INTRODUZIONE ALLA PEDAGOGIA FREINET

Breve Sommario

Questo webinar offre un'introduzione alla pedagogia di Célestin Freinet, esplorando la sua vita, le sue tecniche e la sua influenza sull'educazione, specialmente in Italia. Si discute come le tecniche di Freinet si adattino ai cambiamenti sociali e tecnologici, mantenendo i principi fondamentali di espressione libera, comunicazione, ricerca e cooperazione.

  • Vita e opere di Célestin Freinet
  • Principi fondamentali della pedagogia Freinet
  • Tecniche e materiali nella classe Freinet
  • L'importanza della cooperazione tra insegnanti
  • L'attualità della pedagogia Freinet in Italia e in Europa

Introduzione a Célestin Freinet

Enrico Bottero, esperto di pedagogia e specialmente di Célestin Freinet, introduce il webinar. Freinet è considerato uno dei più grandi educatori del XX secolo, noto per aver costruito un movimento cooperativo internazionale. A differenza di altri, Freinet non ha creato un metodo rigido, ma ha promosso un approccio cooperativo all'educazione.

Chi era Célestin Freinet?

Célestin Freinet, nato nel 1896, era un maestro che, dopo aver subito gravi ferite durante la Seconda Guerra Mondiale, tornò all'insegnamento con l'obiettivo di liberare le classi popolari dalle discriminazioni sociali e di contrastare la pedagogia scolastica formale. Freinet criticava un sistema educativo che dispensava il sapere in modo astratto, senza considerare la libertà e il potenziale di vita degli studenti, specialmente quelli provenienti da contesti sociali svantaggiati.

I primi passi e l'intuizione della tipografia

Freinet, con un approccio pratico e intuitivo, iniziò portando i ragazzi fuori dalla scuola per esplorare il mondo esterno attraverso le "Class Prom NAD" (classi passeggiate). Queste esperienze venivano poi trascritte dai ragazzi, con l'obiettivo di partire dalla loro vita reale e dare loro la possibilità di esprimersi attraverso la scrittura. Per dare un senso a questi testi, Freinet ebbe l'idea di utilizzare una tipografia in classe, permettendo ai ragazzi di stampare i loro scritti e condividerli con altre scuole, dando dignità e motivazione al loro lavoro.

Nascita del movimento e principi cardine

La condivisione dei testi stampati portò alla nascita del movimento dei Tipografi e, successivamente, alla cooperativa per l'insegnamento laico. Uno dei principi cardine della pedagogia Freinet è partire dalla motivazione interiore degli studenti, incoraggiandoli a lavorare per il piacere di farlo piuttosto che per un voto o un apprezzamento esterno.

Sviluppo del movimento e abbandono della scuola pubblica

Negli anni successivi, grazie alla corrispondenza tra insegnanti, si creò una rete in tutta la Francia che condivideva materiali e tecniche. Tuttavia, negli anni '30, Freinet fu costretto ad abbandonare la scuola pubblica a causa di accuse politiche, fondando una scuola privata dove continuò a sviluppare le sue tecniche. Durante la guerra, mentre era internato, scrisse libri importanti che fissarono la sua filosofia e i suoi principi.

Tecniche vs. Metodo: il cuore della pedagogia Freinet

Freinet non voleva che si parlasse di "metodo" perché intendeva una struttura rigida e immutabile. Le tecniche di Freinet sono pratiche soggette all'evoluzione nel tempo, influenzate dai cambiamenti sociali. L'organizzazione materiale, l'ambiente e la cooperazione sono fondamentali per realizzare una pedagogia alternativa, evitando lo spontaneismo e promuovendo la devoluzione dell'autorità.

Adattamento delle tecniche ai cambiamenti sociali

L'esempio della tipografia illustra come le tecniche si adattino ai cambiamenti sociali. Oggi, strumenti tecnologici come computer e blog possono sostituire la tipografia tradizionale, mantenendo vivo il principio della pubblicazione e condivisione dei testi. Alcune tecniche, come la "banda insegnante", sono state sostituite da software e schede autocorrettive, ma il principio di consolidamento tecnico rimane.

Piano di lavoro individualizzato e brevetti

Il piano di lavoro individualizzato è uno strumento per personalizzare l'insegnamento, permettendo agli studenti di scegliere attività in base ai loro bisogni e interessi, con la guida dell'insegnante. I brevetti sostituiscono la valutazione sommativa tradizionale, offrendo agli studenti sfide e riconoscimenti delle loro competenze, senza creare gerarchie o classificazioni.

L'arrivo di Freinet in Italia e l'evoluzione delle tecniche

Le tecniche di Freinet arrivarono in Italia negli anni '50 grazie a maestri come Bruno Ciari e Mario Lodi. In Italia, l'evoluzione delle tecniche ha avuto un percorso diverso rispetto alla Francia, con un periodo in cui si sosteneva l'esigenza di passare alla scientificità. Bruno Ciari, tuttavia, comprese che le tecniche sono contenitori istituzionali attraverso cui organizzare l'attività pedagogica, che può e deve essere anche ricerca scientifica.

Principi fondamentali della pedagogia Freinet oggi

Oggi, i principi pedagogici fondamentali della pedagogia Freinet sono tre: espressione libera, comunicazione e ricerca. L'espressione libera è il punto di partenza, ma deve essere seguita dalla comunicazione e dalla ricerca per uno sviluppo completo. La bravura dell'insegnante sta nel cogliere dall'espressione creativa degli studenti un possibile percorso di ricerca in vari ambiti disciplinari.

Materiali Freinet vs. Materiali Montessori

I materiali Freinet si differenziano dai materiali montessoriani per la loro natura meno strutturata e più flessibile. Mentre i materiali Montessori sono scientificamente costruiti e rigidi, i materiali Freinet sono spesso creati dagli insegnanti e dagli studenti stessi, adattandosi alle esigenze specifiche della classe.

Il ruolo della cooperazione tra insegnanti

La cooperazione tra insegnanti è essenziale nella pedagogia Freinet. Solo chi vive lo spirito cooperativo può promuoverlo tra i bambini. La pedagogia Freinet è una narrazione collettiva, frutto di un lavoro di scambio, documentazione e confronto tra insegnanti.

L'esperienza di Liegi e l'organizzazione della classe

L'esperienza delle scuole Freinet di Liegi, promosse dal comune e supportate da un centro di ricerca, dimostra l'importanza della formazione e della supervisione degli insegnanti. A Liegi, le classi sono ben organizzate, con ritualità precise che permettono agli studenti di acquisire autonomia all'interno di un ambiente strutturato.

Democrazia e organizzazione nella classe Freinet

Le tecniche Freinet promuovono la democrazia, insegnando agli studenti a esercitare la libertà all'interno di regole comunemente decise. Il consiglio di cooperativa è uno strumento fondamentale per discutere l'organizzazione del lavoro della classe e per proporre cambiamenti, distinguendo tra leggi insindacabili e regole modificabili.

Principi e tecniche: un organigramma

Un organigramma dei principi e delle tecniche Freinet, elaborato da Marcel torel, evidenzia l'importanza dell'equilibrio tra espressione libera, comunicazione, ricerca e organizzazione cooperativa. La difficoltà per l'insegnante sta nel trovare questo equilibrio, evitando lo spontaneismo e la rigidità.

Conclusione: l'importanza di un sistema

La pedagogia Freinet offre un sistema per combattere la pedagogia tradizionale, promuovendo l'emancipazione degli studenti, soprattutto dei più deboli. È importante, tuttavia, avvicinarsi alla pedagogia Freinet gradualmente, iniziando con alcune tecniche e aggiungendone altre nel tempo.

