L'Iraq che i media occidentali non vi mostrano

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Breve Sommario

Questo video documentario offre uno sguardo inedito sull'Iraq, un paese spesso associato a guerre e terrorismo, ma che in realtà possiede una storia millenaria e una cultura ricca. Il viaggio inizia nel sud, a Basra, per poi risalire verso Baghdad, mostrando le sfide e le speranze di un popolo che cerca di ricostruire il proprio futuro.

  • L'Iraq è la culla della civiltà mesopotamica, con siti storici come la Ziggurat di Ur.
  • Basra è il motore petrolifero del paese, ma soffre di inquinamento.
  • Le paludi irachene sono un ecosistema unico, minacciato dalla siccità e dalla malagestione.
  • Najaf è una città sacra per l'Islam sciita, con il più grande cimitero del mondo.
  • Baghdad, la capitale, è un centro culturale ed economico in rapida evoluzione, ma con sfide urbanistiche e sociali.

Introduzione. L’Iraq come non l’avete mai visto

Il video inizia con immagini di distruzione e macerie, resti del palazzo di Saddam Hussein, simbolo della megalomania e del potere passato. Si pone l'accento su come l'Iraq sia stato spesso visto come un paese artificiale, nato da confini tracciati a tavolino dall'occidente coloniale. L'obiettivo del documentario è mostrare che l'Iraq è molto più di questo, un paese con una storia profonda e una cultura ricca.

Cosa aspettarsi dall’Iraq tra civiltà millenaria e guerre perenni

Nel marzo 2003, gli Stati Uniti invasero l'Iraq, rovesciando Saddam Hussein con la scusa delle armi di distruzione di massa, mai trovate. L'obiettivo reale era stabilire una presenza fissa in Medio Oriente e influenzare la regione. Nonostante l'immagine di un paese segnato dalla guerra, l'Iraq è anche la culla della civiltà mesopotamica, la terra tra il Tigri e l'Eufrate. Il documentario mira a mostrare una realtà diversa da quella presentata dai media occidentali, invitando a scoprire la vera essenza dell'Iraq.

Prima tappa: Basra, il motore petrolifero dell’Iraq

Il viaggio inizia a Basra, nel sud dell'Iraq, un punto cruciale dove il Tigri e l'Eufrate confluiscono nello Shatt al-Arab, la porta d'accesso al Golfo Persico. Basra è fondamentale per l'esportazione di petrolio verso paesi come Cina e India. Tuttavia, l'inquinamento è un problema grave, come testimoniato da Ahmed, un ingegnere chimico. L'Iraq dipende fortemente dal petrolio, con l'80-90% delle entrate del paese proveniente da questa risorsa. Nonostante ciò, Basra è anche una città in rapido sviluppo, con una popolazione giovane e vivace, come dimostra l'imprenditrice locale intervistata.

Seconda tappa: le Paludi irachene, la mancanza d’acqua e l’ascesa di Saddam

Spostandosi a ovest, si raggiungono le paludi irachene, un ecosistema unico e patrimonio UNESCO, abitato dagli Aquari, il popolo delle paludi. Questi vivono qui da millenni, pescando, coltivando riso e allevando bufali. La vita nelle paludi è minacciata dalla scarsità d'acqua e dall'inquinamento, causati dalla siccità, dalla malagestione e dalla mancanza di cooperazione internazionale, in particolare con la Turchia. Saddam Hussein aveva iniziato a bombardare le paludi negli anni '90 per scacciare gli Aquari. Un pescatore locale, Heider, racconta le difficoltà della vita nelle paludi e l'importanza dell'acqua per la loro economia.

Terza tappa: Nassiriya, la nascita del governo provvisorio americano

Il confine occidentale delle paludi è segnato dalla Ziggurat di Ur, vicino a Nassiriya, città nota per l'attentato alla base italiana nel 2003. Oggi, Nassiriya è una città in movimento, in costruzione, che cerca di rinnovarsi. Dopo aver deposto Saddam, gli Stati Uniti installarono un governo provvisorio in Iraq, supportato da alleati come l'Italia. Un giovane di Nassiriya ricorda l'epoca dell'invasione americana e la presenza dei soldati italiani che distribuivano caramelle.

