0:00 [Musica] Rispondi a questa domanda senza pensarci troppo. Se leggi la parola droga, qual è la prima sostanza che ti viene in mente? >> Potresti, aver, pensato, alla, cocaina, all'eroina? Più che lecito, direi nulla di strano. Ma se ti dicessi che la droga che uccide di più al mondo non è né l'eroina né la cocaina, bensì l'alcol lo so, alcool e droga non formano un binomio così forte, infatti veramente in pochissimi avrebbero risposto con alcol alla prima domanda. Ed è lecito anche questo. Nel parlato comune alcol e droga sono due sostantivi che si riferiscono a concetti diversi, ma in realtà dal punto di vista biochimico proprio l'alcol è una sostanza psicoattiva e di
0:45 conseguenza è una droga a tutti gli effetti e oltre a questo è anche la sostanza che causa più morti in assoluto. Stiamo parlando di 2,6 milioni di decessi all'anno attribuibili al consumo di alcol. Cioè, in termini relativi significa che una persona su 20 muore a causa di questa sostanza. Se ci pensate sono dei numeri impressionanti. I motivi per cui l'alcol miete così tante vittime sono diversi, ma due nello specifico meritano particolare attenzione. Il primo è che non tutti conoscono i suoi effetti a lungo termine, il modo in cui viene metabolizzato dal nostro organismo e il fatto che si tratti di una sostanza cancerogena. A scuola questa cosa, purtroppo, non viene insegnata. E l'informazione a riguardo è
1:32 scarsa e spesso scorretta. Il secondo motivo è che il consumo di alcol nella maggior parte dei paesi al mondo è legale, socialmente accettato e persino incentivato. Pensiamoci bene, abbiamo mai partecipato ad un matrimonio senza alcol? Quante volte abbiamo sentito dire che il vino rosso fa buon sangue oppure che è solo l'abuso a fare male o ancora che se bevuto con moderazione non comporta rischi? Ecco, è proprio questa normalizzazione ad aumentare l'impatto dell'alcool sulla salute delle persone. La sua presenza costante nelle nostre vite contribuisce a minimizzarne i rischi, trasformando il consumo di una sostanza dannosa e tossica in un'abitudine che apparentemente sembra innocua, ma in realtà quando poi si prende consapevolezza che la sostanza
2:18 che provoca più morti in assoluto è la stessa che si vede offrire a tavola dai nonni o che si acquista per festeggiare i compleanni diciottesimi o che alcune pubblicità la propongono come sinonimo di felicità e successo. Allora poi si comincia a guardare l'alcol con degli occhi diversi. Quante persone conosci che non abbiano mai bevuto alcol in vita loro? Probabilmente pochissime, se non nessuno. La stragrande maggioranza degli esseri umani consuma bevande alcoliche con una certa regolarità. Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'OMS, nel mondo sono circa 2,5 miliardi le persone che fanno uso di alcol e considerando che siamo 8 miliardi su questo pianeta, la percentuale di consumatori è altissima. Questo dato inevitabilmente contribuisce ad aumentare i numeri dei decessi.