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Trascrizione

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0:00 [Musica] Eccoci qui per un nostro nuovo webinar questa volta parliamo con Enrico Bottero Enrico Bottero è stato un insegnante di scuola primaria direttore didattico ricercatore presso lirsa Piemonte è uno studioso eh di pedagogia di storia della pedagogia ma soprattutto lui è un grande esperto di celestin frenet e della

0:46 pedagogia cooperativa argomento al quale ha dedicato anche ha dedicato anche dei testi importanti per esempio uno dei suoi ultimi libri è pedagogia Cooper le pratiche frené per la scuola di oggi quindi lui è assolutamente titolato a parlare di questo argomento Ecco con lui questa sera facciamo un webinar di Introduzione alla pedagogia frené perché la pedagogia frené è un campo Oserei dire quasi sterminato ecco per cui in nel tempo che abbiamo a disposizione chiaramente possiamo fare come abbiamo detto anche nel titolo una

1:32 introduzione una presentazione della pedagogia frene vi dico subito che su questo argomento nel nostro canale YouTube abbiamo molto materiale e lo potete poi andare a cercare e anche sul canale internet sul sito internet di Enrico Bottero trovate moltissimo materiale sull'argomento Quindi se volete approfondire Poi avete tutte le possibilità di Quindi diamo la parola ad Enrico chi era cosa ha fatto come ha operato e che cosa ci ha lasciato celest Fren a te la parola Enrico Grazie allora per chi non lo conoscesse perché festen Fren è stato

2:18 uno dei più grandi educatori del novec Oserei dire in certi senso forse il più importante perché forse l'un tra i grandi maestri che ha costruito un collettivo un movimento internazionale certo anche Montessori lo ha fatto ma con caratteristiche diverse perché celestian frenet ha costruito un movimento Cooperativo non ha ideato un metodo suo naturalmente chi era celestan Fren era un maestro mh Eh che nato nel 1896 a gar un paesino

3:07 nell'interno della Provenza non molto lontano da Nizza e daav che subito dopo la Seconda Guerra Mondiale nonostante le grave ferite di guerra che aveva che aveva subito decise di tornare di andare tornare a fare il maestro ehm e con uno scopo fondamentale che era questo la liberazione delle classi popolari la lotta contro le discriminazioni sociali a cui le classi popolari erano soggette in parte sono oggi contro la pedagogia scolastica che cos'era la scolastica è

3:55 quella pedagogia formale [Musica] per cui il sapere viene viene già dispensato in modo astratto attraverso i libri di testo senza tener conto della Libertà del ragazzo della suo desiderio del suo potenza di vita come diceva lui e quindi condannando tutti quelli che non si adattano a questo modello alla all'insuccesso in gran parte Ovviamente i figli delle classi popolari Quindi lui iniziò fin da subito con una prospettiva politica

4:41 m militando nel sindacalismo degli insegnanti un sindacalismo che allora era molto rivoluzionario eravamo subito dopo la rivoluzione d' ottobre quando entrò in classe nel 1920 in un paesino D interno della Provenza barlou eh conobbe quella scuola che in Italia era ancora purtroppo egemone fino agli anni 50 e 60 cioè una scuola trasmissiva una scuola autoritaria fondamentalmente si pose il problema che cosa fece celest

5:26 FR ragion da maestro m non da intellettuale Cioè in modo intuitivo la prima cosa che pensò di fare anche a causa della sua difficoltà fisica perché aveva avuto una grave ferita ai polmoni È quella di portare i ragazzi fuori dalla scuola m eh a vedere il mondo esterno soprattutto nel paese dove Questo era molto era molto eh gradevole mh eh questa esperienza che lui chiamava la Class Prom NAD la classe passeggiata diede luogo a ai ragazzi la possibilità di raccogliere queste esperienze e anche

6:13 scriverle Mh lo suo scopo era che le scrivessero cioè il suo scopo era partire dalla dalla dall'esperienza vitale dei ragazzi e dare loro la possibilità di scrivere la loro esperienza m eh tornato in classe questa esperienza che Lui fece nei campi in campagna ma anche con gli artigiani del luogo nei negozi nelle piccole laboratori dell'epoca Ecco non c'era ancora la grande industria siamo nella montagna scrivere testi mh eh un testo che raccontava questa esperienza

7:00 ogni bambino scrisse questi testi e questi testi erano testi profondamente Vitali di cui i bambini sentivano profondamente diciamo così il legame con la loro vita non erano Insomma dei temi imposti e a quel punto lì però Fren si pose una domanda Ma che ne facciamo di questi testi se li lasciamo lì così come sono questi testi ritorna poi essere sostanzialmente dei temi fatti per la per la scuola Mh per prendere un voto più o meno Più o meno buono e allora cominciò a dire Diamogli un senso a questi testi cioè facciamo in modo che la scrittura libera dei bambini diventi qualcosa di

7:46 ufficiale di riconosciuto ed è così che gli venne fuori l'intuizione della tipografia m cioè eh andò a cercare presso degli Artigiani finché non la trovò una tipografia con le lettere mobili lo portò la portò in classe Nonostante che fosse sconsigliato dai dagli stessi artigiani che gli dicevano Guardate che i ragazzi la distruggeranno questa tipografia con questa tipografia lavorando in gruppo I ragazzi stamparono questi

8:32 testi da lì nacque l'esperienza l'esperienza che lanciò tutto il movimento perché lanciò tutto il movimento perché queste testi stampati vennero presto condivisi con altre classi di altre scuole della Francia questo perché perché l'idea di di Fren era che il testo bisognava dare all'esperienza del testo del Bambino libero una dignità di scrittura ma bisognava anche che fosse mandato a qualcuno cioè perché un testo abbia un senso bisogna

9:20 che io lo mandi a qualcuno e lo comunichi a qualcuno ecco lui ebbe questa intuizione tutto ciò che si fa a scuola deve essere comunicato a qualcuno o nella scuola nella classe o ad altri in questo modo il testo acquisiva una dignità e per i ragazzi soprattutto aveva un senso farlo perché questo e questa fu la sua grande intuizione agiva sulla motivazione interna cioè i bambini non lavoravano più per prendere un voto o un apprezzamento dalla maestra o dal maestro Ma perché lo volevano fare perché provavano piacere in qu in quello stesso

10:06 lavoro e qui entriamo in uno dei Principi cardine della pedagogia Fren che è uno dei Principi cardini appunto partire dalla motivazione interiore e non dalla motivazione esterna negli anni successivi grazie alla corrispondenza si costruì una rete di insegnanti in tutta la Francia che si scambiava no corrispondenza e lettere ma anche materiali che comincia cominciò a usare la tipografia Cioè non più solo lui ma altri colleghi di tutta la Francia

10:52 cominciarono a usare la tipografia ed è così che nel 1928 nacque il movimento dei Tipografi il movimento dei Tipografi che nel 1000 Sì nel 28 stesso se non sbaglio divenne cooperativa per la cooperativa dell'insegnamento laico cooperativi dell insegn laic una cooperativa di insegnanti di tutta la Francia Ecco l'acque così il movimento di di celestan Fren quel movimento che esiste ancora oggi in Francia che si chiama isem a stituto Cooperativo della scuola moderna La storia è molto lunga io

11:40 adesso la concludo qui Vi dico solo che negli anni 30 celestin frenet fu costretto ad abbandonare la scuola pubblica perché osteggiato profondamente da da autorità locali appartenenti alla destra francese che lo accusavano di essere un comunista sovietico pericoloso fu costretto insieme alla moglie ad abbandonare la scuola di Sint Paul de v e si haure a mal in cuore fece una scuola sua lui che era per la scuola pubblica Fondò una scuola privata avance

12:28 che ricchi moltissimo L'esperienza di cui vi ho parlato finora se poi Reginaldo mi vuole fare delle domande ne parliamo tra il 1935 e il 1940 la scuola di Vans Vans è un paese vicino a Nizza sua collina fece diciamo l'esperienza principale di tutte le tecniche che nel frattempo vennero arricchite durante la guerra cesten frenet fu internato perché è considerato pericoloso in quanto antifascista Soprattutto sotto il regime di Vichy e approfittò di quegli anni tra il 40 e il 43 per scrivere dei libri importanti

13:14 perché fino ad allora aveva solo aveva solo si fa per dire scritto articoli m su riviste Ma anche sulla sua rivista Appunto quella che prima si chiamava l' e poi si chiamerà l'educatore proletari l'educatore proletario per cui pubblicò tantissimo ma fino al 1940 non non non scrisse libri Ecco a quell'epoca nel 40 41 approfittò di questa immobilità forzata per scrivere dei libri in cui fissò diciamo così la sua filosofia il suo pensiero i suoi

14:00 principi senti Enrico Allora abbiamo hai fatto un quadro un po' complessivo del della vita della vita di frené Allora frené è noto appunto per le sue tecniche D'altra parte il sottotitolo nel sottotitolo del tuo libro che io ho citato all'inizio c'è proprio la parola le tecniche Ecco ma di preciso che cosa sono le tecniche sono un metodo di lavoro no allora allora le tecniche sono delle pratiche sostanzialmente No sono delle pratiche perché e non e e soprattutto devo Sott Enrico no Enrico Scusami no

