0:00 Ciao ragazzi e bentornati su un altro video di Compagno di studio. Oggi faremo un mega ripasso di diritto commerciale dalla A alla Z. Considerate che ho appena fatto l'esame di diritto commerciale proprio stamattina alle 9:30, quindi tutto quello che vi racconterò è fresco praticamente e sono riuscito a prendere 26 con i miei appunti. Vi lascio anche lo screen, non lo so, in alto a destra o al centro. Se ovviamente siete interessati a miei appunti, vi lascio il link in descrizione per poterli acquistare e considerate che insieme al PDF riassuntivo troverete anche le domande più frequenti, proprio quelle che mi sono capitate oggi, tra l'altro. Detto ciò, direi che possiamo partire dal primo capitolo, ovvero l'imprenditore. L'imprenditore è colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione
0:50 o dello scambio di beni o servizi. All'interno di questa nozione sono anche inseriti quelli che sono i requisiti essenziali per poter essere considerati imprenditore, ovvero la professionalità, l'attività economica, l'organizzazione e lo scambio, appunto, di beni o servizi. Questi sono già i requisiti essenziali che troveremo proprio nella prossima slide. Prima però di introdurre requisiti essenziali, il codice civile nell'articolo 2082 distingue diversi tipi di imprenditori in base a tre criteri. Il primo criterio riguarda l'oggetto dell'impresa, cioè l'attività sociale svolta appunto dall'impresa stessa. In questo caso avremo la distinzione fra imprenditore agricolo e l'imprenditore commerciale. Poi avremo la dimensione dell'impresa
1:35 e in questo caso troveremo la distinzione tra piccolo imprenditore e l'imprenditore medio grande ed infine la natura del soggetto e quindi impresa individuale si è svolta da un singolo soggetto, impresa in forma di società e quindi si è svolta da più soci e impresa in forma pubblica se è esercitata dallo stato o dagli enti pubblici. Prima di parlare però dei requisiti essenziali, bisogna dire che tutti questi imprenditori, quindi sia gli agricoli che i commerciali, sia i piccoli imprenditori che i medio grandi, sia le imprese individuali e le società, sono assoggettati ad una disciplina comune definita appunto statuto generale dell'imprenditore. A questa poi si aggiunge uno statuto integrativo, definito appunto statuto dell'imprenditore commerciale che si applica solo per l'imprenditore commerciale non piccolo, di conseguenza medio grande,
2:23 che prevede appunto delle regole aggiuntive come la pubblicità legale, le scritture contabili. Sono cose che vedremo nei prossimi capitoli, nei prossimi minuti. Ora, prima vi ho già introdotto il discorso dei requisiti essenziali per poter appunto essere considerato imprenditore. Abbiamo visto l'attività produttiva, cioè la produzione di beni o servizi, però la produzione deve essere di nuovi beni e di nuovi servizi, cioè ci deve essere effettivamente una produzione perché se si ha solo mero godimento, cioè ad esempio se ho un immobile e lo cedo in locazione in quel caso appunto stiamo svolgendo mero godimento e quindi non attività produttiva. Ma se al mero godimento aggiungiamo dei servizi aggiuntivi e nuovi, come ad esempio il cambio biancheria,
3:08 in quel caso può essere considerato imprenditore, quindi è necessario la produzione di nuovi beni e di nuovi servizi. Come secondo requisito abbiamo l'organizzazione dell'impresa, cioè l'attività imprenditoriale richiede l'impiego coordinato di fattori produttivi. I fattori produttivi sono il capitale, il lavoro proprio e il lavoro altrui. Quindi l'imprenditore ha il compito di creare questo complesso produttivo formato sia da persone fisiche che da beni, quindi macchinari, locali e materie prime. A ciò bisogna aggiungere che si può avere impresa anche senza lavoratori, quindi senza l'aiuto di collaboratori o di dipendenti. Questo, ad esempio, è il caso del gioielliere che non si rifà del lavoro altrui, ma organizza il capitale, quindi comunque un altro fattore produttivo. Quindi anche il solo impiego di capitale e lavoro personale può qualificare
3:58 l'attività come impresa. Come terzo criterio abbiamo l'economicità. Con economicità si intende che l'attività deve essere condotta con metodo economico, cioè assicurando almeno la copertura dei costi con i ricavi ottenuti, appunto, dalle vendite. Ciò non richiede l'obbligatorietà dello scopo di lucro, in quanto anche l'impresa pubblica, le cooperative o le imprese sociali operano economicamente senza distribuire gli utili, quindi è fondamentale coprire i costi con i ricavi, appunto, dell'attività stessa. Ed infine, come ultimo requisito, abbiamo la professionalità dell'attività, cioè la professionalità richiede esercizio abituale e non occasionale di attività produttiva. Cioè, vi faccio un esempio. Se io faccio una singola
4:44 estrazione di prodotti forestali, non vengo considerato imprenditore agricolo, è richiesta un'attività abituale e in questo concetto rientrano infatti anche le attività stagionali, quindi imprenditore anche l'hotel lo stabilimento balneare ed è sufficiente che è ripetuto secondo le cadenze appunto della stagione. Ora invece iniziamo il secondo capitolo che riguarda principalmente l'imprenditore agricolo e l'imprenditore commerciale ed introduciamo l'articolo 2135 del codice civile che dice che è imprenditore agricolo colui che esercita una delle seguenti attività: la coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali ed attività connesse. Ed è importante ricordare questa nozione perché nella nozione stessa troviamo la differenza tra le attività agricole essenziali e le attività agricole per connessione. Infatti le prime tre,
5:33 ovvero coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali, sono le attività agricole essenziali, mentre le attività connesse sono le attività agricole per connessione che spiegherò appunto nel dettaglio. Quindi la norma ci dice qual è la definizione di imprenditore agricolo che non è basato sul mezzo utilizzato, quindi lo sfruttamento diretto della terra, gli animali e le tecnologie, quanto più sul tipo di attività svolta e sul collegamento, questo è fondamentale, con un ciclo biologico naturale o artificiale. Ora vediamo nello specifico la coltivazione del fondo. Per coltivazione del fondo si intende l'attività diretta alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico vegetale. Qui c'è da dire che l'attività era solo legata inizialmente allo
6:18 sfruttamento naturale della Terra. In realtà ora con il progresso tecnologico è stato anche trasformato il modo di coltivare. Infatti nella diciamo nozione di coltivazione del fondo, ora rientrano anche l'orticoltura, la floricoltura, le coltivazioni in serra, quindi tutte quelle che sono al di fuori della coltivazione diretta della terra. Ecco, quindi ormai la normativa riconosce come agricole anche attività che non sfruttano direttamente la terra, ma che siano riconducibili allo sviluppo di un ciclo biologico vegetale. Poi abbiamo la selvicoltura che quindi consiste nell'attività diretta alla cura, gestione e sfruttamento dei boschi al fine di ricavarne i prodotti forestali. Ed infine abbiamo parlato anche di allevamento di animali che comprende
7:05 quindi l'attività diretta allo sviluppo di un ciclo biologico animale. C'è da dire che prima il termine era allevamento di bestiame, quindi più che altro era collegato ad attività tradizionali come appunto produzione di carne, latte e lana, ma ora ci sono anche nuove attività più moderne, come ad esempio gli allevamenti intensivi o in batteria, gli allevamenti di animali da corsa, gli allevamento di animali da pelliccia e soprattutto l'allevamento e l'addestramento di animali da compagnia. Quindi la sostituzione del termine bestiame con il termine più ampio animali ha consentito di includere nella nozione di impresa agricola anche l'acquacoltura, l'imprenditore ittico, l'allevamento di animali da pelliccia, l'allevamento di cavalli da corsa, eh di animali da compagnia come cane e gatto e anche gli allevamenti intensivi o in batteria.
