0:00 E benvenuti alla prima alla prima lezione dedicata alla teoria dell'apprendimento e a alla comprensione di quelli che sono i meccanismi principali con cui i cani apprendono nuove eh nuove competenze. Eh di che cosa parleremo in queste lezioni che ehm che abbiamo da fare assieme? cercheremo di costruire innanzitutto un un vocabolario condiviso, quindi cercheremo di comprendere che cosa si eh intende con i termini comportamento e con i termini apprendimento, perché, come capirete voi stessi nel corso di questo di questo percorso che avete appena iniziato, eh si ha la tendenza a chiamare delle cose differenti con nomi
0:47 simili e cose simili con nomi differenti. Quindi cercheremo di costruire un un vocabolario comune per poter parlare tutti la stessa lingua, perlomeno durante il il corso di formazione che state seguendo. Quindi cercheremo di definire in maniera oggettiva quello che è il concetto di comportamento e quello che è il concetto di apprendimento. andremo un po' nel nel dettaglio e cercheremo di di capire che cosa significa comportamentismo, che cosa significa cognitivismo. Penso che oramai tutti voi abbiate i social e seguiate un minimo quelle che sono eh le conversazioni principali in cinofilia.
1:34 Quindi cerchiamo di capire e di semplificare quelle che sembrano delle grosse discussioni e ehm e evitare un po' le diatribe tra comportamentisti, cognitivisti, eccetera. cercheremo di capire come diversi studiosi in realtà eh non avevano tanto opinioni differenti quanto approcci diversi al medesimo oggetto di studio. Parleremo di memoria eh e di condizionamento eh classico e operante e di apprendimento sociale. Mi scuso già in anticipo se daremo maggiore attenzione alla questione apprendimento associativo, quindi condizionamento classico e condizionamento operante e se quindi sposeremo principalmente un approccio
2:20 comportamentista allo studio del comportamento. Non perché io vi voglia vendere un metodo o un approccio allo studio del comportamento piuttosto che un altro, ma semplicemente perché l'approccio comportamentista ad oggi è quello che vi permette di ottenere il maggior numero, la maggior quantità di strumenti pratici da poter utilizzare nel lavoro con il cane. Quindi ci concentriamo su quello, non perché vogliamo negare che il cane abbia una cognizione, no perché vogliamo negare che il cane possa apprendere a livello sociale, ma solo esclusivamente perché eh è proprio grazie all'approccio comportamentista che voi potete ottenere dei degli strumenti pratici da utilizzare con il cane e che già avete
3:06 parzialmente utilizzato lo scorso weekend in campo con con Serena. per quanti di voi hanno già frequentato il primo weekend pratico, quindi entriamo un pochino più nel vivo della eh della lezione e cerchiamo di andare a creare una una definizione condivisa di quello che è il concetto di comportamento. Intanto il comportamento animale è stato storicamente studiato da molti scienziati, molti studiosi di diversa provenienza, perché il comportamento animale è stato oggetto di studio da parte di psicologi ed etologi in ehm in via in via principale e gli
3:53 etologi erano sono principalmente dei biologi che sono interessati allo studio del comportamento. l'etologia si è concentrata in gran parte sullo studio del comportamento naturale degli animali e infatti gli etologi hanno iniziato a interrogarsi su quanto ci fosse di appreso e quanto ci fosse di innato nel comportamento animale. Invece gli psicologi si sono interessati a ai modelli animali perché perché erano convinti che i modelli animali fossero in grado di fornire un modello semplice su cui basare poi lo studio dei processi cognitivi e di apprendimento dell'essere umano. Quindi
4:40 a essere davvero interessati allo studio del comportamento animale di per sé è stata l'etologia. Storicamente la psicologia si è interessata allo studio del comportamento animale perché era convinta che studiare la mente animale ci permettesse di ottenere dei modelli semplificati in grado di spiegare poi i meccanismi più complessi della cognizione animale. Oggi come oggi si è concordi nel nell'affermare che sia l'etologia sia la psicologia comparata vanno ad affondare le loro radici nelle scienze biologiche. Comunque si voglia approcciare la questione appare chiara la necessità di una conoscenza elementare della
5:26 biologia, della fisiologia, della bioluzionistica, della genetica. Quindi è vero che voi state facendo un corso per addestratori cinofili, ma è anche vero che il vostro oggetto di studio, il vostro oggetto di intervento sarà il comportamento animale e quindi non potete pensare di intervenire a livello comportamentale senza avere una conoscenza teorica, perlomeno di base di quelle che sono le scienze del comportamento. Quindi non possiamo intervenire su un comportamento, su un animale senza avere una comprensione di base di quelli che sono i fenomeni fisiologici di sottostanti a un comportamento. Quindi ogni comportamento che viene emesso da
6:11 un animale in una determinata situazione ehm va ad attivare degli eventi che sono sia eventi nervosi che eventi chimici come come vedremo. Quindi ehm per poter intervenire modificare il comportamento è necessario conoscere anche quelli che sono i meccanismi che vanno a costituirne la base fondante. Nel corso delle nostre lezioni presenteremo, come vi dicevo, un approccio principalmente beaviorista, quindi un approccio principalmente comportamentista, perché è proprio questo approccio che va a fornire a alle persone, agli studenti, degli strumenti pratici da utilizzare nell'immediato.
6:56 Se invece siete particolarmente interessati all'argomento e avete voglia e tempo di di approfondirlo, allora vi consiglio di di leggere un libro che secondo me è bellissimo che si chiama Behave ed è stato scritto da da Sapolski. Ehm e del di di Sapolski trovate anche le lezioni su YouTube gratuite, eh ehm le potete seguire. lui praticamente in queste lezioni va a approfondire quelli che sono i singoli capitoli del eh del suo libro. Quindi, se vi interessa la biologia comportamentale, vi consiglio di leggere, di approfondire leggendo il libro eh il libro Behave che è scritto è scritto molto bene, un libro impegnativo, ma sicuramente è un un
7:45 punto di partenza interessante. Quindi, dicevamo che ehm l'etologia e la psicologia sono due scienze al pari della chimica e e della fisica. Quindi, ehm, il parliamo di scienza è bene ricordare che eh non è qualcosa di di strano, una scatola particolare, eccetera. Quando parliamo di eh di scienza, parliamo di un modo di porsi davanti al mondo. Quindi chi studia il comportamento, comportamento animale o comportamento umano, eh lo dovrebbe fare mantenendo un atteggiamento scettico, quindi dovrebbe essere aperto a ogni possibilità, aperto alle nuove idee. Quindi chi va a sposare un un approccio scientifico rifiuta quelli che sono i
8:31 dogmi e tende a considerare la conoscenza come un flusso in continuo di venire, quindi un processo di ipotesi, un alternarsi di ipotesi che vengono confermate o confutate. Ed è importante, io vi invito a adottare un approccio scientifico eh quando lavorate con i cani, eh perché questo vi tutela anche dal dal finire in delle diatribe infinite che non hanno né capo né coda, non ci sono maestri. Voi nel corso del vostro percorso incontrate eh degli istruttori, incontrate delle persone che si sono specializzate in un campo, ma nessuno di noi ha la verità in tasca. Nessuno di noi ha inventato nulla e quelle che sono le nostre conoscenze attuali sono destinate a evolvere, a
9:18 progredire, a modificarsi e quindi non siamo nella bottega di un maestro che vi trasmette il suo sapere e che voi a vostra volta andrete a trasmettere, ma siamo in un laboratorio in cui il il il sapere è frutto di un processo di conoscenza assolutamente vivo e in continua evoluzione. Quindi quello che vi voglio invitare a fare è proprio provare a sposare un approccio scientifico al all'addestramento del cane e cercate di fuggire sempre dai dogmi e di essere sempre curiosi e scettici quando vi approcciate al eh al lavoro con il cane. Quindi ho un attimo divagato in questa in questa lunga
10:05 introduzione per arrivare a quella che secondo me è una un'ottima definizione di quello che è il concetto di comportamento. Quindi si tratta di una definizione presa in prestito dall'analisi comportamentale applicata, quindi pieno beaviorismo, quindi mondo degli degli psicologi, mondo della psicologia e leggiamo insieme questa questa definizione. Quindi il comportamento di un organismo è quella porzione dell'interazione tra l'organismo e l'ambiente, caratterizzata da spostamenti rilevabili nello spazio e nel tempo di tutto l'organismo o di alcune parti di esso e
