ECOLOGIA DELLA FELICITÀ con Stefano Bartolini

Breve Sintesi

Il video parla dell'edizione 2025 degli "Orizzonti della Salute" della Fondazione Zoé, che mira a far comprendere la salute come benessere globale, inclusivo di aspetti sociali e ambientali. Il tema principale è la felicità e la sua relazione con il concetto di "One Health", che integra la salute umana, animale e ambientale. Si discute la necessità di un cambiamento verso una maggiore sostenibilità senza compromettere la felicità e il benessere delle persone.

  • L'evento annuale propone un'ampia visione del concetto di salute.
  • Si esplora la connessione tra felicità e sostenibilità attraverso il dialogo con esperti e professionisti nel campo.

Introduzione e Concetto di Salute

La Fondazione Zoé accoglie i partecipanti all'edizione 2025 di "Orizzonti della Salute". Viene spiegato che la salute va oltre l'assenza di malattia e deve includere benessere personale, sociale e ambientale. Si introduce il tema della felicità, che viene esplorato in connessione con il concetto di One Health, il quale enfatizza la sostenibilità della salute per l'uomo, gli animali e l'ambiente.

Felicità e One Health

Il professor Bartolini, esperto di economia e felicità, discute se ci possa essere una conciliazione tra sostenibilità e felicità. La sostenibilità può sembrare associata alla rinuncia, ma si indaga se essa possa effettivamente promuovere la felicità. Si invita il pubblico a considerare la felicità come una medicina preventiva e a riflettere sull'importanza delle relazioni sociali.

Statistiche e Pessimismo

Bartolini presenta statistiche internazionali che rivelano un atteggiamento pessimista diffuso riguardo al futuro della civiltà. Sette italiani su dieci credono che la civiltà sia sull'orlo del collasso, specialmente tra i giovani. Si esaminano anche le preferenze degli individui tra un futuro competitivo e uno sostenibile, rivelando una netta preferenza per quest'ultimo.

Riflessioni Ecologiste e Crescita Economica

Il discorso si concentra sulle convinzioni tra gli ecologisti riguardo alla necessità di un cambiamento ecologico, sottolineando che molti di loro ritengono che le catastrofi siano necessarie per un cambiamento positivo. Viene mostrata la grande accelerazione demografica e la crescita economica che hanno portato a una crisi ecologica, sottolineando l'incapacità della società di affrontare questi problemi.

Decrescita e Salute

Si discute come la società stia entrando in una fase di decrescita, con diminuzioni della popolazione e stagnazione economica. Viene evidenziato che la vera crescita duratura non si basa sul PIL ma sulla qualità della vita e delle relazioni sociali. Bartolini offre un messaggio ottimistico contrario al pessimismo predominante, sostenendo la necessità di una nuova visione della vita collettiva.

Felicità e Relazioni

Bartolini collega le sue argomentazioni alla salute, illustrando come la condivisione e le relazioni siano fondamentali per la felicità. Viene presentato un grafico di 50 anni che mette in evidenza come, nonostante il crescente PIL, la felicità stia diminuendo negli Stati Uniti. Si sottolinea l'importanza delle relazioni interpersonali e comunitarie per il benessere umano.

Solitudine e Salute Mentale

L'attenzione si sposta sulla crescente solitudine, che è un fattore chiave di rischio per la salute mentale e fisica. Si menzionano i tassi preoccupanti di malattie mentali e la necessità di costruire legami sociali più forti per migliorare la salute generale della popolazione. Viene esaminato come le politiche attuali non stiano affrontando efficacemente il problema della solitudine.

Sostenibilità e Politiche di Salute

Bartolini propugna l'idea che la vera prevenzione della salute avvenga al di fuori dei sistemi sanitari, attraverso azioni sociali e politiche volte a migliorare la qualità della vita collettiva. Propone quindi interventi per ridurre la solitudine e migliorare le relazioni sociali, sottolineando l'importanza di avere istituzioni che supportino questi cambiamenti.

Conclusioni e Domande

Il video si conclude con un'analisi del consenso crescente per un cambiamento sociale e politico, enfatizzando che la maggioranza della popolazione desidera una società più sostenibile e collaborativa. Si discute l'importanza di un cambiamento culturale e delle percezioni collettive per realizzare un futuro migliore, nonostante le attuali sfide. Viene aperto un dialogo con il pubblico su questi temi e su come le istituzioni possano e debbano supportare tali cambiamenti.

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Trascrizione

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0:02 Buongiorno. Buongiorno a tutti. Scusate il ritardo e e benvenuti in in Fondazione Zoè. Siamo alla edizione, all'inizio dell'edizione del 2025 degli Orizzonti della Salute. questa rassegna che ogni anno durante il periodo appunto autunnale ha l'obiettivo di allargare la nostra visione sul concetto di di salute e salute intesa non solamente come assenza di malattia, ma come benessere, un benessere inteso complessivamente un benessere sociale, personale e ambientale. Il primo argomento che trattiamo nel contesto di questa rassegna riguarda la

0:48 felicità. Ovviamente un tema fondamentale a caro a tutti quanti, ma che vogliamo mettere in stretta connessione con One Health. One Health è quel concetto che è stata la linea guida delle rassegne degli orizzonti della salute negli ultimi anni. Ehm e la domanda che ci poniamo è se effettivamente One inteso come sostenibilità, quindi una sostenibilità della salute eh dell'uomo, degli animali, dell'ambiente possa effettivamente interagire e conciliarsi con la con la felicità. ci poniamo questa domanda perché molto spesso il concetto di sostenibilità ci fa un po' paura, ci fa pensare a una

1:34 forma di rinuncia dei nostri comfort, del nostro benessere, addirittura della felicità. Ma è veramente è veramente così oppure può esserci un'effettiva conciliazione? Ne parliamo con il professore Bartolini, economista, professore all'Università di Siena ed è uno dei massimi esperti degli studi sulla sulla felicità e e lui si interroga appunto nel nel suo libro se effettivamente ci possa essere una questa conciliazione e propone un manifesto di trasformazione di natura sociale, economica proprio per, ecco, porci nella

2:19 condizione non più di sfidare la natura, ma appunto di trovare una piena conciliazione. A questo punto ringraziamo il professore di essere qui. Vi invito tutti quanti a partecipare a questo dialogo e ponendo, insomma, ricordandoci, come dice lui stesso, che ecco, la felicità è una la migliore medicina preventiva e alla base della felicità ci sono appunto le relazioni. Allora, grazie professore, le lascio la parola. >> Grazie. [applauso] Bene, quello che vedete qui è la copertina del libro a cui accennava chi

3:05 mi ha introdotto e andiamo alle domande chiave a cui cercherò di rispondere. Da cosa dipende la salute del pianeta, la sostenibilità, la qualità dell'ambiente e da cosa dipende la nostra salute e la intendo in senso ampio, la salute fisica, mentale, sociale economica psicologica e soprattutto tutti questi sono obiettivi compatibili, possono essere messi tutti d'accordo? Tutte queste domande in realtà sono sintetizzabili in un'altra domanda. Possiamo mettere d'accordo economia, felicità, salute ed ecologia. Quindi questa è la domanda e ora cominciamo a

3:53 entrare nella risposta che è sì e che ruota intorno al concetto dei one health. Cioè esiste una unica salute di tutto, del pianeta, della nostra del nostro benessere, della nostra salute fisica, mentale. è un quello che vi racconterò è un sapore molto olistico, nel senso che tutto è collegato e il messaggio è che la salute dell'economia, degli ecosistemi, del nostro corpo, della nostra anima, sono tutti legati e sono inseparabili e non possiamo avere l'una senza l'altra. Eh, Papa Francesco aveva detto che c'eravamo illusi di essere sani in un mondo malato e poi vari eventi ci hanno ricordato che

4:39 tutto ciò non era possibile. Attualmente non abbiamo nessuna delle quattro e io vi proporrò come fare per averle e abbiamo bisogno di un cambiamento a tutto tondo, sociale, culturale, politico e soprattutto questo è un cambiamento possibile. Questo messaggio, il messaggio che vi manderò è un messaggio profondamente ottimistico ed è in radicale conflitto con il clima culturale dominante, perché ora vi farò vedere un po' di numeri che vi racconteranno che in realtà noi viviamo l'età del pessimismo, il pessimismo più radicale e profondo da molto tempo,