7:54 Poi abbiamo parlato anche delle attività agricole per connessione che sono sostanzialmente quelle attività che se svolte autonomamente avrebbero natura commerciale, ma che assumono natura agricola quando sono esercitate in collegamento con un'attività agricola essenziale. Di conseguenza, proprio perché sono per connessione, richiedono una connessione soggettiva ed oggettiva. La connessione soggettiva sarebbe sostanzialmente il fatto che questa attività deve essere svolta da un imprenditore agricolo, quindi un imprenditore commerciale non può effettuare attività agricole per connessione. Ed inoltre c'è anche una connessione oggettiva in quanto i prodotti ottenuti per connessione devono avvenire in prevalenza dall'azienda agricola dell'imprenditore. Io di solito qui per far capire il concetto lo spiego attraverso
8:42 l'esempio del viticoltore che trasforma l'uva in vino e la vende. Se quest'uva deriva dal proprio fondo principalmente, allora sei un imprenditore agricolo e stai svolgendo un'attività agricola per connessione, mentre se l'uva l'acquisti da soggetti terzi, in questo caso stai svolgendo principalmente l'imprenditore commerciale. Quindi qui è richiesta la prevalenza dei prodotti agricoli derivanti dal proprio fondo. E per attività agricole e per connessione intendiamo soprattutto la manipolazione, la conservazione, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli. Ora invece parliamo di imprenditore commerciale. L'imprenditore commerciale è colui che esercita una o più attività indicate dall'articolo 2195 del codice
9:29 civile, purché tali attività non rientrino nella nozione di impresa agricola. Cioè, mi spiego meglio. L'imprenditore commerciale è colui che svolge attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi, attività intermediaria nella circolazione dei beni o di persone, attività di trasporto, attività bancaria o assicurativa o attività ausiliarie a quelle precedenti. In realtà questo concetto di imprenditore commerciale è stato allargato poiché tutte le attività che non sono agricole vengono considerate commerciali. Quindi qui ci dice quali sono le attività tipiche, ma in realtà tutte le attività economiche moderne sono commerciali. Però anche in questo caso è fondamentale sapere la nozione. Ora, perché è importante
10:17 capire la differenza tra l'imprenditore agricolo e l'imprenditore commerciale? Come abbiamo visto, c'è uno statuto generale dell'imprenditore che quindi è una disciplina comune per tutti gli imprenditori e di conseguenza in questo caso non ha importanza, ma c'è uno statuto integrativo, ovvero lo statuto dell'imprenditore commerciale che si applica solo all'imprenditore commerciale non piccolo, quindi è fondamentale capire innanzitutto chi è imprenditore commerciale. Poi se questo imprenditore commerciale non è piccolo e quindi è medio grande, gli si applicherà questo statuto che prevede degli obblighi maggiori come la pubblicità legale e le scritture contabili. Ora, a parte l'oggetto sociale o l'oggetto dell'impresa, c'è il secondo criterio per distinguere l'imprenditore in base, appunto, alla dimensione dell'impresa.
11:04 In questo caso avremo il piccolo imprenditore e l'imprenditore medio grande. Abbiamo già detto che tutti gli imprenditori sono appunto assoggettati allo Statuto generale dell'imprenditore, ma il piccolo imprenditore beneficia di un trattamento giuridico più favorevole rispetto a quello medio grande. Infatti è esonerato dall'applicazione dello statuto speciale dell'imprenditore commerciale e in particolare dalla tenuta delle scritture contabili e dall'assoggettamento al fallimento che provoca delle conseguenze negative per l'imprenditore. Ora vediamo qual è però la nozione di piccolo imprenditore. Questa nozione è contenuta nell'articolo 2083 del codice civile, il quale stabilisce che sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e tutti coloro che esercitano un'attività professionale organizzata
11:54 prevalentemente con il lavoro proprio e con i componenti della propria famiglia. Quindi qui la caratteristica più importante è la prevalenza del lavoro proprio e familiare su tutti gli altri fattori produttivi. Quindi quando ho fatto l'esempio del gioielliere che eh come unico fattore produttivo in realtà ha il capitale, questo non potrà mai essere considerato piccolo imprenditore se investe grandi somme di denaro. Quindi per avere piccola impresa è necessario che l'imprenditore partecipa direttamente all'attività lavorativa e che il suo apporto personale insieme a quello dei familiari prevalga sia rispetto al lavoro dei dipendenti e sia rispetto al capitale investito. Quindi è richiesta la prevalenza sostanzialmente del
12:41 lavoro proprio e dei propri familiari per poter essere considerato piccolo imprenditore. Ora, in realtà la nozione di piccolo imprenditore la troviamo sia nel codice civile che nella legge fallimentare e diciamo che questa doppia nozione ha creato dei contrasti. Infatti la legge fallimentare individuava il piccolo imprenditore su dei criteri prevalentemente monetari e patrimoniali, dando luogo a un contrasto con il criterio qualitativo della prevalenza del lavoro prevista appunto dal codice civile. Quindi, per superare tali contrasti, ora nel sistema non si definisce più chi è direttamente piccolo imprenditore, ma si individua chi può essere soggetto a fallimento o no. Infatti, in base alla disciplina attuale, non è assoggettato al fallimento l'imprenditore commerciale che nei, diciamo, tre esercizi precedenti non abbia
13:28 superato dei determinati limiti come l'attivo patrimoniale non superiore a €300.000, ricavi lordi €200.000 e all'ammontare complessivo dei debiti di €500.000. Ed il superamento anche solo di un limite comporta l'esposizione alla procedura fallimentare. Quindi da ricordare assolutamente la doppia nozione di piccolo imprenditore che la troviamo nel codice civile nell'articolo 2083 che poi è stato successivamente modificato e dalla legge fallimentare che sostanzialmente lo definiva in base a dei criteri economici. Ora nelle piccole imprese troviamo due figure: l'impresa artigiana e l'impresa familiare. L'impresa artigiana, o meglio, l'imprenditore artigiano, è colui che esercita personalmente e professionalmente l'impresa artigiana, assumendone nella piena
14:17 responsabilità e svolgendo anche in questo caso in misura prevalente il proprio lavoro. Infatti, troveremo il concetto di prevalenza sia nell'impresa artigiana che nell'impresa familiare, proprio perché queste due imprese sono piccoli imprenditori e quindi la caratteristica di prevalenza la troveremo in entrambe. Quindi l'elemento caratterizzante dell'impresa artigiana è la centralità dell'attività lavorativa dell'artigiano, cioè il quale non si limita a dirigere l'impresa, ma partecipa direttamente alla produzione. Ed infine abbiamo parlato di impresa familiare nella quale collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dell'imprenditore ovviamente. E gli affini sarebbero i parenti del coniuge, quindi cognato, suocera, eccetera eccetera. Nella realtà si tratta di un'impresa individuale,
