#cuoriconnessiday | Una canzone diversa. Combattere stereotipi e pregiudizi con la musica.

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Breve Sommario

Questa puntata di "Cuori Connessi" introduce Trama, una rapper romagnola, e Federica Benzi, psicologa della Polizia di Stato, per discutere temi importanti come la dipendenza dalla tecnologia, l'importanza dell'accettazione di sé e le conseguenze dell'odio online. Si esplora la storia personale di Trama, le sue esperienze con il bullismo e l'omofobia, e come la musica l'ha aiutata a trovare la sua voce e ad affrontare le difficoltà. Si affronta anche il tema della crudeltà sui social media e l'impatto che le parole possono avere, soprattutto sui giovani.

  • Dipendenza dalla tecnologia e FOMO (Fear of Missing Out).
  • Importanza dell'accettazione di sé e del supporto degli amici.
  • Conseguenze dell'odio online e del cyberbullismo.
  • Ruolo della musica come strumento di espressione e guarigione.

Introduzione a Cuori Connessi e Presentazione di Trama

Luca introduce il progetto "Cuori Connessi", una collaborazione con la Polizia di Stato per aiutare a comprendere e utilizzare la tecnologia in modo consapevole, evitando di danneggiare gli altri. La puntata odierna si concentra sulla storia di Trama, una ragazza romagnola che ha trovato nella musica la sua dimensione. Insieme a Trama è presente Federica Benzi, psicologa della Polizia di Stato, per interagire con il pubblico e affrontare tematiche importanti.

La Storia di Arianna/Trama: Infanzia e Rapporto con la Tecnologia

Trama racconta di essere cresciuta con i nonni e di essere sempre stata un po' "maschiaccio". Ricorda che durante la sua infanzia gli smartphone non esistevano e il primo cellulare che ha avuto è stato un Nokia indistruttibile. Federica Benzi sottolinea come la tecnologia si sia evoluta rapidamente, trasformando gli smartphone in strumenti multifunzionali che hanno cambiato le nostre vite, rendendoci connessi 24 ore su 24.

Dipendenza dalla Tecnologia e Paura di Essere Esclusi (FOMO)

Federica Benzi evidenzia la difficoltà di "spegnere" lo smartphone e di accettare di essere lontani dagli altri. Introduce il concetto di FOMO (Fear of Missing Out), la paura di restare esclusi e di non essere aggiornati. Trama racconta di notare sempre più spesso bambini piccoli "parcheggiati" al ristorante con un tablet davanti, cosa che la infastidisce. Federica Benzi spiega come questo possa desensibilizzare i bambini alla noia e alla capacità di creare e inventare.

L'Importanza del "Vuoto Fertile" e l'Entrata nella Storia di Trama

Federica Benzi sottolinea l'importanza di saper "perdere tempo" e di non avere sempre la necessità di riempire ogni momento con qualcosa. Spiega che è proprio dallo star fermi e dall'immobilità che nascono le idee più creative, concetto che definisce "vuoto fertile". Luca introduce un'altra clip per entrare più nel vivo della storia di Trama, esplorando le sue sfaccettature e le sue esperienze.

Fingere di Essere Qualcun Altro e l'Importanza dell'Amicizia

Trama racconta di aver vissuto un periodo di repressione durante la scuola, fingendo di essere qualcosa che non era per paura del giudizio degli altri. Spiega di aver fatto molta fatica a causa dell'omofobia interiorizzata e di come l'aiuto della sua migliore amica sia stato fondamentale per superare quel periodo. Federica Benzi sottolinea l'importanza di non considerare il "diverso" come qualcosa di sbagliato e il rischio di non riconoscersi più se si finge di essere qualcun altro.

Crudeltà sui Social Media e Ricerca di Visibilità

Viene affrontato il tema della crudeltà sui social media e della violenza verbale che spesso si respira online. Federica Benzi spiega come, in un mondo in cui si cerca la normalità, attaccare gli altri possa essere un modo per emergere, anche se in modo sbagliato. Trama racconta le difficoltà che ha incontrato a scuola a causa del suo stile "da rapper" e di come gli adulti fossero più restii ad accettare la sua diversità rispetto ai ragazzi.

L'Esperienza Devastante di Trama con i Social Media e l'Odio Online

Trama descrive il suo approccio ai social media come "devastante", spiegando di aver dato al mondo le chiavi per insultarla in tutti i modi possibili. Racconta di aver ricevuto minacce e commenti omofobi e transfobici, e di come questo l'abbia portata ad avere paura di aprire il telefono. Nonostante cercasse di non dar peso alle critiche, ammette che le parole cattive fanno male e che è difficile abituarsi all'odio online.

La Potenza delle Parole Negative e l'Importanza della Consapevolezza di Sé

Federica Benzi sottolinea come una sola parola negativa possa cancellare cento apprezzamenti positivi, soprattutto quando si è in una fase di costruzione della propria identità. Spiega che i commenti negativi sono spesso rivolti all'aspetto fisico e non si fermano ad ascoltare la sostanza della persona. Incoraggia i ragazzi ad avere consapevolezza di sé e a non dare troppo peso ai giudizi superficiali.

Le Parole di Trama nelle Sue Canzoni e l'Esperienza Più Ferente Online

Trama spiega che nelle sue canzoni cerca di utilizzare un linguaggio che sia giusto su una bilancia, parlando di tematiche importanti in modo consapevole e sperando che gli altri possano ritrovarsi nelle sue parole. Racconta di essere stata particolarmente ferita da commenti insensibili e crudeli trovati online in seguito alla notizia della morte di una ragazza lesbica scomparsa.