Quarta tappa: Najaf, la capitale dello Sciismo

Dopo un viaggio in auto, si arriva a Najaf, una città sacra per l'Islam sciita. L'accesso al santuario di Ali è strettamente controllato. Najaf è una sorta di Mecca per gli sciiti, che rappresentano la maggioranza della popolazione irachena. Viene mostrato l'interno del tempio dell'Imam Ali, cugino del profeta Maometto, un luogo di grande spiritualità. Najaf ospita anche il Wadi Al-Salam, il cimitero più grande del mondo. Le donne a Najaf hanno la libertà di scegliere se indossare o meno l'hijab, anche se nei luoghi sacri è obbligatorio.

Quinta tappa: Baghdad, la capitale e il futuro dell’Iraq

Avvicinandosi a Baghdad, il paesaggio cambia radicalmente. Durante il viaggio, una tempesta di sabbia avvolge tutto, seguita dalla pioggia. L'arco della vittoria dà il benvenuto nella capitale. Baghdad è un luogo caotico, ma anche il centro politico, culturale ed economico dell'Iraq, con 7 milioni di abitanti. La città vecchia è vivace, con famiglie, musica e poesia. Tuttavia, Baghdad soffre di degrado e di un traffico terribile. In Piazza FDO Square, un tempo sorgeva la statua di Saddam Hussein, rimossa dagli americani nel 2003, simbolo di un nuovo Iraq che non si è mai realizzato. Studenti di Baghdad esprimono le loro opinioni sul passato e sul futuro del paese, desiderando lavorare nel mondo tech e dell'ingegneria.

Conclusioni. Le speranze dell’Iraq

Nonostante le sfide, gli iracheni sono un popolo gentile, tollerante e propositivo, che nutre molta speranza per il futuro. Vogliono la pace e desiderano sviluppare il turismo, sfruttando la ricca storia e cultura del paese. Baghdad è stata nominata capitale araba del turismo per il 2023. Gli iracheni sono felici di accogliere i visitatori e credono che le persone non debbano essere identificate con le azioni dei governi. Il viaggio in Iraq continuerà verso nord, per capire cosa è rimasto dopo il conflitto con l'ISIS.

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Trascrizione

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0:20 guardate guardate è stato colpito colpito guardate [Musica] come sta bruciando [Musica] una ventina di anni fa nelle accademie statunitensi ci si chiedeva che danno mai ci fosse nel distruggere un paese che in fin dei conti era nato con confini tracciati a tavolino dall'occidente coloniale nel piano dell'Oco 10 anni più tardi il Time titolava in copertina La fine dell'Iraq un epitaffio per un paese devastato da guerre divisioni settarie

1:07 e ingerenze straniere [Musica] incredibile [Musica] è una sensazione unica irripetibile ora siamo nel palazzo di Saddam Hussein costruito nel 94 e in completa macerie un palazzo per celebrare la megalomania dell'uomo più potente dell'Iraq oggi questo è un simbolo ancora molto ingombrante per la storia irachena e noi partiremo da qui per il nostro viaggio capiremo perché l'Iraq è tutto tranne che un paese artificiale

1:53 [Musica] oh [Musica] marzo 2003 gli Stati Uniti invadono l'Iraq depongono il dittatore che governa il paese da due decenni e che si crede abbia a disposizione delle armi di distruzione di massa Saddam Hussein dell'esistenza di queste armi però non c'è alcuna prova ma il presidente americano George W bush utilizza questa scusa per vendicare gli

