Vaccino COVID e tumori: conseguenze inaspettate dopo 5 anni?

Breve Sommario

Il video discute un recente studio pubblicato su Nature che rivela un effetto inaspettato dei vaccini anti-COVID a mRNA: un potenziale miglioramento nella sopravvivenza dei pazienti oncologici in trattamento con immunoterapia. Il video spiega come funzionano i vaccini a mRNA, il loro sviluppo e come questa tecnologia potrebbe essere utilizzata per combattere i tumori.

  • I vaccini a mRNA potrebbero migliorare la sopravvivenza nei pazienti oncologici.
  • La tecnologia mRNA potrebbe essere utilizzata per creare vaccini antitumorali personalizzati.
  • Un effetto sinergico tra vaccini mRNA e immunoterapia potrebbe portare a risultati significativi nel trattamento del cancro.

Introduzione

Il video introduce una scoperta sorprendente riguardante i vaccini anti-COVID con tecnologia mRNA e il loro impatto sui tumori. L'autore ammette di aver utilizzato un titolo accattivante per attirare l'attenzione, ma sottolinea la serietà dell'argomento. Si dichiara favorevole ai vaccini e chiarisce che la discussione non riguarda un effetto indesiderato dei vaccini, ma un effetto inaspettato e potenzialmente positivo. La tecnologia mRNA, utilizzata per la prima volta durante la pandemia, potrebbe essere applicata per affrontare la sfida contro i tumori.

Cosa sono i vaccini a mRNA

La storia dei vaccini a mRNA è sorprendente perché, nonostante la percezione di essere una tecnologia nuova, è il risultato di oltre 30 anni di ricerca. Alcuni ricercatori hanno iniziato a studiare come usare l'RNA messaggero (mRNA) per istruire le cellule del corpo a produrre specifiche proteine. L'mRNA è paragonato a un libretto di istruzioni che viene spedito dal nucleo della cellula al laboratorio di produzione delle proteine. L'idea era di insegnare direttamente al corpo a produrre una proteina del virus, attivando il sistema immunitario. Le difficoltà tecniche hanno richiesto 30 anni per una reale applicazione commerciale, ma la pandemia ha accelerato il processo.

Vaccino anti-COVID

Un vaccino mRNA funziona come un'istruzione temporanea. L'RNA messaggero induce le cellule a produrre una proteina specifica del virus, come la proteina Spike nel caso del COVID-19. Questa proteina viene riconosciuta come estranea dal sistema immunitario, che impara a difendersi. L'mRNA non entra mai nel nucleo delle cellule, quindi non modifica il DNA, e il messaggio scompare in pochi giorni, ma la memoria immunitaria persiste più a lungo.

Lo studio su Nature

Lo studio pubblicato su Nature suggerisce che i vaccini anti-COVID a mRNA potrebbero migliorare la sopravvivenza nei pazienti oncologici in trattamento con immunoterapia. I ricercatori hanno analizzato diversi gruppi di pazienti, tra cui uno di quasi 900 persone affette da tumore del polmone. Tra questi, 180 avevano ricevuto un vaccino COVID a mRNA entro 100 giorni dall'inizio della terapia. Chi aveva ricevuto il vaccino mostrava una sopravvivenza quasi doppia rispetto a chi non lo aveva ricevuto. La differenza rimaneva significativa anche dopo aver considerato diverse variabili. L'effetto era specifico del vaccino anti-COVID mRNA, mentre altri vaccini tradizionali non mostravano lo stesso vantaggio.

Cosa ci aspetta per il futuro?

Per il futuro, si pensa a vaccini a mRNA personalizzati, mirati specificatamente a un determinato tumore o a uno specifico paziente. Se i dati dello studio dovessero essere confermati, significherebbe che già oggi disponiamo di un'arma economica e ampiamente disponibile, il vaccino contro il COVID, con il potenziale di dimezzare la mortalità per molte forme di cancro. Il video conclude con un paragone storico, ricordando come nel 1891 il medico William Coly osservò che alcuni pazienti malati di tumore guarivano miracolosamente dopo aver superato un'infezione batterica, suggerendo che l'infezione risvegliasse il sistema immunitario.