15:04 nonostante può sembrare una società, però questa è caratterizzata appunto dalla partecipazione stabile dei familiari che quindi prestano la propria attività lavorativa. E quindi, nonostante questi non siano soci, in quanto appunto non abbiamo società, il legislatore ha comunque tutelato i familiari collaboratori riconoscendo appunto determinati diritti, come ad esempio il diritto al mantenimento, il diritto a partecipare agli utili, nonché il diritto di prelazione in caso di trasferimento dell'azienda. Inoltre è anche riconosciuta una partecipazione alle decisioni più rilevanti relative appunto alla gestione straordinaria dell'impresa. Però nonostante tutti questi diritti resta comunque appunto un'impresa individuale e quindi la titolarità dell'impresa e le responsabilità per le obbligazioni nei confronti dei terzi spettano esclusivamente all'imprenditore. Infine, abbiamo parlato di impresa collettiva pubblica e sociale,
15:55 cioè sarebbe sostanzialmente il terzo criterio, ovvero la natura del soggetto per distinguere appunto l'impresa e di conseguenza l'imprenditore. Ora l'impresa collettiva è quella tipo di impresa dove c'è la collaborazione di più persone per il perseguimento, appunto, di uno scopo economico comune. La forma più tipica di impresa collettiva è proprio la società. Ed è per questo che impresa collettiva e società sono spesso utilizzate nello stesso termine e attraverso la società più soggetti conferiscono beni, capitali o lavoro per svolgere un'attività economica organizzata assumendo congiuntamente rischi e responsabilità. Quindi l'impresa collettiva riguarda la la posizione dell'azienda dove c'è la presenza di più soci che appunto conferiscono dei beni per formare
16:40 il capitale sociale che sarebbe il patrimonio di rischio per iniziare appunto quell'attività. Ora, accanto all'impresa collettiva, abbiamo parlato anche dell'impresa pubblica. L'impresa pubblica è quando l'attività di impresa è svolta dallo Stato o dagli altri enti pubblici. In realtà si distinguono in tre diverse modalità di di attività di impresa. Abbiamo la società a partecipazione pubblica che si ha quando lo Stato o gli altri enti pubblici svolgono attività di impresa servendosi di strutture di diritto privato. Poi abbiamo gli enti pubblici economici, ossia enti diritto pubblico istituiti appositamente per l'esercizio di attività diimpresa, come ad esempio il Banco di Napoli, Banco di Sicilia e anche l'ENEL. E poi abbiamo parlato anche delle imprese organo. Nelle imprese organo lo Stato o l'ente pubblico territoriale, quindi come regioni,
17:30 province e comuni, svolgono direttamente attività di impresa avvalendosi di proprie strutture organizzative e ad esempio l'impresa organo eroga servizi pubblici essenziali come l'acqua, il gas e i trasporti urbani. Prima di introdurre però l'ultima impresa, ovvero quella sociale, bisognerà definire le associazioni e le fondazioni. L'associazione e le fondazioni sono quelle attività diimpresimesa che vengono svolte da enti privati che però perseguono fini ideali o altruistici, come ad esempio appunto gli enti religiosi. Anche questi enti, nonostante, diciamo, la loro finalità, sono in realtà eh imprenditori commerciali e quindi sono esposti a tutte le conseguenze negative, appunto, previste dalla legge, come ad esempio il fallimento in caso
18:16 di insolvenza. E come ultimo argomento abbiamo appunto l'impresa sociale per quanto riguarda questo capitolo, cioè sostanzialmente quell'esercizio di un'attività economica finalizzata alla produzione o allo scambio di beni e servizi di utilità sociale. Di utilità sociale come assistenza sociale e sanitaria, servizi culturali, educazione, istruzione, tutela dell'ambiente, eccetera eccetera. Ovviamente l'impresa sociale si distingue per l'assenza totale di scopo di lucro e quindi gli eventuali utili e avanzi di gestione devono essere reinvestiti e non possono essere quindi distribuiti tra i soci per aumentare appunto il patrimonio dell'impresa. In caso di cessazione dell'impresa sociale il patrimonio viene devoluto ad altre organizzazioni non lucrative, quindi non può essere anche in questo caso distribuito tra
19:03 i soci e per le obbligazioni rispondono solo con il patrimonio dell'impresa. Per acquisire questa qualifica di impresa sociale, l'ente deve costituirsi tramite atto pubblico davanti a un notaio e l'atto costitutivo deve indicare l'oggetto sociale, l'assenza di scopo di lucro, indicare il nome dell'ente con l'aggiunta appunto di impresa sociale. Ora, nel capitolo 5, in realtà introduciamo l'acquisto della qualità di imprenditore, però prima di parlare dell'acquisto bisogna capire a quale soggetto si applicherà appunto lo statuto dell'imprenditore o lo statuto dell'imprenditore commerciale. Fino ad ora abbiamo detto che è l'imprenditore e non ci siamo sbagliati perché l'imprenditore è colui che appunto svolge gli atti di impresa, ma ci possono essere dei casi dove l'imprenditore magari è un minore o è un interdetto o è una un inabilitato e
19:53 quindi c'è bisogno di rappresentanza da parte di un soggetto che può essere appunto un curatore, può essere un rappresentante legale e così via e quindi è fondamentale capire il concetto di mandato con o senza rappresentanza. Il mandato è sostanzialmente un atto con cui il mandatario agisce nell'interesse di un altro soggetto chiamato mandante per porre in essere negozi giuridici. Questo lo può fare sia spendendo il proprio nome e quindi si ha in questo caso mandato senza rappresentanza o spendendo il nome del mandante mandato con rappresentanza se ovviamente quest'ultimo gli ha conferito il potere di rappresentanza nel mandato con rappresentanza, quindi quando c'è la spendita del nome del soggetto mandante, cioè ad esempio nel caso del minore che si vuole far rappresentare dal proprio genitore o dal rappresentante legale, il genitore
20:44 o il rappresentante mandante legale dovrà porre la firma del figlio e tutti gli effetti degli atti giuridici posti in essere dal mandatario in nome del mandante si producono direttamente appunto nella sfera giuridica del mandante, cioè se il genitore firma un documento, gli atti giuridici riguarderanno il figlio e non il genitore. Mentre nel mandato senza rappresentanza il mandatario, cioè colui che agisce nell'interesse del soggetto mandante, spenderà il proprio nome e quindi è senza rappresentanza. Di conseguenza tutti gli atti giuridici si producono direttamente nella sfida, in questo caso, del mandatario. C'è un principio, per capire tutto questo casino, che è chiamato il principio della spendita del nome, cioè se nel documento appare la firma di di un tizio, a quel tizio saranno imputati tutti gli atti giuridici perché il genitore firmerà
21:35 nel nome del figlio e quindi in questo caso sia mandato con rappresentanza, mentre nel mandato senza rappresentanza gli atti giuridici saranno appunto imputati al mandatario direttamente. Ora, nel mandato senza rappresentanza avremo in realtà due tipi di imprenditore perché ci sarà l'imprenditore occulto e l'imprenditore palese. L'imprenditore palese è colui che spende il proprio nome, quindi sarebbe il mandatario, anche se lui effettivamente non gestisce l'impresa perché appunto la gestione dell'impresa in realtà aspetta l'imprenditore occulto che è colui che effettivamente appunto gestisce l'impresa senza apparire come imprenditore di fronte ai terzi. E diciamo che questo mondo di operare non solleva problemi fin quando, diciamo, gli affari prosperano, i creditori vengono pagati regolarmente, ma può sollevare dei problemi se gli
