Storia Greca 12: Le guerre persiane (Sub Ita | En)

Breve Sommario

Il video ripercorre gli eventi che portarono alla battaglia di Maratona nel 490 a.C., un momento cruciale nelle guerre persiane. Viene analizzato il contesto storico, le motivazioni di Dario, le strategie militari e le conseguenze della vittoria ateniese.

  • La rivolta ionica e la reazione persiana.
  • La spedizione di Mardonio e i preparativi di Dario.
  • La battaglia di Maratona: strategie, tattiche e risultati.
  • Il significato della vittoria ateniese e le sue conseguenze politiche.

Le Mire Espansionistiche di Dario

Dopo la rivolta ionica, Dario, re persiano, iniziò a rivolgere le sue attenzioni verso la Grecia, non necessariamente con l'obiettivo di conquistarla completamente, ma piuttosto per estendere il suo dominio nell'Egeo e isolare le città microasiatiche dalla Grecia continentale. Atene ed Eretria si schierarono con i Greci d'Asia, provocando l'ira persiana, che considerava tale intervento un'ingerenza in affari interni al loro impero.

La Prima Iniziativa Persiana in Occidente

Nel 492 a.C., Mardonio condusse una spedizione persiana nella satrapia di Tracia, con l'obiettivo di attaccare Atene ed Eretria e ristabilire l'autorità di Dario. Nonostante le difficoltà incontrate con la tribù tracica dei Birgi e la perdita di metà della flotta durante la circumnavigazione del promontorio dell'Athos, la campagna fu considerata soddisfacente per i Persiani.

I Preparativi di Dario e la Richiesta di "Terra e Acqua"

Nel 491 a.C., Dario iniziò i preparativi per una vera e propria spedizione contro Atene ed Eretria, inviando ambasciatori alle poleis greche per richiedere "terra e acqua", un simbolo di sottomissione all'autorità persiana. Mentre molte città insulari e continentali accettarono la richiesta, Atene, influenzata da Milziade il Vecchio, rifiutò e uccise i messaggeri di Dario, segnando una chiara volontà di guerra.

La Rivalità tra le Poleis e l'Attacco a Egina

Dario cercò di riaccendere la conflittualità tra le poleis greche, aizzando Egina, rivale di Atene, che aveva risposto positivamente all'invito persiano. Gli Spartani intervennero, catturando ostaggi di Egina per la sua posizione filopersiana, ma il successivo rifiuto di restituirli scatenò ostilità che si conclusero con la vittoria della flotta di Egina.

La Spedizione Persiana e la Conquista di Eretria

Nel 490 a.C., una flotta persiana guidata dal generale Dati e da Artaferne salpò dalla Cilicia verso le Cicladi, devastando Nasso. Dopo aver conquistato Caristo, Dati si concentrò su Eretria, che fu assediata, tradita e duramente punita per il suo intervento in Asia, con l'incendio dei templi e la deportazione di parte degli abitanti in Susiana.

Lo Sbarco a Maratona e la Strategia di Milziade

Su consiglio di Ippia, i Persiani sbarcarono nella piana di Maratona, dove furono ben accolti da elementi locali favorevoli alla famiglia del vecchio tiranno. Nonostante la situazione di pericolo, gli Ateniesi, su proposta di Milziade il Giovane, decisero di affrontare il nemico in campo aperto e inviarono una richiesta di aiuto agli Spartani.

La Battaglia di Maratona

Un esercito di 9.000 opliti ateniesi e plateesi affrontò l'armata persiana, numericamente superiore. Dopo alcuni giorni di stallo, Milziade convinse gli altri comandanti ad attaccare. Nel settembre del 490 a.C., l'abilità strategica di Milziade, la conoscenza della tattica militare persiana e la superiorità degli opliti greci portarono alla vittoria ateniese. Le truppe persiane furono travolte e costrette a ritirarsi, lasciando sul campo un ingente numero di caduti.

Il Ritorno della Flotta Persiana e la Difesa di Atene

Dopo la battaglia, Dati si affrettò a doppiare Capo Sunio e a dirigersi verso il porto del Falero, con l'intenzione di attaccare Atene a sorpresa. Tuttavia, la tempestiva mossa di Milziade, che riportò indietro le truppe e le schierò in difesa della città, sventò il piano persiano, costringendo Dati a ritirarsi verso l'Asia.

Le Conseguenze della Vittoria di Maratona

La vittoria di Maratona accrebbe notevolmente il prestigio di Atene nel mondo greco, e i "Maratonomachi" divennero simboli di soldati ideali. Per i Persiani, Maratona fu un incidente di percorso in una spedizione che aveva comunque portato alla conquista delle Cicladi e alla punizione di Eretria. Dario, tuttavia, non rinunciò ai suoi propositi di vendetta contro Atene.

Summarize any YouTube video in seconds

Get summaries like this one for any video, in your language, with the free Summ app.

