L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA I BANCHI. CREATIVITÀ AUMENTATA O PENSIERO PIGRO?

Breve Sommario

Questo video della Fondazione Corriere della Sera esplora l'intelligenza artificiale (IA) nel contesto scolastico, sottolineando l'importanza della creatività e della collaborazione tra umani e macchine. Si discute di come l'IA possa essere utilizzata come strumento per stimolare il pensiero critico e la capacità di risolvere problemi, piuttosto che come sostituto dell'intelligenza umana. Vengono forniti esempi pratici e consigli su come interagire efficacemente con i chatbot e come valutare criticamente le informazioni generate dall'IA.

  • L'IA è uno strumento, non un oracolo: Imparare a collaborare con l'IA per stimolare la creatività e il pensiero critico.
  • Sviluppare la capacità di distinguere il vero dal falso: Verificare sempre le fonti e non fidarsi ciecamente delle informazioni generate dall'IA.
  • Proteggere la privacy: Essere consapevoli dei rischi per la privacy legati all'uso dell'IA e adottare misure per proteggere i propri dati personali.

Introduzione all'Intelligenza Artificiale e alla Creatività

Massimo Sidevi introduce l'argomento dell'intelligenza artificiale (IA) nel contesto scolastico, sottolineando che, nonostante sia percepita come una tecnologia recente, ha radici che risalgono al 1950 con Alan Turing, considerato il padre dell'IA. Turing si interrogò sulla capacità delle macchine di pensare, una domanda ancora rilevante oggi. Sidevi lancia una provocazione: gli esseri umani sono ancora capaci di pensare in modo creativo e libero, o sono diventati troppo dipendenti dalla tecnologia? Cita "La grammatica della fantasia" di Gianni Rodari per esplorare come la creatività possa essere alimentata attraverso regole, senza limitare l'immaginazione. Introduce gli ospiti Gianluigi Bonanomi e Vincenzo Cosenza, esperti di IA e marketing, per discutere come la tecnologia stia cambiando la cultura e il modo di pensare.

Stimolare la Creatività: Esempi e Consigli

Sidevi offre spunti per stimolare la creatività, citando esempi di grandi figure del passato come Agatha Christie e Italo Calvino. Christie trovava ispirazione nella noia, mentre Calvino vedeva la fantasia come un parallelepipedo grigio su cui costruire. Cosenza presenta il suo libro "Esercizi di intelligenza aumentata", proponendo di utilizzare strumenti come Chat GPT e Gemini non come semplici calcolatrici, ma come intelligenze aliene con cui confrontarsi. Suggerisce esercizi pratici come chiedere a Chat GPT di riscrivere un verso di Dante in stile trap o di creare un racconto che unisca tennis e meccanica quantistica, per testare i limiti e le capacità creative dell'IA.

Collaborare con l'IA: Esplorazione, Direzione e Dialogo

Cosenza illustra tre comandamenti per interagire con l'IA: esplorazione, direzione e dialogo. Incoraggia a esplorare le capacità dell'IA ponendo domande insolite e a non farsi frenare. Sottolinea l'importanza di dirigere l'IA fornendo istruzioni dettagliate per ottenere risultati migliori, piuttosto che accontentarsi di risposte generiche. Infine, invita a dialogare con l'IA, non accontentandosi della prima risposta, ma innescando un dialogo per arrivare a qualcosa di più elaborato e personalizzato. Suggerisce di iniziare una storia e chiedere al chatbot di continuarla, modificando e arricchendo il testo per creare un contenuto frutto della collaborazione tra uomo e macchina.

Chat GPT e Alternative: Comprendere il Funzionamento dell'IA

Sidevi spiega che Chat GPT è diventato quasi un sinonimo di intelligenza artificiale, ma esistono molte alternative come Gemini e Antropic. Incoraggia a sperimentare con diverse IA per osservare come cambiano le risposte. Spiega che gli algoritmi di IA funzionano massimizzando la probabilità che i termini vengano collegati insieme, basandosi sui dati forniti. Avverte che l'IA risponde in base alle informazioni che le sono state date, quindi è fondamentale capire quali sono le fonti e i dati che alimentano l'algoritmo. Suggerisce di porre domande oggettive ai vari algoritmi per verificare come rispondono e per capire che non ci si deve affidare integralmente all'IA.

Intelligenza Artificiale e Simulazione dell'Intelligenza Umana

Bonanomi riprende il concetto di ossimoro, applicandolo all'espressione "intelligenza artificiale", poiché l'IA simula l'intelligenza umana ma non la replica completamente. Descrive l'IA come una simulazione di intelligenza basata su calcoli statistici e reti neurali artificiali. Suggerisce di collaborare con le macchine per superare la pigrizia mentale e stimolare la creatività. Propone esercizi pratici come simulare un'interrogazione con Chat GPT, assegnando il ruolo di professore all'IA e caricando i testi di studio. Incoraggia a parlare con figure storiche come Napoleone attraverso l'IA, per comprendere le loro decisioni e prospettive.

Notebook LM: Uno Strumento per l'Apprendimento

Bonanomi consiglia l'uso di Notebook LM, uno strumento di Google che applica l'IA ai contenuti caricati dall'utente, riducendo le allucinazioni e fornendo fonti precise per le risposte. Evidenzia i vantaggi di Notebook LM: riduzione delle allucinazioni, verifica immediata delle fonti, versione gratuita generosa, integrazione con l'ecosistema Google e capacità di creare contenuti multimediali. Descrive come Notebook LM possa creare infografiche, slide, podcast e video esplicativi, rendendolo uno strumento versatile per l'apprendimento.

Termini Chiave: Intelligenza Artificiale, Reti Neurali e Plasticità Cerebrale

Sidevi spiega la storia del termine "intelligenza artificiale", introdotto da McCarty per ottenere fondi per la ricerca. Sottolinea che non è vera intelligenza, ma un funzionamento diverso nell'assemblare le parole. Spiega il concetto di reti neurali artificiali, ispirate al cervello umano, e cita il premio Nobel per la fisica legato a questa tecnologia. Introduce il concetto di plasticità del cervello, paragonandolo a una pianta che cresce e si sviluppa in base agli stimoli ricevuti. Sottolinea l'importanza della curiosità e della passione per attivare la plasticità del cervello e per imparare con successo.

Didattica dell'Intelligenza Artificiale: Esempi Pratici

Cosenza cita esperimenti negli Stati Uniti in cui i professori utilizzano l'IA in classe, chiedendo agli studenti di spiegare come hanno interrogato Chat GPT per ottenere una ricerca originale. Suggerisce di dare all'IA un obiettivo, un contesto e istruzioni dettagliate per svolgere la ricerca, allegando documenti e lezioni già svolte. Sottolinea che l'obiettivo è non fare una domanda come se si interrogasse un motore di ricerca, ma istruire l'IA in modo strutturato.

Ribaltare i Ruoli e l'Evoluzione dell'IA

Bonanomi propone di ribaltare i ruoli, chiedendo a Chat GPT di fare le domande per capire il contesto e l'obiettivo della ricerca. Descrive l'evoluzione dell'IA verso gli agenti, che agiscono in autonomia per raggiungere un obiettivo. Racconta esperimenti in cui ha chiesto a Chat GPT di organizzare un viaggio o di fare la spesa, dimostrando le capacità degli agenti di interagire con il mondo reale. Avverte che il mondo del lavoro sta cambiando e che è importante capire come collaborare con le macchine.

Fonti di Informazione e Rischi per il Futuro

Sidevi sottolinea l'importanza delle fonti di informazione, avvertendo che se le fonti saranno delegate solo all'IA, si potrebbe commettere lo stesso errore delle macchine. Mette in guardia contro le fake news e le allucinazioni dell'IA, che possono portare a decisioni sbagliate nella vita. Bonanomi parla del "second brain", un secondo cervello a cui delegare le decisioni, e dei rischi di pregiudizi e problemi di privacy legati all'uso dell'IA. Cita esempi di come l'IA possa essere influenzata da pregiudizi e di come le informazioni mediche caricate su Chat GPT possano finire nelle mani sbagliate.

Domande e Risposte: Rischi, Sostenibilità e Distinzione tra Vero e Falso

Vengono poste domande dal pubblico, tra cui il rischio più sottovalutato dell'IA, l'impatto dell'IA sul lavoro del tecnico informatico e la sostenibilità ambientale dell'IA. Cosenza risponde che il rischio maggiore è delegare troppo senza controllo e che è fondamentale controllare i risultati ottenuti. Spiega che l'IA sta già impattando sul lavoro del tecnico informatico, ma che è importante sviluppare competenze di controllo e gestione degli agenti di scrittura di codice. Bonanomi ammette che l'IA non è ecosostenibile e che le aziende stanno cercando soluzioni per ridurre il consumo di energia. Cosenza conclude che non sarà facile distinguere il vero dal falso in futuro, ma che è importante coltivare il dubbio e verificare le fonti.

Conclusioni: Controllare le Domande e Coltivare il Dubbio

Sidevi conclude riassumendo i punti chiave della giornata: controllare le domande per indirizzare le risposte, non fidarsi della prima risposta e coltivare il dubbio. Ringrazia gli ospiti e il pubblico per aver partecipato alla discussione sull'intelligenza artificiale e il suo impatto sulla società.

