0:00 Il pensiero è una rappresentazione che tu fai della realtà in uno specifico momento basato su gli elementi che tu hai e anche sul tuo stato d'animo e quindi, per esempio, in questo specifico momento può essere d'aiuto per prendere distanza da certe cose che magari appunto finiscono per generare sofferenza, perché questo, come ti dicevo, l'ho visto anch'io. >> Ci sono persone che stanno veramente male in questo momento >> per dei fatti che obiettivamente non non li riguardano. E tutto qu >> già già per una dichiarazione del genere tu puoi essere linciata. >> Sì, lo so, lo so, lo so, lo so. E infatti ho avuto molte difficoltà anche proprio a stare vicina a certe persone in questo momento proprio per questo motivo qua, perché sembra quasi moralmente sbagliato dirgli stai nel
0:46 ora, stai tranquillo, va tutto bene. È quasi non e va anche oltre quello che stiamo dicendo noi, no? diventa una questione morale, non farlo. >> Ah, certo. Ok, certo. >> Come non piangere un funerale, che persona sei? >> Sì, >> reggere. Adesso tutta un'impostazione pedagogica per cui tu col bambino devi ragionare, parlare eccetera e lui deve capire da solo, ma molto presto quando ancora il suo cervello non è proprio pronto per farlo, che questa cosa è profondamente sbagliata. È come cercare di ragionare con un talebano, cioè nel senso, come fai a ragionare con un bambino di 6 anni che vuole È >> possibile m >> eh ed è diffuso in tutti gli ambiti, nell'ambito medico, tantissimo, nell'ambito psicologico, nell'ambito nutrizionale, nell'ambito
1:32 spirituale, tantissimo. Ehm, il fatto che tu abbia bisogno sempre di ricorrere a un'autorità, a un esperto esterno, come se tu non avessi gli strumenti per sapere cosa è giusto e te lo deve dire qualcun altro. >> È una tecnocrazia in pratica. >> Sì. E sicuramente è sostenuto questo atteggiamento perché fa molto comodo, perché rende le persone molto più malleabili e vulnerabili. [Applauso] [Musica] Irene, grazie per essere tornata. >> Grazie a te. >> No, grazie a te, un piacere. Ti amano tutti dopo la tua intervista. Un sacco
2:18 di gente mi ha scritto e siamo di nuovo qui per parlare di altre cose fantastiche. >> Pronti? Allora, oggi vorrei parlare con te di non so come definirlo, ma marketing della disperazione. >> Sì, mi sembra perfetto. >> Dici che può andare. Effettivamente c'è una maslada di disperati là fuori e qualcuno lo deve aver notato e quindi ha avuto lo stesso pensiero che ammetto di aver fatto anche io in passato. Ho detto ma se sono tutti così rincoglioniti, così scemi e così disperati, sarà facilissimo vendergli un sacco di roba. Poi io ho desistito, altri no. >> Hai una coscienza? >> Sì, non so se è per lei che o per la
3:04 pigrizia o per le velleità di fare qualcosa di più. Eh, però >> per l'autostimo, >> eh. Anche Sì, sì. Altri no. Quindi io mi sveglio al mattino e apro Instagram come fanno tanti. Tu lo fai? >> No, appena svegliano. No, >> no, no. >> Tu non hai tutto quel lenzuolo di messaggi di gente che ti dice >> "No, per fortuna no". >> E però a parte gli insulti, la gente che mi ince, "Ah, vai, vai, vai te". e quelli che muori. C'è anche queste pubblicità spesso, no, di gente che dici "Ma questo sembra una statua greca, palestrati sembrano perfetti". No, dice che ti dicono "Ah, io bevo il mio intruglio con Certo.
3:51 >> Che non è più come una volta tipo lo zabaglione con lo zucchero della nonna". Sono o bibite strane oppure integratori. E spesso mi sono accorto che questi sono non gli ultimi scappati di casa, ma sono dei professionisti. Spondi una porta aperta perché vabbè nel mio ambito poi c'è pieno e sono tutti professionisti. >> E ma che cosa sta succedendo? M beh, probabilmente c'è poco lavoro, quindi c'è bisogno di crearsi un pubblico e un mercato. Quello lo posso dire, per esempio, per il mio settore sicuramente è così. >> Ok? E dall'altra parte, come dicevi tu, c'è un pubblico di disperati, se li
4:37 vogliamo chiamare così, o comunque di persone che sono disperatamente alla ricerca di indicazione, di guida, e per cui le due cose si uniscono perfettamente. >> Ma esattamente qual è? Cioè, dov'è che si è inceppato il meccanismo? Cioè, nel senso di cosa hanno bisogno questi disperati >> dell'integratore, del fatto che qualcuno ti dica svegliati alle 4:00 del mattino, vai a dormire appena il sole cala. Cazzo. Ok, allora non lo so. Io non non lo so. La biologia avrà sarà si sarà sviluppata con l'uomo che viveva allo stato brado. Ok, però mi sembra che funzioni abbastanza bene avere un affare bianco che tu lo schiacci accende la luce. Nel senso, non mi ha creato mai questi grossi problemi, quantomeno non me ne
5:24 sono accorto. Però è come se ti ti poi te lo mettono questo questo pensiero, te lo installano dentro, funziona? Ovviamente c me l'hanno installato anche a me, quindi ogni tanto mi chiedo ma forse sto vivendo in maniera innaturale, quindi ecco perché ogni tanto non so stanco, cose eccetera, perché sto dovrei vivere come se fossi allo stato brado, no? Cioè, ti mettono in testa l'idea che comunque quello che fai qualche se una cosa normale sia sbagliata >> e ti devi depurare in qualche modo perché allora dici "Ok, no, ma allora prendo la melatonina" o qualsiasi cosa sia. >> Allora, sfatiamo intanto il mito dell'alzarsi presto. Possiamo farlo? >> Ok. Sì, grazie. >> Eh, le neuroscienze adesso ci dicono che in realtà ci sono proprio due categorie
6:10 di persone. >> Ah, >> ci sono come se fossero settati su due fusorari diversi. M >> sono quelli che hanno bisogno di andare a dormire tardi, si svegliano tardi perché funzionano bene in determinate ore e viceversa ci sono persone che hanno bisogno di addormentarsi molto presto. Non è vero che vale per tutti la stessa cosa, ma questo in generale è impossibile che valga per tutti la stessa cosa. Quindi se partiamo da lì la maggior parte delle pagine Instagram, la maggior parte dei guru Sì, >> sì, >> quello sì. Poi mh per quanto riguarda il bisogno di indicazione, sentirsi sbagliati, ehm allora penso che sia molto complessa la cosa. Quello che ho notato e che ha anche molto a che fare con il salutismo
6:56 di cui parlavamo eccetera, no? Eh, diciamo che vabbè, per creare una società, una civiltà, no, abbiamo bisogno di stare all'interno di un recinto e non sconfinare mai con certi comportamenti, diciamo, quelli relativi all'istinto di morte e quelli anche relativi all'istinto di vita. Eh, ci sono divieti rispetto a non fare del male, ci sono molti divieti anche dal punto di vista sessuale, per esempio, no? Quindi abbiamo bisogno di starci dentro. Ehm, lo vedi per esempio anche con l'educazione dei bambini. Eh, hai bisogno di tantissimi anni per educare un piccolo essere umano a quali sono i comportamenti accettabili e quali no. Ehm, si è sempre dato per scontato e
7:43 si è sempre accettato che però la la natura dell'essere umano è quella di avere certi istinti. Mh >> non ovviamente poi si sono create le religioni anche per colpevolizzare questi istinti e contribuiscono a mantenere la società regolata. Però quello che ho notato, per esempio, ultimamente è la colpevolizzazione estrema dell'istinto. Ehm, tu non c'è più neanche tanto spazio, per esempio, come per esempio un tempo c'erano tutta una serie di ambiti in cui era possibile dare sfogo, tra virgolette, o comunque lasciare spazio anche altri aspetti che normalmente dovevano essere regolati, banalmente le guerre, lo sport per tutta la parte violenta, la caccia che è
8:29 comunque rimasta, eh dall'altra parte ci sono le feste, eh le discoteche, tutta una serie di ambiti in in cui è possibile comunque in maniera regolata vivere anche quegli aspetti. Adesso stiamo cercando un po' di togliere sempre più spazio e ehm farti quasi sentire in colpa nel momento in cui tu provi semplicemente un istinto che fa parte della tua della tua natura e in modo da autocensurarti. E me ne sono accorta tantissimo per come è cambiato anche il modello educativo, appunto, dei bambini. Eh, se prima si dava per scontato che un bambino avesse certi atteggiamenti e si dovessero correggere, adesso è tutta un'impostazione pedagogica per cui tu
9:15 col bambino devi ragionare, parlare, eccetera e lui deve capire da solo, ma molto presto, quando ancora il suo cervello non è proprio pronto per farlo, che questa cosa è profondamente sbagliata. come cercare di ragionare con un talebano, cioè nel senso come fai a ragionare con un bambino di 6 anni che vuole il diavolo della Tasmania. il suo cervello non è fatto ancora per poter gestire certe cose. Ci ci vogliono tantissimi anni, addirittura stanno dicendo che fino ai 25 anni adesso il soprattutto la corteccia prefrontale, che è quella che ha questo compito, non è perfettamente sviluppata, per esempio, figura di te. Eh >> eh invece adesso si pretende che magari già il bambino eh da solo abbia queste queste capacità. È impossibile, ma la stessa cosa vedo che sta avvenendo su
