0:00 e infine Carlo Tabellini del Centro Culturale per Giorgio Frassati. Ringrazio loro, quindi, oltre a voi di nuovo per essere qui e inizierei con le domande, iniziando proprio da dal Monsignore, chiedendogli un po' di raccontarci secondo secondo lei, perché Piergiorgio parla tutt'oggi ai giovani di oggi, ai giovani meno giovani, perché lo dico da trentenne, la nostra generazione è una generazione azione che vive l'impatto con la la società e spesso pretende che il mondo cambi in nome di diritti e ma
0:47 difficilmente eh porta avanti lo sforzo dell'implicazione nel mondo. e vediamo magari certe certi eventi come possono essere manifestazioni e movimenti che ehm tengono insieme i giovani ma senza poi lasciare un segno nella storia. Eh, ci sono però invece esperienze, come possiamo vedere anche ad esempio quello che è stato alla al Giubileo a Torvergata e momenti di fede in cui la fede sembra ancora parlare ai giovani con un milione di di giovani raccolti insieme a Papa Leone. Per cui chiedo come la figura di Pier Giorgio Frassati e le la sua esperienza di fede
1:33 è in grado appunto di darci una testimonianza eh soprattutto sul mondo giovanile. >> Va bene, mi sentite? Sì. Buonasera a tutti. Bene, ringrazio di essere stato invitato a questo incontro su questa figura e che devo dire ai fin dai tempi del mio liceo mi ha sempre molto colpito. Eh io ho fatto il liceo negli anni a cavallo fra anni 70-80 e proprio in quegli anni lì. Eh Giovanni Paolo II, quando fece il suo primo viaggio a Torino nell'80 eh parlò pubblicamente di Frassati e in quegli anni lì poi uscì il libro di don primo soldi verso l'assoluto che appunto fu una delle letture che ci furono consigliate. E ma direi sono tanti gli aspetti che
2:19 secondo me possono ancora, come dire, rendere interessante la figura di Frassati ai giovani e non solo ai giovani, accettando ovviamente che Frassati vive in un contesto ovviamente molto diverso dal nostro, appunto 1901-125, quindi un secolo fa muore, ehepoca direi non meno travagliata dalla nostra, però molto differente dalla nostra. soltanto per il il tipo ancora di di vissuto ecclesiale di popolo cristiano che c'era ancora nella nella Torino di allora, anche se ovviamente c'erano già chiaramente molto presenti delle forze culturali alternative al cristianesimo di tipo soprattutto laico, massonico e
3:04 poi chiaramente c'era tutto la nascente movimento socialista legato anche al movimento operaio. Quali sono gli aspetti che possono rendere attrattiva la figura di Per Giorgio? Io qualcosa ho scritto anche nella breve presentazione del libro, però cerco di essere molto eh sintetico. Vi direi il primo aspetto è la figura di Perigio Frassati colpisce per la sua umanità, un'umanità viva, un'umanità anche impetuosa, proprio anche come temperamento, lo si capisce tantissimo, sia leggendo alcune sue lettere, sia scoprendo la sua vita, con un forte senso, come dire, di apertura alla realtà, alla realtà, come dire, sia quotidiana, sia alla realtà
3:49 sociale e con un forte senso anche della giustizia, molto forte. È uno dei motivi per cui Frassati, pur venendo una famiglia borghese, figlio del grande senatore Alfredo Frassati, fondatore della stampa, quindi di famiglia più che agiata, di fatto poi sceglierà e questo sarà uno dei vari motivi di dissapore con suo padre di voler studiare ingegneria, ma con l'idea di diventare ingegnere per aiutare poi minatori che vi erano nelle condizioni di lavoro estremamente faticose e drammatiche. Ecco, proprio San Giovanni Paolo II, quando ne parlò nell'80 a Torino, ehm, dette queste pennellate che secondo me fanno subito capire per come c'è un'umanità viva in quest'uomo, un giovane moderno, fra virgolette
4:34 di un secolo fa, ma comunque moderno, aperto ai problemi della cultura, dello sport, è un valentalpinista, alle questioni sociali, ai veri valori della vita, quindi un uomo, come dire, che gli interessava tutto e insieme un uomo profondamente credente, solidissimo nel carattere, appassionato nel servire i fratelli, consumato in un ardore di carità che lo portava ad avvicinare, secondo un ordine di precedenza assoluta, i poveri malati. Ecco, questo è un primo dato eh che colpisce di vi per Giorgio la sua la sua umanità potente è un'umanità potente che
5:20 trova nell'esperienza della fede cristiana, come dire, un'esaltazione, cioè è come se in pregioso si vede molto bene il percorso della sua fede è un percorso abbastanza suo personale inizialmente, nel senso che la famiglia sì, la mamma è cattolica, ma cattoliceno molto forte formale, molto per certi aspetti anche molto rigido, mh ben poco affascinante e il papà è sostanzialmente laico, anche se poi farà un bellissimo cammino di fede suo papà, eh dopo la morte di Pier Giorgio. Ehm per cui di fatto lui entra in rapporto poi un po' per sue strade, cioè attraverso cominciando in qualche modo come se il Signore l'avesse affascinato fin da ragazzo. Però la cosa bella è che questa sua umanità rimane tutta, non viene, come dire, mortificata secondo un certi
6:08 cliché di, fra virgolette di santità aggiografica. Un secondo aspetto che colpisce di, secondo me lo rende molto vivo è che appunto in lui c'è un grande amore, come dire, alla bellezza e la bellezza per per Giorgio soprattutto la bellezza della natura, la bellezza della montagna. Eh, si capisce benissimo nella vita di Per Giorgio questa passione alla montagna che appunto ne fa un alpinista anche come dire ehm che corre anche i suoi rischi, ma soprattutto proprio è perché la montagna per lui diventa in maniera più evidente quella quel quella realtà che gli parla del mistero. E c'è quella famosa foto, una delle sue ultime foto, quella cartolina forse, che comunque c'è lui che sta salendo sulle rocce e dietro
6:55 la sua frase e in alto, sempre in alto, che è la direzione non soltanto fisica, ma la direzione del suo cuore. La la bellezza della realtà, in particolare quella bellezza imponente che è nella montagna, eh diventa per Frassati un luogo che parla del mistero. qui mi ha colpito perché eh mi veniva in mente come nell'educazione di fede di don Giussani con i primi Gessini, eh Don Giussani aiutava a guardare la bellezza, sia la bellezza di Varigotti, io sono ligure, quindi amo la bellezza di Varigotti, ma soprattutto la bellezza della montagna che immediatamente apriva di più al mistero. Un terzo aspetto che lo rende affascinante che Frasati vive una fede, mi da dire integrale,
7:43 una fede che appunto non è però solitaria, è coltivata e vissuta nella Chiesa, naturalmente dentro le forme del suo tempo. Se uno legge la vita di frazati rimane un po' colpito da quanti in quante associazioni si scrive. Eh ehm associazione anche con dei nomi che oggi farebbero un po' sorridere, la Lega Eucaristica, la Congregazione Mariana, l'Unione degli Adoratori notturni universitari, erano varie forme, ma questo cercare ed è bello che in tutti questi ambienti, alcuni obiettivamente a volte erano ambienti un po' un po' ammuffiti, un po' ingrigiti, eh lì porta comunque un accento nuovo che è l'accento della sua umanità, della sua fede. Ecco, una fede che vive integralmente nella Chiesa dentro le forme del suo tempo e con una grande
