0:00 Allora, oggi parliamo della biologia e della fauna di interesse. Questa è una lezione che non è per me semplice da affrontare perché non voglio cadere in tecnicismi che sarebbero più appropriati per un corso o per tecnici faunistici e neanche perdermi in dettagli che sono tipici di un corso per il rilascio della licenza di caccia. Ora, per quanto voi vi troverete a lavorare con cani da caccia e molti di voi sono cacciatori o eh hanno intenzione di diventarlo, questa lezione è una lezione dedicata agli addestratori cinofili di sezione 3, quindi a persone che si occupano di addestramento cinofilo e che nel corso della loro carriera, come conduttori e come addestratori si troveranno ad avere a che fare per forza di cose con eh la fauna selvatica.
0:46 Quindi cosa cercheremo di fare? cercheremo di fare una lezione di biologia della fauna con un obiettivo molto pratico, non solo saper riconoscere una specie, ma capire come funziona una popolazione e quali sono gli strumenti che abbiamo per monitorarla e per gestirla. Quindi lavoreremo fondamentalmente su tre pilastri che sono quello della biologia e dell'ecologia, quindi cercheremo di capire che cos'è un habitat, quali sono le strategie alimentari, il comportamento della fauna, le strategie di riproduzione e i fattori limitanti per quella popolazione. Parleremo poi di monitoraggio, quindi censimenti, quando farli, come farli, quali sono gli errori da da evitare e poi ci concentreremo sulla gestione,
1:31 quindi pianificazione, miglioramenti ambientali, la prevenzione dei danni e dove previsti anche eh missioni e reintroduzioni con esempi eh italiani. Quindi questa impostazione ci serve per un'idea chiave. In natura non basta dire ci sono tanti animali oppure ci sono pochi animali. La domanda giusta che bisogna porsi è la popolazione è stabile? È in crescita? È sostenibile? E per poter rispondere servono dei dati eh scientifici. Quindi oramai avrete imparato a conoscermi e sapete quanto io tenga all'idea di costruire un vocabolario comune. Quindi dobbiamo per forza partire dalla definizione di del concetto di fauna selvatica. Per farlo
2:17 andiamo a leggere quello che dice la eh legge 157 del 92, la quale definisce la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato che è tutelata nell'interesse della comunità nazionale e internazionale. Che cosa significa questo? Significa che per fauna selvatica intendiamo gli animali che vivono in uno stato di libertà, senza dipendere dall'uomo per sopravvivere. La legge italiana in li considera considera questi animali come patrimonio indisponibile dello Stato. Questo è un concetto molto importante da ricordare. Significa che la fauna selvatica è un bene collettivo e non è una proprietà privata. Questo concetto cambia proprio la prospettiva. Se la fauna è un patrimonio collettivo, allora va tutelata e gestita nell'interesse
3:03 pubblico. Le decisioni relative alla fauna selvatica devono essere motivate da criteri sia tecnici che scientifici e si deve tenere conto di aspetti ecologici, sanitari, economici e sociali quando si fanno dei piani di gestione. Ad esempio, se una specie aumenta molto e crea degli incidenti stradali o crea dei danni all'agricoltura, la sua gestione non sarà un capriccio di una lobby, ma la sua gestione sarà una risposta per portare di nuovo un equilibrio tra la fauna, l'habitat e le attività umane. Quindi abbiamo detto abbiamo parlato di fauna selvatica, ma il l'aggettivo selvatico non è solo un'etichetta, ma è un insieme di adattamenti perché perché
3:51 un animale selvatico è un animale che evita l'uomo, che conosce rifugi, vie di fuga, che sa riconoscere i pericoli, che è in grado di selezionare habitat e risorse, che partecipa a una dinamica di popolazione eh sulla nella quale agisce la selezione naturale. Quindi se io prendo un animale di allevamento e lo libero, non è detto che questo diventi selvatico in senso biologico, perché potrebbe mancare di comportamenti adatti, potrebbe morire rapidamente oppure potrebbe creare problemi come malattie, alterazioni genetiche, disturbi, eccetera. Quindi questo è un concetto importantissimo da ricordare. Non basta mettere animali sul territorio per aver fatto un'emissione. Serve che quel territorio sia in grado di sostenerli e che gli animali siano
4:37 idonei a quell'ambiente, perché la fauna selvatica fa parte insieme ai vegetali della comunità vivente, ossia della biocenosi. La biocenosi, insieme al biotopo, ossia delle componenti non viventi come il terreno, le rocce, l'acqua, l'aria, la luce vanno a formare l'ecosistema. Prima parlavamo di eh fauna selvatica. Eh, se io prendo degli animali domestici e li metto nel territorio e questi iniziano a riprodursi liberamente, a conoscere l'haitat eccetera, questi non diventeranno automaticamente animali selvatici, resteranno comunque animali domestici che sono andati a adattarsi a una vita selvatica. Qua dove
5:24 vivo, a Cantalupo Ligure, è presente un gruppo di eh capre, capre domestiche, sono tutte bianche, quindi probabilmente sono delle sanen, eh quindi capre da latte che hanno si sono trasferite a vivere perché magari sono scappate da qualche allevamento oppure sono state abbandonate, non lo so, si sono trasferite a vivere in una parte rocciosa del paese e si riproducono liberamente. hanno creato un una nicchia dove riescono a trovare risorse per sopravvivere, ma non è che sono diventati una sono diventate una specie selvatica, restano sempre comunque una specie domestica che si è adattata a un a un tipo di vita selvatico. La stessa cosa vale per i cani, perché i cani che
6:10 scappano non vengono ritrovati o che vengono abbandonati eccetera, potrebbero anche non solo adattarsi a una vita ferale, dove si procacciano il cibo da soli e dove si riproducono liberamente, ma potrebbero anche e di fatto rappresentano un rischio per ehm altre specie perché, come sapete, il cane è interfecondo con il lupo e quindi di fatto potrebbe ibridare, ossia un cane domestico si può che è andato a vivere in che è tornato a vivere a uno stato selvatico, potrebbe accoppiarsi con il lupo appenninico e generare una prole ibrida e questo rappresenta ovviamente un'enorme minaccia per la popolazione di lupo penninico e inoltre può anche modificare il comportamento del lupo
6:55 perché ovviamente il cane arriva da millenni di domesticazione, quindi non ha più paura dell'uomo eccetera eccetera. Quindi animali domestici che vengono liberati in natura possono rappresentare un rischio per la fauna selvatica tipica di eh di un ambiente. È importante distinguere due origini: popolazioni naturali e popolazioni che invece vengono alimentate da emissioni. Gli animali di allevamento spesso presentano una minore fitness in ambiente naturale, quindi hanno una minore capacità di alimentarsi e di nascondersi, una maggiore vulnerabilità a eh predazioni, un maggiore stress da ambiente reale perché eh legato al meteo, alla scarsità di cibo, un
7:42 maggiore rischio sanitario dovuto a parassiti e agenti patogeni e comunque un rischio genetico perché arrivano da linee che sono selezionate artificialmente. Gli animali selvatici invece hanno dei comportamenti e una genetica che sono filtrati dall'ambiente, non sono perfetti, ma sono adattati. Facciamo un esempio pratico di una specie con cui voi vi confronterete, vi confrontate e vi confronterete sicuramente. Pensiamo ai fagiani. I fagiani vengono allevati e eh liberati spesso senza un ambientamento ehm preliminare. Quindi, che cosa succede? Succede che questi fagiani tendono a muoversi in modo inefficiente, eh spesso restano in aree scoperte e vengono predati rapidamente