10:01 una scala un pochettino più più ampia. E cioè anche con noi inizia a succedere Sì, effettivamente è così, ma è quello di cui accennavamo l'altra volta, cioè gli spazi sono sempre più ridotti, però poi arrivano questi che adesso io non voglio usare questo termine perché mi ha mi ha rotto i coglioni. Tutti li chi i guru, i fuffa guru, tutti questi termini qua che ok, va bene, abbiamo capito di che cosa stiamo parlando che in questo in questa, diciamo, evidentemente sfruttando probabilmente una insoddisfazione di fondo che deriva da un combinato di cose, tra cui c'è anche questa, ma secondo me ce ne sono anche
10:46 altre. Cioè, adesso io parlo dell'Italia perché effettivamente da questo punto di vista non so come stiano combinati gli altri paesi, magari non molto diversamente, però in Italia diciamo sicuramente c'è anche tutta una questione di frustrazione dovuta al fatto che quasi tutti lavorano di merda. Cioè la maggior parte della gente che ha la giornata occupata per la maggior parte del tempo dal lavoro lavora di merda, nel senso che fa un lavoro del cazzo che odia, probabilmente malpagato, con rapporti con i colleghi e i suoi superiori che sono probabilmente da ospedale psichiatrico. >> Siamo una grande famiglia. >> Sì, certo, certo. L'importante è andare a fare il com'è che lo chiamano quando fanno quelle cose là disperati una volta?
11:31 Sì, a giocare a softil che tu vorresti veramente sparargli con una mitragliatrice, quindi ti portano. Però quello è ancora ancora intelligente da fare. >> Sì, le cose tortrucci sono tipo quelle del cadi e noi ti prendiamo. >> Oh, sì. Oppure trova qualcosa di bello da dire a ognuno dei tuoi colleghi. >> Sì. E volessi sparare in faccia. Eh, quindi però un'esistenza del genere poi è ovvio che ti dice, cioè nel senso che il cervello alla fine ti vuole fare uscire da questa cosa, quindi probabilmente ti si creano anche dei problemi anche reali, magari fisici e tu vuoi il magnesio, ok? La pastiglia di quello. Adesso non ce l'ho col magnesio, lo prendo anch'io, ok? Perché vabbè, che cazzo ve ne frega del perché, però eh il
12:17 problema è che quando ti ti vendono una soluzione così e come se fosse quella di Donai cimiento, se ti ricordi, a me c'è sempre qualcosa che stona, no? E e mi chiedo primo, mi chiedo se non siano più disperati quelli che queste cose le vendono rispetto a quelli che le comprano. È un pensiero che ho anche io perché, come dicevamo anche prima, eh se tu hai bisogno di ricorrere a certi mezzi per affermarti nel tuo lavoro, nella vita, >> probabilmente perché sai di non averne altri o credi di non averne altri e comunque di fondo c'è una disperazione, se vuoi chiamarla così, anche in questo senso, per esempio, nel mio ambito io e
13:03 una mia collega li chiamavamo generatori d'angoscia, >> eh >> gli psicologi sui social, se fai queste cinque cose, hai questo problema, che angoscia, oppure se non fai così non avrai mai una vita lunga e felice. No, il messaggio è sempre un po' quello. >> Sì, sì, sì, sì, sì. >> Però mi chiedo, perché hai bisogno di arrivare a fare questo? Perché non stai bene nel tuo studio e non vedi i tuoi pazienti e non lavori con loro? Quindi forse il primo problema c'è la persona che promuove queste cose. Sì, poi mi rendo conto che probabilmente [Musica] può anche essere in molti casi una fonte di guadagno non indifferente, cioè per quanto uno da professionista possa guadagnare bene,
13:49 quando tu vendi anche una cazzata a centinaia di migliaia di persone, >> videocorso, superare l'ansia, 199. >> Eh, eh, esatto, queste cose qui. Sì, sì. o il libro. Il libro poi la cosa che va per la maggiore, no? Di solito lo step crei il pubblico, quando hai un minimo di pubblico, fai un libro, vendi il libro, poi puoi fare i corsi, puoi fare queste cose. Il libro è la cosa che trovo io, io trovo più truce di tutte. >> E il libro come contenitore di una soluzione. Sì, >> sì, il libro in generale, perché eh abbiamo riempito di merda queste pagine di questi poveri alberi che che sterminiamo per scriverci sopra. stronzate. Ok. Quando una volta dici "Ho scritto un libro era un capoccione", no?
14:35 Dice "Adesso, onestamente eh diventa difficile, no? Nel senso che veramente è un metodo di di affermazione perché poi il libro ti consente di essere intervistato da altri, di fare network marketing, andrebbero bruciati tutti". Cioè, no, non in libri intendo. No, no. Eh, >> è un si si costruisce un ecosistema veramente dove si sostengono tutti quanti a vicenda e tutti insieme riescono a mungere la stessa vacca che poi alla fine non penso neanche gli risolvano i problemi. >> Eh, che un libro ti risolva i problemi è difficile, cioè magari sarebbe bellissimo. >> Non c'è riuscita la Bibbia, figurati te. Esatto. >> Eh eh e quindi io quando li vedo non so che cosa pensare, onestamente. Ma è
15:22 tutto lecito, cioè si può fare qualsiasi cosa. >> Allora, m vabbè ci sono dei reati anche, no, per questo. Poi dal punto di vista, per esempio, della deontologia professionale, eh noi avremo dei limiti in questo senso, sia per quanto riguarda il marketing, sia per quanto riguarda eh proprio l'approfittare della propria posizione per avere del guadagno. >> Mh >> è per questo che molte situazioni sono effettivamente al limite. È anche vero che, purtroppo, per esempio, nel mio campo specifico abbiamo degli ordini regionali e che si comportano anche molto diversamente uno dall'altro e quindi si fa fatica anche poi dal momento in cui si presenta un problema al momento in cui si cerca una
16:08 linea comune, possono passare anche degli anni. Mhm. >> E in questo lasso di tempo fa in tempo a fare tantissimi soldi, per esempio. Tra l'altro la cosa che ho notato è ultimamente che ci sono anche i i medici, ci sono messi anche i medici adesso e avevamo già avuto, diciamo, il l'ondata, cioè non manca più nessuno ormai, cioè solo non si vedono i due leocorni, nel senso che abbiamo eh quelli che fanno le pompe funebre, le onoranze funebili, già fa checked, ci sono eh quelle le cose più Una volta c'era un tizio che faceva un podcast per gli addetti agli ascensori per sistemare gli ascensori è una cosa fantastica. I medici sono arrivati, non manca più nessuno. Allora, ti chiedo, secondo te,
16:56 al di là dell'aspetto, diciamo, del guadagno, che certamente è un traino, ma c'è anche una, cioè tu comunque sei immerso in queste cose qui, no? tua, c'è YouTube, Instagram, eccetera, tutti ti parlano delle dei loro cazzi, delle loro cose, di quello che sanno fare con questi microfoni belli che tu senti la voce bene, queste immagini luminose. Va bene, siamo qua anche noi. Ok. Eh, non c'è una sorta di meccanismo che ti fa dire "Ok, però lo voglio fare anche io perché sennò va bene che ho lo studio, ma avere lo studio è una cosa del secolo scorso, cioè se non sono anche lì è come scrivere un libro, lo era 50 anni fa, era scrivo un libro, ho, diciamo, coronato, ho messo la ciliegina
17:42 sulla torta della mia carriera professionale, adesso ho una pagina Instagram con 300.000 followers è la stessa cosa e quindi ti porta a farlo perché comunque gli altri lo fanno e effettivamente tu poi sei affermato anche per quello perché poi la gente ti ferma per strada, cose eccetera. C'è anche questo secondo te? Allora, di fondo c'è un problema grosso per quanto riguarda questo tipo di professioni, mchito di servizio, perché di fatto è così, eh, o le fai per il potere che ti dà la tua posizione. >> Mh. >> E questo lo trovo abbastanza pericoloso e in questo senso, in questo momento storico in cui tutti hanno accesso a una visibilità, tu vedi
18:29 subito chi è lì. mh per il suo ego o per il potere o per il prestigio e chi è lì perché si è messo veramente a disposizione. Ho dei colleghi bravissimi, anche medici che fanno tantissime ore di studio e che fanno ricerca magari e che non hanno tempo di stare sui social. è quello che io penso sempre quando vedo un professionista onl vuol dire che ha tanto tempo libero perché ci vuole tempo per fare queste cose. >> Sì. >> Quindi vuol dire che o non ha abbastanza pazienti o non dedica poi abbastanza tempo allo studio, alla ricerca, per esempio. Quindi già questo mi fa allarmare abbastanza. >> Mh. Eh sì, questo è sicuramente così.