2:41 attacchi dell'11 settembre in realtà però la Casa Bianca ha un altro obiettivo: rendere l'Iraq uno stato fantoccio infastidire l'Iran e stabilire una presenza fissa in Medio Oriente ci sembra di conoscere l'Iraq soltanto per l'invasione americana eppure ne sentiamo parlare senza accorgercene senza bambini ancor prima di studiare l'Italia infatti gli insegnanti ci parlano di una regione antica abbondante quasi mitologica dove sono nate le prime civiltà del mondo la Mesopotamia la terra tra i due fiumi cioè il Tigri e l'Eufrate finalmente possiamo dimostrare l'esistenza scientifica del Tigri e del Leofrati questa regione esiste ancora

3:26 ma oggi ospita proprio l'Iraq il cui nome stesso vuol dire città oppure terra fertile uno degli aspetti più incredibili dello stare qui in Iraq è il fatto che si può letteralmente camminare attraverso la storia questa che è la Zigurat di Ur è una delle prime città antiche del mondo a noi conosciuto è stata eretta nel 5000 a.C un conto è vederla all'interno dei libri di scuola quando studiamo storia un conto e vederla effettivamente di persona è una sensazione incredibile [Musica] quando sentiamo nominare l'Iraq pensiamo automaticamente a violenza terrorismo e petrolio alle due guerre del Golfo e all'ISIS ci immaginiamo un luogo pericoloso

4:11 dominato dall'instabilità dalle bombe e dal fondamentalismo siamo passati da una guerra da una guerra all'altra fino a qualche anno fa questi luoghi comuni avrebbero in parte trovato conferma ma oggi la situazione è ben diversa e a sua volta inaspettata non siamo terroristi siamo semplicemente persone normali le notizie che si sentono dai media occidentali sugli iracheni non sono corrette il mio consiglio è non ascoltate quelle cose venite visitate e vedrete la realtà noi siamo venuti fin qui in Iraq proprio per mostrarvi questa realtà senza filtri non molto arrivare in Iraq basta partire da Roma e fare scalo a Istanbul invece che atterrare nella

4:59 capitale Bagdad noi decidiamo di cominciare il nostro viaggio da Basdra nel sud del paese qui incontriamo fin da subito Sajad la guida che sarà con noi per tutto il tempo e che ci ha aiutato nell'organizzazione delle interviste se volete supportarci non dimenticate di iscrivervi al nostro Patreon oppure di abbonarvi qui su YouTube al nostro canale nel corso di due documentari di cui questo è il primo risaliremo tutto l'Iraq da sud verso nord lungo questo tragitto troveremo circa una settantina di checkp da attraversare per ragioni di sicurezza dove però le guardie semplicemente controllano i passaporti e ci lasciano passare sempre senza farci problemi per quanto riguarda il nostro punto di partenza invece non lo abbiamo scelto casualmente asra o Bassola in italiano è sempre stata uno snodo cruciale trovandosi nel punto in cui i corsi

5:46 del Tigri e dell'Eufrate confluiscono per formare lo Shatarab il fiume che rappresenta la porta di accesso dell'Iraq al Golfo Persico adesso stiamo andando nel mezzo dell'Eufrate per cercare di passare sotto il ponte che lo chiamano da Italian Bridge perché è stato progettato da un'azienda italiana e prenderemo una barchetta lanceremo il drone e vi faremo vedere dall'alto Basra [Musica]

6:32 basra permette all'Iraq di esportare verso paesi come Cina e India la sua risorsa naturale principale il petrolio infatti uscendo fuori dalla città nelle aree desertiche circostanti sorgono giacimenti pozzi trivelle e vediamo stagliarsi in cielo delle colonne di fumo nerissime non si può certo dire che l'aria sia pulita così come la città in sé tutta la spazzatura che c'è che confluisce qui nel fiume una cosa indicibile ne parliamo meglio con Ahmed un giovane ingegnere chimico che lavora nel settore petrolifero [Musica] basra è una delle città più inquinate dell'Iraq e questo a causa di anni di combustione e di smaltimento di gas

