0:00 Ora, visto che parliamo di guerre e di come si costruiscono le guerre per venderle al popolo, vi ricordo la possibilità di preordinare il nostro nuovo libro, Le ragioni della guerra, in uscita il 14 aprile, link qui sotto. Se comunque avete visto i primi due video sull'Iran, sapete già come si è arrivati al 28 febbraio 2026 e soprattutto per quali motivi geopolitici e strutturali hanno attaccato Teran. Se non avete visto i due video precedenti, il link è qui sotto in descrizione, sempre questo video presuppone quella base militare e strategica. C'è però un'ulteriore dimensione che rimane da trattare, cioè la dimensione ideologica di fondo a tutta questa guerra. Ogni guerra ha le sue fondamenta ideologiche di base. Nel libro Le ragioni della guerra, appunto, ne parliamo. E la cosa l'avevamo anche accennata nel secondo video, ma oggi la
0:45 vogliamo approfondire. Sappiate che quello che comparirà in questo video è tutta documentazione verificabile. E in quanto toscano potete già intuire come la penso su certe questioni, ma in questo video la mia opinione non conta, la tirrò fuori. Ciò che conta è capire come la pensano gli attori in gioco e soprattutto cosa stanno facendo. Per spiegare il tutto dobbiamo partire da tre pilastri, tre sistemi di credenze: l'ideologia del Pentagono, quella della Casa Bianca e la questione del Terzo tempio per Israele. Tutti e tre fanno riferimento all'escatologia, ossia alla dottrina secondo cui la storia avrebbe un arco prestabilito e una fine precisa con delle tappe necessarie. Tutto quello di cui parleremo riguarda frange specifiche, non la popolazione statunitense o israeliana nella sua totalità, ma prima un'altra premessa,
1:31 anche l'Iran deiayatollà alla sua escatologia e ignorarla significa raccontare metà storia. La Repubblica Islamica è stata fondata su una dottrina teologica precisa, la tutela del giurisperito, elaborata da Homeini negli anni 70 come stratagemma per giustificare il fatto che il governo dei chierici sarebbe rimasto in carica fino a quando l'imam nascosto, il 12º imam, non tornerà alla fine dei tempi per stabilire la giustizia divina. Ne parlamo a suo tempo nel video sulla storia della rivoluzione iraniana. Ecco, per il regime Raniano la missione della Repubblica Islamica infatti è quella di preparare le condizioni per il ritorno dell'imam nascosto attraverso la resistenza all'imperialismo americano e al sionismo israeliano che rappresentano, secondo questa visione, le forze che devono essere sconfitte prima della rivelazione finale. Il
2:16 martirio in questa visione è una tappa del piano divino. Cidere Hamenei ha alimentato questa logica perché il martirio del leader è coerente con la cosmologia che il regime ha sempre predicato. E se pensiamo che morto unaiato là, se n'è fatto subito letteralmente un altro, niente meno che il figlio di Hammenei, ancora più radicalizzato e ora con un conto aperto con chi gli ha ammazzato il padre, capite bene che le tensioni aumentano. Questo conflitto, quindi, non è uno scontro tra chi pensa in termini escatologici e chi pensa in termini strategici ordinari. È uno scontro in cui entrambe le parti hanno le proprie narrazioni di come il mondo dovrà finire. Tenetelo a mente mentre analizziamo i tre pilastri.