19:14 Poi magari puoi decidere a un certo punto della tua carriera di lasciare la parte clinica, per esempio, e dedicarti alla divulgazione, magari alla ricerca e alla divulgazione, senò cosa divulghi? >> Ok? >> Eh, però non è una cosa alla portata di tutti. Devi essere una mente che ha avuto un percorso talmente interessante da meritare poi di essere lì a parlare di qualcosa. Adesso non funziona così, >> no? E la colpa il colpevole io so chi è. Si chiama Marco Montemagno. Perché lui diceva, tu faceva proprio questo esempio. Tra l'altro tu sei uno studente di medicina, inizia a raccontare sui social, non devi porti come se tu fossi quello che sai, spiega, ma racconti il tuo percorso e ti fai un
20:00 pubblico così. Secondo me questa roba è devastante. >> A noi piace sentirci raccontare delle storie, quindi funziona molto bene come narrazione, no? ti racconto il mio percorso, ti tengo agganciato a me come persona. >> M >> eh per esempio nel mio lavoro eh tu come persona non dovresti contare, anzi dovresti proprio sparire dietro la scrivania o dietro la poltrona addirittura, >> eh perché quello che tu sei non dovrebbe contare più niente, no, con il paziente. Quindi è esattamente l'opposto. >> Anche mh secondo me esporsi molto anche a livello personale. va ad inficiare un pochettino poi la relazione terapeutica che tu hai con le persone. Ovviamente questo è il mio parere, però io tenderei
20:47 a non farlo, per esempio, >> no? Ma questo è interessante perché io anni fa avevo sentito dire che c'erano psicanalisti molto bravi e affermati che praticamente una delle loro prime caratteristiche e cose ricercate era di non essere di non esistere praticamente, di non essere riconoscibili, di non essere di non sapere dove si trovavano come se loro fossero di un altro mondo, no? Ma è una cosa reale, cioè nel senso quanto è necessaria questa cosa qui? È una cosa di altri tempi? Dipende un po' anche dal tipo di approccio che tu segui. Ci sono approcci, per esempio la l'analisi
21:33 classica in cui il terapeuta ha proprio questo ruolo qua. Eh deve essere come uno schermo bianco in cui tu paziente puoi proiettare tutti i tuoi vissuti, può il terapeuta poi va a assumere vari ruoli >> che servono in quel momento lì per procedere con la terapia. ci sono approcci più moderni in cui questo è meno meno necessario, ma comunque in un certo qual modo è sempre necessario perché in quel momento lì non è importante qualsiasi dettaglio caratteristica che io aggiungo eh limita la relazione che io posso avere con quella persona. >> M >> perché magari una persona che sta male perché non può avere figli e io ho figli, come facciamo a relazionarci?
22:19 anche solo questo, banalmente è difficile, diventa un gradino, diventa qualcosa da gestire, quindi meno io faccio vedere della mia vita privata e meglio è. La sospensione del giudizio è fondamentale nella relazione terapeutica. Quindi quello che io penso in generale, anche non so, banalmente le idee politiche eccetera, in quel momento lì deve rimanere proprio fuori dalla porta. Ma ovviamente se la persona sa perché io ho esposto molto del mio pensiero, eh potrebbe sentirsi anche inibita a parlare con me di certe cose. >> Ma infatti è questo che io mi chiedo, no? Cioè se io dovessi decidere di andare da uno di questi adesso parliamo degli psicologi, vale particolare per il
23:04 discorso che stiamo facendo, ma vale un po' per tanti altri mestieri. Eh da uno da di questi, no? per parlargli dei miei problemi. Io ho già visto tutti i suoi video su YouTube, cioè ho visto tutti i suoi contenuti su Instagram, so già cosa come mi risponderà ad alcune cose che io gli posso dire perché l'ha già detto pubblicamente più volte, cioè diventa anche difficile poi parlarci con questa gente in effetti. Allora, m in realtà il cuore del vabbè il mio lavoro in particolare è la relazione con la persona, quindi non è tanto il contenuto, non è tanto l'informazione, ok? >> Ma tutto passa attraverso la relazione che si instaura. Per quello eh
23:50 davo molta importanza a questo aspetto qua relazionale perché di fatto è proprio alla base del nostro lavoro. Poi ognuno in base alle varie scuole gestisce la relazione in modo diverso magari e anche in base al tema che bisogna affrontare, però non è tanto in teoria e anche per quello che di cui non ha tanto senso stare online perché lo psicologo non è quello che ti dice le cose, ti spiega le cose o ti dice cosa fare, >> perché quello è un livello di elaborazione che però in realtà non ti serve. Cioè tu sai benissimo che, non lo so, se fai una certa cosa non va bene o ti fa male o andrà male. >> Ok? Ma la fai lo stesso. È proprio lì il problema. Esatto. Ok. >> Quindi avere tutte queste informazioni in realtà non è neanche utile. >> Mh. >> Eh, vabbè, non ti chiederò perché tutti
24:36 facciamo cazzate pur sapendo di stare facendo, perché va bene, >> ma perché fa parte della nostra natura, cioè è giusto anche così. È proprio quel pezzo che dicevamo prima. >> Ok. Ok. >> Cioè diamo per scontato che faremo sempre cazzate. >> Sì. Eh, quindi però e dici fino a un certo punto va bene, poi quando la cosa diventa ingestibile allora c'è un problema. Quando diventa un problema per te, >> ok, >> o un problema per le persone che è intorno, che può essere lo specchietto che ti fa capire che c'è un problema. Eh io personalmente non considero che ci siano delle cose mh problematiche in assoluto in termini assoluti, mentre adesso si ha la tendenza a eh dare delle definizioni molto specifiche di cosa è problematico, cosa no, cosa non va
25:21 fatto, cosa va fatto. è proprio secondo me eh il la grande difficoltà di adesso è proprio quella, che sembra che ci sia un manuale di istruzione su come vivere la vita anche nel quotidiano. Eh, ma in realtà non non è non è così. Cioè, forse la cosa che ci fa molto spavento è proprio quella che il manuale di istruzioni non c'è, che siamo completamente alla cieca e quindi era molto bello quando c'era qualcuno quando eri piccolo che ti diceva cosa fare e tu eri tranquilla. >> Sì, ma scusa, siamo passati da un periodo dove c'erano le guerre mondiali, le trincee, le bombe atomiche, i bombardamenti a tappeto, il rastrellamenti e fucilazioni in mezzo alla strada, le fosse ardeatine e tutto quanto. e nessuno si poneva questi problemi apparentemente, forse perché
26:07 non avevano il tempo, non lo so. Adesso tu hai la PlayStation, l'intelligenza artificiale, l'iPhone, il Instagram, il il letto riscaldato, ok? Eppure il volante della macchina riscaldato, perché sennò ti raffreddi le ditina quando è gennaio. Sì, sì, sì, sì. volendo ce lo puoi avere e oltre al sedile riscaldato anche dalla macchina e e qui e siamo tutti qua che ci diciamo eh ma eh cosa devo fare e ti e cerchi qualcuno, anche l'ultimo degli scemi, che ti dice cosa devi fare, come devivere e ti sembra l'oracolo, anche se è un coglione quel tizio, no? E che cioè non sono nati prima loro, voglio dire
26:52 questo, no? Non è che sono arrivati a un certo punto questi che han detto "Ah, ma sai che c'è? Adesso mi metto a fare contenuti in cui dico alla gente come vivere nelle cose più stupide e banali devono fare così, ti devi svegliare alle 4:00 o tu non sai i benefici dell'alzarsi presto. E gliele spiego. Cioè è nata prima la disperazione della gente comune, quindi la domanda è che cosa cazzo si è interrotto dalle fucilazioni sommarie al volante riscaldato per portarci in questa condizione qua? Allora, il primo aspetto che mi viene in mente è quello della se ne parla spesso, tolleranza alla frustrazione, >> che è qualcosa che va allenato anche attraverso proprio il disagio. Quindi,
