Il Risorgimento in Italia

Breve Sommario

Il video offre una panoramica dettagliata del Risorgimento italiano, esplorando le cause, i protagonisti e gli eventi chiave che hanno portato all'unità d'Italia. Si parte dalla definizione del Risorgimento e dalla situazione politica italiana dopo il Congresso di Vienna, per poi analizzare i moti rivoluzionari del 1820-21 e il dominio austriaco nel Lombardo-Veneto. Vengono presentate figure centrali come Silvio Pellico e Giuseppe Mazzini, insieme alle loro idee e azioni. Infine, si discute il dibattito sulle strategie per l'unificazione e gli eventi del 1848, inclusa la Prima Guerra d'Indipendenza.

  • Definizione e cronologia del Risorgimento italiano.
  • Analisi della situazione politica italiana dopo il Congresso di Vienna.
  • Focus sui moti rivoluzionari, il dominio austriaco e le figure chiave del periodo.
  • Discussione delle diverse visioni sull'unificazione italiana.
  • Panoramica degli eventi del 1848 e della Prima Guerra d'Indipendenza.

Introduzione al Risorgimento Italiano

Il Risorgimento è definito come il periodo della storia italiana caratterizzato dalla lotta per l'unità nazionale, compreso tra il Congresso di Vienna del 1815 e l'annessione dello Stato Pontificio con lo spostamento della capitale a Roma nel 1871. Dopo il Congresso di Vienna, l'Italia era frammentata in diversi stati, con il Regno Lombardo-Veneto sotto il controllo dell'Impero Austriaco. L'Austria esercitava una forte influenza anche su altri stati italiani, come lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie. L'unico stato italiano che si rafforzò fu il Regno di Sardegna, governato dai Savoia.

I Moti del 1820-21 e il Dominio Austriaco

Nel 1820-21, l'Italia fu scossa da moti rivoluzionari, iniziati nel Regno delle Due Sicilie e diffusisi poi in tutto il paese, compreso il Regno di Sardegna. Questi moti furono ispirati da eventi simili in Spagna e miravano a ottenere una costituzione. Nel Regno di Sardegna, Vittorio Emanuele I abdicò in favore di Carlo Alberto, che inizialmente mostrò apertura verso i rivoluzionari, ma poi cambiò idea. L'Austria, con l'aiuto delle potenze europee, represse i moti e riprese il controllo dell'Italia. Nel Regno Lombardo-Veneto, l'Austria realizzò un'amministrazione efficiente, costruendo ferrovie e migliorando il sistema sanitario e l'istruzione, ma impose anche una rigida repressione con un regime di polizia e censura.

Silvio Pellico e "Le Mie Prigioni"

Silvio Pellico, un intellettuale e patriota italiano, fu arrestato e imprigionato nel carcere dello Spielberg. La sua opera "Le mie prigioni" descrive la sua esperienza di detenzione dal 1820 al 1830, offrendo un vivido racconto delle dure condizioni carcerarie. Pellico descrive sia il "carcere duro", che implicava lavoro forzato, catene ai piedi e cibo povero, sia il "carcere durissimo", caratterizzato da catene ancora più restrittive. "Le mie prigioni" ebbe un'enorme risonanza in tutta Europa, diventando uno strumento di propaganda contro l'Austria e ispirando i movimenti di liberazione all'interno dell'Impero Asburgico.

Giuseppe Mazzini e la Giovine Italia

Giuseppe Mazzini, figura chiave del Risorgimento, dopo essere stato membro della Carboneria e aver subito l'arresto, fondò a Marsiglia la Giovine Italia. Questa nuova associazione, a differenza della Carboneria, mirava a diffondere apertamente le proprie idee attraverso la stampa clandestina. Il pensiero di Mazzini era incentrato sull'idea di nazione, intesa come un insieme di persone legate da vincoli di sangue, storia e cultura. Mazzini sosteneva che l'Italia dovesse diventare indipendente attraverso una serie di rivolte popolari per costruire una repubblica democratica. Nonostante i numerosi tentativi, i moti organizzati dalla Giovine Italia fallirono.