10:50 che risulta in cambiamenti misurabili in almeno uno degli aspetti dell'ambiente. È più difficile a leggersi che poi a comprenderne il significato. Quindi, che cos'è il comportamento? Questa definizione ci dà già un'informazione importantissima. Il comportamento è l'interazione che c'è fra un organismo e l'ambiente. Questa è un'informazione fondamentale perché perché ci dice intanto che il comportamento è qualcosa di attivo, di interattivo e soprattutto il comportamento è qualcosa che un organismo fa, quindi un'azione del di un organismo che può essere un essere umano o un animale in interazione con
11:35 l'ambiente. È fondamentale questo perché ci fa capire che il comportamento non può avvenire in un vuoto. Il comportamento avviene sempre in relazione con un ambiente dove per ambiente, lo vedremo poi più avanti, intendiamo sia l'ambiente esterno, quindi in questo caso la stanza in cui in cui mi trovo adesso a far lezione, ma anche l'ambiente interno, quindi ad esempio eh il corpo, il corpo umano. Tutti i messaggi che arrivano dal nostro corpo fanno parte dell'ambiente interno della nostra persona. e la stessa cosa succede per eh per i nostri cani. Altra informazione importante contenuta in questa in questa definizione è che
12:22 questa interazione che c'è fra un essere vivente e l'ambiente esterno o interno in cui l'essere vivente si trova è caratterizzata da degli spostamenti che sono rilevabili, quindi vuol dire che il comportamento è rilevabile da un osservatore o meglio da due o più osservat atori esterni o perlomeno quando parliamo di comportamento umano, almeno la persona che è coinvolta nel comportamento è in grado di dire che cosa sta facendo, è in grado di descrivere che cosa sta facendo e il comportamento può essere rilevato anche da macchinari e quindi non so una un tag piuttosto che
13:10 eh tomografia per immagini eccetera. Quindi in qualche modo noi possiamo rilevare che l'organismo si sta comportando. Terza informazione fondamentale è che il comportamento porta dei cambiamenti misurabili. Quindi qua il questa definizione ci dà già l'idea di tre caratteristiche chiave del comportamento. Che cos'è il comportamento? Intanto il comportamento è un'azione che si ha nell'interazione fra un organismo, un essere vivente e l'ambiente esterno o interno in cui questo eh organismo è inserito. Il comportamento è rilevabile, quindi due osservatori o dei macchinari o la
13:57 persona che è coinvolta nel comportamento sono in grado di eh descrivere il comportamento stesso. terza informazione e questo è fondamentale perché, come vedremo, è proprio il l'informazione centrale su cui poi voi andrete a lavorare quando addestrerete degli animali o insegnerete delle persone è che il comportamento risulta in cambiamenti misurabili, quindi è possibile misurare un comportamento. Già con queste tre informazioni potreste avere un'idea di che cosa è comportamento e di che cosa invece non è comportamento, ma a questo concetto ci arriveremo con calma più tardi nel corso della eh della lezione.
14:45 Quindi, eh per studiare il eh le le teorie dell'apprendimento, ovviamente è, come vi dicevo, è opportuno avere delle conoscenze di base sul comportamento animale e essere in grado di comprendere come il comportamento animale sia di fatto influenzato sia dalla genetica, quindi da da dal patrimonio genetico del dell'animale, della persona, sia dall'ambiente. Quindi cerchiamo di ora di riassumere, di di comprendere, di definire in maniera chiara e semplice l'influenza che hanno i geni, il sistema nervoso e anche il sistema endocrino sul comportamento eh degli animali. Ci sono
15:31 molti approcci allo studio del comportamento come eh come vedete in questa slide, quindi possiamo avere un'osservazione naturalistica in cui eh si va sul campo e si osservano e si registrano quelli che sono i comportamenti messi in atto dall'animale. Abbiamo un approccio sperimentale allo studio del comportamento, quindi l'osservazione naturalistica. Voi avete il vostro bel cane nel recinto, magari due cani, vi sedete con la videocamera, eh filmate tutto quelle tutte le interazioni che potete vedere nel tutte le interazioni che avvengono nel corso del periodo di osservazione. Magari prendete anche nota, poi vi riguardate i vostri video e andate a
16:16 catalogare tutti i comportamenti che voi avete osservato in quel periodo di tempo. Abbiamo un secondo approccio che è un approccio sperimentale che è tipico della della psicologia mentre invece l'osservazione naturalistica era tipica dell'etologia. L'approccio sperimentale si ha principalmente in laboratorio in cui si manipolano delle variabili per verificare ehm gli effetti sulle altre variabili. in laboratorio sono stati fatti centinaia di di migliaia di studi differenti. Per esempio, uno studio che è stato fatto voleva indagare la la reazione del cane a degli oggetti nuovi, quindi è stato preso un ventilatore a cui sono stati attaccati dei tipo dei dei nastri e si è quindi
17:04 questa è una variabile che è stata aggiunta in maniera artificiale dal dagli sperimentatori e si è guardato come questa novità ambientale andasse a influenzare il comportamento dell'animale. anche in relazione all'atteggiamento che il proprietario aveva nei confronti di questa novità. Quindi, se il proprietario aveva paura come si comportava il cane, se invece il proprietario si avvicinava in maniera incuriosita, propositiva, come si comportava il cane. Quindi questo è un esempio molto molto banalizzato, molto molto semplificato di quello che può essere un approccio sperimentale allo studio del comportamento. Infine, abbiamo un approccio comparativo in cui si vanno a confrontare le caratteristiche comportamentali di specie differenti. pensate all'approccio
17:50 comparativo che viene fatto nello studio del comportamento del cane e del lupo, quindi si vogliono mettere a confronto i comportamenti delle due specie e ehm e questo di fatto è un approccio comparato allo studio del comportamento. Quindi quali sono le basi del comportamento? Innanzitutto le basi genetiche. Eh, durante il corso ENCI, credo e eh anzi sono quasi sicura che ne parlerete eh insieme a Serena nella nella lezione sulle sull'origine sulle razze sulle varie razze, vedrete come la genetica influenza in maniera prepotente il comportamento del cane. Pensate, ad esempio, al allo sguardo fisso del
18:39 border colli, oppure pensate al comportamento di ferma nel nel cane da caccia, nel cane, ad esempio, nel setter inglese. Quindi si tratta di comportamenti che hanno una base oppure alla voce del segugio. Vedrete le differenti voci, seguggi urlatori, seguggi scagnatori, quindi mh si tratta di comportamenti che eh sono fortemente ancorati nella genetica del eh del cane. Ma ripeto di questo ne parlerete nel dettaglio con Serena. Noi in generale parliamo di comportamento e di apprendimento in questa nostra lezione. Quindi eh lo studio del comportamento animale non può venir meno a quello che è lo studio della della genetica. Eh lo
19:26 studio del comportamento, come lo intendiamo noi oggi, inizia a diffondersi a partire dalla pubblicazione del libro di Darwin, L'origine delle specie. In questo libro si introduce un concetto molto importante che è quello di selezione naturale. Quindi, sulla base di questi di questi principi, le specie sono il prodotto di un processo non guidato e inconsapevole, quindi si ha una competizione riproduttiva di fatto tra antenati dei delle specie che conosciamo oggi e ehm quindi l'evoluzione secondo Darwin, è di fatto rappresentata da diverse possibilità di sopravvivenza e di riproduzione tra i membri di una popolazione. Quindi l'ambiente di fatto che cosa fa? va a selezionare quelli che
20:12 sono gli individui che trasmettono determinati aspetti di se stessi alle generazioni future e quindi eh questo processo di evoluzione va a modellare le caratteristiche future di una popolazione. Con i cani le cose sono un pochettino differenti perché, come vedrete, ovviamente il cane deriva da un processo di domesticazione, quindi è stato l'essere umano che ha preso pieno controllo della della riproduzione nel nelle varie razze e in questo modo ha permesso che determinate caratteristiche si andassero a trasmettere di generazione in generazione ed è andato di fatto a modellare le razze come come le conosciamo oggi.