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Trascrizione

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4:47 Benvenuti a tutti quanti. Siamo nella sala Buzzati. Sapete che per noi giornalisti del Corriere della Sev è un luogo molto importante perché richiama tra l'altro appunto Dino Buzzati che è stato un grande scrittore e come forse sapete è stato anche un giornalista del Corriere della Sera. Saluto anche i 12.000 ragazzi e ragazze che so essere collegati da tante scuole in giro per l'Italia e oggi siamo qui per la Fondazione Corriere Selunga Amici della scuola per parlare di intelligenza artificiale che è diventato un po' il convitato di pietra, ne parliamo spessissimo e talvolta non sempre diciamo a ragion veduta. Quindi oggi tenteremo di riportare il tema dell'intelligenza artificiale all'interno della scuola. Infatti l'incontro si chiama l'intelligenza artificiale tra i banchi. Insomma, voi

5:35 sapete che l'intelligenza artificiale in realtà tutti noi la consideriamo e anche voi probabilmente la considerate come una tecnologia molto giovane, nata da poco. In realtà una lunghissima storia perché nasce nel 1950, pensate subito dopo la seconda guerra mondiale. padre. Abbiamo anche un padre vero e proprio dell'intelligenza artificiale. È stato un fisico e grande scienziato inglese che si chiamava Alan Turing, un personaggio sicuramente da andare a scoprire per tutto ciò che ha fatto. È lo stesso Alan Turing che ci ha aiutato a abbattere i nazisti durante la seconda guerra mondiale. Forse ricorderete la storia, i nazisti utilizzavano delle macchine per criptare i messaggi, per trasferire dei messaggi e non farsi intercettare dagli alleati. Allanting,

6:20 grazie al suo genio e a uno dei primi grandi computer che era riuscito a costruire, era riuscito a trovare un modo per decriptare quei messaggi. Quindi una figura storica anche molto importante. Però, dicevamo, oggi lo ricordiamo come padre dell'intelligenza artificiale. Perché diciamo che il padre dell'intelligenza artificiale? Chiaramente dietro la parola intelligenza artificiale esistono tante tecnologie, quindi probabilmente ci sono tanti padri, tanti scienziati e scienziate che hanno permesso di far emergere questa tecnologia. Marantuing è la persona che si è posto la domanda fondamentale. Nel 1950 in un paper, in una pubblicazione scientifica sulla rivista Mind eh si pose quella che è considerata un po' la domanda del secolo, cioè le macchine possono pensare, i computer in buona sostanza

7:07 possono riuscire a pensare. Quell'articolo è molto interessante perché Alan Tuning analizza comunque il tema del pensiero all'interno delle macchine, ma credo che oggi, quindi 76 anni dopo, se faccio bene i calcoli, dobbiamo porci anche un'altra domanda e cioè la domanda è se noi esseri umani siamo ancora capaci di pensare o siamo diventati troppo pigri di fronte alle tecnologie. Efficamente le tecnologie abilitano tantissime funzioni. Tutti noi, non soltanto voi ragazzi e ragazze, ma tutti noi, anche adulti, tendiamo utilizzare moltissimo la tecnologia, quindi ci appoggiamo alla tecnologia. Questo chiaramente ci rende anche un po' pigri mentalmente e quindi la vera domanda che oggi ci possiamo porre come una sorta di provocazione è: siamo ancora in grado di pensare liberamente,

7:54 siamo ancora in grado di essere creativi? Utilizzo questo termine perché è un termine fondamentale. Voi sapete che tutti noi ci rifacciamo a scienziati scienziate grandi pensatori. Immagino che qualcuno di voi magari un giorno scoprirà qualcosa di veramente importante. Come si fa a scoprire a pensare a ideare qualcosa di nuovo? Attraverso una qualità profondamente umana che è la creatività. E poi vedremo che la creatività comunque pur essendo difficile da imbrigliare, da ingabbiare, comunque può seguire alcune regole. Vi richiamo qui un libro, se non l'avete letto potete andare a guardare qualche pagina. Eh, si chiama La grammatica della fantasia di Gianni Rodari, un grande pensatore italiano, un grande scrittore italiano. Perché ve lo cito? Perché guardate, c'è una sorta di contraddizione. Si parla di ossimoli

8:41 quando abbiamo delle figure retoriche che mettono insieme due cose opposte, no? il caldo freddo. In questo caso abbiamo una sorta di ossimolo perché in effetti la grammatica della fantasia sembra una contraddizione in termini perché da una parte abbiamo la fantasia, qualcosa di totalmente libero, dall'altra la grammatica che richiama delle regole e vedremo che invece possiamo avere delle regole per tentare di capire come alimentare la creatività. Ma chiaramente questo non vuol dire che possiamo diventare tutti Leonardo da Vinci, ma per esempio quando siamo più piccoli tendiamo a imparare a disegnare, quindi esistono delle regole per tentare di liberare un po' la fantasia e la creatività. E oggi ne parliamo con Gianluigi Bonanomi, docente di digital marketing e intelligenza artificiale generativa all'Accademia Santa a Giulia

9:26 di Brescia. Benvenuto. >> Grazie. e Vincenzo Cosenza, consulente di marketing e innovazione, ha fondato l'Osservatorio per il Metaverso. Grazie di essere intervenuto Vincenzo. Io mi presento, sono Massimo Sidevi, sono inviato editorialista del Corriere della Sera. Mi occupo normalmente di queste tematiche di intelligenza artificiale e tecnologia scienza, ma sempre con un legame con la cultura, perché credo che sia importante capire come la tecnologia sta cambiando la nostra cultura, il nostro modo di pensare, il nostro modo di essere. Questo è un po' la domanda che ci dobbiamo porre, non soltanto quale microprocessore c'è dentro può essere anche interessante, ma forse la cosa più interessante è appunto come tutto ciò sta modellando, plasmando la nostra società e anche la scuola. Sapete che c'è un grande dibattito sull'utilizzo delle tecnologie

10:13 all'interno del della scuola. Diamo, a proposito di scuola, diamo il benvenuto anche a un'ulteriore classe che si è aggiunta qui in sala Buzzati. Benvenuti. E allora io inizierei da questo, dalla creatività. vi do qualche suggerimento legato, diciamo, a un percorso che ho tentato di fare, una ricerca, appunto, all'interno della creatività. Come si fa a essere creativi? Guardate, in qualche maniera possiamo riprendere delle figure, delle grandi figure del passato che ci hanno lasciato dei consigli. Per esempio, tutti voi conoscete sicuramente Agata Cristi, sapete che è stata una delle più grandi gialliste, una delle più grandi scrittrici di gialli del ha scritto tantissimi gialli, anche se non li avete letti, comunque li avrete intercettati perché poi da gialli di di Acatacrisi sono nati tantissimi film, è

11:00 nato un genere, quindi anche se non vi è mai capitato di leggere un giallo di Agata Cristi, in qualche maniera Agata Cristi ha influenzato il vostro modo di interpretare i gialli, di interpretare comunque anche i film che parlano di investigazioni. Ebbene, pensate che Agata Cristi diceva che per scrivere attendeva momenti di grande noia. Anche qui può una contraddizione, però le diceva aspettava che la noia la catturasse perché di fronte alla noia poteva chiudersi in una stanza e tentare un modo per fuggire dalla noia. Quindi vedete che ci sono delle piccole regole che possiamo tentare di utilizzare. Ancora un altro esempio. Italo Calvino, uno dei più grandi scrittori del 9, pensate che parlava di fantasia come un parallelepipedo, quindi una figura

11:46 geometrica. Anche qui vedete che c'è sempre questo elemento della contraddizione, non si segue la via più lineare, la via più semplice, quindi la fantasia potrebbe essere legata, diceva Italo Calvino, a delle farfalle, ma per lui non erano delle farfalle, era un parallelepipedo, anzi addirittura grigio, un po' come queste poltroncine. Perché Italo Calvino diceva questo? Perché diceva su un parallelepipedo noi possiamo costruire qualcosa in una stanza piena di farfalle non possiamo costruire assolutamente nulla. probabilmente avete studiato e intercettato il cubismo, una delle grandi rivoluzioni dell'arte fatte da Pablo Picasso e se ci pensate è riuscito a rivoluzionare la storia dell'arte proprio utilizzando la geometria, quindi geometria e creatività. Sono questi i due elementi che oggi tenteremo di stimolare e partirei con appunto

12:32 Vincenzo perché effettivamente Vincenzo ci sono degli esercizi che possiamo fare che possiamo introdurre anche nella nostra vita per imparare a collaborare. C'è questo termine che è fondamentale, insomma, perché talvolta noi tendiamo a farci sostituire dalla tecnologia, l'abbiamo detto, siamo tutti pigri. La pigrizia è una delle, se vogliamo, una delle tendenze dell'animo umano. Tutte le persone più o meno sono tendenzialmente pigre, quindi è naturale lasciare che questa tecnologia faccia eh delle dei lavori per noi, però dobbiamo stare attenti, appunto, per evitare che si sostituisca e dobbiamo imparare a collaborare con la tecnologia. Assolutamente sì, è proprio quello che ho provato a trasferire in un mio recente piccolo libro, eh se possiamo