22:23 affari vanno male e il soggetto utilizzato, cioè l'imprenditore palese, è una persona fisica nulla tenente oppure una società per azioni con capitale modesto, perché i creditori possono provocare il fallimento dell'imprenditore palese o della dell spa in generale, però non potranno ricavare tutto il credito che avevano nei confronti della società o nei confronti dell'imprenditore palese, perché questo imprenditore palese può risultare nulla tenente e quindi il rischio di impresa m verrà trasferito in realtà sui creditori. Ora invece parliamo dell'inizio e della fine dell'impresa. L'inizio coincide con il principio di effettività per le persone fisiche. Col principio di effettività si intende eh che l'effettivo inizia appunto dall'attività stessa e spesso preceduto da atti preparatori come affitto di locali, acquisto di macchinari o assunzioni e quindi questi atti
23:15 fanno acquisire la qualità di imprenditore per le persone fisiche, mentre per le società è richiesto l'iscrizione al registro delle imprese e quindi la al momento della Costituzione, mentre alla fine dell'impresa è il processo di cessazione definitiva dell'attività economica. che di solito, appunto, viene preceduto da liquidazione, cioè in realtà da scioglimento, liquidazione e eh destinzione nel caso in cui si tratta appunto di società. Ora invece parliamo appunto di capacità, interdizione e incompatibilità, cioè iniziamo a introdurre l'acquisto effettivo della qualità di imprenditore, cioè la capacità di esercitare attività di impresa se acquisisce al compimento, appunto, del 18º anno di età e si può perdere con interdizione o inabilitazione. Oltre all'interdizione o l'inabilitazione c'è anche il principio di incompatibilità,
24:03 cioè ci sono determinati soggetti che non possono essere considerati imprenditori, come ad esempio alcuni impiegati pubblici dello Stato o alcuni membri del Parlamento. Cioè, in quel caso dovrebbero decidere se continuare ad essere membri del Parlamento o essere imprenditori. Non puoi essere entrambi. Questo è il concetto. Per quanto riguarda il minore, l'interdetto all'inabilitato, proprio perché li ho definiti prima, in realtà il minore, l'interdetto all'inabilitato, non potrebbe iniziare nuova attività commerciale, quindi non potrebbe aprirla lui direttamente da solo, tranne nel caso appunto del minore emancipato se viene autorizzato dal tribunale, ma tutti e tre possono essere autorizzati dal tribunale a continuare un'impresa commerciale già esistente, solo che per il minore e l'interdetto devono farlo mediante i rappresentanti legali.
24:52 ad esempio i genitori o il tutore, mentre l'inabilitato lo deve fare sotto l'assistenza del curatore. Ora entriamo nel capitolo 6 e vediamo lo statuto dell'imprenditore commerciale. Abbiamo visto che questo statuto è integrativo a quello generale e che riguarda l'imprenditore commerciale medio grande. Questo statuto prevede delle regole aggiuntive, tra cui appunto la pubblicità legale e le scritture contabili e un diritto aggiuntivo, ovvero quello della rappresentanza commerciale. Partiamo innanzitutto dalla pubblicità legale che ha lo scopo di rendere conosciuti e opponibili a chiunque determinati fatti e atti dell'impresa. Ciò avviene attraverso la pubblicazione all'interno del registro delle imprese di questi determinati atti ho fatti. Per esempio,
25:38 quando si costituisce una società, ad esempio una Spa, questa va iscritta nel registro delle imprese mediante atto pubblico. Ora, l'iscrizione può avvenire o in una sezione ordinaria, in questo caso diciamo che è una funzione di pubblicità legale, quindi ha efficacia dichiarativa, costitutiva o normativa. costitutiva, che è quella più importante, comporta il fatto che se non dovesse venire questa iscrizione nel registro delle imprese, allora l'atto non viene considerato valido. Ecco perché si dice che la Costituzione mediante la registrazione del registro delle imprese ha efficacia costitutiva, quindi richiede assolutamente l'iscrizione nel registro delle imprese e questo di solito appunto avviene nella sezione ordinaria, mentre la sezione speciale ha
26:25 una funzione di pubblicità notizia, quindi non ha effetti dichiarativi, costitutivi o normativi. Ora, quali sono di solito gli atti e i fatti che vengono appunto registrati? i dati identificativi dell'imprenditore e dell'impresa, quindi la ditta, l'oggetto, la sede del dell'impresa o della società e l'inizio dell'attività. Poi sicuramente c'è da ricordare che si può registrare anche l'atto costitutivo, anzi bisognerà registrarlo per determinate imprese e la nomina degli amministratori e poi ci possono essere anche delle modificazioni di elementi che però sono già iscritti all'interno appunto del registro delle imprese. Ora, oltre all'obbligo della pubblicità legale abbiamo anche l'obbligo per l'imprenditore commerciale non piccolo, delle scritture contabili, della tenuta, appunto, di queste ultime. Le scritture contabili rappresentano in
27:12 forma quantitativa e monetaria gli atti di impresa e quindi il patrimonio e il risultato economico. E tra le scritture contabili obbligatorie abbiamo il libro giornale dove ci sono appunto le registrazioni cronologiche di tutte le operazioni dell'impresa e il libro degli inventari ovvero il cosiddetto bilancio di esercizio composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. C'è una regola molto importante, ovvero quella della conservazione per 10 anni delle scritture contabili. Quindi l'imprenditore dovrà conservarle e chi non le tiene regolarmente non può usarle come prova e di conseguenza può essere soggetto a determinate sanzioni penali. Poi infine abbiamo parlato della rappresentanza commerciale. La rappresentanza commerciale consente all'imprenditore commerciale di poter essere rappresentato da alcuni soggetti e questi
28:02 soggetti possono compiere affari in suo nome. Tra questi abbiamo l'instituture che è il dirigente al vertice dell'impresa o appunto di un ramo, può compiere tutti gli atti inerenti all'impresa o a quel determinato ramo di competenza ed all'obbligo di tenuta delle scritture contabili. in caso di fallimento risponde penalmente insieme all'imprenditore. Poi abbiamo i procuratori. I procuratori sono più che altro degli ausiliari subordinati che hanno un potere più limitato rispetto appunto all'istitore e di solito riguarda solo un settore dell'impresa. Non possono stare in giudizio, a differenza appunto dell'institutore e non sono nemmeno soggetti agli obblighi di scritture contabili o registro. In questo caso l'imprenditore non risponderà per atti del
28:48 procuratore se sono stati nascosti oppure se non sono pertinenti. Ed infine abbiamo il commesso. Il commesso è il grado di rappresentanza minore e sono di solito degli esecutori di mansioni, come ad esempio i commessi, gli impiegati di sportello, i cameriri e quindi loro appunto hanno poteri più limitati rispetto all'institore e ai procuratori. Ora passiamo al capitolo 7 e vediamo l'azienda. L'azienda non va confusa con l'impresa. Partiamo da questo presupposto perché l'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Quindi l'azienda rappresenta l'apparato strumentale utilizzato dall'imprenditore per svolgere appunto l'attività di impresa e costituisce quindi il mezzo attraverso il quale l'attività economica viene
29:34 esercitata. Ora, non tutti i beni di proprietà dell'imprenditore possono essere qualificati come beni aziendali, infatti sono esclusi quei beni che non sono utilizzati e destinati appunto allo svolgimento dell'attività di impresa, come ad esempio l'abitazione personale dell'imprenditore. Possono invece rientrare nel concetto di beni aziendali quei beni che non sono di proprietà dell'imprenditore, purché siano utilizzati nell'esercizio dell'attività di impresa e quindi ad esempio un macchinario acquisito in leasing. Questo macchinario, pur non essendo di proprietà dell'imprenditore, è comunque un bene aziendale perché viene destinato all'attività, appunto, dell'impresa. Ora, nell'azienda non abbiamo solo però beni materiali, abbiamo anche dei beni immateriali e tra questi c'è un beni immateriale che è molto importante, chiamato appunto