3:04 Infatti l'alcool è la sostanza che causa più morti, non perché sia necessariamente la più tossica o la più dannosa, ma perché è la più diffusa e la più socialmente accettata. Se altre sostanze fossero consumate con la stessa frequenza, con la stessa quantità chiaramente è probabile che i loro danni sarebbero ancora più devastanti. Attenzione però, l'alcol rimane comunque una sostanza particolarmente dannosa e tossica per il nostro organismo. Fate conto che è stata classificata come cancerogena di tipo 1 dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro. Questo significa che ha al pari del fumo di sigaretta. Di conseguenza bere alcol aumenta il rischio di contrarre qualche tipologia di cancro ma non solo di cancro. Infatti, dei 2,6 milioni di decessi nel 2019 attribuibili
3:50 al suo consumo, al consumo di alcol 410.000 sono stati causati dal cancro 474.000 da malattie cardiovascolari e 578.000 da malattie dell'apparato digerente. A questi si aggiungono circa 724.000 decessi dovuti a incidenti stradali episodi di autolesionismo e violenze interpersonali che sono tutte delle situazioni in cui l'alcol agisce come catalizzatore, diciamo, per non parlare poi dei 284.000 decessi collegati a malattie trasmissibili. Questo perché il consumo di alcol aumenta la probabilità di avere rapporti non protetti, rapporti sessuali non protetti e al tempo stesso compromette alcune risposte immunitarie del corpo. Infatti è stato dimostrato che il consumo di alcol aumenta il rischio di trasmissione dell'HV e di infezione da tubercolosi. Insomma
4:37 l'alcool ha un impatto sanitario e sociale enorme, gigantesco, pazzesco. Il problema è proprio perché è entrato a far parte delle nostre vite in silenzio senza destare alcun sospetto. Vuoi per tradizione, vuoi per ignoranza, vuoi per non intaccare l'enorme mercato che ci sta dietro. E noi italiani lo sappiamo benissimo, l'Italia è il più grande produttore di vino al mondo e il settore vitivinicolo italiano fattura più di 10 miliardi di euro ogni anno esportandolo in tutto il mondo. Di conseguenza, dato che l'alcool contenuto nel vino non è diverso dall'alcool contenuto nei superalcolici o nella birra, eccetera possiamo tranquillamente dire che noi italiani contribuiamo attivamente al commercio di una sostanza che causa milioni di vittime ogni anno.
5:23 addirittura lo facciamo convinti che il vino rosso non sia per nulla dannoso. Anzi, per tantissime persone uno o due bicchieri di vino durante i pasti è la normalità e fa anche bene al cuore. Ma com'è possibile che un prodotto contenente una sostanza tossica e cancerogena per l'uomo sia anche considerato benefico per il nostro sistema cardiocircolatori? Cioè, da dove da dove arriva questa convinzione assurda? Tutto nacque attorno agli anni 80 quando vennero pubblicati diversi studi che portarono alla luce un fenomeno che all'epoca sembrava inspiegabile. I ricercatori notarono che in Francia nonostante la dieta fosse piena di alimenti ricchi di grassi saturi, ci fosse una minore incidenza di malattie cardiovascolari rispetti ad altri paesi come ad esempio gli Stati Uniti d'America, il Regno Unito. Quindi gli
6:08 scienziati del tempo si domandarono come fosse possibile che i francesi mostrassero un sistema cardiocircolatorio più sano, pur consumando grandi quantità di grassi saturi. Ecco, questo venne presto definito come paradosso francese. Da quel momento in poi anche altri studiosi cominciarono a ricercare la causa di questo fenomeno. Una delle ipotesi riguardava proprio il vino rosso, consumato regolarmente dai francesi durante i pasti. Si riteneva infatti che i polifenoli contenuti all'interno dell'uva e quindi anche nel vino potessero ridurre il rischio di infarti eectus grazie alle loro proprietà antiossidanti, ma era solo un'ipotesi, senza delle evidenze validate della comunità scientifiche belle solide da poterlo confermare con certezza. Fatto sta che comunque la notizia divenne subito virale, si
