La "Fratelli Tutti" spiegata ai Giovani

Breve Sommario

Questo video riassume l'enciclica "Fratelli Tutti" di Papa Francesco, concentrandosi su come possiamo migliorare le nostre relazioni interpersonali e costruire una società più fraterna. Il relatore sottolinea l'importanza di superare i pregiudizi, vivere la gratuità, coltivare lo spirito di vicinato, promuovere il dialogo, praticare la gentilezza e valorizzare le diverse tradizioni religiose.

  • Riflettere su come ci relazioniamo tra di noi.
  • Ispirarsi a San Francesco e al Vangelo.
  • Accettare le sfide che ci costringono a cambiare.

Introduzione

Il relatore introduce la serata e l'obiettivo di presentare l'enciclica "Fratelli Tutti" di Papa Francesco. L'intento è di condividere una riflessione semplice e concreta su come applicare i principi dell'enciclica nella vita quotidiana. Si sottolinea l'importanza di ascoltare e interiorizzare il messaggio dell'enciclica per trasformarlo in azioni concrete.

Chiave di Lettura: Relazioni Interpersonali

La chiave di lettura dell'enciclica è riflettere su come ci relazioniamo tra di noi, cristiani e non. Citando San Giovanni, si afferma che amare Dio è inscindibile dall'amare il prossimo. Papa Francesco si ispira a San Francesco, che ha vissuto il Vangelo in modo concreto, proponendolo come modello per vivere il Vangelo oggi, con un'attenzione particolare ai giovani. Il relatore evidenzia come l'enciclica sia un collage di discorsi precedenti del Papa, uniti per ribadire concetti già espressi.

La Situazione Attuale e la Parabola del Buon Samaritano

Papa Francesco descrive la situazione attuale del mondo, segnata da pandemie e oscurità. Incoraggia a rileggere la parabola del Buon Samaritano, prestando attenzione all'errore dei primi personaggi che, concentrati su se stessi, non si accorgono del bisogno dell'altro. Il rischio attuale è di essere troppo concentrati su noi stessi, perdendo la capacità di commuoverci e di fare spazio agli altri nella società.

Costruire la Fraternità: Un Vocabolario di Parole Chiave

La seconda parte dell'enciclica offre un "vocabolario" di parole chiave per costruire la fraternità, che va oltre il semplice essere fratelli e sorelle. Si sottolinea l'importanza di ispirarsi a San Francesco e al Vangelo, partendo dalla parabola del Buon Samaritano. È necessario accettare sfide che ci costringano a cambiare il nostro modo di essere e di vivere, cercando nuove risposte nelle nostre scelte personali e comunitarie.

Superare i Pregiudizi

Citando la "Christus Vivit", Papa Francesco invita a non cadere nel pregiudizio di considerare l'altro pericoloso a causa delle sue origini e storie diverse. Questo tipo di pregiudizio si applica non solo ai migranti, ma anche alle persone che abbiamo vicino. Superare i pregiudizi è il punto di partenza per costruire la fraternità.

Le Cinque Parole Magiche per Costruire la Fraternità

Il relatore individua cinque parole chiave nell'enciclica per costruire la fraternità:

  1. Gratuità: Vivere uno stile di vita gratuito, facendo il bene per il solo fatto che è buono, senza aspettarsi nulla in cambio. Dio dà gratis, e noi dovremmo imitarlo nelle nostre relazioni.
  2. Spirito del Vicinato: Coltivare lo spirito di vicinato, aiutando chi ci è vicino. Se questo spirito diventasse il modo di costruire rapporti tra popoli e nazioni, la fraternità nascerebbe spontaneamente.
  3. Dialogo: Dialogare significa mettere al centro non solo chi parla, ma anche chi ascolta. Il dialogo fa nascere una nuova cultura dell'incontro e concede all'altro il diritto di essere se stesso.
  4. Gentilezza: La gentilezza è uno stato d'animo che sostiene e conforta, uno stile di vita che non ci rende duri verso gli altri. Essere gentili significa mettere da parte la crudeltà e l'ansia, riconoscendo agli altri il diritto alla felicità.
  5. Religione: Imparare a relazionarci con gli altri a partire dalla nostra tradizione religiosa. Le religioni dovrebbero aiutarci a parlare tra di noi e a scoprire chi siamo.

