Sicilia24 Focus 11 Novembre 2025

Siciliaplay www.youtube.com

Breve Riepilogo

Questo speciale di Siciliaplay esplora il mistero che circonda i bronzi di Riace, concentrandosi sull'ipotesi che siano stati originariamente scoperti in Sicilia e successivamente trasferiti in Calabria. Vengono presentate testimonianze di persone che affermano di aver visto più di due statue e di aver assistito al loro recupero nei pressi di Brucoli, in Sicilia. Uno studio scientifico multidisciplinare supporta questa tesi, suggerendo che le statue abbiano trascorso un lungo periodo in un ambiente marino diverso da quello di Riace.

  • Testimonianze di ritrovamenti multipli e recuperi segreti.
  • Analisi scientifiche che supportano l'origine siciliana.
  • Identificazione potenziale delle statue con figure storiche siracusane.

Introduzione: Il Mistero dei Bronzi di Riace

Il programma introduce il mistero che circonda i bronzi di Riace, due statue greche ritrovate al largo delle coste calabresi nel 1972. Si esplorano i dubbi sul loro numero effettivo (se fossero solo due o di più) e si introduce la "pista siciliana", un'ipotesi che suggerisce un'origine diversa da quella tradizionalmente accettata.

Testimonianze: Il Recupero a Brucoli

Vengono presentate le testimonianze di persone che affermano di aver visto le statue emergere dal mare nei pressi di Brucoli, in Sicilia. Un testimone anonimo, identificato come "Signor Enzo", racconta di aver appreso da una figura legata alla criminalità organizzata che i bronzi furono pescati a Brucoli e che in realtà erano cinque statue e due leoni. Mimmo Bertone, un altro testimone, descrive di aver visto una barca con diverse statue, alcune coperte e una scoperta, nel porto di Brucoli nel 1971.

Indagini e Ipotesi: Archeomafia e Caccia al Tesoro

Si discute di una possibile operazione di archeomafia legata al ritrovamento e al trasferimento delle statue. Viene menzionata una "caccia al tesoro" avvenuta nella baia di Brucoli a partire dal 1968, con ricerche condotte da esperti come Folco Quilici e Jacques Cousteau. Si ipotizza che i bronzi, una volta recuperati, siano stati nascosti in grotte vicino a Brucoli e poi spostati più volte per eludere i controlli, prima di essere trasferiti in Calabria nel 1971.

Testimonianze Aggiuntive e Coinvolgimento Militare

Laura Valvo riporta di aver raccolto diverse testimonianze, inclusa quella di un testimone oculare del recupero delle statue da parte di sommozzatori. Si parla anche del possibile coinvolgimento di marinai di leva infedeli che avrebbero utilizzato attrezzature della marina all'insaputa dei vertici. Un pescatore locale racconta che solo i corallari e le forze militari potevano raggiungere le profondità in cui si trovavano le statue all'epoca. Si ipotizza che l'operazione di recupero sia stata mascherata come il recupero di una bomba della Seconda Guerra Mondiale.

Prove Scientifiche: L'Origine Siciliana

Viene presentato uno studio scientifico condotto da un team di 15 ricercatori di sei università, che fornisce una solida base scientifica all'ipotesi dell'origine siciliana dei bronzi. L'analisi delle terre di saldatura utilizzate per assemblare le statue mostra una somiglianza geochimica sorprendente con le terre della zona di Siracusa. Altre evidenze tafonomiche suggeriscono che le statue abbiano trascorso un lungo periodo a profondità elevate, incompatibili con i fondali di Riace.

Identificazione e Collocazione: Gelone e il Tempio di Atena

Anselmo Madeddu propone un'identificazione delle statue con figure storiche siracusane, in particolare con Gelone, tiranno di Siracusa, e altri personaggi legati alla sua corte. Si ipotizza che le statue facessero parte di un gruppo scultorio esposto nel tempio di Atena a Siracusa, prima di finire in fondo al mare in seguito alla conquista romana della città.

Conclusioni e Prospettive Future

Si conclude ribadendo che, sebbene le prove scientifiche supportino l'origine siciliana dei bronzi, è giusto che rimangano a Reggio Calabria, dove sono diventati un simbolo iconico della regione. Si auspica che le autorità competenti prendano in considerazione le nuove evidenze e che si apra un'indagine per fare luce sulla vicenda. Si sottolinea l'importanza di una collaborazione tra Sicilia e Calabria per la tutela del patrimonio archeologico italiano.

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Trascrizione

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0:09 Buongiorno e benvenuti a questo speciale 24 Sicilia Focus dedicato ai bronzi di Riace che abbiamo chiamato il re nudo. Perché di questo titolo lo scoprirete soltanto alla fine della trasmissione se ci accompagnerete. Poi sottotitolo è un mistero siciliano. È un vero e proprio mistero, un giallo archeologico, quello che ruota attorno ai bronzi di Riace e le due statue greche ritrovate al largo delle coste calabresi nell'estate del 72. Due capolavori attorno ai quali permane da tanto tempo un alone di mistero, una cortina di dubbi. Innanzitutto son numero, sono davvero solo due o erano tre o cinque, addirittura di più. E poi a prendere corpo sempre di più in questi ultimi

0:55 anni è la pista siciliana. un'ipotesi che ci porta a Siracusa, una sorta di cold case, visto che sono passati oltre 50 anni, che ha appassionato tanti, ma soprattutto, devo dire, il nostro ospite Anselmo Madeddu, medico, presidente anzi dell'Ordine dei Medici di Siracusa, qui però nella veste di scrittore, autore di questo libro, I guerrieri, il mistero dei guerrieri di Riace e che ha messo assieme tutte le teste di questo paso per comporre, appunto, un mosaico ancora da interpretare. Intanto benvenuto. >> Buonasera a lei, buonasera a tutti i telespettatori di Telecolor >> e poi in collegamento abbiamo la collega Laura Valvo, giornalista, capoervizio della redazione di Siracusa del quotidiano La Sicilia, che ha seguito

1:42 molto bene la vicenda. Avete pubblicato tantissimi articoli proprio su questo giallo. >> Buon pomeriggio. Buon pomeriggio Lorena, buon pomeriggio Anselmo. Buon pomeriggio a tutti voi. >> Allora, con questi due ospiti commenteremo, intanto vediamo tutti assieme la prima parte di questo speciale dedicato soprattutto ad alcuni dei testimoni che abbiamo rintracciato e poi la commentiamo assieme. Vediamo. Bello, bello impossibile. Con gli o >> Quando emessero dall'acqua come Venere e vennero esposti al pubblico qualche anno dopo, i visitatori rimasero a bocca