8:29 passione alla verità, cioè anche a scoprire le ragioni della fede perché Fassati, essendo poi universitario e l'università degli inizio, ma questo è una cosa comune in tutta Italia, mi dicono anche Capaviera così, era un'università fondamentalmente molto molto laicista come impostazione, molto positivista. Quindi dove c'era una forte lotta e anche come dire un mettere ostacoli o comunque mettere in difficoltà i credenti. Mi colpisce che fine 800 a Pavia nasce un circolo universale cattolici intitolato Severino Boezio che viene messo su dall'ar dal vescovo di allora di Pavia Monsori Boldi, proprio per sostenere gli universitari cattolici a
9:16 come dire a una sana, usiamo un termine un po' classico, apologetica, cioè rendersi conto che la fede ha delle ragioni, non è un fatto probamente sentimentale. Questo frassati lo ha dentro. Quindi quella famosa frase vivere e non vivacchiare e la fede ti dà la possibilità di avere un patrimonio di verità da difendere, da custodire e questo senso, come dire, anche mi avrei da dire anche intellettualmente serio dell'esperienza della fede e insieme a questo questa passione per la verità è però vissuta come una verità che ovviamente prende dentro la ragione, ma poi investe tutta la vita. vita. In Fras è qualcosa che investe tutta la vita,
10:02 investe il modo con cui lui sta davanti ai suoi genitori, il modo con cui sta davanti allo studio. Eh, quest'estate mi è capito da leggere alcune sue lettere eh sembrano un universario dei nostri tempi un po' in ansia per gli esami, cioè però anche in quei periodi lì, anche quando vado esami, lui capisce che è prioritario rimanere attaccato alla preghiera da alcuni punti di memoria nella sua quotidianità. una fede che ha a fare con la vita, per cui verrebbe da dire è una fede che non ha nulla di clericale e non è un baciapile, non è un non è un un giovane della sacristia in senso anche qui ridotto del termine, è un uomo. C'è quella bellissima testimonianza di Filippo Turati, socialista che scrive all'indomani della della morte di Frassati e lo descrive proprio come un
10:48 uomo. urati rimase colpito dal fatto che era un credente, ma era un uomo totalmente con una statura di uomo che nell'immaginario di allora e a volte anche di oggi non è per non è così scontato. E una una quarta sottolineatura che mi pare potrebbe può rendere affascinare Frasati è che la l'esperienza che Frasati vive della sua fede è una esperienza umanissima, cioè un'esperienza dove viene fuori anche il limite e questo è bellissimo. Franzati fa esperienza del limite, no? non nasconde il limite nello studio. Frasati non è un brillante studente, non perché non studia, ma perché fatica in alcuni
11:33 esami. Frasati ha un rapporto difficile con la famiglia, in particolare col padre, con la madre per un certo aspetto, ma soprattutto col padre. M c'è una, per darvi l'idea della difficoltà, eh una un brano di una lettera che nel 1922 il papà scrive a Frassate. Sentite cosa gli dice? Agendo sempre senza riflessione nelle cose che per te dovrebbero essere importantissime, come nel caso speciale era non dimenticare il libro che ti doveva servire per il prossimo esame, diventerai un uomo inutile agli altri e a te stesso. Il padre era un uomo liberale integermo,
12:19 non massonico, probente non era massone assolutamente, però un liberale integerrimo con quella morale cantiana del dovere e quindi per lui tutto quel tempo che Franzati passava per i suoi poveri o per andare a messa era tempo perso. Mh. E ancora dice, "Bisogna che ti persuada, caro Giorgio, che la vita bisogna prenderla sul serio e che così come tu fai non va né per te né per i tuoi, i quali ti vogliono bene e sono molto amareggiati per tutte queste cose che succedono troppo spesso e si ripetono sempre monotone, dolorose. Punto. Le cose dolorose è che fraati magari qualche esam non lo passavo, passavo con voti bassi. Ho poca speranza che tu cambi. Eppure sarebbe assolutamente necessario cambiare subito, prendere le
13:05 cose con metodo, pensare sempre con serietà quello devi fare, avere un po' di perseveranza, non vivere la giornata senza pensiero come uno scervellato qualunque. Se vuoi un po' di bene ai tuoi devi maturare. Io sono molto, ma molto di cattivo umore, molto diretto il padre. E questo limite era proprio, cioè Frasetti vivrà questo anche con sofferenza, accettando anche dei grandi sacrifici. Un sacrificio è quasi sicuramente, su questo i biografi non sono tutti concordi, però abbastanza chiaro che Frasti rinuncerà a un rapporto di affetto con una ragazza che a cui lui voleva molto bene, che era contraccambiato, ma i genitori la consideravano non adatta per il livello sociale e Frasti accetta questo sacrificio e verso la fine vita probamente accetta anche l'idea di cambiare progetto di lavoro perché il
13:51 padre vuole che vada a lavorare alla stampa. Quindi è umanissimo questo, cioè ehm io penso a tanti giovani che oggi a volte i rapporti coi genitori non sono sempre così dilliaci, poi sarà d'aiuto e poi il limite a volteo studio, oggi vedo anche a volte universitari conosco a Pavia questo senso un po' eccessivo della prestazione per cui vivono con ansia tutto e sa che questo lo lo sperimentava anche lui e mi pare in questo in questo limite c'è anche l'epilogo della sua vita. Frati muore di questa pedomenite fulminante contratta probabilmente con dei malati, con dei poveri, nella sostanziale ignoranza dei genitori, perché in quei giorni lì era ammalata grave la nonna e tutti i genitori sono
14:38 inizialmente dopo lui ha questi primi sintomi che inizialmente non vengono presi molto sul serio. Quando si capisce che la situazione è molto grave, o meglio troppo tardi, fanno arrivare questo siero dall'estero, ma non arriva in tempo. E quindi Frasati muore anche in una solitudine, cioè una solitudine drammatica per certi aspetti, eh, perché i suoi in quei giorni lì sono tutti preoccupati della nonna e lui è un giovanottone tutto forte e biroso, cosa vuoi che abbia di grave? e purtroppo una polemita fulminante. Quindi, per dire, eh è bello questo far vedere che la fede cristiana non è un come dire non è una cosa che indora la pillola, è un'esperienza potente dentro l'umano, ma anche dentro l'umano che a volte è limitato. L'altra ancora tre punti, mi fermo. L'altro
15:24 punto che secondo me può rendere rendere Frasati affascinante è il senso forte dell'amicizia. Frassati è un uomo che pur frequentando 1ille associazioni però cerca ci tiene ad avere degli amici. A volte sono amici a cui lui si riferisce, possono essere anche sacerdoti religiosi che diventano lui diventa un terziario domenicano mh. E a volte sono amici proprio di di compagnia e lui con ricordate penso sapete costituisce questa compagnia dei tipi loschi che è una sorta di compagnia goliardica dove si chiamano estofante stofantesse. Ognuno ha un soprannome, lui è Robespier, ma la cosa bellissima che questa amicizia che ha dà spazio anche, come dire, a quella giusta gogliardia universitaria, ehm è un'amicizia
16:11 estremamente seria, cioè l'amicizia per di Fassati è il modo per la fede, è il modo per vivere la fede, per sostenersi nella fede, per richiamarsi alla fede, per provocarsi. E questo è bellissimo, eh. Quindi un uomo che vive la fede dentro l'amicizia. Mh. Una sesta caratteristica che secondo me lo rende molto molto affascinante che Frassati è in questa appunto accennavo questa apertura alla realtà. È un'apertura alla realtà che si gioca su due livelli. Uno è la condivisione dei bisogni dei fratelli uomini. Eh, Frassati, lo sappiamo, pur essendo appunto di di di alta di alto livello sociale, eh spenderà un sacco di tempo