La Giovine Europa e il Dibattito sull'Unificazione

Dopo i fallimenti dei moti italiani, Mazzini fondò nel 1834 la Giovine Europa, con l'obiettivo di unire tutti i popoli oppressi dai loro sovrani. Anche questa iniziativa non ebbe successo, con ulteriori fallimenti come la spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria. Di fronte a questi insuccessi, si sviluppò in Italia un dibattito sulle strategie per l'unificazione. Camillo Benso, futuro primo ministro del Regno di Sardegna, sosteneva che i Savoia dovessero guidare il sentimento anti-austriaco per creare una monarchia costituzionale. Cesare Balbo proponeva una confederazione di stati italiani guidata dai Savoia, mentre il movimento neoguelfo auspicava una confederazione presieduta dal papa. Carlo Cattaneo, infine, proponeva una repubblica federale sul modello degli Stati Uniti.

Il 1848 e la Prima Guerra d'Indipendenza

Nel 1848, anche l'Italia fu interessata da moti rivoluzionari. I primi a insorgere furono i cittadini di Palermo, che chiesero a Ferdinando II di Borbone una costituzione. In seguito, diverse regioni italiane ottennero una costituzione, tra cui il Regno di Sardegna con lo Statuto Albertino, che diventerà la costituzione del Regno d'Italia fino al 1948. Approfittando delle rivolte nell'Impero Austriaco, Milano e Venezia si sollevarono, e Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria, dando inizio alla Prima Guerra d'Indipendenza. Nonostante alcune vittorie iniziali, il ritiro delle truppe papali e la resistenza austriaca nel quadrilatero portarono alla sconfitta dei piemontesi. Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II. La Repubblica Romana, guidata da Mazzini e difesa da Garibaldi, fu sconfitta dalle truppe francesi. La Prima Guerra d'Indipendenza si concluse con un fallimento, ma pose le basi per la successiva unificazione.

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Trascrizione

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0:00 buongiorno a tutti oggi parliamo del risorgimento italiano cominciamo con una definizione che cos'è il risorgimento e quel periodo della storia italiana in cui si è lottato per ottenere l'unità nazionale è un periodo piuttosto lungo possiamo dire che comincia con la restaurazione quindi con il congresso di vienna del 1815 e potrà dirsi concluso una volta che sarà annesso lo stato pontificio e la capitale nel 1871 sarà spostata a roma per comprendere il risorgimento dobbiamo vedere la situazione dell'italia subito dopo la restaurazione se analizziamo la cartina come vedete al nord c'è il regno lombardo veneto che fa parte dell'impero austriaco il regno di

0:47 sardegna che occupa val d'aosta piemonte liguria e sardegna dei piccoli ducati come quello di parma modena massa e lucca il granducato di toscana lo stato della chiesa al centro italia lo stato della chiesa che occupa a lazio umbria marche e romagna tutto il sud è unito nel regno delle due sicilie possiamo dire che dopo il congresso di vienna l'austria controlla praticamente tutta l'italia possiede al regno lombardo veneto che è stato creato per controllare meglio la zona del nord italia già sotto l'influenza austriaca per far questo e viene anche eliminata definitivamente la repubblica di venezia sempre nel nord italia ci sono questi

1:33 piccoli ducati parma piacenza modena reggio e poi il granducato di toscana che sono affidati a nobili che sono vicini imparentati a volte con la casata degli asburgo l'austria inoltre estende la sua influenza anche sullo stato della chiesa e sul regno delle due sicilie l'unico stato italiano che si rafforza dopo il congresso di an al regno di sardegna per il principio di legittimità tornano a governarlo i savoia r in questo periodo e vittorio emanuele primo riguardiamo un attimo quindi questo è il regno di sardegna come in tutta europa anche in italia nel 1820 21 scoppiano dei moti rivolte che partono

