RI-COSTRUIRE. LA CITTÀ COME LUOGO DI VITA

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Breve Sommario

Questo video riassume un incontro al Meeting di Rimini sul tema della ricostruzione della città come luogo di vita, affrontando le sfide dell'emergenza abitativa, la rigenerazione urbana e il ruolo delle politiche fiscali e degli investimenti pubblici e privati. I partecipanti discutono come conciliare crescita economica e coesione sociale, promuovere l'accesso alla casa per diverse fasce di popolazione e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico.

  • Crisi abitativa e politiche europee
  • Ruolo della fiscalità e rigenerazione urbana
  • Valorizzazione del patrimonio pubblico e impatto sociale
  • Collaborazione tra pubblico e privato

Introduzione

L'incontro si apre con una riflessione sul significato di costruire un luogo vivibile e accogliente, considerando le città come potenziali "deserti" quando caratterizzate da disagio ed esclusione. Si sottolinea l'importanza di affrontare sfide come l'accesso alla casa, la rigenerazione delle periferie e l'inclusione sociale per trasformare le città in luoghi di vita. Vengono presentati gli ospiti, tra cui esponenti del mondo finanziario, politico e istituzionale, che si occupano a vario titolo di sviluppo urbano.

Crisi degli Alloggi nell'Unione Europea

Irene Tinagli, presidente della Commissione sulla crisi degli alloggi nell'Unione Europea, spiega come l'UE stia affrontando l'emergenza abitativa, un problema che interessa milioni di cittadini europei. Nonostante le politiche abitative siano tradizionalmente di competenza nazionale, regionale o municipale, l'UE ha deciso di intervenire a causa della portata del problema. I prezzi delle case e degli affitti sono aumentati significativamente negli ultimi 15 anni, mentre i salari non sono cresciuti di pari passo, portando a un aumento del disagio abitativo e della precarietà. La commissione si propone di raccogliere dati omogenei e di analizzare le cause dell'aumento dei prezzi, tra cui l'incremento dei costi di costruzione post-Covid e la trasformazione della casa in un bene rifugio. Si evidenzia come la domanda di abitazioni sia cambiata, con una maggiore mobilità dei lavoratori e degli studenti e un aumento degli affitti turistici, mentre l'offerta di alloggi pubblici è diminuita drasticamente. La casa deve essere considerata non solo un bene di consumo, ma anche un bisogno fondamentale per lo sviluppo economico e sociale.

Politiche Fiscali per l'Emergenza Abitativa

Marco Osnato, presidente della sesta commissione finanze della Camera, discute come la politica fiscale possa contribuire a risolvere l'emergenza abitativa. Sottolinea l'importanza di considerare "per chi" si costruisce, coniugando gli interessi degli investitori con le esigenze dei cittadini, soprattutto delle giovani coppie e di coloro che non possono accedere all'edilizia residenziale pubblica. Osnato critica l'approccio che si concentra solo su "cosa" e "dove" costruire, trascurando le necessità delle persone. La leva fiscale deve essere modellata in base alle esigenze, supportando i cittadini in difficoltà e incentivando soluzioni abitative diverse e a basso costo. Si menziona l'importanza di case protette per anziani, affitti agevolati per giovani coppie e alloggi adatti a famiglie mononucleari. Viene evidenziata la necessità di restituire potere d'acquisto ai cittadini e di offrire contributi per i trasferimenti lavorativi oltre i 100 km. L'urbanistica deve essere vista come rigenerazione delle persone, non solo come costruzione di edifici.

Valorizzazione del Patrimonio Immobiliare Pubblico

Lucia Albano, del Ministero dell'Economia e delle Finanze, illustra la strategia di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che ammonta a oltre 300 miliardi di euro. Albano sottolinea come l'immobile pubblico sia un bene comune e una risorsa da declinare in base ai bisogni dei cittadini. L'obiettivo è trasformare il patrimonio immobiliare pubblico da "detrattore ambientale" a "leva di sviluppo". Per fare ciò, è stata istituita una cabina di regia al MEF per governare in maniera sistemica l'immobiliare pubblico, semplificare la normativa e attrarre capitali. Si evidenzia l'importanza di conoscere il patrimonio esistente, semplificare le procedure amministrative e valutare l'impatto sociale degli investimenti. La valutazione dell'impatto sociale, che include il miglioramento del PIL, dell'educazione e della salute, deve essere integrata nella valutazione degli investimenti. Si propone la creazione di uno sportello per supportare gli enti locali nella progettazione e nella valorizzazione degli immobili pubblici. Albano conclude sottolineando l'importanza di un "nuovo modo di abitare" che tenga conto delle origini, delle radici e dell'identità, offrendo un "affordable housing" sostenibile e accessibile.

Ruolo di Intesa San Paolo nella Rigenerazione Urbana

Jacqu Moscianese, direttore Affari istituzionali di Intesa San Paolo, descrive l'impegno della banca nella rigenerazione dei centri urbani e delle aree interne. Intesa San Paolo si pone come un "motore" e un "alleato" della trasformazione urbana, fornendo risorse, competenze e soluzioni per città più verdi, accessibili e vivibili. La banca svolge un ruolo di collegamento tra enti pubblici, investitori e operatori del mercato, favorendo partenariati efficaci. Si menzionano collaborazioni con l'ANCI e progetti per lo sviluppo del Sud Italia, come "Verso Sud" e "Palermo Mediterranea". Intesa San Paolo agisce come "volano finanziario", unendo capitali pubblici e privati per trasformare idee strategiche in progetti concreti. Nel 2022, la banca ha mobilitato 20,4 miliardi di euro in attività di social lending, 12,6 miliardi di euro per la transizione all'economia circolare e 9 miliardi di euro in mutui e finanziamenti green. Moscianese sottolinea l'importanza di investire in accessibilità economica, rigenerazione urbana e valorizzazione dei borghi desertificati.

Sfide e Opportunità per gli Operatori Immobiliari

Mario Abadessa, amministratore delegato di AINS Italia, condivide la sua visione sulle sfide e le opportunità per gli operatori immobiliari. Abadessa afferma che la domanda di abitazioni non è influenzabile e che gli investimenti si concentrano nelle grandi città. L'investimento sociale deve avere una sua redditività, ma diversa dalla speculazione, privilegiando un ritorno stabile nel lungo termine. Abadessa propone di potenziare l'offerta di alloggi a carattere sociale, semplificando le pratiche amministrative e defiscalizzando gli interventi. Si sottolinea l'importanza di costruire dove serve, sfruttando le aree servite dai trasporti pubblici, e di pensare in termini di città metropolitana, superando i confini comunali. Abadessa conclude affermando che il problema non si risolve passando la palla esclusivamente al settore pubblico, ma coinvolgendo anche il settore privato, rendendo interessante investire in tipologie abitative sociali.

Modello Milano e Politiche Urbane

Irene Tinagli riflette sul "modello Milano", caratterizzato da attrattività di investimenti e apertura internazionale, ma anche da processi di esclusione dovuti all'aumento dei prezzi delle case. Tinagli suggerisce di gestire meglio la domanda, regolamentando gli affitti turistici, e di aumentare l'offerta di alloggi residenziali pubblici. Si sottolinea l'importanza di un coordinamento tra livello europeo, nazionale e locale per accompagnare meglio le politiche urbane. Tinagli evidenzia come Vienna riceva ingenti finanziamenti statali per le politiche abitative e propone di esplorare modelli di partenariato pubblico-privato che massimizzino l'impatto sociale. Si sottolinea l'importanza di coinvolgere il terzo settore e l'imprenditoria sociale per sviluppare modelli alternativi di housing accessibile.

Scelte Politiche e Piano Casa

Marco Osnato sottolinea come le scelte politiche influenzino l'edilizia sociale e convenzionata. Osnato auspica che il piano casa spieghi la variabile di edilizia convenzionata e sociale, garantendo la libertà di scelta dell'individuo. Si evidenzia come le opportunità offerte dal regolatore influenzino le scelte degli investitori privati.

Piano di Abitare e Impatto Sociale

Lucia Albano ribadisce la preferenza per il termine "abitare" rispetto a "casa", sottolineando la necessità di servizi e di sostegno per il vivere in città. Albano evidenzia come l'economia sociale possa sostenere le famiglie, le giovani coppie e gli anziani, garantendo la possibilità di trovare una casa nel luogo di lavoro. Si sottolinea l'importanza di una diversa valutazione del pubblico, che tenga conto dell'impatto sociale della valorizzazione degli immobili.

Sostegno al Volontariato e Gioco di Squadra

Jacqu Moscianese ribadisce l'importanza del gioco di squadra tra soggetti pubblici e privati per lo sviluppo delle città. Intesa San Paolo ha lanciato "Intesa San Paolo per il Sociale", un programma da 1,5 miliardi di euro per l'impatto sociale. Moscianese sottolinea il ruolo fondamentale del volontariato nello sviluppo delle città e la necessità di investire per strutturarlo.