3:02 Partiamo da un nome, Pete Hexet, l'attuale segretario della difesa agli Stati Uniti o della guerra potremmo dire. Hexet è un veterano. Ha servito in Iraq, in Afghanistan con la Guardia Nazionale del Minnesota e per anni è stato il volto mattutino di Fox News, quindi un comunicatore con un genuino talento per la costruzione di un'identità macista militare. Basti pensare alla scelta del nome dell'operazione Epic Fury, che alcuni hanno ironicamente ribattezzato, Epic Fail. Ma quello che lo distingue da chiunque abbia ricoperto il ruolo di segretario della difesa nella storia moderna degli Stati Uniti è questo tatuaggio che vedete sul suo petto, la croce di Gerusalemme. Una grande croce circondata da quattro croci minori. La croce di Gerusalemme è il simbolo araldico del regno di Gerusalemme, lo stato crociato fondato nel 1099 dopo la
3:48 presa della città santa da parte delle armate cristiane guidate da Goffredo di Bulione. è in pratica il simbolo dell'impresa bellica che strappò la Terra Santa ai musulmani. Portare quella croce sul petto nel 2025 come segretario la difesa di una repubblica costituzionale con il più grande esercito del mondo ha un significato molto preciso. Exet non ha mai scelto di ammorbidire diversamente la questione. >> Sul braccio, poi Hexet ha questo Deus Volt in latino, Dio lo vuole. Era il grido di battaglia pronunciato da Papa Urbano II al Concilio di Clermont nel novembre 1095 per mobilitare la prima crociata verso Gerusalemme. Vi ricordate il meme del 2015? Papà, lo Stato islamico è tornato.
4:35 Non a noi, signore. Chiama il Papa, Ave Maria, Deusvult. Ecco, siamo tornati a quei livelli. Nel 2018, in una conferenza tenutasi in Israele, Hexet dichiarò: "Il riferimento qui è alla dichiarazione Balfur e alla conquista britannica di Gerusalemme. Qui parla della fondazione dello stato di Israele e qui della conquista israeliana di Gerusalemme nella guerra dei 6 giorni". Poi conclude dicendo: Per contestualizzare, nella tradizione ebraica, il tempio di Gerusalemme è l'asse attorno a cui ruota l'intera vita
5:22 religiosa e nazionale del popolo d'Israele. Il primo tempio, quello di Salomone, fu distrutto dai Babilonesi nel 586 aC. Il secondo fu ricostruito e poi ampliato da eroe del grande e infine demolito dai romani nel 70 dC. Questo fatto nella memoria ebraica è la più grande catastrofe della storia del popolo. Da allora la preghiera per la ricostruzione del terzo tempio è parte integrante delle liturgie ebraiche quotidiane. Per la corrente messianica ebraica ricostruire il terzo tempio è la condizione necessaria affinché ci sia la redenzione del popolo ebraico e del mondo intero. Il fatto è che oggi sul luogo dove dovrebbe sorgere quel tempio ci sono alcune delle strutture islamiche più importanti al mondo. Il monte del tempio a cui Hexet si riferisce, anche noto come spianata delle moschee, è oggi
6:09 il sito dove sorgono sia la cupola della roccia, costruita tra il 688 e il 692 per marcare il punto esatto da cui il profeta Maometto ascese al cielo, sia la moschea di Alaxa, terzo luogo sacro dell'Islam. Ricostruire il tempio ebraico laggiù avrebbe un'implicazione pesante. Vorrebbe dire decidere cosa fare di due tra i luoghi più santi dell'Islam. Hexet chiaramente ne era consapevole quando ha fatto quella dichiarazione. Il meccanismo teologico che sottende questa visione è il dispensazionalismo che è la dottrina escatologica dominante all'interno del protestantesimo evangelico americano. Questo perlomeno a partire dalla fine del X secolo. Fui il teologo e predicatore britannico John Nelson Darby a metà dell'Ocento a elaborarne i fondamenti e furono predicatori come