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Trascrizione

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0:00 Pochi ricercatori disonari avevano in effetti previsto qualcosa del genere, ma certamente non in questi termini. Un recente studio pubblicato su una delle riviste più prestigiose del mondo, Nature, rivela un'inaspettata conseguenza dello sviluppo dei vaccini anti Covid con tecnologia mRNA e che riguarda i tumori. Una scoperta che per modalità e effetti ha tuttavia stupito gli stessi autori della ricerca. Voglio essere onesto con te, sarei un bugiardo se dicessi che con il titolo non ho voluto provare ad attirare, a stuzzicare un po' la tua attenzione, ma i giochini finiscono qui perché l'argomento è serio, la scoperta potenzialmente entusiasmante e non voglio in alcun modo scatenare inutili, sterili discussione che tanto non porterebbero a nulla. La

0:46 mia posizione sui vaccini è nota. Sono assolutamente favorevole e ci tengo a dire subito un'altra cosa, così guarda, così sgombriamo subito il campo da ogni equivoco. Quello di cui vorrei parlarti oggi non è un effetto indesiderato dei vaccini contro il Covid, perlomeno nell'accezione comune del termine. È un effetto inaspettato, quello sì, ma certamente non indesiderato. un effetto di quelle iniezioni che milioni di persone hanno ricevuto e che secondo le stime più recenti e conservative potrebbero aver salvato oltre 2 milioni e mezzo di persone. La notizia di cui parliamo oggi riguarda infatti un possibile potenzialmente imminente utilizzo della stessa tecnologia mRNA, quello che ha trovato la prima volta applicazione durante la pandemia per affrontare una sfida completamente

1:31 diversa, quella contro i tumori. Prima di iniziare ancora una cortesia. Qualunque sia la tua posizione, il tuo pensiero su questi temi, io li rispetto e ti lascerò tutto lo spazio che desideri nei commenti per esprimerli. Ma quello che ti chiedo fin d'ora è di portarli avanti con educazione e toni pacati. Le crociate non sono utili a nessuno e se lo desideri puoi semplicemente chiudere questo video e passare oltre. Se invece per qualsiasi motivo sei interessato, a prescindere dalla tua posizione, iniziamo con un rapido ripasso su cosa siano i vaccini mRNA. Ma come sempre il video te l'ho suddiviso in capitoli, così cheé tu possa saltare immediatamente le parti che più ti interessano. La storia dei vaccini a mRNA è in qualche modo sorprendente perché di fatto la percezione è che sembra una tecnologia nuova, quando in realtà è il risultato

2:17 finale di oltre 30 anni di ricerca. Tutto comincia al finire dei mitici anni 80 e inizio degli anni 90, quando la musica si poteva ancora chiamare tale e alcuni ricercatori iniziarono a studiare come usare l'RNA messaggero mRNA per istruire le cellule del corpo a produrre specifiche proteine. Ma cos'è effettivamente l'RNA messaggero? In parole semplici, può immaginarlo come un libretto di istruzioni contenuto in una busta che viene spedita dal nucleo della cellula al laboratorio di produzione delle proteine che si trova da qualche parte nella parte più esterna della cellula. serve a far partire la produzione della proteina giusta al momento giusto. Quando la busta arriva a

3:02 destinazione, la proteina viene assemblata con questo e, fatto chiave, il manuale di istruzioni viene buttato nella raccolta differenziata della carta. Puff, sparito. L'idea dei ricercatori, se ci mettiamo nei loro panni di 30 anni fa, era straordinaria, ma come spesso accade con le intuizioni geniali, oggi ci appare banalmente semplice. Invece di iniettare una proteina del virus, come nei vaccini tradizionali, perché non insegnare direttamente al corpo a prodursela da solo? In questo modo la proteina viene prodotta dalle tue cellule, ma subito riconosciuta come estranea, attivando il sistema immunitario che in qualche modo impara a eliminarla e a difendersi nel caso si

3:48 ripresentasse davvero in forma di microorganismo vivo e attivo. Il fatto che siano passati 30 anni tra questa prima intuizione e una reale applicazione commerciale che la dice lunga sulle difficoltà tecniche, tecnologiche incontrate lungo la strada, ma noi saltiamole a pie pari e passiamo ai vaccini anti Covid perché è stata proprio la pandemia a fungere da acceleratore. Le aziende Biontech Pfizer e Moderna avevano già in qualche modo piattaforme pronte e grazie agli investimenti e alla collaborazione scientifica mondiale sempre troppo sottovalutata, i primi vaccini hanno avuto l'autorizzazione nel 2020 e sono stati da loro iniettati letteralmente miliardi di volte. In pratica, per riassumere, perché poi questo è il concetto che ci servirà davvero per capire lo studio appena pubblicato, un