8:30 con grande facilità. Quindi questi soggetti non vanno a contribuire alla riproduzione. Un fagiano nato e cresciuto sul territorio invece conosce coperture, ripari, risorse e sviluppa già in età giovanile dei comportamenti di eh difesa. Parliamo di specie a tutela speciale. Che cosa significa? particolarmente protette, significa che sono vietati prelievo, cattura e disturbo intenzionale. L'apparato sanzionatorio in caso di violazioni è più severo e eh sono previsti interventi eccezionali solo previo rilascio di autorizzazioni e motivazioni tecniche. Ma perché esistono
9:18 delle specie? E vediamo nel nella slide abbiamo come specie eh particolarmente protette nei mammiferi il lupo, lo sciacallo dorato, l'orso, la martora, la puzzola, la lontra, il gatto selvatico, la lince, la foca monaca e tutte le specie di cetacei, il cervo sardo e il camoscio d'Abruzzo. Negli uccelli abbiamo un elenco che potete potete leggere qui nella slide, piuttosto nutrito. Ma perché alcune specie hanno una protezione rafforzata? Abbiamo delle ragioni tipiche. Non è sicuramente casuale la scelta del legislatore. Le queste ragioni sono popolazioni ridotte o molto frammentate, un ruolo ecologico importante, come per esempio quello di essere dei predatori
10:03 apicali o delle specie ombrello, un rischio storico di persecuzione, pensiamo al lupo, e una maggiore sensibilità a causa di disturbo o perdita di habitat. Ovviamente non devono essere tutte queste motivazioni, ok? Eh, in seguito, comunque parleremo di eh gestione di piani faunistici, ma in questo momento è importante ricordare che la tutela non è solo prevenzione, non si parla soltanto di prevenzione, ma si parla anche e soprattutto di gestione del conflitto, prevenzione dei danni e monitoraggio. Ok? Questo è un concetto fondamentale. Cerchiamo di adottare un approccio scientifico e non un approccio del sentito dire o della chiacchiera da bar perché sono argomenti particolari
10:51 che vanno affrontati con la testa e non con il cuore né in un senso né nell'altro. Abbiamo parlato di legge 157 del 92 per eh parlare di specie particolarmente protette, per definire il concetto di di fauna selvatica, eccetera. E adesso andiamo a vedere eh un punto importante, ossia nella alla 157 del 92 eh si applicano delle eccezioni perché non tutti gli animali rientrano nella legge 157 del 92. Talpe, ratti, topi e arvicoli sono esclusi. Perché? Perché la legge 157 del 92 tratta la fauna selvatica omeoterma di interesse
11:36 venatorio gestionale. Gli infestanti e i sinropi rientrano in altri ambiti normativi. Ad esempio, se un agricoltore ha problemi con le arvicole, l'intervento non passa dalla gestione faunistico-venatoria, ma da piani e normative di controllo che sono specifiche per le arvicole. Ok? Quindi non tutta la fauna selvatica, per quanto questi siano animali selvatici, non tutta la fauna selvatica rientra nella gestione della legge 157 del 92. E che cosa dice la legge 157 del 92 in relazione alle specie alloctone? Le specie alloctone sono introdotte dall'uomo fuori dalla reale naturale,
12:21 ossia sono delle specie che eh non sono tipiche di quella reale. Pensiamo alla lepre europea e il cervo, che sono esempi di specie pare autoctone perché derivano comunque da antiche introduzioni. Quindi la lepre europea non è una specie autoctona di quel territorio, diventa specie paraautoctona perché è stata introdotta in Italia anteriormente al 1500. Invece una specie alloctona è una specie che non fa parte di quell'ambiente, ok? e eh e quindi la loro gestione deve essere finalizzata all'eradicazione o comunque al controllo di quella popolazione. Eh il problema non è tanto da dove vengono. Quando parliamo di specie alloctona, non dobbiamo interrogarci
13:08 sulla loro provenienza, se è vicina o se è lontana, ma piuttosto che cosa fanno queste specie, perché perché queste specie potrebbero diventare invasive e alterare gli ecosistemi. Quindi la gestione moderna punta a intanto prevenire nuove introduzioni, poi punta al contenimento o all'eradicazione dove è possibile e a ridurre eh gli impatti sulle sulle specie autoctone ovviamente. Quindi in ecologia l'introduzione di una nuova specie equivale spesso a introdurre una nuova interazione. Noi non è che prendiamo la specie, la buttiamo sul territorio e finisce lì, no. Noi quando facciamo un'introduzione creiamo delle nuove interazioni, competizione, predazione, parassiti e
13:55 gli effetti di queste introduzioni possono essere anche difficili da prevedere e spesso eh sono irreversibili, come dimostra il fatto che molte specie alloctone sono anche specie eh invasive. Pensiamo allo scoiattolo, quanti danni che eh che ha fatto sul nostro territorio. Appunto, vi stavo dicendo, eh pensiamo allo scoiattolo, perché lo scoiattolo grigio è un po' l'esempio lampante di specie all'octona invasiva. Lo scoiattolo grigio ha un'enorme competizione con lo scoiattolo rosso, ma soprattutto è un feroce difensore delle sue risorse ed è molto più efficiente rispetto allo scoiattolo rosso nel procacciarsi le risorse per la sua sopravvivenza. Quindi sono stati fatti dei piani di eradicazione, dei piani di cattura, sterilizzazione e rilascio, eh,
14:43 ma comunque quella dello scoiattolo grigio rappresenta un un'emergenza sicuramente da difendere. Abbiamo poi anche delle specie itiche invasive che sono state introdotte, eh, per esempio la competizione e la la trota fario, perché è responsabile dell'estensione della trota marmorata eh per motivi di competizione e anche di eh di predazione. Ma anche a livello di piante, di vegetali esistono delle specie aliene che hanno che hanno compromesso che stanno compromettendo intere intere popolazioni perché comunque le piante che cosa fanno? Vanno a modificare la composizione della vegetazione, quindi anche la struttura dell'habitat dove si trovano a vivere insetti e uccelli. Ok? Quindi noi quando
15:29 andiamo a immettere una specie andiamo a toccare tutta una serie di equilibri che poi è difficile eh andare a ripristinare. Quindi la biodiversità non è fatta di pezzi sostituibili, non è un puzzle dove dico "Ah, ok, questo pezzo ma sì, ci si incastra e ce lo metto". Poi magari stavo costruendo un puzzle su Van Gog e in mezzo ci metto un pezzo della foto del mio cane. Eh, se cambia l'haitat o se cambia la competizione cambiano anche le popolazioni faunistiche e l'equilibrio degli eh degliistemi. Credo che adesso abbiate ben chiaro il concetto di fauna, eh abbiate chiaro anche il concetto di specie tutelate o comprese dalla eh dalla legge 157 del
16:15 92. E quindi possiamo arrivare a una conclusione di questo primo eh blocco di eh di slide. Quindi ricordiamo, la fauna è una componente dell'ecosistema e non la possiamo gestire senza considerare l'haat, la rete trofica, il disturbo umano, la frammentazione, le malattie ed il clima. Quindi ogni specie risponde a questi fattori in modo differente. Per questo la gestione e i censimenti non possono essere uguali per tutte le specie. Per concludere, ricordiamo che c'è una differenza tra la fauna migratoria che ha un ciclo vitale che porta questi animali a spostarsi da un territorio all'altro con migrazioni anche intercontinentali per cercare
17:02 condizioni ottimali per l'alimentazione e per la riproduzione. E abbiamo poi una fauna stanziale che vive tutto il suo ciclo di vita nello stesso luogo perché perché in questo luogo trova condizioni soddisfacenti per alimentarsi, riprodursi e sentirsi protetta. Quindi penso che giunti a questo punto della lezione abbiate la padronanza del concetto di fauna selvatica. Quindi passiamo al secondo macro argomento della lezione gestione e conservazione della fauna. Conservazione e gestione o gestione conservazione non sono sinonimi, ma sono piuttosto due concetti che lavorano insieme perché conservazione significa mantenere la biodiversità, mantenere le popolazioni vitali e mantenere i processi ecologici