30:25 avviamento. L'avviamento rappresenta l'attitudine dell'azienda a produrre utili, cioè la capacità di generare dei ricavi superiori ai costi. E questo si distingue in avviamento oggettivo se è collegato a fattori che rimangono anche in caso di mutamento del titolare dell'azienda, ad esempio la posizione sul mercato o l'efficienza dall'organizzazione produttiva. Poi invece l'avviamento soggettivo è legato alle capacità personali dell'imprenditore, quindi ad esempio la sua abilità nel gestire l'impresa o nel mantenere e sviluppare la clientela. Infatti, di solito, quando si acquista un'impresa, un'azienda, si paga sempre una quota maggiore rispetto al suo valore, perché appunto comprende questo avviamento. Ora, l'azienda in realtà può essere oggetto
31:14 di diversi atti di disposizione, cioè ad esempio la vendita, l'affitto o l'usofrutto e tra questi rientra anche il concetto di donazione. Bisogna dire innanzitutto che l'imprenditore può compiere anche degli atti di disposizione che riguardano i singoli beni aziendali e per aversi trasferimento di azienda non è necessario che vengano trasferiti tutti i beni, ma i beni che compongono un complesso aziendale, cioè un complesso di beni che comunque consente di esercitare l'attività di impresa. È necessario però che i beni esclusi dal trasferimento non compromettano appunto l'utilità funzionale dell'azienda, come avverrebbe nel caso in cui fosse escluso, appunto, un elemento essenziale, come ad esempio un brevetto su cui si fonda l'attività. Ora, chi vende l'azienda, ovvero l'alienante, ha un divito, appunto, di concorrenza, cioè stabilisce
32:06 che per un periodo massimo di 5 anni dal trasferimento l'alienante non può iniziare una nuova impresa che può sottrarre clientela all'azienda ceduta, quindi sostanzialmente non può effettuare attività di impresa concorrente. E questa norma è diretta a tutelare l'acquirente, ma anche l'alienante stesso, perché comunque ha un limite massimo di 5 anni. dopo questi 5 anni può riprendere tranquillamente a fare attività di impresa anche appunto concorrente. Ora, nel caso in cui l'azienda sia stata oggetto di disposizione si verificherà una successione dei contratti aziendali e anche dei crediti e dei debiti. Ora vediamo più nello specifico come funziona. Allora, di solito l'acquirente dell'azienda subentra automaticamente per tutti i contratti appunto
32:54 stipulati per l'azienda stessa. Quindi la cessione di azienda comporta non solo il trasferimento dei beni, ma anche dei rapporti contrattuali funzionali. Ora questa regola però ha un limite perché restano esclusi di contratti di natura personale, quindi tutti i contratti aziendali, ricordiate sempre la destinazione, tutti i contratti aziendali vengono trasferiti, quelli di carattere, appunto, di natura personale, quindi dell'alienante, non vengono trasferiti perché, appunto, hanno natura personale e non aziendale. Tra questi poi rientrano anche i crediti e i debiti aziendali. Per quanto riguarda invece i debiti aziendali, questi vengono trasferiti solo quelli risultanti, appunto, dalle scritture contabili. Ciò però incontro un limite perché i debiti di lavoro vengono trasferiti comunque, anche se non
33:41 risultano appunto dalle scritture contabili. Questo avviene per tutelare, appunto, i lavoratori stessi e di conseguenza risponderanno in solito sia l'acquirente sia l'alienante. Per quanto riguarda invece i crediti prevede che la cessione di questi crediti debba avvenire attraverso il trasferimento, ovvero con l'iscrizione nel registro delle imprese. Quindi, una volta che si è iscritto il trasferimento nel registro delle imprese, tutti i crediti vengono automaticamente trasferiti. Infine, dobbiamo parlare dell'affitto e dell'usufrutto. L'usofrutto è appunto un diritto reale di godimento che consente all'usofruttuario di utilizzare l'azienda e di trarne i frutti, rispettando però la destinazione economica. l'usruttuario deve esercitare l'azienda sotto la stessa ditta e può mettere anche nuovi beni ed infine bisogna ricordare che è previsto
34:31 un inventario iniziale e finale con appunto la regolazione delle differenze in denaro. Per quanto riguarda invece l'affitto, l'affitto è distinto dalla locazione dell'immobile perché qui oggetto del contratto d'affitto è l'intero complesso aziendale, appunto, organizzato. Anche in questo caso, quindi nell'affitto e nell'usofrutto, viene comunque applicato il divito di concorrenza e appunto la successione di contratti aziendali. Ora, ovviamente l'attività di impresa si svolge in un mercato nel quale operano appunto più imprenditori. Per questo ciascun imprenditore ha la necessità di distinguersi appunto dagli altri e il legislatore ha riconosciuto determinati segni distintivi tra cui appunto la ditta, l'insegna e il marchio che quindi hanno sostanzialmente una
35:17 funzione comune, appunto, permettono al pubblico di riconoscere i diversi operatori economici o appunto i beni e i servizi e di compiere quindi scelte consapevoli. Ora, l'imprenditore in realtà gode di ampia libertà nella scelta di segni distintivi, ma deve rispettare però determinati requisiti come quello di verità, ovvero deve rappresentare la realtà dei fatti, novità e quindi essere originale e capacità distintiva, cioè non deve creare confusione con marchi già esistenti, quindi sembra molto simile in realtà al criterio di novità. E questo segno distintivo concede il diritto all'uso esclusivo quel segno distintivo, quindi non può essere utilizzato da un altro imprenditore. Ora partiamo dalla ditta. La ditta sarebbe il nome commerciale dell'imprenditore, quindi il suo scopo principale è quello di distinguere l'operatore economico,
36:06 in questo caso l'imprenditore, dagli altri appunto operatori economici. Di solito, se non c'è una scelta specifica, coincide con il nome civile dell'imprenditore. Anche la ditta deve rispettare il cosiddetto principio di verità che assume, diciamo, un significato diverso a seconda che se si tratti di ditta originaria o ditta derivata. La ditta originaria deve contenere appunto il cognome o la sigla dell'imprenditore, del proprietario appunto di quell'azienda. La ditta derivata invece può essere integrata dal nuovo titolare, cioè nel caso in cui l'azienda appunto sia stata oggetto di atto di disposizione e quindi ci sia un nuovo imprenditore. In quel caso, appunto, deve esserci il nome del nuovo titolare con il proprio nome o con la propria sigla. La ditta,
36:53 bisogna ricordare che è trasferibile solo insieme all'azienda, quindi non può essere venduta singolarmente. A differenza invece del marchio, il marchio è invece il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dell'impresa. Quindi abbiamo visto che la ditta riguarda il nome commerciale, mentre il marchio è il segno distintivo dei singoli prodotti o dei servizi dell'impresa. E questo, appunto, consente di distinguere i prodotti di un imprenditore da quello dei concorrenti e permette quindi al pubblico di riconoscerne la provenienza. Ora, su uno stesso prodotto, in realtà, possono coesistere più marchi, come appunto nel caso dei marchi di fabbrica e bisogna aggiungere che il marchio può essere denominativo, figurativo, sonoro o coincidere appunto con il nome dell'imprenditore. Per essere tutelato il marchio ovviamente deve essere lecito, ovvero conforme