4:34 vaccino mRNA funziona un po' come un'istruzione temporanea. Contiene RNA messaggero, che è il nostro manuale di istruzioni, che induce le cellule a produrre una proteina specifica del virus. Nel caso del Covid, la famosa proteina Spike. Una volta prodotta, questa proteina viene riconosciuta immediatamente come estranea dal sistema immunitario che impara a difendersi. Il bello è che l' mRNA non entra mai nel nucleo delle cellule, quindi non modifica il tuo DNA, perché ti ricordo che l' mRRNA è solo la nostra busta con le istruzioni copiate, non la copia originale del manuale custodita gelosamente nel nucleo in forma di DNA e questo significa anche che il messaggio scompare in pochi giorni, ma non la memoria immunitaria che invece persiste molto più a lungo. Sono un pessimo

5:19 divulgatore, lo so, ma se nonostante tutto sono riuscito a spiegarti il funzionamento, probabilmente starei già intuendo come questo possa essere applicato ai tumori, ma in realtà la scoperta è ancora più stupefacente e per spiegartela spero mi perdonerà il dottor Perry Wilson per avergli rubato le parole che la spiegano meglio di quanto mai potrei sperare di fare io. In questo preciso istante da qualche parte, nel tuo corpo e così anche nel mio, c'è una cellula che si è appena trasformata diventando cancerosa. È praticamente inevitabile che succeda perché un corpo umano è fatto da 35.000 miliardi di cellule, ognuna con un DNA composto da 6 miliardi di basi, ciascuna delle quali può andare incontro a mutazioni imprevedibili in ogni momento della sua esistenza e questo nonostante i numerosi

6:06 meccanismi di controllo che provano in qualche modo a mettere un freno al fenomeno. Questi meccanismi di controllo sono orchestrati dal tuo sistema immunitario e da questo punto di vista i tumori che purtroppo nonostante tutti questi sforzi riescono a superare i sistemi e diventare malattia conclamata possono quindi essere immaginati come una sorta di fallimento del tuo sistema immunitario, né più né meno come quando ti viene il raffreddore o appunto il Covid. Non dovrebbe quindi stupire che la più grande rivoluzione nella cura del cancro, perlomeno negli ultimi anni, l'immunoterapia, si sia rivelata così efficace e piena di potenziale, perché è mirata a dare al sistema immunitario una seconda possibilità, un'opportunità per correggere ciò che inizialmente era ahimè sfuggito. Come spiega l'IRK,

6:54 parliamo di trattamenti che mirano a risvegliare risvegliare la capacità del tuo organismo di difendersi dal tumore, rieducando il sistema immunitario a tenere sotto controllo ed eliminare poi efficacemente le cellule trasformate. Ma l'immunoterapia è appunto una terapia. E se si potesse invece addirittura anticipare la manifestazione clinica del tumore, uno degli ambiti più promettenti oggi è evidentemente quello dei vaccini antitumorali amna. l'idea di creare molecole di mRNA su misura progettate, cioè per legarsi a uno specifico marcatore del tumore e chiamare così a raccolta le truppe del sistema immunitario. Ma proprio mentre un gruppo di ricerca americano stava studiando il potenziale di questi vaccini mirati è emerso qualcosa di inaspettato e

7:40 sorprendente. Anche i vaccini mRNA non mirati sembravano funzionare contro i tumori. Sì, hai capito bene. vaccini che non hanno nulla a che fare con il cancro ci proteggono dal cancro e l'abbiamo scoperto perché di soggetti vaccinati con vaccini mRNA da qualche anno eh ne abbiamo parecchi in giro, no? Lo studio pubblicato su Nature suggerisce che i vaccini anti Covid a mRNA, quelli di Pfighter e Moderna, potrebbero migliorare la sopravvivenza nei pazienti oncologici in trattamento con immunoterapia e non si parla di un miglioramento piccolo. Te la faccio breve. I ricercatori hanno analizzato diversi gruppi di pazienti, ma la più numerosa era composta da quasi 900 persone affette da uno specifico tumore

8:26 del polmone, uno dei più comuni aggressivi. Tra l'altro tutti avevano appena iniziato un trattamento di immunoterapia a base di cosiddetti inibitori del checkpoint, ma questo non è importante. E tra questi 180 avevano ricevuto un vaccino Covid a mRNA entro 100 giorni dall'inizio della terapia. E qui arriva la sorpresa. Chi aveva ricevuto il bacino mostrava una sopravvivenza quasi doppia rispetto a chi non lo aveva ricevuto, anche tenendo conto di ben 38 potenziali variabili confondenti, tra cui età, sesso, caratteristiche del tumore e altri fattori individuali. Anche dopo tutti questi aggiustamenti la differenza rimaneva significativa e specifica del vaccino anti Covid mRNA, mentre ad aver ricevuto altri vaccini tradizionali,