2:19 dal regno delle due sicilie se ricordate i soldati in partenza per l'america latina siano rivoltati e avevano chiesto una costituzione ecco prendendo ispirazione dai cugini spagnoli alcuni reparti dell'esercito si ribellano e re viene costretto a concedere una costituzione lo spirito rivoluzionario ben presto si espande in tutta italia e arriva anche a nord nel regno di sardegna il moto è favorito da alcuni elementi innanzitutto vittorio emanuele primo che si stava comportando da sovrano assoluto in secondo luogo alcuni militari spinti proprio dagli avvenimenti siciliani organizzando un moto vittorio emanuele primo si spaventa e abdica in favore di carlo alberto carlo alberto sembra in un

3:06 primo momento voler dar retta ai rivoluzionari ma poi cambia idea e fare prima era il moto dall'esercito questa indecisione gli varrà soprannome di re tentenna per il principio della santa alleanza all'austria con l'aiuto delle grandi potenze europee nel 1821 riesce a sopprimere i moti e riprende il controllo di tutta l'italia passiamo ad analizzare il dominio austriaco nel regno lombardo veneto che ci interessa particolarmente da un lato gli austriaci avevano fatto delle cose positive l'amministrazione del lombardo veneto era molto efficiente gli austriaci costruiscono le prime ferrovie migliorano il sistema sanitario implementano l'istruzione popolare

3:54 dall'altro lato però non vogliono fastidi e quindi danno vita ad una ferrea repressione utilizzando gli strumenti che abbiamo visto essere tipici di tutta la restaurazione un regime di polizia che controlla tutto la censura e quindi il divieto di divulgare idee particolarmente democratiche e soprattutto anti austriaca a farne saranno diversi i patrioti il più famoso e silvio pellico di cui vi ho portato una foto un intellettuale che verrà arrestato e imprigionato nel carcere dello spielberg a berna qui scriverà le mie prigioni che poi analizzeremo altra cosa di cui la popolazione scontenta sono le alte tasse cioè per mantenere una amministrazione efficiente e tutto

4:41 il regime repressivo comprese le forze di polizia gli austriaci chiedano tasse molto alte che aumentano quindi l'insofferenza nei confronti degli asburgo approfondiamo brevemente le mie prigioni che una volta era un libro che a scuola veniva letto molto narra appunto l'esperienza di prigionia di silvio pellico in un arco di tempo che va dal 1820 la data in cui viene arrestato fino al 1830 il giorno del suo ritorno a casa silvio pellico descrive la sua esperienza di detenzione in particolare appunto nel carcere dello spielberg di cui vi ho riportato un immagine nella slide precedente un carcere molto duro ecco che cosa dice silvio pellico a costo alle sue mura ponente salza un

5:28 monticello e soppresso sia dell'infausta rocca di spielberg altre volte regia dei signori di moravia oggi il più severo ergastolo della monarchia austriaca circa 300 condannati per lo più ladri assassini sono ivi custoditi quale ha carcere duro quali è durissimo e ci spiega poi che cos'è il carcere duro il carcere duro significa essere obbligate al lavoro portare la catena ai piedi dormire su nudi tavolacci e mangiare il più povero cibo immaginabile ci ha descritto il carcere duro ora va a descriverci il carcere durissimo che significa essere incatenati più orribile mente con cerchia di ferro intorno ai fianchi e la catena inflitta nel muro in guisa che appena si possa camminare

6:14 rasente il tavolaccio che serve diletto il cibo è lo stesso quantunque la legge dica pane e acqua le mie prigioni fu un libro che ebbe un'eco incredibile una risonanza incredibile divenne addirittura al libro italiano più famoso è letto in tutta l'europa dell'ottocento e divenne uno strumento di propaganda contro gli austriaci per tutti quei popoli all'interno dell'impero asburgico che volevano liberarsi quindi c'è chi gli ungheresi gli slavi appunto gli italiani un altro personaggio fondamentale del risorgimento italiano e giuseppe mazzini è entrato presto nella carboneria era stato tradito e quindi era stato arrestato c'era fatto il carcere nella fortezza del priamar di savona ed era poi stato