16:58 ad aiut ad andare nel nei quartieri più poveri della Torino di allora, a entrare nelle case, ad a dare aiuto l'ultimo biglietto che scrive il giorno che prima di morire e sono indicazioni di alcune medicine che la sorella Luciana deve portare a uno dei suoi poveri. Ed è al funerale che si renderanno conto di questo, quando questa folla di poveri si presenterà a questo funerale, però con una attenzione, cioè ehm Frassati vive una condivisione reale, cioè entra in rapporto con questi poveri. Non è ai suoi tempi c'era molto di moda la filantropia, soprattutto nelle classi alte, ma era la filantropia appunto dove chi è in alto è in alto e chi è in basso in basso. Invece no,
17:45 Frasati entra dentro un rapporto diretto con loro, una partecipazione ai suoi drammi. Eh, e anche qui invita i suoi amici a fare la stessa cosa. Eh, ehm, sentite cosa dice ai suoi compagni di unazione cattolica. Li invita a iscriversi a San Vincenzo, che era un po' la Caritas di allora e dice "La San Vincenzo è un'istituzione semplice, adatta agli studenti perché non implica impegni. unico e solo quello di trovarsi un giorno della settimana in una determinata sede e poi visitare due o tre famiglie ogni settimana, una specie di caritativa. Eh, vedrete, vi richiederà poco tempo, eppure quanto bene possiamo fare a noi stessi. Cioè, lui vive la carità come
18:31 un'esperienza che educa, l'assistere quotidianamente alla fede con cui le famiglie spesso sopportano più atroci dolori. Il sacrificio perenne che si fanno e che tutto questo fanno per l'amore di Dio ci fa tante vol tante volte rivolgere questa domanda. Io che ho avuto da Dio tante cose, sono sempre rimasto così neghittoso, così cattivo, mentre loro che non sono stati privilegiati come me sono infinitamente migliori di me. Mh. Ecco, Frasati vive questo con, appunto, con quel cart impetuoso, eh tanto che lo prendono in giro, eh dicono che è proprietario di una impresa, la FIT, frassati impresa trasporti perché continuamente con i suoi carrettini eh eh aiuta a fare
19:17 questi traslo o a portare i generi alimentari da una casa all'altra. Quindi un'apertura nella carità, ma è una carità che non è semplicemente, come dire, un gesto di generosità di buon cuore, è proprio un'educazione e poi l'apertura alle questioni sociali del suo tempo. Frasila vive profondamente, and a fare un convaggio in Germania, si informerà anche del movimento cattolico tedesco, per cui Frasati è uno dei cattolici, uno dei primi dei cattolici che più lucidamente si accorge subito del carattere profondamente anticristiano del fascismo. All'inizio non era così chiaro, purtroppo anche tanti ecclesiastici all'inizio han visto il fascismo come invece una soluzione che fermava il bolvismo, no? Frassati capisce subito che questo è un movimento
20:03 antidemocratico, violento, disumano e per questo Frassati si scrive al Partito Popolare, quello di Sturzzo ed è una voce critica all'interno del Partito Popolare perché siamo negli anni appunto del primo fascismo, eh perché frasat 25 non c'è ancora la piena presa di potere di Mussolini, però si capisce il metodo che sta portando avanti il nuovo partito e nel popolare ci sono delle forze dei soggetti che invece pensano di poter istruire un compromesso messo una mediazione col fascismo. Fraati no, dice no, qui non c'è nulla da mediare. Quindi questo, per dire si butta proprio a capofitto nella realtà anche dentro le questioni sociali del suo tempo. E l'ultima l'ultimo aspetto che secondo me lo rende estremamente affascinante che fra l'altro è accennato anche dal
20:49 sottotitolo del libro, scusa, che è bellissimo, secondo me, la gioia non avrà misura. Ecco, fraatti è veramente la testimonianza che il cristianesimo è un'esperienza di gioia e m il cristianesimo è un'esperienza profondamente gioiosa. Proprio Giovanni Paolo II quando parlò prima volta di Trafassati nell'80 a Torino, ehm disse: "Il cristianesimo, la fede, credetemi, giovani, dà completezza e coronamento alla nostra personalità". vi apra la considerazione, alla comprensione, al gusto di tutto ciò che è di grande, di bello, di nobile è nel mondo e nell'uomo. Soprattutto l'adesione a Cristo sarà
21:36 fonte di una gioia autentica, di una gioia intima che il mondo non può dare e che nessuno potrà mai togliervi. E concludeva questo passaggio. Voglio arrivare a questa parola gioia. Voglio arrivare a questa parola perché viviamo la settimana pasquale, era la domenica in Albis. Il cristianesimo è gioia e chi lo professa e lo fa trasparire nella propria vita ha il dovere di testimoniarla, di comunicarla, di diffonderla intorno a sé. Per Giorgio era un giovane di una gioia trascinante, una gioia che superava anche tante difficoltà della sua vita, quello che vi ho accennato prima, perché il periodo giovanile è sempre anche un periodo di prova delle forze. La giovinezza non è l'età spensierata
22:22 che a volte stupidamente si crede, è un'età bella anche drammatica. Infatti la gioia di di la gioia di Franati è una gioia drammatica, cioè non è una gioia non è la gioia del beota. È una gioia drammatica che ha a che fare col dramma della vita, ma lì dentro sperimenta un punto di positività assoluta che per lui è il rapporto con Gesù, rapporto con Gesù che lui cerca proprio di cui ha fame, per cui va messa tutti i giorni, per cui fa l'adorazione notturna, per cui prende passione a leggere le lettere di Paolo, per cui, ma appunto è come è come un sovabbondare di un'affezione che invade la sua vita. Ecco, direi che queste sono alcune cose che potrebbero rendere Frassati affascinante a noi che siamo qui stasera, ai giovani e anche meno giovani
23:09 del nostro tempo. Grazie. >> Grazie. mi colpisce come mi colpisce come ci sia anche una somiglianza e cioè una una riconoscenza pubblica di quello che era effettivamente Pier Giorgio, Turati che lo descrive come un uomo e Giussani che tutt'altro ambito descrive il santo come nient'altro che un uomo, non un superuomo, ma come nient'altro che un uomo che aderisce appieno alla sua umanità. e anche quando descrive il carattere del dell'amicizia come luogo in cui vivere la fede e
23:55 condividere i bisogni, non rispondere ai bisogni, ma condividere, impastarsi con l'umanità con cui effettivamente lui si interfaccia. Lì si gioca un po' tutta la straordinarietà e e l'aderenza a Dio. Per cui eh chiedo a Vincenzo Sansonetti proprio di aiutarci a entrare un po' in queste pieghe del quotidiano che hanno reso eccezionale la sua vita e che lo hanno portato ai nostri giorni e poi anche a considerarlo un santo a tutti gli effetti. >> Buonasera a tutti. Eh, ecco, per rispondere alla domanda di Pietro, partirò dalla fine dell'esistenza terrena di Piergiorgio, che poi in realtà è l'inizio per lui di qualcosa di