5:25 secondo me da almeno un paio di secoli. Guardate prima di tutto questo dato quando è un sondaggio internazionale in cui è stato chiesto alla gente se concordano con l'affermazione che la civiltà così come la conosciamo, collasserà negli anni a venire. Questi sono numeri sconvolgenti. In Italia 7 su 10 ti dicono di sì, che la civiltà è sul loro del collasso. È interessante che al di sotto dei 35 anni questa percentuale diventi il 3 l'85%. Cioè più cala più diventa bassa l'età e più la gente diventa pessimista. Eh, nel paese più ottimista d'Europa, che è la Germania,

6:12 solo quattro persone su 10 pensano che siamo sull'orlo del collasso eh della civiltà. Ora guardate questi altri dati. Questi sono ancora più sconvolgenti. Nel recentemente è stato condotto un sondaggio internazionale chiedendo quali fossero gli scenari futuri più desiderabili tra due alternative. La prima alternativa è uno scenario competitivo, cioè definito come una società ad alta velocità, competizione internazionale, l'accento sull'individuo, sulla generazione di ricchezza, sul progresso tecnologico, oppure l'alternativa uno scenario sostenibile, una società più verde, più armoniosa, dove l'accento è

6:58 sulla cooperazione, sulla comunità, sulla famiglia, su una distribuzione più equa della ricchezza, sulla sufficienza economica, due cose assolutamente incompatibili. Adesso vi faccio vedere cosa vota la gente. Eh, questo è un altro sondaggio internazionale qui. Allora, quello che dovete guardare sono le prime due colonne. Quella che quelli che preferiscono lo scenario competitivo è la prima colonna, quelli che preferiscono lo scenario sostenibile è la seconda colonna. intorno al 90% vota lo scenario sostenibile. Cosa ci racconta questo?

7:43 che eh nonostante l'impressione di estrema frammentazione delle nostre società, in realtà esiste un accordo molto grande e molto maggioritario su cosa dovremmo fare, su dove dovremmo andare. È un accordo quasi unanime, si parla del 90% delle persone. La cosa che dovete notare qui è che il mondo attuale somiglia allo scenario competitivo. Quindi quando il 90% della gente vi dice che preferisce lo scenario sostenibile, vi sta dicendo che il mondo attuale non gli piace. Le altre due colonne sono anche quelle molto interessanti, perché quelle sono le risposte che la gente dà a domande su

8:30 eh ah saltato, non si vede bene. Ehm domande su cos'è che accadrà, cioè se nel futuro, il futuro qui è inteso come 2040 e se nel futuro avremo uno scenario eh positivo oppure uno scenario di crisi. quello che vedete lì, la prima colonna è lo scenario di crisi, la la terza, scusate, lo scenario di crisi, la quarta è lo scenario positivo e la stragrande maggioranza della gente dice che avremo uno scenario di crisi. Questi dati quello che vi raccontano è che uno c'è un consenso amplissimo su

9:16 dove dovremmo andare, su cosa dovremmo fare. du c'è un consenso amplissimo sul fatto che non ci andremo. Questi sono [risate] dati che vi raccontano di una percezione di impotenza collettiva spaventosa. Sappiamo cosa vorremmo fare e sappiamo anche che non siamo capaci di farlo. Ehm, andiamo avanti. Il questo è uno scenario sostanzialmente quello che ho fatto vedere di pessimismo profondissimo inimmaginabile diciamo, fino a mezzo secolo fa, che fino agli anni 70 eravamo dominati

10:02 dall'idea di progresso che la società andava a migliorare. Adesso non ci crede più nessuno. Questo scenario, questi scenari estremamente pessimistici riguardano anche il mondo ecologista. La grande maggioranza degli ecologisti son convinti che tutto andrà male e adesso ve lo fa vedere. Eh, questi sono tutte citazioni di ecologisti molto molto influenti. Eh, un cambiamento ecologico efficace avrà sostegno solo dopo un'enorme catastrofe. Questa ovviamente sarebbe la sconfitta più grande per l'ecologismo, perché l'ecologismo era nato per prevenire le catastrofi, non per lucrare politicamente sulle catastrofi.

10:50 Non c'è alternativa alla crescita economica. Ora poi vi spiego perché questa fase è importante. Addirittura ci sono ecologisti importanti che dicono "Dovremmo lasciar perdere la battaglia contro il cambiamento climatico perché non la possiamo vincere. è una battaglia persa. Addirittura in Francia si è diffusa una nuova scienza che si chiama collassologia, molto influente, che in sostanza, insomma, dice che entro qualche anno ci sarà il collasso della civiltà sotto il peso schiacciante di disastri ecologici, disastri sociali. Perché raccontano questo? perché hanno in mente quella che viene definita nel

11:37 dibattiti su questi temi, la grande accelerazione. Vi faccio vedere immediatamente cos'è. Questa è la storia demografica del mondo negli ultimi 1000 anni. Quello che vedete qui si parte dal 1000 e si finisce al 2000. Quello che vedete qui è che per 800 anni, fino al 1800, la la demografia del mondo è quasi piatta, cioè l'aumento della popolazione è lentissimo nel tempo perché erano tempi in cui la gente faceva tanti figli, ma la mortalità era molto alta e le due cose più o meno si compensavano. Guardate, negli ultimi due secoli, dopo l'800 quello che è successo è che la mortalità è crollata, ma la gente ha continuato a fare tanti figli. Di conseguenza,

12:23 esplosione demografica. Questa è un esempio di quella viene chiamata la grande accelerazione in demografia negli ultimi 200 anni. Questo è il prodotto interno lordo procapite di nuovo su 1000 anni e solita storia fino al 1800 tutto piatto. Piatto voleva dire miseria a quei tempi, cioè è una storia tutti quegli 800 anni è una storia di livelli bassissimi di vita, gente molto povera. Poi negli ultimi 200 anni dopo la rivoluzione industriale lo standard materiale di vita si impenna. Il PIL e il prodotto interno lordo, la misura dello standard materiale di vita. Tutto chiaro finora?

13:11 Questa è la grande accelerazione del reddito dello standard materiale di vita. di fronte a numeri di questo genere e sono numeri sono questi numeri che motivano l'enorme pessimismo degli ecologisti. Vi faccio vedere subito perché. Perché guardate, queste sono le emissioni di CO2, il gas sta provocando eh il riscaldamento climatico eh fino al 2020 ve le fanno vedere la crescita enorme che hanno avuto e poi il grafico vi fa vedere quello che dovremmo fare per arrivare a zero emissioni. In un caso è entro il 2040, nell'altro

13:59 caso è il 205, ma dovremmo fare un taglio così brutale, radicale, profondo all'emissione di CO2 che insomma pensare tutta sta faccenda sia plausibile è molto difficile. Messaggio, tutto andrà male. Perché tutto andrà male? Perché dovremmo fermare la grande la grande accelerazione, dovremmo ridurre la crescita economica, dovremmo ridurre la crescita eh demografica, tutte cose che la gente non vuole. Questa è una mission impossible. È politicamente impossibile fare questo. Nessuno vota per avere meno. Ci siete?

14:48 La politica dei limiti, che è quella degli ecologisti, sostanzialmente, non ha mai avuto consenso e la crescita economica continua a essere al centro dei dei desideri delle persone, al centro delle agende politiche dei partiti, insomma, Mission Impossible. Infatti lì ci ho messo l'attore del film. In realtà tutto questo è sbagliato e quello, vi vedo scioccati da questo inizio, ma in realtà io le cose vi racconterò sono molto ottimistiche perché si sbagliano. Vi spiego perché. Perché noi siamo entrati in realtà in una fase della storia che si chiama grande decelerazione, non grande accelerazione. Guardate questo. Eh, sapete benissimo, no, tutti che la gente

15:34 fa pochissimi figli. Sapete benissimo che la popolazione in Italia sta diminuendo. Sapete benissimo che sta diminuendo in tutti i paesi ricchi perché nasce meno gente di quanto ne muoia. Quello che non sapete è che questo sta succedendo in realtà molto al di fuori dei paesi ricchi. Sta succedendo anche in paesi a medio reddito, in tanti paesi poveri. La gente fa pochi figli. Queste sono le proiezioni sulla popolazione cinese alla fine del secolo. E qui ci sono due proiezioni, quella buona, ormai lo sappiamo, e quella bassa, il che vi dice che attualmente siamo al picco della popolazione cinese, 1 miliardo e4.