17:49 nel lungo periodo. La gestione invece è differente perché perché la gestione è rappresentata da quegli strumenti operativi che permettono di raggiungere gli obiettivi di conservazione e di equilibrio tra la fauna selvatica e le attività umane. Per esempio, eh se io ho bisogno di gestire una zona umida, ok? avrò bisogno di regolare ovviamente i livelli idrici, di proteggere i canneti, di limitare i disturbi in periodi sensibili e in questo modo io sarò andata a conservare eh gli anatidi, per esempio, e al tempo stesso cercherò di ridurre i conflitti fra fauna selvatica e attività umana e per esempio aumentare il lavoro il valore valore eistico di
18:37 quella zona. Ok? Quindi questo è quello che fanno gestione e conservazione insieme. Diciamo che conservazione è un un macro argomento finalizzato al mantenimento della biodiversità, mentre la gestione è un insieme di strumenti operativi. Ok? La gestione è molto pratica, se così vogliamo chiamarla. Abbiamo detto che la eh conservazione è un pochino più teorica, se così vogliamo dirlo, eh perché perché la conservazione si propone di studiare e e le condizioni di stabilità delle popolazioni. Eh è uno studio finalizzato al mantenimento. L'obiettivo della della conservazione è quella di individuare delle strategie
19:23 per tutelare le specie animali in modo che queste i benefici da essi derivabili rimangono costanti nel tempo. Invece la gestione è una parte attiva della conservazione, ok? diciamo che è il braccio sul territorio della conservazione e abbiamo due modalità di fatto abbiamo una modalità passiva che rappresenta una tutela legale, come abbiamo detto prima, le specie particolarmente protette oppure una tutela attraverso le istituzioni di aree protette, di divieti, eccetera. E poi abbiamo una modalità di gestione attiva che può essere eh rappresentata dal ripristino degli habitat, dai miglioramenti ambientali, da piani di prelievo sostenibile, da eh progetti di prevenzione danni e dal controllo delle specie invasive. Ovviamente in paesaggi
20:11 agricoli intensivi la eh la conservazione passiva non basta. Se l'habitat offre risorse, è chiaro che una specie andrà a declinare, anche se questa è una specie protetta. Un esempio didattico classico è rappresentato dalla gestione del cinghiale. Eh, a quel link nella slide avete un esempio eh interessante di gestione del cinghiale che vi consiglio di leggere. E perché è un esempio didattico classico? Perché il cinghiale ha un'alta plasticità, ha una dieta opportunista, quindi è onnivoro e eh ha una strategia riproduttiva estremamente efficace. Quindi se la popolazione supera la densità sostenibile allora
20:57 aumentano i danni alle colture, gli incidenti stradali, gli impatti su altre specie, per esempio, vanno a predare i nidi per terra e aumentano sicuramente anche episodi di competizione con altre specie per le risorse e poi rischi sanitari. È inutile che in questa sede andiamo a approfondire la questione della peste suina africana, perché oramai è arcinota a tutti quanti, ma è un esempio di come eh una specie selvatica possa portare dei rischi sanitari, in questo caso non per l'essere umano, ma per tutti i suini domestici. Quindi la gestione corretta segue un ciclo. Monitoro, definisco degli obiettivi, applico degli strumenti e poi verifico l'esito. Quindi un approccio molto scientifico alla
21:42 gestione di eh una specie selvatica. Quando parliamo di specie dobbiamo anche parlare del valore di una specie e il valore di una specie non è soltanto un valore economico, cioè quanto vale a livello economico. Eh, possiamo parlare di valore ecologico, per esempio, quindi qual è il ruolo che questo che questa specie ha nella rete trofica? per esempio l'impollinazione oppure il controllo delle prede. Poi parliamo di valore genetico, quindi popolazioni isolate possono contenere una diversità che è una diversità preziosa. Parliamo poi di ehm ovviamente anche valore economico perché parliamo di indotti economici diretti alla fauna come la fruizione venatoria, una un valore di
22:30 prodotto, anche un valore turistico, ok? perché ci sono delle specie che han che portano un indotto eh turistico importante. Pensiamo alla popolazione di ehm alla popolazione di Grifoni in Francia che porto tutti gli anni un indotto turistico molto importante. Parliamo poi di valore culturale e valore sociale perché ci sono delle specie che sono simbolo. pensiamo allo stambecco in Val d'Aosta, ad esempio, ok? E un valore gestionale perché comunque la presenza di alcune specie è un indicatore di qualità di quel di quell'habitat. Eh, per esempio, la starna. La starna ha
23:16 un valore anche come indicatore di ehm agroecosistema sano. Se scompare la starna spesso significa che sono spariti ehm margini e insetti. Ok? Un piccolo piccola parentesi, una specie può essere abbondante ma in declino o rara ma in espansione, quindi non basta guardare il numero totale, bisogna guardare i trend, la struttura, quindi la struttura della popolazione, quanti giovani, quanti adulti, il successo riproduttivo e il tasso di mortalità. Quindi, se in un territorio io vedo molti fagiani in autunno perché li hanno immessi, non significa che la popolazione è sana. La domanda è in primavera quanti maschi territoriali e quante femmine nidificanti ci sono al
24:02 netto delle emissioni? Perché in primavera non vengono fatte emissioni. Ok? Quindi per comprendere lo stato di salute di una popolazione dobbiamo andare a fare un'analisi eh abbastanza approfondita. Per riassumere la gestione moderna è un equilibrio tra ecologia della specie, qualità dell'habitat, pressioni umane, accettazione sociale, questa è fondamentale, strumenti legali. Adesso ci spostiamo ad approfondire un linguaggio un pochino più biologico, quindi cerchiamo di parlare di specie, di tassonomia, di classificazione e di nuovo torniamo a quanto a me tanto caro sia la creazione di un vocabolario condiviso. Diamo una definizione didattica al
24:49 concetto di specie. Una specie è un gruppo di individui che in natura può incrociarsi producendo una prole fertile, ma eh nella realtà la definizione si complica un po' perché esistono delle specie che sono molto vicine geneticamente, delle ibridazioni, delle popolazioni in differenzia, quindi questa complessità è un fattore importante da tenere eh presente quando si parla di gestione. Quindi, ad esempio, nei canidi, l'ibridazione di cui parlavo prima, tra cane e lupo, può alterare la conservazione di popolazioni naturali. Poi abbiamo altre definizioni di specie che non sono quella classica didattica di cui abbiamo appena parlato. Abbiamo, come vediamo nella slide, una
25:34 definizione morfologica e ossia una specie costituita da organismi che condividono caratteristiche in comune che sono diverse da quelle di altri gruppi. Abbiamo una definizione biologica che è molto simile, molto vicina alla definizione didattica perché la definizione biologica afferma che una specie è una comunità riproduttiva di popolazioni che occupa una specifica nicchia in natura. Quindi la definizione biologica vede la specie come unità biologica fondamentale e abbiamo poi eh una eh una definizione evolutiva secondo la quale ehm una una specie è una singola linea evolutiva di
26:21 popolazioni con un antenato comune. Ok? Questa linea evolutiva mantiene distinta la propria linea da altre linee simili e soprattutto questa linea evolutiva possiede un proprio destino storico. Ok? Quindi sono tre concetti fondamentali da ricordare quando andiamo a parlare di definizione di concetto di specie. è un però eh perché ehm delle forme tradizionalmente attribuite a specie diverse, come ad esempio quelle del genere canis, sono spesso interfecconde m e quindi mh sono specie diverse, ma all'interno del loro genere di appartenenza sono interfecconde e
27:07 questo eh questo fenomeno del dell'ibridazione all'interno del genere canis crea tre conseguenze principali. innanzitutto una difficoltà di di identificazione sul campo. ci sono stati eh sapete che ho studiato all'Università di Torino etologia, comunque mi sono occupata di di lavorare sul campo all'interno del progetto Lifewolf Alps, quindi eh ho lavorato più volte a contatto con eh con la specie lupo e sono capitate delle immagini di fototrappole che mostravano dei soggetti completamente neri e quindi il primo impatto è stato questo è sicuramente un ibrido. fatto il DNA su questi soggetti, cioè catturati i soggetti, fatto il DNA, liberati i soggetti in natura, dalle