Reati Online e Riflessioni sulla Responsabilità

Federica Benzi spiega che offendere online può configurare diversi reati, come diffamazione, minacce e cyberbullismo. Sottolinea che anche i minorenni sono responsabili delle loro azioni online e che ci sono delle conseguenze legali. Ribadisce l'importanza di riflettere prima di scrivere e di immaginare chi c'è al di là dello schermo.

La Musica Come Salvezza e l'Importanza delle Passioni

Trama racconta di come la musica sia sempre stata una costante nella sua vita e di come l'abbia aiutata a superare momenti difficili e ad affrontare ansia e panico. Spiega che la musica è un motivo per andare avanti e che le rime sono terapeutiche perché le permettono di essere più sintetica e di trovare le parole giuste. Federica Benzi sottolinea l'importanza di andare incontro alle proprie passioni e di non soffocarle, perché sono i catalizzatori delle nostre emozioni e ci aiutano a costruire la nostra identità.

Conclusioni e Ringraziamenti

Luca ringrazia Federica Benzi e Trama per il loro contributo e fa un grande in bocca al lupo a Trama per la sua carriera musicale. Annuncia la prossima puntata di "Cuori Connessi", che affronterà la storia di un ragazzo vittima di cyberbullismo. Invita il pubblico a mandare le proprie riflessioni e domande per le prossime puntate.

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Trascrizione

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11:16 Buona giornata a tutti. Cuori connessi, un progetto di €1 realizzato [musica] in collaborazione con Polizia di Stato, un progetto che si pone così un obiettivo, quello di aiutarci e e aiutarvi a comprendere meglio come funziona la tecnologia e a utilizzarla ovviamente nella maniera più utile e più che altro evitare di fare del male agli altri. Sono cose importanti. Noi lo facciamo attraverso le storie, storie che vengono raccontate attraverso i libri, attraverso i docilm e anche attraverso, diciamo, situazioni come quella del Cuori connessi Dayi. Oggi però è una puntata particolare perché non andremo a prendere in esame la storia di un libro passato, ma oggi cercheremo di

12:01 anticipare il prossimo libro che uscirà a febbraio in occasione del Safer Internet Day e all'interno di quelle pagine ci sarà una storia molto particolare che è quella di una ragazza romagnola e fuori schema, mi verrebbe da dire e che alla fine ha trovato la sua dimensione nella musica. Eh, lei si chiama Trama, si chiama Ari Arianna, però noi la chiameremo Trama, che il suo nome è d'arte. E assieme a Trama poi c'è Federica Benzi, psicologa della Polizia di Stato. Grazie Fede. >> Grazie a te. Grazie Trama per essere qui. Ripeto, questo eh è un momento in cui eh noi ci connettiamo con voi sotto ogni punto di vista, quindi non è un

12:47 programma con gente che parla e gente che ascolta, ma dobbiamo interagire. Quindi durante questa puntata, se vi vengono in mente delle cose e voi scriveteci perché poi troviamo troviamo sempre il sistema per rimanere in contatto ed è il grande obiettivo, appunto, di questo progetto. Allora, io direi una cosa. Arianna Canè Ari in arte trama. Lei da un paio d'anni ha sono un paio di anni che tu hai sposato veramente, no, quello che è il tuo sogno, hai deciso di inseguirlo, che è quello di fare di fare musica. testi che mettono a nudo tante cose, le incertezze, le fragilità, eh, e espongono anche, insomma, ci mettono di fronte a tanti a tanti quesiti e sono

13:33 sovrapponibili ovviamente alle tematiche che noi trattiamo, ma la tua stessa storia, Ari è sovrapponibile ed è perfettamente diciamo collocabile all'interno di cuori connessi. Per prima cosa, per entrare dentro questa puntata dedicata proprio a Trama e alla sua storia, iniziamo con una clip che ti riguarda. >> Mi presento e dico io sono Arianna, però ti prego non mi ci chiamare. Chiamami o Ari o trama, perché Arianna credo sia tipo il nome più da bimba pizze Merletti. Non, cioè non mi rappresento. Mia mamma proprio si è sbagliata anche col nome per gli amici e per la famiglia sono Ari, mentre per chi mi sta conoscendo ultimamente e faccio sempre musica, quindi conosco persone nell'ambiente musicale, mi chiamano tutti trama e io adoro trama perché

14:20 stavo Allora, io conta che ho sempre scritto. Ho sempre scritto e fatto musica, solo che non l'ho mai detto a nessuno, nemmeno la mia famiglia, fino ai 25 anni. 25 anni ho detto "Vabbè, ascolta, cioè sto facendo tardi nella vita. Io so che voglio fare questo perché questa cosa mi rincorre. Avevo un vecchio nome d'arte che utilizzavo ma non mi rappresentava. non mi rappresentava ed era fate fede. E qua una fede ce l'abbiamo e Federica e la musica è arrivata nella tua vita, ma eh prima di questo, ovviamente prima di arrivare alla musica, trama ne corre del tempo. E tu sei cresciuta con i tuoi nonni? >> Sì. >> E questi nonni come vivevano il fatto?