21:00 Quindi abbiamo una una forte un forte intervento di di selezione da parte del dell'essere umano nel percorso di di domesticazione e che nel percorso che ci ha portato ad avere oggi le razze che eh che conosciamo. Quindi la selezione può essere sia di tipo filogenetica, appunto, ehm di da di una generazione all'altra, quindi la trasmissione di un patrimonio genetico da una generazione alla generazione successiva. Abbiamo poi una tipologia di selezione ontogenetica, ossia se noi prendiamo due cuccioli che hanno praticamente la stessa genetica, che sono gemelli della stessa cucciolata, li
21:47 portiamo in due ambienti completamente differenti, ovviamente questi l'ontogenesi dello sviluppo dei due soggetti sarà comunque differente perché perché gli animali, i due soggetti avranno sviluppato, mostreranno dei comportamenti differenti. perché sono stati immersi in contesti diversi che hanno rinforzato o punito determinati comportamenti. Quindi le esperienze di vita hanno fatto sì che gli animali acquisissero dei comportamenti differenti in base al contesto in cui sono stati inseriti. E poi abbiamo una terza tipologia di selezione che è la selezione eh culturale, ossia eh una un passaggio di informazioni fra generazioni successive.
22:34 Eh è qualcosa che non succede soltanto alle persone in cui gli adulti spiegano ai bambini delle cose, ma si hanno delle trasmissioni culturali anche all'interno di eh di branchi domestici di cani, per esempio, quindi eh cani che imparano comunque a livello sociale, quindi si ha ehm si hanno delle trasmissioni di di informazione. Abbiamo poi una tipologia di selezione, una base, abbiamo delle basi, scusate, neurali del comportamento. Quindi con lo sviluppo, ovviamente, le varie le varie specie animali vanno ad acquisire un sistema nervoso che acquisisce un ruolo fondamentale nel controllo del comportamento. Come vedrete nel nel corso, non so chi
23:21 vi fa la lezione sulla percezione sul sistema nervoso, nei vertebrati e quindi nel nel cane e nell'essere umano il sistema nervoso si suddivide in sistema nervoso centrale che è fatto dal cervello emidollospinale e dal sistema nervoso periferico, ossia dai nervi. Il sistema nervoso rappresenta un modo in cui le informazioni che l'animale riceve dall'ambiente esterno e interno vengono tradotte in comportamenti e ovviamente questo fenomeno ha da sempre interessato sia i biologi che gli studiosi di comportamento animale. Tutte le tipologie di comportamento, quindi dal più semplice al più complesso, sono plasmate in gran parte
24:09 dai dai neuroni e dai circuiti neurali. I circuiti neurali, che cosa sono? sono dei gruppi di neuroni che di fatto sono connessi tra di loro. Quindi, se noi vogliamo davvero comprendere il comportamento di un animale, dobbiamo tenere conto sia delle basi genetiche del comportamento, sia delle basi eh delle basi neurali. Quindi le basi neurali poi le vedrete e funzionano in una maniera abbastanza standard perché perché abbiamo delle cellule recettrici che vanno a percepire uno stimolo. Quindi possiamo immaginare ad esempio le cellule che sono eh all'interno del nostro naso e che ci permettono di percepire degli odori. Queste cellule
24:54 percepiscono uno stimolo, quindi si attivano e vanno a far sì che quelli che vengono chiamati interneuroni vadano a trasportare e a rielaborare questa informazione che le cellule recettrici hanno percepito. In questo modo che cosa succede? L'informazione arriva dalla periferia del nostro corpo alla sede centrale, quindi al cervello sia nostro che dei nostri cani. A livello di cervello, le cellule del sistema nervoso, quindi i neuroni che sono presenti al all'interno del sistema nervoso, ordinano un'azione e l'animale che cosa fa? emette un comportamento. Quindi, per fare un esempio banale, nel mondo del cane, il cane percepisce
25:44 l'odore di eh una persona estranea. Questa informazione viene m trasportata dagli interneuroni a livello di sistema nervoso, quindi a livello del cervello. Il cervello dice al cane abbaia e il cane mette in atto il comportamento di abbaiare perché ha percepito un odore estraneo fuori dal cancello di casa. Quindi, in maniera assolutamente semplificata, queste sono le basi neurali del comportamento eh animale. Infine, abbiamo quelle che sono le basi fisiologiche. Ora ho messo una foto, eh ma eh non ne parliamo adesso perché sennò eh ci perdiamo in argomenti di altre specie. Eh, quindi eh a essere
26:30 fondamentale è anche la fisiologia. Quindi eh è importante capire come la fisiologia possa permettere a un animale di rispondere velocemente e efficacemente ai cambiamenti ambientali sia prevedibili che imprevedibili. Abbiamo detto che l'ambiente è in grado di fornire molti stimoli differenti che possono andare a scatenare delle eh reazioni anche contraddittorie e quindi gli animali hanno dovuto sviluppare dei sistemi per stabilire quelle che erano le loro priorità comportamentali che gli permettessero di adattarsi di fatto alle condizioni sempre variabili
27:16 dell'ambiente. Per farvi un esempio, uno di questi sistemi che permette agli animali di adattarsi alle alle situazioni ambientali sono i meccanismi sono quelli che in gergo vengono definiti meccanismi a orologio biologico. Questi meccanismi agiscono insieme ai sistemi neurali di cui abbiamo parlato prima e a sistemi ormonali e questi sistemi permettono agli individui di regolare il proprio comportamento in base a delle modifiche prevedibili dell'ambiente, come ad esempio il cambio delle stagioni, ossia quindi sono modifiche che si verificano in periodi anche piuttosto lungo del dell'anno e
28:02 oppure modifiche alternanze del giorno e della notte, quindi modifiche che si hanno in periodi di tempo piuttosto breve. Eh, per farvi un esempio che sicuramente conoscerete tutti, i ritmi circadiani possiedono sia che sono quelli m che gestiscono, ad esempio, l'alternanza sonno sonnove vegglia, è vero che possiedono delle componenti che sono indipendenti da quello che è l'ambiente esterno, ma si regolano anche grazie a delle informazioni che vengono ricevute dall'ambiente, come ad esempio l'ora dell'alba o l'ora del tramonto e I ritmi circadiani permettono all'animale di sincronizzarsi ehm di sincronizzare comportamento e e
28:50 ambiente. Ok? Quindi questa introduzione, diciamo, da un po' etologica, un po' un po' approssimativa, me ne rendo conto, però non abbiamo il tempo e non è neanche il la il luogo per entrare troppo nel dettaglio, ci portano di nuovo a definire quelle che sono le caratteristiche del comportamento. abbandoniamo un pochino la l'etologia per dirigerci verso un approccio più comportamentista, come vi dicevo, e quindi per sposare un po' di più quella che è la psicologia come scienza del comportamento. e abbiamo già identificato quelle che sono delle caratteristiche chiave del