6:54 Dwight Moody e poi Cyrus Scofield con la Bibbia annotata del 1909 a diffonderne la lettura tra i protestanti statunitensi. Nella cosmologia dispensazionalista la storia umana è divisa in più ere o dispensazioni, ognuna delle quali si chiude con un atto di intervento divino e apre poi la successiva. Quell'attuale, secondo questa dottrina, si concluderà con tre eventi in sequenza. il ritorno del popolo ebraico nella sua terra. Passaggio già considerato compiuto nel 48. la ricostruzione del tempio di Gerusalemme che avverrebbe nella prima fase della tribolazione prima che l'anticristo lo profani proclamandosi Dio al suo interno, innescando una fase finale di catastrofi. E per chi volesse un'ulteriore ironia interna alla dottrina, nella stessa cosmologia dispensazionalista, il leader che firma
7:40 la pace con Israele e permette la costruzione del tempio non è il Salvatore, ma l'anticristo, tra parentesi, quello stesso su cui sproloquia continuamente Peter Till. E infine il terzo punto è il ritorno di Cristo e la battaglia finale che nell'apocalisse di Giovanni sarebbe lo scontro militare tra il presunto bene e il presunto male. Abbiamo addirittura un luogo preciso di questo scontro, la pianura di Megido, nel nord dell'odierno Israele. In questa visione messianica che Hexet e company hanno in mente, la guerra, il caos geopolitico e persino il rischio nucleare sono segnali profetici quasi da anticipare e per i più attivi tra i credenti sono eventi potenzialmente da accelerare, tanto che alcuni ex militari come il generale Douglas McGregor credono fermamente
8:26 all'ipotesi che qualcuno come Netaniau possa arrivare a soluzioni così estreme. In tal senso uno dei problemi più noti relativi al legame ideologia esercito è documentato dalla Military Religious Freedom Foundation, organizzazione di monitoraggio fondata da Mikey Weinstein, avvocato e veterano dell'Air Force che da quasi 20 anni raccoglie denunce di personale delle forze armate americane su violazioni della separazione tra stato e religione all'interno della catena di comando. La Military Religious Freedom Foundation ha vinto cause contro
9:12 il Pentagono, ottenendo tra le tante la rimozione di simboli religiosi dai siti militari. E nei rapporti dell'organizzazione relativi al marzo 2026 si descrivono situazioni in cui gli ufficiali riferiscono di comandanti che durante i briefing operativi sull'Iran alternano l'analisi militare con espliciti rinvii all'apocalisse di Giovanni, presentando l'operazione come fosse il compimento della battaglia cosmica descritta dal profeta Ezechiele al capitolo 38, ovvero dove un tale Gog, re biblico, viene dalla terra di Magog e la Persia compare tra gli alleati della quale coalizione nemica che in questa lettura apocalittica dovrebbe essere sconfitta prima della fine dei tempi. Non a caso queste sono state le parole del senatore Lins Gram, alleato di Trump.
9:58 >> In alcune testimonianze Trump viene addirittura descritto dai comandanti come unto da Gesù per accendere il fuoco del segnale in Iran. Capite meglio di me che un soldato che crede di partecipare a una battaglia predestinata dalla scrittura sacra ha una gestione del rischio decisamente diversa da quella di un soldato che opera nel quadro del diritto internazionale. La cosa ha una sua logica sociologica. Le forze armate americane reclutano in modo sproporzionato da stati del Sud e del Mid-west, dove il protestantesimo evangelico è la cultura dominante, dove la distinzione tra patriottismo e fede cristiana è spesso molto sottile. Questo non significa che tutti i soldati americani siano cristiano nazionalisti, ma che il substrato culturale su cui il
10:44 messaggio di certi comandanti attechisce c'è come la Costituzione americana prevede che il controllo civile sull'esercito sia esercitato da funzionari politicamente responsabili davanti al Congresso e l'opinione pubblica e che quella responsabilità includa la capacità di rendere conto delle proprie decisioni in termini razionali e verificabili, non in termini di mandato divino. Ma capite meglio di me che quando lo stesso segretario alla difesa interpreta una guerra in chiave escatologica, c'è un vistoso corto circuito. Passiamo al secondo pilastro, ma prima un ringraziamento allo sponsor di questo video, Column. Se seguite il canale da un po' sapete che Column è uno dei servizi più utili e apprezzati che portiamo sul canale. Per chi è nuovo, Column è un'app di informazione che fa una cosa sola, ma la fa molto bene, prende il flusso caotico delle notizie