Regole Chiare e Collaborazione tra Pubblico e Privato

Mario Abadessa afferma che non è in crisi il rapporto tra pubblico e privato, ma il metodo in cui le due controparti interagiscono. Abadessa sottolinea l'importanza di regole chiare e omogenee per favorire la collaborazione e raggiungere grandi risultati.

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Trascrizione

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0:08 È bello avere quello che ti serve quando ti serve con Easybank, la banca digitale di Intesa San Paolo. Easybank, semplicemente banca. È bello avere quello che ti serve quando ti serve con Easybank, la banca digitale di Intesa San Paolo. Easy Bank, semplicemente

1:06 Questo è un luogo che genera di >> c'è qualcuno che si impegna, che si batt, >> che approfondisce la conoscenza e sostiene la fiducia. È un crocevia dove si incontra chi desidera il vero, il bello, il giusto e il bene. È una testimonianza di speranza nel cuore ferito del presente. E tutto questo >> esiste anche grazie a te. >> Buon pomeriggio a tutti e benvenuti all'incontro. Ricostruire la città come luogo di vita. Il titolo del meeting di quest'anno, Nei luoghi deserti

1:52 costruiremo con mattoni nuovi ci ha dato naturalmente uno spunto di riflessione su che cosa significa costruire un luogo vivibile e accogliente. È un tema quello della città su cui il meeting riflette da molti anni con incontri, mostre. Eh, il titolo in particolare mh parla di deserti. Le nostre città in qualche modo possono essere dei deserti quando sono luoghi di disagio, di esclusione, luoghi in cui è difficile vivere e il discrimine perché diventino invece luoghi di vita passa da l'attraversare le sfide, le sfide dell'accesso alla casa, la sfida della rigenerazione delle periferie, la sfida

2:39 dell'inclusione verso quella parte di popolazione che può perdere il proprio proprio diritto alla città e affronteremo oggi alcuni di questi temi con i nostri ospiti che occupano a vario titolo di città del fare città e ringrazio quindi di essere con noi Mario Abadessa, amministratore delegato di AINS Italia, responsabile degli investimenti per l'Europa, Albano al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Jacqu Moscianese, direttore Affari

3:24 istituzionali di Intesa San Paolo, Marco Snato, presidente della sesta commissione finanze della Camera, l'Eurodeputata Ireneagli, presidente Commissione sulla crisi degli alloggi nell'Unione Europea, per poter concepire la città come luogo di vita. La premessa è naturalmente quella di poterla abitare e per cui vorrei partire proprio dall'onorevole Tinagli che da qualche mese è presidente di questa nuova commissione che l'Unione Europea ha istituito sul tema della crisi degli alloggi. lo ha fatto

4:10 un'istituzione europea, perché questo è un tema che conosciamo bene per le nostre città italiane, ma che in realtà interessa tutte le principali città europee. volevo chiederle di aiutarci a capire le ragioni di questa emergenza abitativa che negli ultimi anni è è esplosa nelle nostre città e raccontarci il lavoro che state che state facendo in questa commissione. >> Sì, grazie. Innanzitutto davvero voglio ringraziare proprio il Meeting per aver dedicato questa attenzione a questo tema che sta diventando un tema di rimente nella vita di milioni di cittadini italiani ed

4:57 europei ed è il motivo per cui a Bruxelles abbiamo deciso di accendere un faro. Bruxelles, le istituzioni europee tipicamente non si sono mai occupate di politiche abitative perché non rientra, diciamo, tra le competenze. politiche abitative sono più classicamente competenze, ma neppure nazionali, molto spesso regionali, municipali, anzi molto spesso sono i sindaci primi in prima linea a cercare di tamponare e dare risposte ai cittadini che offrono disagio abitativo. Perché invece adesso in questa legislatura l'Unione Europea ha deciso di occuparsene? Perché ci siamo resi conto ci si è resi conto che è diventato un problema che non riguarda più qualche città, ma riguarda milioni e

5:43 milioni di cittadini europei, praticamente tutte le grandi aree metropolitane e non solo. Noi quello che abbiamo visto è un fenomeno ovviamente che va avanti già da un po' di anni, quindi i dati dell'Eurostat ci dicono che nei 15 anni, dal 2010 al 2024, diciamo, le i prezzi delle case sono aumentati quasi del 55%, degli affitti del 26%, ma sono dati medi medi perché poi in realtà se andiamo a vedere all'interno dei singoli paesi o di specifiche città e regioni. Sono aree dove i prezzi sono triplicati, mentre i salari purtroppo non sono cresciuti di pari passo con questo trend

6:29 e questo significa che sono aumentati tantissimo i cittadini che vivono in condizioni di grave disagio abitativo. sono aumentati e stanno aumentando anche il numero di famiglie che vivono in condizioni precarie, senza tetto, bambini che non hanno condizioni abitative stabili, che ha un impatto anche sulla capacità di lavorare, di studiare, di formarsi e quindi di costruirsi un futuro. Quindi questo è un problema, come ha detto al presidente Dererlen, nel momento in cui è un problema di milioni di cittadini europei, l'Unione Europea se ne deve occupare. Quindi noi abbiamo deciso di istituire innanzitutto questa commissione speciale all'interno del Parlamento europeo con che è un po' uno

7:15 strumento innanzitutto conoscitivo. Essendo la prima volta che a livello europeo ci occupiamo di questo tema, abbiamo voluto fare partire proprio da un approfondimento, uno studio. Ci stiamo accorgendo di quanto complesso sia questo tema e quindi di quanto abbia bisogno, anche banalmente di dati. mancano dei dati omogenei per poter davvero capire tutto il tipo di fabbisogno, di domande, di offerta, di fattori che hanno interferito anche nell'impazzimento di questo mercato. dicevo prima che è un problema ovviamente l'aumento dei prezzi delle case che va avanti da molti anni, ma la la diciamo l'inautizzazione, non so come dire il si è molto esasperato il problema dopo il Covid perché con il

8:03 Covid innanzitutto sono aumentati tantissimo i costi di costruzione, l'abbiamo visto, ci sono state strozzature negli approvvigionamento, costi dei materiali, quindi già questo ha creato dei problemi. Quello che poi è anche accaduto un po' paradossalmente che dopo Covid la casa è diventata ancora di più un bene rifugio di investimento dove magari sia fondi di investimento ma anche famiglie hanno riversato i risparmi che erano stati accumulati durante il periodo del lockdown e è cambiato molto anche tutto il mercato e il tipo di domanda e di offerta. Eh, quando abbiamo iniziato i lavori della commissione parlamentare,

8:48 alcuni colleghi mi dicevano, ma guardate che è un problema molto semplice, perché io sono di formazione un economista, quindi dice vabbè è molto semplice per un economista dice se c'è un problema di aumento dei prezzi è perché c'è un mismatch fra domanda offerta. I prezzi aumentano quando la domanda è troppo alta rispetto all'offerta insufficiente. Quindi bisogna aumentare l'offerta, costruire di più, costruire di più. Francamente mi sembrava la classica bellissima soluzione semplice ed elegante che però non risolve niente che probabilmente dietro c'è a parte il fatto che non si può costruire all'infinito perché ci sono dei limiti anche oggettivi, anche ambientali, ma poi analizzando in profondità ci siamo accorti che non era così semplice,

9:34 a parte il fatto che ci sono e anche qui stiamo cercando di raccogliere dati, a livello europeo centinaia di migliaia di unità abitative vuote vuote che sono inutilizzate e quindi questo ci deve far capire anche che forse solo continuare a costruire potrebbe non essere l'unica e e la migliore risposta. Ma poi il problema è che dobbiamo anche chiederci ma quale domanda e quale offerta? Perché non è un mercato con una solo un solo tipo di domanda e un solo tipo di offerta. La domanda di abitare di case è molto cambiata in questi anni. Ai tempi dei miei genitori, quando io ero bambina, la domanda di casa era una

10:19 domanda di case per uso residenziale di lungo termine. Famiglie cercavano una casa dove fare figli, crescerli, invecchiare, poi dopo si poteva cambiare, prenderla più piccola, più grande. Ma c'era questo orizzonte. Oggi non è più soltanto così. La domanda di case risponde a domande diverse. È aumentata tanto la mobilità deiatori che cercano magari delle soluzioni abitative più temporanee. La mobilità degli studenti, che è un altro mercato ancora totalmente diverso che noi abbiamo giustamente voluto stimolare, incentivare. Adesso ci sono città dove i flussi studenteschi sono triplicati, ma l'offerta di studentati no. E quindi

11:05 questo tipo di domanda si riversa sugli appartamenti che prima erano a uso residenziale. Il turismo, i flussi turistici. Oggi ci sono decine di migliaia di appartamenti che sono tolti dal mercato residenziale per destinarli ad uso turistico e ricettivo. Prima non era così, il turismo non utilizzava lo stock abitativo residenziale. Quindi le domande, l'uso di investimento, ci sono in in molte città anche decine di palazzine che vengono costruite per uso di investimento e magari lasciate vuote per un certo numero di anni per cercare di aspettare che aumenti il valore o trovare delle destinazioni. Quindi vedete quanto si è moltiplicato il tipo di domanda e parallelamente l'offerta