27:53 analisi genetiche è venuto fuori che in realtà si trattava di lupo appenninico al 100%. Quindi sicuramente non è facile identificarli sul campo. C'è invece qua in Piemonte un altro gruppo di di lupi eh nella zona del dell'ovadese di Acquiterme dove è presente il famoso biondo. Il biondo è un ibrido sul quale è stato fatto la genetica ed è dimostrato che si tratta di un caso di ibridazione fra cane e lupo. Però non è sempre facile riconoscere quando si tratta di cane e quando si tratta di lupo semplicemente guardandoli, osservandoli sul campo o attraverso immagini di fototrappole. Abbiamo poi un rischio di inquinamento genetico delle popolazioni naturali e un dibattito gestionale, come intervenire e se
28:39 intervenire. Attualmente il dibattito in Italia è ancora aperto, non è una una decisione semplice, non non c'è il giusto e non c'è il sbagliato. Sicuramente è anche difficile perché oggi la scienza non è riuscita ancora a definire, ok, c'è un un grado di divisione da quando è cane, da quando è lupo e da quando è ibrido. È piuttosto un contorno sfumato. Quindi non si è ancora eh arrivati a definire che ne so ibrido di terza generazione diventa cane, per esempio, no? E non si riesce ancora a identificare bene il confine tra lupo puro, cane puro, ibrido di eh lupo cane. Quindi la biologia è un concetto importante da ricordare questo perché la biologia non sempre coincide
29:25 con dei confini netti, per questo servono genetica, monitoraggi e protocolli. saprete tutti eh che cosa significa nomenclatura binaria, ma eh è il caso di fare un piccolissimo ripasso. Eh la nomenclatura binaria è di fatto il nome scientifico che viene di una specie che viene espressa in due parole. il genere in maiuscolo, quindi per esempio eh canis e eh la specie che viene scritta minuscola, come per esempio eh lupus o nel caso della volpe vulpes. Vulpes. In questo caso il genere e la specie hanno lo stesso nome. Questa nomenclatura serve per cosa? serve per evitare confusione tra nomi locali dati
30:12 a una specie, collegare una normativa a una bibliografia e soprattutto comunicare in modo universale. Eh, mi viene da sorridere perché a volte con eh gli istruttori svedesi con cui lavoro da anni e a volte non sappiamo il termine, il nome di una specie in inglese e ce lo diciamo in latino. Sembra una roba un po' anacronistica, però effettivamente nella comunità scientifica internazionale il nome latino è quello che fa fede quando si fa riferimento a un animale, a una specie. Quindi ancora nel campo delle definizioni cerchiamo di comprendere eh i concetti di sistematica e tassonomia. La sistematica va a studiare la parentela evolutiva tra organismi. La la tassonomia invece va a
31:00 classificare e dare eh dei nomi ai gruppi. Perché è utile quando parliamo di biologia della fauna? Perché specie dello stesso gruppo possono condividere l'ecologia, come per esempio anatre simili, ma possono anche differire per comportamento migratorio e esigenze di habitat. E questo ovviamente va a cambiare eh la loro gestione e le modalità di eh di censimento. Quindi un reale, che cos'è un'areale? Rappresenta la distribuzione geografica complessiva di una specie. L'area di presenza invece è riduce un po' questo concetto perché è dove la specie è effettivamente presente in un territorio
31:48 specifico. In gestione questo concetto è fondamentale perché una specie può avere un areale molto ampio, ma essere rarefatta localmente oppure viceversa. Ad esempio, una specie eh migratrice può apparire abbondante in in un sito di sosta, ma questo non va a descrivere l'intera popolazione, va a descrivere una fase del ciclo annuale della vita di quella di quella specie. Quindi possiamo eh come abbiamo detto prima, possiamo definire una popolazione come l'insieme di organismi eh appartenenti alla stessa specie, fra i quali vanno a intercorrere delle reazioni relazioni, scusate, biologiche, sociali e delle affinità genetiche. Per esempio, eh si può
32:33 parlare della popolazione di Camoscio e di un gruppo montuoso oppure della popolazione dell'aquila reale, ad esempio, eh nell'arco alpino. L'uomo, a differenza invece degli altri organismi viventi, è in grado di modificare le condizioni dell'ambiente adattandole alle proprie esigenze e quindi questo spesso determina dei forti dei forti squilibri che vanno a rendere necessario un controllo dell'evoluzione della fauna selvatica sul territorio. Perché questo? perché eh è necessario mantenere le popolazioni in equilibrio con le con l'ecosistema e distribuirle su eh tutto il territorio che è potenzialmente abitabile dalla specie. Quindi è importante conoscere la consistenza e la
33:19 distribuzione di una determinata popolazione e in seguito, almeno per delle zone campione, è interessante conoscere la composizione sociale. Qual è la composizione sociale? sono la struttura di età, al tasso di riproduzione, gli suppostamenti, eccetera, perché questa conoscenza ci permette di seguire a lungo termine le evoluzioni di quel gruppo. Ok? La consistenza di eh una popolazione invece può essere stimata utilizzando sia i conteggi diretti, cioè i censimenti, sia le statistiche derivate dai prelievi venatori, sia la mortalità legata a incidenti stradali o mortalità invernale, eccetera, oppure si può ehm si può eh stimare attraverso dei metodi
34:07 indiretti come il conteggio dei nidi, l'analisi delle tracce, eccetera. Però ovviamente non per tutte le specie questi procedimenti sono eh sono fattibili o comunque non per tutte le specie questi procedimenti permettono eh di ottenere dei buoni risultati. Eh di particolare interesse risulta il eh il controllo per le specie minacciate o per le specie il cui aumento numerico ehm potrebbe causare dei danni. Abbiamo fatto l'esempio prima del cinghiale. Ovviamente un aumento, un incremento numerico sproporzionato può portare dei danni al all'ecosistema. Un altro parametro descrittivo della popolazione è la densità,
34:52 ossia il numero di individui rispetto alla superficie da loro occupata. E ha poco significato dire che una popolazione di cervo è composta da, boh, 200 capi. Eh, perché? Perché è fondamentale dire ci sono 200 capi, ma anche considerare l'estensione del territorio in cui questi 200 capi vivono. Quindi è necessario determinare quanti cervi si trovano per ogni unità di superficie. Normalmente questa unità di superficie non è scelta a caso dal tecnico faunistico o dal biologo che sta studiando quella popolazione. L'unità di di superficie normalmente fa riferimento a 100 a. Se 200 capi occupano una superficie di boh
35:39 la densità di questa popolazione risulta di due capi ogni 100 ari. Ok? Quindi è evidente che la distribuzione degli animali non sarà omogenea sul territorio, ma dipendente da molteplici fattori come la disponibilità alimentare, le possibilità di rifugio, eccetera. Si definisce densità biologica minima il numero di individui per unità di superficie sufficiente a garantire il regolare ciclo biologico della specie considerata. Ok? Quindi il eh la densità biologica è il numero minimo di individui per unità di superficie che permette alla specie di sopravvivere e eh spesso è importante nella gestione di popolazioni di di unulati. Ok? E un
36:26 altro concetto fondamentale relativo alla gestione delle popolazioni di unulati è la densità agricolo-forestale. M che cos'è la densità agricolo-forestale? è il numero di capi per unità di superficie tale da non determinare un danneggiamento rilevante alle culture agricole e al bosco. Questo è un concetto fondamentale in gestione faunistica, ok? È una situazione di equilibrio, come dicevamo prima, deve esserci un equilibrio fra fauna selvatica e attività agricola. Ok? Eh, abbiamo un altro concetto importante eh che è la capacità di eh una popolazione di incrementare il numero di individui che la compongono grazie alla riproduzione. Ok? Quindi la natalità è