14:48 completo La mia domanda la mia domanda è chiaramente come dire provocatoria perché dopo averti sentito parlare e e parlare di celestin frenet e lo so bene che le tecniche di frené non sono non rappresentano un metodo però siccome poi nel linguaggio comune spesso noi usiamo la parola metodo per indicare un modo di lavorare dentro la la classe eccetera io vorrei che tu ci spiegassi bene perché è sbagliato parlare di metodo frené allora invece si parla di tecniche Ecco questo mi pare perché mi pare un po' il cuore

15:34 di tutto o no all Sì certo certo Allora Fren non voleva che si parlasse di metodo perché intendeva per metodo una struttura rigida sostanzialmente No una struttura rigida che L'insegnante si dovrebbe trovare a ripetere no E soprattutto che non si modifica nel tempo m che non si modifica nel tempo ideata da un educatore no ce ne sono tanti educatori appunto che hanno costruito un metodo ehm L'esperienza di celestin frenet non è un metodo prima di tutto perché non è solo di celest Fren Ma poi perché ehm è soggetta all'evoluzione nel tempo

16:21 Mh e quelli che rimangono validi nel tempo sono i principi di cui magari parleremo tra poco Ma le tecniche possono modificarsi le pratiche perché possono modificarsi perché la società evolve l'idea fondamentale di Fren era che cambiando la società devono cambiare anche le tecniche e che sono le tecniche che fanno la cultura e non la cultura che fa le tecniche No in un testo che che vi Leggerò tra poco lui diceva proprio questo che sono le tecniche e i materiali che cambiano

17:07 la scuola aveva capito Insomma che la penna Mh e il libro di testo e la lavagna hanno fatto più di tanti libri di pedagogia nel orientare il modo di fare scuola no ci sono i materiali che fanno la pedagogia e non tanto il contrario Mh quindi Quindi se si vuole fare una nuova pedagogia contro la pedagogia tradizionale bisogna produrre nuovi materiali e organizzare l'ambiente m questo è forse Ecco è la conseguenza delle principi di cui parlavo

17:55 prima parleremo dei Principi Ma la la cosa fondamentale che comprese frenet è che per realizzare questi principi ci vuole un'organizzazione materiale m e cioè un'organizzazione dell'ambiente m fisico quindi spazio tempo una comunità organizzata da anche dai ragazzi stessi e questo è L'aspetto fondamentale della pedagogia Fren e poi materiali e tecniche cioè delle pratiche finalizzate e materiali messi a disposizione per realizzarle quindi tecniche materiali e ambiente

18:42 organizzato sono le chiavi per la realizzazione di una pedagogia alternativa altrimenti si ritorna invariabilmente alla pedagogia fatta dall'insegnante certo solo questa nuova organizzazione materiale permette la devoluzione dell'autorità perché essendo la cooperazione se la cooperazione è il principio fondamentale Cioè se i ragazzi non sono solo passivi ma contribuiscono all'organizzazione della vita della vita della classe bisogna creare un'organizzazione che questo lo

19:29 renda possibile senza la deriva nello spontaneismo Voi capite che la sfida di tutte le pedagogie attive era partire dalla libertà del bambino no tutte le pedagogie attive partivano da questo principio però quelle più liberali no si ponevano meno la questione del collettivo rispetto a Fren e quindi spesso come adesso molte pedagogie alternative rischiano di deviare no nello spontaneismo Mh nel momento in cui tu insegnante nel momento in cui concede potere una qualche potere al bambino si deve porre il problema di come regolarlo questo

20:15 potere Mh e proprio per evitare la deriva no E per evitare una deriva spontaneismo Certo Per questo la classe cooperativa pensata da Fren era prima di tutto un'organizzazione razionale è prima di tutto un'organizzazione razionale non Imposta ma autodisciplina se volete Poi ne parliamo nei particolari questo è è solo un'affermazione generale Senti ti faccio una domanda sulla questione della camento delle tecniche in

21:00 relazione ai cambiamenti sociali forse non lo so dimmi tu se sbaglio forse l'esempio più chiaro potrebbe essere quello della tipografia perché oggi non c'è più la possibilità di usare la tipografia scolastica e però il principio l'idea della tecnica della tipografia è ancora oggi realizzabile ancora si può ancora fare la tipografia con altri con altri strumenti è giusto quello che dico sì certo certo con nuovi strumenti eh se fosse vivo oggi probabilmente utilizzerebbe anche lui i nuovi strumenti tecnologici che abbiamo tutti

21:47 a disposizione naturalmente non solo quelli perché noi sappiamo che importante che il bambino inizi a scrivere usando la mano Eh questo questo è fondamentale però eh Io ho visto bambini delle classi frené eh in ogni classe frené per esempio ci sono dei computer Eh ehm si scrive i testi ecco eh Questi testi Eh vengono vengono scritti magari dall'insegnante Eh non so su dei fogli oppure sulle lavagne interattive e poi possono essere pubblicati naturalmente utilizzando il blog utilizzando anche il

22:34 cartaceo a seconda di della scelta del del gruppo classe Quindi diciamo il giornale si continua a fare e la corrispondenza si continua a fare non si fa sempre in cartaceo si fa spesso attraverso le nuove tecnologie che abbiamo adesso ma ma si fa quindi eh Diciamo che si sono aggiunte nuove tecniche qualcuna si è tolta per esempio la banda insegnante che era una specie di sof di antenati dei software no una specie di dove i bambini erano chiamati a fare delle schede no E poi passare

23:19 alla scheda più difficile dopo che avevo fatto quella Quella iniziale queste sono cose che adesso sono a disposizione attraverso dei sare per esempio no o attraverso delle schede autocorrettivi è cambiato lo strumento ma il principio è rimasto lo stesso Ehm l'aspetto la dimensione delle schede è fondamentale Perché a un certo punto della sua esperienza Fren si accorse che che i ragazzi avevano bisogno del consolidamento tecnico cioè si era accorto da buon insegnante che Eh si partiva dal testo

24:05 libero eh si partiva magari dall'espressione creativa Eh però poi bisognava arrivare alla alla costruzione sintatica all'ortografia no alla padronanza del calcolo no quindi si partiva per la matematica per la lingua dall'esperienza creativa per esempio ehm nella matematica lui faceva non so Lui uscite con gli occhiali matematici poi il calcolo vivente e nella lingua il testo libero naturalmente da cui nasceva il giornale Però contemporaneamente lui introdusse le schede e che prese da washburn e dall'americano washburn riadattandole

24:53 perché si rese conto che i bambini avevano bisogno di fare schede per cons dare l'ortografia la sintassi il calcolo la geometria per esempio no da qui nasc lo schedario lo schedario autocorrettivo e che c'è ancora adesso naturalmente che c'è ancora adesso questo schedario autocorrettivo era fu la prima bozza del piano di lavoro individualizzato si accorse di un'altra cosa fondament E che cioè i bambini non sono tutti uguali m che la classe deve essere un collettivo cioè nel senso che

25:40 ciascuno deve rispondere a criteri collettivi ma il collettivo deve essere anche in funzione dell'individuo quindi che cosa voglio dire che l'organizzazione della classe cooperativa si decide insieme ma poi in questa organizzazione ci devono essere dei momenti di lavoro individualizzato Ecco senti a proposito Enrico A proposito di tu proprio un attimo fa hai usato l'espressione piano di lavoro individuale che cos'era il piano di lavoro individuale per Fren Come si realizzava Beh allora il piano di lavoro individuale era una cosa di questo genere ogni settimana all'inizio di ogni

26:26 settimana Lui lui proponeva ai bambini una scheda m in questa scheda c'erano scritte alcune attività che poteva scegliere m di lingua di matematica ma non solo anche per esempio il testo libero una ricerca una preparazione di una conferenza m su un argomento il bambino naturalmente Però in accordo con l'insegnante adesso succede così bambino in accordo con l'insegnante perché l'insegnante ha la visibilità anche la comprensione migliore forse di ciò che il bambino avrebbe bisogno di fare in in quella settimana no Quindi

27:11 gli propone delle alternative diverse lingua di matem e Lui sceglie in quella settimana da lunedì a venerdì nelle ore di lavoro individualizzato di fare quelle cose m scrive che cosa vuole fare m di mingua scrive che cosa vuole fare di matematica scrive Se vuol fare un testo libero o due testi liberi se vuol fare una ricerca Se vuol preparare una conferenza d'accordo in quella settimana nelle ore del piano di lavoro nelle ore individualizzate che possono essere due tre volte alla settimana o oppure tutti i giorni c'è chi lo fa anche tutti i giorni ehm fino a che alla fine della settimana rende conto di quello che ha fatto e lo