11:30 della giornata e lo trasforma in un feed leggibile, pulito, personalizzabile e soprattutto senza banner invasivi e senza paywall che vi bloccano a metà frase. Il tutto anche in formato audio. Su un argomento come quello di cui stiamo parlando oggi, in cui le notizie si accavallano e cambiano ogni ora. Column è lo strumento che utilizzo per tenere il filo. La parte che uso di più è column AI. Apro un articolo, faccio una domanda a voce, ad esempio, quali sono gli ultimi aggiornamenti sulla guerra in Iran? oppure cosa sono gli accordi di Abramo e in pochi secondi ho le risposte o un approfondimento contestuale che cita fonti qualificate. Se volete provarlo, nel link in descrizione trovate l'accesso al piano premium di Column con una garanzia di rimborso di 30 giorni e uno sconto speciale per la community di Novaxio. Una parte dell'abbonamento sostiene
12:16 direttamente le fonti che trovate nell'app. Questa donna si chiama Paola White Kane. Dal 7 febbraio 2025 Trump le ha segnato il ruolo di alto consigliere dell'ufficio per la fede della Casa Bianca. Io fino a qualche mese fa neanche sapevo dell'esistenza di questo ufficio. Sarebbe l'ufficio incaricato di coordinare i rapporti dell'amministrazione con organizzazioni religiose e luoghi di culto. Ebbene, nelle ultime settimane questa Paola White è tornata alla ribalta con un video in cui si vede Trump pregare nell'ufficio ovvale circondato da un gruppo di leader evangelici che gli posano le mani sulle spalle, una pratica pentecostale che si chiama imposizione
13:02 delle mani. White appartiene all'ala più radicale del pentecostalismo americano, quella che pratica una dottrina chiamata Seven Mountain Mandate, il mandato delle sette montagne, una dottrina elaborata negli anni 70 secondo cui i cristiani avrebbero il mandato di prendere il controllo delle sette sfere che governano la società umana. Le sette montagne sono religione, famiglia, educazione, governo, media, arte ed economia. Il linguaggio qui è quello del dominio. I cristiani devono proprio dominare queste sfere per portare il
13:48 regno di Dio sulla terra prima del ritorno di Cristo. La dottrina è nota anche come dominionism. dominionismo, appunto. Basta guardare il sito internet di Paola White con la prima frase in bella vista che recita: "Entra nel tuo destino divino con Dio". Se poi volete pure prenotarvi una preghiera con lei, a quanto pare c'è anche il link, ok? Nella visione dei Paula e dei suoi equivalenti, l'Iran comunque non è semplicemente un rivale geopolitico con cui bisogna fare i conti e che ha un programma nucleare da debellare. Quella è la scusa razionale che si dà al pubblico laico. L'Iran sarebbe piuttosto il detentore della montagna della religione in Medio Oriente nella sua forma corrotta. Quindi abbattere il regime di Teran significa, perlomeno gli adepti del dominionismo, liberare, tra
14:33 virgolette, quella montagna e consegnarla al dominio delle forze tra virgolette giuste. Trump, che con ogni evidenza non è un credente ortodosso pentecostale, si presta con grande gradimento a questa immagine di sé e forse lo fa anche contracotanza per vari motivi. Questo perché gli ambienti religiosi intorno a lui hanno trovato il paragone perfetto per giustificarne l'operato. Ciro il Grande personaggi come Paola White recitano spesso un versetto di Isaia che riporta: "Così dice il Signore al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la mano destra per abbattere davanti a lui le nazioni". Per inciso, unto in ebraico è Masiaak, Messia. La stessa parola che è in greco diventa cristos. Cristo. Tradotto Dio