7:17 il Ministero del Petrolio ogni mese annuncia la quantità di petrolio che è stata esportata verso altri paesi la quale dipende non c'è una quantità specifica però va dai 3 ai 4 milioni di barili al giorno la quantità di petrolio esportata da Basra la la quantità più grande viene effettivamente esportata da Basra rispetto ad altre città cioè Basra è al primo posto specialmente perché ha il più grande giacimento petrolifero dell'Iraq il giacimento di Majnun quindi sì la quantità di petrolio prodotta a Basra è molta di più di quella delle altre città parliamo di barili di petrolio esportati al giorno e il fatto stesso che oggi esista un ministero del petrolio la dice lunga sull'importanza di questa risorsa che ha fatto letteralmente la storia dell'Iraq paese che lo ricordiamo ottenne la

8:04 sua indipendenza nel 32 cioè poco dopo la scoperta degli enormi giacimenti locali non penso che sarò vivo per testimoniare il giorno in cui l'Irraq finirà il petrolio ma quel giorno arriverà quel giorno alla fine arriverà attualmente non penso che potremmo sopportare l'attuale situazione senza la produzione di petrolio perché l'80 al 90% delle entrate che abbiamo nel paese proviene dalla produzione di petrolio ciò nonostante qui non c'è soltanto il petrolio basdra è lo specchio di un Iraq che si sta sviluppando in fretta di una società giovane e vivace in Iraq possiamo dire che il 35% delle persone sono persone giovani ok persone sotto i 25 anni

8:54 quindi abbiamo molti giovani e abbiamo un sacco di potenziale una di questi giovani è un'imprenditrice che da qualche anno gestisce un ristorante qui a Basra basra è una terra di progetti e successo vedo che chiunque ha un progetto qui può realizzarlo specialmente qui a Bassa meno nel resto delle province che lavori si possono trovare qui a Bassora che lavori si possono trovare a Bassora in particolare per i giovani e in particolare per le donne ad esempio che lavoro fanno i tuoi amici la maggior parte di loro lavorano in marketing sì magari alcuni di loro lavorano nel campo medico o nel settore pubblico ci sono molti lavori ad essere onesti anche chi non ha lavoro lo può trovare se tutto ciò a Basra è vero le regole del gioco però cambiano totalmente quando ci spostiamo verso ovest in un luogo surreale un ecosistema unico

9:44 al mondo nonché patrimonio UNESCO le paludi lachene attraversare in barca queste zone è un'esperienza indescrivibile soprattutto se pensiamo che si tratta di aree abitate da decine di migliaia di persone gli Aquari noti come popolo delle paludi questo popolo vive da millenni in queste zone non soltanto pescando ma anche coltivando riso e cacciando bufali d'acqua abbiamo avuto modo di vederne tantissimi ancor prima di sbarcare su un piccolo lembo di terra dove veniamo circondati da tantissimi bambini sorridenti e accoglienti essenzialmente questo è un luogo in cui queste persone che sono figli di pescatori vivono qui hanno i loro bufali vivono in un luogo straordinario fuori fuori proprio dal mondo [Musica] [Applauso]

10:41 [Musica] [Applauso] he [Musica] [Musica] dopo essere rimasti un po' a parlare con loro riusciamo a parlare anche con un pescatore delle pale che ci accoglie nella sua casa

11:30 quando hai iniziato a pescare quando sei diventato pescatore ero molto giovane quando mio padre andava a pescare andavo con lui non andavo a scuola quindi andavo con lui heider ci ospita per la nottata in questa struttura una Mudif una casa tradizionale delle palù di Rakchene fatta in giunchi questo posto qui è per la tribù chiamata Assadi la tribù degli Assad è una tribù molto grande del sud dell'Iraq e usano questo posto per risolvere dispute chiacchierare e cose di questo tipo usano gli stessi materiali che usavano i Sumeri guarda queste sono canne dalle paludi le fanno seccare e poi ci costruiscono la casa non dormono qui non mangiano neanche