2:27 aperta. Due statue greche di rara bellezza, in ottimo stato di conservazione, con dettagli finemente cesellati. La Calabria liesse a proprio simbolo. L'Italia innamorata non si fece troppe domande su questo regalo del mare. >> Senza nome, senza storia li chiamarono statua A e statua B per tutti i bronzi di Riace. >> Bello impossibile. >> Ma chi sono davvero? Eroi, guerrieri o tiranni? due capolavori dell'arte greca circondati da sempre da un alone di mistero. >> Ma di dove sei? E sono di Augusta. Ah, di Augusta. A Brugle abbiamo abbiamo

3:12 abbiamo pescato i i bronzi cosiddetti di >> fino a tre fino a tre li ho visti. Fino a tre li ho visti. Due coperti e una scoperta. E me ne ricordo una che ci mancava l'occhio proprio. Me lo ricordo bambino. >> Erano davvero solo due e sono rimasti 2000 anni sui fondali di Riace ad appena 9 m di profondità oppure qualcuno ce li ha portati. è l'ipotesi siciliana rafforzata da una serie di testimoni e da nuovi studi scientifici. Le statue vengono scoperte il 16 agosto del 72 nel mare calabrese. Il ritrovamento del secolo realizzato in modo casuale da un sub dilettante. Già negli anni 80 però gli archeologi

3:58 americani Hollow McCan ipotizzano che bronzi di viace siano stati trovati nel mare siciliano e poi nascosti nei fondali calabresi d'archeotrafficanti pronti a rivenderli all'estero. Ma qualcosa andò storto. Parliamo con il signor Enzo. La chiamiamo così anche se non è il suo vero nome. Lei entrò in contatto tanti anni fa con questo personaggio, un personaggio importante con legami sia con l'andrangheta che con la politica. Lo conobbe in Sudamerica, vi siete frequentati per motivi di lavoro. E come uscì questo argomento dei bronzi? >> L'argomento dei bronzi uscì che a un certo punto un giorno all'inizio

4:43 comunque mi disse dice "Ma tu sei siciliano?" Dice, "Lo so ma di dove sei?" E sono di Augusta. Ah, di Augusta. A Brugle abbiamo abbiamo abbiamo pescato i bronzi cosiddetti triaci. Ah, i due bronzi l'avete preso a Brucoli? Gli ho detto io dice no, cinque statue e due leone. Questo io siccome già incominciavo a capire chi è che questo qui era un tipo pericoloso, non ho fatto domande. Così come l'ha detto, così l'ho registrato nella mia mente. >> E lei per tanti anni si è tenuto dentro questa questa verità, perché poi ha deciso di tirarla fuori? Perché poi non ho più sentito parlare, ho avuto altro da fare. A un certo punto me ne sono l'ho tirata fuori quando ho letto dei

5:30 giornali che il Ministero della Cultura stava finanziando altre ricerche in mare a Riace. Io sapendo che a Ria non c'è niente, non sono stati pescati a Riaci, ho cercato di contattare a qualcuno che si occupava dei bronzi per comunicargli che questi questi soldi del ministero erano soldi rubati perché i bronzi erano stati pescati a brucoli. Dettomi da colui il quale ha diretto tutto il trasporto verso la Calabria, per poi hanno venduto tutto il resto. Sono rimasti questi due bronzi. Gli altri già l'hanno venduti. >> E lei li ha detto anche a chi li hanno venduti?

6:15 >> No, lo so. Io non non l'ho chiesto neanche me l'ha detto. >> Come può avere avuto questo potere, questo personaggio di tirare fuori i bronzi, trasferirli, di fare tutta questa operazione clandestina? Quanto potere aveva? >> Diciamo che in questo caso si è occupato di archeologia perché c'era da guadagnare, ma poi lui si occupava soprattutto di politica, massoneria. Mafia siciliana, Andrangeda, mafia napoletana, >> un intocabile, >> non Riace, ma brucoli, non due ma cinque statue. E non è l'unica a sostenere questa tesi. Nell'estate del 71, dunque un anno prima del ritrovamento ufficiale, Mimmo Bertone è un bambino di 10 anni, ma ricorda bene quella barca

7:00 che approda di fronte al Trotilon. Il ristorante di Brucoli, gestito dal padre, diventato nel tempo cenacolo di artisti ed esploratori, è oggi in abbandono. Io ero proprio qua che stavo giocando a pallone e ricordo che era un martedì che eravamo chiusi per riposo settimanale. Palgiavo come tutti i bambini, papà dentro che dipingeva e è arrivata una barca. Io mi sono girato perché sentivo chiamare il mare arrivava qua, perciò io da qua, qua c'era il mare, ogni tanto il pallone cadeva a mare e dove inizia il pontile è arrivata la barca, non è che era lì in fondo, eravamo qua attaccati e sentivo chiamare Pippo Pippo Pippo che mi sono girato e gl ho detto "Papà,

7:46 papà, c'è sono persone che ti stanno chiamando e mio padre è uscito e andavo in questa barca che ero qua. Io nel frattempo notavo che c'era qualcosa di strano perché li vedevo parlare e notavo delle forme un po' strane. A dire la verità mi sembravano persone morte la prima cosa, però poi ho visto che c'era questa statua che ho capito dopo che era il bronzo che non era coperta con le coperte come le altre, aveva una rete perché avendo la lancia e lo scudo usciva fuori, quindi non si poteva coprire. Contemporaneamente è arrivata una macchina con un altro sommozzatore e tutti e tre o quattro sommozzatori avevano ancora la muta con delle mascherine qua, quindi non si riconoscevano in viso perché non si vedevano. Questo è sceso, ho parlato con

8:32 mio papà e hanno preso questa strada, hanno tolto la rete, sempre lo sguardo di un bambino di 10 anni e l'hanno messa all'impied quindi io vedevo questa statua con la lancia e lo scudo e gli hanno fatto le foto della codic quelle che escono di sotto che poi dopo 10 minuti si riscaldano e una di queste gliel'hanno dato a mio padre. Poi ho visto che per coprilla hanno battuto con lo scammo in siciliano in Vernacolo della barca per poter togliere il lo scudo e la lancia e anche l'elmo per poterlo coprire. Quindi l'hanno a forza di battere l' tort e e l'hanno coperte. Io >> Ma quante statue ha visto lei? >> Allora, fino a tre le ho contate, però sotto le coperte c'erano anche forme di leoni. Sembravano cani, leoni, ma

9:18 sembravano che animali seduti, coricati. E allora io per curiosità mi sono avvicinato, quando mi sono avvicinato ho fatto 5 m perché ripeto il mare era qua, mio padre si è girato invernolo mi' ha detto fatti intra non so cosa t' f perché già aveva capittato il pericolo della situazione. >> E quella foto che fine ha fatto? >> Quella foto, amici miei, dicono che l'hanno vista appesa al ristorante per un po' di tempo. Io l'ho cercata a casa, ma stiamo parlando di una foto di 52 anni fa. Certo, >> non è saltata. No, perché sono delle foto, delle code che quello che piano piano, ma poi col tempo dopo 52 anni >> scoloriscon >> scoloriscono, scompaiono.