11:53 che prima aveva due principali gambe, l'offerta di mercato privata e l'offerta pubblica residenziale pubblica. L'offerta residenziale pubblica nel corso degli anni è diminuita tantissimo perché noi abbiamo smesso, noi non solo come Italia ma in tutta Europa, dagli anni 80 in poi quasi più nessuno ha fatto investimenti di offerta residenziale pubblica. Anzi, in molti paesi lo stock abitativo pubblico è stato dismesso, privatizzato, non avete idea. nei paesi dell'Est Europa in particolare è stato un fenomeno che anzi ha anche alimentato e oggi i paesi dell'Est Europa sono quelli che soffrono di più perché i prezzi nel giro di 15 anni sono triplicati, quadruplicati

12:39 mentre i salari no. Quindi vedete quanto è complesso, quanto non possiamo dare una risposta semplicistica, però noi possiamo e dobbiamo e qui chiudo fare una cosa fondamentale, capire che la casa non è solo un bene di consumo, ma è un bisogno delle persone che serve anche a garantire uno sviluppo economico e sociale armonico e quindi le politiche abitative devono tornare a diventare un elemento chiave delle politiche pubbliche perché ce ne siamo dimenticati per troppo troppo tempo e quindi significa rimettere in discussione anche molto del nostro agire politico ed istituzionale. Grazie. >> Grazie onorevole Tinagli.

13:25 politiche per la casa come politiche di welfare, quindi e rimaniamo sul tema sul tema casa anche con l'onorevole Osnato dal punto dal suo punto di vista di presidente della sesta commissione finanze e le chiediamo come la fiscale può aiutare in qualche modo a rispondere a questo tema dell'emergenza abitativa. So che nell'ultima legge di bilancio ci sono delle novità interessanti in questo senso, in particolare per la mobilità dei lavoratori e poi vorrei che facesse un cenno anche, diciamo, al tema della delle politiche abitative in quanto tali ERP, ma anche

14:11 quella fascia di mercato che non può accedere all'edilizia residenziale pubblica, ma che fa fatica ad accedere al mercato. Sì, innanzitutto buongiorno a tutti e grazie per questa al meeting per questa bellissima opportunità eh di parlare di rigenerazione urbana, di urbanistica, ma direi di casa e che è un tema spesso ricorrente nel dibattito nel quale però si fa fatica a poi dare delle prospettive chiare e delle risposte omogenee. Sono molto contento, ero già ovviamente a conoscenza però di quello che ha detto l'onorevole Tinaglio, ovvero della creazione di questa commissione speciale del Parlamento europeo. Vedo tra il pubblico c'è anche il mio amico onorevole Mantovani. insomma, credo sia molto opportuno che al Parlamento

14:57 europeo si ritorni anche lì a parlare di casa in casa che vuol dire tante cose, eh vuol dire sì fisco, vuol dire però eh vuol dire anche persone, vuol dire comunità, vuol dire eh si parla qui di deserti oggi, sempre citando Elliot e Elliot parla anche di deserti del cuore parlando della condizione umana. Ecco, la difficoltà avere una risposta abitativa è anche un un elemento del deserto del cuore e io credo che l'errore che è stato fatto in questi ultimi anni, prima di tutto dalla politica, devo dire comunque da chi eh doveva indirizzare le scelte urbanistiche è stato quello di chiedersi cosa costruire e dove costruire, non per

15:43 chi costruire. Cioè io penso che quando si amministra la cosa pubblica bisogna sempre avere in mente per chi si amministra. Allora, sicuramente c'è l'aspetto economico, sicuramente c'è l'aspetto di chi giustamente e legittimamente investe soldi che magari ne parlavamo prima, vengono anche dalle nostre pensioni o delle pensioni di persone che vivono in qualche altro stato e che sperano di avere una giusta remunerazione da queste investimenti per poter appunto avere una pensione appropriata, ma poi bisogna anche pensare che ci sono dei cittadini, bisogna coniugare, contemporare i diversi interessi, ci sono dei cittadini che magari ambiscono a vedere i propri figli che crescano nella propria nella città dove sono nati, dove sono andati a scuola, dove sono vissuti, dove lavorano.

16:29 Uno dei problemi, per esempio, della città dove io vivo, che è Milano, è che Milano è una città attrattiva, non non lo scopro certo io, è una città che dal nella quale praticamente dal tutto il mondo vengono a vivere volentieri e questo è il merito delle diverse amministrazioni che ci sono succedute e soprattutto di una classe dirigente in senso ampio milanese che ha ha sempre avuto una certa prospettiva di crescita, ma diciamo è anche una città che gradualmente ha espulso chi l'ha resa così attrattiva, chi contribuisce a renderla così attrattiva, autisti, infermieri panettieri insegnanti poliziotti, chiunque sono stati espulsi perché perché probabilmente, appunto, non si è voluto pensare per chi si costruiva. E

17:14 allora io credo che oggi la la scelta che noi dobbiamo fare è se rispondere alla prima domanda o allora cosa e dove costruire o per chi costruire. io sono più per la seconda, o meglio, per riuscire a contemporare il più possibile le due le due opportunità. Lo dico perché evidentemente anche la leva fiscale poi diventa una conseguenza, cioè il fisco o le opportunità fiscali, gli spazi fiscali non sono una eh un molock che nasce e bisogna in qualche modo accettarlo così com'è. Il il le prospettive e le opportunità fiscali. si eh modellano a seconda di quelle che sono le esigenze. Qualcuno le ha modellate in passato in

17:59 un certo modo. Si è pensato che, per esempio, non non riapro unennesima per l'ennesima volta la polemica che il 110 potesse essere una risposta in questo senso. Altri hanno pensato altre soluzioni. Io credo che oggi noi, innanzitutto, sempre rispondendo al per chi e non al dove e come, dobbiamo cercare di capire a chi serve una leva fiscale. Io penso che serva innanzitutto ai cittadini che sono più in difficoltà, serva a quelle giovani coppie, serva chiedere e ma immagino che il dottor Abades ne parlerà meglio di me, servono a coloro che devono fare quegli sviluppi immobiliari e al quale noi chiediamo magari di trovare soluzioni abitative diverse a più basso costo e perché anche la casa è cambiata molto, lo diceva

18:45 Benedonore Tinagli. Allora, oggi abbiamo, per esempio, non meno necessità di case, abbiamo necessità di case diverse perché ci sono gli anziani che hanno bisogno di case più protette, ci sono le giovani coppie che hanno bisogno di un accompagnamento magari partendo da un affitto o da un patto di futura vendita. Abbiamo per esempio le eh ormai le famiglie mononuciono meno case, vogliono case diverse e quindi non è che io se io riduco la platea di offerta ho fatto un favore a qualcuno, anzi spesso ho fatto un danno. Quindi, probabilmente, la leva fiscale serve a eh al dottor Abadessi, adesso lo prendo lui come esempio, perché io poi amministrazione gli chiedo di dare soluzione a questi oltre che al mercato libero che c'è e per fortuna che c'è, ma

19:30 che evidentemente per mille ragioni magari in città come Milano, Roma, Firenze, adesso eh non sono il borsino immobiliare, però hanno costi diversi. Poi ci sono soluzioni diverse che sono state fatte in tanti eh comuni magari al margine delle delle città più importanti che sicuramente hanno dato una risposta che però non può essere l'unica risposta. Io non biasimo giustamente chi da Milano o da Roma è andato a abitare un po' fuori perché non riusciva ovviamente a trovare una soluzione nella sua città, però devo chiedermi se questa è la soluzione perché poi vuol dire intasare strade, vuol dire intasare mezzi pubblici, vuol dire aumentare i costi per la collettività, desertificare quelle città nel nel

20:17 momento in cui appunto finisce l'orario lavorativo e tutti ritornano nelle loro abitazioni, significa non creare un tessuto sociale comunitario in quei eh luoghi dell'interland. Quindi, ecco, io credo che dobbiamo ridarci una prospettiva che secondo me purtroppo in questi ultimi anni è mancata in tante realtà e e quindi ripeto il fisco è una conseguenza di questo. Allora, sicuramente noi cerchiamo innanzitutto di restituire più potere d'acquisto in genere, l'abbiamo per fortuna fatto, l'ha riconosciuto l'Istat dal 2023 a oggi con un non ancora soddisfacente ma significativo aumento del potere d'acquisto rispetto all'inflazione. L'abbiamo l'abbiamo fatto, come raccontava lei nella scorsa legge di bilancio, abbiamo detto che il reddito di cittadinanza per noi non era una