27:58 rende conto facendo un'autovalutazione e con la valutazione anche dell'insegnante m Fren lo faceva anche vedere ai genitori Nel senso che i genitori firmavano anche il piano di lavoro Dopo che l'aveva visto il bambino e visto l'insegnante dopo che c'era stata la valutazione l'autovalutazione del bambino e la valutazione dell'insegnante è una forma di valutazione formativa individu alzata Questo vuol dire che nella pedagogia Fren vige il principio della pedagogia differenziata cioè non si fanno compiti uguali per tutti ecco Ma il piano di lavoro È un modo per

28:44 individualizzare personalizzare l'insegnamento a fine settimana m ogni bambino rendeva conto diel di quello che ha fatto se non ha finito lo finisce a casa o la settimana o la settimana prossima Grazie al piano di lavoro il bambino Impara anche a organizzare il tempo perché io gli do un il maestro dà un potere al bambino che è quello di gestire uno spazio tutto suo e questa è una forma di responsabilizzazione molto importante Naturalmente il ruolo dell'insegnante resta fondamentale perché deve stare attento a cosa succede no se un bambino si perde se c'è una difficoltà se ha bisogno di un aiuto

29:31 ehm durante le attività del piano di lavoro Cioè sostanzialmente quelle individualizzate però aveva istituito anche la possibilità dell'aiuto reciproco Cioè mi spiego un bambino che ha più competenze di matematica perché ha già preso un brevetto di per esempio di calcolo Eh può offrirsi di aiutare un compagno che ha quelle difficoltà nel calcolo della moltiplicazione per esempio o nel nella o in una ricerca matematica Eh questo però codificato Nel senso che la possibilità dell'aiuto reciproco viene viene anche questa classificata cioè ritualizzata Eco fermati un attimo Enrico perché tu adesso di nuovo hai usato un altro termine che chi ben

30:21 conosce frené sa di che cosa si tratti ma magari non tutti lo sanno hai usato il termine brevetto Ecco che cos'è il brevetto per frené Allora il brevetto per frené è quella è la sostituzione della valutazione sommativa uguale per tutti Perché lui si rendeva conto di una cosa Primo che bisognava poi dare conto all'istituzione di cosa i bambini hanno appreso ogni insegnante deve rendere conto No all'istituzione quello che il George gusdorf francese Chiama gioca il doppio gioc ogni insegnante gioca il doppio gioco e cioè deve rispondere ai bambini da una parte cercando di emancipar ma rispondere anche allo stato che ti dà dei programmi

31:07 delle indicazioni nelle Indicazioni nazionali Quindi lui sapeva questo sapeva anche però che i bambini hanno bisogno di di di sfide di vedere riconosciuta una loro competenza E allora ispirandosi a bad eh prese il sistema dei brevetti m e fece I brevetti cioè brevetti scolastici naturalmente stabilì una serie di brevetti obbligatori e una serie di brevetti facoltativi I brevetti obbligatori sono quelli non so di scrittore lettore esperto calcolo geografo che ne so ecco storico

31:55 e via Di questo passo e brevetti facoltativi sono non so di di falegname giardiniere nuotatore che ne so ecco Quelli erano tutti ce nenan tantissimi alla fine di ogni mese o Oppure in un periodo non ben stabilito perché oggi gli insegnanti che lavorano con la pedagogia Fren I brevetti li fanno tutti in modo diverso eh Proprio perché non è un metodo Eh il brevetto si può fare in tanti modi diversi per esempio c'è chi lo fa la fine di ogni mese o chi lo fa la fine di du o tre mesi C'è chi lo fa nel momento in cui ci si accorge che un bambino è in grado di passarlo quindi senza una data precisa no quindi può

32:40 essere il bambino stesso che dice io mi sento pronto per prendere il brevetto di lettore esperto Esatto Per esempio naturalmente deve dimostrarlo questo no E quindi deve per esempio sottoporsi a una prova davanti a tutti almente e questo è la cosa importante davanti a tutti nel senso che è un'occasione come dire di riconoscimento del della competenza e anche di apprendimento comune No nel senso che l'interlocuzione che gli fanno gli altri le domande che gli fanno Gli permettono di riflettere su quello che ha fatto Naturalmente prima del brevetto il il bambino sarà aiutato dai compagni

33:29 se puoi chiedere l'aiuto dei compagni puoi chiedere l'aiuto l'aiuto dell'insegnante naturalmente probabilmente qualche maestra mi chiederà ma I brevetti sono Che cosa sono legati sono un saper fare ma sono legati a delle competenze è chiaro no possiamo benissimo fare I brevetti anche con le nostre Indicazioni nazionali Nel senso che ogni insegnante può stabilire diversi tipi di di matematica no Un brevetto che richiede una competenza di un certo tipo uno poi un brevetto che richiede una competenza più complessa no Una cosa è la competenza non so nelle operazioni fino a 10 a 20 una cosa è la competenza nelle operazioni secondo con due cifre

34:16 una cosa sulle frazioni un'altra cosa è su no ci sono tanti tipi di competenze e ad ogni serie di competenze corrisponde un brevetto m attraverso il brevetto Il bambino ha la misura delle sue progressioni no e impara a sfidare se stesso la cosa fondamentale del brevetto è che non essendo un voto non c'è una classificazione non c'è una gerarchia tra i bambini perché perché tutti prima o poi sono chiamati a passare il brevetto e il brevetto non è un voto Nel senso che o lo passi o non lo passi mh ehm se L'insegnante è

35:02 accorto Fai in modo che il bambino lo passi quando è in grado di passarlo finché non è in grado di passarlo non glielo si chiede ci sarà un bambino che passa quel brevetto di calcolo alla fine di novembre e un altro a marzo non c'è nessun problema Questo ovviamente che cosa fa permette a tutti di arrivare permette a tutti e superando quella grande difficoltà che sono le prove di verifica uguali per tutti perché le prove di verifica uguali per tutti non tengono conto delle differenze nei tempi di apprendimento il che porta ad un danno ovviamente nei ragazzi che hanno più difficoltà generalmente quelli delle classi più disagiate gli immigrati

35:48 eccetera poiché la pedagogia Fren ha come principio fondamentale quello della lotta alle discriminazioni sociali eh cioè una dimensione rivoluzionaria non può non tener conto delle differenze perché non tener conto delle differenze significa avvantaggiare Chi è già avvantaggiato Questa è la dimensione politica della senti Enrico veniamo all'Italia veniamo all'Italia in quali anni il le Fren entrano nel nostro paese e incominciano a diffondersi nelle

36:34 scuole Durante gli anni 50 e grazie soprattutto ai primi insegnanti del movimento di Cooperazione educativa no ecco quindi citiamo Bruno Ciari Mario Lodi Tamagnini e tanti altri che avevano lavorato con loro in quegli anni da quella fase in avanti come si sono evolute le tecniche che cosa è successo in Italia oggi esistono classi scuole dove si lavora con la pedagogia Fren Sì sì sì certo scuole no Dunque stai parlando dell'Italia o del mondo Italia Italia Sì sì Poi poi ti faccio la domanda anche perché so che tu proprio

37:20 in questi giorni sei stato a Liegi in Belgio e quindi vorrei anche che tu ci parlassi anche di ciò che tu hai visto a lii parliamo dell'Italia adesso Beh in Italia le tecniche sono arrivate appunto come hai detto tu grazie ad alcuni maestri italiani soprattutto Pino Tamagnini che già alla fine degli anni 40 scrisse a sesten frené e attraverso iniziò la questa sua Cooperazione con frené che portò alla nascita nel 51 della CTS della cooperativa per la tipografia spastica che si chiamava proprio come si chiamava originariamente il movimento di Fren che si chiamava i Tipografi No ehm la cooperativa per la tipografia

38:06 scol CTS tra il 51 e il 57 praticamente lavorò quasi esclusivamente sulle tecniche frenee Ecco fu proprio un grande una grande esperienza di realizzazione originale peraltro no dei maestri italiani m eh con le tecniche eh e poi in Italia si è avuto un'evoluzione un po' diversa rispetto alla Francia e alla Francia nel senso che ci sono stati per esempio un periodo in cui si sosteneva l'esigenza di passare alla alla scientificità pensiamo al periodo bruneri ano No la fiammata scientifica