10:05 >> Ma bisogna fare un passo indietro all'estate del 68, quando in questa baia si gioca una vera e propria caccia al tesoro. Questa è una zona piena di relitti, >> pienissima. Ci sono nave greche, nave romane, galeoni spagnoli, aerei da guerra. Infatti qui le prime ricerche sono state fatte proprio dopo, appunto, tornare da Folco Quilici agli anni 70 e da Jack Costò. Sono stati parecchio tempo qui per visitare il mare e scoprire tutto quello che c'era e secondo me anche i bronzi di Riacci. Ma il più ambito fra elitti in fondo al mare di Brucoli è una nave con il suo prezioso carico. Si parla di un ricco bottino di guerre in viaggio da Siracusa dopo la conquista della città da parte

10:52 dei romani. Appena recuperati. Mersi dal mare, i bronzi vennero nascosti in fondo al fiordo di brucoli in una delle tante grotte che ci sono vicino all'antico lavatoio. E oggi vi mostriamo proprio la grotta che fu il primo rifugio dei bronzi. Ed è proprio questa.

11:44 La catena di intermediari illegali si mette in movimento. Nel frattempo i bronzi sarebbero stati spostati più volte per fare perdere le tracce. Ancora testimoni raccontano che vennero sepolti per un po' non lontano dal convento della Donai che si affaccia sulla baia e poi per sfuggire ai controlli riportati in mare su un fondale a circa 20 m di profondità dove sarebbero rimaste fino al 71 quando la trattativa si conclude le statue vengono di nuovo tirate su e imbarcate per la Calabria. Questo l'ultimo viaggio dalla Sicilia a cui assiste il piccolo Bertone. >> L'indomani, quasi all'imburunire stava di Tremondo è arrivata una barca più grande.

12:30 Li hanno caricati con quella specie di gru che si carica la rete. Li hanno caricati, li hanno messi nella barca, si sono tirati, attaccati l'altra barca dietro e se ne sono andati proprio in direzione Catania. direzione Catania, ma più probabilmente appunto direzione Calabria. Questa è la prima parte dello speciale sui bronzi di Riaci. Abbiamo sentito alcuni dei testimoni, ma sono molti di più, ne sono siamo arrivati a 78. Perché stanno uscendo eh alcuni sono già noti e sono già stati sentiti, ma perché stanno uscendo con più forza adesso negli ultimi tempi. >> Ma eh se è vero che dietro questa storia dei bronzi di Riacio, così come scriveva Hollyway già negli anni 80, c'è una

13:17 torbida vicenda di Archeomfia, è chiaro, evidente che non era molto semplice parlare di tutto questo. è una verità sepolta e quindi un motivo di queste resistenza ci deve ci deve pure essere. È chiaro che dopo 50 anni i reati sono prescritti e soltanto il reato di omicidio non viene mai prescritto, ma gli altri vengono prescritti. Probabilmente i protagonisti mafiosi di questa vicenda sono tutti morti e quindi magari chi non ha avuto il coraggio di farlo in passato, queste condizioni conferiscono un coraggio leonino mai mai avuto prima. Ma poi diciamo che eh la pubblicazione di questi studi, il rilanciare l'ipotesi siciliana sulla base dei dati scientifici ha dato un po' di coraggio di coraggio. Sì. >> Laura, tu hai sentito anche tanti

14:03 testimoni, fra l'altro so che hai sentito anche quello che noi chiamiamo il signor Enzo. Che persone hai hai avuto all'inizio? L'inizio sono stata molto perplessa proprio perché ehm la la domanda che tu hai fatto al dottore Mad era proprio la chiave di volta, cioè perché dopo >> ti sentiamo un po' piano, Laura. Ti sentiamo un po' piano. >> E perché dopo tanto tempo mi senti adesso? >> Perché dicevo che proprio la perplessità era legata al fatto che dopo tanto tempo si parlava per la prima volta, almeno dalle nostre parti, di questa ipotesi siciliana. Ehm e l'incontro con il signor Enzo, che poi insomma era quello che che ha avuto la confidenza da parte di un boss, perché così insomma c'è

14:50 stato descritto. Ehm l'approccio da parte mia è stato un po' di sufficienza, devo ammettere. C er un po' perplessa all'inizio. Ecco, perplessa sì, ma era talmente circostanziata la sua testimonianza che è rimasta comunque anche per quanto riguarda il quotidiano della Sicilia a nonno, perché lui ha chiesto, noi abbiamo rispettato naturalmente la sua volontà, diceva così circostanziata da indurci comunque a ritenerla non solo valida, ma soprattutto credibile. E poi da lì si è aperta. >> Sì, è data la sua poi a tutte le altre testimonianze. Adesso ci arriviamo. Intanto vediamo se potete sistemare l'audio con Laura per chiacchierare più tranquillamente. Entrambi i testimoni

15:36 che noi abbiamo sentito parlavano chi di tre, chi di addirittura cinque è stato. Ecco che fine ha fatto? che siano state tre. Questo terzo bronzo, >> ma su questo eh terzo bronzo ci sono da tempo delle così ehm delle delle ricerche che sono state fatte, delle pubblicazioni. Diciamo che uno dei più importanti studiosi che si è occupato di questo è il professore Bragò, Giuseppe Bragò, che ha scritto anche un libro estremamente interessante. Il titolo poi dice tutto: "Facce di bronzo". E in questo libro lui ha raccolto una serie di testimonianze, di prove documentali che attestano la presenza di un terzo guerriero in origine. >> Del tutto simile a questi due. >> Sì. E >> e dove sarebbe finito? >> Secondo il professore Bragò, lui avanzò

16:22 questa ipotesi già nel 2018 a Los Angeles perché pare che questa vicenda è stata collegata con Polghetti, quindi sarebbe stato Polghetti. Poi lo stesso Braga ha pubblicato anche su sul suo canale YouTube >> se di Polghetti, >> il sequestro di Polghetti e l'acquirente del terzo bronzo sarebbe stato il nonno Polghetti secondo questa >> sempre più intrigato, insomma. Sì, perché in questa vicenda eh lo stesso Bragò pubblica un fa un cenno un pentito. E poi lui credo che non abbia dato tanto conto a questo pito, però in realtà questo pedito parlava di un collegamento con il sequestro del il famoso Polgetti Junior che venne rapito nel 73 e che in