7:00 liberato per mancanza di prove aveva comunque deciso di lasciare l'italia e aveva deciso di rifugiarsi a marsiglia qui aveva iniziato la riflessione sul perché i moti carbonari erano falliti e aveva stabilito che la segretezza era ciò che aveva impedito la diffusione delle idee rivoluzionarie dei carbonari stessi per ovviare a questo problema aveva fondato una nuova associazione la giovine italia era un'organizzazione politica che invece di essere segreta voleva propagandare quindi diffondere le proprie idee attraverso la stampa clandestina il direttivo della giovine italia quindi produceva una riviste diversi opuscoli che clandestinamente venivano distribuiti in tutta italia e che nel

7:47 giro di pochissimo tempo garantirono migliaia e migliaia di iscritti all'associazione il pensiero di mazzini e complesso diciamo che al centro c'è l'idea di nazione la nazione che è un'idea romantica e intesa proprio come l'insieme delle persone che sono legate non solo da vincoli di sangue non solo dalla stessa storia ma anche dalla stessa cultura mazzini quindi sostiene che gli italiani sono una nazione e che devono diventare indipendenti per questa indipendenza non può essere evitato lo scontro con l'austria che possiede una delle parti più produttive dell'italia cioè la lombardia e il veneto se per i liberali del primo periodo era semplicemente necessario abbattere le monarchie assolute e creare delle monarchie costituzionali per mazzini non

8:35 basta più non è necessario cercare la senso dei sovrani ma occorre un cambiamento che deve partire dal basso dal popolo attraverso una serie di rivolte per costruire una repubblica italiana democratica e senza re purtroppo i diversi moti organizzati dalla giovine italia falliscono nel 1833 era stato programmato un moto nel regno di sardegna purtroppo i mazziniani vengono scoperti e vengono eseguite 12 condanne a morte e 200 isili ecco allora che mazzini matura l'idea che la lotta non deve essere solo una lotta italiana ma vuole mettere insieme tutti i popoli che vogliono liberarsi dai loro sovrani ecco quindi che nel 1834 fonda la

9:22 giovine europa che appunto l'obiettivo di lottare in tutte le nazioni sorelle oppresse cioè tutti quei popoli come gli italiani che sono oppressi da monarchia o imperi nonostante la buona volontà ci saranno dei nuovi fallimenti ad esempio due moto in romagna che falliscono e nel 1800 e 43 nel 1800 e 45 e la celebre spedizione dei fratelli bandiera erano ufficiali della marina che si ammutinano e a bordo del loro piroscafo entrano in calabria nel tentativo di aiutare un'insurrezione popolare peccato che quando sbarcano non c'è più in atto nessuna rivoluzione nessun moto e quindi loro praticamente si trovano isolati da tutta la popolazione e

10:09 vengono poi arrestati e uccisi visto il fallimento dei moti del 20 e 21 del 30 31 nonché di tutti i moti organizzati dai mazziniani si sviluppa in italia un dibattito cioè ogni intellettuale ogni personaggio politico di spicco indica la propria ricetta per unificare l'italia ci sono almeno quattro idee dominanti camillo benso che diventerà primo ministro del regno di sardegna e sarà poi uno dei fautori principali dell'unità d'italia diceva che erano i savoia che dovevano mettersi alla guida del sentimento anti austriaco questo per tre motivi 1 perché il regno di sardegna era l'unico indipendente in tutta italia quindi l'unico che poteva fare una vera

10:55 guerra contro gli austriaci in secondo luogo perché il re di sardegna carlo alberto voleva espandere i propri domini in italia infine perché l'unificazione dell'italia sotto un renio avrebbe garantito un esito moderato e non rivoluzionario sarebbe nata dunque una monarchia costituzionale e non una repubblica democratica questo era un'idea che spaventava anche molto meno i grandi imperi del periodo cioè l'impero austro ungarico l'impero prussiano l'impero russo e la gran bretagna un'altra idea era quella di cesare balbo che aveva proposto una confederazione di stati italiani guidata sempre dai savoia c'era poi il movimento neoguelfo i guelfi erano coloro che nel medioevo nella grande lotta tra papa e imperatore