29:36 comportamento, ma adesso cerchiamo di elencarle in maniera un po' riassuntiva per poter andare avanti con un po' più di chiarezza. Quindi abbiamo detto che il comportamento è innanzitutto un fenomeno biologico, quindi soltanto gli esseri viventi possono ehm possono comportarsi. Quindi il comportamento è qualcosa che eh che va a eh caratterizzare soltanto gli esseri viventi. Si legge spesso su su libri di su articoli di giornale il comportamento delle folle, il comportamento organizzativo, eccetera. Questi non sono esempi di comportamento. Eh, abbiamo detto all'inizio con la prima slide che il comportamento coinvolge movimento,
30:23 quindi c'è un'azione, non c'è passività, c'è attività nell'animale. Come vi dicevo, è tipico degli organismi viventi, è osservabile, quindi si può osservare dall'esterno o direttamente oppure attraverso dei macchinari. è misurabile, quindi è possibile prendere delle misure e poi lo andremo a vedere e quindi parlare in maniera descrivere in maniera oggettiva quello che è il comportamento e eh il comportamento coinvolge delle interazioni con l'ambiente, quindi il comportamento non sia mai in un vacuum, in un vuoto, il comportamento avviene sempre in relazione con un contesto
31:08 ambientale. Come fate a riconoscere se si tratta di un comportamento? Chi di voi non ha familiarità con l'analisi comportamentale applicata potrebbe guardare questa slide o guardare me che vi sto dicendo queste cose come se fossi una completa pazza. Eh, per riconoscere il comportamento potete utilizzare due test. Il primo è il test del che cosa sto facendo, che ovviamente lo potete utilizzare solo se state lavorando con delle persone, quindi lo potete utilizzare quando lavorate con i conduttori, con i proprietari che vi vengono a portare il cane. Quindi il test del che cosa sto facendo di fatto è semplicemente chiedere a una persona descrivimi quello
31:55 che è il tuo comportamento in questo momento e attenzione perché un test utile anche per la formazione perché tante volte le persone fanno cose senza rendersene conto. Quindi se voi chiedete al proprietario "Ma tu che cosa stai facendo in questo momento?" cioè descrimi il tuo comportamento, eh riuscirete anche a sensibilizzare le persone e a farle riflettere sulle azioni che stanno mettendo in atto nel percorso con eh con il loro cane. Quindi, secondo test che voi potete e anzi dovete utilizzare nel nella pianificazione dei percorsi di addestramento con con il cane è il test del morto. Il test del morto è un test
32:41 banalissimo, ma estremamente utile per farvi fotografare se quello che voi avete identificato come comportamento target è realmente un comportamento o meno. Perché? Perché se un morto può farlo, allora non si tratta di comportamento. E questo fa una differenza abissale nella costruzione dei percorsi addestrativi con il cane. Immaginate di dover intervenire su un su un cane che abbaia incessantemente quando passano degli estranei davanti al cancello e questo sta creando parecchia frustrazione nei proprietari perché i vicini iniziano a lamentarsi eccetera eccetera. Se voi vi concentrate su eh il
33:26 cane sta zitto, vi state concentrando su qualcosa che non è un comportamento. Perché questo il cane sta zitto, lo stare zitto supera il test del morto, no? Anche un morto sta zitto. Eh, pertanto voi vi dovete concentrare su qualcos'altro. Quindi, eh ad esempio, il eh il comportamento del cane, il comportamento alternativo. Il cane siede quando passano eh quando passano gli estranei al cancello. Esempio, quindi voi andate a costruire un comportamento alternativo rispetto a quello che il cane ha mostrato finora. E quindi, eh, quando andate a descrivere come dovrà sembrare questo comportamento, voi andrete a dire
34:12 che il cane dovrà rimanere eh in posizione seduta con il posteriore appoggiato al terreno, le zampe anteriori appoggiate fisse al terreno, eh con la bocca eh chiusa, quindi di fatto state dicendo che il cane deve stare zitto, deve dovrà avere la bocca chiusa, ferma e mantenere questo comportamento per 5 secondi dopo che si sono allontanati eh gli estranei. Esempio banale, in questo modo avete un comportamento che supera il test del morto, perché ovviamente il morto non non si può sedere, è vero, lo possiamo fisicamente sedere, ma questo è un altro discorso. Eh, il morto eh non può rimanere in posizione a a spinge. lo possiamo misurare perché possiamo dire per quanto il cane deve rimanere seduto
34:59 e possiamo andare a descrivere in accordo anche con degli altri osservatori come appare questo comportamento. Quindi, ehm, è importante che voi iniziate a prendere familiarità con quello che è il eh il metodo, l'approccio del dell'ABA. Per fare un quiz, proprio brevemente, eh, fare i popcorn è un comportamento? Sì, perché è osservabile, è misurabile e soprattutto supera il test del morto. Un morto non si può mettere a fare i popcorn. Prendere una palla qua, eh, errore mio perché prendere una palla, qualcuno m'ha detto sì, ma prenderla in faccia non supera il test del morto, perché io sono passivo, ma arrivo a una
35:44 pallonata e anche un morto può prendere una pallonata in faccia. In questo caso, per prendere intendo afferrare. Quindi, afferrare una palla è un esempio di comportamento perché supera il test del morto, un morto non può afferrare una palla, è osservabile ed è misurabile. Chiedere indicazioni ovviamente è un esempio di comportamento perché supera il test del morto, è osservabile ed è misurabile. Avere un atteggiamento positivo. Avere un atteggiamento positivo non è un esempio di comportamento, perché è vero che supera il test del morto, un morto non può avere un atteggiamento positivo, ma si tratta di qualcosa che non è né misurabile né
36:30 osservabile in maniera univoca, perché io posso vedere una persona che magari gira sorridendo, ma non è qualcosa che posso descrivere in maniera oggettiva. potrebbe sorridere per altri mille mila motivi. Essere testardi, di nuovo, eh, ovviamente supera il test del morto perché un morto può essere testardo, no, in realtà no, ma è qualcosa che noi non possiamo andare né a misurare né a descrivere in maniera oggettiva. Tirare la coda al cane, sì, è un esempio di comportamento perché supera il test del morto, perché è misurabile ed è osservabile. Chiedere a qualcuno di uscire a cena è un esempio di comportamento perché è osservabile, perché è misurabile. Aspettarsi una ricompensa non è
37:17 qualcosa, non è un esempio di comportamento. Le aspettative, gli atteggiamenti, eh le non sono esempi di comportamento. Questa è una cosa importante, essere aggressivi. L'aggressività è qualcosa su cui in cinofilia si lavora tanto. L'aggressività del del cane è qualcosa che spesso mette a disagio i proprietari e quindi i proprietari spesso decidono di rivolgersi a dei professionisti e si sente tanto parlare di intervento sull aggressività. In realtà essere aggressivi non è un comportamento, essere aggressivi è un'attitudine. Quindi il comportamento qual è? per esempio mostrare i denti, per esempio ringhiare, per esempio arrivare a mordere come reazione a uno stimolo.