15:20 prende per mano un re pagano, lo guida personalmente e lo utilizza per abbattere le nazioni che gli stanno davanti. Ciro, per chi non se lo ricordasse, era il re dell'Impero Acemenide in Persia, un re pagano, certamente non cristiano. E fu lui che nel 539 a.C. conquistò Babilonia, liberò gli ebrei dalla cattività e firmò il decreto che autorizzò e finanziò la ricostruzione del primo tempio di Gerusalemme. Nella teologia dispensazionalista americana Trump quindi viene paragonato alla versione contemporanea di Ciro, un uomo moralmente imperfetto, tre volte sposato, condannato per frode, colpito dagli Epstein Files e con una storia privata che non si concilia con nessuno standard di vita cristiana tradizionale, eppure scelto da Dio per assolvere una
16:05 funzione storica precisa. non deve essere perfetto, deve essere utile al piano escatologico di chi crede in questa visione. Pensate che il Mckdash Educational Center, un'organizzazione che aspetta e si prepara con grande interesse alla costruzione del Terzo Tempio di Gerusalemme, aveva già emesso nel 2018 una moneta commemorativa che raffigurava Donald Trump e Ciro Il Grande affiancati con il tempio di Gerusalemme sull'altro lato. C'è poi una seconda metafora, meno nota al grande pubblico che Pala White e i predicatori utilizzano. Yehu, re d'Israele. Il paragone fu utilizzato pubblicamente dal rabbino messianico Jonathan KH nel 2024 al National Faith Advisory Board dicendo testuali parole: "Presidente Trump, Dio ti ha chiamato a camminare secondo il
16:51 modello di Yehoo, il re guerriero." Stando alla leggenda, Yehu era un generale sanguinario con il mandato esplicito di sterminare i sacerdoti di Bal, la divinità nemica per eccellenza nell'Antico Testamento e per fare pulizia completa dell'establishment che aveva contaminato il regno di Israele. Quindi un tizio che agisce con irruenza, senza esitazione, con una brutalità che il testo biblico non condanna, ma che neanche descrive come necessaria. Nella visione di questi ambienti, Trump quindi diventa lo Yehoo che eh distrugge l'establishment corrotto che può andare dal progressismo al globalismo fino a Yayatoll di Tehran. A tutto questo potremmo aggiungere poi John Higy con la sua organizzazione Christians United for Israel, la Kufi, che rappresentano il braccio organizzativo di questa visione.
17:37 L'organizzazione conta oggi oltre 10 milioni di membri dichiarati. ha un budget operativo decisamente consistente e vanta una presenza capillare nelle chiese evangeliche americane. Il supporto di Heigi a Israele, più che da convinzioni geostrategiche, nasce proprio dalla teologia dispensazionalista. Infatti, supportare Israele, secondo questa dottrina, accelererebbe il ritorno di Cristo e al contrario, ogni concessione diplomatica a danno di Israele, tipo il famoso accordo sul nucleare del 2015, il JCPOA, ne ritarderebbe il piano divino. Heigy, non a caso, è stato tra i più entusiasti sostenitori dell'operazione Epic Fury. C'è infine l'annosa questione del tempio dell'apocalisse, il terzo pilastro.
18:23 Il tempio di Gerusalemme fu per secoli il centro politico e religioso dell'ebraismo, il luogo dove, secondo la tradizione, Dio aveva scelto di far risiedere la sua presenza. Al suo interno c'era il santo dei santi, lo spazio più sacro del complesso, dove si riteneva di morasse la presenza divina e dove era custodita l'arca dell'alleanza. nella pratica uno scrigno d'oro che conteneva le tavole dei 10 comandamenti ricevute da Mosè sul Sinai, simbolo del patto tra Dio e Israele. Capire questo aiuta a comprendere perché per una parte del mondo ebraico religioso l'idea di un terzo tempio abbia ancora oggi un significato enorme. Ma a questo punto bisogna fare una distinzione molto importante. Oggi attorno alla questione del tempio e di Gerusalemme si incontrano due movimenti completamente diversi tra loro, due mondi religiosi