6:54 diffuse in tutto il mondo tramite i principali canali di informazione quindi quotidiani e telegiornali alimentando la falsa convinzione che il vino avesse proprietà cardioprotettive. Come spesso accade, le fake news sono facilissime da ricordare e molto difficili da sradicare. Un elemento che potrebbe aver aiutato l'associazione della parola vino con cuore è proprio il colore rosso. Sembra un legame un po' forzato, ma se ci pensate anche il binomio calcare calcoli renali, la radice calk potrebbe effettivamente aver rafforzato nella mente delle persone un nesso di causa effetto che però è infondato. E così tra gli anni 80 e gli anni 90 il vino non era più considerato solo una bevanda piacevole, ma divenne quasi un farmaco naturale, consigliato
7:39 anche da alcuni medici. Nacquero presto i famosi detti come il vino rosso fa bene al cuore, il vino rosso fa buon sangue e il vino rosso è un toccasana per le arterie. Col passare del tempo però gli studi per spiegare il paradosso francese continuavano e si arrivò presto ad una conclusione molto più sensata condivisa e solida. non era il vino rosso, ma tutta l'alimentazione a contribuire positivamente alla salute del cuore dei francesi. Infatti la cucina francese, ma in generale quella mediterranea, la dieta mediterranea, non si basava e non si basa solo su alimenti ricchi di grassi saturi, come formaggio e burro. si mangiano grandi quantità di frutta, verdura, cereali, legumi. In più oltre all'alimentazione viene considerato anche in generale lo stile di vita dei francesi che è meno sedentario e più attivo rispetto agli americani e gli anglosassoni. Quindi, in
8:26 sostanza, il vino rosso non c'entrava nulla, il danno però ormai era fatto. Ancora oggi tantissime persone continuano a credere che il vino rosso sia innocuo, se non addirittura benefico grazie al contenuto di questi polifenoli e nello specifico di resveratrolo. Però su questa sostanza, sul resveratrolo, effettivamente ci sono diversi studi che dimostrano i suoi effetti benefici della sostanza pura sugli animali, tra cui l'effetto protettivo sulla calcificazione cardiovascolare, sulle malattie ischemiche e sullo stress ossidativo dei globuli rossi. Ma ovviamente dipende sempre dalla dose. La quantità di resveratrolo utilizzato negli esperimenti che dimostrano i suoi effetti si aggira intorno alle centinaia di milligrammi fino a qualche grammo. Infatti adesso le domande che dovrebbero
9:12 venirci spontanee sono due, cioè quanto resveratrolo c'è nel vino, ma soprattutto quanto vino dovrebbe assumere l'uomo per avere questi effetti positivi? Secondo uno studio pubblicato nel 2016 sull'American Society for Nutrition, per riuscire ad avere effetti benefici dal resveratrolo, dovremmo bere circa 2000 lino rosso al giorno, cioè circa 16.000 bicchieri al giorno. Tutto questo perché la quantità di resveratrolo nel vino è nell'ordine, di di, milligrammi, per, litro e spesso viene addirittura degradato dal nostro corpo. Quindi possiamo dire che l'effetto cardioprotettivo del resveratrolo di un bicchiere di vino rosso è praticamente nullo, soprattutto se poi confrontato con gli effetti negativi dell'alcol. Come dicevamo prima, infatti, l'alcool del vino rosso non è diverso dall'alcool dei drink o
9:59 dei digestivi. Dal punto di vista chimico è sempre la stessa cosa, la stessa molecola, cioè etanolo o chiamato anche alcol etilico. E la cosa certa di questa sostanza è che fa sempre male. Ogni quantità che assumiamo aumenta il rischio di malattie o cancro. Sempre l'OMS dice espressamente che nessun livello di consumo di alcol è sicuro per la nostra salute, esattamente come il fumo di sigaretta. Le dichiarazioni della dottoressa Karina Ferreira Borges, responsabile dei programmi per alcool, droghe illecide e salute in carcere dell'OMS, non lasano dubbi. Non possiamo parlare di un cosiddetto livello sicuro di consumo di alcol. Non importa quanto si beve, il rischio per la salute del bevitore inizia dalla prima goccia di qualsiasi bevanda alcolica. L'unica cosa che