24:43 più grande. Per farlo però partirò dalla stretta attualità. Non non stupitevi, ma è importante quando parliamo di santi, delle vite dei santi, eh aver chiaro che non è qualcosa che non ci riguarda, che non riguarda la nostra vita di tutti i giorni, che non riguarda quello che accade, perché in realtà il santo è sempre dovrebbe essere per noi un faro, un punto di vista, qualcuno che ci aiuta in un cammino. Io credo che il 7 settembre, il giorno in cui sono stati canonizzati insieme Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis, ancora più vicino a noi e è più giovane nella sua esistenza terrena, il rischio grosso che si corre è l'esaltazione del
25:31 momento, di quei pochi giorni, se non di quelle poche ore, e poi finisce lì. Abbiamo un santo in più, abbiamo due santi in più e da invocare quando c'è bisogno, quando uno vorrebbe risolvere un suo problema, una difficoltà, si rivolge a un santo. In realtà non è così. Ho imparato proprio scrivendo questo libro e rendendo anche più più sottile una e più presente una una certa sensibilità personale. Il momento della canonalizzazione è il momento in cui una persona dichiarata santa dalla Chiesa deve diventare un modello per tutti. Pierogiorgio Frassati è un modello innanzitutto per i giovani, ma è un modello per tutti, però dobbiamo
26:17 capire in che modo lo è. Per Piergio Frassati parto dalla fine, dal suo affrontare come ha affrontato la morte, dal suo modo di considerare la morte. Però per aiutarvi a capire, scusatemi, ma è necessario, parto dalle gemelle Kessler e e da Ornella Vanoni che ci ha lasciato anche lei poche ore fa. Il problema delle gemelle Kessler, se dal mio punto di vista non è tanto e non solo un dibattito pur necessario sul suicidio assistito, per cui si creano le fazioni pro e contro. Questo è sicuramente una questione delicata e un dibattito importante e interessante. A me quello che ha colpito, soprattutto quando ci troviamo di fronte alla alle a delle persone come loro, come anche,
27:04 scusate, Ornella Vanoni, che è stato un simbolo della canzone italiana, un grande personaggio, più vicino come generazione a a a chi è meno giovane tra di noi, anche nel pubblico. Tanto più queste persone sono celebri e famose, tanto più si è colpiti dalla loro morte, ma soprattutto non si tiene mai conto che non ha senso che queste persone finiscano nel nel baratro del nulla. Cioè il problema della morte è un problema di cui si parla poco. Io ricordo che già molti anni fa monsignor Maggiolini in un suo bellissimo libretto poneva il problema della morte come una questione rimossa dalla dalla società,
27:51 cioè la morte è la fine di tutto, cioè è viviamo in una dimensione totalmente orizzontale, per cui allora a questo punto acquista un senso anche dire io eh sono padrone della mia vita e voglio porre termine io alle mie sofferenze. Però il problema non è solo questo il problema, ma dove va a finire la bellezza delle gemelle cheessere? Dove va a finire la voce di Ornella Vanoni? Cioè, poniamoci questo problema. Possibile che tutto finisca lì? Cioè, la morte è una porta aperta verso il barro o è una porta aperta verso la luce? Su questo Piergiorgio ci aiuta molto, come ci aiutano tanti santi a onor del vero, però lui
28:38 qualche tempo prima di morire, non non quando è prossimo alla morte, che è anche abbastanza facile pensarlo, ma qualche tempo prima di morire, scrivendo a un amico, le lettere di Piergiorgio sono fondamentali per capirlo, scrive esattamente: "Io aspetto la morte come il giorno più bello della mia vita". E qui viene in mente anche Sant'Alfonso Maria delle Guori e tanti santi e pensatori e dottori nella vita della Chiesa che hanno sempre guardato alla morte come l'inizio di una vita, l'inizio della vita vera. Questo me l'ha sempre detto anche l'amico Vittorio Messori, l'al di là la vita eterna è la vita
29:24 vera. Perché vi ho detto queste cose? Perché Piergiorgio vive tutto in funzione di questo, non tanto banalmente di una vita ultraterrena di cui si sa poco nulla, cioè non è un approccio di tipo magico misterico. Ehm quello che ci aspetta la vita vera è l'incontro con Dio. È quello che dovremmo vivere tutti come attesa. Tra l'altro siamo è appena iniziato per il rito ambroziano il tempo dell'Avvento. Il tempo dell'avvento è un tempo di preparazione. Pieroggiorgio Frassati capisce che lo capisce, come dire, guardando dentro se stesso, dentro la sua vita interiore. Qui c'è anche una lezione un po'
30:10 agostiniana, però guardo lui perché è vescovo di una diocesi molto legata a Sant'Agostino. Lui capisce che ha bisogno di Dio, però aver bisogno di Dio vuol dire che tu vivi una vita nutrita da questo da questo atteggiamento, da questa posizione di base. m non si tiene mai conto, non si tiene mai conto forse abbastanza nelle biografie di Frassati o nel racconto del comunque della sua vita a tutti i livelli, che lui era sicuramente una persona, come è stato anche ricordato stasera, eh giovane, sportiva e tante, simpatica, allegra. Ma tutto questo per
30:56 essere esaltato e per essere vissuto pienamente aveva bisogno di essere nutrito. Lui, soprattutto quando la sua fede diventa adulta, incontra dei maestri, maestri di vita, ma anche insegnanti, gesuiti o comunque altre figure di di sacerdoti che lo aiutano a maturare la sua fede. Quando lui diventa terziario domenicano capisce che deve accostarsi al sacramento dell'eucaristia tutti i giorni. Comincia a fare laurazione eucaristica, non quella per cui, come faccio io, entrare in chiesa, stare 10 minuti, no? Lui faceva l'adorazione eucaristica notturna, cioè lui stava tutta la notte sveglio in ginocchio a pregare di fronte al Santissimo. Andava messa tutti i giorni, come ho detto poco
31:41 fa, ehm, recitava il rosario. Questo però non in un modo intimistico, cioè non lo faceva come un atteggiamento devoto. Oggi, ancora oggi il rischio è quello di vivere la fede o come atteggiamento devoto o come impegno sociale e mai per quello che in realtà dovrebbe essere, cioè porsi di fronte al Signore e soprattutto testimoniare questo. Io questo l'ho detto e qui lo ripeto, l'ho detto in un altro incontro di presentazione del del libro a Torino, credo proprio ieri. Diciamo che c'è un sindaco di una città italiana importante, anzi è una sindaca o sindacessa, come volete, eletta in una
32:29 lista, diciamo, progressista vicino alla sinistra. Non entro nel merito né della sua posizione politica né del suo programma, non mi compete. Non so in quale occasione, forse rispondendo a una domanda o per accattivarsi una fetta di elettorato per il futuro, avendo anche ambizioni nazionali all'interno del suo partito, ha detto, ma è quello che pensano tanti, nel privato sono cattolica, che dal mio punto di vista sarà un giudizio radicale, non vuol dire nulla. Cioè il cattolico è tale se testimonia non una banalmente una fede, una posizione politica e culturale, un sentimento, no? testimonia che Dio c'entra fino in fondo
33:15 con la vita, che la nostra vita ha senso se viviamo nell'attesa del compimento, nell'incontro con il Signore. E quindi questo inevitabilmente illumina tutto quello che fai, anche l'azione politica, dove alla fine il problema non essere di destra, di sinistra, di centro, con tutte le gradazioni possibili, no, e vivere, ma questo lo dirà poi bene Carlo, il problema è vivere l'impegno politico, avendo sempre in mente questa, diciamo, questa posizione di fondo. Prima accennavo al fatto che la fede di Piergiorgio Frassati comincia a maturare, a diventare adulta quando fa degli incontri nella vita e questo è è un punto importante.