19:10 che partono da presupposti teologici opposti, ma che finiscono per sostenere le stesse scelte politiche, cioè Donald Trump e la linea dura contro l'Iran, gli evangelici dispensazionalisti americani da un lato e il movimento Chabad Lubavic dall'altro. Allora, gli evangelici dispensazionalisti, come già si è detto, vogliono la ricostruzione del terzo tempio di Gerusalemme, perché nella loro cosmologia essa innescherà la grande tribolazione, il ritorno di Cristo, il giudizio universale e la fine della storia. Incredibile, Francis, hai visto tu che alla fine qualcuno riesce ad avverare la tua profezia? Per fine della storia qui si intende ovviamente non la vittoria dell'ordine liberale di Francis, ma niente più politica, niente più stati, niente più economia, quindi il regno di Dio sulla Terra direttamente
19:58 e permanentemente. Ora, nella visione degli evangelici dispensazionalisti, l'esito finale non è poi così positivo per il governo Netaniau e per Israele in generale, visto che includerebbe la conversione forzata o anche la distruzione degli ebrei che non riconoscono Gesù come Messia. Molti evangelici vedono nelle turbolenze geopolitiche odierne, appunto, la grande tribolazione, la grande crisi che anticiperebbe la venuta di Cristo. Per questo motivo, soprattutto gli evangelici americani, il termine nella letteratura anglosassone infatti è Christian Zionists, sionisti cristiani, sostengono Israele con entusiasmo e lo fanno per motivi biblici. e appoggiano quasi sempre le mosse più dure in Medio Oriente, ma lo fanno con un fine che, come detto, non coincide con l'interesse
20:43 del popolo ebraico. Per una larga parte di questi ambienti, la rinascita di Israele, la ricostruzione del tempio e la storia stessa dello stato ebraico non sono il punto di arrivo, sono tappe di un disegno cristiano che culmina nel ritorno di Cristo, nella tribolazione e in molte versioni di questa teologia nella conversione finale degli ebrei. In altre parole, Israele viene sostenuto non come fine in sé, ma come passaggio necessario di una storia che alla fine non appartiene agli israeliani, ma all'apocalisse cristiana. il che pone una domanda a cui io sinceramente non so rispondervi. Gli interlocutori israeliani di questa coalizione sanno di queste cose e se lo sanno a che gioco stanno giocando? L'altro movimento, il Chabad Lubavic, vuole invece il terzo
21:30 tempio per ragioni completamente diverse. Chabad è un movimento ebreo ultra ortodosso fondato nel X secolo in quella che è oggi la Bielorussia dal rabbino Schneur Zalman. Il movimento si è trasmesso attraverso una catena di sette rebbe, cioè guide spirituali. Oggi Shabbad è uno dei movimenti religiosi con la presenza geografica più estesa al mondo e il settimo e ultimo Rebbe, tale Menahem Mendel Nerson, morto a Brooklyn nel 94, era convinto che la sua generazione fosse quella destinata alla rivelazione del Mosha, il Messia ebraico, e che il compito di ogni seguace fosse accelerare questa rivelazione attraverso l'opera di sensibilizzazione verso gli ebrei non praticanti. Ora, la distinzione fondamentale tra Shabbad e gli
22:15 evangelici è che Shabad non vuole l'armageddon cristiano di cui abbiamo parlato sopra, vuole semplicemente l'era messianica ebraica che nella sua visione è l'inaugurazione di un regno di Dio sulla terra in cui numero uno, il popolo di Israele esercita la sovranità spirituale temporale. Numero due, le nazioni riconoscono la regalità divina attraverso Israele. E numero tre, la Torà diventa il fondamento della convivenza mondiale. In questa visione non c'è il giudizio universale immediato, né tantomeno il ritorno di Cristo. C'è il Mosha, una figura umana di cui si attende il ritorno e c'è Israele come nuovo centro del mondo. Netaniau fa largo uso di questa metafora religiosa nei suoi discorsi per strizzare l'occhiolino alle frange più religiose.