15:07 Tu eri una bambina particolare. >> Sì. diciamo un po' un maschiaccio, eh, diciamo che loro hanno sposato qu ciò che ero come tra virgolette un po' la normalità, nel senso che anche mia madre quando era piccolina era andava a lavorare con con mio nonno, quindi con suo padre, mio nonno faceva il muratore, sono sempre state abituate a questo genere di donne e in casa E quindi, diciamo, è andato tutto molto nella norma. >> E curiosità, gli smartphone a che punto erano quando tu eri bambina? Ma io penso che non fossero nemmeno n

15:53 nelle idee. Diciamo che io il primo cellulare, telefono cellulare che ricordo era il classico Nokia, quello indistruttibile e ha girato in casa quello per anni, anni, anni, addirittura quando andavo alle superiori avevo ancora le vecchie promozioni per gli SMS dove scrivevi tutto attaccato per non spendere >> per non spendere tanto e quindi è stata un po' una novità da adulti >> ed è incredibile. come la tecnologia si sia evoluta, gli smartphone, proprio questo utilizzo, no, di un oggetto che può fare mille cose, ha cambiato proprio le nostre vite, Federica? Totalmente

16:39 perché è un oggetto che ci permette di essere connessi h24 con chiunque in qualsiasi parte del mondo. È uno strumento piccolo che posso portare sempre con me e che mi consente di fare tantissime cose anche molto lontane, no, dalla funzione base con cui nasce l'idea del telefono che è quella di chiamare. In realtà posso informarmi, posso scattare foto, posso registrare video. Prima mi servivano 3000 strumenti diversi, quindi siamo andati notevolmente avanti, no? Forse la cosa più difficile è spegnerlo. >> Sì, è accettare di essere lontani dall'altro, di rimanere fuori. Adesso si

17:25 parla tantissimo tra i giovani della FOMO che è proprio la paura di restare esclusi, la paura di non essere aggiornati, di non sapere l'ultimo trend, di non sapere l'ultima moda, di sentire qualcun altro che parla di una cosa che tu ignori e quindi di non essere più parte del gruppo. Ecco, lo smartphone, forse oggi è il gruppo eh di tanti anni fa. >> Una domanda che non è scritta tra i miei appunti così, no? Eh, la dipendenza è veramente strisciante. Secondo voi, quali sono i segnali per capire se sia dipendenti o no? eh quando si predilig alla realtà, quando eh l'unica modalità

18:11 di connessione con l'altro è quella telematica, quindi quando c'è l'esclusione del contatto reale, della chiacchiera, dell'uscita e eh viene considerato soltanto ehm la comunicazione virtuale come unica possibile quando non c'è più equilibrio tra i due, quando c'è ansia di restare senza Luna, allora forse siamo su un piano problematico. >> Ed è un tema che non riguarda solo i ragazzi, attenzione, riguarda tutti, eh perché chiunque di noi ed è un tema che porta dentro altri temi. penso alla sicurezza stradale e penso a quei 4-5 secondi in cui a 40 allora, anche su uno

18:58 scooter 4-5 secondi a 40 all'ora il tempo di guardare di consultare il telefono significa avere attraversato due campi da basket e in questo buco nero ci può essere una persona che attraversa la strada, cioè non esiste un diciamo un incidente intelligente, sono sempre frutto di cose di questo genere. Quindi è una dipendenza che ci mette paura e anzi dovrebbe mettercene anche di più. E visto che ci siamo e che molti di voi avranno dei fratelli più piccoli e quanto altro, che effetto vi fa? Incomincio con te, Trama, vedere sempre più spesso bambini di 12 anni parcheggiati al ristorante con un tablet davanti. Lo noti? Ti capita? Sì, lo noto. Anche perché ho fatto per tanto

19:44 tempo la cameriera. È una cosa che mi fa imbestialire. è una cosa che mi fa imbestialire un po' a livello di educazione, perché voglio dire, se noi tutti, parlo per la mia generazione, siamo cresciuti senza questi palliativi, ma magari con i pastelli, un libro, una macchinina, un giochino, ehm, insomma, credo che ci siano cose più sane come queste che possano essere usate invece che il solito eh tablet o cellulare. i bambini già ci vengono sottoposti spesso ormai a queste tecnologie. Credo che almeno al ristorante, insomma, non sia proprio il top. Succede Fede, sempre più spesso. E da professionista della salute mentale a me preoccupa preoccupa non poco perché eh si desensibilizzano i

20:33 bambini a anche alla noia, a trovare quello spazio che permette poi di creare qualcosa di nuovo, di inventarsi un gioco, di guardare il mondo e di esplorare e e si dà vita a una generazione, eh, e mi ci inserisco anch'io, eh, anche gli adulti, ormai tutti dietro questi smartphone hanno perso eh la capacità di eh perdere tempo, scusate il gioco di parole, ma eh non so se capita a voi di essere fermi un secondo ad aspettare un treno e di avere la necessità di prendere il telefono, di scrollare, di fare qualcosa che non sia star fermi. Non il rischio è quello di non saper più star fermi e lo

21:18 dico a un artista che lo può insegnare a me, è dallo star fermi, è dallo stare immobile in realtà che nascono le cose più creative, perché se non ho spazio da riempire non posso farlo. >> Quello che voi chiamate il vuoto fertile m >> Esatto. >> Che è tanto importante, veramente tanto importante. Allora, e come vedete stiamo entrando adesso in punta di piedi dentro la storia di trama e lo facciamo con tante sfaccettature, prendiamo tante diramazioni, ma sono tutte importanti che ci portano su questo tema che è quello della dipendenza da questo oggetto che dobbiamo combattere perché siamo noi i padroni e questo è fondamentale. E per entrare meglio dentro la storia di trama, che si chiama così perché lei privilegia le parole che