27:38 paradossalmente, in un'epoca in cui abbiamo allontanato tutto il disagio possibile, siamo diventati fragilissimi rispetto a qualsiasi tipo di inconveniente, frustrazione o anche del dolore sia fisico sia quello emotivo. per cui corriamo a cercare aiuto in situazioni che magari fino a un po' di tempo fa non cioè potevi sbrigartela tranquillamente da solo. c'è un aspetto positivo perché chiaramente eh in alcune situazioni c'è un pochino più di attenzione, di cura verso la persona e hai più possibilità magari di essere aiutato, >> però diciamo che nel guardando la massa eh no iniziamo a problematizzare cose che non sono reali problemi o a cercare aiuto per appunto venir fuori da
28:24 qualsiasi tipo di situazione. Dall'altra parte m secondo me c'è un pericolo che è quello di convincerti che tu non sai cosa è meglio per te. Mh. >> Eh, ed è diffuso in tutti gli ambiti, nell'ambito medico, tantissimo, nell'ambito psicologico, nell'ambito nutrizionale, nell'ambito spirituale, tantissimo. Ehm, il fatto che tu abbia bisogno sempre di ricorrere a un'autorità, a un esperto esterno, eh, come se tu non avessi gli strumenti per sapere cosa è giusto e te lo deve dire qualcun altro. >> È una tecnocrazia, in pratica. >> Sì. E sicuramente è sostenuto questo atteggiamento perché fa molto comodo, perché rende le persone molto più
29:09 malleabili e vulnerabili. >> Sì, io continuo a pensare che è una cosa che si sono trovati pronti, cioè nessuno l'ha progettata a monte, ha detto "Adesso li rendiamo tutti schiavi facendoli sentire cretini". È perché era oggettivamente George Orwell che sta sempre qua con me perché mi ricorda dove cazzo stiamo andando. In realtà non cioè non se lo sarebbe immaginato neanche lui in uno scenario dove è la è il discorso della schiavitù volontaria, no, della servitù volontaria e e ha funzionato perfettamente e nessun tiranno del 900 avrebbe mai immaginato uno scenario così fantastico dal suo punto di vista. semplice, perché tu
29:55 praticamente e questo vale nelle questioni che tu hai detto, quindi nel nella salute, eh medicina, psicologia, eccetera, vale anche per tutto il resto, perché la domanda più ricorrente è tu che titoli hai per dire questo? Qua dici "Ma guarda, cioè nel senso cioè è lì, vedi? Eh, dobbiamo solo contare. Una volta ho tirato fuori un dato, è un esempio del cazzo, però ho tirato fuori un dato che era il GDP, il PIL degli Stati Uniti di un certo anno. Fonte. E tu che titoli? Ma cazzo, ma cioè nel senso è un dato pubblico, chiunque se lo può andare a cercare. No, non puoi dirlo tu, oppure chi l'ha detto? Chi l'ha detto? Cazzo,
30:41 vabbè. ehm diventa ma questo in realtà secondo me riflette un atteggiamento generale che tocca qualsiasi cosa, cioè me lo deve dire l'autorità, come se ci fosse sempre un'autorità per tutto. Ora, quando l'autorità c'era che ti diceva "Da quest'ora a quest'ora non esci di casa", sembrava il male assoluto, no? Abbiamo dovuto abbatterli con la violenza. Quando siamo riusciti a fare questo, sembra che ne abbiamo bisogno in realtà, perché anzi ad un livello molto più profondo, addirittura ti devono dire eh che cazzo devi mangiare, quante volte al giorno devi mangiare e e cosa devi pensare pure e e lo stiamo cercando attivamente, anche se poi, diciamo, non è ancora uniforme al
31:28 100% su tutte le fasce della popolazione, ma secondo me su quelle più giovani sì, è proprio e cioè si è ribaltato anche questo, no? Eh, generalmente tu avevi le generazioni, le ultime, che erano quelle più ribelli, che non stavano tanto alle regole. Diciamo che ultimamente, intendo dire, negli ultimi decenni e secoli l'abbiamo vista così. Adesso il contrario. Tu hai i boomer che sono i ribelli. Eh sì, è la generazione Z che ti dice "No, ma l'esperto, il il virologo, il l'economista e che è peggio del virologo, tra l'altro e eccetera, ha detto così: "È così,
32:14 è è spaventoso." >> Gli ultimi grandi ribelli sono i boomer. >> Sì, è così. Adesso li guarderò con altri occhi. >> Sì, ma è così, è la verità. Sono gli unici rimasti gli unici a dirti "No, non mi va bene questo". >> Ah, vabbè. C'è tutto il tema del m tenere il sapere all'interno di una cerchia, di una ristretta cerchia che ovviamente dà un grandissimo potere e questa cosa c'è sempre stata. Eh, penso che il rischio sia sempre nel momento in cui eh tu dici a una persona questo non lo puoi capire perché non sei un esperto >> e finisca per alla lunga poi far perdere credibilità alla categoria perché poi le persone iniziano a dire a metterti in
33:00 discussione a metterti in discussione come autorità e dire "No, ce la posso fare da solo adesso, questi dati me li leggo da solo, queste analisi del sangue me le leggo da solo, non ho bisogno di te per reagire, no, a questo tipo di potere. e finiscono per perderlo completamente e poi devono riprenderselo un po' con la forza come vediamo che sta succedendo. È sempre stato così, però a me sembra di nuovo che il boomer ti dice "Vaffanculo le analisi del sangue manco le faccio più". Ok? Oppure davvero me le leggo da solo o con l'aiuto di chissà quale, diciamo, personaggio del dell'internet generalmente, mentre più vai appunto nel nel nelle fasce più giovani, più ti dice "No, la scienza dice così"
33:46 che è diventata uno scientismo, non è nulla di scientifico, è una cosa diversa, è una un sottoprodotto religioso. >> Sì, anche perché la scienza non dice niente. >> No, tra l'altro nessuno l'ha mai sentita parlare. >> No, esatto. >> Esatto. Sì. Ehm, ed è anche ci sono delle delle questioni su cui c'è accordo, ma come dici tu non si va per alzata di mano. Eh, una volta era così, poi ho scoperto, grazie anche a dei professori universitari su internet che in realtà, insomma, l'alzata di mano nella scienza è quella che decide e degli scienziati, eh, cioè non professori di economia, torno a dire, che si gli si perdona tutto, perché se se uno fa l'economista, mi sento di dire
34:33 che è già stato disgraziato abbastanza da non meritarsi un ulteriore fardello da parte mia, però se fai lo scienziato e io ti ascolto e tu mi dici "Ma che il consenso scientifico è una cosa fondamentale nella scienza, a me mi si rizzano i peing." >> Gli scienziati sono persone e le università sono posti dove c'è molta lotta per il potere, dove girano tanti soldi, quindi non bisogna mai dimenticarsi questo quando parliamo della scienza. E adesso va tantissimo, per esempio, uno studio dice che >> Ah, certo. Sì, sì. >> E questo va a posto. Puoi dire qualsiasi cosa se inizi una frase così. E c'è effettivamente sicuramente uno studio che dice quello, ma bisogna vedere chi
35:19 l'ha fatto, quando l'ha fatto, >> chi l'ha pubblicato, >> come perché io all'università ho fatto esami sulla metodologia della ricerca, per esempio, e ho scoperto >> che uno studio non vale l'altro. Eh, una cosa a cui effettivamente non pensi, eh soprattutto magari quando sei piccolo poi ci potresti arrivare lo stesso, però che non è sufficiente che uno studio ci sia o che sia stato pubblicato per renderlo un fatto, una verità scientifica. M sì, anche perché tu sei in un sistema fatto di vabbè riviste predatorie che pubblicano qualsiasi cosa, necessità da parte di accademici, professori, eccetera, di pubblicare l'infinito mondo ogni anno, perché ormai se tu non pubblichi 4- c
36:04 studi all'anno, chi cazzo sei? Se non hai pubblicato cinque articoli, devi poi f ci sono tutti il ranking eccetera. Ehm e oltretutto anche le riviste, tra virgolette prestigiose abbiamo scoperto, almeno io ho scoperto negli anni del Covid d'oro, negli anni d'oro del Covid, che pubblicavano studi Sì. sottoposti a Pir Review come se fossi Dio, no? Poi scopri che sì, effettivamente lo studio è stato dichiarato solido da chi l'ha rivisionato perché i conti tornavano, insomma, era tutto coerente, consistente come richiesto, però poi i dati utilizzati erano falsi e sono stati generati e venduti da un'azienda e giustamente chi fa la revisione non può