16:20 Alla fine del secolo i cinesi saranno 700 milioni, la metà. E questo riguarda tutto il mondo. Non c'è nessun dubbio tra i demografi che qui in questo secolo la popolazione mondiale diminuirà. Su questo sono tutti d'accordo, non son d'accordo quando comincerà, però sul fatto che sicuramente ci sarà son tutti d'accordo. E quindi altro che grande accelerazione, qui ci stiamo stiamo dimagrendo. Questo taglio corto è la crescita economica in quattro paesi occidentali. È un esempio semplicemente questo grafico vi dice che la crescita economica esisteva ed era forte negli anni 50, negli anni 60, negli anni 70 e

17:09 poi basta, finito. Vi raccontano che l'economia italiana è malata perché non cresce, ma in realtà sono tutte le economie industriali che non crescono. Non è una malattia italiana questa qui. Eh, la crescita economica è praticamente finita. Ora, quando un paese cresce del 2%, che è pochissimo, partono i tappi di champagne, ma si tratta sostanza si tratta di un'economia quasi stazionaria, quindi popolazione diminuzione, reddito procapite stazionario, stiamo andando verso la decrescita, stiamo dimagrendo. Altro che grande accelerazione, tutto quel pessimismo è ingiustificato. Ci vorrà un po' queste cose le sentirete

17:54 dappertutto tra qualche anno. Per ora non si sentono ancora perché è molto difficile uscire dalla mentalità della crescita perpetua perché è due secoli che stiamo esplodendo e ancora siamo nella mentalità di un mondo che cresce e che in cui l'essere umano continua a occupare sempre più spazi su questo mondo. In realtà, in la realtà è che tra qualche anno le città saranno troppo grandi, le infrastrutture saranno ridondanti, la terra rabile ritornerà a essere abbondante, stiamo dimagrendo. Allora, e arriviamo al punto quello più di mia competenza, che sono gli studi sulla felicità. Che cosa c'entrano

18:40 queste cose che vi racconto sulla felicità? vi porteranno alla conclusione che in realtà non è vero niente, che la crescita non è politicamente la limitazione della crescita non è politicamente fattibile. Dipende da come da come viene presentata e da come viene fatta. Eh, prima di me è stato detto giustamente che eh ecologia ha un messaggio sostenibilità è un messaggio associato all'idea di rinuncia che è un po' il messaggio che mandano tantissimi ecologisti, no? Dovremmo vivere peggio, dovremmo fare delle rinunce in nome delle generazioni future. Io in realtà vi mostrerò il messaggio esattamente opposto. Allora, che sappiamo dagli studi sulla felicità?

19:26 Prima cosa, sappiamo che quello che condividiamo ehm è la chiave della felicità e non è il possesso la chiave della felicità è la condivisione. Per esempio, i soldi contano poco, eh contano a bassi livelli di reddito, finché la gente non arriva a fine mese ha problemi di stress. Una volta che arriva a fine mese non è avere più soldi che fa la differenza nella felicità, sono tutte altre cose. Che cosa? Questa è quella più importante di tutti. La gente che sta veramente male, estremamente infelice, la gente sola. È molto peggio essere poveri di relazioni che essere

20:11 poveri di soldi dal punto di vista della felicità. E comunque tutte le forme di condivisione, ci sono tante forme di condivisione che sono importanti per la felicità. Per esempio, per esempio, la bellezza. Quando stiamo in una bella piazza, in un bell ambiente naturale, un bel paesaggio, la nostra felicità si impenna e e quella è bellezza condivisa. Di nuovo si parla di condivisione, quindi penso questo messaggio sia abbastanza intuitivo. Eh, il punto chiave è la condivisione, non è la non è il possesso

20:57 il che ci fa venire anche qualche dubbio su come la nostra società è organizzata, perché tutta la nostra società è organizzata per aumentare il possesso. è tutto finalizzata l'economia, è tutto finalizzata alla crescita economica. In realtà, se vogliamo vivere in modo più felice, quello che dovremmo fare è espandere la condivisione e non il possesso. Invece puntiamo tutto sul possesso e la condivisione la penalizziamo, poi ve lo racconto. Quindi dovremmo fare esattamente il contrario di quello che stiamo facendo ora. E ora puntiamo tutto sulla stimolazione del possesso e della competizione. Dovremmo fa qualche cos'altro, come se c quello che possediamo fosse la chiave per vivere bene. Il fatto è che non è

21:42 così. Allora, andiamo un po' di dati sulla felicità. Questo è un grafico iconico in questi studi perché sono 50 anni di storia americana. La vedete due curve qui, quella crescente è il prodotto in PIL, prodotto interno lord Procapite e che vi dice semplicemente che gli americani sono diventati molto più ricchi negli in questi 50 anni di storia. Quella che vedete decrescente invece è la percentuale di americani che si dichiarano molto felici. Mentre gli Stati Uniti stavano diventando il paradiso dell'opulenza consumistica, un americano medio si sentiva sempre peggio. Non questo è quello che sappiamo da questi studi. Questo è un altro esempio

22:29 sconvolgente. Questa è la percentuale di americani che dice di stare male ogni giorno, di essere stata male ogni giorno negli ultimi 30. Si parla di salute mentale. Questi sono numeri in crescita, come vedete, e che hanno raggiunto delle dimensioni veramente inquietanti. 7% tra le donne, 5% tra gli uomini. Questa è gente in condizioni di salute mentale estremamente critiche. Altre misure di felicità, diffusione di malattie mentali. Sempre tornando all'esempio degli Stati Uniti, vi sto parlando degli Stati Uniti perché dal punto >> l'età, >> come >> l'età, >> eh, qual è la domanda?

23:16 >> Adulti sono adulti. >> Sì, sì, sono sono adulti questo. >> No, questi sono tutti adulti. Sì, sì, scusi, hai ragione. È popolazione adulta questo. Eh, è intenzionale parlare della popolazione adulta perché se vi parlo dei giovani, vi faccio vedere gli stessi numeri sui ragazzi, sono molto molto peggiori. Non li fa vedere perché non ci dormite la notte, perché la diffusione delle malattie mentali tra i tra i giovani cominciano da bambini. Ora è spaventosa, eh. epidemia di ansia e depressione negli Stati Uniti. Sto parlando degli Stati Uniti perché dal punto di vista dell'infelicità sono l'esempio più estremo di tutto il mondo occidentale. Non è che noi in Italia o in Europa non

24:04 abbiamo questo tipo di problemi, ce li abbiamo, ma sono meno debordanti. Eh, suicidi in aumento. un americano su un americano su cinque riesce ad andare a lavorare o a scuola solo perché è imbottitoi psicofarmaci. Eh, questa è la più tremenda di tutti, un'epidemia di tossicodipendenza che fa eh 90.000 morti l'anno di overdose. 90.000 morti l'anno sono un numero di guerra, eh per fare 90.000 la morte ci vuole le guerre, cioè sono dati spaventosi questi. E perché

24:50 una una parte così grande degli americani e si droga così tanto? Evidentemente perché sono felici. Perché andiamo al punto, io vi ho detto che la condivisione, soprattutto la condivisione delle relazioni è la cosa chiave della felicità. Il problema è che la società americana è una società in cui le relazioni sono si sono completamente disfatte e la solitudine è diventata un problema di massa. Questo, di nuovo, riguarda anche noi europei, eh meno, ma la tendenza è quella, siamo semplicemente un po' più indietro nella scala del peggioramento, rapporti conflittuali, superficiali, un disastro. c'era una società in cui

25:36 quello che teneva insieme la gente si è completamente disfatto. Io non vi do i numeri su questo per problemi di tempo, ma insomma se volete sul libro trovate tutta l'evidenza che volete. Perché è successo tutto questo? Perché le relazioni hanno bisogno di spazi fisici e di spazi mentali e non c'abbiamo né l'uno né l'altro, non li abbiamo più. Guardate questo. Questa è una foto scattata a Tokyo. Sono bambini che vanno alla scuola materna da soli. È una immagine pensabile in Italia? No, nessun bambino, anche più grande di questi va a scuola da solo. Eh, vanno a scuola a piedi, vanno a scuola metropolitana.

