0:00 Gli Stati Uniti attaccano l'Iran, esplosioni a Dubai, Baraen, Kuwait e ci si chiede cosa c'entrano questi paesi, cosa diavolo sta succedendo. Allora, se volete ascoltare una lunga, direi sintesi sulla situazione, sul contesto per poter capire le basi, allora siete nel posto giusto. Benvenuti ad un nuovo episodio di Geopolitics. Allora, per capire quello che sta succedendo oggi, gli attacchi degli Stati Uniti e Israele, la morte di Camenei, lo stretto di Ormut di cui si sente parlare, esplosioni a Dubai, dobbiamo prima capire un minimo di storie recente dell'Iran. Poiché abbiamo fatto un recente video proprio su questo
0:48 argomento, sulla storia dell'Iran, io vi propongo in questo video di andarlo [musica] a riprenderlo. Ovviamente se l'avete già visto potete andare avanti, skippate. Dopo questa parte sappiate che continuiamo per andare a capire l'attacco degli Stati Uniti, eh perché l'Iran sta lanciando dei missili su missili e droni su Bahrain, Kuwait e perché c'è quel casino a Dubai. e cerchiamo poi di capire anche il ruolo, attenzione, di Cina e Russia in tutto ciò e quali sono i possibili scenari futuri. Andiamo a vedere la storia recente dell'Iran. Prima domanda, com'è organizzato il potere? Allora, immaginate l'Iran come una macchina con due motori che però non sempre vanno
1:34 [musica] nella stessa direzione. Che voglio dire? Voglio dire che da una parte c'è la facciata democratica, infatti c'è un presidente e un parlamento che sono eletti dal popolo, ma attenzione, [musica] dall'altra parte, sopra di loro c'è il vero capo, la cosiddetta guida suprema, [musica] che è laatollà Ali Kamenei. La guida suprema è a vita, quindi non viene [musica] eletto dal popolo, ha praticamente l'ultima parola su tutto, quindi sull'esercito, sulla politica estera, sul nucleare. Praticamente comanda lui, comanda i Pasdaran, cioè i guardiani della rivoluzione che non sono solamente soldati, ma è un vero e proprio impero economico che controlla i
2:22 porti, le banche e anche il petrolio. C'è un organo chiamato Consiglio dei Guardiani che decide chi può candidarsi. Se non sei fedele ai principi religiosi del regime non corri nemmeno. In pratica si vota, ma vince sempre chi piace alla guida. Ed è proprio questo sistema tra le tante cose che oggi [musica] è sotto attacco. Ma fermi perché per capire l'oggi è necessario capire cosa è successo in una data precisa, nel 1979. Facciamo un salto di quasi 50 anni. Prima del 1979 l'Iran era una monarchia guidata dallo
3:09 sha Mohamad Reza Palavi. Era un paese alleato dell'occidente, molto moderno in superficie. Si vedevano donne anche [musica] in Minegon a Teran, ma era anche un regime corrotto, autoritario, dove la ricchezza del [musica] petrolio restava nelle mani di pochi. Nel 1979 scoppia la rivoluzione islamica. Un'alleanza molto forte, incredibile tra religiosi studenti e operai caccia lo Sha. Al suo potere si sostituisce l'ayatolà come trasforma l'Iran nella prima repubblica [musica] islamica della storia. per intenderci si passa da paese filo americano a nemico,
3:55 tra virgolette numero uno degli [musica] Stati Uniti. Quindi attenzione e qui è proprio in questa data rappresentativa che nascono le leggi sull'obbligo, per esempio, del velo e sulla in generale rigidità morale che vediamo oggi. A tal proposito ricordiamo alcune leggi oggi vigenti in Iran. Partiamo dal calendario. È l'anno 1404, infatti l'Iran usa il calendario solare Isri. L'anno nuovo inizia il 21 marzo, il weekend è sfasato, il giorno festivo è il venerdì, la settimana lavorativa inizia il sabato. L'abbigliamento e il controllo. Come sappiamo c'è l'obbligo del velo per le donne in ogni luogo pubblico. Eh, le auto sono considerate
4:42 come un luogo pubblico, quindi le donne possono essere multate o subire il sequestro dell'auto se fotografate in auto senza velo. C'è un corpo speciale che pattuglia le strade per verificare il decoro dell'abbigliamento. L'alcool è vietato di vieto assoluto di produzione, vendita e consumo e le pene sono fino alla fustigazione. Eh, cani e animali. Possedere un cane è scoraggiato e spesso è sanzionato perché è considerato simbolo dell'occidente e è considerato anche un animale impuro. Il ballo e il canto è vietato ballare in pubblico. Le donne non possono cantare da soliste davanti agli uomini. C'è la segregazione. Le carrozze della metropolitana o dell'autobus sono divise