21:03 soluzione. Abbiamo detto che bisognava andare a cercare anche facendo dei sacrifici il lavoro dove c'è per dare questa opportunità ovviamente la prima, che diciamo critica ci viene fatta è "Ma come faccio a andare da adesso invento da Catanzaro a Milano a vivere?" e insomma sulle trasferimenti oltre i 100 km noi offriamo un contributo, offriamo mettiamo a disposizione un contributo di di €10.000, insomma che non è poco per chi deve incominciare un percorso lavorativo. Poi, certo, bisogna dare tutte le risposte che anche nel PNRR magari, anzi senza magari Lucia Albano sarà più bravi di me raccontare le opportunità dal punto di vista dei servizi educativi, dei servizi sociali che anche il PNRR noi daremo, però ecco,

21:48 se noi pensiamo all'urbanistica solo ed esclusivamente come una affare del quotidiano, cioè domani lì c'è un oggi qui lì lì c'è un'area, domani un palazzo, non diamo le risposte che i nostri cittadini e che la nostra che i nostri figli prima ancora ci chiedono. Se noi invece pensiamo all'urbanistica come un insieme di tutte queste esigenze, alla rigenerazione urbana, come rigenerazione delle persone che vivono in quell'area urbana e forse se facciamo in questo secondo modo riusciamo allora ad avere una prospettiva migliore per i nostri per i nostri cittadini e per il nostro futuro. Quindi ripeto, benissimo, tutte le le misure che questo governo, ma onestamente anche gli altri hanno dato sull'efficienza energetica, sulle ristrutturazioni, sui mobili, bonus

22:34 mobili, insomma cose che abbiamo imparato a conoscere. Però, ecco, eh io ho detto che vengo da Milano, insomma, io credo che ancora una volta le parole migliori per disegnare un futuro della nostra città le ha date il nostro arcivescovo quando, proprio commentando alcuni accadimenti nella nostra città ci spiega come appunto i mattoni nuovi devono essere le persone, deve essere la comunità. Se noi continuiamo invece a pensare al mattone come esclusivo elemento del mercato, forse non abbiamo eh dicevo capito bene quello che succede. Allora, quindi mettiamo insieme tutte quelle parti migliori che ci sono nella nostra città, eh appunto gli operatori immobiliari, mettiamo insieme le società di gestione dell'edilizia

23:22 residenziale pubblica. ce ne sono, ci sono gli ACP, ci sono le ALER, in alcune zone della nostra nazione sono in mano, diciamo, conduzione dei comuni. In altre delle regioni comunque sono patrimoni importanti anche di socialità perché prima ancora che gestione di un patrimonio edilizio, quelle sono gestione di un patrimonio umano che vive in quelle case con tantissime difficoltà di sicurezza, di degrado, di ma non c'è nessun agente pubblico che conosce meglio delle società di gestione dell'edizia pubblica, le ALER, gli ACP, come come si vogliono chiamare, conosce meglio chi vive in quei quartieri e quindi anche quello è un elemento che deve essere alla base di regenerazione, così

24:07 come il sistema cooperativistico, così come anche la il terzo terzo lo stesso terzo settore, citato l'arcivescovo, l'arcivescovo oltre le parole ha fatto anche i fatti, 2 milioni di a disposizione col fondo Schuster proprio per cercare di aiutare alla, diciamo, all'inizio di un percorso abitativo, soprattutto le giovani coppie. Ecco, quello credo che sia la prospettiva di un'urbanistica sociale, di un'urbanistica comunitaria che noi dobbiamo prospettarci. >> Grazie. Grazie onorevole Osnato. I mattoni nuovi sono le persone. Tratteniamo questa questa provocazione anche per i prossimi interventi. Passiamo adesso a un'altra componente fondamentale della della città che è il

24:55 il suo patrimonio pubblico. L'Italia ha un patrimonio molto importante di edifici pubblici di un valore complessivo di oltre 300 miliardi e il governo si sta occupando di valorizzare e per fare questo occorrono naturalmente risorse, la capacità di attrarre capitali che possano innescare la rigenerazione e degli strumenti che di cui anche l'onorevole Alba si sta occupando direttamente. chiederei di questa strategia di valorizzazione del patrimonio delle città italiane. >> Grazie. Intanto buon pomeriggio a tutti, un saluto a tutti i presenti, un saluto ai relatori e un ringraziamento per

25:41 questa per questo invito oggi. Ehm è stato già ricordato parlare di rigenerazione, parlare di valorizzazione, parlare di vita, perché di quello stiamo parlando.Uni sono persone, diceva Marco Snato ed è effettivamente così. Vorrei salutare, visto arrivare l'onorevole Ciccioli, insieme all'onorevole anche Mantovani. sono i nostri rappresentanti in Europa e è un tema che stiamo trattando in Italia, in Europa, a livello regionale, territoriale, ma è un tema che sta ehm a cuore a ciascuno, certamente ciascuno di noi e io sono partita da una mia delega che è

26:27 una delega alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e ho cominciato a riflettere, a ragionare e intanto per così dico che al MEF No, non si non è non è solo grigio il MEF, no, non è solo si può ragionare anche su temi che riguardano la vita delle persone. Ho cominciato a ragionare sul concetto di immobile pubblico e di bene pubblico, perché secondo me il bene pubblico è la rappresentazione plastica del bene comune e come tale possiamo cominciare a guardarlo anche diversamente come una grande risorsa, ma anche come qualcosa che appartiene a ciascuno di noi e può

27:14 essere ancora di più declinato per quelli che sono i bisogni dei cittadini. L'immobile pubblico rappresenta un po' la nostra memoria, la nostra identità. Ciascuno di noi quando lo guarda e lo vede sa che quell'immobile è pubblico, lo riconosce per delle sue caratteristiche, sa che è una scuola, che è un ospedale, che è un carcere, eh sa che è un ufficio pubblico, sa che è un tribunale e quindi rappresenta anche tutto ciò che è la presenza dello Stato. Ma tutto questo può e deve essere meglio governato perché in molti casi non sono stati dati i numeri, ma i numeri sono significativi. L'immobiliare pubblico, io così l'ho

28:02 trovato, è un detrattore ambientale, invece che essere una leva di sviluppo. E quindi ciò che ho trovato è stata una grande frammentazione, sia normativa che di funzioni e quindi in questa frammentazione di funzioni ho cominciato a voler costruire delle relazioni con mattoni nuovi e costruire quindi quella che tecnicamente il nostro governo ha usato come metodo di governo, che è una cabina di regia, una cabina di regia al Ministero dell'Economia per la valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. La cabina di regia, per far presente la complessità consta per norma di 17 componenti, quindi molti ministeri, ministeri che

28:48 hanno patrimonio pubblico, ovviamente l'Agenzia del Demanio, l'Agenzia dei Beni Confiscati, INVIM CDP, una serie di soggetti e poi costa anche di altri 30 soggetti. Quindi la complessità è già questa, questo denota una frammentazione, una complessità particolare. E qual era l'obiettivo e qual è l'obiettivo della cabina che sta lavorando da quasi un anno? E l'obiettivo della cabina, innanzitutto, è governare in maniera sistemica l'immobiliare pubblico per far sì che questa risorsa, che è una risorsa di ciascuno di noi, possa essere messa a disposizione meglio al meglio valorizzata, meglio comunque di come non si è oggi. E che cosa occorre per tutto questo? Chiaramente

29:34 occorrono relazioni, quindi incontri, risorse, certamente, ma le risorse poi le vediamo successivamente. Un ascolto e le risposte. Ecco, questo è l'obiettivo della cabina che sta lavorando a una serie di elementi. Io vorrei dire che per arrivare, insomma, a raccontare rapidamente che cosa sta facendo e che cosa si propone di fare, direi che come prima questione abbiamo dovuto capire che abbiamo dovuto di nuovo comprendere che conoscere è importante per deliberare e lo lo veniva ricordato anche prima, l'assenza o comunque l'assenza di dati particolarmente dettagliati e soprattutto anche la

30:20 mancanza di eh inter di diciamo di eh della tecnologia più avanzata che possa aiutare anche nel discorso dell'immobiliare pubblico. Questa è stata la prima cosa. Lavoriamo sui dati, cerchiamo di comprendere esattamente quale sia il nostro patrimonio, dove sia, per chi può essere utilizzato e poi la semplificazione. Ecco, se è stato chiesto che cosa può attrarre capitali, che cosa può attrarre interesse, la prima cosa che ci viene chiesta dagli operatori è una semplificazione normativa amministrativa. Ecco, questo è l'altro obiettivo della cabina, è quello di costruire un codice, nuovo codice dell'immobiliario pubblico che possa lavorare appunto sulle semplificazioni e

31:07 possa assicurare e dare certezze a chi deve investire e certezze a chi deve poi utilizzare ciò che verrà valorizzato. C'è un'altra questione eh che mi sembra particolarmente importante che ritengo possa essere decisiva e determinante ed è la valutazione dell'impatto sociale. La valutazione dell'impatto sociale è un elemento complesso che eh certamente non è ancora riconosciuto dal punto di vista del rendimento dell'operazione. Ma cosa significa? Significa che se io ho un immobile pubblico e voglio in qualche modo far sì che possa essere messo a disposizione eh di investitori, no, perché può essere utilizzato come un'importante leva, eh ho bisogno di