26:22 Questa invece è scattata in Europa, è scattata in Olanda, son bambini di nuovo che vanno a scuola da soli. Che cosa hanno in comune Tokyo e l'Olanda che sono paesi e sono a Amsterdam è scattata questa. Tokyo e Amsterdam sono due città senza macchine. È per quello che i bambini vanno a scuola da soli. possono muoversi perché le automobili hanno reso le città pericolose per i bambini e hanno determinato una radicale rivoluzione dell'infanzia che è completamente passata sotto silenzio. Perché eh tutte le generazioni di esseri umani nella storia sono sempre cresciuti all'aperto

27:09 e in gruppo. Adesso i bambini crescono da soli in casa, perlop più davanti agli schermi, perlopiù da soli. È una rivoluzione dell'infanzia della quale nessuno incredibilmente parla, ma che ha completamente cambiato l'infanzia. E alla base di questa rivoluzione ci sono gli automobili, perché gli automobili rendono eh le città pericolose per i bambini e i bambini vengono chiusi in casa. E le città sono state inventate 5.000 anni fa e lo scopo era l'aggregazione, a mettere insieme le persone. Qui è un'immagine, appunto, dei miei tempi. appartengo a una generazione cresciuta per la strada giocando a calcio, un gruppo con gli amici e fino a che non

27:55 sono arrivate le automobili e le vittime principali, non solo i bambini, ma anche gli anziani, cioè tutte le categorie più deboli fisicamente eh sono state messe in difficoltà dal fatto che le strade e le piazze sono state trasformate in posti puzzolenti, rumorosi, inquinati e pericolosi. E in questo modo gli spazi comuni nelle città, le strade e le piazze hanno smesso di essere punti posti dove si crea tessuto sociale con le dovute eccezioni, perché io ieri sera ho fatto una passeggiata meravigliosa per il centro di Vicenza, invece a Vicenza ho visto i bambini giocare per la strada e ho visto che la gente continua a intessere tessuto sociale. Ma il centro di Vicenza è tutto

28:42 pedonale. così anche quando non era pedonalizzato. E questa è la conclusione di un rapporto inglese sullo stato dell'infanzia. una generazione fa un bambino di 10 anni aveva più libertà di un adolescente oggi, cioè i bambini hanno perso autonomia e e relazioni perché non stanno più insieme. Vabbè, tagliamo corto, sennò ci mettiamo un sacco. Conseguenze di questo, prima di tutto l'epidemia di obesità infantile che stiamo sperimentando perché i bambini non si muovono più. poi la privazione delle relazioni, cioè non hanno più quell'esperienza di relazioni che noi ci portavamo dietro per tutta la

29:29 vita. Le dinamiche di gruppo le imparavamo da piccoli e sappiamo anche come fare benissimo a curare tutto questo, perché vi ripeto, ci sono esempi concreti di come si fa. Le città olandesi hanno levato le macchine di mezzo, come hanno fatto, trasporti pubblici, tanta bicicletta. La bicicletta va organizzata, vanno fatto i parcheggi, eh vanno fatte le piste ciclabili, non è che viene da solo. E Tokyo è uguale, tutto trasporti pubblici e tutta bicicletta. Tanto verde, tante aree pedonali, centri sportivi, restrizioni al traffico privato, trasporto pubblico in bici o o o trasporto pubblico in bici. Quindi la ricetta la sappiamo e si fa da qualche

30:16 parte. si fa le città italiane da questo punto di vista sono le peggiori d'Europa, tranne quelle greche che sono ancora peggiori. La scuola, allora, prima avevo parlato di città che è la questione dello spazio fisico. Manca lo spazio fisico per le relazioni. Guardate, io mi sono concentrato molto sui bambini e anche sugli anziani, ma il punto chiave è che questo riguarda tutti. Comunque la solitudine urbana, che è un'invenzione contemporanea, la solitudine del posto che era stato inventato per creare relazioni eh riguarda tutte le fasce d'età. Peggio di tutti stanno gli anziani e i bambini. A scuola, a scuola abbiamo deprivato e i ragazzi dello spazio mentale per

31:03 costruire le relazioni. La scuola non è fatta per star bene. A scuola arrivi a 6 anni ti mettono a sedere 5 ore al giorno, il che ovviamente è incompatibile con il benessere di un bambino di 6 anni. Il primo messaggio che ricevi il quel fatidico primo giorno di scuola è tu non sei qui per star bene, sei qui per performare, sei qui per produrre, ma non per star bene. Ehm, la scuola, taglio corto perché sennò si fa lunga, ehm, la scuola è una scuola di competizione e possesso. A scuola la competizione viene incentivata in tutte le maniere possibili e il premio per gli sforzi competitivi degli studenti e il possesso di un voto individuale. È lì

31:49 che si impara queste cose qui che poi ci si portano dietro tutta la vita. E poi è una scuola di disciplina, ovviamente obbedienza alla gerarchia. In tutto questo, la nostra capacità relazionale fondamentale che è cooperare dov'è? esclusa, ma noi esseri umani siamo speciali come specie perché sappiamo cooperare su una scala che è inaccessibile a qualunque altro animale. Eh, anche qui andiamo alle soluzioni che è il punto perché lo sappiamo benissimo come fare. Per esempio, in Italia era stata inventata la scuola montessoriana di cui forse qualcuno di voi ha notizia. È una scuola

32:36 in cui ci sono classi multietà. Perché fanno mescolano bambini di età diversa? Perché quelli più grandi aiutano quelli più piccoli. Perché quella è una scuola di cooperazione, si impara a cooperare con l'ai e poi quelli più piccoli ricambieranno e favore quando crescono, no? Quindi è tutto centrato sulla cooperazione lì. Il docente non è uno che sta lì per eh giudicare i ragazzi, è uno che sta lì per aiutarli. è tutta una scuola di cooperazione in cui gli studenti si aiutano tra sé e e si aiutano con il docente. Eh, non ci sono voti, non ci sono test e l'apprendimento è in gruppo e è lì che si impara a cooperare e ci sono un sacco di lavori

33:23 di gruppo. I ragazzi i ragazzi mettono bocca su tutto nelle scuole montessoriane, dall'organizzazione degli spazi a quello che vogliono studiare. è una scuola si chiama partecipativa e ce la siamo inventata in Italia, fuori dall'Italia. Maria Montessori è degli inizi del secolo, se la inventò, degli inizi delo. Ehm, l'abbiamo esportata in tutto il mondo, ci sono molte più scuole montessoriane in altre all'estero che in Italia e il sistema montessoriano è stato copiato da interi sistemi scolastici in Nord Europa Svezia Danimarca. Il sistema di insegnamento si chiama partecipativo e ha integrato tanti dei principi della scuola montessoriana. Il risultato è che queste scuole, sia

34:09 quelle montessoriane che nord europee, producono gente più socievole e più felice e più competente dal punto di vista dei risultati, del rendimento scolastico, come si dice, perché perché i ragazzi stanno meglio a scuola e se stanno meglio a scuola imparano di più. Punto. Eh no, questo lo saltiamo perché prende troppo tempo. Allora, questo è interessante invece e guardate. Allora, as scuole materne, i ritardi sono un dei genitori nell'andare a prendere i figli a scuola sono un problema enorme perché fino a che l'ultimo bambino non se n'è andato, il personale non se ne può andare.

34:55 Allora, ascoltando l'illuminato parere dei miei colleghi economisti, cosa fanno? Introducono una multa per chi arriva in ritardo, pensando in questo modo di disincentivare le multe, le i ritardi e di ridurli. Mi seguite? Il risultato è che i ritardi raddoppiano. [risate] Sì, è sempre una cosa mi fa tanto ridere questa. Perché raddoppiano? Perché la gente fa le cose per due motivazioni completamente diverse. Le può fare per motivazioni che si dicono estrinse, faccio una cosa perché mi conviene e quello è il caso della multa. mi multano se arrivo tardi, quindi cerco di non arriva tardi e questo è come ragionano

35:40 gli economisti. C'è anche un'altra motivazione per l'azione umana, si chiamano motivazioni intrinse, cioè son quelle quelle cose che fai perché valgono la pena di farle, semplicemente per senso di responsabilità o perché ti piacciono, ti divertono, non perché hai un vantaggio esterno, non perché hai un vantaggio strumentale. Mi seguite? Eh, la gente semplicemente prima dell'introduzione della multa cercava di non arrivare in ritardo per senso di responsabilità nei confronti degli insegnanti, motivazione intrinseca e quando poi gli insegnanti quando poi viene messa la multa la motivazione diventa estrinseca, cioè è una motivazione esterna al fatto di non

36:26 arrivare in ritardo. Arrivo, cerco non arrivare in ritardo perché mi conviene. Il problema è che nel cervello umano queste due motivazioni non si sommano, si sostituiscano. Noi questo è come funzioniamo noi. Noi o facciamo le cose perché vale la pena di farle o le facciamo perché ci conviene, ma non mescoliamo le due motivazioni. Riuscite a seguirmi? Quindi quando mettano la multa eh questa sostituisce la motivazione eh strumentale, sostituisce la motivazione intrinseca. E alla fine la gente arriva in ritardo più spesso. Mi seguite? E questo tipo di meccanismi, è solo un esempio molto famoso, sto tipo di