10:44 possiamo dire con certezza è che più si beve e più è dannoso. O in altre parole meno si beve più è sicuro. In pratica queste parole ci dicono essenzialmente che l'alcol è un veleno per il nostro corpo a qualsiasi dose. Ma com'è possibile, Dena? Tu citi sempre il detto di di paracelso che dice che è la dose che fa il veleno. In questo caso non vale. Per le sostanze cancerogene possiamo dire che questo detto traballa un po'. Anche solo un bicchiere di vino rosso al mese aumenta il rischio di contrarre qualche forma di cancro. Anche poco alcol fa male. La dose sicura, quindi in questo caso è zero. Però chiaramente più se ne beve e più probabilità ci sono di subire i suoi danni. Ma perché l'alcol è così dannoso? Cioè che cosa succede nel nostro corpo quando assumiamo questa
11:30 sostanza? Allora, l'etanolo lo conosciamo un po' tutti, è un liquido trasparente con il suo caratteristico odore dolciastro. è una sostanza naturale che arriva dalla fermentazione degli zuccheri e che possiamo anche definire come la pipì dei funghi. Sì, l'etanolo è la pipì di funghi microscopici. I famosi lieviti che vengono impiegati per la produzione di bevande alcoliche sono microrganismi unicellulari che appartengono al regno dei funghi. Sono minuscoli funghi vivi. Infatti, se guardassimo al microscopio lievito, vedremo che ci sono delle piccole sferette della dimensione simile a quella dei globuli rossi e ogni sferetta è un singolo e microscopico fungo unicellulare. E i lieviti giustamente, essendo vivi, devono nutrirsi e per nutrirsi mangiano gli zuccheri contenuti nell'uva o nel malto
12:16 d'oro. E cosa producono come scarto dopo aver mangiato questi zuccheri? anidride carbonica che è un gas e etanolo, che è un liquido. Quindi l'etanolo è letteralmente il liquido di scarto dei lieviti. E come definirlo se non pì di fungo? Potremmo dire che è proprio la definizione che si merita sta maledetta molecola. Noi umani, invece di essere disgustati dall'idea di bere pipì di fungo, cosa abbiamo fatto? Abbiamo raccolto questo scarto e ci abbiamo costruito sopra culture e interi mercati vino birra distillati liquori. Abbiamo letteralmente trasformato un rifiuto biologico in bevande che hanno spesso un fortissimo valore sociale, tradizionale e in alcuni casi persino sacro. Pipì di fungo a parte. Dal punto di vista chimico l'alcol è composto da molecole
13:03 anfipatiche. No, non ho sbagliato a parlare. Certo qualcuno potrebbe anche considerarle antipatiche, ma in questo caso parliamo proprio di sostanza anfipatica, cioè che è in grado sia di mescolarsi con l'acqua, sia di mescolarsi con le sostanze idrofobe. In pratica l'etanolo si scioglie un po' ovunque. Chi ha lavorato in un laboratorio di chimica o di biologia lo sa benissimo. L'etanolo è uno dei pochi liquidi che è in grado di sciogliersi, di mescolarsi perfettamente con tutti i principali solventi organici. Etanolo, per essere clementi diciamo, è un buon gusta, diciamo così. E questa sua caratteristica è fondamentale per riuscire a diffondersi ovunque all'interno del nostro corpo. Infatti, quando beviamo un qualsiasi alcolico vino birra superalcolici digestivi, qualsiasi bevanda che contiene etanolo, una piccola parte di
13:49 questa sostanza viene subito assorbita direttamente dalla bocca e dallo stomaco, ma la maggior parte viene assorbita dall'intestino tenue. Da lì il flusso sanguigno poi lo porta dappertutto, incluso anche il fegato. Questa super ghiandola, il fegato, che è tra l'altro la più grande del nostro corpo, si assume la responsabilità di proteggerci dalle sostanze tossiche in generale. È lui che ci permette di metabolizzare l'etanolo e di trasformarlo in qualcosa di innocuo, o quantomeno ci prova. Con l'etanolo il fegato, diciamo che non riesce subito nell'intento. Nel fegato, infatti, sono presenti delle proteine in grado di modificare la struttura chimica dell'etanolo per, appunto, trasformarlo in altre sostanze sperabilmente meno tossiche. Stiamo parlando dei cosiddetti enzimi. Il primo enzima che entra in gioco messo a disposizione dal fegato, si