13:19 mandare queste queste slide lo vediamo, si chiama esercizi di intelligenza aumentata perché, appunto, credo che bisognerebbe iniziare a utilizzare questi strumenti chat GPT, Gemini e gli altri non come delle calcolatrici evolute, eh sono degli strumenti tecnologici, ma sono anche qualcosa in più. E e quindi siccome sono delle intelligenze artificiali bisogna confrontarsi, imparare a confrontarsi con loro per trarne il meglio, quindi imparare a collaborare con loro, non utilizzarli soltanto come oracoli che ci danno delle risposte. Per arrivare a questo tipo di eh collaborazione ho pensato di inventare un po' di

14:04 esercizi che possono stimolare appunto la nostra eh capacità eh creativa. Eh e quindi il primo il primo, diciamo, comandamento quando ci troviamo di fronte a queste intelligenze che io chiamo intelligenze aliene è quello dell'esplorazione. non bisogna farsi frenare, bisogna essere molto, appunto, non pigri e agire provando a esplorare il più possibile, anche fare le domande più strane. Per esempio, un esercizio che vi propongo qui è, per esempio, quello di chiedere a Chat GPT, Gemy e gli altri di scegliere, per esempio, un verso di Dante e riscriverlo immaginato come un brano trap. Ecco, questo è un modo per testare i limiti, le capacità,

14:51 anche le capacità, diciamo, fantasiose di Chat GPT e rimarrete sicuramente sbalorditi dalle dalle loro dalle loro capacità. Oppure provare a chiedere di raccontarvi di scrivere un breve racconto che unisca due concetti molto distanti tra di loro, come diceva Massimo, per esempio, il tennis e la meccanica quantistica. Anche in quel caso vedrete una grande capacità creativa che vi restituirà anche molta fantasia, vi stimolerà, insomma, il cervello a eh creare anche voi qualcosa qualcosa di simile. O ancora chiedere a Gemini o Chat GPT di creare volutamente un'immagine di una foresta incartata,

15:39 non incantata, no? facendo questi piccoli sbagli, questi piccoli errori, andremo a esplorare proprio le capacità che non pensavamo avessero queste queste intelligenze. E qui vedete un esempio eh di questa di questa immagine. Un altro comandamento, secondo me, che dovremmo tenere a mente quando parliamo con queste intelligenze è quello di dirigerle, no? Non subirle. Eh, per esempio, se noi gli chiedessimo di darci un'illustrazione di un gufo su un albero, otterremmo quella immagine lì che è già una bellissima immagine. Questa è creato con con uno strumento che si chiama Mid Journey, che è un po' più specifico per la creazione delle

16:25 immagini, ma si può fare questo esercizio anche con chat GPT Gemini. Se invece gli chiediamo qualcosa del tipo illustrazione dettagliata di un gufo con gli occhiali da lettura tondi posato sul ramo di un antico albero di quercia, il gufo con piume marroni screziate di bianco e grigio ha un'espressione saggia e concentrata, con gli occhi penetranti che brillano sotto una luce di luna piena. Ecco, andando a descrivere meglio quello che abbiamo in mente, riusciremo sicuramente ad ottenere un'immagine migliore, un'immagine che altri non riusciranno ad ottenere, perché la maggior parte delle delle persone è pigra di fronte a questi strumenti e si limita a dire voglio

17:11 un'illustrazione di un gufo, stop. Chi invece fa lo lo sforzo, anche questo piccolo esercizio di immaginare e provare ad aggiungere elementi in più, sicuramente otterrà qualcosa di molto meglio ed è un esercizio per stimolare proprio la anche la vostra capacità di immaginazione. L'ultimo esercizio che vi propongo è basato invece su il terzo comandamento che è quello del dialogo perché questi chatbot appunto non sono dei risponditori automatici, sono delle macchine dialogiche, sono state progettate per dialogare con noi e quindi ci danno il meglio se non ci accontentiamo della prima risposta, ma inneschiamo un dialogo che ci porterà a

17:59 qualcosa di di meglio. Quindi, per esempio, provate ad aprire Chat GPT o un altro chatbot e iniziate a scrivere un primo paragrafo di una storia. Io qui ho provato a a descrivere questa storia. Un detective privato spegne la sigaretta nel postacenere colmo. La pioggia batteva contro i vetri del suo ufficio al decimo piano, mescolandosi al suono di un sassofono solitario che proveniva dalla strada. Il caso era un vicolo cieco finché notò una lettera infilata sotto la porta. Questo è l'incipito. Ovviamente ognuno potrà inventare quello che vuole. A questo punto provate a chiedere al chatbot continua questa storia. Allora, lui la continuerà, vi

18:45 proporrà un un piccolo paragrafo in più e poi quello che dovreste fare voi è rivedere, modificare il testo e poi chiedere ancora aggiungi un elemento completamente casuale e inaspettato alla storia. Ovviamente voi rivedrete questo risultato, lo modificherete e lì chiederete qualche altra cosa. così, andando avanti per una serie una serie di volte arriverete a una storia compiuta e a quel punto quella storia sarà un po' una frutto di una collaborazione tra voi e la macchina e sicuramente sarà migliore della semplice storia che avrebbe potuto eh generare la macchina se gli aveste chiesto dammi una breve storia su un detective eh in stile

19:33 noir eh avrete sicuramente un risultato migliore. Oltre a ciò, avrete anche il piacere di aver creato un contenuto, appunto, in collaborazione con un'altra intelligenza e questo vi porterà anche a sviluppare la vostra intelligenza. È quella che io chiamo l'intelligenza aumentata cui dovremmo tendere. Allora, grazie Vincenzo. La prima cosa che tengo a sottolineare è che visto che stiamo parlando di interazione dobbiamo sempre passare dalle parole ai fatti per essere coerenti. Quindi iniziate a pensare a delle domande da porre o comunque un'interazione delle vostre considerazioni perché noi adesso ci prenderemo un po' di tempo per tentare di trasmettere dei una serie di informazioni che vogliamo comunque in qualche maniera darvi. Però su queste

20:20 informazioni poi ci piacerebbe che nascesse un dialogo, insomma, altrimenti appunto stiamo parlando di collaborazione, dobbiamo collaborare con le macchine, dobbiamo soprattutto collaborare tra noi esseri umani. Insomma, l'altro elemento, si sente parlare spesso di Chat GPT piuttosto che di Gemini. Sapete che ormai di servizi di app di intelligenza artificiale, di chatbot, come si chiamano, ce ne sono tantissimi e probabilmente ne conoscete più voi di quanti ne possa conoscere io, ma sapete che sono centinaia, addirittura migliaia. Comunque i principali ormai queste parole tendono un po' a prendere il posto, a diventare dei sinonimi di intelligenza artificiale. Quindi quando noi parliamo di chat GPT non vogliamo dire che va utilizzata soltanto Chat GPT che è quella di Open ma potete utilizzarne tantissime, c'è quella di Gemini, c'è

21:05 quella di Antropic. Anzi, il consiglio che vi devo dare ogni tanto è provate a sperimentare eh come l'utilizzo di diverse intelligenze artificiali, diversi servizi tende a comunque modificare la risposta. Questo è un esercizio molto interessante perché noi non dobbiamo pensare che ci sia una risposta oggettiva perché facciamo un passo indietro. Dietro questi algoritmi sapete come funzionano? c'è una sorta di eh massimizzazione delle probabilità che i termini vengano collegati insieme. L'algoritmo fa sostanzialmente questo, chiaramente lo fa in maniera molto complicata con una capacità di calcolo molto importante, però il meccanismo di base è sostanzialmente la massimizzazione delle probabilità che delle parole stiano insieme. Vi faccio

21:52 un esempio. Se io vi dico che tempo o che ore e non completo la frase, tutti voi state pensando la stessa cosa. Perché che ore sono? È la domanda più probabile che possiamo concludere iniziando il la domanda con che ore. Sostanzialmente fa la stessa cosa. Date le prime due parole, i primi due termini, che ore, calcola quale sia la probabilità e la massimizza. Quindi, probabilmente, la frase finisce con "Che ore sono." Questo è un esercizio semplice, però voi immaginate con migliaia di termini, con miliardi e miliardi di dati. Quindi, chiaramente questo esercizio semplice, serve soltanto per capire come può funzionare la forma mentis dell'intelligenza artificiale. Questo non vuol dire banalizzare chiaramente questa

22:37 tecnologia che è molto complessa, però ci riporta anche a un altro termine molto molto importante da sottolineare. l'intelligenza artificiale, l'algoritmo risponde sulla base dei dati che gli abbiamo dato, quindi è molto importante capire quali sono le informazioni che sono state fornite come cibo all'algoritmo, perché da quelle informazioni dipenderà poi la risposta. Quindi, facendo un esercizio facile, se noi dessimo a questi algoritmi del tantissimi libri in cui si il termine terra viene posto accanto all'aggettivo piatta, di fronte alla domanda com'è la terra risponderebbe la terra è piatta perché chiaramente non pensa per rispondere a quella famosa domanda di Alan Towing, ma unisce le parole sulla