37:13 eh questa è è questa capacità. La la natalità, il tasso di natalità è il tasso di incremento del numero di individui di una popolazione. Abbiamo detto prima, facendo l'esempio del cinghiale, che il cinghiale è una specie con un'elevata natalità. L'opposto della natalità è la mortalità. Mortalità e natalità insieme a immigrazione e demigrazione determinano il saldo della popolazione. Ok? Quindi natalità più immigrazione meno mortalità più emigrazione uguale saldo della popolazione. Ovviamente eh sulla base del risultato di questa di questa operazione
37:58 matematica noi possiamo sapere se la popolazione si trova con un saldo positivo o con un saldo negativo. Il tasso di natalità viene espresso in forma percentuale sempre e va a definire il rapporto fra il numero dei nati e la popolazione iniziale in un arco di tempo. Solitamente quest'arco di tempo è 12 mesi, cioè un anno. Il tasso di fertilità invece, anche questo è un indice percentuale che viene determinato dal numero di di embrioni rispetto al numero delle femmine. Ok? Eh, quindi questi sono concetti importanti di eh dinamica di eh di popolazione. La crescita iniziale di una popolazione che
38:44 quindi una popolazione che sta colonizzando un un nuovo territorio è eh solitamente rapida in quanto ogni animale su quel nuovo territorio ha a disposizione delle condizioni eh di vita ottimali. Una popolazione quand'è che si sviluppa? Una popolazione si sviluppa non in maniera incontrollata, perché la eh la popolazione si sviluppa entro i limiti delle capacità dell'haat in cui vive e non cresce all'infinito. Questo è un concetto che tendiamo a dimenticare quando quando parliamo del lupo. Sembra che il lupo in Italia sia soggetto a un'espansione infinita. Eh, si vedono lupi ovunque, si pensa che ci siano migliaia di lupi sul territorio, eccetera. In realtà questo non è possibile perché perché non esiste un
39:31 territorio a capienza infinita. Tanto è vero che oggi, nel 2025, le principali cause di mortalità nel lupo sono uno, gli incidenti stradali e secondariamente gli scontri fra lupi, quindi lupi che ammazzano altri lupi. Questo perché? perché i branchi sul territorio hanno occupato la maggior parte del degli habitat disponibili e quindi non c'è spazio per nuovi per la creazione di nuovi di nuovi nuclei sociali, di nuovi nuclei familiari e quindi i lupi entrano in conflitto tra di loro e s'ammazzano. Pertanto una popolazione non si può espandere all'infinito su un in un territorio. Quindi concorrenza, disponibilità alimentari, malattie, disturbo fra consimili, emigrazione,
40:18 sono tutti fattori che contribuiscono a far sì che la popolazione si adatti alla capacità di occupazione del territorio. Ok? Quindi questa regolazione del dei numeri effettivi di una popolazione la si nota soprattutto negli ungulati. Invece in nel caso di mammiferi di piccole dimensioni come la lepre e in particolare nel negli uccelli la regolazione eh dipende generalmente da fattori principalmente climatici ambientali, quindi non di conflitti all'interno della della stessa specie, ma da disponibilità eh di cibo e disponibilità di di ambiente. Una cosa importante
41:04 quando parliamo di gestione faunistica, di studio della fauna, è l'individuazione delle cause che fanno fluttuare sia il tasso di crescita che il tasso di mortalità. Se noi facciamo prendiamo come esempio i eh i piccoli ungulati, le cause di mortalità sono rappresentate principalmente da che cosa? Dalla predazione, innanzitutto, dalle condizioni atmosferiche e dalle malattie. Per il capriolo eh un una mortalità importante da considerare è eh quella causata dai macchinari agricoli, dalla presenza di perché i macchinari agricoli? Perché le femmine di capriolo spesso vanno a partorire nei nei campi quando poi c'è lo sfalcio del del fieno,
41:50 i piccoli m spesso non vengono visti da da chi guida il trattore e quindi vengono ammazzati. eh dalla presenza di cani randagi. Aggiungerei anche dalla presenza di cani padronali che vengono lasciati liberi in campagna perché tanto la campagna è il parco giochi dei dei cittadini, scusate piccolo sfogo da agricoltore e eh dalle condizioni meteorologiche nel periodo successivo alle nascite. Invece negli adulti le principali cause di mortalità sono legate principalmente alle predazioni e all'attività venatoria, nonché agli incidenti stradali. Quindi, sommando tutte eh le differenti cause di mortalità, è chiaro che per
42:35 molte specie la caccia non non figura al primo posto, nonostante quello che si voglia eh si voglia far passare in certi ambienti. In ogni caso i prelievi venatori, come vedremo, si devono adattare alle caratteristiche della popolazione e quindi non è detto che ogni anno i piani di prelievo siano identici all'anno precedente, anche perché i cacciatori possono effettuare i prelievi del patrimonio faunistico a patto che questi non vadano a incidere sulla consistenza e sulla conservazione eh di quella popolazione. Un altro punto importante nella regolazione dei degli effettivi di una popolazione è la dispersione, ossia l'emigrazione di alcuni individui al di
43:23 fuori del loro territorio natale. Quindi i movimenti sono da annoverare tra i fattori che vanno a regolare la densità di una di una popolazione. Solitamente chi è che emigra? Eh, in generale sono sempre i giovani, da prima i maschi, che abbandonano il territorio di nascita e questo è stato è un fenomeno che è stato osservato sia in uccelli che in diverse specie di mammiferi. Eh, quando parliamo di gestione venatoria è importante considerare anche il rapporto fra i sessi e la struttura in classi di età di una popolazione. Perché? Perché eh tanti cacciatori vorrebbero cercare il trofeo e cercare di catturare l'animale più grosso, quindi il maschio adulto, eccetera, ma
44:09 se noi ragioniamo con questo approccio, andiamo a creare degli scompensi nella popolazione perché perché in natura solitamente avviene il contrario, ossia la predazione viene fatta soprattutto sui più giovani, che sono le prede più facili perché sono i soggetti più indifesi, oppure su animali malati, deboli o con difetti di sviluppo, oppure oppure sugli animali anziani. E quando parliamo di prelievo venatorio dobbiamo considerare questo, dobbiamo andare a simulare le condizioni naturali e quindi bisognerebbe preferire eh un giovane piuttosto che un maschio adulto che va a contribuire anche alla eh alla trasmissione della dei geni e della e della al mantenimento della popolazione nel corso del tempo. E quindi la
44:55 selezione naturale va a favorire, come sapete, dal dal dalla scuola, gli animali sani, forti e in buone condizioni fisiche. eh quando questi soggetti sono pronti per la riproduzione e quindi per giocare un ruolo importante nella struttura sociale della popolazione, eh essi devono essere tutelati eh dal rischio di un controllo da un prelievo venatorio eh troppo elevato. Quindi le catture vanno ripartite in maniera equa in base al sesso, all'età e i piani di prelievo venatorio sono di vitale importanza per il mantenimento di una popolazione equilibrata e rispetto all'ambiente. Quindi ogni specie è caratterizzata da
45:40 incrementi annui che sono quantificati con numero di capoi di cui può aumentare il gruppo nell'arco di un anno. Quindi l'incremento annuo è abbastanza costante nei nei grandi mammiferi, mentre invece è più variabile nei mammiferi più piccoli e negli uccelli. Ora iniziamo ad approfondire le principali specie della della fauna omeoterma. Intanto, che cosa significa omeoterma? Si, e sotto questo termine si vanno a riunire tutti gli organismi animali che sono capaci di mantenere la temperatura corporea a livelli pressoché stabili. Quindi i mammiferi e gli uccelli sono esempi di fauna omeoterma. Allora, i mammiferi sono animali vertebrati, quindi provvisti di colonna