5:30 per sesso. C'è il divieto di contatto fisico, come per esempio la stretta di mano tra uomini e donne non parenti in contesti ufficiali. C'è la censura e e la tecnologia, c'è il social blog. Instagram, WhatsApp, YouTube sono oscurati, quindi l'uso dei VPN per accedervi è praticamente onnipresente, ma è tecnicamente illegale. Le parabole è vietato possedere delle antenne satellitari per guardare canali stranieri, per non parlare della giustizia e la repressione. L'accusa di guerra contro Dio è usata per condannare a morte i dissidenti politici e manifestanti. per finire con un utilizzo veramente massiccio di software, di
6:17 riconoscimento facciale per identificare chi partecipa alle proteste. Insomma, la situazione dal 1979 ad oggi è più o meno questa. Nel 1989 la guida suprema cambia perché come muore e il successore fu Kamenei, attuale guida suprema. Detto ciò, arriviamo ad oggi, gennaio 2026, perché l'Iran sta esplodendo di nuovo. [musica] La scintilla questa volta è stata principalmente economica. C'è stata un'inflazione fortissima che ha superato il 40%. Il prezzo del pane è raddoppiato in pochi giorni e il real, cioè la moneta
7:03 locale, vale ben poco, troppo poco. Perché questo? Perché l'Iran è stata inondata di sanzioni. Eh, in questo inizio del 2026 a cavallo tra la fine del 25 e l'inizio del 26 la questione delle sanzioni è diventata il vero cappio al collo dell'economia iraniana, specialmente da quando lo scorso settembre, non so se vi ricordate, è scattato ufficialmente lo snapback delle Nazioni Unite. Che cos'è lo snapback che letteralmente significa scatto all'indietro? è un meccanismo di emergenza unico nel suo genere creato con l'accordo sul nucleare del 2015. In parole semplici, se uno dei paesi firmatari come Francia, Germania o Regno
7:50 Unito ritiene che l'Iran stia violando i patti, può segnalarlo all'ONU. A quel punto tutte le vecchie sanzioni internazionali che erano state cancellate nel 2015 tornano in vigore automaticamente dopo 30 giorni. Beh, nel 2025, se vi ricordate la questione dell'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iranio, vi ricordate? Ecco, quella situazione fece scattare lo snapback ad agosto. Non si trovò un accordo nei successivi 30 giorni e quindi il 28 settembre sono scattate le sanzioni riportando il paese indietro di 10 anni a livello di isolamento internazionale. Quindi, come dicevamo prima, l'inflazione altissima,
8:37 la moneta è letteralmente sprofondata. Ad oggi, nel momento in cui sto girando questo video, siamo a circa 1 milione di rial singolo dollaro. Ora, l'Iran, da parte sua cosa ha fatto e cosa sta facendo per cercare di tenere botta con questa situazione? E qui, come vedete, l'intreccio si fa ancora più fitto. L'Iran si è aggrappato, con tutte le sue forze alla Cina, che oggi è diventata il suo unico vero polmone finanziario. Ma attenzione perché questo rapporto con la Cina non va letto come un atto di generosità da parte della Cina. Il rapporto tra Pechino e Teran è un business, quindi razionale, duro, calcolato. La Cina, la Cina si pappa,
9:26 tra virgolette quasi il 90% del petrolio iraniano. Pensate che le stime più aggiornate ci dicono che nel 2025 la Cina ha importato dall'Iran circa 1 milione e mezzo di barili al giorno. È tanto è tanto il modo in cui lo compra, in realtà qua ci sarebbe tanto da dire, non è neanche, tra virgolette ufficiale, altrimenti la Cina rischierebbe di essere sanzionata anche lei. Di sicuro la Cina acquista il petrolio a sconti pazzeschi, approfittando del fatto che nessun altro può comprarlo legalmente e spesso paga con un sistema anche di