12:17 qui è come un luogo per gli ospiti se passi da queste parti e non hai un posto per sederti e rilassarti qui sei benvenuto è aperto tutto il giorno tutti i giorni la nostra economia dipende dall'acqua se c'è l'acqua possiamo vendere il pesce possiamo vendere il nostro latte di bufalo i turisti possono venire qui e visitare il mio villaggio c'è solo un problema l'acqua nelle paludi racchene è sempre di meno ed è sempre più sporca l'acqua prima era migliore ora è peggiorata prima di solito io e mio padre pescavamo mio Dio era bellissimo pescavamo tra i 100 e i 150 pesci ma ora il numero è diminuito ci sono dei cambiamenti nell'acqua ora è inquinata la colpa è della sicità della malagestione dell'industria petrolifera ma anche della

13:03 mancanza di cooperazione internazionale ad esempio con la Turchia che sta costruendo sempre più dighe lungo il tigre Leofrate riducendo così il flusso d'acqua che arriva nelle paludi tuttavia questo ecosistema cominciò a disgregarsi negli anni 90 vale a dire quando Saddam Hussein iniziò a bombardare le paludi con l'intenzione di scacciare gli awari e bonificare l'area all'inizio del tempo di Saddam siamo stati mandati a Baghdad la cosa incise parecchio su di noi vivevamo a stento ai tempi Saddam governava già da una decina di anni come un autocrate e aveva represso anche con le armi chimiche qualsiasi minoranza etnica gli si opponesse sotto Saddam c'era secondo te la libertà di parola assolutamente no non c'era nessuna libertà inoltre l'Iraq

13:51 era stato fortemente indebolito da due conflitti scatenati dallo stesso Saddam il primo la guerra contro l'Iran formalmente terminata nell'88 e sfruttata dall'occidente per destabilizzare il regime di Tehran il secondo la prima guerra del Golfo in Kuwait finita nel 91 quando lo stesso occidente smise di supportare Saddam imponendo pesanti sanzioni all'Iraq le paludi non muoiono mai anche durante Saddam sì anche durante Saddam finché c'è l'acqua anche le paludi vivono allo stato attuale il confine occidentale delle Paludi è rappresentato dalla Zigurat di Urla Nassiria un nome che noi italiani conosciamo molto bene quell'edificio che vedete laggiù alle mie spalle è la Camera di Commercio di Nasseria non vi dirà nulla probabilmente ma nel 2003 quell'edificio un

14:41 tempo era la base maestrale dov'era a distanza il nostro contingente italiano qui in Iraq il 12 novembre 2003 quella base fu colpita da un attacco terroristico dove persero la vita diversi nostri soldati oggi però la città non ha più il problema del terrorismo come una volta è una città in pieno movimento in costruzione con cantieri aperti che cerca di rinnovarsi e questo è un po' il volto dell'Iraq in sé per sé una città che non cerca più di guardare al passato all'epoca gli Stati Uniti dopo aver deposto Saddam avevano installato in Iraq un contestato governo provvisorio la cui tenuta era garantita da diversi alleati tra cui la stessa Italia l'attuale stato iracheno riorganizzato come una democrazia parlamentare federale è una diretta derivazione dell'invasione americana [Musica]

15:34 ci sono un sacco di guerre che sono avvenute in questa regione specialmente qui a sud un sacco di invasioni da parte dell'occidente eccetera eccetera quindi ho sentito un sacco di storie specialmente nella mia città a Nasri tutto quello che mi ricordo eh era un bambino quindi mettiamolo in chiaro ero un bambino e tutto quello che mi ricordo sono gli italiani che lanciano le caramelle per strada questo è racconto non ho mai sentito nulla sulla tua storia l'esplosione però ho chiesto alla mia famiglia e hanno detto: "Sì beh certo ci ricordiamo ci fu una grande esplosione di fronte alla base italiana" dopo qualche ora in auto arriviamo a Najf una città unica nel suo genere per avvicinarsi al santuario di Aliì il cuore pulsante di questa metropoli dobbiamo superare i rigidi controlli di sicurezza lungo l'arteria principale che porta alla moschea un passaggio obbligato e che ricorda quasi l'ingresso in un aeroporto il