31:54 capire quanto cambia l'impatto sociale su quel territorio a fronte di un investimento. Un operatore pubblico di questa cosa deve fare la guida. Questa deve essere la guida e deve rientrare, insomma, qui dirò rientrate nella valutazione dell'investimento, perché se io rigenero un quartiere, se io rigenero un immobile e lo riconduco, eh abbiamo fatto un'analisi e si è visto che si rigenera un immobile, intorno a quell immobile cambiano dei valori che sono il PIL, la possibil, diciamo, il livello di educazione il livello di salute,

32:41 ma livelli che non si sono valutabili e devono rientrare nella valutazione impatto sociale. Ecco, non mi dilungo, ma per comprendere quanto sia importante per una scelta, ma soprattutto per agganciare, e lo dico da MEF, questo valore al rendimento dell'operazione che non è solo il mero eh il mero rendimento, eh diciamo numerico e poi gli strumenti finanziari, anche qui la necessità di lavorare con strumenti finanziari nuovi, con strumenti che possano meglio attagliarsi alle operazioni di valorizzazione immobiliare. Il partenariato pubblico privato non è stato molto utilizzato da questo punto

33:28 di vista, può essere meglio gestito, meglio organizzato, ma soprattutto può essere utilizzato per operazioni non particolarmente grandi. Molto spesso le operazioni di partenariato pubblico privato si sono effettuati su enormi operazioni. sulle operazioni di valorizzazione, molto probabilmente è, insomma, è un taglio che si può che si può utilizzare e poi ancora, sempre per parlare di la possibilità di sostenere gli enti locali, gli immobili, gli immobili sono su sui territori, gli immobili sono dei la maggior parte degli immobili, il la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è la valoriz del

34:14 patrimonio dello Stato, degli enti locali, di tutti gli enti proprietari di natura pubblica, ma sono sul territorio e molto spesso la nostra Italia è composta da piccoli comuni. Noi abbiamo bisogno e lo stiamo strutturando, di uno sportello che fornisca la progettazione, la possibilità di trovare delle soluzioni per chi amministratore locale sui territori ha bisogno di avere delle risposte sulla su per immobili pubblici che sono un nostro grande valore, sono il nostro, ripeto, il nostro bene comune, ma che spesso non riescono a trovare una destinazione. Ed ecco che alla fine l'ultima cosa che dico è quella delle risorse, perché le risorse

35:01 sono sempre un problema e questa cosa lo dico spesso, però non sono mai un problema se c'è una chiarerezza, una volontà, una determinazione e quindi se c'è la costruzione con mattoni nuovi, con tessere di un mosaico che possa costruire una politica e quindi le risorse nazionali europee, so che insomma si sta lavorando anche a questo tema a livello europeo. Io sono certa che vista l'importanza del tema e vista ormai la consapevolezza che a livello nazionale europeo c'è del tema dellitare, credo che ormai insomma saranno sempre meno un problema da questo punto di vista. Da ultimo dico solo questo e

35:47 concludo, non voglio eh dilungarmi troppo. Sì, il problema dell'abitare, io parlo più volentieri di abitare che di casa, perché la casa è un sostantivo, l'abito, è un'azione. L'abitare comporta il vivere, comporta nella casa si nasce, nella casa si cresce, nella casa si vive, nella casa si muore, nella casa c'è proprio tutto l'arco della nostra della nostra vita e della nostra socialità, cioè la famiglia e quindi un nuovo modo di abitare, ma un nuovo modo di abitare che tenga sempre presente le nostre origini, le nostre radici e la nostra identità. Io credo che anche questo sia qualcosa che dobbiamo preservare e che dobbiamo offrire alle

36:32 nostre future generazioni. Lo dobbiamo offrire anche offrendo un affordable housing, quindi un housing sostenibile, cioè in qualche modo affrontabile. E dobbiamo farlo anche attraverso una precisazione normativa, no? Anche lì dobbiamo stiamo lavorando per dire che cos'è l'affordable, a che cosa ci stiamo riferendo e ehm credo che intanto ringrazio per la collaborazione di tutti gli enti e tutti i soggetti che stanno lavorando a questo tema eh assieme a noi, al Ministero dell'Economia La Cabina. Il Ministero dell'Economia, il MEF, è un Ministero che ha nel suo DNA quello di essere servente. Io questa cosa la dico la dico spesso perché servente e fornire i

37:19 propri le proprie competenze anche a tutti gli attori che possono che possono in qualche modo usufruirne. Questo mi sembra un metodo particolarmente importante e un metodo che questo governo ha utilizzato, quello delle cabine di regia che hanno avuto un particolare una particolare ehm efficacia. Scusatemi, sono un attimo distratta perché perché vi chied chiedo scusa, ma vorrei oggi ricordare, oggi è il 24 agosto e vorrei ricordare un altro tema in ricostruzione. Oggi è l'anniversario, il nono anniversario della prima scossa del sisma del centro Italia che ha colpito la nostra Io sono marchigiana

38:05 e ha colpito amatrice accumoli al quata del Tronto con 299 vittime. Io sono qui oggi, quindi non posso essere presente su quei luoghi. Lo sono lo sono col cuore e perché anche quella è una grande costruzione. Ecco, si parlava prima di costruzione e ricostruzione. costruiamo con mattoni nuovi, ma possiamo anche partire dai mattoni che sono stati rovinati dal tempo, dalle intemperie o sono stati rovinati dalle calamità per ricostruire, perché anche questo è qualcosa di cui, insomma, possiamo che possiamo guardare per il nostro

38:50 futuro, per le nostre future generazioni, ricostruendo delle realtà. Oggi, insomma, il cuore va un po' alla memoria eh di chi ha perso la vita, le famiglie, a tutti coloro che oggi onorano ciò che è accaduto molti anni fa, ma lo facciamo anche con una grande determinazione che è quella della costruzione, della ricostruzione e rigenerazione anche di quei luoghi. Grazie. >> Grazie. Grazie Lucia Albano per il suo intervento e anche per questa occasione di di memoria che che ci che ci coinvolge tutti come italiani. E abbiamo sentito la voce delle istituzioni pubbliche e ora passiamo a una grande istituzione bancaria Intesa San Paolo che è coinvolta attivamente

39:36 nel processo di rigenerazione dei centri urbani e anche delle aree interne. lo fa con investimenti su alcuni grandi progetti di rigerazione, ma anche nel rapporto con le istituzioni locali, con i comuni, le città metropolitane e con un obiettivo, quello di favorire delle soluzioni che coniugano il valore economico di lungo periodo all'inione sociale. Chiederei di eh raccontarci questa vostra eh attività. >> Grazie. Ma intanto anch'io ringrazio, è veramente un un grande privilegio essere qui in questo in questo evento straordinario che ogni anno si ripete, veramente veramente meraviglioso. Sicuramente Intesa San Paolo

40:22 è una banca che ha una grande capacità di di intervento sul mercato e come prima banca italiana e come prima banca l'Eurozona sicuramente possiamo essere un motore, anche un alleato della trasformazione urbana andando andando a fornire chiaramente delle risorse, ma non solo, anche andando a fornire competenze e soluzioni per ovviamente arrivare all'obiettivo che è sempre un obiettivo eh che è quello quello di avere delle città che siano più verdi, più accessibili e più vivibili. Quindi Intesa eh ha un ruolo importante in questa in questa in questa su questa tematica, in questo mercato, perché può svolgere un ruolo attivo in qualche modo di collegamento tra enti pubblici, tra

41:09 enti pubblici investitori e operatori del mercato, andando a favorire e e ad aiutare lo sviluppo di partenariati efficaci e questo come una responsabilità e una visione che è condivisa tra tutti i soggetti. Quindi mi viene dire che proprio grazie a questa nostra capacità di fare eh di fare sistema, di fare rete eh per cui la banca può rappresentare un ponte tra eh esigenze pubbliche e esigenze private, andando ad accelerare poi l'attuazioni di progettualità che hanno un altissimo impatto ambientale, un altissimo impatto sociale. Ad esempio, noi abbiamo ovviamente un dialogo aperto con tutte le istituzioni, con i comuni nell'andare a costruire operazioni di project financing oppure

41:55 andando a dare una consulenza tecnico-operativa ai comuni quando si tratta di andare a di lavorare proprio su rigenerazione o sviluppo sviluppo urbano. Partecipiamo ovviamente ai tavoli istituzionali. Mi viene in mente il progetto, questo programma che abbiamo con Lanci, l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, dove insieme andiamo a capire qual è la progettualità migliore per andare poi a sviluppare, diciamo, i centri i centri urbani, così come mi viene in mente i progetti che stiamo sviluppando che riguardano il Sud Italia e le aree interne anche del Sud Italia. Abbiamo una una grande collaborazione con Ambrosetti si chiama Verso Sud, abbiamo Milano Palermo, Palermo Mediterranea che dove