37:11 meccanismi ha giocano un ruolo cruciale, per esempio, all'interno delle imprese che sono mondi dominati dalle motivazioni strinseche, le motivazioni strumentali no? Eh no dato. In realtà le organizzazioni di successo, a cominciare dalle imprese, si basano su un mix equilibrato di motivazioni intrinse ed estrinseche, cosa che seguendo sempre gli illuminati consigli dei miei colleghi, non è stata fatta negli ultimi decenni, nella maggior parte delle imprese che hanno seguito un'evoluzione con queste parole chiave: più competizione, più pressione, più controlli, più conflitti, più incentivi,

37:58 più stress. Questo è come è stato cambiato l'organizzazione del lavoro nelle imprese. Tutto questo ha distrutto le motivazioni intrinse della forza lavoro. Quelli che lavoravano perché gli piace lavorare bene, gli dà soddisfazione fare bene il proprio lavoro e lo fanno per senso di responsabilità. Quando si gioca a guardia e ladri, se tu fai la guardia io faccio il ladro. Mi capite? E questo è il risultato dal punto di vista delle relazioni all'interno delle imprese, come si sono evolute nel tempo. Eh, qui dobbiamo andare più veloci. Il

38:44 risultato di tutte queste modificazioni dell'organizzazione diimpresa è un'epidemia di insoddisfazione per il proprio lavoro, una sofferenza profonda che la gente sente ad andare a lavorare fino al punto che il provate a rispondere a ste domande, qual è il giorno della settimana in cui è più probabile avere un infarto? Sun >> quanto bisogna odiare il proprio lavoro per avere risultati di questo genere? Eh, in realtà di nuovo non dovrebbero ascoltare gli economisti, dovrebbero

39:30 ascoltare più gli psicologi che sanno benissimo questo, che i lavoratori più felici sono più produttivi. Se stressi la gente, la gente lavora male e se la gente è più soddisfatta del proprio lavoro lavora meglio, è più produttiva. In realtà anche qui, di nuovo, il genio italiano l'aveva capito prima di tutti, >> perché Olivetti, come immagino più o meno quasi tutti sappiano qualcosa di Olivetti, l' aveva organizzato la sua azienda sulla base non dei principi degli economisti, sulla base un sacco di motivazioni intrinse, incluso la, di nuovo la bellezza condivisa. Olivetti, lo vedete questa foto? Questo è un capannone, ma al posto

40:18 dei muri ci sono le vetrate. Lui l'aveva fatto perché la maggior parte, la sua forza lavoro erano ex contadini e quindi era gente che soffriva a stare al chiuso, quindi aveva buttato giù i muri e gli aveva aperto le vetrate sulle pareti in modo che si sentissero meno a disagio. Bellezza, stare bene. condivisa anche questa, scusate. Eh, e quindi allora di nuovo arrivamo a un messaggio positivo. Un sacco di imprese l'hanno capita sta roba e stanno cambiando radicalmente l'organizzazione del lavoro andando nella direzione e che

41:04 era stata tracciata da Olivetti. Se voi andate, per esempio, a vedere l'organizzazione del lavoro delle imprese della Silicon Valley, cominciando con Google, copia esattamente l'organizzazione del lavoro di Olivetti nei minimi dettagli, tranne uno, il rapporto col territorio, quello gli americani non ce la fanno proprio a farlo. Tutto il resto sì, però andiamo a vedere un po' le implicazioni per la salute di tutti questi studi sulla felicità. Quando si chiede alla gente se la salute sta migliorando, la maggior parte della gente pensa di sì, perché tutti pensano immediatamente alla longevità che, come tutti sanno è in aumento no? E gli vengono in mente tutte queste

41:50 immagini di anziani dinamici, felici e invece non è vero che la salute sta migliorando. Ve lo faccio vedere. Eh, longevità un Questo è solo un esempio, lo fermo è 2008 perché poi c'è stata la crisi finanziaria che ovviamente può avere influito. Eh in quattro dal 95008, quindi sono 13 anni, eh la speranza di vita è aumentata di 4 anni in Italia. Tanta roba, no? La longevità è questa e andiamo a vedere la speranza di vita in buona salute. Meno 5 anni per gli uomini, meno 9 anni per le donne. Siete ancora

42:35 convinti che la salute stia migliorando? Come indicatore di salute, qual è meglio tra i due? La longevità o la longevità o la speranza di vita in buona salute? Ovviamente il secondo è quello buono. Forse dovremmo sostituire quelle foto di anziani felici con questo tipo di fotografie. Eh vabbè, questo è un altro esempio con tantissimi paesi europei per far vedere questo problema non è solo italiano. Questi sono dati sulle donne. Il 2010 è questa è la speranza di vita in buona salute per le donne adulte. 2010 è la barra blu, 2015 la barra

43:21 gialla e in tantissimi casi la barra blu è più lunga della barra gialla. La verità è che stiamo creando un esercito di malati cronici. La forbice che si allarga tra longevità in aumento e vita sana in diminuzione è riempita da malati cronici e son questi che stanno portando la spesa sanitaria fuori controllo. Qui vedete il rapporto tra la spesa sanitaria e il PIL in eh tanti paesi. Quello che vedete intanto è che la spesa sanitaria, il peso della sera spesa sanitaria sul

44:07 PIL è in aumento dappertutto in tutti i paesi. Negli Stati Uniti è completamente fuori controllo, ma è in aumento dappertutto. Cioè, quello che vi sto dicendo che la spesa sanitaria sta andando fuori controllo in tutti i paesi e il motivo è la pressione di questo esercito dei malati cronici sul sistema sanitario. È una cosa estremamente costosa, anche perché questo esercito continuava ad allargarsi. Perché sta succedendo questo? Allora, un motivo ovviamente è l'invecchiamento della popolazione, questo è ovvio, ma eh un altro

44:52 grossissimo motivo è la diffusione dell'infelicità perché, secondo gli studi epidemiologici il fattore di rischio più importante per la salute è l'infelicità e la solitudine. è più sono più pericolosi di fumare, che naturalmente è un rischio per la salute, effettivamente lo è, ma quantitativamente seess soli è peggio. Esempio, questo è carino. Eh, negli anni 30 del 9 a un gruppo di giovani suore di suorine 18 ventenni, la superiore gli chiede di scrivere delle brevi autobiografie. Queste autobiografie vengono riprese eh

45:40 60 anni dopo dai ricercatori che fanno un'analisi di questi scritti dandogli un punteggio di felicità. Son tecniche ehm in cui si pesa eh le parole che sono più legate alla felicità e si dà da uno scritto gli si dà un punteggio di felicità. Dopodiché vanno a ricercare le suore che sono ormai molto vecchie, quelle vive e parecchie son morte. Ma quali sono morte? Il 90% del quarto di suore che avevano espresso le emozioni più positive era ancora vivo all'età di 85 anni, ma solo 1 tero delle suore con il punteggio più basso di felicità era ancora vivo. Cioè la felicità espressa 60 anni prima

46:29 predice in modo piuttosto accurato chi è viva e chi no. Quindi la felicità influenza anche la longevità, ma soprattutto influenza la vita sana. Perché gli studi sulla felicità, allora vi dovete capire come sono fatti sti studi, quindi ritorno un attimo indietro. Eh, prendono un campione di persone sane, tutti sani, eh gli misurano all'inizio del periodo il livello di felicità, dopodiché li seguono per anni e vedono chi sviluppa malattie e chi no. La il risultato è che quelli che all'inizio del periodo avevano punteggi molto bassi di felicità, gente infelice, sono quelli che si ammalano. Si ammalano di cosa?

47:16 Malattie cardiovascolari, cancro. Ognuno di queste è uno studio, di queste voci è uno studio, più studi cancro. Velocità di recupero dopo bypass coronalici, probabilità di sopravvivenza dopo trapianti ipertensione fertilità femminile, mortalità tra i malati cronici, funzionamento del sistema immunitario. C'è di tutto perché perché lo stress e l'infelicità, in malessere deteronano il sistema immunitario, il sistema cardiovascolare. Questo è il motivo. Poi perché la gente infelice ha stili di vita peggiori, fa meno sport, beve di più, fuma di più, eccetera eccetera. Ci siete? Mi seguite o vado troppo veloce?

48:03 >> L'altro grande fattore di rischio è la povertà di relazioni. Eh, le persone stesso sistema, prendono un campione di gente sano, gli misurano la solitudine, la qualità delle relazioni e li seguono per anni. Il risultato è che quelli che inizialmente sono più isolati sviluppano cardiopatie, infarti, malattie. Sulle malattie cardiovascolari è molto potente l'effetto delle relazioni e ma addirittura sull'influenza. La gente più sola si prende di più l'influenza. Com'è possibile? Ma malattia infettiva è perché il sistema immunitario delle persone che hanno una vita sociale ricca è più funziona meglio.