Il Ruolo delle Religioni e l'Importanza dei Poveri

Le religioni sono un dono per imparare a raccontare e riscoprire noi stessi. Attraverso l'incontro con altre fedi, possiamo riscoprire la bellezza della nostra. Le religioni ci aiutano a mettere al centro i poveri, che ci costringono a trasformarci e a relazionarci con grande libertà.

Testimoni di Fraternità Universale

Papa Francesco cita alcuni santi e beati che hanno vissuto la fraternità universale in contesti difficili, come Pierre Claverie, Charles de Foucauld e i monaci di Tibhirine. Questi uomini hanno dovuto entrare in relazione con società e persone profondamente diverse da loro, facendo sbocciare la bellezza del cristianesimo, spesso a caro prezzo. La fraternità ha un prezzo totale.

Conclusione

Il relatore conclude riassumendo i punti chiave dell'enciclica e invitando ad avere il coraggio di fare spazio all'altro, vivendo la gratuità, lo spirito del vicinato, il dialogo, la gentilezza e la capacità di costruire relazioni con le altre religioni. Si sottolinea che la fraternità trasforma tutto, se abbiamo il coraggio di farle spazio.

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Trascrizione

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0:00 eccomi buonasera a tutti [Musica] niente sono contento di condividere con voi questa serata sapendo che forse non arriverà a raggiungere l'altro obiettivo che mi è stato affidato di presentarvi l'enciclica fratelli tutti però provo a raccontarvela così con molta semplicità così come ho provato a leggere lei è così come magari penso che possiate avere anche voi la possibilità di leggerla poi di farla diventare qualcosa di concreto nelle cose che si fanno

0:47 tutti i giorni che viviamo nell'ordinarietà ecco ci mettiamo se volete vediamo proprio in segno di croce proprio permettersi nella disponibilità di ascoltare questa parola che poi non è solo mia davvero voglio provare a fare di arrivare così l'eco di una parola che è molto più belle della mia noi chiediamo che tutto questo riusciamo a farle che stasera nel nome del padre del figlio e dello spirito santo allora da dove partire vi dico quella che secondo me potrebbe essere la chiave di lettura di questo di questo testo è quello che forse ci aiuta

1:32 a sentire un pochettino più vicino a noi credo che un modo per capire questa bella lettera di papa francesco sia un po quello di pensare che è uno strumento che vuole aiutarci a riflettere su una cosa molto concreta cioè su come noi si relazioniamo tra di noi credo che questo possa essere una delle spiegazioni più belle di questa enciclica dalla francesco vuole che noi impariamo a pensare un attimino come da cristiani ci relazioniamo tra di noi e anche con tutti gli altri che una spiegazione molto bella venga da una frase che è quella di san giovanni

2:19 nella sua prima lettera che dice chi infatti non ama il suo fratello che vede che non vuol bene al suo fratello che vede come può pensare di amare dio che non vede dietro a questa questa bella lettera di papà francesco c'è un po questa sfida se noi non vogliamo bene che abbiamo vicino non possiamo illuderci di pensare che riusciamo a voler bene anche di questo bene che noi vogliamo a dio deve necessariamente incastrarsi nel bene però nel bene di quelle persone che vediamo fino a baba francesco ha trovato ispirazione nel scrivere questa lettera