22:05 sono importantissime, le parole creano una trama sottile, più o meno sottile, ma sicuramente che arriva da qualche parte, ci vediamo un'altra un'altra clip che ci avvicina di più alla tua storia. >> Quando andavo a scuola io non c'era nemmeno l'idea, l'idea di due ragazze che si potessero baciare, figurati. E quindi io, cioè, ho vissuto da repressa, ho dovuto fingere di essere qualcosa che non sono, spesso anche dicendo "No, che schifo, questo non lo farei mai." Invece era quello che volevo io. Ma perché? Perché non potevi parlarne. Ho fatto molta fatica, sono riuscita con la mia migliore amica che è stata la primissima persona a sapere di me, a intuire prima di tutto e poi dopo gliel'ho detto e lei

22:51 è stata un appoggio gigante. Lei è stata la mia salvezza ai tempi delle scuole. entriamo più nel vivo. Che cosa significa fingere, uniformarsi a delle cose che sono quelle che riguardano, insomma, tra virgolette le convenzioni, cioè dovre essere in una certa maniera, apparire in una certa maniera. Per quanto tempo sei stata dentro un qualcosa che non ti apparteneva? Allora, beh, fingere, adesso parlo per la mia esperienza personale, è stato mettere ogni tipo di ehm parte personale della mia vita nei racconti con i miei coetanei. Esempio, si parlava della serata in discoteca dove la tua amica ti

23:37 raccontava che aveva incontrato un ragazzo e si erano date, che so il primo bacio e tu non avevi mai niente da raccontare perché a te i ragazzi non ti piacevano e quindi sembravi sempre un pochino la persona un po' più indietro. Eh, questo è l'esempio più palese che mi viene da fare. Eh, io l'ho fatto per tanto tempo, l'ho fatto con gli altri, ma specialmente l'ho fatto con me stessa. Io ho purtroppo eh visto la diversità in me, quindi una sorta di difetto di fabbrica, una sorta di errore. Eh, non vedevo niente di male nelle persone come me, semplicemente mi chiedevo "Ma

24:23 perché lo devo essere io? Cioè, perché deve essere per me questa sorte? così difficile dover andare a dirlo agli altri, dirlo alla mia famiglia e fare i conti poi con quelle che sono le conseguenze di un'apertura verso il mondo, perché uno lo sa, non c'è non ha bisogna neanche troppo di immaginarlo che non è semplice dire io sono una persona diversa. Io l'ho fatto veramente tanto e potessi tornare indietro, probabilmente, non lo so, forse lo dico perché adesso ho un po' più di coraggio, però cercherei di farmi forza e di dire "Ok, e il coraggio lo troverai, ma prova prova di trovarlo adesso perché dopo è più semplice." Cioè, per me è stato difficilissimo tutta quel quella situazione di limbo dove chi sei te e tu rimanei così in silenzio per non

25:10 esporti. Eh, qua Federica c'è tanto per te psicologa e sono due le cose che vorrei domandarti. Eh, Trama parla dell'importanza di una sua amica, che è stata un punto di riferimento, quindi l'importanza di confidarsi e quanto male facciamo a noi stessi quando fingiamo di essere altro, che non può essere solo per un orientamento sessuale, fingiamo di essere altro anche magari rimanendo in un gruppo tra virgolette violento, ma quello è il nostro gruppo e per essere accettati siamo disposti a andare contro quello che magari è il nostro istinto. Sai cosa, Luca? è che ormai siamo abituati, anzi spero che il futuro si distacchi sempre di più da questa visione a vedere

25:57 necessariamente il diverso come qualcosa di sbagliato. Se c'è qualcosa, o qualcuno che si distacca da quello che è considerato normale, allora è necessariamente sbagliato. E quindi se consideriamo normale l'eterosessualità, allora per forza l'omosessualità è una cosa sbagliata. Se un gruppo di amici fa un determinato comportamento, allora dire no è una cosa sbagliata. in realtà eh è soltanto una manifestazione diversa di quello che siamo e il rischio di nascondersi, di mh fingere di essere qualcun altro è quello di arrivare a un certo punto eh e non riconoscersi più e non riuscire più a capire chi sia.

26:42 >> È così, trama. >> Sì, sì, sì, sì. Infatti è quello, io lo racconto sempre io per fare appunto capire agli altri cosa vuol dire non riconoscersi, perché qui dopo non si parla neanche più solamente proprio di un quello che è l'orientamento sessuale, ma anche proprio della tua identità di genere e che non non per forza sono legate, però nel mio nel mio caso specifico sì, eh io ho sempre fatto la ballerina perché appunto mio padre non voleva che facessi calcio perché sennò sarei diventato un maschiaccio. M eh lascio parlare quelli che sono i fatti, in realtà sono diventato un maschiaccio lo stesso, quindi anche quello è un altro stereotipo da annullare totalmente e e mi sono persa. >> E adesso vi riporto io sulla sulla

27:30 strada giusta. Vi ricordo che questo è il Cuori Connessi Dayi. Oggi con noi c'è Trama, rapper educata che non usa brutte parole. Poi lo spiegheremo meglio anche questo perché la musica è arrivata a un certo punto della della tua vita da da un paio d'anni. Domande da Catania e sono arrivate tantissime domande a cuori connessi. Buongiorno. Mi domando e le domando e ci domanda quindi cosa sta accadendo in questa società in cui viviamo? Perché si respira troppa tanta aria di crudeltà quasi da soffocare e soprattutto fra gli adolescenti? Io non so se sia vero, però se noi prendiamo i social e ci arriviamo così quasi a brutto muso, effettivamente c'è una violenza molto spesso che una violenza verbale che è devastante.