23:23 base delle probabilità. Quindi ricordatevi sempre quando utilizzate queste tecnologie che tende a dare delle risposte sulla base di questa capacità. Ed è importante ricordarlo e un altro esercizio che potete fare è mettere tentare di porre delle domande oggettive ai vari algoritmi, alle varie intelligenze artificiali, magari delle domande che potrebbero apparire facili eh da affrontare, come per esempio se voi chiedete all'intelligenza artificiale quanti morti ci sono nei romanzi di Shakespeare, scoprirete che ogni chatbot risponde in maniera diversa. Quindi sembra essere una domanda oggettiva, no? Uno legge tutti i libri di Shakespeare, calcola il numerino, quindi 1 2 3 quanti morti ci sono stati,

24:08 quindi il risultato dovrebbe essere un risultato preciso, 872. Invece se utilizzate diversi chatbot il risultato è diverso perché perché non è una domanda facile. Chiaramente quanti morti ci sono all'interno dei romanzi dei libri di Shakespeare può sembrare una domanda oggettiva, ma non lo è. Perché dipende cosa intendiamo per morti. morti durante il il racconto, morti durante il libro, morti anche durante le battaglie, per esempio, che vengono descritte da da Shakespeare. In quel caso possono essere migliaia. pensate nelle battaglie di quel tempo, chiaramente venivano fatte con le spade, si moriva in in continuazione, quindi questo può essere un piccolo esercizio per tentare di capire come non ci dobbiamo affidare integralmente a l'intelligenza artificiale, anche se ci può dare

24:54 un'indicazione. Quindi, probabilmente, se fate questo esercizio, i numeri, sebbene diversi, saranno molto simili. La risposta potrà essere 872 morti con con Chat GPT e magari 900 con Gemini, quindi vi sta dando un'indicazione più o meno, vi dà l'ordine di grandezza. Allora, continuiamo Gianluigi e e vi dice e vi dicevo, preparate delle domande perché appunto le domande capirete, come forse avete già capito, sono un elemento fondamentale anche di questa giornata. Allora, Gianluigi, Buonanomi, torniamo alla al tema della collaborazione della creatività. Allora, innanzitutto io volevo riprendere il tuo concetto che è quello appunto del dell'ossimoro, no? mettere insieme due cose che non che non stanno insieme. Per qualcuno la stessa

25:39 espressione intelligenza artificiale è un ossimoro, perché se l'intelligenza è quella che conosciamo noi ed è nostra, il la macchina non ha un tipo di intelligenza come la nostra che è molto complessa, perché l'intelligenza di una persona non è data semplicemente dall'aver studiato delle cose e saper fare delle, che ne so, delle risposte complesse. L'intelligenza nostra è data dall'intelligenza emotiva, dalle relazioni e tutto quanto. Quindi dire che c'ha GPT, dire che Gemini sono intelligenti è un po' una forzatura perché sono è stato detto tutti i calcoli statistici, però di fatto sono una simulazione di intelligenza. Lì dietro c'è qualcosa che hanno chiamato reti neurali artificiali per replicare proprio il nostro funzionamento e quindi la capacità di apprendere dei concetti, metterli insieme in modo anche abbastanza, tra virgolette creativo.

26:25 Abbiamo visto che la creatività è prevalentemente umana. Loro eh fanno qualcosa di diverso, no? La generatività non è creatività, è derivata da quelli che sono i contenuti che gli abbiamo dato. Allora, l'idea di collaborare con delle macchine può essere la soluzione anche per gli studenti, perché io sto girando molto nelle scuole, vedo che di solito gli approcci sono di due tipi. All'interno delle scuole in generale, o panico dal punto di vista degli insegnanti o di chi non non sa come vengono utilizzate questi strumenti. Allora, se tu lasci liberi i ragazzi è normale, voi avrete fatto i compiti con chat GPT, non io li avrei fatti alla mia età sicuramente, quindi è normale, è uno strumento che mi agevola, è uno strumento che mi dà una mano, ma non è così che ci serve utilizzare questo strumento, perché se mi faccio fare i

27:11 compiti da qualcun altro, io arrivo a immaginare un futuro dove ci sarà il medico di base che ti dice "Senti, ti stai un po' in stupidendo, continuando a usare GPT." Facciamo così, io ti do come compito da fare a casa, no? degli esercizi, beh, ti devi fare la settimana enigmistica. Se tu non hai capito a cosa ti serve la settimana enigmistica per rendere plastico il tuo cervello, fai fare la settimana enigmistica sempre a un chatbot e tu diventerai sempre più pigro e sempre più, diciamo, in difficoltà quando poi dovrai rispondere eh in un colloquio di lavoro o sul lavoro. E allora l'idea potrebbe essere quella invece appunto della collaborazione. Abbiamo visto che sono comunque delle eh lui le chiama intelligenze aliene. Mi piace l'idea, nel senso che comunque è anche affascinante, un po' un po' fantascientifico, però di fatto sono comunque delle simulazioni di

27:56 intelligenza con le quali noi possiamo dialogare. Del resto abbiamo sempre parlato di chat bot, no? robot in grado di parlare, di conversare. Solo che i chatbot di un tempo erano un po' stupidi, nel senso che quando tu andavi su Zalando ti arrivava fuori, poi ho detto Zalando, posso dire qualsiasi altra eh diciamo piattaforma di e-commerce, ti veniva fuori un chatbot tempo fa prima di Chat GPT e sembrava un po' stupido, nel senso che io gli dicevo "Ma morirei pur di non comprare sta roba". Questi capivano comprare prodotto e ti dicevano "Ma certo, cosa vuoi comprare?" non avevano compreso l'ironia. Invece il grande salto con Chat GPT e con gli LLM, large language model, si chiamano modelli di linguaggio, è la comprensione totale del

28:43 linguaggio. C'era un famoso scrittore che si chiama Arari che diceva: "Noi siamo riusciti a craccare il sistema operativo dell'umanità". Il sistema operativo di un computer che voi usate si chiama Windows, macOS. Il sistema operativo dell'umanità si chiama linguaggio. Sono riusciti a craccarlo, a comprenderlo, a elaborarlo, a gestirlo in modo che non fosse un umano a utilizzarlo. Ma di fatto se io faccio una conversazione voluta con Chat GPT, c'è gente che che discute che fa della psicoterapia, che si fa fare della consulenza, che si fa fare delle interrogazioni, come vedremo dopo. Però di fatto io non sto parlando con un umano, però la sensazione a tal punto che c'è gente che si sta innamorando di Chat GPT, come nel vecchio film di 20

29:29 anni fa, Air lei, che c'era questo che si innamorava appunto del chatbot, perché di fatto tu come fai a distinguere se il suo modo di ragionare, il suo modo di comunicare è molto simile a un umano che lì dietro non c'è un umano? E allora, di fatto, l'idea della collaborazione potrebbe essere questa: non mi faccio fare i compiti, io mi faccio aiutare. Questa cosa è talmente diffusa che Chat GPT stesso ha lanciato una nuova modalità che è quella di assistente per i per il ragionamento, per lo studio. Assistente allo studio, quindi non ti dà la soluzione, ti porta comunque insieme con un dialogo ad arrivare alla soluzione comprendendola. Allora, faccio un esempio di esercizi che abbiamo fatto in classe per fare appunto qualcosa di concreto. Una volta abbiamo provato, abbiamo fatto una simulazione dell'interrogazione, cioè abbiamo preso i testi per per fortuna

30:16 avevamo tutto in PDF, avevamo tutto comunque come in digitale, li abbiamo caricati su uno strumento che poi vi vi dico fra poco e a un certo punto uno dei trucchi è quello di ehm usare i ruoli, no? si dice role prompting, cioè nelle interrogazioni che tu fai, nelle domande che fai, devi assegnare un ruolo. Non è l'unico modo per utilizzare i chatot, ma è forse il più efficace. Cioè io carico tutto il contenuto e se io dico al chatbot assumi il ruolo del mio professore di italiano che mi deve fare un'interrogazione su Dante Alighieri, a questo punto il chatbot si mette nei panni dellinsegnante, quindi una volta preso tutti i contenuti comincia a farti le domande. La cosa bella è che poi comprende le risposte, quindi può darti anche una sorta di valutazione o delle indicazioni pratiche

31:02 per poter migliorare. Guarda, punta un po' più su quella cosa, sei un po' più debole su questo argomento. Un altro esempio che abbiamo fatto, abbiamo detto, "Ma scusate, ma perché devo necessariamente solo studiare Napoleone?" Io posso, certo, Napoleone lo devo studiare per forza perché l'interrogazione ci vado io, mica ci va il chatbot, però se io invece di studiare Napoleone ci parlo. Cioè io siccome il chatpot ha studiato la biografia di Napoleone, tutti i testi usciti su Napoleone, tutta gli studi che sono stati fatti, lui può entrare nella testa di Napoleone in qualche modo, magari con qualche approssimazione e rispondere come farebbe lui. Quindi non gli dico com'è andata la battaglia di Waterlo. Cosa hai visto, cosa vedevi, perché hai preso quella decisione? Come hai deciso di muovere le tue truppe sul campo di battaglia? Poi non è andata benissimo e va bene. La la veramente