3:05 guardando alle testimonianze di vita che aveva attorno e trovando in quella di san francesco un'ispirazione particolare perché lo dice proprio all'inizio di questa lettera papà francesco san francesco di cui lui ha scelto il nome non a caso è uno che propone una forma concreta per vivere il vangelo la grandezza e la straordinarietà di san francesco al fatto che prova a dire concretamente il suo modo che ha di vivere il racconto che i vangeli ci fanno arrivare e allora propone anche a noi san francesco come modello per pensare

3:51 concretamente come noi viviamo il vangelo e lo fa subito con un occhio particolare di attenzione al mondo dei giovani e chiede allora una cosa che enrico giustamente ha messo nella locandina iniziale nella locandina di questo incontro di questa sera papà francesco pensando a uno dei suoi tanti discorsi perché questa lettera è un po il collage di tanti di altri discorsi che papà francesco ha fatto è stato intelligente scritto qualcosa di nuovo ha preso tanti discorsi li ha messi insieme con una certa logicità e ne è venuta fuori questa bella lettera proprio per dire che non sta dicendo cose nuove ma sono cose che si dicono da

4:36 tempo ecco pensando ai giovani in modo particolare dice che c'è un bellissimo segreto per costruire insieme la nostra vita come una bella avventura ovvero il pensare che nessuno di noi l'ha deve affrontare in modo isolato c'è bisogno di una comunità che ci sostenga che ci aiuti e nella quale noi ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti come è importante riso proprio francesco sognare insieme allora è necessario per capire allora questa bella lettera essere disposti a quelle che già stiamo facendo stasera a vivere insieme

5:21 noi non scoprirà non scopriamo la bellezza di vivere di credere se questa cosa non la facciamo insieme partendo da questo desiderio di fondere i papà francesco poi lui prova a raccontare a descrivere un pochettino la situazione in cui ci troviamo a vivere oggi della pandemia delle pandemie di come tutto questo porta sta portando un po ha portato un po di oscurità nella vita del mondo questo racconta della realtà penso che lo conosciamo bene non vi serve che io questa sera ve lo rifaccio x che tutti noi abbiamo due occhi per vedere quello che sta succedendo vicino e lontano da noi e ci rendiamo conto di quella che è la situazione nostra e del mondo allora se questa è la situazione che noi tutti

6:09 ben conosciamo come possiamo concretamente pensare di vivere questo stile che quello della fraternità un piccolo consiglio andate a rileggervi non ve lo dico io lo dice papà francesco andate a rileggervi la parabola del buon samaritano miliardi di volte l'abbiamo usata anche per fare catechismo gruppi preghiere pratici andate a rileggerla però state attenti e una cosa state attenti dice papà francesco a questi personaggi questo personaggi fanno un piccolo errore soprattutto i primi è quello che di concentrarsi troppo su se stessi dice papà francesco quando camminano per

6:55 strada così concentrati a pensare chi sono loro il dottore della legge lo scriva eccetera eccetera non riescono ad accorgersi che quell'altro che incontrano sulla strada a che fare con loro sono troppo preoccupati di se stessi l'altro quello che incontrano sulla strada diventa un ostacolo in quello che stanno facendo perché gli ribalta i piani eccola la propria francesco diceva dobbiamo stare un po attenti perché in questa situazione del mondo il rischio che anche noi ci concentriamo così tanto su noi stessi da non essere più capaci di lasciarsi provocare dall'altro che incontriamo sulla strada della bat a

7:41 francesco che oggi l'idea del prossimo sta un po scomparendo non ci commuoviamo più perché non c'è più spazio per gli altri nel costruire le nostre nazioni le nostre società le nostre comunità i nostri gruppi non c'è più spazio per l'altro sono così preoccupata di quello che sto facendo e di quello che sto vivendo io che per l'altro lanciato infatti ancora provata andare a leggervi anche a rileggervi anche voi questa parabola del buon samaritano però facendo attenzione come questi personaggi sono molto concentrati su loro stessi