37:42 alla legge, veritiro, quindi rispettando sempre il principio di il requisito di verità originale e soprattutto nuovo. Allora, in realtà il marchio può essere registrato e la registrazione consente al titolare il diritto all'uso esclusivo su tutto il territorio nazionale. Questo di solito viene effettuato presso l'ufficio italiano Brevetti e Marchi e la registrazione, appunto, dura 10 anni ed è rinnovabile. Per quanto riguarda invece il marchio non registrato, questo è comunque tutelato, ma solo nei limiti dell'uso effettivo e della notorietà acquisita. Il marchio, a differenza della ditta, è liberamente trasferibile, quindi non deve essere trasferita a tutta l'azienda per poter essere venduta o essere concessa in licenza esclusiva o non esclusiva. Ed infine abbiamo parlato dell'insegna. L'insegna invece contraddistingue i locali dell'impresa o
38:32 l'intero complesso aziendale e anche se la legge non disciplina espressamente il trasferimento dell'insegna, questo è tranquillamente liberamente trasferibile. Ora entriamo nel concetto di creazioni intellettuali che si distinguono in opere dell'ingegno e invenzioni industriali. Le opere dell'ingegno ovviamente riguardano il campo culturale e sono tutelate appunto dal diritto d'autore che quindi tutela le opere creative di carattere scientifico, letterario, artistico e cinematografico. Il diritto nasce proprio con la creazione dell'opera e comprende diritti morali che sono appunto inalienabili e quindi non possono essere venduti, diritti patrimoniali che invece sono trasferibili. Per quanto riguarda invece le invenzioni industriali, queste sono delle soluzioni tecniche che vengono appunto applicate nell'industria
39:20 e sono tutelate dal brevetto che attribuisce un diritto di uso esclusivo su quella determinata invenzione industriale. La durata è di 20 anni e può essere anche appunto oggetto di trasferimento. Ora finalmente rientriamo nel concetto di società ed abbiamo visto precedentemente che è la forma più tipica di impresa collettiva. Infatti, secondo l'articolo 2247, con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili. Questa nozione è fondamentale perché all'interno della definizione abbiamo tutti quelli che sono gli elementi essenziali per far sì che ci sia appunto una società. Tra gli elementi essenziali abbiamo i conferimenti di SUI, l'esercizio in
40:08 comune di un'attività economica e lo scopo di divisione degli utili. I conferimenti sono le prestazioni che i socibligano a ad eseguire e costituiscono il contributo alla formazione del patrimonio iniziale della società, ovvero formano il cosiddetto capitale sociale. Questo capitale sociale è il patrimonio di rischio iniziale per la società e funge anche da garanzia per i creditori, nel senso che se ci sono dei creditori nei confronti di questa società possono colpire il capitale sociale. Quindi più il capitale sociale è alto più c'è garanzia appunto per i creditori. Ora il conferimento abbiamo visto quindi che è una prestazione che il socio deve eseguire per poter essere considerato appunto parte della società. Questo conferimento può essere eseguito in denaro,
40:58 può essere eseguito attraverso beni mobili o beni immobili e si possono effettuare anche addirittura delle prestazioni di lavoro. In quel caso avremo il socio d'opera che però è possibile solo nelle società di persone e nell SRL, ovvero nella società a responsabilità limitata. Ora, questo capitale sociale in realtà svolge due funzioni. Una funzione vincolistica in quanto i beni conferiti restano vincolati alla società a tutela appunto dei creditori, come abbiamo detto già precedentemente. È una funzione organizzativa. organizzativa perché consente di individuare gli utili da distribuire in quanto gli utili oggetti appunto di distribuzione devono superare ed eccedere le passività ed anche il capitale sociale, quindi funge anche sostanzialmente
41:43 da parametro per determinare utili e perdite. Come secondo elemento essenziale abbiamo parlato dell'esercizio in comune dell'attività economica, quindi deve essere svolta in comune con altri soci e deve essere finalizzata alla produzione di nuovi beni o di nuovi servizi. Quindi anche in questo caso le società non possono effettuare mero godimento dei beni conferiti, altrimenti in quel caso rientriamo nel concetto di comunione e non di società. Ora, come terzo elemento essenziale, abbiamo lo scopo fine della società. Nella definizione di società abbiamo visto che lo scopo è la divisione degli utili e quindi in quel caso siamo di fronte ad una società lucrativa. Ora, accanto alle società lucrative abbiamo anche le società mutualistiche che hanno un altro scopo, un altro fine della società. Infatti, in questo caso, lo scopo è quello di dare un vantaggio diretto ai
42:33 soci nell'acquisto, ad esempio, di determinati beni ad una condizione vantaggiosa rispetto a quella di mercato, quindi, ad esempio, ad un prezzo minore. Un altro esempio sono le società consortili che hanno il compito invece di ridurre i costi o di aumentare i ricavi. Quindi, in base allo scopo fine, avremo diverse tipi di società, le società lucrative, le società mutualistiche e le società consortili. Ora, in base alla presenza o meno della personalità giuridica, avremo le società di persone e le società di capitali. Le società di persone non hanno personalità giuridica, di conseguenza la responsabilità sarà illimitata per i suci, cioè risponderanno, nel caso in cui il patrimonio della società non dovesse bastare anche con i propri beni personali,
43:19 mentre con le società di capitali, avendo appunto personalità giuridica e di conseguenza iniziamo a introdurre anche il concetto di autonomia patrimoniale perfetta, risponderanno solo dei beni conferiti nella società e non con il proprio patrimonio personale. Ora, ovviamente i soci possono scegliere liberamente il tipo di società più adatto alle loro esigenze, però nel rispetto dei limiti imposti dalla legge, cioè non possono creare nuovi tipi di società, devono scegliere tra i diversi modelli previsti, appunto, dalla legge. Ora partiamo dalla società semplice che viene chiamata così perché la sua costituzione non richiede delle forme particolari. Infatti può nascere con atto scritto, con verbalmente oppure di fatto, cioè con un comportamento concludente da parte di SCI. Mi spiego meglio. Ad esempio, due fratelli
44:06 che gestiscono insieme l'attività, prendono decisioni comuni e si dividono gli utili. Ecco, in questo caso, anche senza aver mai dichiarato formalmente di aver costituito una società, nasce comunque e si avrà appunto una cosiddetta società di fatto che però è concessa solo nella società semplice. Ora la cosa più importante da ricordare della società semplice è che è l'unica tipo di società che non può effettuare attività commerciale. Invece le altre società, appunto, possono effettuare sia attività commerciale che attività non commerciali. Abbiamo visto che in realtà la costituzione di questa società semplice, non richiede appunto delle forme particolari. Questa libertà però incontra un limite per il tipo di conferimento effettuato. Ad esempio, se c'è il conferimento di un bene immobile, in questo caso è richiesta la forma scritta