10:12 baratto, scambiando i barili di greggio con tecnologie di sorveglianza, con pezzi di ricambio o con grandi cantieri per per le ferrovie. Nonostante il patto dei 25 anni sia entrato nel vivo, Pechino gioca comunque su due tavoli. Da una parte sostiene il regime per avere energia, petrolio, a basso costo e un alleato contro il blocco americano, ma dall'altra sta attentissima a non far finire le sue grandi banche sotto il mirino delle sanzioni degli Stati Uniti. In pratica la Cina sta tenendo l'Iran appena sopra il livello di soffocamento, potremmo chiamarlo, garantendo quel minimo di ossigeno che permette al
10:57 sistema di non crollare del tutto, ma tenendolo di fatto in una condizione di dipendenza quasi totale che molti tra i manifestanti nelle piazze vedono ormai come una nuova forma di colonizzazione. Quindi, come vedete, è è un tema complesso di estrema difficoltà economica e ora lì c'è la fame e poi non solo, c'è sotto nel substrato c'è una rabbia sociale che sta covando da anni, probabilmente, appunto, come dicevamo prima, dal 79, dagli anni 80. rispetto alla grande rivolta del 1979, questa di oggi si differenzia per tre grandi motivi. Per prima cosa è diffusa,
11:44 è ovunque. Non protestano solamente i giovani di Teran, ma anche i commercianti dei Bazar e le province più povere, tutte e 31 le province sono in rivolta. Seconda cosa, sono cambiati anche gli slogan. Non si chiede eh più solamente riforme, si grida addirittura morte al dittatore e quasi a sorpresa in molte piazze si sente invocare il ritorno della monarchia pre79, quello dello Scia. Insomma, è evidente che la gente lì vuole un cambio di sistema totale. Poi c'è anche il blackout di internet. Il regime, infatti, in questi ultimi giorni, settimane ha staccato internet in tutto il paese. È una mossa disperata
12:31 per impedire alle persone di organizzarsi, mentre la repressione, come stiamo vedendo, si fa durissima. E arriviamo quindi ad oggi e permettetemi di ringraziare i nostri collaboratori esperti e analisti geopolitici per aver revisionato il contenuto di questo video. In particolar modo ringrazio Andrea Gaspardo, analista militare e geopolitico. Grazie mille Andrea. Che cosa è successo? Lo sappiamo, grandi proteste in Iran e Stati Uniti e Israele hanno guardato queste proteste, guardano e hanno guardato queste proteste vedendo un'opportunità. Queste proteste sono diffuse, sono reali, ma mancano di una cosa fondamentale, una leadership. E
13:19 allora Stati Uniti e Israele si dichiarano pronti ad aiutare i manifestanti, si preparano, portano in Medio Oriente una massa di asset militari enorme, paragonabile a quella utilizzata per l'invasione dell'Iraq del 2003. E nel frattempo, come copertura diplomatica, aprono nuovi negoziati sul nucleare con l'Iran. Ma quei negoziati sembrano essere una mossa più tattica che una vera apertura diplomatica, perché gli Stati Uniti chiedano di fatto all'Iran non solo di smettere di arricchire uranio, ma di rinunciare ai missili balistici e di abbandonare tutti i suoi alleati regionali. In pratica gli
14:05 chiedono una resa quasi totale, una richiesta forse volutamente irrevibile. I negoziati quindi falliscono e scatta l'attacco. Quindi la motivazione ufficiale è il nucleare, ma in realtà la lista degli obiettivi reali è molto più lunga. Dimostrare la propria forza e la propria credibilità delle proprie minacce, smantellare l'apparato di sicurezza iraniano, ridurre le capacità missilistiche offensive, interrompere effettivamente il programma nucleare, indebolire Ezbol, Amas, gli uti, le milizie in Iraq e in Siria. E poi c'è un obiettivo, attenzione, che forse pochi citano, ma che è forse il più strategico di tutti, indebolire l'asse russocinese,
14:53 perché la Russia usa dei droni irani, soprattutto in Ucraina, e la Cina dipende in buona parte dal petrolio iraniano. Quindi colpire l'Iran significa colpire in parte entrambi indirettamente. Ma tra poco andiamo anche nel dettaglio con Cina e Russia. Prima però c'è un pezzo di storia che dobbiamo raccontare per bene, perché quello che è successo il 28 febbraio 2026 non ha precedenti. Camenei, la guida suprema, è morto, ucciso. L'uomo che guidava l'Iran da 37 anni, dal 1989, anno della morte del suo predecessore Come è stato ucciso in un raide congiunto americano e israeliano nel