17:08 un certo senso sarebbe ricollegabile al alla vicenda del terzo bronzo >> che poi è apparso qualche volta anche in una foto questo terzo bronzo, qualcosa di simile. Sì, nel 2018 c'è stata una strana asta eh di una casa d'astri americana che si chiama Royal Collation, l'LC di Las Vegas, che a Los Angeles avrebbe messo all'asta questa statua. In quell'occasione furono pubblicate circa una ventina di immagini di questa statua. Noi non sappiamo delle fotografie se si tratta di un falso, di una copia dell'originale. Questo non si può sapere. si possono sapere con delle indagini eh chimiche, però è chiaro che eh è estremamente interessante. L'immagine è molto riconducibile a quella del bronzo del bronzo a in modo particolare e sulla scheda tecnica in

17:55 inglese pubblicata dalla Casa d'aste c'è la descrizione della statua e le nelle prime due righe c'è scritto proprio ritrovato nelle acque offisili, cioè del delle coste della Sicilia. Diciamo che negli anni 70, ma forse anche oggi, i tombaroli, l'archeomfia era viveva, insomma, un momento d'oro e nessuno, diciamo, esitava ad acquistare anche sotto banco. Forse questo non è ancora del tutto finito. >> Sì, è esattamente così, come dice lei, quelli erano intanto erano gli anni di piombo dove, insomma, anni particolarissimi, difficili eccetera e quello è stato il momento del grande regno dell'arche mafia, no? gli anni 70 e da questa figura incredibile, questo act che era questo questa sorta di cupola, no? Si stava sopra intermediari

18:41 eccetera sotto i quali c'erano Giacomo Medici che poi è stato l'unico forse arrestato dal dal magistrato Ferri che fu quello che ha più indagato su questa vicenda e quello che è andato ad interrogare addirittura Marion True che era il direttore del Polgetti Museum, no? e che sarebbe il museo che ci ha restituito la Venere di Morgantina per e che c'ha dentro ancora diverse opere e sulle quali c'è il sospetto che possono essere provenuto dal mercato clandestino di opere italiane. >> Quindi diciamo veramente un gelo internazionale. Laura, eh tu facevi riferimento al personaggio, ce l'abbiamo Laura? >> Sì, sì, ce l'abbiamo. >> Eccola. Sì, a questo personaggio che era in affari con il signor cosiddetto Enzo, lavoravano in Sud America, insomma,

19:28 grossi affari, trattavano partite di zuccheri eccetera. E tu parli di questo boss che c'era dietro. Io mi sono fatta più l'idea di una zona grigia, quella zona intermedia fra in quel caso la criminale organizzata calabrese, quindi l'andrangheta e la politica. Ecco quella sorta di colletto bianco, ma come dicevo anche nello speciale degli intoccabili in sostanza. Certamente il lavoro sporco sarà stato fatto ed è stato fatto in base alla testimonianza non soltanto del signor Enzo, ma anche della dalla testimonianza di altri protagonisti indiscussi, direi di questa vicenda. Quindi il lavoro sporco è stato fatto da manovalanza, eh la guida, quindi la regia occulta dietro questa

20:14 operazione grandiosa, perché di operazione enorme si tratta, è stata, diciamo, avuto il concorso di più personaggi mafia archeomafia politica e personaggi loschi, locali che non sono riusciti nonostante diciamo ehm come dire, nonostante la platea diciamo della delle norme scoperta a tenere nascosta non soltanto in quel momento, ma soprattutto in tutti questi anni. Questo >> Certo. E qualcuno si dovrebbe fare delle domande. Abbiamo detto un po' le tracce del terzo bronzo, insomma che se qualcuno volesse potrebbe anche mettersi un po' a scavare, ma abbiamo sentito uno dei testimoni, Mimmo Bertone che parlava

21:00 anche di queste teste di leone o teste di cane. Ecco, lui non sapeva ben distinguere, erano delle forme animali che furono non si sa più se usare il condizionale o no, perché ormai le prove sono talmente tante che, insomma, forse bisognerebbe parlare, diciamo, al all'indicativo e cioè che sono state trovate effettivamente recuperate insieme ai bronzi. Anche di queste sono rimaste tracce di queste teste di Leone. Sì, questo è un argomento di grande fascino perché in realtà nel 2012 eh è stata ritrovata nei fondali di eh Capobruzzano che si trova di fronte al comune di Africa, è un comune della provincia di Reggio Calabria che dà sulla costa ionica o poco a sud di Riace e sempre alla stessa profondità, circa 6 m di profondità e a 80 m dalla riva, saturata una testa di leone in bronzo e

21:47 che ehm insomma è molto riconducibile a quello che hanno raccontato i testimoni. Peraltro alcune caratteristiche, la Lega in bronzo, la le caratteristiche della Lega, la presenza di alcune traccianti nella Lega eccetera, sembrerebbe ricondurli a la tipologia di lega del restauro del di di uno dei bronzi, il restauro antico, sto mi sto riferendo. E anche in questo caso chi si se ne occupò, noi ne abbiamo avuto notizia perché credo che queste indagini siano ancora segretate, però la stampa se n'è occupata. chi ha studiato, il professore Miriello ed altri docenti calabresi che hanno studiato questa testa, hanno, diciamo, dichiarato in una conferenza stampa che si tratta di una testa che probabilmente era stata prima deposta in

22:33 un ambiente molto più profondo dai segni che c'erano nelle e poi è stato riportato più recentemente lì, quindi una storia molto dei bronzi. Ma questa testa è possibile vederla? Sì, certo. Credo che noi l'abbiamo pubblicata nella >> Nel senso, ma dal pubblico dal pubblico >> sì, si trova esposta. Io, peraltro, molto curioso, sono andato proprio a vederla quest'estate e esposta nel museo di Locri, esposta nel museo con un padiglione dedicato, cioè questa questa testa con nessun riferimento. Nessun riferimento appunto bronz. mi ha colpito il fatto che andando lì ho chiesto poi dopo diverse domande ah sì la testa di bronzo eccetera, poi quando mi hanno indicato dove si trovasse non c'era nemmeno un cartellino che spiegasse le origini, che cosa fosse, eccetera, però è >> un altro regalo del mare, diciamo, del

23:18 mare di >> Sì, un altro misterioso regalo del mare. Nella pubblicazione l'abbiamo >> ecc Non so se le nostre telecamere riescono a inquadrarla, siamo un po' lontani, ma comunque è una testa di leone molto levigata dal mare in questo caso. molto levicata dal mare perché a differenza de bronzi >> si presume che ci sia rimasta pensando alla stessa data 72 di deposizione è stata poi recuperata dal 2012, quindi 40 anni in 40 anni è stata totalmente levicata. Questo è uno dei eh delle forti prove a supporto del idrodinamismo marino che avrebbe comunque levicato anche l'altra. Ci arriveremo nella seconda parte dello speciale. Intanto per concludere il capitolo dei testimoni Laura, tu hai raccolto un tassello importantissimo perché tu sei entrata in contatto con uno un testimone oculare di questa vicenda.

