0:02 il diritto alla sicurezza In questa prima lezione affrontiamo assieme Qual è il diritto alla sicurezza e cosa proprio significa il diritto alla sicurezza per l'esperienza umana noi sappiamo tutti quanti abbiamo un'esperienza quotidiana che permette di capire e di osservare come l'essere umano si sviluppa e abbiamo tutti un'esperienza significativa legata alle condizioni dello sviluppo perché ognuno di noi è stato un neonato che può essere stato accudito in maniera attenta sintonica o può non avere avuto questa esperienza
0:48 così rassicurante o può avver avuto delle esperienze diverse diversificate e avere incontrato diversi percorsi diverse sf evolutive ed essi sentito a volte accolto a volte no e E questa primissima esperienza è un'esperienza che ha un forte radicamento nella nostra consapevolezza e laddove non c'è un radicamento nella nostra consapevolezza C'è però un radicamento nelle nostre esperienze precoci che comunque lasciano una traccia nella nostra memoria e qual è la memoria nella quale noi abbiamo una traccia iniziale della nostra esperienza
1:34 relazionale noi sappiamo nasciamo in una condizione di assoluta dipendenza dall'altro Siamo degli esseri viventi che contrariamente ad altri primati non hanno la possibilità immediata di vivere in autonomia quando nasciamo non siamo come dei piccoli vitelli o delle piccoli agnelli o dei gattini o dei cagnolini che sono in grado appena nati di scrollarsi un po' di dosso quella che è l'umidità di quel grembo materno che li ha appena espulsi di sentire un attimo vacillare le proprie zampette e poi essere in grado di mettersi in piedi e
2:20 di raggiungere anche camminando con un po' di fatica inizialmente barcollando ma di raggiungere la loro mamma e di riuscirsi ad attaccare alle mammelle della mamma e di iniziare a nutrirsi questa esperienza che noi e che la fortuna ancora di far vedere i propri bambini è Un'esperienza meravigliosa la nascita di un vitellino la nascita di un cagnolino di un gattino permette di vedere quelle quella primissima esperienza sintonica di comunicazione di dialogo tra un adulto e un cucciolo un neonato e vediamo come c'è una capacità di
3:08 sinergia e di sintonizzazione importante per cui quel cucciolo appena nato già riesce in qualche modo a organizzare il suo movimento nel mondo e raggiungere la fonte dell'amore che non è soltanto la fonte del nutrimento è la fonte della Protezione perché questo meccanismo è così importante è perché in quel in questa magia della sintonizzazione la filogenesi ha consentito alle specie di poter sopravvivere nei millenni e nei secoli e perché il primissimo pericolo che i
3:53 cuccioli incontrano è il pericolo del predatore E come fanno i cuccioli a sopravvivere se non hanno già una capacità importante di procacciarsi la sicurezza attraverso la vicinanza fisica dell'adulto quindi i cuccioli sono capaci di riuscire a procacciarsi la vicinanza fisica ma anche dell'adulto e anche l'adulto è altrettanto capace però di garantire quella protezione Quindi quando ente è minacciato da una minaccia esterna quindi dal pericolo di un aggressore questo meccanismo potente che
4:40 consente di garantire la sopravvivenza della specie attraverso la sopravvivenza di quel singolo cucciolo che viene protetto allora nel momento del pericolo Il cucciolo è capace di organizzare un movimento di ricerca di protezione l'adulto è capace di offrire protezione e si può scongiurare il pericolo esterno rappresentato dai predatori la filogenesi viene ripercorsa anche nell'ontario
5:29 umano rispetto a questo meccanismo fondamentale per la sopravvivenza e per la vita è in qualche maniera più esposto ai pericoli e quindi deve essere ancora più potente il meccanismo di protezione che viene messo in campo dall'essere adulto perché contrariamente a questi cuccioli che abbiamo appena descritto l'essere umano non riesce invece appena a deambulare a mettersi in piedi a percorrere i primi passi che Gli permettono di garantirsi quello spazio di comfort e di sicurezza vicino all'adulto questo l'essere umano non lo