48:51 E poi gli anziani che è lì che è concentrato ovviamente l'esercito di malati cronici delle nostre società e lì c'è un'evidenza enorme che l'isolamento degli anziani gli fa sviluppare ogni genere di malattie. E qui vedete una lista di studi. Quindi andiamo alla conseguenza. Eh, anche questo ve lo salto. Promuovere la felicità e le relazioni significa promuovere la salute. Eh, il sistema sanitario ci dobbiamo render conto che è il capolinea di tutto il disagio sociale. Tutto il disagio sociale alla fine va a finire in problemi di salute. Ed è per questo che

49:38 abbiamo una quantità di burnout in così impressionante tra gli operatori sanitari perché sono il terminale di una società che si sta disfacendo, è una pressione insostenibile su di loro. È una pressione che dobbiamo alleggerire perché il sistema sanitario affonderà in questa maniera, soprattutto affonderà la sanità universale pubblica perché di fronte a questi costi non è sostenibile. Bisogna fare delle politiche perché la gente sia meglio e la gente sta meglio quando ha buone relazioni. Bisogna ridurre la solitudine. Ci sono tanti modi di fare questo. In Giappone fanno delle cose straordinarie per ridurre la solitudine degli anziani. Non ho tempo di entrarci, ma magari alla fine ci sarà un po' di spazio per

50:25 parlare. Se volete ve lo dico. Eh, arriviamo a quindi la vera prevenzione sanitaria, la prevenzione delle malattie non si fa nei sistemi sanitari, si fa fuori dai sistemi sanitari e la si fa facendo tutte quelle cose che vi stavo raccontando, cioè città che abbiano spazi di incontro, scuole che diano un altro tipo di formazione, imprese in cui si lavora in un altro modo. Poi ci sono altre cose, sono tutti esempi questi qui. Se fai questo la gente sta meglio, si ammala di meno, la vita sana smette di diminuire, probabilmente ricomincia ad aumentare e la pressione sul sistema sanitario diminuisce rendendolo sostenibile.

51:11 Che cosa succede in una società in cui questo tutto questo sto suggerendo, che è semplicemente prendersi cura della qualità della vita comune, la qualità della vita collettiva. è quello che ne ho fregato. Cosa succede in una società che non fa questo come quella in cui stiamo vivendo? Succede questo, la crescita difensiva. Vi spiego questo concetto. Eh, lì avete due foto, sono due foto di degrado della qualità della vita comune, perché uno è l'ambiente, inquinamento, che è un bene comune, l'altro è un'immagine di solitudine, niente relazioni e la domanda è come reagirà la gente a questo? E la risposta è facendo

51:58 i soldi. Torno su alcuni esempi che ho fatto prima. Vi stavo dicendo della solitudine urbana dei bambini e degli anziani e tutto questo ha reso le loro vite molto più costose di prima, perché adesso abbiamo bisogno di un esercito di babysitter per guardare dei bambini che non hanno più autonomia. Eh, abbiamo bisogno di riempire la loro vita di giocattoli perché la loro vita è vuota, son soli, è vuota di persone, le cose, la cosa più importante di tutte. di nonni. >> Come >> esercito di nonni. [risate] esercito dei nonni quando i nonni stanno bene, perché spesso i nonni invece non stanno per niente bene e bisogna pigliarsi cura pure di loro. Prima c'era

52:44 un gli anziani avevano una vita sociale ricchissima di relazioni. Adesso eh son soli, si ammalano, ci vuole la badante, ci vuole l'RSA, ci vuole ricoveri ospedalieri, tutta roba costosissima. Quello che vi sto dicendo è che la babysitter, i giocattoli, la badante, eh son tutte cose costose che sostituiscono qualche cosa che prima era gratis, una città vivibile. Per questo vi sto dicendo che la gente reagisce al declino dei beni comuni cercando di fare i soldi, perché se oggi la difendono, la proteggono, possono comprare delle cose che sostituiscono

53:29 quello che non avevano più. E lo stesso vale per l'ambiente. Se il mare che avete vicino a casa diventa troppo inquinato per fare il bagno, vi comprate una piscina oppure un biglietto per un paradiso tropicale. Eh, ma il mare vicino a casa è un bene comune, è condivisione, di nuovo, è gratis. E il paradiso tropicale no. Mi seguite? soldi. Servono soldi quando tutto quello che abbiamo in comune si disfà e l'unica cosa che ci protegge sono i soldi. Posso andare avanti all'infinito a farvi questi esempi, eh, ce ne sono centinaia. Quindi soldi, ma per fare questi soldi dobbiamo competere di più, dobbiamo lavorare di

54:16 più e in questo modo facciamo girare l'economia, no? compriamo, lavoriamo, produciamo, il PIL si alza, produciamo crescita economica, quella che i miei colleghi pensano sia un segno di salute di un'economia, ma questa è un'economia malata. È un'economia in cui il PIL cresce perché la società è malata, perché la gente si sta difendendo dal degrado di quello che hanno in comune. Mi sto spiegando? A sua volta l'aumento del PIL retroagisce perché produciamo di più, inquiniamo di più, corriamo di più, pigliamo meno cura

55:01 delle nostre relazioni, usiamo di più la macchina, deterioriamo di più le nostre città, eccetera eccetera. Un circolo vizioso che si chiama crescita difensiva perché l'economia cresce perché ci stiamo difendendo dal degrado dei beni comuni. Ci siete? Ma questa è una malattia economica che dai miei colleghi verrebbe probabilmente giudicata positivamente perché il PIL cresce e crea questo mondo, il mondo che abbiamo creato noi, un mondo di ricchezze private a fronte delle quali c'è la povertà di quello che abbiamo in comune e le due cose s'alimentano a vicenda. È un circolo vizioso. Mi st spiegato?

55:49 un circolo vizioso alla fine del quale il vero vincitore è il Dio denaro. E questo ci spiega perché siamo così attaccati ai soldi anche in una società che è opulenta, perché l'Italia è un paese ricco, è un paese dove la povertà di massa è stata sradicata da molto tempo. ametà del si salvi chi può e adesso ve lo racconto ancora meglio con una storiella fumetti è la storiella di due città che all'inizio del nostro della nostra storia sono identiche, sono due città attestrati circondate dal mare, una si

56:37 chiama Collaborandia e quell'altra si chiama Privatopoli. E all'inizio della nostra storia non c'è nessuna differenza. All'inizio di questa storia arriva una crisi ecologica, si alza il livello del mare, il mare si riempie di rifiuti, la gente si preoccupa, si preoccupa per i loro figli, per il futuro, che cosa accadrà e si sparge l'allarme in queste due città. Fino a questo momento la storia di queste due città è identica e da questo punto in poi si divarica completamente per effetto dell'unica differenza che c'è tra queste due città. Cioè a Collaboranda, la gente si fida della possibilità di agire

57:22 collettivamente, mentre a Privatopoli l'unico forma di azione che è ritenuta concepibile è quella privata, è quella individuale. Potete, tanto per essere più concreti, potete immaginare Privatopoli come una città dove la gente non si fida il sistema politico. Perché parlo di sistema politico? Perché la politica è la forma di azione collettiva istituzionalizzata più importante che c'è, mentre a collaborante la gente si fida del sistema politico. Fino a questo momento tutto questo, questa differenza non ha giocato alcun ruolo, l'avete visto, le due città sono identiche, ma da questo momento in poi fa la differenza.

58:10 Questa è collaborandia come reagisce alla crisi ecologica. Questi eh reagisce discutendo, facendo un progetto collettivo. I cittadini si informano, vogliono sapere, vogliono una svolta verde dal sistema politico che qui è rappresentato dalla figura al centro che è il sindaco della città e vogliono una sfolta verde e la ottengono. Il progetto che viene fuori è un progetto collettivo, è quello che vedete nel fumetto, energie rinnovabili, piantare alberi, riciclare rifiuti e poi guardate in alto a destra e viene messa una legge per cui alle 6:00 del pomeriggio non si lavora più e bisogna limitare produzione, consumi per

58:56 contenere la crisi ecologica. Quindi questo è il progetto collettivo che viene fatto. Ci siete? Tutto questo a Privatopoli non è possibile perché lì la gente collettivamente non pensa di poter far niente, può avere solo reazioni private. Quali? No, sbagliato slide. Ecco questa. Eh, allora la coppia in basso a sinistra è la coppia rappresentativa di Privatopoli e hanno appena avuto un figlio e stanno pensando al futuro del loro bambino tra 30 anni e quello che si immaginano è che la crisi ecologica sarà fuori controllo e che il destino più terribile ce l'avranno coloro che vivono allo strato basso della città, che è più vicini all'acqua.