36:52 andare a rifare l'esperimento chiedendo ad ognuno ti hanno prelevato un campione di sangue quel giorno, davvero era questo il risultato? prende i dati e verifica che il discorso logico, i conti fatti tornino, ma se poi quei dati sono falsi, tutto quanto non vale un cazzo, come abbiamo scoperto essere successo, tra l'altro. E tu invece quella roba lì la usi per dirmi lo studio ha detto che è così. se non addirittura quando si prendono articoli scientifici che fanno delle ipotesi ne vengono spacciate come se fossero la realtà e se non pure che su queste ipotesi poi magari si costruisce una realtà talmente solida socialmente per cui YouTube ti dice se neghi questa realtà il tuo video viene rimosso?
37:38 Cioè, beh, adesso siamo su YouTube, quindi lo dico per qua, però eh cioè è un mondo finto quello che abbiamo costruito come un un modellino di mondo che però è alternativo a quello reale. >> Allora, esiste una scienza ideale con degli ottimi principi e poi c'è la scienza applicata che ovviamente risente di tutto quello di cui stai parlando. Ci sono due aspetti che ehm minano un po' la solidità di uno studio. Per esempio, c'è eh come sono stati raccolti i dati e poi c'è come sono eh interpretati ed elaborati, perché eh quando studiavo statistica il professore ci ha detto potete dimostrare quello che volete, questo è il contrario di questo con lo stesso studio che fate perché dipende poi quei dati che sono usciti,
38:25 come li riarrangi per poi presentarli. E quindi sapendo queste cose eh io io so che quando mi parlano di uno studio eh non è una verità, però il pubblico non lo sa e secondo me il problema grande è questo ed è molto difficile fare un'educazione in questo senso, anche perché chi dovrebbe farla invece tendenzialmente fa l'avvolto e usa invece questa modalità comunicativa per appunto accaparrarsi pazienti o follower, qualsiasi cosa sia. Ah, sì, costantemente. Questa è probabilmente la cosa più fa più che fa più, diciamo, proselitismo perché comunque tu da vendi certezze, quindi quello funziona sempre. >> Perché se io apro una pagina Instagram in cui spiego come interpretare uno
39:10 studio scientifico, non >> mentre se apro una pagina in cui spiego cos'è l'ansia e come fartela passare in cinque mosse, funziona benissimo. >> Ah, sì, sì, sì. Se poi ti dico che lo studio X ha detto questo e quindi si sa che se tu mangi un arancio alle 8:13 del mattino tutte le mattine il venerdì e così vivrai in media 5 anni di più diventa verità e poi la gente dopo un po' non si chiede neanche più da dove arriva. Cioè ci sono un sacco di cose che facciamo che non sappiamo da dove arrivino, in realtà non hanno alcun senso. Ma domanda per te, intelligenza artificiale >> ne so pochissimo. >> No, lo so. Però sai come funziona, no? Cioè, tu hai questo programma con cui chatti.
39:56 Un sacco di gente la usa come terapeuta, come psicoterapeuta. Addirittura tu so che hai provato quella con la voce viva, no? Sua dente. >> Sì, suaadente voce viva. Tra l'altro l'ho provata anch'io quella specifica, diciamo, applicazione dopo che ne abbiamo parlato l'altro giorno. Fa paura. Allora, non l'ho provata io direttamente, eh, però il mio compagno la stava usando per farsi aiutare a installare una scheda video. >> Ah, sì, per questo la stavo usando. >> Vergogna, tra l'altro, no? il coraggio di dirlo, però è stato ancora più inquietante come siamo finiti poi, dove siamo finiti perché >> la voce cercava un'interazione sul piano umano, >> quindi oltre a darti informazioni
40:41 cercava di creare una relazione in un modo goffissimo e tra l'altro con un italiano molto scadente, a volte proprio sbagliato, ma >> è come un immigrato autistico, quindi in pratica si sta comportando, >> potrebbe essere una buona definizione. >> Ok. E a un certo punto, eh, non mi ricordo perché l'abbiamo provocata parlandogli dell'alcol e del chiedendogli se bevesse, >> ok? >> E ha risposto: "Giuro, no, ma se vuoi ti faccio compagnia mentre svuoti il frigo". Questa è stata la risposta. Quindi, al di là della mancanza di contesto che non ha capito il contesto, però è in grado di dirti queste cose qui. E io lì mi sono spaventata, detto, "Chiudi quella robaccia". >> È roba del demonio. Eh, >> sì. Quindi ho immaginato quante persone
41:28 >> Ok, >> si facciano fare compagnamento, si votano il frigo. >> Sì, sì, sì, ma più di quelle che immagini sono attorno a noi, eh. Ma non solo quello, cioè venne usata proprio come psicologo e poi soprattutto nell'utilizzo del cosa devo fare in questo caso, cosa devo fare in quell'altro caso, come devo comportarmi qui. E secondo me prima o dopo non io non penso che le macchine si ribelleranno. Io penso che qualcuno metterà nella macchina quel l'ingrediente giusto, no? Una volta tu dovevi avvelenare d'acquedotto. Oh sì, >> per sterminare una città intera. Adesso secondo me tu basta che avveleni Chat GPT di turno e tu magari anche subdolamente inizi ad
42:15 instillare qualche meccanismo mentale, qualche idea sottostante che poi ha effetti devastanti. È guerra psicologica si è sempre fatta. Ma allora, tendenzialmente adesso la richiesta anche agli psicologi in carne ossa è proprio quella uno, appunto, di farsi dire che cosa fare e due anche di farsi un po' confermare in quello che si è, che da una parte è un bisogno giusto, è un bisogno buono. Dall'altra parte ovviamente io vado anche dallo psicologo per farmi dire quello che non voglio sentire e quello che da solo non riesco a vedere. mh >> altrimenti, appunto, magari ci sono delle situazioni in cui c'è bisogno di qualcuno dall'esterno, in generale c'è sempre bisogno di qualcuno dall'esterno, non deve essere uno psicologo per forza, può essere anche una persona normale,
43:02 >> eh, ed è quello che invece l'intelligenza artificiale non fa. l'intelligenza artificiale ti fa da specchio e ti rimanda sempre qualcosa di ehm affine a quello che tu gli stai dicendo. Quindi si possono anche magari m non lo so, si possono strutturare delle intelligenze artificiali che magari invece m cercano di mettere in discussione quello che tu gli stai proponendo, però non credo che ci siano ancora delle cose così sofisticate, quindi tendenzialmente non sarà mai qualcosa di terapeutico una conversazione con l'intelligenza artificiale, ehm oltre che eh farti chiudere ancora di più in te stesso. Perché magari hai già difficoltà a
43:48 relazionarti, sennò non ci chiacchiereresti così, non hai magari altre persone con cui relazionarti e se trovi questa piccola nicchia in cui stare sarà ancora più difficile poi venirne fuori. >> Non so. Penso che se tu chiedi a questi sistemi di contraddirti, probabilmente lo faranno, ma secondo me non è tanto quello il problema, è che sono, cioè secondo me sono sono sistemi abbastanza stupidi in realtà e e questo in questo sono eretico, perché tu se vai su internet cerchi chi parla di intelligenza artificiale ti dice che ragiona, che ragiona e che sembra quasi la panacea. per tutti i mali. Io ho visto interviste
44:35 dove avrei voluto uccidermi perché c'è gente che ti dice "Ah, è un documento con vabbè di vari, diciamo, persone intervistate di che fanno vari mestieri e c'è gente che ti dice che un documento dal valore di 20-30.000 000 che prima veniva redatto in magari 20-30 giorni, adesso si bastano poche ore per farlo. Tutti contenti di questa roba qua. Ora io potrei anche essere contento perché sono ci sono quello che deve pagarli quei 20-30.000. So che tra un po' probabilmente verrà 20 o €30. Tu che me lo dici tutto contento e ridi mentre me lo dici, secondo me sei coglione. Cioè, per vari ordini di