44:52 e quindi l'iscrizione nel registro delle imprese a pena di nullità di questo conferimento. Quindi questo non comporta assolutamente la nullità della società, a meno che questa partecipazione, quindi questo conferimento, era essenziale e quindi rappresentava, ad esempio, la maggioranza del capitale. Per quanto riguarda invece la società in nome collettivo, questa di solito è appunto la forma societaria base per l'esercizio di attività commerciale, in quanto nella SNC si può effettuare attività commerciale a differenza appunto della società semplice e per l'iscrizione nel registro delle imprese è richiesto o l'atto pubblico o la scrittura privata autenticata e in questo caso va iscritto il contratto sociale e la nomina e revoca degli amministratori. L'iscrizione di solito viene appunto effettuato dagli amministratori della della società o dal notaio se l'atto appunto
45:41 è pubblico. Ora, ovviamente la SNC non ha personalità giuridica perfetta, quindi il patrimonio personale di SUCI può essere fortemente coinvolto per quanto riguarda i creditori sociali, quindi devono prima agire sul patrimonio sociale e solo in via sussidiaria. Infatti cosa si dice? Di solito si dice che la responsabilità nelle società di persone è solidale, illimitata e sussidiaria. Con responsabilità illimitata, l'abbiamo già spiegato prima, si intende che il soggetto creditore, una volta aver colpito il patrimonio della società, può colpire anche il patrimonio personale dei soci. sussidiaria comporta il fatto che debba appunto prima colpire questo patrimonio e poi solo in via sussidiaria il patrimonio personale. Invece
46:28 con responsabilità solidale si intende che il creditore può colpire anche un unico socio nel pagamento appunto di questo debito e quindi il sucio risponderà per tutti gli altri soci. poi ha il cosiddetto diritto di regresso nei confronti degli altri, cioè vuol dire che può richiedere la restituzione delle parti che ovviamente non sono di competenza sua, ma sono di competenza degli altri soci. Quindi è come se un creditore ha un credito appunto di €10.000 nei confronti della mia società composta da tre suci. Io pago per tutti e tre i suci, però posso effettuare diritto di regresso nei confronti degli altri due, quindi richiedere i €6.66 di differenza, per intenderci. Per quanto riguarda invece i creditori personali, qui il discorso già è diverso, quindi non
47:13 riguardano i crediti aziendali. In questo caso non possono chiedere la liquidazione della quota del socio finché la società è in vita. Invece quando la società scade, se c'è proroga espressa, cioè la proroga di continuare l'attività, i creditori possono opporsi entro 3 mesi perché, appunto, possono richiedere la liquidazione della quota ed ottenere in parte o totalmente la prestazione che gli spetta, mentre se c'è proroga tacita possono chiedere in ogni momento la liquidazione della quota appunto del debitore. Ora, la società in nome collettivo per poter svolgere attività commerciale deve però essere iscritta nella sezione ordinaria del registro delle imprese, quindi come la società semplice può anche costituirsi verbalmente o con società di fatto,
48:02 però nello specifico dell'attività commerciale deve essere iscritta. Infatti la mancata iscrizione non comporta nullità, ma determina l'irregolarità della società. Distinguiamo l'SNC regolare, che è quella che è iscritta, appunto, regolarmente nel registro delle imprese, dalla SNC irregolare, che è quindi quella non iscritta. Ai fini della regolarità, l'atto costitutivo della SNC deve essere redatta o per atto pubblico o mediante scrittura privata autenticata. E l'atto costitutivo deve contenere la generalità dei soci, la ragione sociale, quindi il nome più l'indicazione della SNC, l'indicazione dei soci amministratori e rappresentanti, la sede sociale, l'oggetto sociale, i conferimenti di ciascun socio e il valore monetario, ovviamente attribuito,
48:50 le prestazioni di suo d'opera, i criteri di ripartizione degli utili e delle perdite e la durata della società. Quindi, in generale, per le società di persone non è necessario l'atto scritto, però se si deve svolgere attività commerciale bisogna iscrivere tutti questi dati all'interno del registro delle imprese. E nel caso appunto di mancata iscrizione siamo di fronte ad un SNC irregolare che però in questo caso è soggetta a fallimento. Quindi, nonostante si tratta di un piccolo imprenditore e non medio grande, può essere soggetta a fallimento. Il fallimento della società comporta automaticamente il fallimento di tutti i suci, anche di quelli occulti. cioè di coloro che hanno nascosto appunto la propria qualità di sushi. La società occulta invece è quando i soci decidono consapevolmente di non rivelare l'esistenza,
49:35 appunto, della società all'esterno. E la società occulta sostanzialmente esiste solo nei rapporti interni, non viene quindi esteriorizzata e l'attività è svolta per conto della società, ma appunto senza spenderne il nome. Quindi nei rapporti esterni compare come un imprenditore individuale che e lo scopo è proprio quello di limitare la responsabilità verso i terzi, ma la legge reprime questo fenomeno attraverso l'articolo 147 della legge fallimentare, estendendo quindi il fallimento anche agli altri soci appunto occulti. Ora torniamo nel tema invece di conferimenti. Quando parliamo di conferimenti il socio garantisce la garanzia per evizione, cioè contro la perdita del bene per diritti di terzi e la garanzia per vizi, cioè contro difetti che riducono l'utilità o il valore del bene conferito. E nello specifico, nel
50:23 conferimento di crediti, il socio c'è responsabile dell'eventuale insolvenza, quindi risponderà lui in maniera sussidiaria nel caso in cui il credito non sia stato pagato. Ora, ovviamente, nella società di persone tutti i soci partecipano agli utili e alle perdite che derivano, appunto, dalla gestione dell'attività sociale. Per quanto riguarda invece l'amministrazione, l'amministrazione consiste nel potere di compiere tutti gli atti rientranti nell'oggetto sociale e per legge ogni socio che è illimitatamente responsabile viene considerato amministratore, salvo diversa previsione, appunto, dell'atto costitutivo. Abbiamo due tipi di amministrazione. l'amministrazione disgiuntiva in base al quale ciascun socio può agire autonomamente, quindi senza la volontà e l'approvazione degli altri soci e l'amministrazione congiuntiva dove
51:11 invece è richiesto il consenso di tutti. In questo caso però le decisioni relative appunto all'amministrazione sono meno rapide. Al potere di gestione che appunto è affidato all'amministrazione si affianca il potere di rappresentanza, cioè il potere di agire verso i terzi in nome per conto della società e il potere di rappresentanza spetta i soci amministratori e può essere disgiunto, quindi ogni socio può firmare in maniera autonoma o congiunto, cioè tutti i soci devono partecipare alla stipulazione dell'atto. Ora, i soci, come abbiamo detto all'inizio, possono essere nominati nell'atto costitutivo o con atto separato e la revoca degli amministratori nominati nell'atto costitutivo richiede l'unanimità e la giusta causa, che poi vedremo dopo che cosa vuol dire per giusta causa. Quelli nominati invece successivamente sono revocabili secondo le regole del mandato. Ovviamente gli amministratori
52:01 devono operare con diligenza professionale e sono responsabili solidalmente dei danni causati alla società, salvo ovviamente prova dell'assenza di colpa. Per quanto riguarda invece le modifiche dell'atto costitutivo si richiede il consenso unanime, cioè il consenso di tutti i soci, salvo diversa pattuizione all'interno appunto dell'atto costitutivo. Il rapporto sociale, cioè il rapporto tra il socio e la società, può sciogliersi per diversi motivi, ad esempio per morte, per recesso, cioè quella volontà da parte del socio di uscire dalla società, ad esempio, per eventuali modifiche dello statuto, come ad esempio la trasformazione della società da SNC ad spa, dalla trasformazione dell'oggetto sociale, dal trasferimento della sede all'estero. Quindi ci sono diversi motivi per il