59:42 Lì si vive veramente male. Cattivi odori, umidità, una vita orribile alla quale bisogna sfuggire. Come bisogna sfuggire? Cercando di vivere o al piano intermedio o ancora meglio al piano alto della lo strato alto della città dove ci sono i ricchi. Allo strato intermedio c'è la classe media, i poveri vivono allo strato basso. Ci siete? La risposta è soldi. Bisogna fare soldi per evitare di finire allo stato allo strato basso della città e per evitare che ci finisca nostro figlio tra 30 anni quando sarà adulto e la situazione sarà fuori controllo. Mi seguite? Le due reazioni non potrebbero essere più diverse e danno luogo a un'evoluzione completamente diversa

1:00:30 delle due città. Questa è collaborandia. Sono passate le 6:00 del pomeriggio, sono tutti in piazza, si godono uno spazio condiviso di qualità, stanno bene, hanno tempo, sono rilassati, stanno sono felici. Questa è Privatopoli alla stessa ora, dello stesso giorno, nello stesso posto. Sono tutti a lavorare, tutti a correre, tutti stressati, tutti stanno inquinando perché hanno bisogno di soldi per difendersi dalla crisi ecologica. Tutto chiaro finora? Bravissimi. E perché siamo arrivati alla fine, ora siamo all'ultima slide che è l'epilogo

1:01:17 della storia con Collaborando e Privatopoli 30 anni dopo. Collaborandi è cambiata pochissimo. L'aspetto è simile a quello di 30 anni prima e questo simboleggia il fatto che il PIL è cresciuto poco a collaborande. La gente non ha sostanzialmente più soldi in tasca di 30 anni prima, ma hanno una buona qualità della vita. Perché hanno curato la qualità della vita collettiva, hanno curato la crisi ecologica, hanno curato la qualità della città, hanno fatto un progetto collettivo. Guardate, Privatopoli, è completamente cambiata la città. Questo simboleggia il fatto che il PIL è cresciuto tanto a Privatopoli, la gente ha molti più soldi di 30 anni prima perché sono assatanati

1:02:06 per i soldi, perché i soldi sono la loro vita e il loro tempo è occupato da cercare di fare i soldi. Il risultato di questo è che sono tutti stressati, lavorano tutti troppo, la qualità della città è disastrosa, il la crisi ecologica è fuori controllo, la qualità della vita condivisa li fa vivere male. Risultato: Privatopoli è infelice e insostenibile e ricca. collaborande. Meno ricca, ma è felice e sostenibile. Io credo e dopo tutto quello che vi ho detto sulla questione possesso, condivisione, questa storiella vi possa dare un'immagine abbastanza chiara di

1:02:51 quello che ho in mente come proposta di riforma sociale. Cioè quello che vi sto raccontando, il messaggio di questa storiella di due città è semplicemente il fatto che l'azione individuale di fronte a una crisi collettiva è il problema, non è la soluzione. Se di fronte a una crisi collettiva invece di fare un progetto collettivo reagiamo con azioni private, individuali, quelle peggiorano la crisi. Mi sto spiegando bene? Complimenti. Eh no, perché densa. Allora, arriviamo alla conclusione. Quindi ehm è possibile fare tutto questo che vi sto

1:03:38 dicendo? Naturalmente nel pessimismo e nella rassegnazione che dominano in questo paese e non solo in questo paese, la maggior parte di voi, quelli a cui la mia idea è piaciuta, avranno pensato bel progetto, peccato, non ce lo fanno fare, ehm e vi sbagliate perché c'è un consenso assolutamente maggioritario sul fatto che la società e l'economia e anche il sistema sanitario vanno umanizzati. Quando vi facevo vedere prima i numeri su quel 90% che concorda su una società più verde, armoniosa, dove l'accento è

1:04:24 sulla cooperazione, sulla comunità, la famiglia, distribuzione più equa della ricchezza, sufficienza economica, che vuol dire che è il contrario della crescita. Ci basta quello che abbiamo, ci basta. La gente sta dalla mia parte, non dalla parte del sistema economico come attualmente e sociale, come attualmente è. Il 90% della gente propone quello che sto dicendo io, più qualità della vita collettiva, mondo più umano. Qual è il problema? Perché non si realizza per ora? Perché per ora, anzi, stiamo andando in tutt'altra direzione? E questo ve lo racconto a voce perché quel 90% di persone quando gli chiedi di

1:05:12 stimare quanta eh quant'è la percentuale di persone che sono d'accordo con loro, lo sottostamano enormemente. Ti dicono nella migliore delle ipotesi 30% ma in realtà è il 90. La verità è che la gente si sente sola. Tutto questa rassegnazione, passività che respiriamo nel nostro paese e che in realtà va molto al di là del nostro paese dipende semplicemente dal fatto che c'è una grande maggioranza di persone che è d'accordo su un sul tipo di cambiamento che propongo, ma che pensa ad essere una minoranza.

1:05:57 Quanto ci metterà tutto questo a saltare per aria? Questo non lo so. Ci sono fattori anche casuali che possono determinare perché nel momento in cui il 90% delle persone prende coscienza di essere il 90% chiaramente diventa una forza di cambiamento che nessuno può arrestare. Mi sto spiegando? Il punto è che la gente non se ne rende conto che siamo la stragrande maggioranza e questa stragrande maggioranza, fra l'altro taglia le divisioni politiche, perché quando si parla del 90% vuol dire che dentro c'è gente di destra, gente di sinistra, ci son tutti.

1:06:43 E come si fa a prendere coscienza del fatto? Come farà questa maggioranza che si sente minoranza a prendere coscienza del fatto di esserlo? Non lo so. Ci sono fattori anche casuali che possono determinare questo. Quello che so è che questo è successo tante volte nella storia. Tante volte nella storia. la gente che vuole un cambiamento e magari sono la maggioranza non sanno di esserlo. E tante volte nella storia, anche per motivi casuali, un libro, un un film, eh un evento, un qualunque evento ha [risate] dato alla gente la coscienza di essere la maggioranza storia, poi è cambiata, radicalmente cambiata. Quindi vi dico questa cosa perché per anticipare un tipo di domande mi vengono sempre fatte perché ora ho

1:07:29 finito, quindi si parla. La domanda mi viene sempre fatta è eh sì, però non ce lo faranno fare, però qui come si fa? un progetto troppo grosso. Ve lo dico, ve anticipo sta domanda perché eh qui può cambiare tutto da un momento all'altro perché il punto chiave è questo. Questo sistema ha raggiunto dei livelli di disapprovazione da parte della gente così enormi che il cambiamento che il cambiamento è semplicemente la stabilità del sistema pesa un filo sottilissimo. La percezione di una maggioranza di essere una minoranza. Quanto durerà

1:08:15 questo? probabilmente non molto. Grazie dell'attenzione. [applauso] Grazie. Grazie professore. C'è qualche domanda da parte del pubblico? Lei aveva prima parlato dell'Asia che aveva trovato dei rimedi >> Asia del Giappone, mi pare. Ecco, vuole dire quali sono? Ah, quello che fanno gli an Allora, tanto i numeri, il Giappone ha la longevità più alta del mondo o la seconda, non mi ricordo, comunque campan più che in Italia, ehm,

1:09:01 ma soprattutto c'ha la qualità della vita degli anziani più alta del mondo. Questa è una cosa, se va in una città giapponese la vede subito, perché le città giapponesi son piene di novantenni e tutti autonomi, con le loro borsine della spesa. Vanno pianino, però vanno anche le città italiane son piene di novantenni, ma sono tutte in sede a rotelle con la badante e visibili problemi mentali, quindi una cosa si nota subito questa qui. Ehm, come hanno fatto? Allora, i giapponesi hanno una cultura della salute molto diversa dalla nostra. La nostra è una cultura della salute abbastanza consumista. Ho un problema, mi piglio il prodotto giusto e quello mi risolve il problema. La loro concezione