42:42 vediamo Palermo al centro del bacino mediterraneo che che diventa a questo punto una piattaforma per tutto il Mediterraneo e quindi andando a creare uno sviluppo per l'isola e per la città di Palermo molto importante. E poi ovviamente noi come banca promuoviamo sempre un dialogo con le città metropolitane, andiamo, diciamo, a coprire, come dire, questo dialogo i centri nevralgici del paese che corrispondono esattamente alla mappatura della presenza di Intesa San Paolo sul territorio. Essendo essendo la prima Banca d'Italia, siamo presenti molto capillarmente sul territorio, quindi la banca agisce eh, lasciatemi dire, da volano finanziario. Questo è il nostro è il nostro core business è quello che sappiamo fare meglio. Andiamo ad unire capitali pubblici e capitali

43:27 privati per trasformare le idee che sono idee strategiche, idee importantissimi in progettualità concreta. Giusto per dare qualche numero, 2022 abbiamo mobilitato circa 20,4 miliardi di euro in attività di social landing, 12,6 miliardi di euro in attività di sostegno della transizione del mondo produttivo dall'economia lineare all'economia circolare. Questo chiaramente comporta un beneficio diretto per l'imprenditore, per l'impresa, perché l'impresa diventa un'impresa più sostenibile, ma questo comporta anche un un vantaggio, come si diceva prima, per tutto il tessuto che è intorno a questa impresa, dove la l'impresa risiede risiede anche un territorio e una comunità. Eh, e poi abbiamo anche mobilitato 9 miliardi di

44:14 mutui e finanziamenti green, che sono appunto eh finanziamenti destinati all'efficientamento energetico del patrimonio residenziale dei siti dei siti produttivi. Questo è quello che questo è il nostro core business. Poi c'è anche quello che non è il nostro Corbins, quello che non fanno le altre banche, facciamo solo noi, scusate per il self marketing. Abbiamo una grande attenzione, lo dicevo all'inizio, l'importante è avere delle città che siano più vivibili, più accessibili, più piacevoli da vivere, dove l'uomo è al centro e i suoi bisogni sono centrali. Eh, noi come Intesa San Paolo siamo l'unica banca al mondo ad essere proprietaria di quattro musei: A Torino, a Milano, a Vicenza e a Napoli. Sono dei musei eccezionali e con questi musei noi andiamo a restituire alla comunità delle opere d'arte che non erano disponibili

45:02 prima per rendere appunto la città un posto più piacevole, piacevole da vivere. Allora, le città sono certamente dei centri dei motori economici e sociali. È chiaro che le aree urbane trainano in qualche modo lo sviluppo. Eh, in Italia basta pensare che in Italia le 14 città metropolitane ospitano il 36% della popolazione che genera il 40% del PIL nazionale. A livello è anche più importante il dato perché abbiamo il 70% dei cittadini che vive in città e producono il 2/3 del PIL a livello europeo. Quindi è per questo che è fondamentale una visione strategica condivisa con politiche urbane sostenibile, una governance a multi, diciamo, di multilivello tra

45:49 comuni regioni stato istituzioni europee e ovviamente i soggetti privati, operatori e banche. E devo dire che in questo senso la la recente costituzione della commissione per gli alloggi preseduta dall'onorevole Tinali è una notizia straordinaria perché questo dimostra quanto l'UE abbia capito quanto sia importante questo termine tanto di moda criticare lui ma da questoione abbiamo la dimostrazione plastica che c'è una visione condiv c'è una visione molto importante su questa tematica e stessa cosa vale per il nostro governo e per gli enti locali Cè un lavoro straordinario a livello normativo e a livello eh di azioni e di attività quotidiane. Quindi, devo dire, in Italia su questo siamo siamo siamo in una

46:37 situazione credo molto positiva. Io chiudo dicendo che ritengo fondamentale continuare ad investire risorse, energia e tempo su quantomeno tre direttrici. Prima evidentemente si diceva prima, l'accessibilità economica ed abitativa, cioè l'affordable housing è qualcosa di assolutamente straordinariamente importante. Ci sono vari modelli in Europa, parlo sotto il controllo dell'onore dell'onorevole Tinali, ma c'è il modello Viena dove le case sono molto dove dove lo Stato aiuta molto la popolazione a a ad acquisire o ad affittare la casa. Poi c'è il modello eh Barcellona che che non è forse un modello dove lì comprare caso, o

47:24 affittare una casa è qualcosa di molto complicato. Quindi su questo bisogna investire tempo, energia, bisogna trovare delle modalità e dei meccanismi che consentano eh di di di affittare, acquistare le case a prezzi ragionevoli, tenendo conto del del della capacità economica delle persone. La seconda la seconda direttrice, chiaramente, la rigenerazione urbana. Noi abbiamo il 70% del patrimonio edilizio che è completamente inefficiente, quindi sappiamo che in Europa ci sono degli obiettivi di di transazione ecologica e su questo è fondamentale trovare dei meccanismi che consentano ai proprietari di case di investire e di rigenerare

48:09 ecologicamente e eh le le proprie case. Questo è sicuramente un elemento importante. Poi ultimo elemento che devo dire mi sta particolarmente a cuore. Io sono francese e di Parigi, come si può sentire da questo pessimo accento di cui mi scuso sempre, eh ma sono anche originario dall'Abruzzo. In Abruzzo, come in altre regioni d'Italia, ci sono dei borghi e dei luoghi magnifici, dei posti di una bellezza incredibile che si sono completamente desertificati. Quello certo comporta porta al deserto di cui si parlava, ma porta anche ad un depaoperamento eh del patrimonio dei cittadini italiani. Una persona che ha una casa ha eh invento pietra camella sul Gran Sasso. 10 anni 10 anni fa questa casa

48:56 valeva 10, oggi probabilmente vale uno. E questo porta fa sì che, diciamo, questa famiglia che ha fondato il proprio patrimonio sulla casa, perché sappiamo che noi italiani il nostro patrimonio lo fondiamo sulla casa. Noi siamo un paese che ha un grandissimo debito pubblico, ma anche una grandissima ricchezza privata. Siamo tra i paesi più ricchi d'Europa da questo punto di vista. [Applauso] Il fatto che i nostri concittadini abbiano un depauperamento del loro patrimonio io lo trovo una cosa intollerabile e su questo bisogna assolutamente mettere la testa. Chiudo dicendo che è fondamentale che le istituzioni, gli operatori privati siano sempre in tavoli aperti insieme perché bisogna costruire e trovare delle soluzioni insieme. Tutti insieme ce la

49:41 possiamo fare. Intesa San Paolo ha sempre dimostrato che nei momenti di difficoltà noi ci siamo sempre. Grazie. Grazie Jack Moscanese per queste sue sottolineature su la necessità di di fare sistema tra istituzioni. Abbiamo visto che fare città è una è una questione complessa, ci servono molti attori ed è ed è un concerto di di contributi. Tra questi un gioco, un ruolo fondamentale lo lo gioca anche naturalmente l'operatore privato Mario Abadessa, amministratore delegato di Aines, che è una dei principali player immobiliari operieranti oggi in Italia con alle spalle più di 8 miliardi di investimento

50:27 in Italia e eh altri importanti investimenti eh da eh da calare sulle sulle città di Milano, Roma e Firenze principalmente, ma non solo. Il tema ritorna e continua a riemergere dal nostro dibattito è quello di come tenere insieme crescita economica e coesione sociale. Questi due ingredienti che fanno una città rendono una città attrattiva e vivibile e a volte appaiono inconciliabili. La città che diventa attrattiva per alcuni, i capitali, i giovani talenti, gli studenti, può diventare escludente per altri. Chiedo quindi a lei come affrontate questa

51:13 sfida epocale nei vostri progetti. parlare all'ultimo è più difficile, però l'anno prossimo per primo, perché sono d'accordo su il il diciamo il minimo comune multiplo che la casa è è diventata ormai un'emergenza, neanche un'esigenza e che è un problema complesso. Quindi su questo sono d'accordo con chi mi ha preceduto, ma eh non sono totalmente allineato su alcuni passaggi e provo a dirlo in maniera carina, in modo che non litighiamo. Allora, ci sono tre, come tutti i problemi complessi, ci sono de dei punti fermi però che vanno messi e come la maggior,

51:59 come sentivo dire giustamente sono oggettivi, non sono soggettivi ed è chiaro che sono dei punti fermi che si sono hanno subito unevoluzione rispetto agli anni. Il problema o l'esigenza o l'emergenza della casa non è quella la stessa che c'è stata quando c'è stato il piano casa nel dopoguerra, né quello che era che c'era negli ultimi 20 anni. Ci sono tre punti nel nostro lavoro che io seguo tutta l'Europa per il gruppo. Siamo il terzo operatore al mondo e seguo gli investimenti per tutta l'Europa, quindi ho un vantaggio nel poter vedere anche gli altri mercati come si muovono da su questo aspetto. Allora, il primo punto ed è oggettivo, è che la domanda non è influenzabile, la domanda si può canalizzare, si può