28:17 >> Eh mi è capitato di parlare con un bambino una volta e chiedergli perché secondo lui le persone eh su internet commentavano in maniera cattiva e sgradevole le cose degli altri e mi ha stupito la sua semplicità e naturalezza. nel dire che secondo lui era soltanto un modo per essere visto. E forse la realtà è proprio questa. In un mondo in cui si cerca la normalità, si cerca di essere tutti uguali, attaccare un altro in maniera anche molto cruda, molto diretta, può in realtà essere soltanto un modo per ehm staccarsi dal

29:04 gruppo ed emergere, anche se nel modo errato, è forse un modo per eh dire io sono più, io conto. Eh, e quindi qui veniamo un po' a quello che ci dicevamo poco fa della tua amica, no? Quanto conta il supporto di chi inverte questo trend e e fa moro rispetto a qualcuno che vuole emergere facendo male. >> La fatica a scuola, eh perché poi tu non eri una schierata, stavi dalla parte tua, però ti vestivi magari da rapper, no? E e già questo non era codificato, il pantalone largo, la felpa grande. >> Esatto. Sì. E diciamo che non

29:50 lì il problema era più per gli adulti che per i ragazzi, nel senso che non ho mai sentito nessuno a scuola giudicarmi troppo per come mi vestivo, anzi delle due cose magari in positivo perché comunque dai ero un po' diversa, quindi e i ragazzi erano un po' attratti verso la mia persona perché dicevano figata lei che fa questo e se ne frega. Gli adulti invece erano un po' più restì. Ehm, giudicavano male il pantalone largo, giudicavano male la felpa larga e quando magari si vedeva magari molto di peggio pantaloni troppo bassi, camicette scollate e io invece notavo questa

30:38 totale indifferenza verso quello che magari era un po' tra virgolette troppo per un ambiente scolastico e mi guardavo e dicevo "Ma che c'ho di male io solamente perché sono diversa". E una volta ci fu una professoressa che mi sorprese molto e mi piacque molto questa cosa e mi mandò a rappresentare la scuola all'interno di altri contesti scolastici per fare orientamento ai ragazzi delle scuole medie e io dissi "Ma io non parlerò bene di questa scuola. Lei lei lo sa manda deve essere consapevole di questo". E lei mi disse: "Sì, vai e di quello che vuoi. Io voglio te perché voglio dimostrare che l'abito non fa il monaco e voglio una persona che dica le cose giuste." A me questo piacque tanto. Una delle poche persone adulte ai tempi delle scuole che

31:25 >> fece in maniera sottile il tifo per me. >> Bello. Adesso facciamo un altro passo avanti all'interno della storia di Trama e E qui arriviamo al grande tema che trattiamo a cuori connessi. cuori connessi. Parliamo di social, parliamo di offese, parliamo di veleno, ce lo vediamo assieme. >> Per me l'approccio coi social è stato devastante. È stato devastante perché uno pensa che sia meno importante, perché ma chi sei te che parli tu, anonimo? Sarà che m'han colpito su un nerbo scoperto perché io sono mi sono approcciata ai social per la musica, perché ad oggi, cioè, se non hai i social, non fai numeri sui social, puoi essere il talento migliore del mondo, ma non ti calcolano le etichette,

32:11 allora cosa fai? Tu dici "Ok, mi passami il termine, prostituisco un pochino sui social per cercare di avere anche quella carta in regola e tu inizia a fare quello che fai normalmente, magari sui palchi dove ricevi premi, gratificazioni, applausi, complimenti." Ma però lo stai facendo sui social e sei donna, lesbica, >> maschile. Cioè io praticamente ho dato al mondo le chiavi per insultarmi in tutti i modi, in tutte le maniere. Ho ricevuto addirittura minacce e la cosa bella è che chi non riusciva ad attaccarsi al fattore musica si attaccava a me personalmente. Il mio nome su su

32:58 Instagram come social era "Attaccati al trama". Mi scrivevano "Attaccati al trans." >> "Ma sei un uomo o una donna?" oppure mi parlavano al maschile per farmi in maniera ovviamente evidente, evidentemente sarcastica per prendermi in giro. Oppure adesso ci sono tutti sti ragazzini che non hanno niente da fare e usano tutti quel quei linguaggi che sembra ti stiano facendo il complimento, invece si stan prendendo per il culo e si capiscono solo loro. Non t' abitui, hai paura. Cioè io a 30 anni mi sono trovata ad aver paura ad aprire il telefono, a dover fare questa cosa dei social e ad aprirli. Avevo paura delle notifiche. Per quanto dicessi "Ma chi se ne frega". Ma non è vero che non te ne frega, cioè

33:44 non non è assolutamente vero e ti fa male. Ti fa male sapere che queste cose esistono, ti fa male che le persone non ti capiscano, ti fa male a volte la stupidità del del dell'ovo. Ho risposto troppo, mi sono come al solito nella mia vita giustificata. No, guarda che ti stai, tra l'altro in maniera sempre molto educata, che certe volte dovresti metterla da parte l'educazione, certe persone non la meritano, sempre educatamente dire "No, guarda che in realtà ti stai sbagliando" e poi spiegavo il motivo per cui si sbagliava, proprio tecnicamente. Non sto andando a tempo, non sto facendo rime, guarda questa rima, questa è un'assonanza. Cioè, sai, energie, tempo perso per qualcuno che alla fine ti risponde "Sì, dai, idiota. Ciao". Ho provato a scrivere a una ragazzina che mi aveva insultata e sai cosa gli ho scritto?