46:27 vertebrale e scheletro osseo, vivipari che allattano la loro prole, essendo che le femmine hanno le ghiandole mammarie, hanno il corpo più o meno ricoperto di peli, possiedono quattro arti e eh le mandibole sono provviste di denti infissi in alveoli. Quindi le caratteristiche principali sono il pelo, la presenza di pelo, l'allattamento, una dentatura differenziata e eh spesso una cura parentale elevata, quindi vuol dire che allevano i propri cuccioli per diverso tempo. Se ci colleghiamo al concetto di gestione, la dentatura e l'apparato digerente vanno a determinare la diversa dieta e l'haitat, quindi un monogastrico avrà
47:14 una dieta differente rispetto a un poligastrico, ok? eh sono principalmente eh divisi in due macro eh macrogruppi. Abbiamo un gruppo di ruminanti che sono legati a eh delle risorse vegetali, a cicli stagionali e eh i carnivori che sono elusivi, spesso vengono censiti con la fototrappola e e i segni di presenza. Che cosa sono gli artiodattili? Gli artiodattili costituiscono un ordine compreso con altri nel superordine degli ungulati. La denominazione di eh di questi ultimi deriva dal fatto che i loro arti presentano delle dita che sono coperte da zoccoli e l'ordine degli artiodattili si caratterizza per la
48:02 particolare forma del piede. L'appoggio al suolo avviene solo per mezzo del terzo e quarto dito che ehm sono ricoperti da un'unghia. Le altre dita sono assenti oppure di dimensioni ridotte, come vediamo nella foto a eh a sinistra. Nella slide possiedono delle ghiandole odorifere la cui funzione è quella di produrre delle secrezioni che gli consentono di comunicare con i propri simili, marcatura del territorio, segno di presenza, eccetera. E gli artiodattili sono suddivisi in due sottordini che sono i ruminanti a cui appartengono le famiglie dei cervidi e dei bovidi. Come vedremo, i cervidi sono m cervo e capriolo, ad esempio i bovidi sono camoscio, stambe muflone e non
48:50 ruminanti a cui appartiene la famiglia dei suidi con l'unica specie rappresentata da noi che è il che è il cinghiale. I cervidi sono degli ungulati i cui maschi presentano dei dei processi frontali ossei, detti ceppi o steli che vanno a sostenere una struttura ossea chiamata palco con delle diramazioni più o meno numerose. I palchi sono caduchi, vengono rinnovati annualmente e questo fenomeno è controllato da un ormone maschile che è secreto dai testicoli, ossia dal testosterone. Quindi i palchi rappresentano dei caratteri sessuali secondari maschili. All'estremità dei ceppi si trovano delle
49:38 delle cellule che sono in grado di accumulare del materiale inizialmente ehm protetto da del tessuto epidermico e in gergo viene chiamato velluto. Quindi eh molte volte avrete sentito dire al cacciatore "Ah, guardate è nel velluto". Ok? sono proprio questi palchi durante la fase di crescita sono ricoperti da da velluto. Ehm questa questo velluto, questo tessuto è intensamente errorato da da sangue, il quale una volta che è avvenuta l'ossificazione si stacca e la fase in cui il maschio va a pulirsi il trofeo e quindi si il maschio si pulisce il trofeo, si toglie il vuto e lascia scoperto l'osso che in maniera progressiva si colorerà per effetto
50:24 della luce e dell'accumulo di materiali di provenienza vegetale a seguito dello storofinamento sulla pianta. Ehm i cervidi non eh possiedono la cistifelia, quindi non possiedono il serato il serbatoio di accumulo della della bile. Nei nei cervidi abbiamo cervo, capriolo e daino e la caratteristica chiave, come vi dicevo prima, è la presenza del palco nei maschi che viene rinnovato ogni anno e ehm la il fatto che il palco venga rinnovato ogni anno e la sua il suo rinnovo è legato a delle fluttuazioni ormonali ci insegna un concetto molto importante, ossia che molte specie hanno delle finestre biologiche in cui sono più osservabili. pensiamo il bramito del cervo, la territorialità, i
51:10 raggruppamenti, eccetera. E quindi i censimenti di queste di queste specie vanno collocati proprio in quelle finestre lì. Il ciclo riproduttivo guida eh il periodo in cui l'animale è territoriale, il periodo in cui l'animale è più visibile e il periodo in cui l'animale è più sensibile al disturbo. Ok? Per esempio, eh ci sono specie che nidificano a terra, che sono vulnerabili in primavera e eh quindi sono sensibili a lavori agricoli che in quella fase possono andare a distruggere il nido e a compromettere o comunque ridurre il successo riproduttivo. I bovidi invece sono degli artiodattili che vanno a differenziarsi dai cervidi soprattutto per il fatto che portano delle vere e proprie corna, vale a dire
51:56 degli astucci di sostanza cornea, cioè di cheratina, che vanno a rivestire un processo frontale osseo. La loro crescita è continua ed è più accentuata nei primi 3-4 anni di vita e finché la struttura scheletrica non completa lo sviluppo. Di fatto. In alcune specie le corna sono portate da entrambi i sessi, mentre invece in altre specie le femmine ne possono essere sprovviste oppure possono presentare delle corna di dimensioni ridotte. Eh, in Italia abbiamo eh come bovidi eh camoso, stambecco e eh emuflone. Il peso medio mh dei dei soggetti di un anno non è enorme. Ehm
52:41 e in questo caso è un pochino più difficile eh riconoscere riconoscere il sesso. Per esempio, un camoso e ha un peso medio e viscerato di circa 17 kg e eh per essere riconosciuto nel maschio si utilizza la presenza di pennello, ossia il ciuffo di peli che va a ricoprire il pene, la struttura corporea robusta, le corna più massicce e un comportamento meno gregario. E quando ho fatto il corso per cacciatori di selezione avevo l'ansia che mi si chiedesse di fare il riconoscimento del delle classi di età e del sesso e del camoso, perché di solito facevano vedere delle foto prese da lontanissimo in cui si riusciva a identificare soltanto
53:27 guardando, ok, è isolato, non è gregario, quindi sarà un maschio. Ehm, il invece per quanto riguarda lo stambecco abbiamo delle dimensioni più massicce, è più grosso in Italia è specie protetta non cacciabile e eh invece per quanto riguarda il muflone abbiamo un peso che è intermedio fra camos e stambecco. E nel maschio le corna sono molto più massicce rispetto alla femmina che ha corna assenti oppure molto brevi e comunque corna molto sottili. E il muflone ha la coda. Ehm
54:13 eh dicevo l'ha del dei bovidi è un habitat montano, ha diverse altitudini. ci sono eh animali che preferiscono zone più rocciose, altri zone più di fondo valle, però comunque eh si tratta di animali che eh vivono vivono in quota. Per quanto riguarda i suidi, abbiamo in Italia soltanto il il cinghiale, ha un peso compreso fra i 40 e i 200 kg ed è un animale onnivoro. Il il suo periodo riproduttivo è molto variabile tra novembre e e febbraio, però comunque è molto legato alle condizioni climatiche. Eh, i maschi di rango si vanno a infiltrare nei gruppi femminili, allontanano eventuali altri maschi e i giovani e vanno a coprire le femmine appena entrano in estro. Eh, si possono
55:00 verificare anche degli scontri di maschi di pari livello per motivi gerarchici. La maturità sessuale nelle femmine a livello fisiologico è di un anno, anche se ci sono esempi di eh cioè testimonianze di femmine entrate in estro anche prima del primo anno di vita in base alla tipologia di alimentazione che trovavano sul territorio. La maturità sociale per le femmine arriva a 2 anni, mentre invece il maschio arriva a essere socialmente maturo, cioè socialmente sì, maturo a 5 anni. Eh, le femmine del cinghiale normalmente vivono in branchi e branchi che sono anche piuttosto numerosi che sono composti da diverse unità familiari. Nel gruppo si trovano sia femmine adulte, femmine piccole e e giovani maschi sino ai 18 mesi. Questa