38:52 come S come è stata chiamata esatto che che in Italia Qualcuno ha fatto pensare che fosse necessario superare le tecniche Bruno Ciari come sappiamo non era d'accordo con questo Tanto è vero che capì una cosa importantissima capì che le tecniche sono allora dei contenitori istituzionali delle istituzioni praticamente cioè dei sistemi di pratiche attraverso cui organizzare un'attività pedagogica ma quell'attività pedagogica Poteva benissimo essere anzi deve essere anche Ricerca Scientifica ricerca geografica Ricerca d'ambiente

39:41 ricerca storica Quelle sono tecniche anche quelle No tra le tecniche non c'è solo il testo libero no e la corrispondenza il piano di lavoro la [Musica] conferenza Ma ci sono anche quelle altre perché sono necessarie le tecniche per non tornare al disciplinarismo perché grazie alle tecniche si riesce a rispettare un principio fondamentale primo partire dall'espressione creativa se io parto dalla disciplina non parto dal bambino Questo è chiaro no allora la tentazione

40:26 di di tutti gli insegnanti è quello di programmare già che cosa faccio domani mattina indipendentemente da quello che diranno i bambini no Quindi sostanzialmente Ma chi Ma Ma chi ce lo dice che domani mattina quello che penso che sia meglio anche loro pensino la stessa cosa nessuno ce lo può dire no Enrico Enrico C'è un problema però nella fase della fiammata scientifica si diceva Sì va tutto bene ma attenzione se facciamo appunto come tu hai detto ora Cioè Vediamo che cosa succede domani in classe E che cosa dicono i bambini c'è anche il rischio di

41:13 eh costruire come dire un sapere un po' episodico no cioè quindi non un sapere strutturato Ecco allora vorrei che questo tu chiarissi allora allora attenzione ATT Dunque allora parliamo dei Principi così approfondiamo la cosa oggi parliamo della pedagogia frene oggi come direbbe il mio amico Marcel torel i principi pedagogici fondamentali poi casomai vi faccio vedere lo schema che trovate anche sul mio sito sono tre che devono esserci tutti e tre Ok tutti e tre il primo l'espressione libera M si parte dall'espressione libera del

42:00 bambino che può essere un testo libero un un disegno un'espressione teatrale una musica m ok Ecco non è non ci si ferma Però lì Perché l'espressione libera deve essere l'occasione per uno sviluppo successivo Che cos'è il su sviluppo successivo secondo sviluppo la comunicazione quell'espressione pensate alla corrispondenza pensate al giornale quell'espressione deve avere un senso per qualcuno quindi deve essere comunicata a qualcuno attraverso il giornale attraverso la conferenza attraverso l'esposizione che si fa in

42:48 classe terzo principio e qui mi ricongiunge a quello che dici tu adesso la ricerca e la problematizzazione cioè la bravura dell'insegnante deve essere quella di cogliere dall'espressione creativa quotidiana del bambino un una possibile percorso di ricerca in ambito matematico in ambito linguistico in ambito storico geografico e scientifico se non c'è questo terzo aspetto non c'è la pedagogia Fren d'accordo quindi agli scientisti abbiamo già ha risposto io nelle classi frenee vedo esattamente questo e questo lo ripete Marcel torel parecchie volte e lo

43:34 scrivo anche nel mio libro non c'è pedagogia frené senza problematizzazione Cioè senza costruzione di un percorso di ricerca a partire dall'espressione creativa del ragazzo ehm quindi eh Per questo vuol dire che bisogna cercare di mettere insieme le due cose cioè non fare una programmazione razionale già decisa tutta dall'insegnante ma partire dall'espressione libera del ragazzo comeel caso del testo libero che diventa poi l'occasione per un lavoro di tipo razionale Quindi mettere insieme Quello che filippe Merio chiamerebbe la finalizzazione con la formalizzazione ci

44:21 devono essere tutte e due se c'è solo la finalizzazione c'è solo la diciamo libero del bambino no che rischia di di non arrivare all'apprendimento giusto Certo ma se c'è solo la formalizzazione cioè se si parte dalla disciplina dalla struttura della disciplina come se fosse anche la motivazione certo e la motivazione Dov'è dov'è la motivazione interna un principio fondamentale della pedagogia frena è la motivazione deve essere interiore non esterna Se Scusa Enrico tant'è che per risolvere diciamo così questo problema poi la pedagogia che invece fa un percorso diverso ad un certo punto ha sente

45:10 l'esigenza sente il bisogno di introdurre una valutazione esterna perché se tu elimini la motivazione interna e automaticamente devi devi come dire imporre o comunque prevedere una valutazione esterna in modo da come dire ecco da invogliare il ragazzo ad imparare attraverso la valutazione che poi sappiamo che questo non può avvenire È così è giusto Sì allora sì però attenzione la valutazione esterna C'è comunque anche nel caso della perché perché anche se noi facciamo la pedagogia Fren come dicevo io ci sarà sempre un Invalsi ci sarà sempre No io ho visto anche in Belgio in Belgio

45:56 c'è ancora più in Italia è questa valutazione esterna Eh quindi ovviamente abbiamo dei vincoli però i bambini in classe lavorano con motivazione interna poi sanno che c'è un appuntamento ogni tanto no che può essere l'invalsi può essere Insomma quelli che vengono imposti dall'autorità Eh che sono delle valutazioni esterne no ma questo è perfett però il clima della classe non è determinato dalla valutazione esterna ma diciamo dalla motivazione esterna cioè lavoro per il voto o per essere numero uno ma perché mi affeziono al lavoro che sto facendo Ecco perché mi

46:42 piace il lavoro che sto facendo e questo non si può fare se si parte dalla disciplina molto bruner ismo italiano non ha compreso questo nel senso che quasi hanno congedato dii Ecco voglio dire Invece dii rimane vivo e vivace e fondamentale il principio del diciamo del partire dall'esperienza del ragazzo Perché arrivi alla cultura se si lascia fuori l'esperienza del bambino No diciamo così si perde l'occasione di arrivare alla cultura naturalmente e se c'è sempre una tensione Bisogna trovare un equilibrio tra le due cose no bisogna

47:28 trovare un equilibrio perché poi alla formalizzazione bisogna arrivare però Lo scopo del nella pedagogia frenee la problematizzazione cioè il lavoro di di di arrivare alle discipline è un percorso da seguire attraverso un percorso di ricerca Cioè non c'è l'insegnante che dice no questo evento storico è così oppure l'ambiente le relazioni geografiche nel nostro ambiente sono queste no si va fuori si fa un'osservazione per esempio lo studio d'ambiente No Si chiamava anche così la ricerca d'ambiente una volta da noi e poi si si ritorna in

48:16 classe si comunicano quelle cose che si sono osservate con insieme agli altri compagni all'insegnante si fanno delle osservazioni e si cerca individuare fare delle ipotesi di ricerca su quello che si è osservato per esempio non so Si è osservato che nel cortile della nostra scuola ci sono le api e ci si vuole chiedere perché E allora sì cerca di costruire diciamo così un problema a partire da una domanda la bravura dell'insegnante sta nel momento in cui il bambino ha fatto un azione ed esprime quello che ha visto aiutarlo a porsi delle domande e a

49:02 costruire un problema è lì che si lavora verso le discipline verso I saperi ma non I saperi come dei contenuti ma dei saperi come dei metodi di lavoro come dei metodi di lavoro quindi apprendere non so come lavora al geografo come lavora Lo storico e come lavora il matematico per esempio le creazioni matematiche no che sono una delle tecniche che sono state introdotte dopo la morte di Fren da Polle boec No sono una forma di espressione creativa a livello matematico il bambino disegna qualcosa su un foglio che diciamo così esprime dei rapporti

49:50 matematici che lui ipotizza o geometrici su cui lui fa delle osservazioni sulla base di di quello che lui ha visto di quello che lui ha pensato e da questi relazioni che lui stabilisce in questo disegno può nascere una ricerca matematica m e e questo è quello che abbiamo visto anche agli egi per esempio no abbiamo visto delle classi in cui a partire dalle creazioni si fa una ricerca matematica e come perciò si fa la matematica e si fa anche nel modo più complesso senti Enrico ehm A proposito dei materiali delle dei materiali delle tecniche frené i

50:36 materiali frené hanno un po' a che fare anche coi materiali montessoriani o sono un'altra cosa cioè diciamo frené È montessoriano dunque no non è montessoriano anche se lui all'inizio ammirava molto Montessori proprio per questa sua diciamo attenzione al bambino attenzione all'infanzia e anche direi Per quanto riguarda il principio che per dare spazio a questa libertà bisogna Creare un ambiente immateriali su questo frené e Montessori diciamo sono assolutamente paralleli Sì poi si differenziano per