38:04 Quello su cui voi potete intervenire non è l'atteggiamento di aggressività, ma è il comportamento manifesto che può essere appunto il eh il morso, il ringhio, eccetera. Quindi, se qualcosa non supera il test del morto, se qualcosa non è misurabile, se qualcosa non è osservabile, allora non si tratta di comportamento e pertanto voi non potete intervenire, state cercando il target sbagliato e rischiate di vanificare poi parecchio tempo, parecchi sforzi e far perdere anche la la credibilità al a voi come come professionisti. Abbiamo due macrotipologie di comportamenti che sono il comportamento pubblico e il comportamento privato. Con
38:51 comportamento pubblico intendiamo un comportamento che può essere osservato da altri, anche come vi dicevo, attraverso strumenti eh strumenti m particolari come una eh come le tecniche eh di eh neuroimmaging. Adesso non non mi viene. risonanza magnetica, per esempio, e tanti altri. non mi vengono in italiano. Va bene. Eh, dicevo, un'altra tipologia, la seconda macrotipologia di eh di comportamento è il comportamento privato eh che viene chiamato anche evento privato ed è un comportamento che non è accessibile a terzi, ma è disponibile solo per chi è coinvolto in questo comportamento. Ad
39:38 esempio, pensare è un esempio di comportamento e quindi il pensare io posso dire quante volte penso alla partita di pallone che ho appena perso la sera prima oppure quante volte penso a una determinata persona, per quanto tempo. Quindi questo è un esempio di comportamento privato, di evento privato e il primo a considerare gli eventi privati e quindi le emozioni nella sua teoria del comportamento è stato Skinner, perché prima i comportamentisti, poi ne parleremo nel corso della lezione, escludevano gli eventi privati dal catalogo di quelli che venivano considerati i comportamenti. Skinner nel suo comportamentismo radicale è stato il primo a dire "No, anche gli eventi
40:24 privati devono essere inclusi come ehm come esempi di comportamento." Abbiamo poi delle risposte. Che cosa sono le risposte? Le risposte sono delle eh specifiche ehm rappresentazioni degli specifici eventi comportamentali. Quindi, eh, per esempio, il comportamento in generale è sollevare questo cellulare, la risposta è quello che sto facendo adesso, quindi un eh un evento comportamentale preciso. Parliamo di ciclo di risposte quando ci riferiamo all'inizio, allo svolgimento e alla fine
41:09 di un ciclo di di una risposta. Quindi inizio, svolgimento, fine del ciclo eh del ciclo di risposta. È importante, sì, è fondamentale perché quando andate a lavorare con determinati comportamenti, come per esempio una tenuta dell'abbaio di segnalazione nel cane da soccorso, eh è fondamentale perché voi avete un c un inizio, uno svolgimento del comportamento e una fine. Quindi voi andrete a lavorare non sul singolo comportamento dell'abbo, ma andate a lavorare sul ciclo della risposta, sulla durata del ciclo della risposta, sulla frequenza, sul tono, sull'intensità. Quindi imparate che il comportamento non è sempre un istante,
41:56 ma c'è un inizio, uno svolgimento e una fine. In alcuni casi è molto facile identificare il ciclo di una risposta. Come vi dicevo, l'abbaio inizio ad abbaiare, continua ad abbaiare, interrompo l'abbaio. In altri casi può essere un pochettino più eh più complicato quando magari parliamo di comportamenti che sono più difficili da osservare, come non lo so, una rigidità muscolare, come eh delle risposte che sono un pochino più eh un pochino meno appariscenti, ma questo poi eh viene lo apprenderete con eh con la pratica. abbiamo delle caratteristiche che sono fondamentali del comportamento che sono temporal locus, temporal extent e
42:41 ripetibilità. sembra più difficile a dirsi che eh che poi a eh a farsi, ma in realtà questa slide ci vuole dire che il ehm il comportamento non avviene nel vacum, nel nulla, ma avviene in un determinato periodo di tempo. Quindi il comportamento avviene in un determinato momento nel tempo. Abbiamo poi la durata del comportamento, quindi il comportamento occupa un certo spazio nel tempo. Diciamo che un comportamento è iniziato alle 15:00 ed è durato per 5 minuti, quindi è iniziato alle ore 15:00 e si è interrotto alle 15:05
43:26 e soprattutto un comportamento è ripetibile. L'animale è in grado di ripetere diverse volte un eh uno specifico eh comportamento. Quindi, quali sono? Abbiamo detto 8.000 volte che il comportamento è misurabile. Ma quali sono le misure del comportamento che voi potete eh potete prendere? Eh il comportamento si può contare, quindi il cane quante volte abbaia? 1 2 3 4 5. Questa è eh una misura molto banale del comportamento ed è eh la la prima misura che voi potete prendere. La misura fondamentale, principe, sulla quale sono sicura che tutti i docenti che avrete nella pratica vi stresseranno l'esistenza con questo
44:13 con questo concetto è il concetto di lenza. La latenza, che cos'è la lenza? Misura quel tempo che intercorre fra uno stimolo e una risposta. Cinofilia, esempio m semplicissimo, non vi serve conoscenza pregressa di alcun tipo. Dico seduto al cane, stimolo. Il seduto è lo stimolo, il la risposta è il seduto. La latenza, che cosa misura? La latenza misura il tempo che passa da quando io dico seduto a quando il cane siede. È una misura fondamentale. Sì, è la misura forse che voi utilizzerete di più nel lavoro con il cane perché perché noi puntiamo sempre a una latenza zero. Quindi vogliamo dire seduto al cane, il cane immediatamente si siede senza pensarci su eh neanche un istante. Quindi questa
45:01 automaticità della reazione allo stimolo. Questo è quello che noi cerchiamo nel lavoro con il cane. Poi abbiamo una durata, la durata del comportamento è importante. Pensate che di lavorare in obbedienza e di lavorare su un resta, quindi su un'attesa. Oppure se state lavorando col cane da caccia, immaginate di lavorare sull'attesa del conduttore, l'attesa allo zaino. Qua c'è una durata. Qua mi serve lavorare sulla durata del comportamento, quindi la durata misura per quanto tempo l'animale persiste in quella risposta comportamentale. Abbiamo poi quello che viene definito interres time che misura il tempo che passa fra la fine di una risposta e l'inizio della risposta successiva. Può
45:47 sembrare qualcosa di assolutamente complicato. Vi torno a fare l'esempio del cane. Il cane che abbaia. Bau, bau, bau, bau, bau. L'inter response time misura il tempo in cui il cane finisce il primo bau e inizia quello dopo. Quindi avremo un cane che fa bau, bau, quindi il tempo che passa tra i due bau, oppure avremo un cane che fa bau, bau, bau, bau, bau, bau. Ovviamente quando noi andiamo a lavorare con un cane che fa ricerca persone e segnalazione con l'abbaio, noi non vogliamo un cane che abbaia, poi aspetta 5 secondi e abbaia di nuovo, ma vogliamo un cane che sia ritmato nell'abbaiare. E la stessa cosa anche in discipline sportive, come per esempio l'IGP, di cui non vi parlo perché ci saranno persone esperte che vi parleranno di eh di
46:32 questa disciplina. abbiamo la frequenza, quindi quanto frequentemente il cane per unità di tempo si comporta in una determinata maniera e questo è fondamentale quando andate a fare degli interventi di tipo eh di tipo eh di rieducazione comportamentale di fatto perché voi avete un comportamento problema, quello che è il vostro comportamento target e volete capire in una nel periodo di osservazione quanto frequentemente il cane si comporta in quella determinata maniera. Quindi immaginiamo un cane che fa spinning su se stesso per mangiarsi la coda. Tempo di osservazione 2 minuti. Quante volte il cane è ingaggiato in quel comportamento. Acceleration, quindi accelerazione. Che cosa vuol dire? Vuol dire che il
47:17 comportamento che voi state osservando aumenta o diminuisce di frequenza in un determinato arco temporale. È qualcosa di molto importante, lo capirete poi eh nel corso della lezione, non credo oggi, non penso che oggi ne arriveremo a parlare, ma quando parleremo di condizionamento classico, eh l'animale quando impara un comportamento, l'animale ha imparato un comportamento. Diciamo che l'animale ha imparato a toccare con la zampa un target di forma rotonda. Voi non volete più che il cane tocchi con la zampa quel target lì, ma volete che il cane butti giù un una bottiglia con utilizzando la zampa. Quindi, che cosa fate? potete dare
48:03 inizio a quella che viene definita eh procedura di estinzione. Non vi preoccupate perché poi ne andremo a parlare tra poco. Questa procedura di estinzione in che cosa consiste? Consiste nel non premiare più il cane per aver schiacciato con la zampa questo pulsante rotondo. Che cosa succede al comportamento? succede quella che è detta accelerazione, quindi il l'animale di fatto inizierà a provare più intensamente a mettere in atto questo comportamento perché perché sa che è in atto un processo di estinzione, di fatto è quello che viene definito picco di estinzione e quindi l'animale cercherà di comportarsi in quel modo con ancora maggiore intensità eh per provare a
48:48 ottenere il rinforzo, perché quel comportamento in passato l'ha sempre portato a ottenere un rinforzo e quello che lui farà sarà di aumentare la frequenza per cercare di capire se questo comportamento verrà ancora rinforzato. Nel momento in cui l'animale si rende conto che questo comportamento non lo porta ad alcuna eh ad alcuna gratificazione, allora lo metterà in atto sempre meno frequentemente sino poi a fare sparire del tutto il eh il comportamento. Ok? Allora, facciamo 10 minuti di pausa e poi ricominciamo. M.