14:35 chiama alcol deidrogenasi e trasforma l'etanolo in acetaldeide. Indovinate un po'? L'acetalde è ancora più tossica dell'etanolo e anche lei è classificata come sostanza cancerogenea di tipo uno. Quindi quando beviamo alcolici non subiamo solo gli effetti negativi dell'etanolo, ma anche del suo primo metabolita, anche dell'acetite. Fate conto che l'acetde anche se in realtà ha una vita breve, è in grado di danneggiare il nostro DNA e non solo, ha anche la capacità di impedire alle cellule di riparare il danno al DNA. Questo può chiaramente causare la formazione di cellule cancerose e dunque cancro. Il fegato però mette subito a disposizione anche l'aldeide deidrogenasi, un secondo enzima, in grado di neutralizzare
15:22 l'acetaldeide e di trasformarlo in acetato. Questo composto è meno tossico dei suoi cugini, etanolo e cetaldeide ma comunque contribuisce agli effetti negativi dell'alcol smaltito e convertito in anidride carbonica. Il problema è che la velocità di operazione di questi enzimi non è così alta, quindi quando beviamo di più di quanto gli enzimi sono in grado di trasformare l'etanolo e negli altri metaboliti, l'etanolo in eccesso resta in circolo intatto e l'etanolo non si fa problemi ad entrare nel cervello direttamente, infatti è perfettamente in grado di superare la cosiddetta barriera ematoencefalica che sarebbe una rete in grado di bloccare e proteggere il cervello da agenti esterni potenzialmente pericolos. e dannosi. L'etanolo però, grazie al suo carattere anfipatico, ricordate, se ne frega
16:10 completamente di questa barriera e la oltrepassa senza neanche chiedere il permesso. Ecco quindi che comincia a scombinare il delicato funzionamento neuronale del nostro cervello che è complicatissimo, causando i tipici sintomi della sbronza, nello specifico è in grado di alterare la concentrazione di diversi neurotrasmettitori, ovvero le sostanze messaggere che servono per mandare le informazioni tra i vari neuroni del cervello e quindi va a modificare, ad esempio, il movimento del corpo, il flusso dei pensieri, il sonno le sensazioni di piacere e euforia insomma, combina un casino. Ora, anche se non ci addentriamo troppo nei nei dettagli, nei meccanismi biochimici, è abbastanza chiaro che l'etanolo è in grado di modificare pesantemente il nostro corpo, causando danni in modo silenzioso. Silenzioso perché la maggior
16:55 parte di quelli visibili e gravi potrebbero arrivare dopo tantissimo tempo. Ed è per questo che è importante conoscere la biochimica dell'alcol e la sua storia. Poi ognuno di noi ovviamente è libero di fare le proprie scelte. Si può continuare a sfondarsi di gin tonic tutte le sere finché è legale ma farlo sapendo che cosa succede dentro al proprio corpo e conoscendo la sua tossicità e cancerogenicità è diverso dal farlo nell'illusione che tanto un bicchiere fa bene. Ora, se questo video vi ha messo un po' di ansia, mi scuso non era l'obiettivo primario, però è importante ricordare che l'Organizzazione Mondale della Sanità si è posta tra i suoi traguardi del 2030 quello di aumentare la consapevolezza sui rischi legati al consumo di alcol con l'informazione. E visto che in
17:42 Italia ancora oggi circolano convinzioni sbagliate e si continuano a celebrare le presunte proprietà benefiche del vino soprattutto da chi ha il potere di cambiare le cose, sento un po' la responsabilità di divulgare il verbo. La conoscenza è il primo passo per difenderci. Poi la scelta resta sempre personale, eh, sia chiaro, ma almeno quando ci berremo un bicchiere sapremo che dentro non c'è una sostanza in grado di ripulirci le arterie, bensì pipì di funghi microscopici che il nostro corpo fa fatica a gestire. [Musica] เฮ [Musica]