:02 borbone sulla sicilia quindi cara libera ma sicilia e assume il potere in sicilia come dittatore momentaneo militare per conto di vittorio nel secondo lo stesso garibaldi si presenta come uno che è lì sì ma è lì per liberare per conto dei piemontesi quelle regioni si forma un governo provvisorio mentre per i balli con comuni continua a combattere e obiettivo è quello poi di sbarcare in calabria della calabria risalire la penisola si forma feci il cile un governo provvisorio che viene affidato momentaneamente a francesco crispi quel letto quel siciliano che si era trasferito esule in piemonte aver realizzato in fondo questa spedizione e

55:50 crispi bar ha subito alcune riforme importanti che servono a far sì che il popolo siciliano appoggi l'impresa di garibaldi quindi tagli alle tasse prima cosa e soprattutto assegna delle terre contadini che si erano che avevano combattuto insieme a ca rivali quindi queste riforme epocali per le province siria non sarà uniforme di questo tipo da secoli alimentano le speranze dei contadini che pensano che finalmente questi uomini del nord o comunque i siciliani tra pensate al nord siano minutini sicilia per liberare la sicilia non solo dai borbone ma per liberarla anche dai vecchi privilegi baronali siciliano con la fortissimi i

56:37 fortissimi i poteri dei nobili e i particolari dei cosiddetti baroni siciliani che versavano i contadini sfruttandoli facendoli pagare anche tasse pesanti diritti feudali ancora più pesanti così via quindi i contadini sperano che questi piemontesi in qualche modo libereranno il popolo non solo dagli stranieri dai borbone ma anche dagli stessi nobili locali ora questo entusiasmo preoccupa tutti i baroni siciliani ma anche tutta la classe agiata siciliana che teme che scopre una rivoluzione vera e propria

57:23 una rivoluzione cosa diremmo socialista anche se per adesso per parlargli socialisti in sicilia in questo momento è rosso garibaldi preso un po in contropiede perché è vero che lui di leali a un democratico ma al momento ha stretto un accordo comunque con sovrano e non può permettersi una rivoluzione iper democratica che si sia batta contro tutti i possidenti quindi lo stesso garibaldi è chiamato a frenare questi tentativi insurrezionali questo troppo entusiasmo diciamo così dei siciliani tant'è vero che si verificano alcune con i fatti anche di sangue in cui le truppe garibaldine

58:08 intervengono contro contadini siciliani che stavano protestando in maniera troppo veemente diciamo così contro le classi agiate il fatto più eclatante più famoso è quello di bronte che è un piccolo paesino vicino alla zona di catania i contadini si erano ribellate attaccando i palazzi dei nobili uccidendo anche alcuni notabili locali risarcitori garibaldi interviene per fermare questa rivolta in particolare il braccio destro di garibaldi nino bixio comanda l'esercito in questa occasione se dalla rivolta in maniera molto dura nel sangue vengono combinate delle pene esemplari per tutti quelli che avevano partecipato alla rivolta e qui impresa

58:56 polare vuol dire anche con molte condanne a morte segno che se garibaldi o il liberatore ma fino a un certo punto le speranze del sud di un ammodernamento vero delle diciamo dell'economia e dello sfruttamento del classi più umili vengono presto placate ciononostante garibaldi continua a mettere successi militari sbarca in calabria e per tutta l'estate del 1860 continua a pian pianino a risalire sconfiggendo ripetutamente l'esercito borbonico che non sembra in grado di fronteggiare questo esercito garibaldino francesco nel secondo il re delle due sicilie lascia napoli si rifugia a gaeta

59:42 la solita fortezza e quindi garibaldi già a settembre era a napoli che sostanzialmente tutto il sud è liberato ora a napoli garibaldi si ferma lì momentaneamente viene raggiunto da una serie di altri leader democratici e in particolare arrivano a napoli mazzini e cattaneo ora vi ricordate mazzini e cattaneo pur diversita loro erano due repubblicani mazzini accentratore volevano repubblica italiana unita centrata su roma cattaneo era un federalista ma pur sempre un repubblicano quelli erano personaggi che sognavano un'italia senza sovrani cioè solo come una repubblica