52:46 dirottare, ma il problema dell'eccessiva onerosità o dell'eccessiva domanda non si risolve fermando la domanda. Città come Firenze avranno sempre dei turisti come Venezia. Non è che noi diciamo ci sono troppi turisti, c'è un'esplosione del degli hotel dell'ABirnb, fermiamo i turisti. o a Milano ci sono troppi studenti o a Perugia, per esempio, che una città magari di dimensioni più ridotte, ma o a Padova ci sono delle eccellenze in Italia sulla parte accademica. fermiamo gli studenti o a Milano, poiché Milano è la città dove di c'è la maggior parte di occupazione, soprattutto su alcuni tipi di lavori,

53:33 limitiamo l'afflusso di nuove persone, di nuove lavoratori, soprattutto nell'ambito dei servizi, perché la domanda è troppo forte. Il secondo ehm aspetto che è un punto, diciamo, fermo e che non è detto che ci piaccia o no, ma è un è un dato di fatto e questo riguarda tutto il mondo e soprattutto tutto il mondo occidentale è che le energie, quindi tutti gli investimenti si concentrano nelle grandi città, sono i grandi centri urbani. Questo eh ci può sembrare un po' triste perché l'Italia ha tutta una serie di province che sono uniche al mondo, ci può sembrare non opportuno. È un fatto ed è difficile che noi riusciremo a

54:19 invertire questa tendenza. Ehm il terzo aspetto che ormai in tutto il mondo, anche qui, eh noi possiamo eh fare un'analisi critica nei confronti dell'Italia distinguerci però tendenzialmente se avviene in tutto il mondo eh occidentale evidentemente possiamo magari prendere gli aspetti positivi e imparare dagli aspetti negativi per evitarli, ma è un fatto. Il fatto è che eh anche l'investimento sociale deve avere una sua reditività, deve avere una sua ehm convenienza economica che è completamente diverso dalla speculazione. Significa che io, per esempio, è diventata la nostra prima area di business, dato che noi non siamo un trader come operatore, ma siamo un

55:04 operatore di sviluppo, io rinuncio ad avere un investimento che mi dia un ritorno nel breve termine molto alto, molto vantaggioso, ce l'ho molto più ridotto, ma che è molto più stabile nel lungo termine, perché gli studenti a canoni calmierati, secondo voi quanti studenti miliardari ci sono rispetto a studenti che hanno delle disponibilità limitate? Quante famiglie ci sono che possono comprare a €20.000 a met quad rispetto a chi ha appartiene alla fascia media o medio bassa? Il numero proprio economista, il numero più eh ampio della domanda è quello che ha meno o ha delle disponibilità limitate. Quindi io che devo ho l'obiettivo di garantire una reditività. è in realtà un investimento molto interessante per un privato quello

55:52 dell'aspetto sociale perché mi garantisce un flusso di cassa stabile, assicurativo come una cedola assicurativa che è più stabile nel tempo. Quindi in realtà io la la mia visione su partendo da questi tre punti che come dire purtroppo non sono negoziabili, ma è un dato di fatto oggettivo, io credo che il punto primo, inito alla domanda, l'offerta va assolutamente potenziata, va anzi agevolata quando si tratta di un'offerta a carattere sociale alla pratica amministrativa. Noi abbiamo, io seguendo gli investimenti in tutta Italia, in tutta Europa, scusate, ehm, in realtà credo che noi abbiamo un vantaggio che possiamo imparare da altre città che sono arrivate i primi hanno fatto degli errori, quella di Dublino,

56:38 di Berlino, di Amsterdam, di Copenhagen, soprattutto i paesi nordici dove tutti gli interventi a carere sociale, quindi se io faccio canone a canto a canone calmierato, case per gli anziani, dato che l'Italia è il paese col più alto reddito eh privato, eh risparmio privato, ma è anche il più alto paese in Europa con una detanalità e una presenza di over 65 in tutta Europa. Quindi l'abitazione per l'anziano che magari 20 anni fa eh l'anziano, mio nonno è morto a casa dei miei genitori, è cresciuto, io sono cresciuto con i miei nonni, chiaramente oggi è una circostanza di fatto diversa. Chi fa questo tipo di investimenti all'estero ha una traiettoria amministrativa eh diversa, più rapida,

57:25 dove c'è anche una defiscalizzazione, ma quello che gli investitori privati chiedono quasi mai chiedono denaro. Anzi, noi abbiamo un problema di avere troppo denaro in gestione e dobbiamo trovare dove scaricarlo. Più che altro chiediamo dei tempi e una normativa chiara che ci sia. E questo in Italia è ancora da chiarire al 100% e non è al passo con altri mercati europei. Quindi io noi siamo convinti che la domanda va incentivata nelle grandi città, però non ha senso anche all'interno delle grandi città non è un problema di costruire, ma è costruire dove serve, perché costruire all'interno del parco agricolo sud o nord di Milano, dove non c'è la metro, dove è un'area verde, non ha senso. quando si fanno i

58:12 lavori della metropolitana, i suoli che insistono sulle fermate della metro, che sono spesso pubblici o di enti privati di proprietà pubblica, costruire su quegli su quei centri di trasporto. A Milano, per esempio, c'è il della Bisa che è in prossimità dell'università ed è sopra una fermata metro, ma ce ne sono enne. Lì invece ha molto senso e lì sono convinto che abitazioni nuove costruite non ci sono tante abitazioni sfitte. nei centri delle città m né c'è una speculazione a costruire a tenere fermo. Qualsiasi investitore ha l'obiettivo di generare una reditività. Questo si sposta col punto due che dicevo delle macro macrocittà. In Italia si ragiona sempre per comune perché il comune è

59:00 amministrato di un colore, l'altro comune da un altro e non c'è un'interazione fra le due. Si parla spesso di un caro prezzi abitativo a Milano. Io posso che in realtà non è così. Lo so che non è popolare, ma è chiaro che al centro di Milano si raggiungono dei prezzi molto alti, ma Milano ha tutta una serie di comuni che sono serviti dalla metropolitana, quindi è fatto è stato fatto anche un investimento pubblico con i soldi dei contribuenti per connettere questi comuni al centro della città e al centro delle energie, le università, il posto di lavoro, sanità, tutto quello che avviene città. I valori di questi comuni sono molto bassi. Perché noi abbiamo un

59:46 progetto a Sesso San Giovanni dove c'è una metropolitana rossa con Intesta San Paolo dove ci sarà la nuova sede. Da dalla dal dalla Metropolitana di Sesto a Piazza Duomo a Milano che è il centro ci vogliono 17 minuti. Ci sono interi quartieri a Vimodrone che è servita dalla Metropolitana Verde dove ci sono degli alloggi che vengono venduti a €75.000 Non euro a metro quadro, euro per un bilocale doveo oggi gira un box a quella cifra ed è connesso dalla metro. Quindi il secondo sforzo che bisogna fare è pensare come città metropolitana, non come città comune fine a se stesso, perché quartieri come Vimodrone Sesto, in città come Parigi o Londra sono nella first ring, sono all'interno della prima

1:00:33 area di servizio, è assolutamente il centro urbano. È chiaro che su quello sono d'accordo. Negli stessi posti, sfruttando l'altezza e densificando troppo quei centri urbani. È chiaro che c'è un un disagio innanzitutto proprio di ambiente, di terreno proprio dove si va a costruire e poi dopo si creano delle disuguaglianze, ma sfruttando tutta la parte intorno a a tutte e di tutte le città sono caratterizzate, perché le città italiane poi noi siamo molto capaci ad autocriticarci, ma le città italiane ce le copiano nei Se voi andate a Riad o ad Abu Dhabi dove stanno nascendo delle nuove città, copiano le città italiane e noi invece le diamo addosso dicendo che non hanno non sono fatte bene. non è così, sono fatte molto bene, chiaramente

1:01:18 devono adeguarsi al al momento attuale. E sul terzo punto anche le fondazioni che avevano come scopo quello di costruire affinché dare delle abitazioni a cane aggevolato non riescono più a farlo perché è controproducente da un punto di vista economico, quindi è fondamentale ehm trovare la formula giusta e ci sono tanti casi. Milano è stata la prima in Italia, ma è replicabile in alà dove anche l'investimento dello studentato della casa per anziani a canone calmierati ovviamente può avere una reditività e quindi renderlo scalabile anche dai privati perché va bene gli immobili pubblici, va bene avere le società pubbliche e gli investimenti pubblici,

1:02:03 ma il problema sicuramente non si risolve passando la palla esclusivamente alla parte pubblica, ma la parte privata deve assolutamente trovare una sua convenienza deve essere interessante per la parte privata investire su questo tipo di tipologie abitative. Grazie Mario Abadessa per i tantissimi spunti lanciati anche ne riprendo solo uno. Questo di una concezione delle città che può avere delle dimensioni diverse da quelle a cui siamo abituati che non segua il confine amministrativo, ma segua l'infrastrutturazione territoriale. E abbiamo tempo per un breve secondo giro. rivolgerei ai a Marco Sinagli