15:39 cuore di Teran. Questo che vedete è proprio il video, la clip del bombardamento, una clip pubblicata da l'IDF. Che cosa è successo? In tarda serata arriva la conferma della morte di Camenei. Trump lo annuncia su Truth sul suo social e la televisione di stato iraniana lo conferma con un presentatore in lacrime che forse avrete visto anche sui social con un nastro nero sullo schermo e immagini di archivio in loop. 40 giorni di lutto nazionale e con lui muoiono alcuni dei vertici del regime, il comandante delle guardie rivoluzionarie, il ministro della difesa, il consigliere di sicurezza nazionale, il comandante delle forze aerospaziali dei Pasdaran. Insomma, in un solo attacco vengono ammazzati i
16:28 vertici militari e i politici dell'Iran. E adesso si apre qualcosa di eh storicamente inedito per la Repubblica Islamica, perché la Costituzione iraniana prevede che un nuovo leader venga eletto dall'assemblea degli esperti, un collegio di religiosi, ma siamo in mezzo a una guerra. Le istituzioni sono sotto attacco, i vertici militari sono stati in gran parte ammazzati e quindi la domanda è chi prende il controllo? Le valutazioni della CIA suggeriscono che il controllo possa passare nelle mani di una figura radicale strettamente legata ai Pasdaran, che sono circa 200.000 persone, 210.000 uomini controllano l'economia, l'esercito, i porti sono il
17:15 vero stato dentro lo Stato e ora senza una guida suprema, potrebbero fare il salto definitivo da potere nell'ombra a potere esplicito. oppure il caos istituzionale e la pressione esterna potrebbero accelerare il crollo dell'intero sistema e Trump e Nettaniau, li avrete sentiti, probabilmente lanciano già degli appelli molto forti diretti alla popolazione iraniana, mentre Reza Palavi, il figlio dello Sha, dichiara che l'ora della liberazione è vicina. Ora attenzione perché tra un appello e una transizione ordinata c'è un abisso e anche se il
18:02 regime cambia faccia, ok, non è detto che cambi natura perché perché l'Iran ha una sua cultura, ha una sua storia millenaria. A questo punto andiamo a capire anche che cosa è successo, cosa c'entra Dubai, Bahrain, Kuwait. Beh, qui c'è qualcosa che eh forse in pochi spiegano, non lo so perché, forse perché sembra troppo scontata, ma io ve la dico comunque perché è fondamentale capire. E cioè che Dubai, Abu Dhabi, quindi gli Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait non sono paesi neutrali, sono alleati degli Stati Uniti d'America. Il Bahrain, per esempio, ospita il quartier generale della quinta flotta americana. Gli Emirati ospitano, hanno delle basi
18:49 americane e britanniche sul loro territorio. Kuwait e Arabia Saudita sono da decenni sotto l'ombrello militare americano. Quindi l'Iran, per contrattaccare gli Stati Uniti d'America e Israele attacca questi territori dove c'è presenza americana e e ovviamente anche Israele. Poi attenzione, dobbiamo avere in mente anche un'altra cosa. L'Iran se lancia un missile, secondo voi dove può arrivare questo missile? Cioè, quant'è la gittata massima dei missili irani? Massimo a circa 2.000 km. Questa è la è la dotazione tecnologica iraniana al momento il raggio d'azione iraniano è di circa 2.000 km, quindi non può
19:34 tecnologicamente parlando lanciare una bomba a New York, per capirci, o a Los Angeles, cioè sul territorio americano. Quindi attacca lì dove può, quindi nell'arco di 2000 km circa dove c'è presenza americana e quindi Dubai, Kuwait, eccetera eccetera. A proposito di Dubai, molti di voi sui social hanno visto eh quei video con esplosioni nel cielo sopra Dubai. Bene, quelle esplosioni erano missili irani intercettati dai sistemi di difesa americani e emiratini prima che raggiungessero il suolo. E andando più nel dettaglio, secondo le fonti più accreditate, in totale l'Iran ha lanciato sugli Emirati circa 165 missili balistici e 541 droni, di cui la maggior