24:04 Esattamente. Ehm, le testimonianze si sono susseguite. La seconda è stata la, diciamo, la meno appassionante e il secondo testimone con il quale sono entrato in contatto è stato molto reticente, ha prima confermato e poi a ritratto, ma in ogni caso anche quando ha confermato alcuni alcuni tasselli di questa vicenda che con diciamo che conuivano con quanto detto dal Sinenzo, mi ha dato comunque la sensazione che lui sapesse e che non volesse comunque esporsi nonostante siano passati, come abbiamo più volte detto, tanti anni. Poi ho intervistato assistito esattamente questa questa persona di cui tra l'altro credo che viva fuori Italia che è stato

24:51 testimone a che cosa ha assistito esattamente questo è l'ultimo >> assistito esattamente al proprio al recupero delle statue. Questo testimone vive da parte di chi? >> Tu l'avesti scritto? parte di sommozzatori, ovviamente sommozzatori perché le statue erano ad una profondità talmente elevata che non potevano non essere recuperate da sommozzatori certi che hanno si sono, diciamo, avvalsi della complicità di altrettante figure esperte e poi hanno tutto coperto e questo proprio ha visto è stato testimone oculare del recupero di almeno tre statue e ha raccontato appunto quello che all'epoca insomma ha visto che poi insomma è stato sepolto,

25:38 diciamo, dall'oblio e dalla complicità mafiosa di tanti personaggi. Altrettanto importante la testimali infedeli, se non >> marinai di leva infedeli, >> sì, >> che avrebbero utilizzato attrezzature della marina all'insaputo. All'insaputo dei vertici. Sì, >> così Laura ti ha raccontato. >> Esattamente. Esattamente. E poi l'ultimo testimone, anche lui, testimone oculare, era all'epoca dei fatti un sommozzatore di leva, anche lui testimone, anzi addirittura nella sua testimonianza tra appunto tra una confidenza, quindi tra parti di diciamo di racconto che lui desiderava non venissero fuori, ha fatto

26:23 dei commenti abbastanza curiosi sul libro del dottore Madeddu, ehm e lui ha detto "È come se l'avesse scritto io come se gliel'avessi raccontato io. Naturalmente lo studioso Meddu si è basato su quelle che erano le numerose testimonianze che avvalorano sempre di più l'ipotesi siciliana, fermestando che le statue appartengono a Reggio Calabria e come più volte è stato detto non soltanto dallo studioso siracusano che è appunto ospite da voi che c'è nessun interesse, nessuna nessuna pretesa ovviamente di avere le statue da noi. Quindi addirittura si parla di perché chiaramente quella del recupero di queste statue, come diceva Laura, si è avvalsa di sommozzatori e

27:09 anche di attrezzature, quindi diciamo un'operazione che non poteva passare inosservata così facilmente. >> Ma e noi ne abbiamo parlato anche con i pescatori locali di Brucoli. Uno di questi pescatori ci raccontava che in quell'epoca stiamo parlando della fine degli anni 60, quindi non stiamo parlando di adesso che chiunque raggiunge quelle profondità. ci raccontava che quelle profondità li raggiungevano solo due categorie, eh o i corallari eh che arrivavano in quelle profondità, ma stavano pochi minuti per raccogliere i frammenti di corallo e salire su di corsa e poi soprattutto chi aveva il knowhow e la tecnologia per farlo, quindi le forze militari, ehm Marina Militare e altri altre insomma chi aveva questa tecnologia in quegli anni erano erano pochissimi. Quindi questoo un po' si restringe. Sì, si si

27:56 restringe molto perché bisogna pensare, insomma, sono state salite da circa 70 m e delle statue che pesavano con tutte le terre interne almeno 300 kg ciascuna. Quindi o c'hai una tecnologia all'avanguardia per quell'epoca o un'operazione del genere non sarebbe possibile. >> Dico e tutto questo senza che i bagnanti, gli abitanti del borgo se ne accorgessero? Eh, allora i testimoni hanno raccontato che questa operazione fu fatta simulando il recupero di una bomba, perché questi questi militari infedeli così detti erano eh addetti al recupero delle bombe della Seconda Guerra Mondiale, delle mine. Si chiama Nucleos da Diei, che è un nucleo speciale. In quegli anni era un'attività praticata. Abbiamo trovato anche degli articoli sui giornali dell'epoca della fine degli anni 60 e quindi

28:42 circa Certo, certo sarebbe stato facile anche eh fare circondare l'aria per non far avvicinare nessuno per motivi di sicurezza perché insomma >> Quindi questo è lo scenario ipotetico in cui potrebbe essere avvenuto il recupero, il primo recupero perché come vi abbiamo raccontato praticamente le statue vennero recuperate una prima volta probabilmente nell'estate del 68 nascoste più volte nascoste, recuperate, poi nascoste, poi riaffondate per 3 anni fino all'ultimo viaggio che a cui ha assistito il piccolo Bertone diretto in Calabria dove inizia un altro appunto capitolo anche là arricchito da testimoni. Fin qua appunto i testimoni che possono essere considerati più o meno affidabili, alcuni nuovi, altri più vecchi che hanno parlato in varie

29:28 occasioni. La novità di questi ultimi giorni possiamo dire invece il sigillo scientifico, perché un team messo assieme, appunto, fra l'altro, da Anselmo Madeddu e con la collaborazione di sei università e diversi esperti di varie discipline, ha messo una prova scientifica. Di questo parleremo tra poco, subito dopo la pubblicità. Bentrovati a questo speciale dedicato al mistero dei bronzi di Riace con alcuni dei tanti testimoni che in questi ultimi anni sono venuti allo scoperto. Abbiamo parlato del mistero che riguarda il numero 2, 3 e tutta questa operazione clandestina, forse una importante

30:14 operazione di archeomafia. Ma vediamo adesso alla novità, l'ultimo dato scientifico che riguarda un'altra circostanza. Cioè i bronzi sono rimasti davvero 2000 anni in fondo nei fondali del mare di Riace. Su questo ormai ci sono più che perplessità. C'è uno studio condotto da sei università che vedono Catania e Ferrari in prima fila, 15 ricercatori che dicono "Non è possibile". Ci sono evidenze scientifiche che le statue non possono essere rimaste ai 7-8 m di riace, ma eh sono rimaste per 2000 anni in un fondale molto diverso, argilloso, poco illuminato, esattamente come quello che c'è al largo di brucoli, fra l'altro ricco di relitti. Allora, vediamo