6:18 fa per moltissimo tempo noi sappiamo e sorridiamo quando Vediamo i bambini che iniziano a gattonare ma quanto tempo passa della nascita prima che un bambino possa iniziare a gattonare quindi a conquistarsi quella vicinanza fisicamente con la propria capacità di movimento e quando i bambini gattonano vediamo che se per caso entra in quello spazio libero di movimento un estraneo qualcuno che il bambino non conosce allora quel tamento diretto subito verso la persona conosciuta
7:04 perché Perché il meccanismo di ricerca di protezione per garantirsi la sopravvivenza è un estraneo è simbolo di Pericolo veicolo potenziale di pericolo è contrastato attraverso questa possibilità Allora la protezione che l'adulto dà e l'interiorizzazione del la sicurezza è un meccanismo potentissimo ed è una delle primissime motivazioni Umane per poter crescere abbiamo bisogno di garantirci esperienze quotidiane che nelle condizioni di pericolo ci possano
7:53 permettere di raggiungere la protezione degli adulti e di interiorizzare simbolicamente la sicurezza che da queste esperienze ci deriva perché queste esperienze sono fondamentali per la nostra sopravvivenza fisica e psichica e qui incrociamo immediatamente la nostra condizione di esseri relazionali dipendenti dalla relazione nessun essere umano può vivere al di fuori delle relazione perché non esiste sopravvivenza fisica né sopravvivenza psichica allora perché così importante
8:38 per noi comprendere quelle che sono le condizioni della relazione è proprio perché queste condizioni così precoci così potenti garantiscono il nostro benessere e il nostro benessere garantisce la nostra possibilità di crescere e di sviluppare un sé e dei modelli interni della relazione di noi stessi e delle condizioni di pericolo di protezione che ci permetteranno di svilupparci e di vivere in un ambiente e con delle capacità di padroneggiare qu quell'ambiente che ci
9:25 permetteranno di stare bene e di sentir Amati Allora il paradigma della Protezione è insieme Invece al paradigma della ricerca di autonomia i due motori principali della nostra esperienza e l'autonomia quella che noi tutti i giorni richiamiamo nei nostri contesti educativi nei nostri contesti familiari che sono i contesti relazionali nei quali noi ci sviluppiamo è una condizione Essenziale ma che richiede la presenza e non l'assenza dell'altro quindi il primo
10:11 grande mito che dobbiamo sfatare è che l'autonomia coincida con la solitudine con il fare da soli in solitudine l'autonomia invece anche in termini evolutivi è quel processo di conoscenza del mondo attraverso i propri sensi attraverso il proprio movimento che deriva dai nostri sensi quando il mondo non è pericoloso quindi noi siamo in grado di esplorare di conoscere l'ambiente di sentirci capaci di influenzare con il nostro movimento con la nostra conoscenza con l'ambiente
10:58 quindi di essere soggetti interdipendenti all'ambiente nel quale ci sviluppiamo quindi che non è solo un ambiente fisico è un ambiente fisico un ambiente relazionale è un ambiente simbolico è un ambiente comunicativo solo se ci sentiamo nelle condizioni di essere protetti perché quando c'è un pericolo Qualunque sia il pericolo esterno il predatore l'estraneo interno un malessere un dolore una necessità un bisogno noi non possiamo esplorare Allora l'autonomia deriva dalla
11:45 capacità di sentirci protetti e di Poter esplorare l'ambiente Quindi anche quello che noi crediamo essere così scontato come il risultato di un'esperienza individuale e soggettivamente personale l'autonomia è invece il risultato di un percorso relazionale di una condizione relazionale la condizione di essere in sicurezza i due paradigmi quindi fondamentali con i quali noi ci confrontiamo fin dai primissimi momenti della nostra esperienza fuori dal grembo materno Ma l'esperienza della sicurezza
12:33 e della relazione inizia molto prima nel grembo materno e l'esperienza dell'Autonomia sono i primissimi motori relazionali della nostra conoscenza allora andiamo un pochino a esplorarli perché se sono così potenti questi processi questi paradigmi questi motori della nostra esperienza e sono così potenti in un periodo in cui noi non abbiamo la cognizione in cui l'esperienza della sicurezza e l'esperienza dell'Autonomia vengono veicolate dall'esperienza del nostro ambiente del