20:23 parte di questi missili e droni sono stati abbattuti in volo, appunto, dalla dalla controparte, insomma, sono stati intercettati la maggior parte prima di raggiungere gli obiettivi. E quello che la gente ha ha filmato dai balconi di Dubai che noi abbiamo visto su Instagram, su TikTok, eccetera eccetera, erano esattamente queste intercettazioni, esplosioni a centinaia di metri di altezza sopra i grattacieli. Non tutti però sono stati fermati questi missili e questi droni e infatti l'hotel simbolo di Dubai, questo che conosciamo tutti, è stato colpito e ha preso fuoco. Il terminal 3 dell'aeroporto di Dubai è stato evacuato dopo l'impatto di un drone. anche il Fermont di Pal e anche il Fermont the Palm sull'isola
21:08 artificiale ha subito danni con un grosso incendio. In tutto ciò tre persone sono morte, 58 sono rimaste ferite. Ora, facendo questo video, io mi sono reso conto che c'era bisogno proprio di di una mappa per capire le gli schieramenti, chi sta con chi e il ruolo di Cina e Russia. Andiamo a vedere. Allora, da una parte noi abbiamo il blocco occidentale con Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait e poi dall'altra abbiamo il blocco pro Iran, quindi Iran, Esbollà, quindi Libano, Amas, Ui, quindi Yemen, Milizia Sciite, quindi Iraq e Siria. E in questo blocco direi di
21:55 metterci anche, ma prendiamolo con le pinze, anche Cina e Russia. Perché con le pinze? Eh, perché metterli nello schieramento iraniano è una semplificazione e lo faccio di proposito perché visivamente rende l'idea, ma la realtà è un po' più sfumata perché né Pechino né Mosca stanno di fatto e direi fortunatamente combattendo per l'Iran, cioè non direttamente, non è che sparano, non lanciano missili, meno male, però lo sostengono economicamente e militarmente e senza di loro il regime probabilmente non reggerebbe come abbiamo visto anche nella parte storica. Quindi li mettiamo in questo schieramento ma con tutti gli asterischi del caso e quegli asterischi
22:41 cerchiamo di capirli ora. La Cina, beh, la Cina è il compratore forte, per capirci. L'Iran, premessa, l'Iran ad oggi è il quinto paese per produzione di petrolio e secondo l'ultimo report dell'OPEC, l'Iran è il terzo paese con le più grandi riserve di petrolio al mondo. Il primo, come vedete, è il Venezuela, il terzo è l'Iran. Bene, la Cina è il principale partner commerciale dell'Iran e nel 2025 ha acquistato oltre l'80% del petrolio che l'Iran esporta, quindi quasi tutto il petrolio dell'Iran esportato, circa equivale a circa 1 milione e mezzo di barili al giorno. È
23:26 tanta roba. Inoltre c'è anche un patto, il cosiddetto patto dei 25 anni firmato nel 2021 che prevede degli investimenti cinesi enormi in Iran, parliamo nell'ordine di 280-400 miliardi di dollari in 25 anni, investimenti in energia, infrastrutture, telecomunicazioni principalmente in cambio di cosa? in cambio del petrolio, ma non solo, in cambio di petrolio a prezzi scontatissimi, ok? Questo è il punto nevralgico, prezzi di petrolio scontatissimi e di un alleato strategico ovviamente nella regione. Sembra questa un'alleanza solida, ma c'è una dinamica
24:11 che vale la pena capire. Più l'Iran è isolato dai mercati occidentali, più la Cina può imporre condizioni favorevoli e quindi dire, "Senti amico bello, abbassa ancora i prezzi, già sono bassi, abbassali". Perché l'Iran più ha le strette e più deve accettare le condizioni cinesi. Di fatto, quindi non è una partnership tra uguali, ma un rapporto di forza in cui uno dei due ha tutto il potere contrattuale. Ora che è successo questo bel casino, quindi che gli Stati Uniti hanno attaccato, il Ministero degli Esteri cinese ha chiesto a tutte le parti di fermare le operazioni militari e di evitare un'ulteriore escalation definendo, e questo ovviamente è una presa di posizione cinese, definendo gli attacchi
24:57 degli Stati Uniti e Israele una violazione del diritto internazionale e dichiarandosi preoccupato per le ricadute sui paesi vicini. La Cina quindi sta dicendo fermatevi, anche perché se perdesse le entrate di petrolio dall'Iran perderebbe circa il 13-14% del petrolio importato, quindi la posta in gioco è molto molto alta. Passiamo alla Russia. Il rapporto tra Russia e Iran è diverso, meno commerciale, più militare e sicuramente anche più recente, perché parliamo di un avvicinamento che inizia nel 2022 con l'invasione dell'Ucraina, quando la Russia si ritrova isolata