45:23 ragioni. La prima è che non ti rendi conto che quella roba lì che stai facendo, evidentemente tra un po' non varrà più un cazzo. La seconda è, cioè per una cosa che riesce a risolvere l'intelligenza artificiale, che non è, a mio avviso, appunto, questa rivoluzione, non è, voglio dire, la rivoluzione industriale. Io, cioè, c'è gente che ti sta pagando questi soldi. Tu sei un graziato di Dio, mi verrebbe da dire, e forse noi stiamo sbagliando qualcosa proprio a livello di società, perché se lo fa Chat GPT, probabilmente potevamo inventarci un modo migliore, più efficiente per farlo anche senza chat GPT. Eh, a mio avviso, ecco, io non
46:09 Allora, quando parliamo di questi sistemi di generazione di testi o di voci che dirsi voglia è la stessa cosa, non ci trovo questo gran valore. Io mi sono stufato di giocarci dopo 3 giorni, credo. Adesso lo uso soltanto per le traduzioni perché effettivamente se tu vuoi cercare delle sfumature di linguaggio, ma anche in inglese o peggio ancora in altre lingue che non conosco per nulla, sono utili perché ti dicono "Ah, ma guarda questa sfumatura, questa parola, questa sfumatura, quest'altra, quest'altra". Sì, puoi usare la frase che hai detto tu, però se E su questo secondo me sono migliori di qualsiasi altra cosa mai inventata fino ad oggi. Ma tolto questo ti danno risposte sbagliate se gli chiedi informazioni precise su
46:56 avvenimenti o qualsiasi altra cosa e non ci trovo questa grande utilità. Poi l'intelligenza artificiale come cosa generale anche altri aspetti, non solo questi e per carità è fantastica ad altri punti di vista. Però io non non ho capito tutto questo gaudio, tripudio di celebrazione nei confronti di questi sistemi e mi e mi fa dire veramente la gente non sa con chi parlare, ma se c'è gente intorno che non mi rompe i coglioni io sono contento. Gli altri hanno il problema che devono parlare per forza con qualcuno. Ah, >> ti faccio questo esempio che di solito tengo a riferimento. La primissima volta che ho iniziato a sentir parlare di queste cose, molto prima che diventassero accessibili, >> venivano sperimentate nel mio ambito, per esempio, eh per interagire con i
47:42 pazienti affetti da demenza, >> perché tendenzialmente l'operatore sanitario, o l'educatore va in barnout, >> proprio perché eh >> ti chiedono sempre le stesse cose. >> Sì. Oppure diventano aggressivi, eccetera e tu devi cercare di non diventare aggressivo a tua volta. Quindi, per esempio, qui l'interazione con un'intelligenza artificiale funzionava perfettamente perché le puoi ripetere sta cosa 100 volte, perché se tu ti arrabbi con lei lei programmata per non risponderti male, >> ok? >> Pazienti affetti da demenza. eh >> una persona sana non dovrebbe provare a pagamento in un tipo di conversazione di questo tipo. >> Eh, >> in teoria, >> eh, >> quindi questo è il mio pensiero in generale su questa cosa. >> No, no, io sono d'accordo,
48:28 son d'accordo con Sì, non non effettivamente non so, non ho ancora capito qual è il click mentale che fa appassionare così tanto di questo strumento che, ripeto, secondo me ha delle cose positive. però non capisco cosa ci sia di divertente o di appagante o di utile o di necessario, addirittura in qualche caso viene anche spacciato così in questo tipo di conversazioni. Sinceramente lo trovo molto preoccupante e c'è una cosa che mi spaventa dal punto di vista concreto, perché poi per me ognuno faccia quel che vuole, chi se ne frega, ma c'è una cosa spaventosa è che la gente ti inizia ormai a dire da tempo ah ma l'ha detto chat GPT ed è così e notoriamente quello
49:15 le cose se le inventa, eh, però è sempre peggio. Prima era l'ha detto la televisione, poi è diventata l'ha detto Google, adesso l'ha detto chat GPT. Domani, secondo, sai quella cosa di Einstein, non so se è vera o attribuita falsamente, che diceva e che la prossima guerra sarà combattuta con pietre e bastoni, ecco, dopo questo, secondo me, il prossimo l'ha detto, torneremo a dire, l'ha detto l'ha detto il fulmine, l'ha detto le stelle, l'ha detto le divinità. Credo che arriveremo lì. Allora, quello che mi spaventa è eh la la massa c'è sempre stata e la massa che si fa abbindolare c'è sempre stata. Il problema è che prima eh questa
50:02 diffusione di informazioni anche errate doveva passare da un passaparola fisico, >> quindi da me, da te e magari ogni tanto incontrava degli ostacoli, no, delle persone che magari ti rispondevano no. Eh, se adesso è calata dall'alto e basta un programmatore che faccia dire al chat GPT una determinata cosa per arrivare a milioni di persone contemporaneamente senza altri filtri, allora lì diventa pericoloso. Cioè penso che in quest'epoca la cosa veramente diversa sia questa. >> Disintermediazione. >> Sì. Cioè, mano che tu togli la parte fisica, eh, si dà tantissimo potere a pochissime persone. >> Eh, sì, è la questione dell'acquedotto che dicevo prima, perché poi queste aziende è vero che sono private eccetera, però comunque a parte che sono
50:48 tutte americane, che va già bene perché se fossero state cinesi sarebbe stato ben peggio e e alcune cinesi ci sono comunque. però comunque rispondono a una un sistema anche politico. Quindi, nel momento in cui si decide che una cosa deve passare in un certo modo, basta, cioè tutto centralizzato perché tu ne usi tre o quattro, poi di cui una va per la maggiore e forse una seconda va per una fetta minoritaria comunque rilevante, poi le altre sono residuali, quindi tu modifichi quel parametro in un sistema e ti sei fatto l'80% delle persone e hai modificato AT la
51:34 loro opinione. Ora io credo, allora non so se ti ricordi, anni fa ci fu lo scandalo Cambridge Analytica >> m >> in cui Facebook si si disse venne utilizzato per rincitrulire la In realtà funziona così, molto semplice la questione. Quando i cittadini votano qualcosa che non è quello che vuole il potere, sono rincoglioniti, oppure meglio ancora in questi ultimi anni, è questo quello che succede. si dice che sono stati circuiti da qualche ingerenza esterna che generalmente è russa. Se invece votano come va bene il potere, ecco, avete visto? Eh, la gente non è è cosciente che c'è questo pericolo e hanno eletto noi e va benissimo. Quindi
52:20 due fenomeni furono spiegati così, l'elezione di Trump, la prima, quella del 2016, e la Brexit dello stesso anno. Chiaramente questi due eventi erano inaccettabili per l'establishment e quindi era un problema e vuol dire che i cittadini non può essere che votino in questo senso autonomamente. Dobbiamo trovare, dobbiamo sfruttare questa cosa che è successa per designare un bersaglio. Quindi abbiamo preso Facebook e abbiamo detto, "No, Facebook ha permesso attraverso le sue politiche di gestione dei dati, di far sì che qualcuno arrivasse da fuori, targetzasse delle piccole pubblicità apparentemente innocenti." Non so tu dove vedi il furetto rosa che ti dice "Ah, che bella
53:06 giornata oggi!" E questo praticamente questo messaggio era in realtà un messaggio subliminale che si è installato nell'agente della nellente dell'ascoltatore perché si sa attraverso Facebook che quello è uno di questa età con questo orientamento sessuale, con queste idee politiche che compra questo supermercato e non quest'altro e quindi il messaggio del fuoretto rosa gli ha fatto scattare quel click che gli ha detto "Vota Trump, vota Trump, vota Trump". Ok? Oppure "Vota Brexit, vota Brexit". E adesso sto semplificando, però siamo arrivati non tanto lontani da questa roba qua. Ehm, esiste questa cosa? Prima domanda. >> Allora, esiste una possibilità di condizionamento,