13:21 nostro corpo ed dell'ambiente relazionale che dà esperienza al nostro corpo attraverso quelle che sono le procedure relative al nostro corpo se così fondamentale e non abbiamo la mediazione del linguaggio e della cognizione chiaramente dobbiamo prestare grandissima attenzione a come alleviamo quotidianamente i nostri cuccioli i nostri neonati i nostri bambini e a quelli che sono gli enti fondamentali della crescita la famiglia Il Nido le esperienze relazionali con i
14:07 caregiver durante la vita quotidiana perché queste prime esperienze costruiscono la matrice della nostra esperienza di sé del mondo e della relazione e quei modelli operativi interni con i quali ci confronteremo in maniera automatica Perché i modelli funzionano proprio come delle matrici automatiche che ci permettono di conoscere il mondo non li andiamo a pensare agiscono dandoci delle informazioni importanti sul mondo perché abbiamo necessità di conoscere quel mondo e di
14:55 saperci organizzare per per poter affrontare le prime sfide evolutive in maniera attenta e in maniera soddisfacente Allora entriamo in questo mondo che è un mondo meraviglioso il nostro mondo relazionale e affrontiamo le prime sfide evolutive la sfida della sicurezza raggiungere e interiorizzare la sicurezza che ci permette poi di attivare quello che è il paradigma dell'esplorazione quella matrice fondamentale dell'esplorazione avendo la capacità di riconoscere quando
15:44 l'ambiente sicuro e possiamo esplorare da quando Invece l'ambiente non è sicuro e abbiamo bisogno di assicurarci la presenza dell'adulto allora in questo In questa prima lezione che voi naturalmente trovate nel vostro manuale diritti relazionali che è Naturalmente il manuale che farà il Fir Rouge tra tutti i nostri insegnamenti Allora in questa primissima esperienza noi troviamo le radici della nostra esistenza umana andiamo allora ad ancorare questa esperienza ad una teoria perché noi abbiamo
16:29 necessità di fare continuamente questo confronto tra paradigmi teorici che ci permettono di interpretare E di comprendere quelle che sono le condizioni essenziali della nostra esistenza e l'esperienza umana La nostra esperienza che ci permette di capire come funzioniamo e noi funzioniamo come esseri umani con capacità e modelli assolutamente generalizzabili a tutti gli esseri umani poi abbiamo dei funzionamenti soggettivi individuali che ci rendono
17:16 unici e che ci permettono di capire come noi singoli funzioniamo nel mondo che cosa ci fa stare bene che cosa invece non ci fa stare bene Quali sono le condizioni che ci permettono di sentirci al centro della nostra esistenza e quali condizioni invece ci fanno sentire inadeguati incapaci insoddisfatti E questa ricchezza è la ricchezza che dà alla relazione umana Un posto principale La prima teoria che incontriamo insieme l'abbiamo già iniziata descrivere è la teoria contestualista
18:02 Quindi la teoria contestualista che ci permette di comprendere l'interdipendenza tra essere umano e contesto nei diversi livelli in cui il contesto può essere declinato Allora noi esseri umani siamo strettamente interdipendenti al contesto il contesto ci permette di raggiungere con successo le sfide evolutive E noi siamo capaci di dare al contesto di comunicare con il contesto e di trasformare il contesto i modelli
18:51 contestualismo [Musica] meraviglioso andargli esplorare e a comprenderli il modello contestualista più conosciuto è la teoria ecologica di bronfen Brenner è una teoria ecologica che nasce nel secolo scorso nasce negli anni 80 del secolo scorso ed una teoria che ha aperto molte finestre di conoscenza una teoria ancora ampiamente utilizzata ed è la base anche della developmental psychopathology quindi della psicopatologia dello sviluppo ed è una teoria che ci permette di comprendere come lo sviluppo umano quando raggiunge
19:39 degli esiti positivi di soddisfazione ma anche quando incontra la patologia Quindi quando incontra il disadattamento quando incontra la malattia psichica quando incontra il disturbo relazionale la turbe relazionale la perturbazione relazionale va sempre spiegato con questo potente processo di interdipendenza che al centro vede proprio la natura delle relazioni umane quindi il modello ecologico Di bronfen Brenner che peraltro Noi abbiamo utilizzato proprio per raffigurare la copertina del nostro manuale con la matriosca perché la matriosca viene identificata da bronfen Brenner proprio