51:23 due cose vabbè la dimensione politica ovviamente perché Fren era un socialista e mentre la Montessori eh a livello politico la sua ambizione Maggiore era il discorso dell'educazione alla pace ma non aveva tutta quella prospettiva politica di frené ma soprattutto il materiali montessoriani sono materiali più più strutturati più no eh più molto rigidi Insomma molto diciamo costruiti proprio in modo scientifico Ecco perché la Montessori era come sapete un medico V la medicina mentre Fren era un maestro elementare quindi i materiali eh nella classe Fren sono materiali diciamo così non non

52:09 artificiali sono materiali eh costruiti di volta in volta no materiali che portano anche gli stessi bambini in classe oppure costruiti dagli insegnanti tra di loro o dagli insegnanti coi bambini per esempio la biblioteca di lavoro era materiale costruito eh costruito dagli insegnanti e che sostituiva tutta la documentazione del libro di testo gli schedari autocorrettivi sono stati preparati da Fren insieme ai suoi colleghi Sul modello del diciamo così delle schede di di washburn e via Di questo passo no le bande insegnante lo stesso e e via

52:57 quindi i materiali il piano di lavoro anche quello è un altro materiale No la schede eh E anche oggi ci sono molti molti insegnanti che li costruiscono loro i materiali Non ci sono materiali rigidi come nella nella pedagogia Montessori che per fare Montessori devi per forza comprare quei materiali che costano tanto tra l'altro questo perché la pedagogia Montessori è un metodo e quindi quello è no eh la la pedagogia Fren non è un metodo Ma è una pedagogia appunto che si ispira a certi principi che si possono realizzare attraverso certe pratiche m dei Principi mi pare chei mi pare che hai chiarito benissimo

53:44 la differenza fra metodo Montessori e tecniche frenee Insomma mi pare che è chiaro Senti ti faccio una domanda che per la verità io non ti ho mai fatto ma adesso eh mi viene bene fartela perché hai parlato prima di Bruno Ciari dedichiamo solo du minuti e a questo perché è una questione più di carattere storico che non che non pedagogico didattico però credo che sia una cosa curiosa e hai parlato di Bruno Ciari hai detto che abbiamo detto ma quando ci fu nel già a partire dalla fine degli anni 60 Ma poi soprattutto negli anni 70 la grande fiammata scientifica Bruno Ciari fece capire che

54:30 lui non era proprio così contento di questa fiammata scientifica Anche se per la verità Bruno carari era si occupava Mol si era occupato molto di Didattica di didattica delle scienze ricordiamo che Bruno Ciari muore nel 1970 Quindi quando la fiammata scientifica sta per iniziare Ecco non è ancora proprio iniziata in pieno sta iniziando proprio mentre Bruno Ciari ci lascia la storia non si fa con i sé per carità di Dio quindi quella che ti sto facendo È una domanda assolutamente Va ben fasulla ma a tuo parere a tuo parere se Bruno Ciari fosse

55:19 rimasto con noi ancora negli anni 70 il come dire la storia delle tecniche cooperative in Italia si sarebbe si sarebbe sviluppata diversamente È una domanda sciocca Lo so perché la storia non si fa con i sé ma la tua ma non si può rispondere ovviamente a questa domanda però io quello che posso dire è che il libro di Bruno Ciari le nuove tecniche didattiche è la migliore produzione italiana eh di tecniche frené eh interpretate in modo originale da un educatore

56:07 italiano se Voi leggete l'introduzione questa questo libro trovate un una difesa fondamentale delle tecniche perché lui dice le tecniche non sono gli strumenti ma sono i valori stessi sono i valori stessi e poi risponde ai possibili obiettori ci sono anche adesso questi obiettori Eh che ci dicono in Italia Ma non è che Attraverso tutte queste tecniche voi come dire date limitate la libertà dell'insegnante perché gli date delle tecniche no ecco

56:52 attenzione attenzione quello che rispondeva chari e che rispondo anche io adesso è è vero che c'è la libertà dell'insegnante Ma anche se non vogliamo fare un metodo dobbiamo avere delle strutture dobbiamo avere delle strutture in per cui una pedagogia si riconosce No in alcuni principi e in alcune pratiche No perché altrimenti Altrimenti c'è l'individualismo cioè non si può fare un collettivo di insegnanti che si riconoscono in una pratica pedagogica se non ci sono dei principi comuni no E magari anche delle

57:38 tecniche comuni perché sennò si nasconde dietro la libertà dell'insegnante e ritorna all'individualismo che ognuno se la canta e se la suona Ecco e questo era quello che rispondeva chari nel in quegli annii obiettori che dicevano Sì ma allora imponete all'insegnante un metodo No semplicemente non esiste un movimento Cooperativo se non condivide qualcosa no ma non solo in termini politici che va bene ma anche in termini pedagogici Senò che senso ha che cosa ci tiene insieme no ecco questo diciamo questo

58:24 elemento dell'an di determinare delle strutture comuni quelle di cui parlavo prima di cui parlava carari per me è di grande attualità oggi e cioè la pedagogia Fren ha un'attualità proprio perché ci si riconosce ci sono insegnanti in Italia e fuori dall'Italia che si riconoscono in alcuni principi e in alcune pratiche che poi si evolvono si dialoga si ricerca no si cambia anche Ma io questa Guardate questo è quello che permette alle scuole Fren di Liegi di vivere con 10 scuole 120 130

59:09 insegnanti che non sono pochi eh sono più che in tutta l'Italia va bene che lavorano con le tecniche frené Ecco hai citato Liegi tu sei reduce proprio da un viaggio a Liegi che hai fatto insieme con degli insegnanti italiani siete andati a Liegi appositamente proprio per visitare alcune scuole della della città di Liegi Ecco che cosa hai visto che cosa hai potuto osservare Allora Allora prima cosa devo dire che a Liegi siamo andati a prima prima di Pasqua grazie a un progetto del polo europeo della

59:56 conoscenza che veramente è stato molto importante perché abbiamo potuto andare lì con otto insegnanti italiani E allora L'esperienza di Liegi è un'esperienza molto interessante perché le scuole Fren di Liegi che adesso sono 10 sono state promosse dal dal Comune di Liegi anche su richiesta dei genitori Mh e oggi riescono a continuare grazie al fatto che c'è a Liegi un centro di ricerca sulla pedagogia frené che è una forma di associazione no di cui fondatori

1:00:44 sono Marcel toriel Daniel torel Anita Ruiz ed altri che che centro di ricerca che garantisce in qualche modo la la formazione e la supervisione di questi insegnanti continua Ecco ehm per insegnare in queste scuole Bisogna fare un corso precedente e ed anche dimostrare alla fine di questo di questo di questo tirocinio che sia in grado di lavorare con le tecniche no Ehm e poi dopodiché si entra in queste scuole e ogni tanto si fa formazione una formazione non obbligatoria naturalmente Però grazie a questa forma

1:01:30 di supervisione no e di formazione continua si garantisce come dire una certa continuità e similarità tra gli ins Allora io ho visto classi in cui si lavora molto diversamente Eh c'è chi lavora con le tecniche in un modo chi organizza lo spazio in un altro chi chi il testo libero lo fa in un modo chi la conversazione del mattino la fa alle 8:30 chi la fa alle 11 [Musica] ehm chi gli incarichi li fa in un modo chi li fa in un altro però quello che si nota è una certa diciamo somiglianza nei principi non ci sono delle differenze fondamentali proprio perché

1:02:17 c'è questa diciamo così rete comune No che non vincola la libertà degli insegnanti come Qualcuno potrebbe pensare perché lì gli insegnanti sono assolutamente liberi di fare quello che vogliono No Salvo Ovviamente i vincoli che Gli pone il Ministero no o o il comune perché lì le valutazioni le hanno sia dal comune che dal Minister quindi in Italia non abbiamo questa esperienza perché non esistono scuole frenee molti sarebbero anche contrari Io penso però che ci sono in Italia degli insegnanti che lavorano con le tecniche Fren e dobbiamo nonostante la situazione sia diversa continuare a lavorare perché