25:42 dall'occidente, sanzionata con bisogno urgente di armi. E l'Iran, che convive con le sanzioni, come abbiamo visto da decenni, si rivela un partner perfetto. Si stima che la Russia abbia acquistato circa 6.000 droni irani Shahed che hanno poi colpito le infrastrutturi che hanno poi colpito le infrastrutture civili uraine per mesi e in cambio la Russia ha trasferito all'Iran quello che Teran cercava da anni, cioè tecnologia militare avanzata, sistemi difesa aerea, aviazione da combattimento fino agli elicotteri d'attacco Mi 28 consegnati nel gennaio 2026 e fino al contratto di difesa da 500 milioni di euro, firmato
26:27 proprio il 22 febbraio del 2026, quindi 6 giorni prima degli attacchi americani. Ma anche qui c'è qualcosa da dire, cioè Russia e Iran sono alleati politicamente, ma in parte competitor dal punto di vista proprio strettamente economico, perché perché entrambi cercano di vendere il proprio petrolio e gas alla Cina, entrambi sono sanzionati e quindi entrambi sono disposti a scontarlo oppur di piazzarlo e quindi si fanno concorrenza sullo stesso mercato rafforzando ulteriore orment il potere contrattuale di Picchino su entrambi, quindi diciamo alleati politicamente, rivali economicamente con la Cina che guarda e approfitta di entrambi. Quindi
27:14 abbiamo un Iran che dipende dalla Cina per sopravvivere economicamente, ma che dalla Cina non riceve una protezione reale o in parte indiretta. Detto ciò, capiamo anche un altro aspetto, quello dello stretto di Ormut, di cui se ne parla tanto, telegiornali, social, giornali. Arriviamo a quest'ultima parte. Allora, guardate questa cartina. Ecco, questo è lo stretto di Ormutz. È un corridoio d'acqua che collega il Golfo Persico all'oceano indiano. Da un lato verso nord, nordest c'è l'Iran, ok? E dall'altro ci sono gli Emirati e l'Oman. Perché si parla tanto di questo stretto? Perché? Perché attraverso questo corridoio, attenzione, passa circa il
28:00 20% di tutto il petrolio mondiale. Il 20%, 1/5. Quindi capite bene che se si blocca questo stretto è un bel casino. Chi è che controlla questo stretto? L'Iran più di tutti. I Pdaran, quindi i fedeli di Camenei, per intenderci, ne hanno annunciato la chiusura al traffico marittimo con la motivazione che la rotta non è più sicura e il risultato immediato è stato almeno 150 petroliere ferme nelle acque aperte del Golfo. Cosa significa tutto questo? significa che il petrolio non arriva a destinazione. Questo significa di conseguenza che l'offerta di petrolio si riduce e quindi di conseguenza i prezzi boom schizzano
28:47 in alto. È la prima legge di mercato, no? Niente di nuovo. Il prezzo è inversamente proporzionale all'offerta, quindi se l'offerta diminuisce i prezzi, quindi nei prossimi giorni o settimane se il prezzo del petrolio lieviterà clamorosamente saprete il motivo. Qualcuno a questo punto potrebbe chiedere "Ma non esistono delle rotte alternative dove può passare questo petrolio?" In realtà sì, ma attenzione, sì. L'Arabia Saudita, per esempio, ha una pipeline fino al Mar Rosso, gli Emirati una fino all'oceano indiano, ma il problema è la capacità. Quanto petrolio queste strade alternative possono trasportare? Reggono al massimo circa 2,5-2,6 milioni di barili al giorno, mentre
29:32 nello stretto lo stretto ne movimenta 20 milioni di barili, quindi ovviamente, come capite, non è abbastanza, quindi come capirete non è per niente abbastanza. E poi c'è il paradosso che vale la pena capire fino in fondo. L'Iran chiudendo lo Stretto e Ormut in un certo senso si spara un po' sui piedi perché il 90% delle sue esportazioni energetiche passa proprio da lì. Quindi bloccarlo significa ridurre enormemente, se non azzerare le proprie entrate petrolifere. Eppure lo fa perché in una guerra come questa non ragioni più tanto da economista, ma da chi vuole dimostrare di essere disposto a tutto. Ultima cosa sullo stretto di Ormut. Le conseguenze della questione petrolio in