23:08 Piccola curiosità, Netagu è un politico laico, figlio di uno storico secolarista. Non ha mai mostrato particolare devozione religiosa nella sua vita privata. Eppure una parte del mondo evangelico americano lo ha a lungo paragonato a Mosè e al re Davide e circola una profezia attribuita allo stesso Reb Nerson secondo cui Netaniau sarebbe l'ultimo primo ministro di Israele prima dell'arrivo del Mosha, quello che prepara la scena. Insomma, che poi lui abbia scelto di utilizzare pubblicamente il linguaggio messianico nei suoi discorsi, tipo paragonando Amas, ad Amalek, nemico biblico di Israele, o parlando di Gog e Magog, la dice lunga su quanto questo atteggiamento sia politicamente redditizio sia in Israele che negli states. Quindi, per ricapitolare, siabad
23:54 che evangelici sono d'accordo nella ricostruzione del Terzo tempio e vedono nell'attuale amministrazione americana il modo più concreto per ottenerla, anche se non dimentichiamoci comunque che all'interno del movimento Chabad c'è una complessità di visioni e divergenze bella grossa, non è un monolite. Una parte significativa dei rabbini al di fuori di Israele e Stati Uniti mantiene da sempre una posizione di cautela di fronte ai tentativi di accelerazione messianica per tramite della politica, dicendo che forzare la mano per la venuta del Messia è storicamente pericoloso, visto che la storia ebraica è piena di Messia annunciati che poi hanno finito per causare catastrofi di vario tipo. Il collegamento tra Chabad e la galassia familiare di Trump fa da sfondo a tutta questa storia. Jared Kushner, genero del presidente e sua
24:41 moglie Ivanca Trump, sono ebrei ortodossi osservanti. A Washington frequentavano regolarmente la sinagoga di Rabby Levy Shampton, uomo chiave di Chabad nella capitale, mentre Kushner aveva già avuto un rapporto molto stretto con l'ambiente di Chabad ai tempi di Harvard. So Kushner e la sua società di investimenti, la Affinity Partner, sarebbe necessario un video a parte perché oggi non abbiamo tempo. Kushner, del resto, fu uno dei principali artefici degli accordi di Abramo, il processo avviato nel 2020 con gli Emirati Arabi Uniti, Israele e gli altri paesi arabi. Nella dichiarazione di quegli accordi compare una formula molto delicata. I musulmani che vengono in pace possono visitare e pregare alla moschea di Alaxa, mentre gli altri luoghi santi di Gerusalemme possono restare aperti ai fedeli di tutte le
25:28 religioni. In una lettura normale, questi altri luoghi santi sono siti come il muro occidentale o il santo sepolcro. Il fatto è che quella formula apre anche a un'altra interpretazione, ovvero che sì, Aak è la moschea dove i musulmani pregano, ma il resto della spianata può essere uno spazio su cui un domani magari si può allargare anche la preghiera ebraica. E qui si va a toccare un nervo scoperto, perché lo status quo nato dopo il 67 si basa su un principio diverso, ribadito anche più volte da Israele, e cioè che sulla spianata i musulmani pregano, mentre i non musulmani visitano ma non pregano. Non perché gli ebrei non possono farlo in senso astratto, ma perché cambiare quella regola in uno dei luoghi più sensibili del pianeta rischia di far
26:14 saltare un equilibrio religioso e politico che tiene in piedi Gerusalemme da quasi 60 anni. Altro dettaglio interessante affinché si possa costruire il tempio è quello rituale. Qui entrano in gioco le giovenche rosse. In numeri 19 la Torà prescrive un rito di purificazione per la forma più grave di impurità rituale nella legge ebraica, cioè quella contratta dal contatto con la morte. E le cenere di una giovenca rossa sono l'elemento centrale di questo processo. Nel contesto del tempio il problema è molto grosso. Senza quella purificazione nessun sacerdote può calpestare quel suolo senza incorrere in una violazione rituale grave e quindi il culto completo non può ripartire. I requisiti, inoltre, sono rigidissimi. L'animale deve essere interamente rosso, privo di difetti, mai stato sottoposto