1:00:28 ora questo questo l'arrivo diciamo così di questi intellettuali preoccupa cavour che è contento che per ora in fondo l'impresa di garibaldi non abbia portato altre potenze europee intervenire però è preoccupatissimo che ora garibaldi si dimentichi diciamo i compromessi a cui si era votato cioè l'accordo con l'italia ma nel secondo e ritorni un vecchio di una volta quello che volevo fare la repubblica che voleva farla una democrazia tanto più che napoli non è una città qualsiasi napoli è vicina a roma una volta che sei a napoli l'obiettivo successivo se vuoi continuare a guerreggiare l'obiettivo successivo a roma e cavour è preoccupatissimo che

1:01:16 garibaldi infervorato anche da mazzini che era catania non possa decidere di attaccare roma e così provocare l'intervento che napoleone iii allora per evitare questa eventualità che sarebbe stata dal suo punto di vista catastrofica cavour decide di intervenire cioè si sente con una crono e terza che ormai hanno un filo diretto e 2 e propone questo accordo all'imperatore francese dice io lascio stare roma quindi tu non deve neppure intervenire ci penso io a frenare questi rivoluzionari a patto che tu mi dai permesso di passare attraverso lo stato nella chiesa per andare a fermare garibaldi prima che invada lo stato della chiesa perché cavour si trova a

1:02:02 nord abbiamo detto che ha il piemonte ormai alla lombardia l'emilia romagna e la toscana ma per arrivare al sud a napoli deve passare necessariamente attraverso territorio è stato della chiesa l'umbria le marche abruzzo sono ancora in mano allo stato della chiesa quindi tu permettimi di passarli qua non vedere come un'invasione quella che io faccio perché entrerò in questi territori cielo per andare a fermare garibaldi la problema di alzata dal suo assenso l'esercito sabaudo parte entra effettivamente non stato la chiesa il portatrice pio ix manda comunque su esercito che viene sconfitto da quello piemontese a castelfidardo e alla fine mentre garibaldi vinci

1:02:49 ulteriormente contro i borbonici si riesce a combinare diciamo così un incontro tra vittorio emanuele ii e garibaldi questo accordo è fondato anche sul fatto che nel frattempo in piemonte si vota una legge che fa sì che il piemonte si impegna ad accettare tutti quegli stati che facciano un plebiscito per essere ammessi al piemonte per mondo e ci metterò tutti quegli stati che mi chiederanno un'annessione ha fatto che venga svolto un plebiscito effettivamente tra ottobre e novembre si svolgono primi siti in tutte le province che erano state liberate perché vengano

1:03:34 ammesse il piemonte quindi non si faccia e l'unità d'italia ma si allarghi il piemonte tutte queste province votano a favore dell'annessione quindi garibaldi a questo punto non può far altro che accettare l'incontro con vittorio emanuele ii questo incontro storico si tiene 25 ottobre del 1860 a teano che ha un piccolo paese tra il lazio e la campania lì garibaldi e vittorio ma non so come si incontrano garibaldi anche dicevano così formalmente simbolicamente da consegna a re del di sardegna il dominio su sull'italia quindi di fatto già ad ottobre 1860 in italia è unita anche se il regno verrà proclamato qualche mese più tardi nel marzo del 1861 garibaldi

1:04:23 dopo questo gesto decide di ritirarsi a vita privata anche se vedevo tornerà in scena a brevissimo in un'isola che l'isola di caprera in sardegna vedremo a breve i primi anni dell'unità d'italia come si unifica del tutto come nasce questo nuovo stato unitario ma per il momento abbiamo concluso il percorso che porta alla formazione di un nuovo stato perché abbiamo un italia unita dal nord al sud con qualche pezzo mancante in particolare il lazio che è lo stato e la chiesa quello che ne rimane quantomeno e il triveneto ma di questo parleremo a breve in una nuova lezione

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