55:47 specie è estremamente adattabile all'uomo e eh infatti la sua presenza in aree con attività produttive agricole risulta altamente impattante eh sulle culture e anche sui pascoli. Eh l'allevamento di queste specie è molto facile e spesso forma anche delle ibridazioni con le specie domestiche. Eh, purtroppo, essendo così facile da allevare, immissioni scellerate hanno portato anche eh delle scelte gestionali con impatti profondi sugli eemi. Allora, parlando dei dei lagomorfi, parliamo sostanzialmente, facciamo riferimento sostanzialmente a tre specie: eh, la lepre comune, la lepre variabile e il coniglio selvatico. La lepre comune è la quella che conosciamo
56:33 tutti. La lepre variabile è detta anche lepre bianca o leprealpina. E il coniglio selvatico e è quello che eh che vediamo in foto. Possiamo dire che i leporidi si distinguono dai dai roditori per la loro dentatura. I roditori hanno soltanto un paio di incisivi, mentre i lagomorfi ne possiedono due paia nella mascella eh superiore. Il secondo paio è comunque molto ridotto ed è nascosto dietro al primo. Gli incisivi hanno una crescita continua e di conseguenza ne deriva la necessità anche di un loro continuo uso, perché perché ovviamente potrebbero andare incontro a serie difficoltà nell'assunzione degli
57:18 alimenti dovuti a una crescita eccessiva di questi denti. I lagomorfi presentano anche una particolarità nella fisiologia della digestione eh che consente loro un miglior eh utilizzo di alimenti poveri di sostanze nutritive. Perché che cosa fanno? Sostanzialmente li fanno passare due volte nel eh nel tubo digerente. Il cibo viene ingerito, digerito e assimilato. Ehm ovviamente parte dei nutritivi viene digerita e assimilata. In questo modo si formano dei pellet fecali, quindi delle palline di cacca, eh, che sono umide e morbide. Queste vengono espulse mh attraverso l'ano e eh
58:03 lo sterco quasi non tocca nemmeno il terreno m perché appena viene prodotto viene subito reingerito e viene passato una seconda volta attraverso stomaco e eh intestino. Dopo questo secondo passaggio si forma lo sterco definitivo che eh assume la caratteristica forma tondeggiante. Questo processo ha un nome preciso che è, mi sono inceppata che è denominato cecotrofia. Quindi anche gli uccelli sono dei vertebrati, quindi sono anche loro provvisti di colonna vertebrale e di scheletro osseo. Sono vipari, hanno il corpo ricoperto di piume e di penne che sono remiganti e e timoniere e hanno
58:50 quattro arti di cui i due anteriori sono stati trasformati in ali, non hanno denti e le mandibole sono ricoperte di una struttura cornea chiamata becco. Dalle uova nascono dei piccoli che a seconda della specie possono essere o inetti, quindi nidicoli, privi di piume, con le palpebre chiuse che rimangono alcuni giorni nel nido e sono nutriti dai genitori che procedono all'imbeccata, oppure precoci o nidifughi che nascono ricoperti di piume, palpebre aperte, abbandonano il nido poco dopo la schiusa perché sono anche già in grado di assumere il cibo in maniera autonoma, pur seguendo per un certo tempo la madre dalla quale ricevono comunque protezione. Eh,
59:37 abbiamo specie che sono stanziali, quindi occupano per tutto l'anno lo stesso territorio e specie invece migratrici che compiono regolari spostamenti stagionali dai nidi di dai luoghi di di di dai luoghi di nidificazione a quelli di svernamento. E questi due comportamenti si possono osservare anche contemporaneamente all'interno della stessa specie. Quindi negli anseriformi abbiamo gli anatidi che è una famiglia, quella degli anatidi è una famiglia appartenente all'ordine degli anseriformi, famiglia che comprende uccelli di dimensioni medie e dimensioni grandi col corpo tozzo che sono provviste di dita palmate e un becco largo e piatto.
1:00:25 Gli anatidi depongono mediamente 8-10 uova che covano per circa 24-28 giorni e la loro prole è precoce. Ehm, tra le specie di anatidi, forse la più famosa, è proprio il germanoreale, che è l'anatra eh più comune. Il dimorfismo sessuale in questa specie è molto evidente perché il maschio è riconoscibile per un piumaggio variopinto e il collo verde, mentre invece la femmina è di colore bruno uniforme. Eh, questa specie nidifica regolarmente lungo le sponde di specchi d'acqua, canali e alcuni fiumi. Il nido viene costruito per terra all'interno dell'erba alta o nei canneti, anche se non è raro trovarlo su rami bassi o in
1:01:14 cavità del terreno. Eh, sono stati riportati casi anche di nidi lontani dall'acqua e la predazione sulle uova e sui piccoli è molto elevata. Eh, oltre agli individui stanziali, eh talvolta eh gli individui stanziali spesso sono incrociati con delle specie domestiche perché ehm vi sono delle migrazioni eh invernali ehm che ehm eh portano ad avere uccelli in arrivo dal Nord Europa ehm che si vanno a unire con le popolazioni stanziali presenti sul nostro territorio. Un'altra tipologia di anatidi che che analizziamo durante questa lezione è
1:02:00 l'alzavola che è la più piccola anatra europea. Ha un dimorfismo sessuale anch'essa accentuato perché abbiamo anche in questo caso un maschio variopinto e una femmina con un piomaggio bruno uniforme e una macchia verde eh sulle remiganti secondarie. La specie nidifica in primavera tra aprile e maggio e eh la schiusa avviene in giugno. Eh i piccoli imparano a eh volare dopo circa 20 giorni, quindi comunque eh hanno bisogno di eh di cure parentali. Eh un'altra tipologia di anatide che eh dovete imparare a riconoscere la marzaiola. Eh, in questo caso abbiamo di nuovo un dimorfismo sessuale marcato in
1:02:46 cui eh il maschio presenta un piumaggio variopinto e la particolarità di questa specie è che il maschio presenta un marcato sopracciglio di colore di colore bianco. Ripeto, non entriamo troppo nel dettaglio di questi argomenti perché parliamo di un corso per addestratori cinofili e non un corso di licenza di caccia. Seconda ehm eh seconda analisi è quella che faremo sui galli che facciamo sui galliformi. Eh si tratta di uccelli massicci che possiedono un becco forte e robusto, hanno ali brevi e arrotondate e quando volano lo fanno con rapidi colpi d'ala,
1:03:34 mentre raramente volano per più di poche centinaia di metri. Ok? Quindi fanno dei voli brevi, atterrano, planando e eh vanno a deporre le uova a terra dove trascorrono gran parte del tempo. La loro prole è nidifuga e eh abbiamo di fatto due famiglie di interesse venatorio che sono i tetraonidi e i fasianidi. Nei tetraonidi abbiamo specie che presentano particolari adattamenti per poter vivere in in ambienti fredi e nevosi. Stiamo parlando di fauna alpina, eh, quindi abbiamo un piumaggio folto, dei tarsi piumati, delle narici che sono ricoperte da piume, delle dita che sono provviste di eh espansioni corne
1:04:20 laterali e eh un apparato digerente che è eh adatto ad ambienti ad ambienti poveri. Quindi abbiamo per esempio come rappresentante di questa specie andiamo a citare il fagiano di monte e parliamo di specie che sono stanziali. Eh, nei fasianidi invece eh, abbiamo una i fasianidi sono una famiglia di galliformi di taglia medio grande, eh, che sono animali massicci con abitudini esclusivamente o prevalentemente terricole, quindi significa che prevalentemente questi animali vivono a terra e eh nei fasiani annoveriamo il fagiano comune, la coturnice e la starna con abitudini stanziali e la quaglia
1:05:07 invece come specie migratrice. Eh, come vi ho detto, non è un corso per la licenza di caccia, quindi non non voglio dilungarmi con eh con i dettagli sulle sulle specie. Concludiamo questo escursus sulla fauna di interesse parlando dei caradriformi rappresentati dalla eh dalla beccaccia. La becca è una specie elusiva, è una specie migratrice e una specie legata a suoli comunque umidi. Vive in boschi con un bel sottobosco, eh radure umide, margini delle foreste e valloni. Eh in inverno preferisce cercare dei suoli morbidi e umidi per potersi alimentare.