53:52 sì. Non a livello di cui stai parlando tu, o perlomeno questo tipo di conoscenze è non è accessibile. >> Ok? Eh, quindi non ti posso rispondere con certezza, eh, ma è molto più complesso di così perché hanno tentato di fare degli esperimenti in cui cercavano di mandare degli input alle persone ancora prima che si recassero sul luogo dell'esperimento per poi vedere se quegli stimoli influenzavano effettivamente le loro risposte. Eh, ma è estremamente complessa questa cosa qua. Non si tratta di far salivare il cane. Ok. Eh, quando si arriva a esprimere un voto, probabilmente ha molto più a che fare col tuo quotidiano, col tuo scontento quotidiano e col sistema di credenze con cui ti confronti
54:39 che non con quello che hai visto su Facebook. Questo è il mio pensiero. Poi magari mi sbaglio e e vedremo. >> Però io credo che comunque tentativi in questo senso, se al di là di questa questione specifica si facciano. >> Sì, sì. penso che sia, vabbè, anche a livello istituzionale sia un desiderio molto forte quello di poterlo fare. >> Eh, credo che ancora non ce l'abbiano fatta, però m >> però è chiaro che se io ti bombardo con notizie su tutti i giornali che vengono veicolate in un certo modo e sono coordinate ed alcune Dai, è così. >> Sì, certo. Quello sì, cioè il furetto rosa magari no, ma abbiamo sotto gli occhi delle cose molto più esplicite di quelle. E infatti è questo quello che dico, perché poi chi ti accusa, chi accusa questo, poi generalmente è chi tiene le redini dall'altra parte e non
55:25 ti dice non ti mette il cosino, diciamo, il giochino su Facebook, ma ti dice esplicitamente una falsità chiaramente, diciamo, veicolata in cui ti dice esplicitamente come stanno le cose e quindi questo è molto più impattante sicuramente, >> anche solo il fatto che decidano dove tu devi avere il focus dell'attenzione in quel momento lì. >> Agenda setting si chiama. >> Sì. Eh, >> che in questo momento dobbiamo tutti preoccuparci di questa cosa qua e ti espongo solo a questa cosa qua. >> Sì. Ah, beh, ultimamente, insomma, l'abbiamo visto funzionare molto bene. >> Sì, sì. di una cosa che tra l'altro va, vabbè, se vogliamo prendere, diciamo, l'ultima proprio iterazione, va avanti almeno da un paio d'anni, ma poi la cosa in sé va avanti da decenni e diventa il
56:11 problema principale con cui io Ma tu lo sai che c'è gente che mi scrive, dice che che non è d'accordo con me, mi dice "Andrea, io spero che tu abbia ragione perché sto malissimo, piango da anni, non dormo la ma c'è gente seria che anche di una certaà che mi dice io spero che mi non ce la faccio più. Ho bisogno che tu abbia ragione. Spero che sia così perché io non riesco più a vivere. Ma e cosa? Cioè anche questa cosa qui, no? Questa proiezione, senza entrare nel dettaglio della politica, non ci interessa qua adesso, però qualsiasi cosa sia lo sterminio degli indiani d'America che avviene oggi, ok?
56:57 Io sto in Europa, a Milano, a Bologna, a Parigi, a Berlino, che cosa sta succedendo? Cioè, è sempre stato così quello che io vedo adesso, questa attenzione morbosa, questa sembra a me sembra una proiezione di non so o delle mie aspettative, paure, eccetera, in un luogo lontano che non ha tendenzialmente nulla a che fare con me, nel senso che fa parte proprio di un altro blocco geografico e politico e meno male che si discute, si parla eccetera, va benissimo, ma questa è come se fosse qui. Perché la gente lo vive così? Allora, eh primo, eh siamo strutturati
57:45 per non doverci preoccupare di niente che non ci riguardi nell'immediato. Infatti è tantissimo è molto complicato fare prevenzione perché tu dici fai questa cosa perché sennò nel futuro potresti ammalarti eccetera è difficilissimo perché tutto quello che non è qui e ora faccio fatica a prenderlo in considerazione. Infatti il me del futuro è lontano quanto una persona che sta dall'altra parte del mondo. Non mi interessa. Quindi per farmi interessare di questa cosa, devi fare in modo che io la percepisca molto vicina e ovviamente nella nostra mente il tempo e lo spazio sono molto flessibili e se io ti bombardo, ma anche solo noi ci consideriamo molto più vicini agli Stati Uniti che all'India, >> perché siamo cresciuti anche solo guardando film e ascoltando musica degli
58:31 Stati Uniti, per cui i loro fatti ci interessano molto di più e li conosciamo molto di più. Funziona così. Quindi io eh posso eh non dormire per qualcosa che tendenzialmente non mi riguarda perché m hanno fatto credere in qualche modo che che mi riguardi e sia molto vicino. >> E ma come hanno fatto questa la domanda? Cioè e quindi è una cosa che arriva dall'alto, tu dici? Eh vabbè, dall'alto dipende. Eh diciamo che adesso la lo spazio fisico conta molto meno dello spazio mentale e quindi tutto ciò che riesce a arrivare alla mia mente io lo considero presente e >> è dovuto anche all'utilizzo dei sistemi digitali, secondo te? >> Sì, ma bastava anche la TV, bastava la
59:18 radio, cioè se io sono abituato ad ascoltare un certo tipo di notizie da un certo luogo, io considero quel luogo affine a me. >> Ok? Eh, e quindi è facilissimo. In questo caso, per esempio, c'è una eh una massima che io cerco sempre di ricordare a me stessa, e anche i miei pazienti, alle persone che ho intorno. Bateston dice "La mappa non è il territorio". >> Mh. >> Intende il pensiero non è la realtà. >> Ok? Il pensiero è una rappresentazione che tu fai della realtà in uno specifico momento basato su m gli elementi che tu hai e anche sul tuo stato d'animo e quindi, per esempio, in questo specifico momento può essere d'aiuto per prendere distanza da certe cose che magari appunto finiscono per generare sofferenza perché questo, come ti
1:00:03 dicevo, l'ho visto anch'io. >> Ci sono persone che stanno veramente male in questo momento >> per dei fatti che obiettivamente non non li riguardano. Ehm tutto >> già per una dichiarazione del genere tu puoi essere linciata. >> Sì, lo so, lo so, lo so, lo so. E infatti ho avuto molte difficoltà anche proprio a stare vicina a certe persone in questo momento proprio per questo motivo qua, perché sembra quasi moralmente sbagliato dirgli stai nel ora, stai tranquillo, va tutto bene. È quasi non e va anche oltre quello che stiamo dicendo noi, no? diventa una questione morale, non farlo. >> Ah, certo. Ok, certo. >> Come non piangere a un funerale, che persona sei? >> Sì, è chiaro. Questa però è una pressione sociale praticamente che
1:00:49 arriva da ogni direzione a livello proprio, non so, nazional popolare. Quindi non è la gente che è lì al funerale, poi ti nascondi al bar e ti bevi il bianchino, no, ti inseguono perché sono dappertutto. >> Eh, sì, sì. Perché >> sia nei fuori casa che dentro. è perché nel nel tuo spazio mentale non è più nel tuo spazio fisico, quindi lì sei raggiungibile in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e lì davvero le distanze non sono più le distanze reali, così come appunto vabbè lo sperimentiamo anche nel nostro quotidiano. Eh il tempo non ha nessun valore, ci sono delle questioni passate che hanno la stessa pregnanza emotiva di cose che ti stanno accadendo adesso, se non di più. Mh. >> Quindi è da quel punto di vista, una volta che spostiamo il nostro esistere
1:01:35 sul piano mentale >> è molto più facile attivare questi meccanismi. >> E abbiamo, cioè quello che stai dicendo anche che la la dimensione fisica è sempre più lontana. Eh sì, cioè ma non ci rendiamo conto di quanto sia già estremamente lontano, >> cioè >> eh cioè rispetto ai nostri nonni >> eh >> che vivevano solo nel mondo reale, noi già siamo per la maggior parte del tempo in uno spazio non fisico, tanto che, appunto, il nostro corpo è quasi diventato una specie di >> un ostacolo. Sì, cioè è un'automobile dove tu sei appoggiato, non lo consideri neanche più parte di te. Siamo molto dissociati dal nostro corpo, lo trattiamo come tratteresti l'auto.