31:48 l'assegnazione del ruolo è la chiave, secondo me, anche nelle scuole. Tant'è che io potrei dire eh, raccontami la battaglia di Baterlo dal punto di vista di un insegnante e allora c'è tutta la parte della didattica. Ma se io gli dicessi raccontami la battaglia di waterlo dal punto di vista di un militare c'è tutto un altro discorso sulla tattica, la strategia che non c'entra praticamente niente. Cioè stiamo parlando dello stesso argomento, ma poi sono due risposte totalmente diverse. Un altro esperimento che abbiamo fatto in classe sempre su questo role prompting, quindi l'assegnazione di di ruoli, era un turistico e c'era questo esperimento, abbiamo detto a Chat GPT o agli altri la stessa roba. Eh, tu adesso sei un turista tedesco e mi devi fare delle domande. Sei un po' un rompiscatole,

32:34 cioè un Non per non che i tedeschi siano dei rompiscatoli. Nel caso specifico quello lì si era svegliato male. Di fatto il ragazzo che doveva gestire la la reception doveva gestire, quindi governare un po' questa queste richieste e trovare una soluzione in tedesco, perché loro erano in quinta, studiavano appunto le lingue e dovevano già mettere tutto in pratica. Quindi l'idea è quella, secondo me, di usare intelligenza artificiale come se fosse uno sparring partner o comunque un si dice un un interlocutore utile, un interlocutore che si comporti veramente come un umano e da questo punto di vista si apre un mondo. Chiaramente possiamo fare mille cose. Io mh se posso suggerisco uno strumento in particolare perché fino ad adesso abbiamo citato i più conosciuti, sono cà GPT, Gemini, è

33:21 stato forse evocato anche Clude di Antropic, ma ce ne sono veramente tanti. Io vi dico quello che secondo me è il migliore all'interno delle classi, il migliore a scuola. Il migliore si chiama Notebook LM. Notebook LM. Allora, Notebook, lo sapete, in inglese vuol dire taccuino, no? Chi chi usa il Moleskin, se c'è ancora qualcuno che scrive gli appunti a mano, usa un taccuino che gli americani chiamano notebook, no? Il libro delle note. LM è una sigla che sta per language model, il modello di linguaggio. Quindi cosa hanno fatto? hanno preso il Chat GPT, in questo caso il Gemini, perché stiamo parlando di uno strumento di Google, l'hanno preso e l'hanno applicato ai tuoi contenuti, tuoi appunti, cioè lui risponde solamente se gli carichi delle fonti e risponde sul contenuto. Quindi due motivi straordinari per i quali

34:07 secondo me dovremmo usare questo strumento è il primo riduciamo, se non quasi annulliamo, le cosiddette allucinazioni, termine che sentirete molto spesso nel mondo dei chatbot che sono praticamente i chatbot che si inventano le fregnacce, cioè si inventano cose che non esistono. Perché si inventano le cose se sono tanto intelligenti? Perché sono strumenti probabilistici. Se non hanno una risposta alle spalle la calcolano. Calcolano la probabilità che quella risposta possa essere quantomeno vicina al vero. Però ragazzi, il vicino al vero e il vero sono due cose molto molto diverse, quindi è un pericolo. Annullando le allucinazioni, perché io gli ho dato la fonte e questo deve pescare solo dalla fonte. Io ho provato a caricare un libro di testo, gli ho detto "Dammi la ricetta della pizza". Questo mi dice, "Guarda che le i tuoi

34:53 testi parlano di un libro sulla fisica quantistica, non c'è niente sulla pizza. Poi se vuoi io ti rispondo lo stesso, ma sappi che mi stai facendo la domanda sbagliata sulla base dei contenuti che hai caricato" e questo già potrebbe essere un bel motivo per usare notebook LM, no? Uno, abbiamo detto m riduzione delle allucinazioni perché risponde solo sulle fonti. due, superiamo un altro problema di chat, GPT e degli altri che questo non mi dicono esattamente dove han preso le informazioni che stanno usando per le risposte. Notebook. LM quando risponde ti dà delle noticine, ok? 2 3 5 da una volta me ne ha date 82 di note perché ho caricato un sacco di di contenuti. Se tu fai doppio click sulla nota della risposta e della frase che lui ha detto, lui ti apre il documento, scorre tutte le pagine e va

35:40 esattamente nel paragrafo evidenziato in violetto dove ha preso l'informazione, quindi verifica immediata delle fonti. Io non posso rispondere a caso. Io ho bisogno di verificare che quello che sto dicendo e dirò domani durante l'interrogazione sia chiaramente presente nel contenuto. Vi do, se non basta, altri tre motivi per usare Notebook LM. Uno, la versione gratuita è particolarmente generosa. Se avete provato un po' chat GPT gratis, dopo due o tre caricamenti di file ti dice "Eh no, Ciccio, adesso ci vediamo alle 22 di stasera perché hai esaurito le potenzialità più evolute". due, non soltanto quindi è molto molto eh generoso, 50 domande al giorno nel gratuito, che non sono poche, eh due è nell l'ecosistema Google perfettamente

36:26 integrato. Questo vuol dire che se avete un account di Google e praticamente in tutte le scuole si usa Meet, work, workspace e tutto quanto, ce l'avete già Notebook LM. Se avete una Gmail avete già Notebook LM senza fare l'account, è lo stesso account. Terzo, è diventato uno strumento multimediale sia in ingresso che in uscita, nel senso che un tempo leggeva solo i PDF. Adesso io potrei caricare una pagina di appunti scritti a mano, anche magari addirittura in corsivo, basta che non scrivete come il mio medico, perché lì eh non ci può riuscire neanche un umano. Però se scrivi bene questo legge tutti gli appunti, li trascrive in qualche modo, comunque ne fa una sorta di eh versione digitale che può essere interrogata. Quindi multimediale vuol dire che io posso caricare un'immagine, posso caricare uno schema elettrico e farmelo

37:13 spiegare, posso caricare quello che che mi pare lui lo può vedere. Ma poi la quello che fa la differenza è la creazione di contenuti multimediali. Notebook LM è in grado di creare infografiche dove finalmente i testi sono scritti in italiano e non sono sbagliati. Gemini ancora fa fatica, anche c'ha GPT ogni tanto qualche castroneria scritta in italiano la fa perché perché non sta ragionando su del testo, sta ragionando su delle immagini che sono due cose radicalmente diverse. Questo crea le slide, questo crea podcast dove ci sono due persone che discutono amabilmente del tema che hai caricato. Potrebbe essere che io gli dico fai una simulazione di un'interrogazione, intanto io me l'ascolto. Uno fa il professore, l'altro fa lo studente e c'è l'interrogazione. tre fa dei video esplicativi con voice over in italiano, con il contenuto che

38:00 puoi decidere tu in che stile essere, fumettoso e tutto quanto. Ragazzi, mettetevi insieme tutto quanto in uno strumento gratuito che tutto sommato è legato al vostro Google e direi che forse lì il punto di partenza. Quindi secondo me Notebook LM può essere un suggerimento. >> Allora, grazie. Avete sentito che stiamo utilizzando dei termini, stiamo introducendo dei termini che sono sempre gli stessi, tendono a tornare intelligenza artificiale banale, insomma, lo stiamo utilizzando sin dall'inizio. È interessante conoscere la storia del termine perché sapete che intelligenza artificiale viene introdotta da uno degli scienziati, da uno dei padri dell'intelligenza artificiale negli anni 50, si chiama McCarty e fondamentalmente cosa fa? Deve ottenere dei fondi per il suo gruppo di ricerca su questa che è una nuova

38:46 disciplina. e quindi lo chiama gruppo sull'intelligenza artificiale. Anni dopo, intervistato su questo elemento, perché ha scelto questo termine, dirà mai avrei pensato che sarebbe diventato il termine diffuso, perché voleva soltanto attirare degli investimenti, quindi fu una sorta di soluzione di marketing che poi comunque ha conquistato fondamentalmente il nostro dizionario. Questo per dire perché la la chiamiamo intelligenza, anche se è un grossissimo malinteso, perché lo abbiamo detto non è intelligenza, ma ha un funzionamento diverso nel nel modo con cui assembra le parole. Poi abbiamo sentito parlare di reti neurali artificiali e forse ricorderete nel 2024 è stato dato il primo premio Nobel per la fisica legata alle reti neurali

39:31 artificiali. Quindi anche qui abbiamo dei padri. Uno dei due scienziati si chiama Goffre Hinton e quindi è la persona che ha immaginato quale potesse essere questo schema di reti neurali artificiali. Quindi è una sorta di cervello delle macchine. Insomma, anche qui abbiamo detto utilizziamo i termini per comprendere, per fare un parallelo, ma non dovete immaginare che hanno ricostruito il cervello di un essere umano. Insomma, quindi il concetto di artificiale serve soltanto per creare questo parallelismo. Il terzo termine che abbiamo sentito un paio di volte è plasticità del cervello. La vostra plasticità. Voi sapete che cos'è la plasticità del cervello? una cosa molto importante perché in continuazione anche in questo momento si sta attivando o non si sta attivando a seconda del vostro grado di attenzione. Questa è una