34:01 la sua fede da bambino e anche se, comeè stato già detto, la sua era una famiglia un po' particolare, un padre, oggi diremo laicista, forse più giusto dire, dato il tempo laico illuminato, cantiano, come diceva prima monsignore, però molto rispettoso, molto rispettoso, non è mai stato massone. La stampa ha ospitato, parliamo di fine 800 inizi 900, molti articoli in difesa della Chiesa, in difesa delle congregazioni religiose. I i salesiani di Varazze erano dove avevano una casa che c'è ancora oggi, ma senza saleziani. I salesiani erano stati accusati di chissà quale in nefandezze. era una
34:47 calia e lui sulla stampa mandò un inviato della stampa a a Varazze che è in provincia di Savona per chi non lo sapesse, dicendo "Vai a vedere come stanno le cose" ed era tutto falso inventato, perché lui ci teneva al al rispetto, al rigore, alla verità delle cose. Quindi c'era questa sorta di religione laica presente nella sua femmina che in qualche modo lo ha educato. c'era la fede di sua madre, che era un tipo molto particolare, una pittrice di qualche talento non particolarmente famosa, che aveva anche un rapporto forse un po' ambiguo col suo maestro, con un pittore del tempo che si occupava dei figli, ma non più di tanto, per cui la casa era in mano ai domestice, la governante. Però nella
35:35 nella vita di Pergiorgio, della sorella Luciana, c'erano le nonne fondamentali. donne di fede, donne sagge, donne mature con cui c'era un bel rapporto a cui Piergiorgio andava a chiedere del denaro, perché quello che gli davano i suoi non bastava, non per i suoi bisogni, ma per darlo ai poveri. Quando lui aveva bisogno di denaro, lo chiedeva alle nonne. quando gli veniva regalato un vestito il giorno dopo non ce l'aveva più perché comunque la sua condivisione dei bisogni delle persone era molto concreta, anche se poi andava oltre, come anche qui è stato già detto, lui dava il suo tempo, lui stava ore e ore, eh, lui andava a trovare lezione che abbiamo imparato molto bene da Madre Teresa di Calcutta, ma lui
36:20 andava a far compagnia ai moribondi, cioè persone che sapevano di morire, che erano consapevoli, ma lui stava vicino loro per confortargli, per dargli quella prospettiva di vita eterna di cui parlavo prima. M rapporto con le nonne. Vabbè, qui è inutile che racconti più di tanto il tempo e tiranno. Ci sono diversi aneddoti nel libro. Ehm, la sua gioia di vivere diventava anche e era piccolo, diventava anche monelleria. spesso e volontieri. Lui tornando a casa con la sorella si inventava delle storie assurde. Quando parlava con i con i genitori non se ne parla perché il padre era sempre al giornale, la mamma era nel suo hotelì a dipingere, parlava con le nonne e dic "Sai nonna, cosa mi è
37:07 successo oggi? Mi hanno rubato i soldi, sono caduto, una carrozza mi ha investito. La nonna preoccupatissima, poi dopo qualche minuto Pieriorgio si metteva a ridere, tutto inventato." "Ma nonna, dai, stai tranquilla, non è così". Vabbè. era uno così, ma anche nell'Egita in montagna c'era un aspetto molto rigoroso. Non si partiva se non si andava prima messa, magari alle 5:00, alle 6:00 di mattina quando si celebravano ancora in una società sostanzialmente contadina la messa a quest'ora poi si andava a lavorare, adesso si va a lavorare e la messa non c'è né prima né dopo. Vabbè, questo è un altro discorso. Si parte per la gita se prima si va a messa, sennò non venite. Quando si stava via qualche giorno, per cui si era magari in un rifugio, bisognava si
37:54 andava messa nel paese più vicino, però ci si alzava già presto per fare la gita. Non tutti avevano modo e tempo e voglia di alzarsi. Allora lui che si alzava prima di tutti cominciava a fare un trembusto, un fracasso terribile nel rifugio, per cui alla fine si svegliavano tutti anche un po' un po' stupiti, un po' risentiti e lui scherzando diceva: "Ah, bravi che vi siete alzati, vi siete ricordati di andare a messa". Lui era un tipo così, cioè ci teneva, ci teneva. Una volta che era messa, ci andava tutti i giorni, come vi ho detto prima, aveva notato due ragazze molto irrequiete, continuavano a parlottare fra di loro, a a guardare l'ora e a un certo punto capisce la messa non è finita, che stanno per
38:39 uscire andarsene. Allora lui le raggiunge sulla soglia della chiesa, dice "Dove state andando? E dobbiamo prendere il treno per andare a Milano, a Roma, non so dove". dice, "No, no, aspettate, dovete stare a messa fino alla fine e ma perdiamo il treno, non preoccupatevi." Finisce la messa e lui dice: "Adesso venite con me, fuori c'era la sua automobile con l'autista e le accompagna in stazione perché lui ci teneva che non perdessero la messa." Cioè, capisco che è un altro mondo, cioè oggi queste cose sono inimmaginabili, però il la sua testimonianza di fede passava proprio attraverso queste piccole cose quotidiane e ogni giorno questo accadeva in tutto quello che faceva lui testimoniava Cristo.