Download on the Apple Store
Get it on Google Play

Trascrizione

YouTube Transcript Generator

1:12 Negli anni immediatamente successivi alla rivolta Ionica il mondo greco diviene progressivamente oggetto preferenziale delle mire espansionistiche del re persiano Dario Secondo alcuni storici in realtà non esisterebbe da parte di Dario motivo per far pensare che il suo scopo fosse quello di sottomettere la Grecia come sovente si crede ma nonostante tutto è impossibile negare che il sovrano achemenide fosse pronto a rinunciare così facilmente ad estendere il proprio dominio anche lungo l'area dell'Egeo per isolare strategicamente le città micro asiatiche della Grecia continentale. Tale prepotenza non fu certo gradita a due poleis della madrepatria greca:

1:57 Atene ed Eretria che ad un certo punto decisero di vendicarsi schierandosi al fianco dei Greci d'Asia in una rivolta che può essere giustamente considerata una vera e propria provocazione giacché i Persiani immediatamente la interpretarono e prima di tutto la percepirono come una fastidiosa ingerenza - soprattutto non dovuta - in questioni interne al loro impero. Nel 492 a.C si attesta la prima iniziativa persiana in Occidente ovvero una grossa spedizione condotta da Mardonio nella satrapia di Tracia che secondo la preziosa testimonianza di Erodoto pare fosse indirizzata ad attaccare le città di Atene, prima e di Eretria, dopo

2:44 attacco forse finalizzato a ristabilire l'autorità del Grande Re Dario in un'area che era stata a sua volta interessata dalle ripercussioni della rivolta Ionica. Il bilancio complessivo della campagna tutto sommato può ritenersi soddisfacente per i Persiani nonostante le numerose difficoltà create dalla tribù tracica dei Birgi nonché la perdita di circa metà della flotta durante le operazioni di circumnavigazione del promontorio dell'Athos. E' invece nel 491 a.C che Dario inizia i preparativi per una spedizione vera e propria contro Atene ed Eretria inviando nello stesso tempo ambasciatori alle poleis greche

3:30 che riferissero di una precisa richiesta del Re Terra e Acqua cioè, secondo una ben nota simbologia persiana Dario desiderava il riconoscimento formale della sua autorità. La risposta all'iniziativa diplomatica del Re fu parzialmente positiva dato che tutte le città insulari e diverse città continentali alla fine appoggiarono la richiesta del sovrano. Nettamente diversa fu però la reazione di Atene dove si fece sentire la pesante presenza di Milziade il Vecchio il quale rientrato in patria due anni prima dal Chersoneso tracico era stato perseguitato invano dai suoi avversari Alcmeonidi con molta probabilità che lo accusarono di avere instaurato un regime tirannico in quella regione.

4:17 Il ruolo svolto da Milziade fu davvero decisivo. Le posizioni antipersiane prevalsero rispetto a quelle Alcmeonidi di aprire favorevolmente ad un'alleanza con Dario e gli Ateniesi difatti risposero con un atto che indicava palesemente e inevitabilmente una forte volontà di guerra e tale atto fu l'uccisione dei messaggeri inviati da Dario. Gli intenti del Gran Re erano finalizzati ad ottenere anche un altro importantissimo effetto ovvero riaccendere in modo molto astuto la conflittualità tra le poleis aizzando, ad esempio, una rivale ateniese di vecchia data vale a dire la vicina e potente isola di Egina che così come le altre città insulari aveva risposto positivamente all'invito del Gran Re.

5:03 Gli Spartani consegnarono ad Atene alcuni ostaggi di Egina catturati per la posizione filopersiana dell'isola e il successivo rifiuto di restituirli alla madrepatria dopo l'intesa raggiunta tra Egineti e Spartani scatenò tutta una serie di ostilità nei primi mesi del 490 a.C secondo una cronologia abbastanza discussa ricavata da Erodoto ostilità che si conclusero con la vittoria della flotta di Egina. Incombeva però su Atene una minaccia ancora più grave. Al comando del generale medo Dati coadiuvato dal nipote del Re Artaferne nella primavera del 490 a.C un'imponente flotta persiana su cui pare si fosse imbarcato anche il vecchio tiranno Ippia salpò dalla Cilicia in direzione delle isole Cicladi.