20:25 come quella rappresentazione che meglio di altre ci spiega il contesto umano il contesto umano è rappresentato come una serie di circhi circoncisa che dalla matriosca più esterna si apre e dà spazio ad una matriosca più piccola per poi aprirsi di nuovo una matriosca ancora più piccola e ancora ad una matriosca più piccola ma tutte queste matriosche sono in realtà strettamente in contatto l'una con l'altra è così che brf ci rappresenta i livelli del contesto il macro contesto
21:12 il livello esterno in cui noi possiamo rappresentare la nostra cultura le leggi il diritto che affronteremo nelle nostre lezioni le rappresentazioni che abbiamo dell'educazione quindi gli stili educativi gli stili genitoriali che cosa noi pensiamo quindi il mondo delle rappresentazioni sociali Il mondo di quelli che sono le nostre credenze il mondo che è rappresentato dai nostri motti che costruiscono i processi culturali nei quali ci
21:59 sviluppiamo la cultura la politica le leggi la religione sono quel macr contesto di cui noi neonati non abbiamo un'esperienza diretta Ma che influenza poi direttamente la relazione che abbiamo con i nostri caregiver con gli adulti che ci allevano E perché certamente se abbiamo una legge che Tutela il lavoro delle donne che possono rimanere a casa ma anche il lavoro dei padri che possono avere il congedo parentale Noi abbiamo un'esperienza del macrosistema che influirà direttamente la cura la
22:47 capacità la libertà di quegli adulti di prendersi cura dei loro neonati senza avere l'ansia di dover lasciarli per andare a lavorare senza avere la preoccupazione di non poter essere con loro perché una legge gli permetterà di avere quello spazio mentale fisico quella serenità quel riposo per poter stare con i propri neonati Allora una legge che così lontana dall'esperienza diretta da quel microsistema che la matriosca più piccola all'interno delle grandi matriosche influenzerà direttamente invece l'interazione
23:32 tra quei tre soggetti se quel nucleo è rappresentato da tre persone un padre una madre un piccolo due madri un piccolo una nonna un papà e un piccolo se quello sarà il nucleo di quella famiglia perché sappiamo che le famiglie sono diverse poi entreremo nel diritto alle differenze familiari e allora quel microc contesto così lo lo chiama bronfen brener è influenzato dal macrocontesto Anche se quel leonato non ha unesperienza diretta e poi abbiamo altri livelli del contesto
24:18 l'o e il mesosistema Come comunicano tra di loro i diversi microsistemi come comunica tra di loro il mic sistema familiare con il microsistema nido il microsistema è determinato da quell esperienza diretta che il neonato ha con i caregiver che possono essere i familiari possono essere educatori del nido con gli altri bambini che possono essere nel nido i coetanei che possono essere i fratelli dalle azioni che vengono svolte in quei due contesti dalle forme comunicative dalla cura che ricevo dalla sintonizzazione
25:05 che gli altri danno ai miei bisogni dal gioco dalle parole che mi sono rivolte dagli abbracci dalla tranquillità che vivo mentre qualcuno riesce ad Ass serenare quel dolore che sento potente e a quale do spazio solo con il pianto Allora come comunicano questi due microsistemi sono allineati hanno delle forme di collaborazione o sono In opposizione e le forme di comunicazione tra i due microsistemi non sono ambienti fisici reali come lo sono i microsistemi Ma quel livello di
25:51 comunicazione è un livello del sistema che influenza direttamente le interazioni che si vidono in quei due microsistemi e quindi abbiamo un livello importante del sistema che non è tangibile ma È potentissimo come il livello non tangibile del macrosistema altrettanto potente e poi abbiamo le esperienze che avvengono in alcuni contesti a cui l'individuo neonato il bambino non partecipa direttamente perché sono i microsistemi a cui partecipano soltanto gli adulti di
26:37 riferimento ma quello che avviene in quei contesti ha una ricaduta potentissima nelle interazioni dirette con quell' adulto nel microsistema quotidiano che riguarda le interazioni tra me neonato e quell adulto se nel sistema la Io ho vissuto come genitore un'esperienza di estrema frustrazione e quando torno a casa non ho avuto la capacità o la possibilità di ripristinare il mio equilibrio sarò molto suscettibile ad una