1:03:06 questa ricerca vada avanti No se poi vuoi dare a loro ai nonzi a chi ci ascolta il riferimento del sito frene punit che ci ha messo a disposizione il polo europeo della conoscenza su questo sito appunto è dedicato alle tecniche e al nostro lavoro comune anche on sulle tecniche Fren quindi noi continuiamo adesso a fare lavoro con gli insegnanti dopo uno stage che abbiamo fatto vicino a Verona a settembre scorso quest'anno a settembre faremo probabilmente altri due stage sulla pedagogia Fren con nuovi insegnanti

1:03:51 mentre continueremo l'esperienza con gli insegnanti che hanno iniz lo scorso anno questo perché in Italia come al Liegi lavorare nella pedagogia Fren è un lungo percorso è un lungo percorso che richiede lavorare insieme preparazione dei materiali Acquisizione della capacità di organizzare la classe cooperativa eccetera è un lavoro lo dico subito è un lavoro impegnativo ma di grande soddisfazione per gli insegnante Eh certo quello che mi ha colpito delle positivamente delle classi di Liegi poi faremo un report su questo perché il discorso sarebbe molto

1:04:37 complesso e non abbiamo qui il tempo di approfondirlo e è l'organizzazione cioè c'è un'organizzazione Abbastanza ben definita in queste classi per cui i ragazzi sanno già che cosa fare quindi la devoluzione dell'autorità Nel senso che Acquisiscono autonomia nel lavorare ma questa autonomia l'hanno all'interno di unorganizzazione del tempo molto molto precisa dell'organizzazione dello spazio molto precisa e delle attività molto precise quindi sono liberi ma con dei vincoli molto precisi che loro imparano Acquisiscono e poi diventano dei delle

1:05:23 ritualità che si ripetono tutti i giorni no come quella per esempio non so dell'ant tren del mattino la conversazione un bambino l'ant trti è una cosa di questo genere Eh al mattino alle 8:30 oppure anche più tardi ogni un bambino due bambini si possono prenotare per raccontare una cosa che hanno vissuto a casa o un'esperienza che vogliono condividere con gli altri o un oggetto che vogliono far vedere gli altri no e si prenotano si prenotano nei giorni precedenti su su un cartellone E quella mattina lì presentano questo no per un certo tempo anche lì tempo eh tempo misurato eh con una clessidra o con un orologio con un misuratore del

1:06:10 tempo che è un bambino che ha l'incarico di determinare il tempo Quanto tempo ha uno per parlare e poi gli altri possono intervenire anche lì con un certo limite di tempo e con uno che dà la parola quindi è l'entretien del mattino è diciamo così un momento di espressione libera ma anche molto organizzata cioè libera ma non libera nel senso che uno fa quello che gli pare Ecco tutte le tecniche Enrico è anche sotto certi aspetti una pratica di democrazia Questa è una pratica di democrazia perché si si si impara a esercitare la libertà all'interno di regole comunemente

1:06:56 decise Certo questo e poi se si vogliono cambiare le regole si possono cambiare Eh però è una pratica Enrico è una pratica che arriva da dii giusto eh o no M questa qui non lo so questa idea questa idea di iniziare la giornata con L'assemblea dei Ragazzi l'assemblea della classe è una pratica che arriva da dii o no sto parlando dell'assemblea No l'altra CAP è un'altra cosa No L'assemblea non esiste nella pedagogia F Esiste la riunione di cooperativa perché essendo una classe cooperativa c'è la riunione di cooperativa che oggi molti chiamano consiglio m come lo chiamano

1:07:44 nella pedagogia istituzionale a questa Ecco questo è un punto fondamentale allora perché quei tre principi che ho detto prima espressione libera comunicazione e ricerca siano realizzabili ci vuole un'organizzazione no ci vuole un'organizzazione ci vuole l'organizzazione della classe cooperativa Quindi come dicevo prima ambienti materiali no e tecniche ma anche delle nuove istituzioni per esempio il consiglio di cooperativa una volta alla settimana in genere si fa il consiglio di cooperativa Che cos'è il consiglio di cooperativa è una una riunione di tutti i ragazzi che si un in cerchio con un presidente con un segretario con un ordine del giorno

1:08:30 stabilito in precedenza m e durante questa ora si discute di alcuni temi nella pedagogia frené il consiglio di cooperativa ha come scopo discutere l'organizzazione del lavoro della Classe M per la settimana successiva com'è andata la settimana precedente che cosa abbiamo deciso la settimana precedente ha funzionato non ha funzionato Come facciamo per la quella successiva si possono anche fare proposte sull'organizzazione della scuola per esempio non so voglio proporre al direttore di fare un giardino Nella nella scuola no vogliamo proporlo lo discutiamo lo decidiamo e poi lo proponiamo a tutta la scuola Se vogliamo farlo Oppure vogliamo proporre

1:09:17 nuovi incarichi Mh oppure vediamo che degli incarichi non hanno funzionato bene li sostituiamo eccetera ci sono anche alcuni che per esempio all'interno del consiglio di cooperativa danno spazio anche alla discussione Sulle critiche no e sui sulle Felicitazioni Cioè mi felicito con qualcuno perché ha fatto qualcosa oppure lo critico perché ha fatto qualcosa che non va Ecco certe regole possono essere decise dal consiglio di cooperativa non tutte le regole le le leggi no le leggi sono quelle che qui bisogna distinguere tra leggi e regole le leggi sono insindacabili eh il non usare

1:10:03 violenza per esempio no il non disturbare mentre gli altri lavorano parlando a bassa voce eccetera Queste sono diciamo leggi insindacabili Dopodiché e questo è importante nella classe cooperativa Fren i bambini possono decidere anche di cambiare delle regole non le leggi ma le regole sì alcune regole Si possono modificare alcuni incarichi si possono togliere un certa organizzazione del tempo si può modificare naturalmente non tutto quello che vogliono perché ci sono cose che non si possono fare questo è L'aspetto fondamentale della pedagogia FR la devoluzione dell'autorità l'insegnante riconosce ai bambini

1:10:49 dell'autorità perché riconosce che solo dando a un bambino un'autorità lui capisce che cosa vuol dire essere un'autorità e cosa vuol dire essere responsabili di qualcosa e di qualcuno se io sono responsabile del materiale di pittura Divento anche una persona più responsabile Perché sono responsabile del materiale di pittura perché devo rispondere poi alla classe maestra di come gli altri hanno usato il materiale di pittura oppure sono responsabile della pulizia eh per esempio dell'aula che non c'è niente di male nelle classi frenes lo fanno Eh i bambini qui magari qualcuno direbbe che siamo lo lo

1:11:35 schiavismo infantile no ecco No perché perché la perché la classe frené è fondata su un principio fondamentale è il lavoro che educa e facendo le cose no che si impara e facendole se io solo le leggo no No devo impegnarmi in qualche cosa impegnarmi in qualcosa per la collettività questo è una è un organigramma diciamo così dei principi e delle tecniche Fren che è stato scritto da da Marcel torel maestro francese che ha lavorato con noi anche in Italia e che si trova

1:12:20 sul sito del centro di ricerca della Formazione alla Pia Fren di Liegi Eh che riprende un po' i principi e le tecniche no di cui abbiamo parlato prima lo trovate sul mio sito Eh se andate sul mio sito alla pagina pedagogia frené trovate questo organigramma lo trovate anche sul sito Fren it m quindi sia sul mio sito che sul sito quindi non c'è bisogno che lo scaricate ve lo trovate lì Allora vedete che abbiamo praticamente cinque campi di principi a sinistra attività di espressione libera attività di comunicazione attività di ricerca son quello di cui abbiamo parlato prima no espressione libera comunicazione e

1:13:06 ricerca Questi sono i tre principi fondamentali Ma questi tre principi non si possono realizzare come abbiamo detto prima se non c'è un'organizzazione e lì c'è il quarto principio cioè la organizzazione della Cooperativa della classe e della scuola e infine la valutazione come abbiamo detto prima Cioè I brevetti e i capolavori sotto ciascuno di questi di questi principi vedete che c'è le tecniche No per esempio nell'espressione libera c'è la conversazione quello di cui abbiamo parlato prima l'entretien c'è il testo libero ci sono le attività artistiche il teatro Il mimo la musica eccetera nelle attività di comunicazione c'è la

1:13:54 conferenza le presentazioni adesso non ho il tempo di raccontarvi tutto dovremmo fare un incontro su ciascuno di queste il giornale La corrispondenza eccetera nelle attività di ricerca abbiamo lo studio d'ambiente le conferenze la ricerca matematica il dettato Cooperativo la ricerca scientifica eccetera e infine nell'organizzazione che tiene in piedi tutto abbiamo il Consiglio di cooperativa m in cui si stabiliscono le regole di vita gli incarichi e poi c'è il lavoro individualizzato ne abbiamo parlato prima che Si alterna col lavoro collettivo e lavoro di gruppo e poi il piano di lavoro eccetera m Quindi vedete