30:17 questo stretto non restano in Medio Oriente e per l'Italia, anche per noi in realtà c'è un nervo scoperto molto specifico che è il Qatar. Oggi il Qatar, oggi è il nostro primo fornitore di gas naturale di queuefatto. Via mare con il 45% circa delle importazioni. Quel gas deve passare per Orm e se lo stretto rimane chiuso non arriva più. Se non arriva più praticamente le nostre bollette saliranno. Ok? Questo è il concetto. Bloomberg comunque l'ha già definito uno scenario da incubo per i mercati globali. Ora cosa succederà adesso? Beh, questa ovviamente è una domanda da 1 milione di dollari. o forse da $130 al barile, eh, e le variabili in gioco sono tantissime, quindi chiunque
31:04 vi dica di sapere esattamente cosa succederà, come andrà a finire, secondo me non vi sta dicendo la verità perché nessuno lo sa. Eh, io vi propongo dei possibili scenari senza ovviamente sparare delle previsioni ad capocchia. Gli esperti di geopolitica oggi disegnano sostanzialmente due scenari. Il primo è la deescalation, quindi l'Iran sotto pressione militare, economica e con i vertici del regime praticamente decapitati decide, capisce che continuare non conviene e apre un canale diplomatico. Quindi in questo caso, in questo scenario, farebbe delle concessioni sul nucleare, sui missili, probabilmente si trova un accordo, lo
31:51 stretto di Ormut riapre, il petrolio scende, i mercati si calmano. Diciamo è lo scenario che tutti sperano, ma che quasi nessun analista considera probabile nel breve termine, perché perché richiederebbe all'Iran di accettare delle condizioni durissime nel momento in cui si sente più sotto attacco e i regimi sotto attacco storicamente non trattano facilmente. Il secondo scenario è l'escalation ed è quello che preoccupa di più. In questo scenario l'Iran non tratta, i Pazdaran prendono il controllo e decidono di rispondere colpo su colpo. Ezollà, in questo scenario, potrebbe intensificare gli attacchi dal Libano. Gli uti
32:37 potrebbero bloccare il Mar Rosso, le milizie aprirebbero fronti in Iraq e Siria e e quindi i paesi del Golfo, colpiti da missili irani smetterebbero di stare, insomma, più tranquilli e entrerebbero apertamente nel conflitto a fianco degli Stati Uniti. Il paradosso, secondo gli analisti, è che più l'Iran allarga il conflitto cercando di mettere tutti contro tutti, più rischia di isolarsi ulteriormente e di accelerare la propria fine. E poi c'è la variabile che sovrasta tutto, quella relativa a Cina e Russia. Loro finché restano, come dire, a guardare, a supportare indirettamente, militarmente, ma in maniera indiretta,
33:23 l'Iran, il conflitto rimane regionale. Ma se uno dei due decidesse di passare ai fatti, eh, ragazzi, noi staremmo parlando di qualcosa di completamente diverso, non più una guerra in Medio Oriente, ma uno scontro diretto tra grandi potenze con conseguenze imprevedibili. per tutto il mondo. È lo scenario ovviamente che nessuno vorrebbe, che nessuno vuole nominare, ma in realtà che tutti temono. Detto ciò, eh noi continueremo a tenervi aggiornati qui su Jopop, sulla nostra rubrica Geopolitics. Vi ricordo che potete trovarla anche su Spotify, c'è proprio il podcast Geopolitics. Vi ringrazio tantissimo per essere stati con noi. Spero che questo video sia stato utile,
34:09 che abbia aiutato a capire qualcosa in più su tutto quello che sta succedendo. E vi ricordo una cosa, leggiamo i giornali, approfondiamo perché se vogliamo capire non basta il video di Jop, non basta un video di JPop, non non basta un video in generale. YouTube non basta ragazzi, YouTube non basta. Andiamo a leggere i giornali quotidiani. Se avete visto per intero questo video e domani comprate un quotidiano, vi assicuro che capirete sicuramente ancora molto di più. Quindi questo è il mio sincero e spassionato consiglio. Ovviamente quotidiano di quello che volete, eh, qualunque, anzi, se ne prendete di più meglio. Detto ciò, grazie mille ancora, ci vediamo alla prossima, sempre qui su Giop. Ciao a tutti. Grazie.