11:43 parteggiavano per il papa doverti proporrà quindi una confederazione di stati italiani presieduta appunto dal papa un ultima idea molto innovativo era quella di carlo cattaneo convinto federalista voleva che l'italia diventasse una repubblica federale sul modello degli stati uniti l'italia era sempre stata divisa ed aveva avuto quindi un progresso nel regolare l'unico modo per garantire che ogni regione italiana crescesse secondo le sue forze e in base alla propria storia era quindi creare una repubblica federale dando grande autonomia alle singole macro regioni arriviamo al 1848 l'anno in cui anche in italia ci sono diversi morti c'è un grande fermento i primi a

12:30 insorgere sono i cittadini di palermo che chiedono a ferdinando ii di borbone di concedere una costituzione nasce così un grande entusiasmo popolare in diversi luoghi d'italia si chiede una costituzione e quindi viene concessa sia dal granduca di toscana che da carlo alberto nel regno di sardegna che da pio ix nello stato della chiesa vi ho riportato nell'immagine il frontespizio della costituzione più importante di questo periodo lo statuto albertino è una costituzione appunto promulgata da carlo alberto nel regno di sardegna che garantisce alcune libertà e soprattutto l'elezione di un parlamento è importante perché è entrata in vigore nel 1848 sarà la costituzione del regno italiano che durerà fino al 1948

13:17 se ricordate nel 1848 erano insorte tutte le popolazioni che volevano liberarsi dall impero austriaco come praga e vienna quindi all'interno dell'impero asburgico si sollevano anche venezia e milano milano famosissima per le cinque giornate sono i cinque celebri giorni in cui il popolo di milano si ribella contro gli austriaci e riesce a cacciare le truppe del generale radetzky carlo alberto ritiene allora che sia giunto il momento di entrare in guerra contro l'austria inizia quella che è conosciuta come la prima guerra di indipendenza in aiuto delle truppe del regno di sardegna aggiungono anche le truppe mandate da altri stati italiani dopo le prime vittorie che sono

14:04 riportate qui sulla carta montanara curtatone la battaglia di goito in cui le truppe piemontesi attraversano il mincio salgono purtroppo le prime difficoltà gli austriaci riescono a resistere all'interno di questo quadrilatero di fortezze peschiera verona legnago e mantova succede poi che anche il papa ritira le sue truppe il suo gesto è giustificato dal fatto che come capo della cristianità non poteva permettere che il suo esercito combattesse con l'esercito austriaco anch'esso cattolico senza l'aiuto di queste truppe ausiliarie piemontesi vengono sconfitti e sono costretti a chiedere l'armistizio agli austriaci ma la prima guerra di indipendenza non è finita perché molte città italiane alcune tra le più famose

14:50 firenze venezia e roma erano rimasti dei presidi di patrioti che avevano formato repubbliche democratiche approfittando della situazione carlo alberto prova nuovamente l'attacco all'austria ma viene sconfitto definitivamente nella battaglia di novara ed è costretto ad abdicare a favore del figlio vittorio emanuele secondo che passerà poi alla storia per essere al re dell'unità d'italia non dovendo più combattere contro i piemontesi gli austriaci riescono pian piano a reprimere tutte le ribellioni nelle città italiane esemplare il caso della repubblica romana qui si erano dati appuntamento diversi patrioti garibaldi che era ritornato dalle guerre di indipendenza in america latina e mazzini che era a

15:36 capo del triumvirato che controllava la città furono sconfitti dalle truppe francesi mandati da luigi napoleone buonaparte si conclude così la prima guerra di indipendenza anche se i tempi sono ormai maturi vedremo come dieci anni più tardi nel 1859 si riuscirà a lanciare la seconda guerra d'indipendenza e l'italia finalmente diventerà unità

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