1:02:52 una domanda su Milano, nel senso che Milano è stata è diventata negli ultimi 25 anni in qualche modo un modello per molte città d'Italia. si è parlato di modello Milano con, grazie a eh giunte sia di centrodestra che di centrosinistra, un modello caratterizzato dalla capacità di attrazione di investimenti, dall'apertura internazionale e dal rapporto positivo tra pubblico e privato. Ecco, una città che può diventare iper attrattiva, può diventare anche vittima del suo successo. Ehm c'è c'è questa possibilità, Milano l'ha in qualche modo sperimentata, tanto che oggi questo modello viene

1:03:37 messo in discussione, non si è capito quale sia il modello alternativo. C'è qualche punto su cui possiamo imparare da quello che sta avvenendo, c'è un modello di sviluppo urbano che può essere in questo senso migliorato? >> Sì. Eh, Milano adesso è, secondo me, forse anche troppo entrata nel dibattito in un modo forse anche un po' ingeneroso. Io mi sono trasferita a Milano nel 92, quindi ho era forse un po' ancora non era entrata nel processo, ma stava cercando di trovare una strada e ho avuto modo quindi di vedere tutti i grandi

1:04:24 cambiamenti e faccio fatica, avendola vissuta in tutte le sue fasi. Io poi ovviamente ho vissuto poi all'estero, ho vissuto in altre città, sono tornata a Milano quando poi già c'era stato questo grande sviluppo, sono tornata col mio bambino, con la famiglia e e bisogna anche però saper vedere gli aspetti positivi. È ovvio che una città che cresce è una città che poi si ritrova sotto grandissime pressioni che non hanno riguardato solo Milano, ma tutte le città che hanno avuto dei grandi cambiamenti di attrattività. di investimento. Purtroppo ci sono questi collaterali, però non possiamo dimenticare che questo significa anche una città che ha avuto dei progetti di riqualificazione straordinari, una città

1:05:11 che ha dei servizi incredibili. Io quando mi sono ritrasferita a Milano venivo da città dove non avevo i parchetti di quartiere per il bimbo. Non sapevo mai se quando potevo prendere un autobus, un tram, una metro, era impossibile spostarsi, era impossibile usufruire dei servizi. È stata tutto sommato una città che ha in qualche modo comunque reinvestito e tutta una serie di servizi. tuttavia ha fatto più fatica a gestire gli effetti collaterali prevalentemente per esempio sui prezzi delle case, perché quello è un molto dei meccanismi di mercato che ovviamente si fa molta fatica a gestire e questo ha dopo provocato processi tra virgolette come diceva prima Osnato, di esclusione,

1:05:58 però non è stata un'esclusione come dire intenzionale, è stato un effetto di una anche, come dire, disallineamento tra un percorso di crescita locale non accompagnato magari dalla crescita di salari, di politiche di welfare sociali che avrebbero dovuto essere, come dire, forse coordinate un po' meglio. Quindi secondo me noi dovremmo riuscire per gestire meglio questi processi spesso sono processi locali ma che chiamano in cause anche politiche nazionali riuscire a fare forse un miglior lavoro di squadra nel saper accompagnare meglio e coordinare meglio delle politiche che vadano dal livello anche europeo. Adesso

1:06:45 riusciamo anche a trascinare dentro il livello europeo, livello europeo, livello nazionale e saper, per esempio, prima diceva, si diceva non si possono contenere le domande, ma si possono gestire. Ho letto i dati che nel centro di Milano ci siano 30.000 alloggi su Airbnb, forse al regolatore un dubbio glielo poteva gli potrebbe venire, no, di dire magari questa cosa si potrebbe gestire in qualche modo, non eliminare, ma provare a gestire per capire se la domanda di casa forse si può cercare di alleggire da una componente che fino a poco tempo fa non entrava sul residenziale e magari fare un piano

1:07:30 diverso, fare un'offerta turistica gestita in maniera professionale, attività ricettiva, come è sempre avvenuto in passato, e magari la parte di residenziale gestirla con logiche diverse per riequilibrare anche questa complessità di domanda. Cioè, sono cose, guardate, che lo fanno a New York, lo stanno lo hanno fatto in tante città, a Parigi, cioè non è che mi sto inventando, e non è una pratica maxista leninista provare a gestire alcuni processi, ma è una cosa a volte necessaria per evitare degli squilibri e sulla parte dell'offerta certamente c'è bisogno anche di una maggiore offerta, ma capire anche che tipologie di offerta

1:08:16 abbiamo smesso di fare eh un'offerta residenziale pubblica. Allora, ragioniamo. Quello può essere intanto una un elemento su cui cominciare a lavorare. Vienna, che viene sempre portata a modello Vienna, Vienna, Vienna, però lo ricordava Jacqu fa, Vienna, ve lo dico perché sennò qua ci prendiamo in giro, riceve ogni anno dallo Stato Federale, quindi politicheali federali 250 milioni di euro. Poi Vienna come città ce ne mette altrettanti solo per le politiche abitative, per fare case sociali, case pubbliche per il ceto medio e in questo modo si garantisce l'inclusività. Non scarichiamo sempre

1:09:02 tutto farlo scarica barile, serve un coordinamento e un impegno forte a tutti i livelli perché altrimenti non se ne esce. Quindi questo tipo di politiche poi si possono fare modelli, esplorare modelli nuovi come già si sta facendo perché ovviamente son d'accordo, non si può risolvere tutto solo con le politiche pubbliche, con le risorse pubbliche, soprattutto in paesi ad alto debito come il nostro e trovare modelli di partnariato, quindi dove il pubblico e il privato cercano di lavorare insieme, però di farlo con un'ottica di massimizzazione dell'impatto sociale. Io lo capisco che il settore privato ha delle esigenze di profitto, però qui stiamo parlando di un bene che ha una valenza sociale, economica, nel senso di

1:09:48 economia pubblica fortissimo, perché ovviamente le città che non riescono più a trattenere, infermieri, poliziotti, poi sono città che non funzionano più. Quindi noi di questo dobbiamo rendercene conto e capire che investimento sociale, anche se non ha un'eredditività sul singolo appartamento, ma ha una lungimiranza per una reddittività di bene comune nel lungo periodo. E qui, secondo me, una de per Milano in modo particolare una parte importante sarebbe riuscire a coinvolgere di più e a dare più spazio e come si dice scalabilità a tutti i progetti che sono portati avanti da terzo settore, no profit, imprenditoria sociale. Ce ne sono ci

1:10:34 sono esempi straordinari, straordinari che molto spesso lavorano in grande solitudine tra mille difficoltà anche burocratiche, amministrative, di risorse e secondo me in quella zona lì in cui noi dobbiamo e possiamo fare delle politiche per sviluppare e far crescere dei modelli alternativi che siano a metrastrada tra una soluzione puramente pubblica ma molto onerosa per le finanze pubbliche e una soluzione di mero mercato che continuerà ovviamente a esistere, ci mancherebbe altro. Poi figuriamoci se una città come Milano non continuerà ad avere il puro mercato per le però noi dobbiamo trovare una soluzione di una

1:11:20 housing accessibile per la classe media e questo secondo me può avvenire solo sviluppando meglio questo settore, questo terzo settore, questo patariato di un privato sociale che pensa prima di tutto all'impatto e ritorno sociale prima ancora del profitto. Grazie. Grazie onorevole Tinaglie. Marcoato sullo stesso tema. >> Sì, io penso che gli 250 milioni di Vienn eh siano una cosa importante, però anche qui fa parte delle scelte politiche. Credo che a negli anni siano arrivati molto più di 250 milioni all'anno quando c'era la GEScal, però poi dopo si è

1:12:06 deciso che i lavoratori non dovevano più con il loro contributo costruirsi le loro case, si è deciso che era meglio fare diversamente e quindi non c'è stata più una fiscalità dedicata all'edilizia, diciamo, sociale. È stata una scelta politica, così come una scelta politica dire al privato sociale non fai più il 40% di edilizia convenzionata, fai il 10%, sono scelte politiche tutte assolutamente legittime, scelte politiche. Se tu a Milano hai il 40% di edilizia convenzionata, riesci a dare parte delle risposte a prescindere dai Airbnb. Se invece tu fai il 10% di edilizia convenzionata, non dai quelle risposte e quindi anche Airbnb diventa un problema. E questo è sono le cose quando io prima dicevo che bisogna

1:12:53 capire per chi fai le cose è proprio questo. Io credo che oggi si parla tanto di un piano casa di cui siamo tutti in spasmodica attesa. Faccio una battuta al mio amico ministro Salvini, voglio dire, siamo tutti in spasmonicaesa di questo piano casa, ma credo che piano casa debbia spiegarci questa cosa, ci debba spiegare esattamente quant'è, secondo noi, la variabile di edilizia convenzionata, di può piacere il termine convenzionata, mettiamola abbordabile, come ha detto giustamente prima Lu Albano, possiamo chiamarla sociale se la vogliamo indirizzare più verso l'ERP,

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