5:53 La traversata dell'Egeo avvenne senza grosse difficoltà tranne la resistenza di Nasso il cui territorio venne conquistato e devastato. Per il resto, i Persiani scelsero di non ricorrere alla forza nei confronti degli abitanti dell'isola dei quali, al contrario, i Persiani cercarono furbamente di accattivarsi il consenso con il sacrificio ad Apollo compiuto dal loro generale durante la sosta a Delo. Con l'arrivo della flotta in Eubea lo scopo essenzialmente punitivo della spedizione apparve più chiaro. Dopo aver conquistato la città Caristo che aveva a sua volta rifiutato la consegna di ostaggi il generale Dati finì per concentrarsi proprio sulla sola Eretria che dopo un breve assedio e soprattutto a causa di un tradimento

6:41 venne conquistata e duramente punita per il suo intervento in Asia con un devastante incendio dei templi e con la deportazione di una parte degli abitanti nella lontana Susiana. I Persiani poterono così occuparsi dell'altro e ben più importante obiettivo della campagna militare ossia Atene e su consiglio di Ippia sbarcarono prontamente in una località dell'Attica nord-orientale la famosa piana di Maratona dove forti dell'appoggio di elementi locali favorevoli alla famiglia del vecchio tiranno i Persiani e Ippia vennero ben accolti. Malgardo la situazione di grave pericolo gli Ateniesi non rinnegarono la convinta scelta anti-persiana e su proposta di Milziade (il Giovane) uno dei dieci strateghi

7:30 decisero di non attendere il nemico in città come gli Eretriesi avevano fatto ma piuttosto scelsero di andargli incontro e nello stesso tempo venne altresì inviata un' urgente richiesta d'aiuto agli Spartani. Un esercito di 9.000 opliti rafforzati da un certo numero di schiavi affrancati e ben armati per l'occasione incluso un contingente militare di mille uomini fornito dalla fedele città alleata di Platea raggiunse la piana di Maratona dove arrivò la notizia che gli Spartani però, impegnati nella celebrazione delle Carnee erano obbligati dalle leggi civiche ad attendere il plenilunio il che significava una decina di giorni prima di intraprendere una spedizione militare.

8:17 Ateniesi e Plateesi si trovarono perciò soli ad affrontare un'armata di consistenza doppia rispetto alle loro forze militari. Dopo che per alcuni giorni i due eserciti si fronteggiarono Milziade (il Giovane) convinse gli altri comandanti ad attaccare battaglia e nel settembre del 490 a.C ebbe luogo una memorabile battaglia nella quale l'abilità strategica di Milziade che poté avvalersi della sua ampia conoscenza in termini di tattica militare persiana nonché la superiorità stessa degli opliti greci per armamento e tecnica militare si rivelarono ben più importanti della consistenza numerica dell'esercito persiano. Benché fossero inizialmente riuscite a sfondare al centro

9:06 le truppe di Dati furono travolte e accerchiate dalle ali dello schieramento greco e non poterono far altro che ritirarsi e imbarcarsi frettolosamente sulle loro navi lasciando sul campo di battaglia un ingente numero di caduti circa 6.400 stando alla testimonianza di Erodoto Meno pesante fu il bilancio delle perdite ateniesi che contavano 192 caduti sepolti nella stessa piana di Maratona su di un imponente tumulo che le indagini archeologiche hanno consentito oggi di individuare. La battaglia era già da tempo conclusa quando arrivarono gli ormai superflui rinforzi spartani che dal canto loro si limitarono soltanto a prendere atto

9:54 dell'eccellente risultato conseguito da Atene. Ma i pericoli per Atene non erano ancora finiti tuttavia. Una volta abbandonata la piana di Maratona Dati si affrettò con la sua flotta a doppiare Capo Sunio e a dirigersi verso il porto del Falero perché avvertito da segnalazioni provenienti dalla terraferma e trasmesse tramite uno scudo da alcuni traditori interni. Dati era così in procinto di attaccare a sorpresa la città prima del ritorno dell'esercito. La tempestiva mossa di Milziade, però, preoccupato di riportare indietro le truppe in breve tempo e di schierarle in difesa di Atene riuscì a sventare in modo eccellente il piano dell'abile generale persiano

10:40 al quale non rimase altro che dirigersi verso l'Asia. Incerto ma non inverosimile risulterebbe il coinvolgimento nella vicenda degli altri Alcmeonidi i quali, secondo una voce riportata dallo storico Erodoto sarebbero stati responsabili del fallito tentativo di consegnare la città al nemico. La vittoria conseguita a Maratona resta comunque per Atene un evento di considerevole importanza che ne accrebbe notevolmente il prestigio nel mondo greco tanto che i suoi protagonisti i cosiddetti "Maratonomachi" saranno per molto tempo additati come modelli di soldati ideali e soprattutto soldati simbolo di una fase politica

11:25 in cui prima dello sviluppo di una vera e propria flotta e soprattutto prima del passaggio alla democrazia radicale rappresentavano in quanto cittadini di censo oplitico l'elemento forza della polis. Per i Persiani, invece, Maratona non fu una vicenda di grande significato. Inserita nel contesto di una spedizione nel corso della quale furono conquistate le Cicladi e duramente punita Eretria per il suo intervento in Asia la sconfitta subita contro Atene rappresentò una sorta di incidente di percorso per Dario Non ancora intenzionato a chiudere definitivamente i giochi il Grande Re cercò di rafforzare ulteriormente i suoi propositi di vendetta nei confronti della potente polis attica.

Share

Riassunti di video YouTube