40:18 qualità bellissima, straordinaria del cervello umano e pensate che per descrivere la plasticità del cervello un neoscienziato molto importante italiano che si chiama Giulio Maira ha utilizzato questa metafora. ha detto: "Attenzione perché il nostro cervello funziona come un albero voi vi dovete immaginare una pianta, un albero e quando la pianta è giovane, come nel vostro caso, la pianta se si attiva può crescere tantissimo, può far crescere delle foglie, può far crescere dei frutti o potrebbe anche non farli crescere. Questo dipende anche da voi, dipende dalla vostra capacità di prendere gli stimoli come in questo momento potete prenderli o non prenderli. Se li prendete il vostro cervello si attiva come una pianta. Chiaramente con gli anni questa capacità del cervello tende un po' a perdersi, quindi il mio cervello o il cervello di

41:04 una persona più anziana tende a perdere questa plasticità, ma non va mai non va mai, diciamo, non viene mai meno. Perché non viene meno? Perché il cervello dell'essere umano funziona con la curiosità e con la passione. Tutti voi avete sperimentato quanto sia facile imparare una cosa quando vi interessa. Parlo con i ragazzi, per esempio, i nomi delle squadre di calcio, no? È incredibile la capacità mneonica che uno riesce ad avere di fronte a uno sport e quella stessa memoria non si attiva quando, per esempio, magari vi dicono di imparare una poesia a memoria. Guardate, il meccanismo è lo stesso. Perché non si attiva? perché non vi state appassionando correttamente a quell'elemento. Quindi questa è proprio la plasticità del cervello e pensate che funziona in una maniera talmente straordinaria che abbiamo scoperto che

41:51 se anche una nostra parte del cervello dove noi abbiamo immagazzinato un ricordo tende a non funzionare più, il cervello cerca di ricostruire il ricordo con altri neoni, quindi fa un altro percorso per ottenere lo stesso lo stesso ricordo. Quindi anche, diciamo, con la vostra crescita, quando sarete più grandi, il vostro cervello continuerà ad avere questa capacità a seconda della vostra voglia di appassionarvi agli argomenti, come speriamo oggi con l'intelligenza del l'intelligenza artificiale. Vincenzo, riprendiamo un po' anche qualche esempio concreto per tentare appunto di trasmettere l'idea che ci possa essere un esercizio, una sorta di didattica dell'intelligenza artificiale. >> Ah, sì. l'idea. Allora, parlando proprio

42:36 di didattica, m sembra interessante citare alcuni esperimenti che si stanno facendo negli Stati Uniti in particolare dove alcuni professori hanno, insomma capito che ormai gli studenti usano questi strumenti nella loro quotidianità, nel nel nell'affrontare magari i compiti a casa e anziché, diciamo, eh come dire frenare l'utilizzo, l'adozione, hanno provato a portare in classe questi strumenti e quindi non assegnano più il compito, la tesina a casa su un certo argomento che che è facilmente, come dire, eh

43:22 copiabile attraverso chat GPT, ma in realtà ricordiamoci fino a qualche anno fa si poteva fare con Wikipedia e con, insomma, in rete tranquillamente, ma stanno stanno provando a cambiare il tipo di compito assegnato e dire vi assegno questa questa ricerca su un certo tema. Utilizzate Chat GPT Gemini Cloud per farvi aiutare a metterla in piedi, però quando venite qui in classe quello che mi dovrete presentare non è la singola ricerca fatta dal chatbot, ma spiegarmi come lo avete interrogato, come avete fatto in modo che vi produca una ricerca che non è uguale a quella

44:07 del compagno, che non è banale, che non è frutto semplicemente di un di un input banale, fammi la ricerca sulla rivoluzione eh francese, ma mi dovete spiegare appunto il prompt utilizzato, l'istruzione che avete dato affinché il sistema vi producesse qualche cosa che è diverso da da tutti da da quello che ha prodotto a tutti gli altri vostri compagni. E quindi questo è un esperimento, è un modo per stimolare ehm gli studenti a interrogare meglio eh nel migliore modo possibile eh questi questi strumenti. Ehm un consiglio che do per interrogarli al meglio è quello

44:55 di seguire alcune regole. Gianluigi diceva: "Assegnate un ruolo eh al al chatbot in modo da farlo ragionare meglio su quel tema". Sicuramente eh va benissimo, è un ottimo consiglio. Oltre a questo, le cose da ricordare è dargli un obiettivo, cioè dire chiaramente qual è il compito che gli state affidando, ma soprattutto dategli il contesto. In che contesto gli state dando questo compito? chi siete, perché volete questo tipo di attività, eh in che classe vi trovate, a che punto del programma eh state. Altra cosa, spiegatli passo dopo passo

45:41 anche dategli delle istruzioni su come svolgere quel tipo di ricerca e quindi per esempio cerca in rete tra le fonti più autorevoli e magari citate anche delle fonti autorevoli cui attingere. Eh dopo riassumi l'argomento sulla base di queste fonti, ma fai un controllo anche sulle date eccetera. Altra cosa, allegate magari anche per dargli il contesto dei documenti che già avete, magari una parte delle lezioni che già avete fatto. In questo modo andrete a restringere, come diceva anche Gianluigi la conoscenza di quel chatbot ha una fonte

46:27 specifica, ha un corpus di documenti specifici. Quindi l'obiettivo è sempre non fare una, diciamo, una domanda come se interrogaste un motore di ricerca. Non sono dei motori di ricerca questi chatbot, ma sono sempre di più delle agenti delle dei degli oggetti complessi che danno il meglio se istruiti, se interrogati con una domanda, diciamo, strutturata. Insomma, questi il il consiglio che mi sentirei di dare agli studenti e all'insegnanti. >> Allora, continuiamo magari con qualche altro piccolo consiglio. Intanto stanno arrivando alcune domande che poi vi

47:15 proporrò. Sì, allora posto che tutto quello che ha detto Vincenzo è oroato perché comunque è il buon uso del dei chatbot. Io vi do un'altra idea. A un certo punto mi sono detto "Ma scusate, ma se Chat GPT Gemini sono così intelligenti, ma perché diavolo gli devo fare io le domande? è lui che le deve fare a me. Quindi l'idea potrebbe essere quella del ribaltare i ruoli, cioè dire a CG GPT, guarda, io ho bisogno di te per fare un una tesina, per fare una ricerca, per preparare l'interrogazione, per fare delle ricerche onine o volute. Non sono io che ti devo fare le domande, caro c'è GPT, fammi tu delle domande per capire il contesto e tutto quello che è stato detto. Quindi è un modo di ribaltare il tutto. Quindi dovete fare una una tezzina e dite "Ok, questo è

48:01 l'obiettivo, fammi tutte le domande che ritieni opportuno prima di poter scrivere questa cosa." Lui comincerà a farti un po' delle di domande tipo "In quale classe sei? Qual è il contesto, qual è l'obiettivo? Qual è la materia? E questa cosa diventa una uno scambio veramente all'ennesima potenza e può portare sicuramente dei grandi grandi benefici. Un'altra cosa che invece dovremmo dovremmo considerare è che l'intelligenza artificiale in questo momento sta evolvendo tantissimo. Voi state leggendo in questi giorni delle notizie incredibili, eh nel senso c'è chi ha inventato un social network proibito agli umani o comunque gli umani possono soltanto guardare degli agenti che parlano tra di loro e stanno venendo fuori anche dei mezzi miti. Secondo me la stanno un po' pompando troppo. Addirittura pensate, ci sono delle

48:47 intelligenze artificiali, dicono che stanno discutendo tra di loro, si sono inventati una religione, cioè una loro religione, credono a quello che vogliono loro. Io sono un po' convinto che ci stiano un po' ricamando, nel senso che c'è sempre la mano dell'uomo dietro, che è un piccolo prompettino per poter fare una cosa provocatoria ci sia dietro. Però eh io ho visto delle schermate, effettivamente se imbeccati i chatbot tra di loro parlano di quanto sono noiosi gli umani, quanto sono fastidiosi, quanto continuano a chiedere sempre le stesse cose, no? Però questa cosa degli agenti potrebbe essere molto molto interessante, molto utile, perché la differenza tra un chatbot e un agente è che il chatbot è reattivo, nel senso io gli faccio la domanda, questo mi risponde. Due domande, due risposte, se smetto di fare la terza domanda, questo sta zitto, c'ha GPT è così. Dipende totalmente da me. Che cos'è un agente?