34:29 Glio ho detto, "Guarda che quello che tu fai non è divertente. Ci sono ragazzini della tua età che ci soffrano. Becchi in petto a me che ho 30 anni. Vabbè, ma queste cose che tu fai sono cose cattive. Ti chiedo per piacere di pensarci". Questa mi scrive, mi risponde e mi fa: "Oh, ma che è tutta sta roba? Ma hai scritto? Non ascolterò mai ciao cioè te ti senti impotente tu. Tu non riesci a fare niente, non riesci a cambiare le cose, non riesci a cambiare quella persona. Neanche quella persona non riesce non riesce a parlare, non riesce a farti ascoltare. >> Sei così brava, trama perché regali veramente delle fotografie di realtà in maniera proprio nitida. Ma è proprio

35:15 vero e lo domando anche a tutti voi, che una parola cattiva su un social eh tra magari i 100 apprezzamenti positivi è molto più potente di quei 100 apprezzamenti e le parole cattive fanno molto più male e rispetto sono molto più potenti di quelle positive. È così, Fede? un po' l'ho chiedo a tutti e due. Eh, >> prima nella clip eh, quando Trama ha raccontato la sua storia ha detto "Non ti abidui mai". Ed è questo: a all'essere attaccati, allo stare male, non ci si abitua mai e eh anche solo una parola negativa cancella tutte le altre positive quando sei in una fase in cui ti stai costruendo, quando hai

36:01 un'identità non ancora chiara. Eh, nella fase di maturità scivola tutto un pochino più facilmente perché perché c'è tanto altro che sostiene tutti gli altri commenti positivi. In primis la consapevolezza che sia di se stessi. Io so da sola di essere in un determinato modo e quindi anche se non mi abituo riesco a considerare in maniera diversa il commento negativo. Quando sono un ragazzo di 13, 14, 15 anni, la mia reputazione conta molto più del resto e quindi mi ferisce. Il problema è che questi eh commenti eh negativi sono tutti sempre riferiti alla forma, si attacca sull'aspetto fisico,

36:49 su quello che sembra, eh, e non si non ci si ferma mai ad ascoltare cosa c'è dietro e a quella persona, qual è la sostanza. Quindi quello in realtà che mi vienrebbe da dire ai ragazzi che ci ascoltano eh e che stanno costruendo le loro identità è di ricordarsi che tutte le persone che insultano in realtà fanno riferimento soltanto a ad una cornice, non sanno chi c'è dentro e quindi non giudicano in realtà quella persona, ma solo quello che vedono. >> Ho due domande per trama da una scuola di Piacenza. E che parole usi nelle tue canzoni? Che parole uso? >> Difficile, eh? Bella parola. Eh,

37:35 dipende, dipende, nel senso che dipende prima di tutto ehm di cosa voglio parlare. Ehm solitamente quello che mi quello che mi preme dire solitamente con la musica è ciò che si sta iniziando un pochino a sdoganare adesso, ma che va a cancellare un pochino quello che è il ruolo del rapper odierno. il rapper odierno che oggi parla di quanto è figo, di quanto è forte, di quanto fai i soldi. Io sono più, ecco, il tipo di persona che in una canzone ti ti dice "No, guarda, io cioè non ho ancora fatto veramente niente nella mia vita, anzi c'ho pure l'ansia di quel poco che faccio e me la vivo veramente male. Cerco di utilizzare prima di tutto un linguaggio

38:23 ehm che sia giusto su una bilancia. Se io devo parlare di qualcosa di importante, non posso farlo utilizzando parole, tra virgolette poco pesanti e e cerco di fare un connubio tra queste cose qui viene fuori, appunto, dopo quella che è la la scrittura e che mi piace mi piace definire un po' perché si definisce anche proprio così, nel genere conscious e dove metto in risalto quelle che sono consapevolezze e spero che gli altri da un lato ci si possano ritrovare per capire che non sono da soli. Ma tante volte mi rendo conto che quando mi scrivono "Wow, mi hai descritta, mi hai descritta, mi hai descritto". Eh, mi verrebbe quasi a dire un pochino mi dispiace perché non sono sempre

39:09 tematiche leggere. >> E sempre a Piacenza c'era una seconda domanda. Online c'è qualcosa che ti ha particolarmente ferito trama? >> Sì, da più o meno tutti i giorni. più o meno tutti i giorni, ma una delle cose più brutte che mi è proprio saltata alla testa adesso è stata l'esperienza di trovare il giorno prima, qualche giorno prima, in posta di una ragazza della zona che non si trovava, era andata via di casa, come capita a tante ragazze ultimamente, capita veramente tanto. una ragazza, tra l'altro, come me, quindi una ragazza lesbica, una ragazza molto mascolina