9:12 tipo quello antinfluenzale, non era associato ad alcun vantaggio in ottica tumorale. Affascinati ma non convinti, gli autori hanno poi esteso la ricerca ad altre popolazioni con tumori anche molto diversi, tra cui ad esempio, un melanoma con risultati nuovamente e direi quasi inspiegabilmente significativamente positivi. Peraltro gli stessi autori sottolineano anche come i pazienti con tumori che in genere non rispondono bene all'immunoterapia abbiano in questo caso ottenuto notevoli benefici con un miglioramento di quasi cinque volte la sopravvivenza globale a distanza di 3 anni. Interessante poi notare che la correlazione resiste anche all'analisi di possibili bias. Ti lascio in descrizione l'articolo completo del dottor Wilson per approfondire questi aspetti più tecnici, ma sottolineo

9:57 invece ancora un aspetto importante che emerge dalla ricerca perché un fatto interessantissimo è che anche il solo vaccino mRNA somministrato senza immunoterapia mostra una certa efficacia, ma è solo quando viene combinato con l'immunoterapia appunto che il risultato diventa così marcato, suggerendo, evidentemente l'esistenza di un effetto sinergico tra i due trattamenti, l'insieme funziona meglio della singola somma delle due parti e in apparenza, fatto ancora più sbalorditivo, non sembra esserci nulla di speciale nel vaccino contro Covid in sé, perché il punto non è contro cosa sia diretto il vaccino, ma il fatto che contenga mRNA. I ricercatori hanno infatti sostituito l' mRNA del vaccino anti Covid che normalmente codifica per

10:42 la proteina spike del virus con un altro RNA messaggero che codifica invece per una proteina del citomegalovirus. Risultato, l'effetto antitumorale, almeno nel modello animale dove è stato testato, era mantenuto. Ultimo aspetto degno di nota è che l'immunoterapia è spesso di per sé poco efficace nella terapia dei cosiddetti tumori freddi, ovvero quelle forme che non riescono da sole ad innescare un'adeguata risposta immunitaria. Ma questo approccio con vaccino mRNA potrebbe aprire nuove strade a farmaci che abbiamo già a disposizione, innescando quella scintilla necessaria ad accendere il sistema immunitario, a togliergli il freno a mano e trasformare così le cellule mutate cancerose in tumori caldi. Ovviamente per il futuro si pensa a vaccini a mRNA personalizzati mirati

11:30 specificatamente a un determinato tumore e o addirittura a uno specifico paziente con uno specifico sistema immunitario. Ma se questi dati dello studio che ti ho raccontato dovessero essere confermati, significherebbe che già oggi disponiamo di un'arma economica e ampiamente disponibile, il vaccino contro il Covid, con un potenziale di dimezzare la mortalità per molte forme di cancro. L'articolo di commento del dottor Wilson si chiude poi con un paragone, direi, entusiasmante, almeno se, come me, amascienza, è il funzionamento straordinario del corpo umano. Racconta, infatti che nel 1891 medico di nome William Coly osservò un fenomeno sconcertante. Alcuni pazienti malati di tumore sembravano guarire miracolosamente dopo aver superato un'infezione batterica non correlata al

12:16 tumore. formulò l'ipotesi che alla luce di quanto emerso oggi possiamo quindi considerare probabilmente corretta che l'infezione risvegliasse il sistema immunitario del paziente vedendolo poi impegnarsi con puntiglioso accanimento non solo sui batteri, ma anche sulle cellule tumorali. A me invece viene in mente, ma ti preciso che questa è solo una mia personalissima ipotesi, forse anche un po' strampalata, che anche la malarioterapia usata nei primi delicento per trattarla sifilide potrebbe in effetti aver funzionato in alcuni casi non solo attraverso la febbre come si come si era sempre pensato, ma anche per lo stesso principio di coli, un'infezione acuta che scuote il sistema immunitario e lo costringe ad accendersi anche verso altri bersagli. Sta di fatto che oggi, a oltre un secolo di distanza

13:03 da quei primi tentativi, ci ritroviamo a studiare un virus che ha ucciso milioni di persone in tutto il mondo, ma che per uno di quei curiosi paradossi della storia potrebbe contribuire a salvarne ancora di più. เฮ

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