27:01 al lavoro o a gioco. Nella tradizione rabbinica basta anche la presenza di due peli non rossi adiacenti per invalidarlo. Fatto sta che nel settembre 2022 cinque giovenche sono arrivate davvero dal Texas in Israele con il coinvolgimento del Temple Institute. Poi la storia si è complicata. Alcune di queste sono state scartate per difetti nel manto e il primo luglio 2025 un'altra è stata bruciata sulle montagne della Samaria in una cerimonia che però successivamente il Temple Institute chiarì come non valida in quanto l'animale non soddisfaceva i requisiti biblici completi e in quanto il luogo della purificazione non era, come da tradizione il Monte degli ulivi. Quindi ad oggi la ricerca ufficialmente continua. Gioven che a parte per arrivare alla costruzione materiale del tempio dobbiamo anche sempre considerare
27:48 la componente secolare della questione, i lilleri. E per farvi un esempio, giusto tra tanti, basta un nome, Miriam Adelson, medico israeloamericana, nata a Telavive nel 45 e vedova di Sheldon Adelson, imprenditore con una fortuna che Forbes stima oltre i 35 miliardi di dollari. Nel 2024 Miriam Adelson ha versato 100 milioni di dollari al Super Pack Pro Trump Preserve America. Per chiarire, un super pack è un comitato di finanziamento politico che può raccogliere donazioni illimitate a condizione di non coordinarsi con la campagna del candidato. È documentato che Adelson spinga da anni per una linea israeliana durissima, incluso il riconoscimento della sovranità israeliana sulla Cisordania e che abbia
28:34 investito su Trump in modo massiccio e continuativo per questo motivo. Quando Trump la celebrò alla Knesset il 13 ottobre 2025, pronunciò queste parole. inoc 60 billion in the0 billion andes and I think no moreates prima di chiudere vale la pena mettere questa analisi in prospettiva storica. Ricordiamoci che ogni grande conflitto americano del dopoguerra ha sempre avuto più o meno, una componente teologica esplicita. La guerra fredda era presentata come scontro tra una civiltà
29:21 cristiana e un materialismo ateo, quello comunista. White Taisenhauer raggiunse "Under God, sotto Dio, al giuramento di fedeltà alla bandiera nel 54", proprio per marcare questa distinzione. Regan definì l'Unione Sovietica impero del male in un discorso dell'83 davanti all'Associazione Nazionale degli Evangelici. George W. Bush dopo l'11 settembre definì la guerra al terrorismo una cruciata, poi la ritrattò. Sempre Bush utilizzava sistematicamente il linguaggio della libertà come dono divino. Non era l'America che portava la
30:06 democrazia in Iraq per interesse strategico, era Dio che utilizzava l'America per consegnare all'umanità ciò che le spettava per diritto divino. Tutti e tre questi presidenti utilizzavano il linguaggio religioso in modo strumentale. La differenza con il 2026, però, è che i presidenti precedenti, incluso Bush Figlio nei suoi momenti più accesi, non nominavano come segretario alla difesa qualcuno con la croce di Gerusalemme tatuata sul petto, né istituzionalizzavano un ufficio della fede con poteri consultivi sulle nomine. Il problema, quindi, non è stabilire se il tempio verrà davvero costruito nel 2026, anche perché il dispensazionalismo
30:53 americano ha già accumulato una lunga serie di scadenze profetiche che poi sono finite nel nulla. Il problema è capire fin dove siano disposti a spingersi alcuni segmenti di potere a Washington e Tel Aviv e in che misura quella visione non sia semplicemente un travestimento del potere e anche una delle sue cause. Del resto, quando si hanno un sacco di soldi e abbastanza influenza, ad alcuni non basta neanche più controllare il mondo materiale, si vuol dare un significato universale a quello che si fa in vita, si vuol dare un senso alla propria esistenza, perché questa è una mia supposizione, semplicemente si ha paura di quello che c'è dopo e quindi si vuol credere che il potere non sia soltanto utile, ma anche necessario. Un grazie a voi per
31:38 l'ascolto, un grazie a Column per averci supportato in un video così dedicato e contorto e un grazie a chi ci sostiene sempre, anche soltanto seguendoci su Instagram o acquistando il nuovo libro Le ragioni della guerra per Aspera. Ah.