58:30 Ok, direi che possiamo ricominciare. Nel mentre ho cambiato eh scrivania m sono alla ricerca del fresco, quindi giro con il sole. Allora, abbiamo detto eh chi sono i principali studiosi del comportamento, quindi abbiamo parlato di psicologia, abbiamo parlato di etologia, abbiamo parlato degli approcci allo studio del comportamento, abbiamo parlato delle basi del eh dello studio del comportamento, siamo entrati poi nel in un tunnel di psicologia di di analisi
59:17 comportamentale applicata e abbiamo definito quelle che sono le misure del comportamento. In realtà, quando andate a lavorare con i cani, non lavorate solo su comportamenti che sono uguali, che si possono misurare, eccetera. Le cose sono un pochettino più complicate di di quello che vi ho detto finora. Perché? Perché in analisi comportamentale applicata distinguiamo fra topografia e funzione, quindi tra la forma che ha un comportamento e la funzione di quel comportamento. Quindi avremo comportamenti che hanno forme simili ma funzioni differenti e comportamenti che hanno funzioni mh funzioni eh abbiamo
1:00:02 detto forme simili e funzioni diverse oppure funzioni simili e forme differenti. Quindi, ad esempio, il seduto può avere una specifica topografia, quindi può essere un seduto quadrato a spinge il cane con la schiena bella dritta, posizione con le zampe allineate, eccetera e ehm questo seduto può essere anche svaccato, quindi abbiamo delle in cui il cane si mette un po' come vuole, non ha non ha questa bella posizione a spingere, ma seduto un po' un po' eh a caso. Quindi si tratta di due comportamenti che hanno una topografia di fatto diversa. oppure abbiamo dei eh dei comportamenti che hanno due seduti con questa posizione a sfinge che hanno due funzioni
1:00:48 differenti. Quindi possiamo avere il seduto a sfinge bello fatto in risposta a un segnale per eh per l'obbidience oppure questo seduto a sfinge bello con questa bella topografia che serve per attirare l'attenzione del proprietario quando nessuno ha chiesto al cane di comportarsi in quel modo. Oppure possiamo avere comportamenti differenti che servono ad una medesima funzione. Quindi il cane può abbaiare per chiedere attenzione, il cane si può sedere per chiedere attenzione, il cane può grattare con la zampa per chiedere attenzione, il cane può distruggere qualcosa per chiedere attenzione. Quindi si tratta di comportamenti differenti con la stessa funzione. E ancora una volta arriviamo al punto iniziale, quindi voi dovete comunque avere un
1:01:34 approccio naturalistico allo studio del comportamento, quindi voi dovete osservare. È fondamentale osservare, è fondamentale prendere appunti, è fondamentale imparare a descrivere il comportamento. Considerate che io non lavoro più con il cane, non addestro più se non ho la possibilità di fare un video, perché perché ho la necessità, attraverso l'abitudine, mi è venuta la necessità di poter riguardare o riosservare quello che ho fatto con il cane in quel momento e osservare me, ma osservare anche il cane, quindi per me o oppure non so io ho, lo sapete perché il 90% di voi mi conosce, ho le capre. Per me è assolutamente normale. Se voglio andare a guardare cosa fanno, come si
1:02:21 comportano, è assolutamente normale andare là e filmarle, perché perché poi riuscite riguardandovi e riguardando quello che avete filmato, riuscite a cogliere tutta una serie di sfumature, di caratteristiche del comportamento che altrimenti eh non riuscireste a vedere nel qui e ora che state che state vivendo. Quindi descrivere la topografia di una risposta è fondamentale perché voi sapete esattamente cosa volete dall'animale, quindi sapete anche che cosa insegnare all'animale. Ci sono proprietari che dicono terra al cane e una volta terra significa ehm significa mto svaccato, una volta significa mi metto con una bella statuetta, una volta
1:03:08 significa che mi metto con le zampe incrociate, una volta significa che mi metto con la testa appoggiata di lato. No, terra per il cane deve significare una determinata topografia comportamentale. Quindi il comportamento di terra deve essere solo esclusivamente quello. Ma perché questo? Perché se voi non eh non siete chiari in quello che chiedete al cane, rischiate di generare delle situazioni di frustrazione che vanno a creare comunque delle problematiche relazionali che vanno a rallentare il processo di apprendimento e che vanno a rendere tutto quanto molto più eh molto più complicato. Quindi è importante andare a definire su carta, proprio carta e penna banalmente, come
1:03:54 deve essere esattamente il comportamento che voi volete insegnare all'animale. È importante osservare perché perché se voi eh venite chiamati da un proprietario, il proprietario lamenta una situazione di disagio in cui il cane si comporta in maniera eh che rende la convivenza problematica, in maniera tale da rendere problematica la convivenza. voi dovete osservare e riuscire a catalogare tutti quei comportamenti che servono a quella determinata funzione per poter intervenire in maniera efficace. Quindi osservazione fondamentale, filmare fondamentale, comprendere la differenza fra topografia
1:04:39 e funzione. Sono delle abilità che sono fondamentali nel ehm nel lavoro con il cane. Abbiamo già definito l'ambiente, eh riparliamone un secondo. L'ambiente, abbiamo detto che è l'insieme degli stimoli che e di quelle e di tutte le condizioni che possono andare a influenzare il comportamento dell'animale. Quindi il l'ambiente si trova sia all'esterno che all'interno del eh del cane, della persona, dell'animale che avete di fronte. Quindi è chiaro che se l'animale ha fame si comporterà quindi stimolo proveniente dall'ambiente interno, la fame,
1:05:25 l'animale che cosa farà? metterà in atto tutta una serie di comportamenti che sono finalizzati a ridurre lo stimolo della fame. Quindi il cane potrà iniziare a girare alla ricerca di cibo, potrà iniziare a richiedere l'attenzione del proprietario, potrà fare tutta una serie di cose che eh gli servono per ridurre quello stimolo che ha appena percepito. Ok? Quindi l'ambiente sono sia gli stimoli esterni, il postino passa, il cane esce di casa correndo e abbaiando, lanciandosi contro il cancello. Stimolo esterno, ambiente esterno. Il cane ha fame, farà di tutto per riuscire ad arrivare al secchio con il mangime e a rubare qualcosa per saziarsi. stimolo proveniente
1:06:10 dall'ambiente interno dell'organismo. Quindi l'ambiente è l'insieme di quegli stimoli e di quelle situazioni che possono andare a influenzare un determinato comportamento e sono l'ambiente può essere esterno, quindi il mondo esterno o interno, quindi il nostro corpo e il corpo dei nostri cani. Quindi abbiamo introdotto una parola nuova. Vi ho appena detto che l'ambiente è una costellazione di stimoli. Che cos'è uno stimolo? Come possiamo andare a definire lo stimolo? Cerchiamo di andare ad arricchire quello che è quel dizionario, quel vocabolario di di ehm contenuti condivisi, di significati condivisi che stiamo andando a creare a crearci insieme. Quindi, che cos'è lo stimolo? Come lo possiamo definire? Se