8:30 non è che non vogliono aiutare l'altro però non c'è spazio per che sono preoccupati del proprio viaggio della loro vita e allora se questo allora e lo stile che abbiamo capito che dobbiamo tornare a fare spazio all'altro nella nostra vita e non essere preoccupati sulle del nostro viaggio della nostra identità dei nostri ruoli ecco allora che ci sono e tutta la seconda parte dell'inps clicka che secondo me davvero un bel vocabolario di parole che dobbiamo tornare a riscoprire per pensare a come ci relazioniamo tra di noi ecco nella seconda parte dell'anci clicka del capitolo 4 in avanti ecco che papà francesco prova a

9:15 descriverci come si costruisce la fraternità secondo lui quella fraternità è qualche cosa di più dell'essere fratelli e sorelle perché papà francesco ha parlato anche delle sorelle nel sole dei fratelli né qualcuno magari pensa che ci siamo fermati ai fratelli però da sempre le encicliche della chiesa iniziano con le prime due parole di questo testo e le parole di questo racconto che ci da san francesco proprio fratelli tutti però i fratelli e sorelle generano la fraternita e questa fraternità che interessa a noi che forse diventa qualcosa che riusciamo a costruire anche nei nostri gruppi allora se vogliamo riflettere per capire

10:02 che cos'è la fraternità dobbiamo farlo anche qui pensando a come noi ci relazioniamo con le persone che abbiamo vicino e dobbiamo farlo ispirandoci di tabacco francesco a san francesco cioè a partire dal vangelo partiamo dalla parabola del buon samaritano come già proposto lui però dobbiamo essere disposti e questa è una provocazione che deve diventare poi oggetto un po se volete della riflessione di tutti noi dobbiamo essere disposti ad accettare alcune sfide che necessariamente si devono costringere a inviare qualche cosa nel nostro modo di essere e di vivere ea cercare se volete anche delle nuove risposte dalle nostre

10:49 scelte personali di vita di fede ma perché no anche di comunità e di gruppo papà francesco parte da ancora una citazione rivolta proprio i giovani della christus vivi e dice state attenti di una corda per favore state attenti a non cadere noi dicendo il numero 133 a non cadere nel pregiudizio di chi oggi cile duca a pensare che l'altro sia pericoloso perché ha origine e storie diverse dalle nostre dobbiamo un po uscire da questo pregiudizio pensare che l'altro e quando pensiamo all'altro trequarti di voi

11:35 quando hanno sentito queste parole sicuramente notato i migranti per forza no sono il modello però questo tipo di relazione che noi tante volte però finiamo di portare anche alle persone che abbiamo vicino siccome sono diversi da noi siccome la pensione diversamente siccome una storia diversa dalla mia bianconero che tu sia da prendiamo briciole di distanza un punto di partenza e non avere pregiudizi sull'altro questo ci educa a iniziare a pensare la fraternità e poi ci sono cinque parole magiche che parlasse arance che io ho né dice molte di più

12:21 papà francesco però io ne ho trovate cinque che trovo molto vicine a noi che possono essere parole che ti dicono che cosa può essere la fraternità per noi per i nostri gruppi per la nostra chiesa per la nostra nazione per l'europa cosa può essere la fraternità come la possiamo costruire la prima parolina magica siamo al numero 139 140 faccio un passo indietro perché mi son dimenticato un esempio su pregiudizi dell'altro allora notato a penna perché una cosa che ho pensato poi ieri sera non so se avete visto il video

13:10 di quella mamma che sul gommone grida perché ha perso suo figlio un mezzo alle acque un evento che è successo e non più tardi di ieri eccoci di temi come si può pensare che siamo diversi nonostante situazioni colori della pelle mentre cerchiamo di voler bene al proprio figlio non possiamo chiedere al pregiudizio che l'altro e diverso sono immagini che ti fanno pensare che questa diversità non è poi così vera perché tutti avremmo fatto la stessa cosa ecco per guardare all'altro servono però