1:05:52 è un animale prevalentemente crepuscolare notturno e di giorno va a riposare in quelle che vengono definite rimesse, che sono delle zone comunque che le permettono di essere mimetica. è un animale molto sensibile al disturbo e infatti può cambiare rimessa molto molto molto frequentemente. Si nutre principalmente di lombrichi e invertebrati che trova il suolo e infatti ha questo becco molto lungo specializzato per sondare terreni umidi. Ehm nelle aree riproduttive, com'è che si riproduce? nelle aree riproduttive i maschi iniziano a fare dei voli eh crepuscolari e quindi per potersi riprodurre hanno bisogno di boschi idonei con un disturbo eh contenuto.
1:06:41 Per la beccaccia i suoi i punti di forza sono sicuramente la sua mobilità e la sua capacità di sfruttare dei dei mosaici forestali, ma ha anche delle debolezze, come ad esempio l'essere dipendente dalle condizioni del terreno, dove lei va di fatto a nutrirsi e il fatto di essere vulnerabile ai cambiamenti climatici come sicità e gelo e ehm e quindi ha è soggetta anche al disturbo derivante dalla frammentazione del territorio. Quindi abbiamo finito questo escursus fra le specie di interesse e torniamo un po' a concetti teorici importanti per conservazione e gestione. Eh, il rapporto dei sessi di base è la proporzione fra maschi e femmine. Ma perché ci interessa? ci
1:07:27 interessa perché ovviamente va a influenzare il potenziale riproduttivo di eh di una popolazione. Se mancano delle femmine ovviamente la crescita crolla e se mancano maschi in specie monogame succede la stessa cosa. In molte specie il rapporto osservato dipende anche da visibilità, ossia i maschi possono essere più visibili in periodi di canto e territor e e momenti di territorialità, di difesa del territorio. Quindi nei censimenti è sempre difficile distinguere il vero rapporto tra i sessi perché abbiamo un rapporto reale che è quello legato alla popolazione e un rapporto osservato legato ai censimenti che rischia di essere fuorviante perché ovviamente quando si vanno a fare i
1:08:13 conteggi ad esempio nelle arene è chiaro che si contano più maschi che femmine ma questo non rappresenta il vero rapporto tra i sessi. Quindi capite come effettivamente gestire la fauna selvatica non sia assolutamente semplice. E ovviamente stiamo parlando di un concetto fondamentale perché in nella gestione il rapporto fra e struttura di età è un concetto fondamentale. Eh se in un censimento autunnale io vedo molti adulti e pochi giovani, significa che sto osservando che cosa? Se vi ricordate, l'abbiamo detto prima, sto osservando uno scarso eh successo riproduttivo, quindi devo andare a cercare delle cause che possono essere predazioni, condizioni meteo, disturbo derivante dall'attività antropica, eccetera. E invece viceversa,
1:09:01 se vedo molti giovani, la stagione riproduttiva è stata favorevole, quindi la popolazione, quella popolazione ha un potenziale di crescita. Allora, la natalità massima teorica è la capacità intrinseca di accrescimento di una determinata popolazione in condizioni ideali, quindi senza la presenza di fattori limitanti. Invece la natalità effettiva è l'accrescimento di una popolazione in condizioni reali e specifiche perché perché ovviamente in un ambiente ci saranno sempre dei fattori limitanti alla natalità e alla natalità teorica. Quindi la mortalità, abbiamo detto, è il numero, l'abbiamo detto all'inizio di questa lezione, è il numero di individui di una
1:09:47 popolazione che muoiono in un determinato periodo di tempo. Invece la mortalità effettiva è rappresentata dal numero di individui morti in una specifica eh situazione reale. La mortalità minima teorica è il numero di individui morti in condizioni ideali. Quindi, che cosa sono questi fattori limitanti? Abbiamo parlato di fattori limitanti, senza però definirli. I fattori limitanti sono tutti i fattori eh ambientali che vanno a eh influenzare negativamente la crescita e la qualità di una determinata popolazione. E a che cosa si riferiscono? Detti così sembra una cosa chissà com'è complicata. In realtà sono fanno riferimento al cibo, allo spazio, a situazioni di
1:10:33 competizione, a predazione, presenza di epidemie. parassitosi e oppure fattori climatici e ambientali. Quindi tutte le specie animali indistintamente costituiscono il nutrimento dei loro nemici naturali che possono essere sia predatori che parassiti che agenti patogeni. In alcuni casi i nemici naturali possono svolgere un ruolo molto importante nel controllo delle popolazioni delle loro vittime e come si può notare dagli effetti che l'eliminazione e il controllo di predatori o il controllo di malattie possono avere sul numero di individui determinate specie animali. Abbiamo visto prima che quando immettiamo mh della selvaggina, per esempio, da allevamento sul territorio, queste sono molto più esposte alle predazioni. Se noi continuiamo a immettere selvaggine
1:11:19 in un territorio, ma non facciamo nessunazione per gestire eh la presenza dei predatori, eh è chiaro che questa popolazione avrà scarsissime possibilità di ehm di sopravvivenza. E inoltre per tutte le specie animali c'è una gamma ristretta dei valori dei parametri fisici all'interno della quale gli individui possono sopravvivere e riprodursi. Perché? Perché ogni specie animale ha nei confronti del proprio habitat un certo numero di esigenze come il cibo, la presenza di spazi, la presenza di ripari, luoghi idonei alla riproduzione, eccetera. e capiamo come su questi spazi abbia un'influenza molto importante anche l'attività umana, perché la modifica degli ambienti agricoli, le modifiche di di eh di
1:12:07 modalità di coltivazione o anche l'abbandono di determinati ambienti possono avere un'influenza anche sostanziale nei confronti della sopravvivenza di determinate specie. Eh, inoltre dobbiamo ricordare che ciascun habitat è provvisto solo limitatamente di tale risorse. Ok? Pertanto, andiamo a definire anche un concetto importante che è quello di capacità portante. La capacità portante di un habitat è il numero massimo di individui di una determinata specie che l'ha espresso da ovviamente da un determinato territorio, può sostenere per tutta la durata del ciclo vitale di quella specie. Eh, questa capacità portante varia in funzione delle stagioni, del tempo e pone in ogni caso un limite alla
1:12:54 crescita di una popolazione, conseguentemente alla competizione che si instaura tra gli individui per il possesso delle risorse, quindi una competizione intraspecifica. Pertanto è impensabile parlare di crescita incontrollata di una popolazione perché ad un certo punto poi eh l'habitat avrà più le risorse per ammettere questa nuovi individui e e quindi ci sarà una competizione intrapecifica. che abbiamo già fatto prima, l'esempio dei lupi che una volta che abbandonano il loro nucleo
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