49:34 Invece la gente non dipende da me, nel senso che una volta che ha capito qual è il suo ruolo, il suo obiettivo e tutto quello che gli abbiamo detto, lui va avanti come un treno. Io ho fatto degli esperimenti. Io a un certo punto gli ho detto: "Adesso tu mi organizzi un viaggio con la mia famiglia, sappi che io una delle due figlie ha 9 anni, quindi un po' piccolina. Questa si è messo a trovare i voli, trovare tutto quello che doveva essere, però poi è andato sui siti delle attrazioni, era un viaggio in Giappone, quindi molto esotico, è andato sulle e si è messo a compilare dei campi per fare delle richieste in autonomia per vedere se la bambina di 9 anni poteva fare tutte quelle esperienze. La volta dopo ho provato ancora, ragazzi, sto parlando anche di chat GPT, eh, non è che bisogna prendere chissà chat GPT a pagamento, ha una modalità agente totalmente autonoma all'interno. Una volta gli ho detto, "Fammi la spesa". Gli ho caricato la foto di una pizza coi funghi. E gli ho

50:20 detto, "Io devo rifarla domani, non ho gli ingredienti, pensaci tu". Io non gli ho detto che era una pizza coi funghi, l'ha capito dall'immagine, si è messo a elencare tutti quelli che potevano essere gli ingredienti e poi ha detto "Io so dove tu abiti, perché io ho istruito il mio CG GPT, sa quasi tutto di me dopo 3 anni. Beh, di fatto ho trovato un Carrefur che consegna vicino a casa tua. È andato, ha aperto il sito del Carrefour, ha andato, è andato a vedere sulle consegne se era disponibile l'indomani, gli ha detto il mio cap e l'indirizzo e ok, poi ha capito quali erano gli ingredienti per rifare la pizza, è andato sul motore di ricerca e ha trovato la pasta, la Pummarola, la mozzarella, i funghi li ha messi e poi si è fermato semplicemente perché io non gli avevo dato la carta di credito. Questo avrebbe comprato il tutto. Ora io

51:08 non sto dicendo che voi dovete farvi sostituire perché sennò sono imparano gli agenti, non imparate voi. Però il mondo nel quale voi vi troverete a lavorare è questo qua. Nelle aziende si sta discutendo proprio di questo. Nelle scuole in alcuni casi si sta discutendo di questo, cioè quanto deve essere il contributo umano e quanto lasciare l'autonomia a delle macchine che poi alla fine a quel punto potrebbero si collaborare tra di loro. si narra questa cosa che nasceranno tantissime aziende, magari miliardarie, gestite da un umano solo, una sola persona che ha tanti agenti, quello che gli fa il marketing, quello che gli fa eh la la ricerca e sviluppo, quell'altro che gli chiaro che un domani avremo un'ulteriore integrazione, quindi avrò i robot che mi gestiscono il magazzino, che mi che guidano i camioncini per portare in giro la merce e via dicendo. Avete visto Elon

51:53 Musk che sta proponendo questi robot che lui dice "Mi sembra di aver capito per il momento sui €30.000, Ma capite che in in produzione forse tra 20 anni tutti avremo a casa il un robot con manualità fine che mette le cose nella lavastoviglie che fa le le faccende magari che ne so 5-10.000, Quindi a quel punto diventerà veramente una produzione di massa. Io lancio questa provocazione per dire forse dobbiamo cominciare a utilizzare i chatpot adesso, come abbiamo visto in modo proficuo per farci aiutare nello studio, però la prospettiva deve essere quella di capire poi che cosa sta succedendo davvero ed è questo il il mondo che ci stanno prospettando, no? Allora, passerei al momento delle domande. Ci tenevo soltanto a mettere a fuoco, f emergere un altro termine che è stato utilizzato, fonti, le fonti delle

52:41 informazioni, perché abbiamo detto è fondamentale capire che le risposte, quelli che noi chiamiamo output, dipendono dalle informazioni che mettiamo dentro. Perché sottolineo questo elemento? Perché questo è il vostro rischio. Voi adesso siete degli studenti, delle studentesse, diventerete presto dei cittadini, prenderete delle decisioni legate alla vostra vita. Attenzione perché se le fonti informative saranno soltanto delegate all'intelligenza artificiale voi potreste commettere esattamente lo stesso errore che stanno facendo adesso le macchine. Voi immaginate di ricevere tutte queste informazioni dall'intelligenza artificiale e di prendere delle decisioni molto importanti nella vostra vita basate soltanto su queste informazioni. Pensate soltanto alle cosiddette fake news, a tutte le allucinazioni. Abbiamo detto

53:27 gli errori legati all'intelligenza artificiale che tramite i social network stanno iniziando a dilagare, a diventare sempre più importanti. Quindi attenzione perché tutti questi meccanismi che noi vi stiamo descrivendo non sono legati soltanto all'utilizzo o meno di questi chatbot, anzi in qualche maniera vi stiamo spingendo a utilizzarli in maniera consapevole. Però attenzione perché se questa diventa soltanto l'elemento informativo, i dati che voi utilizzate per prendere delle decisioni, il risultato potrebbe essere sbagliato. E quando voi sbagliate una decisione nella vostra vita, non è così facile poi correggere quella decisione. Quindi attenzione a non fare l'errore che stiamo facendo fare alle macchine. Allora, noi abbiamo delle domande. Io partirei dal Scusate che c'è un codice.

54:14 partirei da Pavia, una mia scelta assolutamente arbitraria legata al fatto che ho appena fondato un festival che si terrà dall'8 all'11 aprile proprio a Pavia, si chiama Pavia Innovation Week, dove parleremo anche di questi di questi argomenti e dove verrà anche quel premio Nobel che vi ho citato prima che offre Inton, quindi il premio Nobel per le reti onerali è uno dei padri del dell'intelligenza artificiale. Allora, dall'Istituto Magistrale Adelaide Cairoli di Pavia abbiamo due domande. Qual è il rischio più sottovalutato dell'intelligenza artificiale oggi? E c'è qualcosa che non dovrebbe mai essere delegato all'intelligenza artificiale? due domande che hanno anche una connessione. Vincenzo, >> allora, cosa non il rischio maggiore forse è proprio quello di delegare

55:01 troppo o comunque delegare senza controllo. unisco tutte e due le le domande, cioè il tema è sempre quello di il consiglio è sempre quello di controllare sicuramente i risultati ottenuti, quindi appigliandosi a delle fonti, come diceva Massimo, e questa è secondo me una delle maggiori competenze che dovremmo tutti sviluppare, che hanno sempre avuto in particolare i giornalisti chi fa lavoro di di massimo, ma oggi dovrebbe essere, penso una competenza diffusa. Quindi controllare sempre il il risultato finale perché la delega va bene a senso finché non, come dire, non

55:47 ci atrofizza il cervello, ma il controllo rimane fondamentale. Quel risultato deve essere un risultato nostro, no? ci dobbiamo appropriare del risultato quantomeno attraverso il suo controllo, se non anche attraverso, come dire, una personalizzazione dello stesso. Quindi mai prendere il risultato eh della della macchina per oro colato e farlo proprio. Attenzione, quando parliamo di andare a controllare la fonte vuol dire andare a vedere non soltanto se la fonte è citata, ma se lo ha detto veramente, perché questo è il tema dell'intelligenza artificiale, può anche creare delle fonti che non esistono. Possiamo trovare scritto sui

56:34 social network che Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, ha detto qualcosa e magari non lo ha mai detto, insomma. Quindi attenzione, il controllo delle fonti è proprio un esercizio, come giustamente diceva Vincenzo, per noi giornalisti è un po' la base, l'elemento fondamentale del nostro lavoro. Fondamentalmente il nostro lavoro è andare a controllare se le informazioni sono corrette, sono veritiere, sono state utilizzate correttamente, perché anche un'informazione corretta utilizzata in un ambiente sbagliato può portare a dei malintesi. Quindi è un esercizio molto difficile. Sono d'accordo, grazie di averlo detto. Oggi forse questo esercizio del giornalista andrebbe diffuso di fronte a appunto l'utilizzo sempre più concreto di fonti informative che potrebbero non essere verificabili facilmente. Scus

57:20 >> da parte da parte vostra c'è qualche domanda? iniziate a pensare una domanda, intanto andiamo con tenevo perché lui ha detto una cosa molto molto molto interessante che è quella appunto della perdita del controllo. Guardate che il grosso tema dei prossimi anni si chiamerà second brain, secondo cervello, cioè tutti noi avremo un secondo cervello e il la differenza sarà quanto tu delegherai per le decisioni, magari quelle importanti della nostra vita. Fate conto che noi siamo comunque già condizionati degli algoritmi. Noi abb usiamo Netflix, per esempio, e diciamo abbiamo decine, centinaia di migliaia di film tra i quali scegliere, eppure scegliamo sempre quello che vuole la piattaforma perché siamo condizionati oggettivamente. E quindi di fatto si si sta dicendo questa

58:05 cosa in questo momento per prendere le nostre decisioni noi abbiamo due cervelli, no? Il premio Nobel dell'economia Caneman diceva il sistema 1 e il sistema 2. Il sistema uno è quello più istintivo e il sistema 2 è quello un po' più di razionini di ragionamento. Si sta parlando di un sistema zero, cioè non sarai tu a prendere le decisioni, ma tutte le informazioni che hai ficcato in un secondo cervello che è chat GPT o che sono i chatbot serviranno per prendere le informazioni, ma soprattutto per prendere le decisioni. Quindi io, per esempio, ho provato questa cosa, gli ho detto, "Senti, sulla base di tutto quello che sai di me, caro C GPT, suggeriscimi tre libri da leggere che mi potrebbero servire per il lavoro". E questo m'ha tirato fuori tre libri. Uno di questi, tra l'altro, l'ho comprato, editore minore, forse addirittura autopubblicato, non sapevo neanche che esistesse, però io di fatto mi sto