13:57 in cinque piste di lavoro la prima 139 140 la gratuita la fraternità si scrive si vive quando si impara a vivere uno stile che è quello della creatività la capacità né sembrava francesco di fare alcune cose per il solo fatto che di per sé sono buone e senza sperare di ricavarne alcun risultato senza aspettarsi immediatamente qualche cosa in cambio si vive si capisce che cos'è la fraternità quando si impara a vivere gratuitamente senza pensare per forza di ricevere

14:44 indietro qualche cosa da quello che si fa quando si vive gratis ecco la fraternità massolin quando non c'è pincio un mercanteggio tramite quando al corso e te ne do perché ho voglia di dartele la gratuita è una delle cose più belle che aiutano a iniziare a costruire la fraternità e di kebab a francesco prima di tutto perché dio dà gratis fino al punto che aiuta anche quelli che non credono e fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni suo dio dà gratis forse dobbiamo tornare anche noi a vivere con un po di gratuita le nostre relazioni con gli altri faccia da quante

15:29 volte invece le nostre relazioni non sono costruite su è gratuita ecco la fraternità la bellezza del vivere insieme nasce a quando si vive questa esperienza bella della gratuita dove non c'è in gioco un mercanteggio tra me e te la mia vita in albania con i poveri che poi sono diventati miei compagni di viaggio che mi ha insegnato proprio questo anche se non si sa niente si può condividere tutto ecco la semplicità di chi non ha paura a condividere ciò che ha a perdere ciò che sa e qualche cosa che li accomuna immediatamente alla persona che davanti allora la prima

16:17 parola magica è la gratuita la seconda parola magica che dice baba francesco è interessantissima la fraternità secondo lui si costruisce quando impariamo a vivere lo spirito del vicinato e lo chiama lui proprio come si vive nei quartieri dice papà francesco in alcuni quartieri popolari si vive ancora questo spirito del vicinato e dove ognuno sente spontaneamente il dovere di accompagnare e aiutare il vicino pensate anche voi come vi rapportate con i vostri vicini di casa papà francesco e ditte pensiamo se quello che si vive con il nostro vicino di casa diventasse il modo con cui si

17:04 costruisce il rapporto con i popoli con le nazioni con il mondo la fraternità nasce quando si vive lo spirito del vicinato conoscere essere disposti a dare una mano a chi abita con me vicino a me ho convinto i miei genitori mio paese di scene di leno abbiamo una casa due appartamenti sotto avevamo un appartamento da dare in affitto qualche direttore dell'ufficio missionario che è stato dieci anni in albania non proponga qualcosa di originale e propri genitori ho fatto un buon braccio di ferro per convincere le ore oa dare questo appartamento e una famiglia di rumeni ad

17:49 un braccio di ferro lungo però alla fine neopapà lì c'è sempre ma il raggio hills è bravo a tenere la casa eppure eppure era così diverso lo spirito del vicinato e capace di costruire con le belle tra le persone terza parola magica che papà francesco usa per dire come si può costruire la fraternità e la parola dialogo la fraternita naf quando si è capaci di dialogare e dialogare è uno stile che permette di mettere al centro non solo io che parlo ma anche l'altro che a sua volta deve avere il diritto di parlare

18:35 saper dialogare dice papà francesco fa nascere una nuova cultura dell'incontro perché il dialogo presuppone anche la capacità di ascoltare l'altro non solo di dovere di insegnare qualche cosa e soprattutto il dialogo permette all'altro concede all'altro il diritto di essere se stesso tante volte non ci pensiamo noi quante volte noi parliamo perché abbiamo bisogno di dire chi siamo berna allo stesso desiderio ed hanno anche gli altri questi altri ci stanno proprio tutti ecco la fraternità secondo papà francesco nasce quando noi impariamo a dialogare a parlare ea far parlare