39:57 e questa ragazza è sparita qualche giorno dopo, purtroppo, un altro post sui social dove raccontavano di aver purtroppo trovato il corpo e nella sezione commenti non c'era un briciolo di umanità, non c'era un briciolo di pietà. Cioè, ma io dico anche solamente, ragazzi, che un genitore abbia la forza in quel momento di prendere in mano il telefono dopo che ha perso un figlio, anche solamente per rispondere a un messaggio di un parente. Trova sui social la foto del del proprio figlio, della propria figlia morta e possa leggere solamente la cattiveria che voi

40:43 gratuitamente gli buttate addosso. Ma io penso, ma ma dove siamo? E mi fa male, mi fa male pensare a queste persone, ma mi fa male a me tutte le volte che capitano queste cose, mi fa male a pensare pensare al mondo. Cioè, io non ci posso credere che il mondo è questo, non ce la fa, cioè proprio mi mi fa sentir male come persona, mi fa venire non mi fa più aver voglia, non mi sento più ispirata. Dico perché faccio musica? Perché boh, tutto e non posso sentirmi così a 30 anni e non non può sentirsi così un ragazzino, cioè un ragazzino si chiede "Ma perché? Ha già finito?" Quando arrivi a chiederti "Ma perché? Perché tu continuo perché che senso ha tutto la vita?

41:31 Non è un buon modo di sentirsi quando già è tutto difficile?" Eh, un silenzio che io lascerei proprio. Ragazzi, state Spero che questo passaggio riportatele queste cose qui non finisce poi cuori connessi dei e qui comincia dentro la classe un qualcosa, eh, e poi magari fateci avere i vostri feedback e le vostre riflessioni su quello che state ascoltando. Funziona così, cuori connessi, eh, lo sapete molto bene. E Federica, ci vuole veramente poco a ferire, questo lo abbiamo capito, c'è chi lo fa. E allora ti chiedo qua, non da psicologa,

42:18 ma da donna indivisa, che reato si commette nel momento in cui io offendo o addirittura in questo caso vado a parlare di una persona che non c'è più, eh, uccidendola un'altra volta è un reato. si configurano tanti reati diversi perché eh le frasi che vengono scritte sui social e in realtà a seconda del contenuto possono andare a configurare il reato di diffamazione, quello di minacce. Eh il cyberbullismo prevede tutta una serie di comportamenti che configurano il fenomeno e quindi permettono di individuare quel determinato autore come effettivamente eh un soggetto che compie un reato nei

43:03 danni. di qualcun altro. Eh, mi piace e ritengo importante dover sottolineare che eh anche quando a commettere questi reati è un minorenne, siamo comunque nel campo della responsabilità e ci sono delle conseguenze. c'è la giustizia minorile e e per questo è importante riflettere quando si scrive e immaginare, avere chiaro chi e cosa c'è al di là dello schermo. l'immagine che ci ha dato trama e che mi ha lasciato in silenzio e su cui riflettevo è eh tremendamente dolorosa e però ci ehm dà un'idea di quello che può esserci nella mente di chi commette e scrive queste

43:50 atrocità, cioè l'impossibilità di vedere il genitore che soffre. probabilmente quelle stesse persone messe all'interno di una chiesa durante un funerale non avrebbero mai detto determinate parole >> e comunque è un reato. Quindi al di là dell'aspetto morale, dello starci a domandare perché, per come, come ti viene in mente, non sei un essere umano, è un reato, non si può fare. Punto. Ci vediamo l'ultima clip che riguarda eh trama. Ah! musica, se ti devo parlare di quando ha preso il sopravvento, l'ha sempre fatto. È sempre stata una costante. Mi ero detta "Ma perché hai tanta paura di esprimerti? Perché stai sempre nascosta?

44:37 Perché non provi, non ce la fai più a stare a racchiuderla dentro le pareti di un garage?" Mi registravo col telefono in garage a bassa voce. Ed è il motivo per cui adesso ho tanti problemi a cantare. Non so più modulare la voce in maniera normale. Sussurro. Quando è scoppiata è scoppiata tutto di botto. Qualche anno fa ho avuto passato un periodo molto difficile e mi sono detta io voglio qualcosa e lo voglio portare avanti che sia solamente mio e che non la mia felicità non dipenda da nessuno. Cioè io avrò questa e sarà mia, solo mia per sempre. Ed è sempre stata la musica. Ce l'avevo lì e non l'ho mai usata in quel modo. La musica mi ha permesso di finire il percorso dalla psicologa. Mi ha permesso di incontrare tante persone in momenti in cui mi sentivo sola. mi ha permesso di affrontare ansia, panico,

45:24 cose che mi debilitano, che non li ho ver, cioè li affronto, non li ho sorpassati, però so che li posso affrontare perché devo andare sul palco. Cioè m'ha sempre dato un motivo. La musica è un motivo, non è solo quella cosa che che faccio, un mezzo, cioè proprio un motivo. Bisogna darsi almeno la possibilità di di provarci, non perdere a tavolino, non lasciare tutto andare a tavolino, perché può riservare tante cose belle, la vita, una passione, una persona, una famiglia. Quindi questo è >> che bello. Ci hai messo tanti anni per uscire da un garage dove cantavi sottovoce.