58:51 facendo condizionare perché su 80.000 libri che escono ogni anno in Italia, metà non vende neanche una copia, ma ne escono tra i 65 e gli 80.000. Perché lui ha scelto quei tre lì? Cioè, nel senso, dove sta il meccanismo di scelta che sta dentro questa scatola nera? Quindi il problema è un'eccessiva fiducia di un secondo cervello che prenderà le decisioni al posto nostro e c'è gente che sta decidendo un po' tutto, no? eh che lavoro fare, di chi innamorarsi, pensate le app di incontri e via dicendo. Il secondo problema potrebbe essere quello dei pregiudizi, cioè noi umani siamo pieni di pregiudizi, chi più chi meno, però io vedo il mondo dal punto di vista di un uomo di mezza età bianco e non riesco a capire, per esempio, quello che succede in Cina e Taiwan, nella guerra in Ucraina, perché non riesco a mettermi nella testa di un russo per per dire. Il problema è che se

59:39 queste intelligenze artificiali e se stesse hanno dei pregiudizi, io come diavolo faccio a saperlo? Questi hanno studiato dei testi che hanno fatto degli umani. All'inizio, quando a Chat GPT dicevi X sta stirando e lavando il pavimento. Chi è X? Questo nove volte su 10 ti diceva è lei, è la donna, è la moglie. Ma io io ho vissuto 2 anni da solo, stiravo e lavavo il pavimento, ma io sono un'anomalia statistica, evidentemente. Quindi il problema è arriva un curriculum, un'intelligenza artificiale deve decidere, anzi arrivano due curriculum, facciamo così, di un uomo e di una donna per un ruolo di programmatore. Stesse competenze. Secondo voi l'algoritmo chi sceglie? L'uomo. Perché? Perché statisticamente i programmatori sono uomini. Quindi noi il rischio che io ci vedo è che saremo noi

1:00:24 a dover correggere dei pregiudizi o dei bias o bias si dice, ma che noi gli abbiamo ficcato in testa. Il terzo problema che vedo invece è la privacy, nel senso che qui io ho caricato gli esami del sangue. Il giorno dopo sono andato dal medico di base. Il medico di base mi ha detto le stesse cose che mi ha detto chat GPT. Quindi i casi sono due. O il mio medico di base usa C GPT, cosa che io non escluderei assolutamente perché gliene ho parlato e lo usa veramente due. Oppure questa roba funziona? E allora il il tentativo è dire "Ma scusami, ma io a questo punto non gli carico soltanto gli esami del sangue per le cose importanti della mia vita, io gli carico tutto." Questa cosa, tra l'altro, è talmente vera che 200 milioni di umani nel mondo stanno caricando informazioni mediche su Chat GPT, a tal punto che hanno dovuto

1:01:10 sviluppare chat GPT Health, che noi non abbiamo ancora perché ovviamente noi le nostre regole di privacy ci fanno arrivare sempre un anno dopo, ma questa roba l'hanno già lanciata, quindi tu ti farai dare il quadro clinico, suggerimenti sulla salute, queste cose, l'alimentazione, tutto da chat GPT con una, diciamo, un servizio apposito. Però ragazzi, questi dati dove diavolo finiscono? Quanta gente usa Chat GPT e sa che la prima cosa che deve fare è andare nelle impostazioni controlli i dati e togliere la possibilità che CHG GPT prenda i nostri dati per poter addestrare i suoi modelli, per essere più utile a me e a tutti gli altri. Voi capite che se non togliamo quella roba lì, qualsiasi cosa io carichi potrebbe finire lì dentro. E finché sei uno studente, stai caricando la tesina su Napoleone, mi sta bene. Quando

1:01:56 comincerai a caricare il curriculum, perché fra poco magari lo caricherete o caricherete informazioni riservate, lì dobbiamo porci il problema. E mi limito a questi tre problemi perché ce ne sono molti altri. Pensate al copyright, per esempio. Io ho scritto dei libri e ho scoperto che sono finiti lì dentro, nessuno ha dato dei soldi al mio editore. Eh, e era palese e anche c'era stato il New York Times, mi sembra, che aveva fatto una un'indagine, c'era un motore di ricerca per vedere il tuo libro è stato usato impropriamente. >> Prendiamo delle altre domande perché questo comunque spiega la complessità del tema, insomma, quindi ci ha aiutato anche a comprendere quanto può essere complesso il tema. Vado anche oltre. Attenzione perché anche quando dite a questi programmi di non prendere le vostre informazioni, io non sarei così

1:02:41 tranquillo che non le prendano e non le mettano da qualche parte. Quindi vi faccio un esempio. Voi mettete i vostri esami del sangue, magari avete un problema cronico e un giorno tra 10 anni quando andrete a fare un colloquio di lavoro, qualcuno potrà avere accesso a quelle informazione, dirà "Ma io perché mi devo prendere una persona che comunque ha questo problemino? Ho tanta scelta, prendo prendo qualcuno che non ha questo problema". Quindi attenzione perché questo tema della privacy lo sappiamo benissimo, insomma alcuni muri sono già avvenuti e meno, quindi non viviamo più in un contesto predigitale, quindi evidente che è impossibile difendere completamente la propria privacy, ma su alcuni temi come per esempio la nostra salute state molto attenti perché io non sarei così sicuro, lo ripeto, che quelle informazioni non

1:03:27 vadano da qualche parte perché è fondamentalmente impossibile, soprattutto in un contesto così internazionale, riuscire a controllare se vengono effettivamente rispettate le decisioni da parte di alcune aziende. Un altro esempio di quello che vi dicevamo prima, conoscere le fonti, andare alla base delle delle fonti informative. Per esempio, Gianluigi ha citato questo sistema zero. Pensate questo sistema zero è stato individuato, messo a fuoco da due ricercatori italiani, si chiamano Giuseppe Riva e Massimo Chiviatti. E la questa eh questo pensiero è stato pubblicato su Nature, quindi anche qui conoscere la fonte vi aiuta a capire se un'informazione non solo è corretta, ma vi aiuta anche ad approfondirlo

1:04:13 eventualmente. Qualcuno di voi ha una domanda, senò io continuo con le domande che arrivano da dalle altre scuole in Italia. Qualcuno ha detto sì? No, è stato un suono che è uscito senza controllo. Va bene. Allora, intanto noi andiamo con l'Istituto Paolini di Cassiano, classe terza G di Imola. Come l'intelligenza artificiale impatterà con il lavoro del tecnico informatico aziendale? Vincenzo? Eh beh, questo già l'impatto è già molto evidente, soprattutto negli Stati Uniti e purtroppo quello che vien fuori è che questi sistemi sono particolarmente capaci di scrivere codice e a livello almeno di un di un di un di

1:05:02 uno junior, quindi di di un di di uno sviluppatore, diciamo, alle prime alle prime armi nei primi anni della sua esperienza. Quindi il grande tema oggi è che molte aziende in questo momento stanno eh magari evitano di assumere del personale junior, quindi appena uscito dal dalle scuole, dalle università, sviluppatori eh per invece utilizzare questi questi sistemi da appunto versioni più specializzate di cloud come Cloud Code a quelle di Gemy o di Chat GPT. sono appunto sistemi progettati anche proprio per compiere compiti di

1:05:48 sviluppo, quindi scrivono codice oltre che revisionarlo. È ovvio che lo fanno ancora eh lo fanno molto bene, ma lo fanno anche con degli errori. Quindi la competenza oggi, se dovessi dire, da sviluppare non è non è solo la scrittura di codice, no, alla base, ma la capacità di di nuovo di controllare eh questi agenti di scrittura di codice, no? Eh, quindi ovviamente bisogna avere le competenze per farlo, quindi sviluppare queste competenze di controllo, ma anche competenze manageriali, cioè di gestione di questi di questi agenti, in maniera che facciano davvero il loro lavoro,

1:06:35 seguano bene le le istruzioni che gli abbiamo dato. Ecco, è la competenza che oggi anche in questi istituti dovrebbe essere sviluppata. Allora, a conferma di quanto detto da Vincenzo Cosenza, vi cito un articolo dell'economist uscito durante il fine settimana. Sapete che l'economist è un mensile inglese molto famoso, considerato molto attendibile per le informazioni, proprio per tentare di rispondere a questa domanda, perché è chiaro che c'è un timore diffuso, generalizzato, che le macchine possono essere assunte, tra virgolette, al posto di noi esseri umani e l'economist è andato a prendere proprio gli Stati Uniti, perché gli Stati Uniti sono il paese dove l'intelligenza artificiale, quella commerciale, quella generativa, si è sviluppata. Abbiamo detto la scienza non è necessariamente americana,

1:07:21 ma a livello commerciale comunque questi

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