27:22 comunicazione che può sentirsi ed essere come oppositiva e quindi se entro in casa così carico di questa fatica di questa frustrazione che ho subito e sento il mio bambino piangere Non è detto che in quel momento sia nelle condizioni di poterlo consolare o invece possa essere invece in una condizione di aumentare la frustrazione e quindi di alzare la voce di non sentirmi capace e proio in questo movimento di frustrazione essere poco sintonico o affatto sintonico E allora quel bambino vivrà in quel momento quel
28:10 figlio una interazione frustrante non sintonica non a causa di qualcosa che si manifesta in quel contesto diretto ma a causa di qualcosa che si è manifestato in un altro contesto ha avuto una risonanza nell'esperienza di quell' adulto e nel suo vissuto e nelle sue emozioni che poi invece hanno una ricaduta importante nell'interazione diretta E allora vedete come questi diversi livelli del contesto micro Meso eso e macro partecipano tutti in maniera potente nelle condizioni dell'interazione diretta nelle
28:57 condizioni di quell interazione diretta quotidiana che rende le relazioni quotidiane e l'interiorizzazione delle relazioni che posso solo interiorizzare attraverso la ripetizione delle interazioni qualcosa di davvero speciale e unico e questi diversi livelli di contesto vanno sempre monitorati per comprendere bene l'interdipendenza tra l'individuo e i diversi livelli del contesto nel quale si svilupperà prima grandissima teoria la teoria ecologica di Brun V Brenner poi
29:45 abbiamo una teoria ma altrettanto interessante ed è una teoria che si è sviluppata sempre negli anni 90 eh Sono teorie che si sviluppano proprio in quell'albero del della fine degli anni 80 metà anni 80 e anni 90 che rappresenta una svolta importante nella psicologia dello sviluppo e nella psicopatologia la teoria delle sfide evolutive la teoria che che hanno sviluppato Andre e kloep due autori che sempre in questo alveo delle teorie contestualista hanno reso Centrale nel motore la sfida evolutiva Qual è la specificità di
30:33 questa teoria che poi naturalmente se volete sviluppare approfondire sarà assolutamente interessante andare a leggere e a studiare Questa teoria dice e afferma che il motore dello sviluppo umano è la capacità dell'individuo di rispondere a delle sfide evolutive e nel corso della vita quindi è una teoria che ci parla come una teoria ecologica dello sviluppo dell'intero arco della vita quindi i primi anni sono fondamentali Ma l'esperienza evolutiva ci accompagna per tutto l'arco della
31:19 vita quindi ci dà un grande respiro abbiamo degli anni potentissimi che sono fondamentali nella nostra esperienza ma anche gli anni successivi sono in grado anche di riparare qualcosa che magari non ha funzionato nelle primissime esperienze nei primissimi anni nelle primissime relazioni Allora CL ci dicono quali sono le sfide evolutive fondamentali Ah la primissima sfida evolutiva è la sfida della sicurezza è necessario come ci dirà la teoria dell'attaccamento altra fondamentale teoria contestualista che andremo a vedere nella seconda
32:05 lezione e la primissima sfida è proprio la sfida che ci permette di [Musica] raggiungere la sicurezza interna attraverso la protezione dell'ambiente e poi ci sono nel corso della vita altre sfide altre sfide che noi incontriamo la sfida dell'Autonomia che dipende poi da come abbiamo raggiunto e la sicurezza interna poi abbiamo la sfida del raggiungere una capacità di modificare l'ambiente di sentirci efficace nell'ambiente quindi di raggiungere una autostima di base che ci fa sentire
32:55 competenti ed efficaci abbiamo la sfida di raggiungere l'indipendenza rispetto al mondo relazionale i compiti evolutivi che si svolgono nell'adolescenza che sono proprio i compiti della differenziazione e del percepirci progressivamente come soggetti unici con delle specificità che ci rendono unici e particolari con degli interessi deg obiettivi delle motivazioni diversi dai soggetti con cui abbiamo interagito i nostri familiari e unici ma in stretta comunicazione con il mondo