30:59 insieme la seconda parte di questo speciale e poi continuiamo a commentare con i nostri ospiti. Trova una solida base scientifica grazie alla ricerca condotta da un team di 15 ricercatori di sei università in prima fila Catania e Ferrara. La conferma scientifica arriva proprio da questi laboratori qui dove ci troviamo noi ora, perché l'analisi delle terre di saldatura, cioè quelle terre che sono servite a innestare i vari pezzi dei bronzi e mostrano una somiglianza geochimica veramente sorprendente con delle terre che troviamo nell'area di Siracusa. Innanzitutto, come abbiamo fatto restringere la nostra il nostro campio di ricerca? Perché Siracusa sorge su

31:46 delle rocce carbonatiche e la ricerca di alcuni affioramenti di argilla è molto ristretto in alcuni settori, ad esempio nella zona del dei pantanelli, chiamata così, è la zona dove sfociano i fiumiane ed anapo. Ecco, un campione, esattamente questo che corrisponde al livello Cane 5, una profondità tra i 7 e gli 8 m dal piano campagna, mostra una somiglianza geochimica veramente sorprendente con il campione US 2227 che il campione utilizzato per assemblare il braccio del bronzo a e al resto del corpo. Quindi questo significa che i bronzi sono stati installati a Siracusa. >> I ricercatori universitari hanno trovato, per così dire, la pistola

32:31 fumante. Questo pezzo di argilla che ha mezzo milione di anni proveniente dalla zona del siracusano e che dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio che i bronzi provengono dal Siracusano. Questo team tutto assieme ha sviluppato indagini multidisciplinarie, ognuno nella propria tematica e tutti hanno confermato la stessa cosa. Questi bronzi provengono da profondità elevate, quindi non 7-8 m, da zone in cui manca completamente mancava completamente l'ossigeno, quindi di elevata profondità. Le concrezioni sono compatibili con elevata profondità. L'assemblaggio, come ho già detto prima, è stato prodotto a Siracusa. E infine questi bronzi non possono essere rimasti

33:17 a una profondità così bassa per 2000 anni, perché il motondoso ha questa profondità è così intenso che avrebbe interamente distrutto questo questi imbroni. >> E in particolare e cosa abbiamo studiato? La le evidenzefonomiche. le evidenze tafonomiche sono quell'insieme di eh caratteristiche chimiche, fisiche, ma soprattutto biologiche, nel caso cioè proprio dagli studi miei, che mostrano inequivocabilmente come e questi resti bronzei e si trovino a profondità compatibili con quelle che sono emerse dalla dallo studio multidisciplinare. Sicuramente profondità di parecchie decine di metri, da 70 fino a 100 m. Perché questo? Perché eh sono presenti delle croste eh biogeniche, noi le

34:04 definiamo in tafonomia, cioè croste formate da è un carbonato molto ricco soprattutto di serpulidi, come vediamo nelle immagini, che sono dei policheti, degli anellidi che crescono in condizioni di sciafilia, significa in condizioni di ridotta illuminazione e la ridotta illuminazione nei fondali marini eh ha inizio al di là di alcune decine di metri, a 8 7 m 10 metri nei fondali di Riace sicuramente c'è un ambiente molto ossigenato, molto ricco di luce. E merito di questo cappotto marino in tessuto sui fondali siciliani, se ancora oggi possiamo ammirare i dettagli ancora intatti come i riccioli della barba o l'angolo dell'occhio di questi guerrieri. I dettagli che ritroviamo oggi sulle due

34:51 statue sono così eh precise e intattiche non si potrebano conservare ad una profondità così bassa di 7-8 m perché il sedimento avrebbe funzionato come una carta abrasiva, avrebbe levigato completamente e distrutto tutti questi tipi di dettagli. >> Guerrieri, eroi o tiranni. Nell'alone di mistero che circonda le due statue c'è anche l'enigma dell'identità. A dargli finalmente un nome ci prova Anselmo Madeddu, dottore ed esperto di storia, che nel suo libro Guerrieri di Riace ha raccolto una montagna di indizi sull'ipotesi siciliana e fornito finalmente un'identità agli eroi nudi.

35:37 A distanza di anni torna l'ipotesi siciliana sull'origine dei bronzi di Riace. Un grande puzzle con tante tessere da mettere assieme. >> Sì. Eh, diciamo che l'idea mi venne dalla lettura del testo di Hollowway che per primo parlò di un'origine siciliana e anche del ritrovamento in acque siciliane e che poi attraverso il delle organizzazioni criminali queste statue furono portate poi in Calabria per essere vendute all'estero. >> Quindi se ne parla da tanto tempo, però adesso questa ipotesi siciliana sta prendendo nuova forza. Beh, sì, perché io mi chiesi per quale motivo questa ipotesi di Hallowe e anche di della Mcen fu messa da parte e sostanzialmente il motivo era legato alla nudità dei bronzi

36:22 di Riace che è un elemento distintivo dell'eroicità della divinità. Da lì l'idea di iniziare a fare una ricerca delle fonti letterarie e quindi l'individuazione di questo gruppo scultorio dell'antica Siracusa descritto da più fonti, in modo particolare da Claudio Eliano che descriveva questo gruppo scultorico. Al centro c'era Gelone all'indomani della battaglia di Mera che consegnava, deponeva le armi e le vesti e consegnava il suo mandato nelle mani del popolo. che raccontano poi Diodoro Sigolo, ma in particolare Claudio Lione che Claudio Eliano che per questo motivo il popolo lo rappresentò in questo gruppo scultorio. Sì, la la nudità ci sta perché ripeto, le fonti storiche lo attestano la presenza di una statua del regielone che viene raffigurata. Il testo parla proprio di

37:09 ghumnos, cioè che in greco significa nudo e dopo la morte. E da lì l'idea di mettere insieme i tasselli di tutta la ricerca scientifica archeometrica che era maturata negli ultimi 20 anni, 30 anni e quindi faccio un esempio dalla analisi dei radiotopica dei metalli che ci dicono che provenivano dalla dalla Sardegna e non dall'area orientale della Grecia o l'analisi geochimica delle terre eccetera. Mettendo insieme tutti questi tasselli veniva fuori questo quadro molto chiaro che portava verso i dinomenichi, cioè i tiranni di Sicilia. Uno dei bronzi sarebbe dunque il tiranno gelone a cui scrivono gli storici dell'epoca ne vennero affiancati altri due. Questo gruppo scultorio finì poi con ogni probabilità in fondo al mare in un naufragio dopo la conquista romana di