19:20 e ad ascoltare il racconto dell'identità degli altri se volete questo è una delle cose belle che la missione mi ha insegnato anche voi non so cosa pensate quando gli viene in mente chi è un missionario e questa piazza che quando si va in un altro pezzo di mondo la cosa più bella che a me l'albania insegnato è proprio quella di permettere a chi incontriamo di dirci chi è io ho conosciuto l'albania quando ho imparato a stare zitto ea non fare le cose che io avrei voluto fare questa

20:05 cosa mi ha insegnato tanto perché la prima di tutto l'inizio non poteva neanche parlare quando non puoi parlare come scendere in crisi perché non riuscì più a raccontarti e allora mi sono lasciato insegnare un'altra volta parlare non solo la lingua ma anche cose da fare c'è anche noi tornassimo dalle persone che abbiamo vicino a noi ci lasciassimo insegnare a parlare forse torneremo anche a dialogare un altro atteggiamento che il quarto che costruisce la fraternità secondo papà francesco e siamo verso i numeri 223 224 la parola gentilezza la fraternità nasce quando sappiamo vivere

20:53 il sentimento della gentilezza che è uno stato d'animo di sebato francesco perché questa parola la dice anche san paolo nella lettera ai galati al capitolo quinto per 722 è uno stato d'animo non altro lui de duro ma benino soave che sostiene e comfort a uno stile di vita che non ci rende duri nei confronti degli altri perché più si e duri io non si riesce a star bene insieme e la gentilezza chiede di mettere da parte la verità anzi dice papà francesco una liberazione dalla

21:39 crudeltà che a volte penetra le relazioni umane dall ansietà che non si lascia pensare agli altri dall urgenza distratta che ignora che anche gli altri hanno il diritto di essere felici la gentilezza essere gentili genera fraternità e da ultimo quello che forse tutti avevano pensato che fosse il centro di questa enciclica invece è proprio il punto finale nonché il punto di arrivo però è uno degli aspetti importanti la fraternità nasce quando sappiamo relazionarci con gli altri a partire dal volerci raccontare anche la

22:27 nostra tradizione religiosa quando impariamo a relazionarsi con gli altri anche se credono in un modo diverso ma credono con le religioni dovrebbero essere un'esperienza che ti aiuta a parlare tra di noi per dire su chi siamo ciò mi piacerebbe di domandarvi di chiedervi non so quanti amici di altre religioni voi avete ecco se noi abbiamo amici restano anche un'altra religione ma dobbiamo forse per fare a interrogarci su che tipo di relazione intestiamo con gli altri forse la nostra esperienza di fede così bella che riesce a passare

23:14 senza vergogna anche nelle relazioni con gli altri io in questi anni che sono rientrato a casa a differenza magari di don giovanni che bazzica il mondo delle parrocchie e dagli e la teoria o bassi con tutto ciò che non è a che fare con la chiesa i musulmani buddisti sikh tutte le comunità straniere vi assicuro che ho incontrato dei ragazzi splendidi che hanno voglia di credere e di farlo così nella tradizione che hanno ricevuto non con fondamentalismo ma con lo stesso desiderio bello che hanno che abbiamo anche noi quando abbiamo preparato

24:00 quando si stava preparando il segno dei giovani abbiamo incontrato i giovani musulmani con il vescovo che gli abbiamo detto ma che cos'è invidiate voi del dei giovani cattolici sapete che non ti hanno detto gli invidiamo perché voi avete l'oratorio a noi ci piacerebbe averlo come spazio dove insieme stare credere e vivere ecco impariamo a relazionarsi con gli altri quando sappiamo mettere al centro raccontare e la ci lasciamo raccontare le nostre esperienze di fede le altre religioni sono un dono che noi abbiamo per imparare a raccontare a riscoprire noi stessi