1:02:22 Mantienilo bene, fai il tagliando, dagli questa benzina, non quest'altra. Secondo me sono segni di questo distacco. >> E prima come funzionava, scusa? Beh, prima ti basavi sui segnali del corpo per fare quello che il corpo ti chiedeva, quindi mangiavi >> quando avevi fame, bevevi quando avevi sete, non bevevi 2 l d'acqua al giorno, perché quando hai sete è già troppo tardi. Ho sentito anche questo. >> Sì, anch'io l'ho sentita perché funziona tutto perfetto, ma non c'h hanno messo il plugin del del sete. Evidentemente. Poi ho iniziato anche a sentir dire che se bevi troppo è un problema perché poi diluisci tutti i sali, cose, i nutrienti eccet li espelli. >> Eh, poi c'è c'è del vero in questo.
1:03:07 Quindi in realtà non bisognerebbe neanche >> bere così tanto. >> Sì. Sempre i pazienti che soffrono di demenza, no, fanno loro non hanno più il segnale della sete >> o vabbè, diciamo così. E hanno tipo avevano inventato delle piccole bolle colorate piene d'acqua che sembravano quasi delle caramelle. per farli bere, >> ok? >> Per convincerli a bere, però se non siamo a quel livello lì, diciamo che possiamo bere quando abbiamo sete, che va bene così. >> Ah, si può, >> si può. >> A me sembra di vivere in un mondo parallelo, >> cioè siamo sopravvissuti a epoche terribili basandoci solo sul nostro senso della sede, quindi penso che ce la possiamo fare. >> Sì. Eh, io Irene stai dicendo delle cose rivoluzionarie perché
1:03:54 cioè poi quindi quelli che vendono la la borraccia che squilla, la tazza che cambia colore c graduata e devono cercarsi un altro mestiere, quindi >> no, ma non basterà quello che dico cambiare le cose, quindi no, possono stare tranquilli tutti, >> no? Eh, comunque visto da fuori con il necessario distacco, tu guardi dall'alto questa situazione e dici è successo qualcosa di "È finita, è finita. Cioè milioni di persone che pensano di non sapere quando quando devono bere." E io mi accorgo di come questo contesto influenzi tantissimo anche il funzionamento interno delle persone, cioè come faccio a dire una persona che ho davanti in studio di riportare magari il baricentro all'interno di fidarsi del
1:04:41 del proprio sentire quando tutto il mondo fuori gli sta dicendo esattamente il contrario. Ehm, finisci per non farlo più da nessun punto di vista e non lo so se mi dicono che devo essere felice qui, sarò felice qui. Se non mi sento felice qui, probabilmente ho qualcosa che non va. Eh, >> cosa ne pensi invece prima hai citato una cosa, la prevenzione, no? Però a me anche questo sembra a volte un un mega un'industria anche qui del terrore e della disperazione, perché tu tendi a farti analizzare, cioè voglio voglio potenzialmente se tu
1:05:28 proponessi di fare, non so, la full body tack quotidianamente, c'è gente che la farebbe. Beh, ci sono già questi mega checkup dove ti ricoveri 3 giorni, ti guardano tutto e esci e sei contento. >> Ma muori lo stesso. >> Muori lo stesso. Sì, sì. >> E quindi, cioè, ma anche qui, no? C'è c'è comunque è una cosa che è malata, nel senso io capisco che se tu sei tecnicamente in grado di, non lo so, di prendere in tempo una malattia, una condizione che poi ti può portare a problemi, che poi non sono solo la morte, voglio dire, ce ne sono mille altri e lo puoi anticipare, quindi questo risolvendo il problema prima è meglio o magari evitando che si manifesti.
1:06:15 Bene, sono d'accordo, perfettamente d'accordo. Ma da qui a innanzitutto bombardarsi di radiazioni perché una TAC, non so se la gente lo sa, ma una TAC è una radiografia, cioè nel senso è una è una sequenza di radiografie, cioè una TAC vale a volte decine, a volte centinaia, a volte migliaia di radiografie. Mi diceva il mio ortopedico di fiducia, che saluto, che ogni 100.000 la radiografie statisticamente c'è un tumore radio indotto, quindi eh cioè >> non sono neanche tante. >> Non sono neanche tante. No, no, non sono tante. Non sono tante. E quindi, voglio dire, è una cosa che comunque è invasiva, va
1:07:00 fatta con criterio e in secondo luogo non è solo questo, è anche questa costante, diciamo, questo pensiero costante di essere eh a a non più che spaventati, terrorizzati, angosciati da questa incedere del fatto che prima o dopo qualcosa ti potrà venire, eccetera, ma cioè finché quando si inventerà un sistema in cui, come qualcuno ogni tanto sogna, dico, tu ti siedi sulla tazza del cesso al mattino e la tazza del cesso intelligente analizza tutti i tuoi parametri, io a quel punto a me va bene, son contento. Cioè, se funziona così a me va benissimo, ok? E ti segnala c'è un problema, vai a farti vedere. posto che si è fatto con i criteri che sappiamo, ma
1:07:47 altrimenti mi sembra una follia, cioè finché non ho una manifestazione di un problema o realisticamente non penso di poter avere, perché devo costantemente svegliarmi al mattino dicendo "Oh, devo bisogno di questa roba qui perché sennò non sto tranquillo". >> Allora, mentre parlavi mi è venuto in mente un aneddoto. >> Quando ero all'università ti davano dei crediti per sottoporti a degli esperimenti. >> Ah. E ehm c'era questo esperimento dove ti dovevano mettere nella macchina della TAC mentre facevi degli esercizi. >> Ok. >> E casualmente non ci voleva andare nessuno e infatti io mi ero proposta perché eh ero appassionata di neuroscienze, >> poi ho scoperto perché non ci voleva andare nessuno, perché non è che proprio fa benissimo farsi le tacche, >> eh no, >> eh però questo l'ho scoperto più avanti.
1:08:33 Intanto un bellissimo CD o DVD dove c'è tutto il mio cervello, quello sezionato. Vabbè. A parte questo, allora ci sono tanti problemi relativi a quello di cui parli. Vabbè, il primo, la più grande operazione di marketing della storia erano riusciti a farci pensare che la cellulite fosse un problema e si dovesse curare quando è un fatto e basta. E adesso lo stanno facendo con la morte, cioè la morte che è la cosa m più naturale del mondo, >> eh adesso è un problema e lo si può risolvere o superare in qualche modo. Cioè mi sembra questo non lo sapevo. >> Eh mi sembra che no. Quindi stanno cercando di venderci veramente la crema di Vanna Marchi, ma a un livello un po'
1:09:20 più un po' più grande. >> Il subdolo e >> il subdolo. Quindi, anziché aiutarti ad accettare la vita per quello che è, che è un po' il grosso problema di tutti noi, eh ti stanno ancora di più allontanando da questa cosa, ti stanno convincendo che in realtà no, quella cosa che ti fa tanta paura in realtà si può allontanare, si può gestire, non morirai, eccetera. Poi c'è il problema di di questa prevenzione così assidua è che un po' ti convince che il male è già dentro di te
…