1:09:48 è molto più olistica. Loro, per esempio, sanno perfettamente che la solitudine è un killer, diventala. lo sanno perfettamente questa cosa. Ci sono manifesti per le strade messi dal governo per dire sta cosa qui. Quindi, siccome sanno perfettamente questa cosa, hanno intrapreso un programma per combattere la solitudine degli anziani, che anche lì ovviamente è un problema enorme. Ehm, il sistema principale che usano è fanno dei centri per anziani che però non sono come centri anziani in Italia dove ci vanno a giocare a carte qualche ora alla settimana e fra l'altro ci sono solo uomini, cioè una cosa molto limitata. lì passa il pulmino la mattina, li va a

1:10:34 prendere a casa, li porta al centro anziani. al centro anziani c'è tutti i tipi di attività, eh, dalla ginnastica dolce ai seminari, alle attività laboratoriali, li tengono li tengono in forma fisicamente, mentalmente e socialmente, perché l'idea geniale è che questi centri anziani li mettano accanto alle scuole in modo che ci sia un contatto tra i ragazzini o bambini e gli anziani. Questo è fondamentale perché se non vanno ghettizzati gli anziani, cioè se gli ghettizzi chiaramente non può funzionare. Quindi in questi posti diventano posti dove ci passa tre generazioni perché siccome

1:11:20 l'anziano ci passa la giornata, anche il figlio di mezza età li passa a trovare lì e poi ci sono i bambini delle scuole. Tutto questo ha effetti sanitari impressionanti perché più o meno la il rischio di molte malattie della tipiche della terza età, dà l'Alzheimer alle perdite di memoria è dimezzato tra quelli che vanno ai centri anziani rispetto a quelli che non ci vanno. Qui i numeri sanitari di spese sanitaria sono cose enormi, son miliardi risparmi se non la gente non si ammala. Ehm, stanno bene, stanno molto meglio, stanno

1:12:05 sono vivi socialmente, fisicamente, intellettualmente e il risultato di questo è e la chiave di tutto è l'aggregazione. Ma fanno tante cose in Giappone. Se lei va in un parco a Tokyo la mattina ci trova gruppi ma di 70 80 100 anziani che vanno a fare le passeggiate, a fare la ginnastica, chiacchierano. Cioè l'idea che eh salute e socialità sono strettissimamente intrecciate, i giapponesi l'hanno capita. Il risultato è che oltre avere la qualità della vita migliore per e la longevità più alta per gli anziani, hanno la spesa sanitaria procapite più bassa di quella di di qualunque paese

1:12:52 europeo, figurati rispetto agli Stati Uniti. Spendan meno e stanno meglio. >> C'è una domanda qui, poi posso farlo anche a voce? Ah, scusi, ti prego. >> Io le chiedo, professore, lei che è direttamente, diciamo, coinvolto coi ragazzi, coi giovani all'università, queste questi messaggi e queste lezioni che lei porta come vengono percepite dai giovani? Grazie. come una liberazione, specialmente perché io lavoro in una facoltà di economia. Io faccio un corso

1:13:37 proprio su queste cose qui, è un corso di 40 ore. Ehm e sono studenti, io lo faccio, lavoro in una facoltà di economia, questo è un corso che loro fanno all'ultimo anno della magistrale, quindi sono alla fine del loro percorso universitario e in una e hanno fatto hanno studiato economia. Studiare economia vuol dire che ti eh che ti mandano questo messaggio. Se tu non sei una persona calcolatrice che agisce solo in base a motivi a motivazioni di convenienza, motivazioni strumentali, c'è qualcosa che non va in

1:14:22 te. quando se vengano al mio corso è una liberazione per loro, perché tutti loro pensano che c'è qualcosa non va dentro di loro, perché nessuno di loro è qualcuno c'è conformato al modello che gli viene insegnato. Io li chiamerei sociopatici però quelli perché il modello che gli viene insegnato è un modello di sociopatia a economia gli viene insegnato quello. Quindi quando gli vai a dire, "Guardate che la maggior parte degli umani le motivazioni intrinse ce l'ha, agisce anche per motivi diversi dalla convenienza e poi abbiamo bisogno di relazioni, abbiamo bisogno di stare insieme, abbiamo bisogno di essere felici, abbiamo bisogno di bellezza". per loro è una liberazione. Credo che

1:15:07 questo effetto sia amplificato molto dal fatto che io lavoro in una facoltà di economia, quindi questi veramente gli fanno un lavaggio del cervello che è l'opposto di quello gli dico io. Prego. >> Eh, scusi, volevo sapere due cose, intanto veloci. se c'è una correlazione tra eh il livello di istruzione e le cose che ci ha raccontato, cioè >> una correlazione tra >> tra il livello di istruzione delle persone e il loro livello di felicità o di solitudine o se invece è una questione trasversale e poi per quanto riguarda la questione del Giappone invece mi ha colpito perché ero almeno dalle informazioni indirette che ho sempre avuto

1:15:54 che mi si sono consolidate e c'è che ci sono molti suicidi in Giappone e nella società che sembrerebbe contrario rispetto all'idea di felicità che dovrebbe rappresentare una persona. Grazie. Allora, cominciamo dal Giappone. Io non ho non ho detto e non lo penso che i giapponesi siano più felici di noi. Quella è una società con delle magagne gigantesche e quindi vi invito a prendere l'esempio che ho fatto sul trattamento degli anziani in Giappone come un esempio e finisce lì perché poi quella è una società che c'ha tanto da imparare anche da noi. E semplicemente su questa cosa, sull'idea di salute, un'idea più olistica, più larga di salute, loro sono

1:16:43 molto più avanti di noi su questo, su altre cose sono molto più indietro di noi. Mi parlavi di suicidi. E i suicidi in Giappone il grosso problema è che sono soprattutto suicidi giovanili. La causa principale dei suicidi in Giappone è la bocciatura agli esami d'ammissione alle scuole in Giappone. Un sistema scolastico folle per per usare una parola delicata, mi verrebbe da usarle molto peggiori di questo. È basato su esami d'ammissione a Allora, le scuole fin dalle elementari sono di serie A, B, C, D, eccetera. E te finisci a una scuola di serie A, B, C, D, a seconda di come vai all'esame d'ammissione a 6 anni.

1:17:29 Quest'esame determina tutto il resto della tua vita perché determina persino la tua pensione. Perché se tu finisci una scuola di serie D elementare poi è più difficile che alla scuola media o al liceo tu riesca a raggiungere una scuola di serie A e poi che tu venga messa all'università eccetera eccetera. Ogni livello scolastico ha questi esami d'ammissione in Giappone. La motivazione più citata dei suicidi giovanili è il fallimento all'esame d'ammissione. È una società ipercetitiva che non è affatto un buon modello nel suo insieme di società. Quindi l'esempio fatto sugli anziani è limitato a quello. Poi mi aveva fatto un'altra domanda, me lo può ripetere per favore?

1:18:15 >> No, non c'è. è abbastanza trasversale il livello di istruzione rispetto a tutte queste cose qui, non e poi cambia da paese a paese. Difficile individuare una, come si dice, un pattern, un comportamento uniforme da paese a paese. Ci sono persone, paesi in cui la gente più istruita è più felice e paesi in cui la gente più istruita è meno felice. >> Eh, buongiorno. Io mi occupo di lettura di libri. Ehm Chiara Fagiolani, che è una docente universitaria che si occupa >> Ah, ecco, >> ecco di felicità, si occupa di benessere legati alla lettura. ha scritto questo libro bellissimo, vi consiglio, sarà qua la settimana prossima, che si intitola

1:19:01 Libri insieme per il concetto che lei >> esponeva e ehm mette in campo moltissime esperienze invisibili, positive e di collaborazione, soprattutto in grandi città, Milano, Torino, Napoli, ci sono le biblioteche di condominio, ci sono i gruppi di lettura intergenerazionali, ma una quantità in Italia ce ne sono 1300 sono in crescita perché c'è il bisogno di stare insieme e questo valore del benessere, della cooperazione è al primo posto. Però c'è una domanda. La domanda è che queste situazioni riescono a sostenersi se le istituzioni in parte se ne

1:19:46 prendono carico, altrimenti la buona volontà basta appunto quello che diceva lei, una casualità. eh nasce un bambino in più e la signora non ha più tempo per ehm deve occuparsi dei genitori anziani e quindi quelli che avevano così tanta voglia di mettere insieme queste meraviglie che han fatto nascere questi gruppi, se non viene sostenuta dal continuo volontariato che esprimono, cadono e finiscono, ma non per cattiva volontà o perché la gente non ci creda, perché c'è bisogno di un sostegno istituzionale. Ecco, in tutto questo discorso che condivido appieno, mi manca il pezzo di come se ne occupano le istituzioni. Io chiedo al nostro

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