33:42 umano quindi diverse sfide evolutive che possono può diventare sfide specifiche a seconda della nostra soggettività ci sono individui che hanno necessità di vivere e di affrontare la sfida dell'assenza di vista dell'assenza di deambulazione di una neurodiversità che ci permette di conoscere il mondo e noi stessi in una maniera specifica ci sono soggetti che affrontano dei viaggi interminabili devono abbandonare la loro terra che non
34:30 è sicura e non è sicura a livello globale Terre di guerre Terre di povertà e hanno necessità di migrare altrove l'esperienza della migrazione è un'esperienza fondamentale e da sempre siamo stati soggetti migranti erano Nomadi i nostri antenati non erano sono diventati stanziali e l'esperienza della migrazione del confronto con un'altra cultura dell'integrazione o dell'esclusione è una sfida evolutiva che molti soggetti affrontano Allora ci sono sfide
35:17 evolutive che riguardano tutti gli esseri umani sfide evolutive che riguardano alcuni gruppi umani sfide evolutive che riguardano alcuni soggetti e lo sviluppo secondo Andy CLP deriva proprio da come noi riusciamo a risolvere positivamente le nostre sfide E come le risolviamo le nostre sfide è attraverso un bilanciamento importante ed tra il contesto e il soggetto quindi l'individuo dell'interdipendenza col contesto può risolvere un meno delle sfide evolutive il contesto a
36:03 disposizione un paradigma il paradigma dei processi protettivi rispetto alle condizioni di rischio che in quell'ambiente possono essere presenti quindi processi protettivi e processi di rischio Questa è la natura del contesto l'essere umano nell'indipendenza con contesto quindi nella comunicazione col contesto può ridurre la vulnerabilità la propria vulnerabilità se le condizioni ai processi di rischio sono prevalenti rispetto ai processi protettivi o invece diventare resiliente rispetto anche alle
36:49 condizioni di rischio se processi protettivi che l'ambiente fornisce lo mettono nelle condizioni di poter rispondere in maniera resiliente senza spezzarsi alle condizioni di rischio e allora come vedete la risposta individuale la resilienza è una risposta che deriva da quanto nell'ambiente sia presente la possibilità di processi protettivi che vadano a contrastare i processi di rischio e quindi quanto la vulnerabilità individuale viene ridotta rispetto invece alla capacità di resistere agli
37:36 urti Allora la sfida è un urto che va risolto positivamente grazie ai processi protettivi o si può soccombere aumentare la vulnerabilità sulla base invece della prevalenza dei processi di rischio tutte le sfide evolutive secondo il modello di H kloep possono essere affrontate attraverso questa grande dinamicità tra il contesto e l'individuo tra le caratteristiche del contesto e le caratteristiche dell'individuo che quindi insieme realizzano poi la
38:22 possibilità di risolvere una sfida positivamente o invece la vulnerabilità di non riuscire a risolverla Quindi come Vedremo nella lezione successiva dipenderà da questo grande mix comunicativo come la prima sfida evolutiva garantirsi la sicurezza verrà risolta nell'Inter diipa con l'ambiente L'esperienza di aver raggiunto un esito positivo sulla base della risoluzione di una sfida ha un'importanza fondamentale
39:07 per la risoluzione delle sfide successive quindi il modello di Andre clop ci dicono proprio questo Attenzione La storia dell'individuo che anche ripercorre anche qui la storia filogenetica tiene conto delle esperienze pregresse Quindi se una sfida è stata risolta positivamente l'individuo interiorizzare e affrontare anche le sfide evolutive successive Quindi abbiamo una uno storico esperienziale che ci permette poi di sentirci in grado di affrontare sfide successive o invece
39:53 di non sentirci assolutamente capaci di ulteriori sfide e di di rimanere a volta ingabbiati in quella paura di non essere all'altezza di non saper risolvere sfide successive di nuovo in questo processo è fondamentale e importante quanto questa esperienza dia una garanzia attraverso il dinamismo ambiente individuo alla risoluz delle sfide successive e con Questi uccellini che abbiamo sentito parlarci di Sfide ci salutiamo per vederci nella
40:40 successiva