37:55 Siracusa. Studiando centinaia di fonti storiche, Madeddo è risalito anche al papà delle due statue. >> Pitagora da Reggio non è un'ipotesi campatenaria. Pitagora era il più eh importante scultore alla corte dei dinomeni. E i dinomeni, allora, i tiranni di Sicilia, erano probabilmente gli unici che potevano avere in quell'epoca il potere economico e il potere politico di una tale commissione. Quindi, diciamo che è un mosaico indiziario dove tutto torna. >> Il re è nudo. Dopo 50 anni anche la verità può venire a Galla. Possiamo concludere che i bronzi sono siciliani. Ecco, io su questo eh sì, possiamo sicuramente concludere che i bronzi sono

38:40 siciliani, ma vorrei lanciare per ennesima volta proprio un messaggio molto chiaro, che nessuno vuole togliere nulla alla Calabria, che ormai i bronzi di riascio rappresentano l'immagine iconica della Calabria nel mondo ed è giusto che restino a Reggio Calabria, ma è altrettanto giusto rendere giustizia, scusando il gioco di parole, alla verità, perché in realtà i bronzi venivano dalla dalla Sicilia e pur eh ribadendo che devono restare a Reggio Calabria, La paternità va assolutamente rivisitata da questo punto di vista. >> Ecco, sì, vi abbiamo spiegato il titolo di questo speciale, il re nudo, perché appunto c'è questo episodio della della storia siracusana in cui Gelone si presentò senza le vesti al popolo. È

39:26 stata Selmo, questa imponente ricerca di mettere assieme tutti gli indizi che si sono accumulati. Tu hai espulciato centinaia di fonti storiche e le hai accumulate in questo libro. >> Sì, il mistero di guerra di Riace, questo questo libro di 400 pagine che, diciamo, ha dato un po' in là a tutto poi il resto della del della ricerca e che è partita >> anche anche a quella scientifica. >> Anche a quella scientifica, sì, perché abbiamo messo insieme, ecco, il metodo, tanti mi hanno sempre contestato, ma tu che c'entri? Tu sei un medico, tu fai il presente dell'ordine dei medici, eccetera, che c'entri tu con l'archeologia, con la ricerca? Allora, io ho sempre risposto che in realtà la ricerca scientifica segue una sua metodologia che segue un linguaggio universale, qualsiasi eh l'oggetto, eh

40:12 cosa fa un medico che fa la diagnosi se non quello di fare il detective e cercare di capire, partendo dagli indizi che nel nostro campo si chiamano sintomi e segni clinici per arrivare a una verità, sia essa clinica o essa archeologica o storica, che comunque segue le stesse regole della ricerca. E allora lì, in quel caso, mettendo insieme tutto, le conoscenze scientifiche già esistenti, le fonti storiche già esistenti, arrivai a tirare fuori questa ipotesi su questo libro partendo da da Hollowway. Qual è la novità che viene fuori da questo studio? All'indomani della pubblicazione del libro iniziamo a lavorare con il professore Cirrincione, con tutti gli altri studiosi, quindi 15 studiosi, sei università, andando a sondare. Ecco, questa è la pubblicazione che è stata fatta su >> che è appena uscita, fra l'altro, un importante rivista scientifica. Italian

40:58 Journal of Geoscience, che è una delle più prestigiose riviste del del settore. E su con questo studio abbiamo sondato sostanzialmente tre linee di ricerca e una sulle terre di saldatura, una sulle terre di fusione e una sulla deposizione delle statue. Ecco, facciamo capire bene, >> ci sono alcuni dei risultati che vi abbiamo mostrato, ma non solo, perché le discipline sono tante, sono diverse. >> Sì. E dentro abbiamo messo in questo gruppo tante figure. C'è l'archeologo, c'è lo storico, c'è il geologo, c'è il paleontologo, il biologo marino, l'archeologo subacqueo, l'esperto di leghe di metalli, l'esperto di patine di corrosione, eccetera. Tutto questo perché un approccio >> naturalmente sulle foto dell'epoca avete sono stati condotti foto fatte

41:43 ingrandimenti di foto ad altissima definizione che potesse mettere erano gli unici testimoni muti di quello che è successo perché chiaramente tutto quello che si è impresso sulla pelle delle statue sono i testimoni di tutto ciò che è stata la storia posta a fondamento di queste statue. Solo questi testimoni muti ci possono raccontare veramente dove sono state queste statue. Quindi su queste tre linee, ecco, magari spieghiamo un pochettino meglio ai telespettatori che cosa significa ter di saldatura terifusione eccetera >> perché abbiamo detto la pistola fumante, la prova scientifica inappoppugnabile, appunto quel cilindro di argilla che ha mezzo milione di anni che è stato trovato vicino alla fonte del cian e che è esattamente identico. C'era un grafico nello speciale, non so se l'avete notato, che sovrapponeva i due le due argille e che dimostrava che erano assolutamente sovrapponibili. Cosa vuol

42:30 dire? Cosa sono queste anti? >> Vuol dire questo che eh queste statue, così come tutte le grandi statue dell'antichità, erano realizzate in sezioni anatomiche, quindi erano 14 sezioni anatomiche che poi venivano fabbricate in un in una in un'officina, in una atelier di bronzisti e poi venivano saldate e installate, quindi assemblate nel luogo dove dovevano essere poi installate definitivamente e collegate definitivamente. E gli i restauratori dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma scrissero una relazione interessantissima, da qui la curiosità nostra, dove dicevano che c'era una differenza geochimica nettissima tra le terre interne ai singoli pezzi, terre di fusione e le terre interne alle giunture, quindi le terre di saldatura, quelle che si usavano per fare i perni di terra corta su cui fare i supporti. Ebbene, questa differenza è spiegabile soltanto con la soluzione che sono state

43:17 fabbricate in un posto e poi assemblate, saldate, installate in un altro posto >> come IKEA, diciamo che si contono poi le assemblate si è fatta eronia, ma è esattamente così. addirittura c'è una chiesa >> quindi fabbricate abbiamo detto in Calabria perché l'ipotesi della paternità secondo studio, mentre mentre la di ricerca ha confermato che l'origine delle terre di saldatura sono di una cava d'argilla nei pressi del fiume ANAP, quindi installate in Sicilia, invece, come diceva giustamente lei, le terre di fusione ci riportano non tanto ad Argo dove eh si era ipotizzato in un primo tempo, in realtà ci portano sul delta del Crati in Calabria, quindi a Sibari che è un dato di estremo interesse perché in realtà già quel sito era stato individuato dai ricercatori della scuola francese