1:06:56 io chiedessi a ciascuno di voi di darmi una definizione di stimolo, probabilmente, come già sarebbe avvenuto per le definizioni di comportamento, io otterrei tante risposte quante persone che ho di fronte. possiamo andare a definire lo stimolo come qualsiasi variazione ambientale in grado di avere un effetto su un essere vivente. Abbiamo poi delle classi di stimoli perché gli stimoli possono essere raggruppati e ehm catalogati in classi che hanno delle caratteristiche comuni. Abbiamo gli stimoli, il primo gruppone gigantesco di stimoli che viene definito stimolo antecedente. Abbiamo poi il secondo super gruppo di
1:07:41 stimolo super popoloso che è quello degli stimoli conseguenti. In gergo si può parlare di antecedenti e conseguenze senza andare a ehm a parlare di anteced antecedenti e stimoli conseguenti. Eh che cosa sono gli stimoli antecedenti? Gli stimoli antecedenti sono tutti quegli stimoli che avvengono prima di un comportamento, la fame di cui vi dicevo prima, quindi il il buco nello stomaco che potreste sentire che possono sentire i vostri cani, il freddo, percepire freddo. Ieri sera sentivo freddo e quindi che cosa ho fatto io? Dal mio ambiente interno ho ricevuto l'informazione al cervello "Ehi, fa freddo, il mio comportamento
1:08:29 manifesto è stato quello di alzarmi, andare nel cassettone, prendere un plade, coprirmi e tornare a letto." Quindi stimolo antecedente, il freddo che arriva prima del mio comportamento. Oppure la fame, stimolo antecedente. Il cane si alza, va, apre il secchio delle crocchette e mangia delle crocchette. stimolo antecedente è quello della fame, oppure dico seduto al cane, il cane siede. La parola seduto è uno stimolo antecedente. Abbiamo poi la seconda macrocategoria di eh di stimoli che è qualcosa che arriva dopo il comportamento. Eh, dico seduto al cane, il cane si
1:09:15 siede, gli do un biscotto. Il biscotto è uno stimolo conseguente al comportamento. Ho freddo, stimolo antecedente, mi alzo, prendo una coperta e mi copro. Comportamento. Interruzione del freddo, quindi eh interruzione di una situazione di di di discomfort e ritorna uno stato di equilibrio. Stimolo conseguente. Ehm, suona il telefono, rispondo, qualcuno parla. Si tratta tutti di esempi, come vedremo poi, di stimoli antecedenti, comportamento e stimolo conseguente. Quindi conseguente è tutto ciò che arriva dopo un comportamento.
1:10:02 Eh, introduciamo ora un eh un nuovo eh un nuovo concetto che è il concetto di apprendimento. Definire che cos'è l'apprendimento è qualcosa di assolutamente complicato. Come avrete già avuto modo di intuire, in psicologia, in etologia, non ci sono dei concetti semplici da definire in maniera univoca. Non possiamo dire velocità, spazio, frattotempo. Abbiamo comunque dei delle situazioni, dei concetti complessi e anche molto molto variegati. Perché apprendimento che cosa significa? Io posso imparare tutto sul funzionamento di un'automobile. Conoscere tutto, conoscere come funziona a livello meccanico, sapere esattamente
1:10:47 le procedure per poter utilizzare l'automobile, conoscerla in ogni sua in ogni sua forma, sapere esattamente tutte le informazioni che mi servono su quell'automobile lì, ma potrei non avere la patente e non saperla guidare. Oppure, viceversa potrei saper guidare la macchina, l'automobile, senza avere la minima idea di come funzioni da un punto di vista meccanico. Sono due processi di apprendimento, si tratta sempre di apprendimento, ma sono due cose assolutamente differenti tra di loro. Perché? Perché da un lato io conosco una procedura, da un dall'altro lato conosco eh comeè fatta una cosa. Quindi, come possiamo definire un fenomeno che è così variegato? Come
1:11:34 possiamo definire in maniera univoca qualcosa dalle caratteristiche così ehm da dalle così tante sfaccettature? Eh, alla fine gli studiosi sono arrivati a eh una definizione condivisa, più o meno universale e ehm e quindi oggi si può dire che il comportamento è una modifica duratura del comportamento derivante dall'esperienza. Questa è una semplificazione estrema. è una semplificazione estrema che però mette più o meno tutti d'accordo. In questa breve frase, in questa breve definizione che vi ho dato, ci sono due parole a cui prestare particolare attenzione: duratura ed esperienza. Quindi perché duratura è una parola così importante?
1:12:21 Perché esistono delle modifiche del comportamento che sono temporanee. Pensate, ad esempio, alla fatica. la fatica, voi siete stanchi e per la vostra stanchezza modificate il vostro comportamento. Quindi eh state correndo, siete stanchi, siete affaticati, interrompete la corsa, quindi la fatica vi ha fatto cambiare il vostro comportamento, ma quello della fatica si tratta di un cambiamento temporaneo al comportamento. Non possiamo dire che avete imparato a non correre perché siete stanchi, semplicemente avete interrotto un comportamento a causa della fatica. Eh, il l'apprendimento è una modifica duratura del comportamento. Quindi noi
1:13:08 abbiamo imparato a guidare la macchina e ora non è che disimpariamo a guidare la macchina, siamo stanchi, non ci mettiamo alla guida, ma comunque noi sappiamo come si guida. E il comportamento, seconda parola importante nella definizione di questo concetto è che eh questo cambiamento duraturo del comportamento deriva dall'esperienza. Perché? perché ci sono delle modifiche durature del comportamento che non derivano dalle esperienze che quindi non rappresentano eh un esempio di apprendimento. Pensiamo alla maturazione. Tutti gli individui crescono. Tutti gli individui passano da uno stadio infantile a uno stadio adulto e in questo percorso si ha una modifica duratura del comportamento. Pensate
1:13:55 banalmente al bambino che gattona e che poi impara a camminare in posizione retta. Questa è una modifica del comportamento. È una modifica duratura del comportamento, ma non si tratta di apprendimento, si tratta di modifiche, durature del comportamento che derivano da un fenomeno biologico chiamato maturazione. Quindi è un percorso di sviluppo, di crescita che qualunque organismo sano appartenente a una determinata specie, qualunque soggetto sano appartenente a quella specie a cui qualunque soggetto sano appartenente a quella specie va incontro nel corso del suo sviluppo, nel corso della sua ontogenesi, nel corso della sua crescita. Ma non si tratta di apprendimento, o perlomeno non si tratta di apprendimento nella maniera in cui lo
1:14:41 intendiamo noi in questa in questa lezione. Quindi possiamo dire che l'apprendimento è una modifica duratura del comportamento derivante dall'esperienza e come avete capito è un concetto che è difficile da definire in maniera univoca, ma in ogni caso il comportamento sarà sempre il nostro punto di partenza quando avremo un cane da eh da addestrare, quando vogliamo andare a insegnare qualcosa a eh a un animale. Entriamo nel secondo macro argomento della eh della giornata e probabilmente anche l'argomento conclusivo di questa di questa prima lezione eh che passiamo
1:15:29 che passiamo assieme. Parliamo di memoria perché la memoria, se voi mh avete già frequentato dei corsi per educatori cinofili, per addestratori eccetera, probabilmente vi ricorderete che la memoria è qualcosa che è stato solo citato di sfuggita o a o comunque a cui è stata prestata davvero poca attenzione. Ma la memoria è un concetto fondamentale nell'apprendimento perché perché se un animale non è in grado di ricordare quell'animale lì non sarà in grado di apprendere. Quindi se non c'è memoria non c'è apprendimento, una specie senza memoria è una specie che non apprende. I cani, così come gli esseri umani, possono memorizzare delle informazioni nel breve e nel lungo periodo. E tutto quello di cui parleremo