24:47 pratica vero io mi sono appassionato all'islam e attraverso l'islam che ho riscoperto la mia bellezza di essere prete l'ho fatto perché in carcere incontravo 200 detenuti musulmani che avevano voglia di pensare e di riflettere pensando cosa potevo fare per loro ho riscoperto anche la bellezza del mio avere il vangelo e del mio essere prete anche se questa cosa non poteva dargliela direttamente però mai ha permesso di scoprire anche la loro tradizione religiosa perché le religioni conclude papa francesco poi ci aiutano a mettere al centro una categoria di persone i poveri quando noi mettiamo al centro i poveri abbiamo il coraggio di farlo perché non era facile e scontata

25:35 cui può avere ci costringono a trasformarci perché ci costringono a relazionarci con una grande libertà ecco mettere al centro i poveri ci aiuta ad essere capaci di costruire ancora una volta fraternità e concludo perché è così conclude che papà francesco questo percorso è possibile perché ci sono già alcune persone che l'hanno vissuto e va da francesco fa un elenco di alcuni santi beati più o meno quasi tutti beatificati da lui in questi anni perché appunto sono gesti che rispondono

26:20 al suo modo alle sue idee di raccontarci la fed a uomini e donne che hanno provato a costruire la fraternità universale cioè hanno vissuto il loro credere in luoghi dove quasi nessuno li accettava per claveri vescovo di orano martini martedì tiber in libia the shard e fu col tutti gli uomini che per vivere la loro fede che cosa hanno dovuto fare hanno dovuto entrare in relazione con una società con una comunità con delle persone con cui vivevano profondamente diverse da loro i magrebini gli algerini i musulmani e proprio in questo entrare in relazione

27:07 con queste persone totalmente diverse hanno fatto sbocciare la bellezza del cristianesimo lo hanno anche pagato perché vivere la fraternità questa sono stati più di tutti tutti martini perché la fraternità un prezzo che è totale ecco io credo che queste questa non può essere riassunto dell'enciclica barca questa qua a roma la passione di assumere in 20 minuti che cercate di stare nei venti minuti che enrico mi ha dato però credo che è un modo di leggerla io l'ho letta anche con la scusa di preparare questo incontro dovuto leggerla meglio se non volevo raccontare

27:54 delle bugie anche perché poi ha deciso di metterla pure pubblica su youtube se dico qualche cosa mi vengono a cercare se dico qualcosa di sbagliato però credo che queste parole che non l'ha inventata io le trovate ci sono i numeri da cui le ho prese le date enrico per cui potete confrontarli sono parole che ci aiutano a costruire la fraternità a dire che cosa e come noi la possiamo vivere la fraternità con il diverso si dovesse di diversi guardate che avrei fa nell'unione dei centri che accompagna che centro migranti l'anno scorso sono passate 5.000 persone di 73 nazionalità diverse signori abbiamo il mondo a casa nostra abbiamo la possibilità di incontrare il diverso dobbiamo solo aver

28:41 coraggio di provare a farlo e di farlo come con gratuita nello stile dello spirito del vicinato con il dialogo con la gentilezza con la capacità di costruire relazioni con le altre religioni non possiamo più pensare che ci siamo solo noi e infine mettendo al centro con coraggio i poveri se pensiamo che non è possibile abbiamo la vita di alcuni santi non della preistoria perché anche san francesco abbastanza indietro però social de foucauld per claveri i monaci di tibhirine cioè a preistoria sono morti

29:27 venti anni fa ok 30 anni fa e soprattutto pierre claver i monociti bil'in avevano capito che se non entravano in relazione con gli altri non potevano essere anni di massa perché avere in uno dei suoi scritti bellissimi in un libretto che ho riletto più volte che ha intitolato il martirio dell'ospitalità dice io vivevo a orano in algeria e non mi ero mai accorto che esistevano anche i musulmani e quando l'altro ha fatto irruzione nella mia vita mi ha trasformato tutto e da dentro ecco io credo che la fraternità sia

30:12 qualche cosa che trasforma tutto però se abbiamo il coraggio di davvero fare spazio all'altro lo stile e quelle di queste parole il coraggio e quelle che ci dobbiamo mettere nome

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