44:03 d'Atene che ha individuato nelle terre di Sibari e nella Talier di Sibari il luogo di produzione dell'Auriga di Delfi che è un'altra celebre opera sempre commissione dei dinomeniti dalla dalla Sicilia. Allora, possiamo spiegare così, semplificando un po' per i nostri telespettatori, le diverse parti realizzate in Calabria, a Sibari, probabilmente, poi trasportate a Siracusa e qui assemblate per essere esposte dove? Abbiamo visto una ricostruzione con l'intelligenza artificiale di questo gruppo scoltorio di Tre Statue più le teste di Leone. Dove sarebbero state collocate? >> Ci sono diverse ipotesi che i vari ricercatori Sì. si è fatto nel nello studio. Secondo me quella più accreditata è quella del professore Malnati e il quale sostiene che

44:49 sia il tempio di Atena, quello più l'Atena, no? Quindi quello che c'è all'interno oggi del Duomo, di Piazza Duomo ad Ortigia per due motivi. Uno perché quel tempio era stato dedicato proprio da Gelone in ricordo della battaglia di Mera, della vittoria di Mera che era proprio l'input da cui parte il gruppo scultorio. Secondo motivo perché Cicerona nel 75 aant. di Cristo quando descrive eh Ortigia eh nelle verrine, quindi la ringa contro Verre, scrive che all'interno del tempio d'Atenena c'erano tutti i ritratti eh dei re dei sovrani di Siracusa, quindi donario dinastico dei santuario dinastico dei sovrane e quindi questo ci fa capire che molto probamente se c'è un posto c'era quello era il più >> era quello e poi listacusa fu saccheggiata dai romani appunto credo nel

45:35 compatibilità col luogo con Bruoli. Certo, Laura, lasciamo stare un po' la storia. Torniamo adesso all'attualità e stai preparando una nuova puntata di questo giallo e poi mi chiedo, eh, ti cercano i testimoni cercano, sei tu che li cerchi? No, no, sono stati loro a farsi avanti all'inizio. Ovviamente il primo l'ho cercato io perché, insomma, l'avevo avevo visto un'intervista su Rai 3, quindi, insomma, chiaramente l'ho trovata interessante, l'ho contattato e lui molto insomma eh si è reso disponibile tranne, appunto, per nascondere la sua entità, no? quei testimoni, insomma, qualcuno si è fatto avanti e qualcun altro l'ho cercato io. Devo aggiungere che ho anche incontrato

46:20 la figlia che vive in America del dell'archeologo che per primo ha fatto questa ipotesi e che durante, diciamo, la conversione ha confermato quanto diceva il padre, cioè lei aveva più volte sentito che il padre parlava dei bronzi di Riace e parlando appunto e ipotizzando il fatto che fossero stati comunque ritrovati a Siracusa. Anche questa è stata una testimonianza significativa perché lei era una testimonetta padre il primo a parlare di questo di questa straordinaria comunque storia. Altra cosa che va aggiunta, ci sono eh sette testimonianze fino adesso, ci sono delle evidenze scientifiche ehm grazie

47:06 eh grazie appunto agli universitari, grazie agli storici, grazie a diverse figure, archeologi, biologi. C'è anche un'inchiesta della magistratura che insomma è stata avviata dai carabinieri e che ancora, diciamo, non ha prodotto risultati concreti. Insomma, ci sono tanti tanti tasselli perché questa questa storia questa straordinaria storia dei bronzi aggiunga un altro capitolo in un mistero che appunto è antico di 50 anni, oltre 50 anni. >> Grazie Laura. Diciamo anche che forse i magistrati troveranno un po' di lavoro già già pronto, preparato. Basta spulciare appunto il libro Fra le altre cose di Anselmo. Siamo in conclusione e

47:53 tu in in quelle interviste abbiamo realizzato proprio sul pontile di Brucoli dicevi i bronzi devono restare in Calabria. Fra l'altro con la pubblicazione di questo articolo sei stato chiamato anche dai colleghi calabresi. Come l'hanno presa queste queste notizie? Ma devo dire che l'hanno presa bene, anche perché abbiamo lanciato un messaggio forte e chiaro e abbiamo detto, sebbene queste statue poi la ricerca scientifica a noi non interessa tanto quello che dicono i testimoni, sì, ha un grande interesse giornalistico, però a noi interessa l'aspetto scientifico. Adesso l'aspetto scientifico ci dice che queste statue sono state deposte per 2000 anni, non sicuramente a Ria, era un altro posto e qualcuno ce l'ha dovute portare a Ria. Quindi questa accredita la tesi dell'archeomfia. Ma al di là di questo, voglio dire che questo tortuoso percorso attraverso storie di archeomfia eccetera, ha riportato i bronzi nel

48:39 luogo dove la mente geniale del loro papà e cioè la mente di Pitagora da Reggio le aveva concepite e quindi ecco in un certo senso viene legittimato il possesso della Calabria, oltre al fatto che rappresentano ormai l'immagine iconica della Calabria. Quindi, diciamo che l'hanno presa molto molto bene. Io sempre dico che Sicilia e Calabria in questo sono devono essere molto molto alleate e nessuno vuole rubare nulla alla Calabria. piuttosto, ecco, mi mi lasciami passare la battuta e io mi sorprendo invece ecco è più molto più calabrese questa ipotesi siciliana e di tante altre ipotesi che sono state fatte da qualche studioso calabrese che in nome della Calabria va dicendo da anni che queste statue provengono da Argo o da Atene e sai, a furia di dirlo, prima

49:25 o dopo magari il governo di Atene ci chiederà pure e ci chiederà la restituzione di queste statute. Questa è una tesi invece molto italiana, tutta italiana, Magna, Grecia e Sicilia e che trova sicuramente un supporto scientifico. Io dico che se una battaglia bisogna farla, non è una guerra tra poveri tra Sicilia e Calabria, ma bisogna fare la battaglia per pretendere la restituzione di questo enorme patrimonio archeologico italiano che ci è stato derubato e che si trova in tanti musei americani, >> di cui bisognerebbe aprire qualche porticina in qualche cantinato. E allora siamo in conclusione. Il re nudo. Mi ricorda anche la favola in cui tutti sapevano che il re era nudo e nessuno voleva dirlo fino al bambino, al bambino che ha detto la verità. Insomma, tante teste di questo puzzle e messe assieme, forse qualcun altro dovrebbe prendere parte anche a questo gioco, mi riferisco

50:12 autorità, governo o magistratura per completare davvero il quadro. Grazie ad Anselmo Madeddu, autore di questo giallo archeologico, il mistero dei guerrieri di Riace. Grazie a Laura Valvo, capo servizio della redazione di Siracusa del quotidiano La Sicilia. Spero che abbiate vi siete appassionati anche voi a questo giallo. a tutti un buon pomeriggio.

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