1:16:17 oggi nella lezione della memoria si applica sia al cane che all'essere umano. Perché? perché mh non so se ne parlerete durante durante il corso, ma eh comunque vi sono delle grandi analogie fra eh il funzionamento del del cervello del del cane con quello del cervello dell'essere umano, perlomeno delle ehm nelle, scusate, a livelli inferiori e non a livello di corteccia cerebrale, perché come vedrete poi è proprio nelle funzioni superiori e nelle funzioni cognitive superiori che si hanno la maggior parte di differenze, però nelle funzioni di base e la memoria è una delle funzioni di base, il funzionamento è pressoché identico sia nei cani che negli esseri umani. Quindi,
1:17:04 intanto, che cos'è la memoria? Di nuovo mattoncino, voce del nostro vocabolario condiviso che stiamo andando a eh a costruire. memoria di nuovo. Eh, se chiedessi a ciascuno di voi che cosa si intende con memoria, probabilmente arricchirei di molto il mio di dizionario, perché sono sicura che mi dareste delle definizioni assolutamente interessanti e e pertinenti. Memoria non è un processo passivo. Questo è un concetto fondamentale. Non dovete pensare alla memoria, alla memorizzazione come un processo passivo che viene subito dagli animali. Vi potrà sembrare di essere
1:17:49 passivi a questa lezione? Mi rendo conto che può essere pesanti rimanere seduti davanti al computer ad ascoltare una persona che parla, una persona che magari non avete neanche mai visto e che ehm che vi parla di cose strane e anche noiose, ma in realtà voi siete attori attivi in questo processo di memorizzazione delle informazioni. Voi siete degli attori primari in questo processo di di memorizzazione, perché se voi ora non siete attivi, non siete interattivi con me, per quanto lo strumento possa sembrare freddo, voi non tratterete praticamente niente di quello che vi sto dicendo io oggi. Quindi la memoria è un processo psichico che permette all'individuo di immagazzinare delle informazioni, quindi di ricevere,
1:18:35 di essere recettivo in un determinato momento, di conservare queste informazioni, quindi di tenere bene in testa quello che ha ha ricevuto, ha ascoltato, ma soprattutto di ricordare, di recuperare queste informazioni quando eh è necessario. Tante volte si dice che mi sono dimenticato qualcosa. In realtà eh più che essersi dimenticati qualcosa, significa che qualcosa è andato storto nel processo di recupero delle informazioni, quindi avete difficoltà a recuperare l'informazione che state cercando di richiamare alla vostra testa. Però questa prima definizione ci
1:19:21 dà tre eh informazioni fondamentali che sono la memoria è immagazzinare, conservare e recuperare delle informazioni e come vi ho detto è un processo psichico che funziona in maniera analoga nel cane e nell'essere umano. >> Ah, >> abbiamo diverse tipologie di memoria, due macrocategorie che sono la memoria dichiarativa e la memoria procedurale. All'interno della memoria dichiarativa abbiamo quella che è una memoria definita semantica, ossia quella memoria che ci permette di ricordare dei fatti, ricordare delle immagini e una memoria episodica che è quella che ci permette di ricordare degli eventi. Infine abbiamo la memoria procedurale che è quella che ci permette di imparare a
1:20:07 guidare la macchina, quindi banalmente a coordinarci, a mettere in atto tutta quella serie di comportamenti che sono necessari per poter guidare in maniera corretta un'automobile. Ed è anche la sede della del deposito, tra virgolette, di quelle che sono le risposte emotive, delle risposte emozionali. Quindi abbiamo una memoria dichiarativa che ci permette di ricordare esattamente il come funziona una macchina, come funziona il motore. Io confesso che quando abbiamo parlato di queste cose a scuola guida, io probabilmente stavo pensando a come insegnare ai rospi ad attraversare la strada. Ehm e una memoria procedurale invece che ci permette di ricordare, di memorizzare quelli che sono i movimenti necessari a
1:20:52 eh guidare un'automobile. Abbiamo delle eh degli studiosi che eh si sono prodigati per teorizzare, per descrivere quelli che sono i quello che è il funzionamento della eh della memoria. Il primo è stato Ebbingous Barlet e poi abbiamo la teoria tripartita di Actinson e Shifrin. Ebbingus che cosa aveva studiato? aveva studiato la memorizzazione di cifre senza di di codici senza senso, quindi alternanza di lettere e eh numeri senza alcun senso logico. lui voleva studiare quelli che sono eh esattamente i processi di memorizzazione delle informazioni e quindi aveva detto se io
1:21:38 tolgo il significato a il materiale che il il volontario deve memorizzare, probabilmente allora riuscirò a spogliare la memoria di quella che è l'esperienza culturale, quindi a studiare il meccanismo di base di memorizzazione. In realtà quello che per Ebbinghaus era il punto di forza della della sua teoria in realtà poi si è rivelato anche un po' un punto di debolezza, perché è vero che mi può far capire come il processore sistema nervoso memorizza le cifre, ma in realtà perde un po' di quella che è la funzione ancorata a una realtà, perché noi non memorizziamo delle sigle senza senso, ma quello che noi memorizziamo di norma è ancorato a tutto un bagaglio di informazioni che sono sia salienti da un
1:22:24 punto di vista della sopravvivenza che ancorate a una trasmissione culturale che caratterizzano gli esseri umani. Ma la stessa cosa per il cane, non è che il cane memorizza delle cose senza senso, memorizza delle cose che hanno sia un significato biologico per la sua sopravvivenza, sia delle cose che hanno un senso in relazione a quella che è la sua esperienza di vita. Eh, Ebing House comunque ha il merito di aver ehm di aver studiato il fenomeno della ritenzione, quindi come l'essere umano richiamava alla memoria le informazioni che aveva memorizzato e il fenomeno dell'oblio, ossia si era reso conto che eh alcune informazioni venivano di fatto perse e quindi sembrava che fossero dimenticate.
1:23:11 La teoria di cui parleremo è la teoria di Atkinson e Shifrin, che è la teoria tripartita della memoria che si sviluppa nell'ambito della psicologia cognitiva e infatti questi studiosi sono attivi nell'ambito di quello che è definito IP, human processing, quindi sostanzialmente quel filone della psicologia cognitiva che prova a paragonare il funzionamento della mente umana al funzionamento di un computer. E a noi perché ci interessa? Ci interessa perché in questa teoria tripartita della memoria si si dice che esistono di fatto tre magazzini di memoria: il magazzino sensoriale, la memoria a breve termine e la memoria a lungo termine. Il magazzino sensoriale è
1:23:56 il primo magazzino di memoria. È un magazzino, immaginate, piccolissimo che quindi può contenere pochissime informazioni per pochissimo tempo perché si satura subito e si svuota
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