52:47 quale il socio può uscire eh in maniera, diciamo, autonoma e volontaria e il rapporto sociale può sciogliersi anche per esclusione, cioè se ad esempio per decisione degli altri soci, per notevoli inatempienze, interdizione o inabilitazione appunto del socio. Ovviamente vige il principio di conservazione della società per cui il venir meno di un socio non comporta lo scioglimento automatico di tutta la società. il sociosciente e i suoi redi hanno diritto alla liquidazione della quota calcolata ovviamente sulla situazione patrimoniale attuale, quindi al momento dello scioglimento. Per quanto riguarda invece le cause di scioglimento di tutta la società, abbiamo il decorso del termine. Come abbiamo visto nell'atto costitutivo, può essere inserita una durata di questa società che poi ovviamente può essere anche prorogata,
53:33 però nel caso in cui non venga prorogata questa viene meno e quindi il decorso del termine, l'impossibilità di conseguire l'oggetto sociale e quindi di raggiungere l'obiettivo prefissato, la volontà dei soci e la mancata ricostituzione della pluralità. Cioè nel caso in cui viene meno la presenza di molti soci, rimane solo un socio che però non riesce a reintegrare questa pluralità. Con lo scioglimento si apre quindi la liquidazione che è affidata ai liquidatori che vanno a sostituire gli amministratori che devono pagare i creditori attraverso l'alienazione, quindi la vendita di tutto il patrimonio della società, quindi soprattutto dei beni aziendali. Se dovesse rimanere dell'attivo, questo verrà distribuito tra i sociolo dopo la cancellazione del registro delle imprese, quindi una volta terminata la liquidazione e siamo all'ultima fase,
54:23 quella dell'estinzione, la società appunto non esiste più e quindi si estingue. Ora arriviamo finalmente alla società in accomandità semplice che è un'altra società di persone, però si distingue dalle altre perché c'è la presenza di due soci, ovvero soci accomandatari o sociandanti. I soci accomandatari, come i soci appunto dell SNC, rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali. Per obbligazioni sociali intendiamo i i debiti della società. I sociacatari di regola sono anche amministratori della società e quindi partecipano alla gestione e alla direzione di quest'ultima. I social comandanti invece rispondono soltanto entro il limite della quota conferita. Quindi se io dovessi conferire €30.000 000 e sono un social comandante,
55:08 risponderò solo nel caso di stato di insolvenza della società di quei €30.000 000 che ho conferito inizialmente. Questa tipo di responsabilità è tipica delle società di capitale, quindi già vediamo che qui c'è un mix di responsabilità tra i sociandatari e i sociandanti. Quest'ultimi però non possono effettuare amministrazione. La costituzione di questo tipo di società segue le regole dell SNC, quindi deve essere iscritta nel registro delle imprese e nel caso in cui non venga iscritta siamo di fronte ad una società in accomandità semplice irregolare. In questo caso, per quanto riguarda la ragione sociale, cioè praticamente il nome della società, deve contenere il nome di almeno uno dei soci accomandatari. Mi raccomando, è fondamentale, seguito dall'indicazione società in accomodità semplice. Quindi, nel caso in cui il social comandante
55:56 inserisca il proprio nome nella ragione sociale, quest'ultimo perderà la sua responsabilità limitata e quindi sarà soggetto anch'egli al fallimento, al pari, appunto, dei suicomandatari. I sociandanti, tra l'altro, hanno un cosiddetto divito chiamato divito di mistione. Questo divito impedisce a loro di compiere atti di gestione o di concludere affari in nome della società, salvo che abbiano ricevuto una procura speciale degli amministratori. Quindi, nel caso in cui ci sia questa procura rilasciata dagli amministratori, possono effettuare atti di ordinaria amministrazione o concludere a fare il nome della società. Altrimenti, se non c'è la procura scatta il cosiddetto divito di immistione, quindi perderà la sua responsabilità limitata e può essere anche
56:42 escluso dalla società nel caso in cui ci sia volontà, appunto, da parte degli altri soci. Infatti i social comandanti possono solo trattare e concludere affari solo appunto con questa procura speciale, prestare la propria opera, quindi manuale o intellettuale, però solo sotto la direzione degli amministratori e possono dare pareri o autorizzazioni se sono previsti, appunto, dall'atto costitutivo. Per quanto riguarda il trasferimento della partecipazione sociale, cioè del rapporto sociale ad un altro soggetto, nei suci accomandatari il trasferimento tra vivi è richiesto solo con l'unanimità dei suci e invece per Mortis causa occorre il consenso degli eredi, oltre che ovviamente l'unanimità dei suci stessi. La trasferibilità invece di suci a comandanti, nella mortis causa, la quota passa automaticamente agli eredi. Ovviamente anche in questo caso
57:32 non è richiesta l'approvazione di sushi, ma l'approvazione delle rede. Per atto fra vivi invece serve il consenso della maggioranza del capitale sociale rappresentata appunto dai suci. Infine, per quanto riguarda lo scioglimento della società inaccomandita semplice, oltre i motivi previsti per l'SNC, c'è una motivazione in più in quanto ci sono due tipi di soci, i sociandatari e i sociandanti. Nel caso venisse meno una delle due categorie di soci per più di 6 mesi, allora la società viene sciolta. Tutto ciò si può evitare se ovviamente entro 6 mesi riescono a reintegrare la categoria mancante. Inoltre bisogna aggiungere che nel caso in cui dovessero mancare i sociandatari che ricordiamo essere amministratori della società, quindi sono fondamentali, i sociandanti possono nominare un amministratore provvisorio che però può compiere solo atti di
58:19 ordinaria amministrazione. Ora entriamo nel concetto di società di capitali. Iniziamo a vedere la società per azioni. Questa è una delle forme più importanti tra le società di capitali e rappresenta il modello tipico delle imprese medio grandi. Infatti è richiesto un capitale sociale minimo di €50.000 per poter essere costituita. Ovviamente essendo una società di capitali ha autonomia patrimoniale perfetta. Di conseguenza i sushi avranno responsabilità limitata e quindi solo la società risponde delle obbligazioni assunte durante l'attività diimpresa, quindi i socipanno mai con il proprio patrimonio personale. Diciamo che questo meccanismo consente al socio di determinare in anticipo il rischio economico che intende assumere e questa caratteristica rende la società per azioni particolarmente adatta per gli investimenti. Questi investimenti vengono
59:09 effettuati attraverso l'acquisto di azioni. Le azioni rappresentano quote di partecipazione al capitale sociale, al capitale quindi della società e sono per definizione uguali tra loro sotto il profilo del valore nominale, cioè del valore della singolazione e dei diritti ovviamente che attribuiscono, tra cui il diritto al voto, il diritto agli utili e il diritto alla quota di liquidazione. La particolarità di queste azioni è legata al fatto che possono essere trasferite facilmente e rapidamente, cioè i soci possono disinvestire e questo è particolarmente
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