39:24 Cito solo una cosa al volo e poi mi taccio perché deve ancora parlare Carlo. Proprio stamattina, non so chi ha avuto già modo di vederlo, c'è un articolo su Avvenire di Davide Prosper, presidente della fraternità di Comunione e Liberazione, che partendo da un bilancio della colletta alimentare pone a tema il ruolo dei cattolici nella nella società di oggi e usa questa espressione molto bella, rifacendosi anche a a qualcosa detto a suo tempo da don Giussani. Il compito del cristiano nel mondo, del cattolico, è di offrire segni visibili di speranza. Ecco, io mi sento di dire, senza esagerare che tutta la vita di Pier Giorgio Frassati è stata costellata dalla preoccupazione di
40:11 offrire segni visibili di speranza fino alla sua morte, proprio perché lui ha dato testimonianza che la morte non è la fine di tutto, ma è una porta aperta verso la felicità vera, la gioia vera. Grazie Vincenzo. questi segni visibili di speranza. Chiedo a te Carlo se ci puoi raccontare effettivamente come nel suo impegno sociale anche politico, ma di associazioni universitarie, gli alpini, la scuola e di fatto come come emerge la
40:57 figura di di Piergiorgio, con quale impatto e anche qui ti chiederei che cosa puoi insegnarci eh nel riscoprire una politica ehm come la più alta forma di carità. sappiamo che eh era sicuramente una delle sue virtù in quanto santo, ma in quanto cattolico e ti chiedo di aiutarci a entrare in questa in questo aspetto attraverso le sue lettere e e poi di raccontarci anche l'attività del del centro culturale. >> Grazie Pietro, si sente? >> Ok. Ehm, saluto tutti, grazie per l'accoglienza. Io vengo da Torino dove c'è appunto il Centro Culturale Piergiorgio Frassati. Saluto anche chi ci segue in collegamento. Ehm, il centro
41:45 Frassati nasce da quell'evento che ha citato monsignor Sanguinetti, che è la visita di Giovanni Paolo II a Torino nel 1980 e dove indicò Piergiorgio Frassati a a chi di noi, a chi di nostri amici era era presente allora, io non ero ancora nato. E e così la la la nostra associazione iniziò la sua storia. In realtà c'è un fatto che viene prima che voglio raccontarvi questa sera che è l'inizio, anche se vogliamo di quella che è la mia amicizia con Piergiorgio, che è passata attraverso don Primo Soldi e parroco di
42:32 Torino, assistente diocesano del del movimento di Comunione e Liberazione per tanti anni che nel 1978 quando era nel pensionato universitario, quando eh la presenza del movimento nel nella società, nell'università si era fatta viva, visibile, ehm ricevette la visita di Luciana Frassati, la quale gli disse: "Don Primo, ho letto di voi sui giornali, siete come mio fratello". E mio fratello chi? E da lì iniziò la conoscenza di di Piergiorgio. Luciana dedicò la sua vita a far conoscere da
43:19 scrittrice Piergiorgio a a tutto il mondo e questa è effettivamente, secondo me, una una profezia, nel senso una verità profonda destinata a advelarsi nel tempo e che da cui appunto nasce anche una realtà come quella che è la nostra. Quindi una realtà culturale ehm impegnata cristianamente nel mondo, impegnata nel mondo secondo un ideale che ha da tradursi in cultura, come diceva Giovanni Paolo II. E beh, Piergiorgio, in primo luogo ci è vicino e ci interessa, essendo un santo laico e moderno al
44:08 tempo stesso e con una coscienza della laicità destinata a prendere forma poi nel corso del veco, quindi antesignano da questo punto di vista. Piergiorgio eh al interrogato da da un suo amico eh sul perché non volesse farsi sacerdote, che era la cosa, come dire, spontanea che poteva essere chiesta a qualcuno che avesse un po' di fede, un po' di ragione viva in quei tempi. Rispose: "Non è questa la volontà di Dio". lui aveva anche una forte opposizione in casa, con grandi timori di di bigottismo, ma in un'altra occasione ebbe a dire più precisamente no, perché
44:54 eh stando vicino ai minatori ho più opportunità che sono erano la la classe più disagiata del suo tempo, ho più opportunità di far conoscere loro Gesù e questa è esattamente il ruolo del laico, come sarebbe poi stato compreso piano piano dalla stessa chiesa nel corso del che lo scolpì benissimo nel Concilio Vaticano Io con come l'animare cristianamente l'ordine temporale che è scolpito in una bellissima intervista di don Giussani che dice che tutto nella chiesa è in funzione del laico, nel senso che tutto è in funzione della manifestazione nel mondo di quella gloria che Cristo chiede al Padre e che
45:40 poi insomma è venuta dettagliandosi ancora meglio negli ultimi anni la la Juve Nescit ecclesia è del 2016, quindi insomma è qualcosa in cui Piergiorgio ci anticipa e e ci insegna molto. E effettivamente Pier la diciamo la profezia di Luciana ha vari tratti che è interessante ripercorrere e sicuramente ne sono stati detti tanti oggi, l'allegria, l'amicizia, ehm ma forse la virtù che è più vicina all'aspetto politico che Piergiorgio visse, all'impegno sociale e politico che Piergiorgio visse intensamente a cui Luciana dedicò uno dei suoi libri, mio
46:27 fratello Piergiorgio, L'impegno sociale e politico, è quella del coraggio. E Piergiorgio era, beh, antifascista, lo dicono tutti oggi, ma lui era antifascista nel 1922 che voleva dire prendere botte in università e e non solo. E ed è interessante effettivamente quello che proverò a fare con voi oggi è ripercorrere le alcune tappe della dello sviluppo di questa coscienza dell'impegno sociale e politico di Piergiorgio. Beh, Piergiorgio, innanzitutto, come dire, vale da manifesto quello che è un suo discorso.
47:13 Riprendo, secondo me, un altro passaggio di quello che ha letto Sua Eccellenza prima. Piergiorgio non esitava a proporre ai suoi amici questo impegno in nome della fede, dal di dentro della fede. Dopo aver fortificato il nostro spirito nell'attendere con somma diligenza alle opere di pietà e dopo aver studiato intensamente i quesiti che ci agitano, allora ci potremo lanciare nell'apostolato. E si distinguono tre apostolati. Prima di tutto è quello dell'esempio. Noi cattolici dobbiamo far sì che tutta la nostra vita sia regolata dalla legge morale cristiana. Poi l'apostolato di carità con l'andare in mezzo a coloro che soffrono e confortarli in mezzo ai disgraziati e dir una buona parola perché la religione
47:59 cattolica è basata sulla carità che non è altro se non il più perfetto amore. L'apostolo San Paolo dice: "La carità di Cristo ci ha bisogna" e senza questo fuoco che a poco a poco deve distruggere la nostra personalità per farci palpitare solo per i dolori degli altri, noi non saremo cristiani e tantomeno cattolici. Questo, tra l'altro dice della carità, come si dice diceva prima Vincenzo, come che cos'era per lui, cioè condividere, a proposito di Banco Alimentare il il un bisogno particolare per condividere il senso della vita. Infine l'apostolato di persuasione e questo è uno dei più belli e necessari. Avvicinate, o giovani, i vostri compagni
48:45 di lavoro che vivono lontani dalla Chiesa e passano le ore libere non nei sani divertimenti, ma nel vizio. Persuadete questi infelici a seguire le vie di Dio cosparse di molte spine, ma anche di molte rose. Questo eh è l'idea di apostolato che aveva lui, che è proprio l'essere mandato per conto di qualcun altro. Evidentemente la formazione che lui giustamente indica come presupposto e tutti questi aspetti dell'esempio della carità e della persuasione sono sincronici, cioè non c'è uno che presuppone gli altri, però sono tutti vissuti insieme da Piergiorgio e e lo vedremo nelle in queste varie occasioni
49:32 che andiamo a ripercorrere. Beh, Piergiorgio, e nella politica ci entra appena praticamente appena viene emanato il non Expedit, quindi siamo nel 1919, viene fondato il Partito Popolare Italiano e con il padre, noi diciamo giustamente fonda, detto emanato, >> eh se l'ho detto sbagliato, viene emanato il decreto di abolizione del non expedit assolutamente. e con il padre, come noi diciamo giustamente, fondatore della stampa, nel senso che prese la Gazzetta Piemontese e ne fece la quella che è oggi la stampa, un quotidiano di respiro nazionale e ehm Piergiorgio si iscrive al Partito Popolare Italiano e si mette a fare