1:14:40 che per ogni principio a ogni principio corrisponde una serie di tecniche i principi sono sempre gli stessi le tecniche possono cambiare Qual è la difficoltà dell'insegnante è veramente la grande difficoltà è l'equilibrio tra questi principi perché come dicevamo prima se sei troppo sbilanciato sull'espressione libera rischi lo spontaneismo se tii troppo sbilanciato sulla problematizzazione vincoli troppo la libertà del bambino e ritorni alla pedagogia tradizionale devi trovare un equilibrio tra le due cose no così come nell'organizzazione cooperativa devi trovare un equilibrio tra il potere dell'insegnante e il

1:15:27 potere del bambino perché troppo potere all'insegnante vuol dire non dare nessun potere al bambino ma troppo potere al bambino rischia anche di diciamo così far esplodere un'organizzazione che comunque deve essere disciplinata è un equilibrio molto difficile non ce lo nascondiamo però è la vera Sfida delle pedagogie attive C Perché molti insegnanti fanno la pedagogia TR iale perché è più comoda non hai questa alternativa Scegli una delle due no Cassi per esempio non c'è la delega dell'autorità non c'è il principio del partire dall'espressione libera e tutto diventa più facile Ovviamente la pedagogia

1:16:12 tradizionale è più comoda ti faccio l'ultima domanda così poi chiudiamo Allora nella pedagogia frené quanto è essenziale il fatto che anche gli insegnanti lavorino in modo Cooperativo fra di loro Anzi mi spiego ancora meglio si può fare pedagogia Fren in assenza di Cooperazione fra gli insegnanti No semplicemente No perché solo chi vive lo spirito Cooperativo chi lo pratica tra adulti può promuoverlo con i bambini è

1:17:00 evidente così come chi solo chi sa fare ricerca Questo lo diceva il nostro amico di bartolomeis no solo chi fa ricerca può lavorare con i bambini facendo in modo che loro facciano ricerca ciò che non sai fare non lo sai insegnare questo è evidente ma è importante che gli insegnanti cooperino tra di loro anche perché la pedagogia frené è una narrazione collettiva non è una un un metodo inventato da un da un Guru no che poi dice come si deve fare ma il frutto di una narrazione collettiva che è nata 100 anni fa circa e che dura ancora adesso e che ci auguriamo durerà dopo di noi

1:17:48 no questo è possibile solo se gli insegnanti di oggi e riprendono le esperienze di quelli di ieri le rinnovano lavorano insieme e le migliorano quello che stiamo cercando di fare che sto cercando di fare io con chi è molto più giovane di me è questo lavoro di scambio documentazione confronto Cioè esattamente come si fa nella classe No nella classe che come Cosa si fa nella classe frené per esempio i bambini periodicamente fanno un bambino fa periodicamente un'esposizione o una conferenza ha fatto una ricerca la espone ai suoi compagni m e i suoi compagni gli fanno delle domande anche acute anche

1:18:35 critiche anche mettendolo in difficoltà ovviamente ma non per il gusto di metterlo in difficoltà perché questo lo induce a a migliorarsi No cioè a riflettere su quello che ha fatto Ecco quello che si fa in classe secondo il principio che dicevo prima della comunicazione si fa anche tra ad Cioè anche l'adulto deve partire dalla motivazione interiore partire dalla sua espressione comunicare agli altri quello che fa confrontarsi con gli altri con quello che fa e decidere quindi insieme agli altri quello che si fa per cui come c'è un consiglio di cooperativa tra i bambini ci può essere un consiglio di cooperativa di insegnanti Tanto è vero che la prima cosa che ha fatto frenet è

1:19:20 la cooperativa degli insegnanti no e la CTS si chiamava cosa cooperativa cooperativa cioè degli insegnanti che lavoravano insieme discutevano insieme miglioravano insieme non c'è cooperativa di bambini se non c'è anche cooperativa di adulti Ecco direi che l'esperienza delle cooperative scolastiche Fren l'aveva presa dalle cooperative prima alle cooperative operaie poi dalle cooperative scolastiche che erano nate prima di lui Fred era stato un grande eclettico nel senso che se vuoi non ha inventato nulla di nuovo ma ha saputo mettere insieme tutta una serie di tecniche prodotte da altri ma a cui lui ha dato un senso all'interno di un

1:20:05 sistema per questo la pedagogia Fren è importante perché è un sistema e solo un sistema può affrontare quel sistema inossidabile che è la pedagogia tradizionale la pedagogia tradizionale ha 150-2 anni di storia è stata costruita dagli Stati per fidelizzare no Le i futuri cittadini ehm trasformando l'insegnante in una specie di chierico laico che dispensa il sapere dalla cattedra No E questo modello è un modello di grande fascino che molti amano Ancora no e continuano a difendere eh per combatterlo perché abbiamo molte ragioni

1:20:51 per combatterlo Non solo quella politica ma anche quella dell'interesse collettivo dobbiamo lavorare per un modello nuovo per una sistema nuovo la pedagogia Fren ci offre questa possibilità è una possibilità che dobbiamo cogliere se vogliamo l'emancipazione dei nostri ragazzi soprattutto Dei più deboli e dei più fragili concludo riprendendo una cosa che tu hai detto quindi noi si contro la lezione ex cattedra non per motivi non soltanto per motivi politici non soltanto per motivi ideologici ma

1:21:37 anche perché la lezione ex cattedra non è efficace Ecco questo è forse anche un punto è un punto anche fondamentale che dobbiamo ribadire cioè l'efficacia sta nel fatto che i bambini cooperano e n fatto che i nel fatto che la scuola parte dalla esperienza dei bambini che parte dai loro problemi dalle loro motivazioni dai loro dai loro interessi è così Sì no allora è così però vi ricordo una cosa che diceva frenet questo per non spaventare chi ci ascolta frenet stesso diceva Io faccio la pedagogia frené al 75% Prima di tutto nel sesso che si

1:22:23 rendeva conto che a un certo punto doveva anche fare una lezione capitava anche che la facesse ma non c'è niente di male no Cer poi soprattutto diceva un'altra cosa nel in quel bellissimo libro che è i detti di Matteo leed Di Matteo c'è un capitolo in cui dice aspettate Adesso magari non mi ricordo esattamente dice Eh non mollate le mani se prima non siete ben piantati con i piedi No lui usava molte metafore questo libro molto bello bellissimo veramente è pieno di metafore Cosa vuol dire sta metafora vuol dire che Attenzione Non buttatevi nella pedagogia frena a pesce cominciate un po' per volta con alcune

1:23:09 cose poi piano piano Aggiungete le altre Perché se mollate subito gli Ormeggi Passando dalla pedagogia tradizionale Ma alla pedagogia Fren Rischiate duro no se ne rendeva conto anche lui cioè è un passaggio che deve essere fatto gradualmente eh Un po' per volta e ci vuole tempo lui era il primo a dirlo eh ehm nel mio sito lo trovate anche i consigli che lui dava lui diceva per esempio partite dal testo libero poi piano piano introducete altre cose no pian piano è come una serie di mattoni che si aggiungono un po' per volta non è una casa che si che si costruisce il primo giorno di scuola eh è una casa che

1:23:55 si costruisce nell'arco di anni Ecco Eh questo è una raccomandazione per non spaventarvi è possibile ma ci vuole un po' di tempo Ecco Bisogna avere pazienza bene Mi pare che abbiamo ABB abbia hai detto Veramente ci hai raccontato molte cose ci hai dato molti stimoli ci hai dato molti elementi di riflessione ovviamente in questa ora e mezza abbiamo fatto una Introduzione alla sterminata allo sterminato tema della pedagogia frené abbiamo detto appunto che potete informarvi documentarvi meglio se siete interessati

1:24:42 sia nel sito di Enrico Bottero sia nel sito Fren punit Comunque nella nel canale YouTube quando pubblicheremo questo questo video metteremo anche le indicazioni per trovare più facilmente queste cose che abbiamo adesso citato seguiteci anche nel canale YouTube dove trovate molte altre cose che vi riguardo che vi possono riguardare Grazie ancora a tutti Buona serata e buon lavoro Grazie mille a voi

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