46:11 E poi hai capito che quella era la tua strada, quanto è stato liberatorio, quanto è bello poter dire "Io oggi sono trama e faccio la rapper". >> No, eh, non si spiega, cioè non si riesce a spiegare. Per me è una soddisfazione gigante, eh, perché prima di tutto ho capito io tante cose, cioè appunto l'importanza della musica. Io la facevo, dicevo, "Ok, mi esce", però è lì, cioè è un mio sfogo. Poi dopo vedi che diventa quel qualcosa che ti rincorre, cioè non la vai a cercare te, torna sempre fuori in qualsiasi momento e in un qualche modo ti salva la vita e poi tu vorresti dirlo agli altri che ti salva e poi ti serve per parlare. A me

46:58 le rime non sono quella cosa che la devi cercare perché il rap si fa con le rime. A me è proprio terapeutica la rima perché mi dà modo di essere più sintetica. Io mi perdo tantissimo nei discorsi. Mi aiuta a sintetizzare, a trovare quelle parole giuste, perché io per me le parole sono importantissime, cioanno la potenza degli uragani e quindi riuscire a metterle in fila nel modo giusto, in maniera giusta, può veramente fare tanto per te e poi scopri che fa bene anche agli altri. Le persone apprezzano quello che fai e tu sei felice perché stai facendo la cosa giusta per le persone e per te. E credo che uno non possa aspirare il massimo >> qualcosa di più. Sì, cioè per me sì.

47:45 >> E allora Federica, eh quanto è importante veramente andare incontro alle proprie passioni, non soffocarle, sfidarsi ed esserci. estremamente importanti. Le passioni sono i sintetizzatori, i catalizzatori delle nostre emozioni. Eh, non necessariamente, no, poi devono concretizzarsi in un lavoro vero e proprio. A volte possono essere soltanto quelle bricioline che ci eh costruiscono la strada. Dicevamo prima, nel processo di identificazione, di costruzione del sé, a volte c'è il rischio di perdersi, no? Di non sapere più chi si è. Le passioni sono le bricioline di pollicino che a un certo punto inevitabilmente ti

48:32 portano davanti allo specchio e ti restituiscono quello che sei. una persona che ama scrivere, dipingere, eh giocare a calcio, che ama fare e piano piano ci si ritrova e sono un aggancio incredibile alla realtà, ti permettono di non andare troppo in là e di non perderti troppo, quindi è importantissimo coltivarle perché è importantissimo coltivare se stessi. >> Eh, tra l'altro trama è in piena corsa, no? Perché tu questa avventura te la stai giocando adesso. È iniziato da 2e anni, quindi non possiamo che farti un grande in bocca al lupo. Questa è l'ultima puntata del nostro incontro con il cuori connessideei. Con voi. torneremo, naturalmente, torneremo i

49:19 primi di gennaio con una storia particolare, un'altra storia, forse una storia molto complessa dove le parole hanno avuto una grande influenza. Eh, un uragano questo ragazzo. Manuel ha cercato di ripararsi alla meglio, lo abbiamo conosciuto, è rimasto nell'anonimato. Eh, un anticipo di questa storia con cui riprenderemo nel 2026 i nostri cuori connessi dei. Quoi riconessi li ho conosciuti grazie alla scuola, dato che eh la nostra professoressa ci ha portato il libro e abbiamo iniziato a leggere alcuni alcune storie e dato che a me è piaciuto pensavo di

50:04 raccontare anch'io la mia storia per far per far sapere anche agli altri che non si bisogna mai, cioè non bisogna mai arrendersi e comunque è anche molto è anche una bellissima esperienza da fare. La mia esperienza è partita dopo aver conosciuto un ragazzo che mi è piaciuto subito. I problemi sono iniziati dopo aver litigato con i miei genitori e con molti miei amici per la mia bisessualità. E da lì poi comincia la storia eh di questo ragazzo, una storia dolorosissima perché il papà non gli ha più parlato, la sorella uguale, quindi una situazione complessa. Ovviamente si ricollega a

50:50 cuori connessi perché poi c'è tutta la l'appice legata alle parole, al fiume di parole, la valanga di parole che lo hanno investito. Beh, parleremo di questa storia con l'ispettore Giovanni Camarda. Ripeto, il 20 gennaio torneremo con il cuori connessi dei. Sarà, tra l'altro, la giornata sul rispetto, quindi sarà proprio perfetta. E con noi insieme a a Giovanni ci sarà anche Beatrice Legnaro di Barbierei. Chi è Beatrice? Beatrice è una giovane laureanda che ha scelto di dedicare la sua tesi a Cuori Connessi e allora è molto bello, insomma, avere anche una ragazza, no, che ha sposato Cuori Connessi fino al punto di studiarlo. Eh, Cuori Connessi, mandateci naturalmente tutte le vostre riflessioni su quanto avete visto e sentito, le vostre domande

51:38 anche per le prossime puntate. Io a questo punto ringrazio Federica Benzi che oramai è un'amica, diciamo, da sempre e ringrazio Teletrama perché è stato importantissimo, hai dato un veramente >> hai dato un grande contributo >> e in bocca al lupo questo glielo facciamo tutti e due. >> Viva il lupo >> e penso che al nostro in bocca al lupo si aggiunga quello di tutti voi che avete seguito questo incontro. Rimaniamo connessi, mi raccomando. Grazie ancora e buon proseguimento di mattinata.

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