50:19 campagne abbonamenti per il momento che era il giornale del Partito Popolare Italiano. E il padre con il fare icastico che abbiamo sentito prima gli dice: "Beh, vorrei dire che quando avrai fame andrai a mangiare al momento". E questo era il la il modo, diciamo, di ribellione, se vogliamo chiamarlo così, di Piergiorgio, anche se poi abbiamo Car Runner, che nella bellissima introduzione ha il libro di Luciana, Piergiorgio Frassati, I giorni della sua vita. eh dice proprio che questa di questa ribellione in realtà eh Pier Giorgio non ha se non l'attrae se non dalla stessa realtà
51:06 cristiana e e quindi diventa un cristiano della massima spontaneità, eh un cattolico di chiesa, senza per questo dire amen a tutte le tradizioni ecclesiastiche e e vive Piergiorgio, tra l'altro notate Come ha detto, come ha notato anche Giovanni Paolo II, nella vita di Piergiorgio non c'è la non ci sono, se vogliamo, fatti eclatanti dal punto di vista mondano o momenti di di conversione improvvisa. Piergio, è uno di quei santi a cui sembra che lo Spirito gliene abbia dato fin da fin dalla nascita. E e infatti eh Ranner
51:54 dice: "Siamo di fronte a un cristiano che ha vissuto il suo cristianesimo con una naturalezza che fa quasi paura e con una problematicità che ci riesce sorprendente e quasi invitante e non ci urterà il fatto che quando egli cercava di esprimere ciò che aveva dentro di sé, incominciava a balbettare con le frasi della pietà tradizionale. Qui anche queste parole selette nella loro giusta luce diventano nuove". Ma torniamo alla al percorso di Piergiorgio nella nella politica. Piergiorgio, si diceva, ebbe occasione di visitare la Germania. Sì, perché dal 1920 il padre venne nominato ambasciatore del Regno d'Italia a Berlino e e a Berlino Piergiorgio ebbe
52:42 occasione di incontrare un un famoso sacerdote, don Carlo Sonnenshin, detto il San Francesco di Berlino, il quale nella Germania devastata dalla guerra teneva circoli misti di studenti e operai ai quali con i quali cercava di affrontare cristianamente le questioni che che li attanagliavano. Adesso vi vi leggerei la lettera di Piergiorgio che il nel marzo 21 racconta di questo suo incontro con Carlos Sonhin ad Antonino Villani che era un suo
53:27 amico. Carissimo Villani, oggi solamente ho fatto la conoscenza col dottor Sonnenshin, simpatico prete che parla abbastanza bene l'italiano e che si occupa pure degli italiani residenti a Berlino. Mi sono informato del movimento cattolico studentesco e ho appreso che circa la decima parte degli studenti berlinesi professa la nostra stessa religione. L'organizzazione è precisa alla nostra, indipendente dalle altre organizzazioni cattoliche, però esistono pure circoli composti di studenti universitari ed operai. Gentilmente il dottor Sonnenshin mi inviterà alle riunioni che questi circoli misti terranno e così io potrò conoscere i due ambienti. Scrivimi presto dicendomi le tue impressioni sul convegno della gioventù emiliana a Roma. Dammi anche notizie del nostro circolo. Avete
54:14 combinato qualche cosa per quella società di aiuto fra gli amici? Saluti a tutti gli amici e da te un fettuoso un affettuoso saluto, Piergiorgio. Come vedete traspare ehm il desiderio vivissimo, costante di Piergiorio di costruire qualcosa, di realizzare qualcosa. Questi circoli misti Piergiorgio cercherà di portarli in Italia senza successo. Ma Piergiorgio si partiva dalle realtà che esistevano, cercava i cattolici, ovunque fossero, in università a Berlino, ehm nella sua parrocchia dove fonderà un un circ il circolo dei Milites Marie dove fondò una scuola di religione addirittura dove insegnava Piergiorgio.
55:00 E a proposito di apostolato e e così arriviamo al ritorno da da Berlino al al grande momento, quello che è il più famoso probabilmente momento del dell'impegno politico di Piergiorgio, in cui con tutta la gioventù cattolica italiana nel settembre 21 si si ritrova a Roma, si si vengono ricevuti dal Papa i giovani e poi si dirigono verso la l'altare della patria al canto di Fratelli d'Italia e di Noi vogliamo, che era l'inno degli stati papali. E è bellissima su questo, ve la raccomando,
55:45 la la descrizione che fa Vincenzo nel primo capitolo del suo libro sul contesto storico. Perché questi giovani vengono assaliti dalla guardia regia massona a cavallo. Sì, con la guardia regia a cavallo che aveva, diciamo, una un'impostazione massonica, ecco, secondo quello che era la il potere di allora. Ma eh non lo si capisce se questa questa ostilità ai giovani cattolici, alle loro bandiere. La polizia cavallo strappa le bandiere dalla dalle mani dei ragazzi, dalle mani di Piergiorgio che resta con con la bandiera del suo circolo a Brandelli, se non si se non la si capisce se non
56:31 dal contesto di contrapposizione vera che c'era tra questo mondo liberale, no? e ehm e il mondo cattolico, la questione romana era ancora aperta, lo sarebbe stata sostanzialmente fino ai patti lateranensi e quindi eh questi ragazzi effettivamente affermavano un ideale, un ideale cristiano anche politico, anche in politica. Ehm, infatti Piergiorgio, eh, beh, cioè di di del 1900 del settembre 21 c'è c'è una la una descrizione bellissima riportata anche da Antonio Maria Sicari nel suo ritratto di Piergiorgio, nei nuovi ritratti di Santi. E Piergiorgio viene arrestato.
57:18 I ragazzi vengono chiusi nel cortile, in un cortile del di un palazzo di Roma e vengono interrogati e a Piergiorgio viene chiesto "Come ti chiami? Che cosa fa tuo padre?" e fa l'ambasciatore d'Italia. Ah, beh, allora ti liberiamo. No, signori, io me ne vado quando vengono liberati tutti i miei amici. Allora, le guardie si consultano, cosa facciamo, cosa non facciamo. Poi la spicciolata li avrebbero liberati tutti perché non avevano fatto assolutamente niente di male. Ma una delle guardie si fa avanti e gli dice fermi tutti, quelli sono dei tipi loschi. E Piergiorgio, 2 anni e mezzo dopo, il 18 maggio 1924, al Pian della Mussa, nelle nostre valli, fondò la società dei
58:04 tipi loschi, richiamandosi a questo e dicendo "Sì, assolutamente noi siamo quelli quei tipi che il mondo non riconosce come suoi." Ehm, questa era la natura, no? il livello ideale della dell'amicizia che viveva Piergiorgio, che aveva da dire anche al mondo. E Piergiorgio con i suoi amici, appunto, parlava di politica e vi leggerei, questa è del 1922, siamo in piena ascesa del fascismo. Piergio, ha cominciato a prenderle dai fascisti ehm questa lettera in cui si Piergiorgio commenta il discorso di Mussolini
58:53 al circolo dei suoi amici. Ah no scusate, la troverò. Eccola. Io spiego ancora le violenze che in qualche paese purtroppo hanno esercitato i comunisti. Almeno quelle erano per un grande ideale, quello di elevare la classe operaia per tanti anni sfruttata da gente senza coscienza. Ma i fascisti che ideali hanno? il vile denaro, pagati dagli industriali e anche purtroppo vergognosamente dal nostro governo, non agiscono che sotto
59:39 l'impulso della moneta e della disonestà. Per fortuna che una grande giustizia G maiuscola, Piergiorgio mette maiuscole se leggete le sue lettere, ovunque si parli di cose ultime. Una grande giustizia esiste al di là, altrimenti se non esistesse un Dio buono e giusto, la nostra vita sarebbe inutile. Ho dato uno sguardo al discorso di Mussolini e tutto il sangue ribolliva nelle mie vene. Credi, sono stato proprio deluso dal contegno veramente vergognoso dei popolari. nota molti avevano abbandonato il partito. Dov'è il bel programma? Dov'è la fede che anima i nostri uomini? Ecco, questo è il livello con cui Piergiorgio affronta la politica, che è un livello evidentemente ideale, ma non di meno, molto pratico,
1:00:24 molto terra a terra, molto pieno di giudizi anche netti e duri dove devono esserlo. E vi leggo invece sempre del 22 questa lettera ai soci del circolo Milites Marie, che era quel circolo fondato da lui presso la parrocchia della Crocetta. Cari soci, come sapete quest'anno nel congresso della Gioventù Cattolica Italiana è stata rilevata la deplorevole disorganizzazione dei nostri studenti. Purtroppo molti hanno dimostrato di non essere consci dell'alta missione affidata a loro dalla divina provvidenza. E in questo momento grave attraversato dalla nostra patria, noi cattolici e specialmente noi studenti abbiamo un grave dovere da compiere, la formazione di noi stessi. Pensate che coscienza aveva 21 anni.
1:01:11 Noi che per grazia di Dio siamo cattolici, dobbiamo temprare per essere pronti a sostenere le lotte che dovremmo certamente combattere per il compimento del nostro programma e per dare in un in un non lontano avvenire alla nostra patria giorni più lieti e una società moralmente sana. Ma per tutto ciò occorre la preghiera continua per ottenere da Dio quella grazia senza della quale le nostre forze sono vane, organizzazione e disciplina per essere pronti all'azione nel momento opportuno e infine sacrificio delle nostre passioni e di noi stessi. Questo Piergiorgio, apostolato dell'esempio sicuramente ne ha avuto, purché perché senza di esso non si può raggiungere lo scopo. La Federazione
1:01:58 propone dunque un doposcuola dove gli studenti completeranno quella coltura che ora la scuola statale così poco seria non può più dare e nello stesso tempo saranno istruiti nelle questioni religiose e filosofiche. Dunque, come delegato degli studenti, rivolgo a voi una calda preghiera perché solleciti inviate al segretario indicazioni precise sulla scuola e classe che frequentate che si possa trasmettere questo elenco alla federazione. Vi ringrazio di quanto farete. Certo che sarete ricompensati largamente nella vita. Vi saluto cristianamente. Questa è la portata, no, della proposta che Piergiorgio faceva ai suoi amici. Ve ne leggo solo più una, poi lasciamo spazio alla conclusione delle domande perché trovo commovente il modo con cui Piergiorgio nel 1923
1:02:44 scrive da presidente del circolo universitario Cesare Balbo, una delle innumerevoli altre tessere che Piergiorgio ha collezionato, come osservava monsignor Sanguinetti e agli studenti e alle studentesse cattolici di Bon nel gennaio 23, quando la Francia aveva approfittato della debolezza della Germania per invadere la Rur. In questi tragici e dolorosi momenti, nei quali la vostra patria è calpestata da piedi stranieri, mentre il vostro antagonista come nemico della patria occupa i vostri focolari, vi mandiamo noi studenti cattolici l'espressione del nostro fraterno amore. Non abbiamo la possibilità di mutare la triste situazione, ma sentiamo in noi
1:03:32 l'intera forza del nostro amore cristiano che ci affratella oltre ai confini di tutte le nazioni. I governi di oggi non conoscono il monito del Papa. La vera pace è più frutto del cristiano amore del prossimo che di giustizia. I papi, evidentemente, hanno un'idea chiara che oggi risentiamo e preparano per il futuro nuove guerre per tutta l'umanità. La società moderna affonda nei dolori delle passioni umane e si allontana da ogni ideale d'amore e di pace. Cattolici, voi e noi dobbiamo portare il soffio di bontà che solo può nascere dalla fede di Cristo. Fratelli, in queste nuove prove, terribili dolori, sappiate che la grande famiglia cristiana con le maiuscole prega per
1:04:18 voi. E siccome la pace del mondo senza Dio non può tornare, serbate al veloi, uomini di buona volontà, colui che nella grotta fu annunciato dagli angeli, il Salvatore dell'umanità. Va bene? Io mi andrei avanti ancora per molto, ma mi fermo volentieri e spero di aver reso l'idea di quello che era per Piergiorgio l'impegno politico, la radice dell'impegno politico soprattutto. Grazie. Grazie a tutti. >> Grazie. Grazie mille Carlo, perché leggendo le sue lettere eh veramente emerge eh quel carattere di santità dentro le pieghe dell'umano eh per cui
1:05:03 uno si si fa arrestare, per cui uno individua un problema e eh chiede di fondare un doposcuola. eh tratta come fratelli i cugini d'oltralpe, eh per cui si interessa di tutta e di tutta l'umanità e di fatto delle cose che che lo circondano. Allora, io non passerei alle domande, piuttosto vi invito piuttosto a fermare i relatori da qui all'uscita se avete delle domande, e perché si è fatto si è fatto già alle 7:20 si son fatte. Ehm, proprio per aiutarci a vivere intensamente reale, a vivere non vivacchiare, come diceva Piergiorgio, eh
1:05:51 vi lascio con alcuni avvisi di questi luoghi di amicizia che non sono i tipi loschi, ma eh le associazioni che hanno collaborato alla alla creazione di questo evento. Ehm inizio dicendovi che troverete il video dell'incontro già dai prossimi giorni. sul sito dell'associazione Eserci e sul canale YouTube dove potete vedere anche tutte le altre iniziative e indicazioni anche per diventare soci. Raccomando l'abbonamento al mensile tempi, un aiuto continuo all'esercizio del giudizio su tutto ciò che accade a partire dal magistero della Chiesa e dall'immanenza al nostro al nostro carisma. Ehm, alcuni amici, questa è una novità
1:06:37 che ci tengo particolarmente a raccontarvi perché alcuni amici del direttivo dell'associazione Eserci hanno dato il via ad una nuova iniziativa e cioè quella di far circolare con una scadenza tentativamente quindicinale un breve testo di giudizio su una questione di particolare interesse, un contributo da utilizzare per chi lo volesse negli ambienti di vita, di studio e di lavoro. Il mercoledì, ogni due settimane, verrà pubblicato, infatti su tempi, in uno spazio dedicato, un testo intitolato Esserci. Potete già leggere i primi due testi usciti, eh, uno sulla guerra e l'altro sull'incidente, sul sito dei tempi. Si è costituita anche una redazione alla quale è possibile far pervenire le osservazioni, i suggerimenti, le ipotesi di eventuali
1:07:23 testi eh a cui potete scrivere che è segr alla alla seguente email [email protected]. org, se qualcuno fosse interessato. E l'associazione 9 2.0 invece propone l'incontro Alleanza fra generazioni, cosa significa per le comunità ecclesiali? Sul palco moderati da Peppino Zola saranno presenti i rappresentanti dell'Azione cattolica di Alleanza Cattolica, del Movimento dei Focolarini di Comunione e Liberazione e il vicario episcopale monsignor Bressan. L'incontro si terrà sabato 29 con inizio alle ore 10:30 presso la sede del Centro Culturale di Milano in largo corsia di Servi 4.
1:08:09 Ultimo avviso, fuori potete trovare il Banco Libri tra cui anche quello di Vincenzo e e altre offerte editoriali. Grazie mille.