16:21 fatto è che Najf è un luogo sensibile perché è una delle città più sacre per l'Islam sita lo sciismo è la religione praticata dalla maggioranza della popolazione irachena che ammonta a 47 milioni di persone najf è quindi una sorta di Mecca ma per shit rimaniamo molto sorpresi che in quanto occidentali ci venga permesso non soltanto di entrare ma anche di registrare in uno dei luoghi più sacri dell'Islam Shita najf è il luogo più sacro per gli sciracheni è una città con 3 milioni di abitanti e noi ci troviamo all'interno del tempio dell'Imam Ali cugino del profeta Maometto e per entrare qui dentro c'è voluta una trafila burocratica enorme al punto tale che la nostra stessa guida non è mai riuscita a entrare in questo tempio le emozioni sono molto

17:12 forti anche perché comunque questo è un luogo che trasuda di spiritualità e siamo veramente contenti di potervi portare queste immagini alì Ugino è genero di Maometto è considerato il padre dell'usciismo incredibile giornalista capito rai dentro il santuario dove veniamo scortati dagli addetti alla vigilanza del posto c'è un'immensa calca di persone che fa di tutto per toccare la tomba di Al in questo specifico punto siamo riusciti a riprendere soltanto con il cellulare visto che non si possono utilizzare telecamere all'interno sia per rispetto che per evitare di ferire accidentalmente i presenti come è facile immaginare Najf ha ereditato la sua sacralità da Ali ed è dalla sua fama e dalla riverenza degli Shiti nei suoi confronti che è nato un altro simbolo della città il luogo di sepoltura più grande del mondo [Musica] [Risate]

18:11 quello che vedete alle mie spalle è il Wadi al Salam letteralmente la valle della pace un immenso cimitero grande più di 6 km² che ospita milioni e milioni di tombe di credenti shiti qui in Iraq è un cimitero in costante espansione tant'è vero che essendo la popolazione irachena composta da circa il 60-65% di credenti sci molti vogliono da tutto quanto l'Iraq venire a essere sepolti qui in questo cimitero [Musica] allontanandoci da questo immenso cimitero non possiamo fare a meno di ripensare alle persone che

18:59 fino a qui abbiamo visto camminare per strada in particolar modo alle donne che talvolta indossano l'IJAB il velo ma che in molti Molti altri casi non lo fanno quest'ultimo ha una cosa che noteremo anche più avanti in quel di Bagdad lasciamo che sia saiad spiegarci il perché penso che sia una scelta quindi le donne in Iraq hanno hanno la scelta possono decidere se indossarlo oppure no a volte dipende dalla famiglia ma la maggior parte di loro ha la scelta può decidere se indossarlo o no è una loro libertà ho molte amiche alcune di loro lo indossano alcune di loro no è una loro scelta in alcuni posti in Iraq ad esempio Najf o Carbola a causa del fatto che sono altamente sacri c'è una sorta di codice d'abbigliamento nei santuari e nelle moschee è obbligatorio

19:47 indossare il hijab l'iraq è un paese laico e in realtà lo è sempre stato questo paradigma fu messo in discussione da Saddam Hussein stesso quando salì al potere nonostante fosse sunnita e avverso le minoranze Saddam desiderava instaurare un altro culto quello personale questo complesso residenziale si chiama Panorama fu eretto durante il periodo di Saddam proprio dallo stesso Saddam per fare da contrapposizione a quell'edificio che vedete laggiù in fondo che è l'arco di Desifonte costruito in epoca sassanide chiaramente c'era un bel po' di propaganda dietro questa costruzione perché Saddam voleva contrapporsi anche durante la stessa guerra contro l'Iran a la magnificenza di un edificio costruito in epoca sasanite quindi di derivazione persiana

20:33 e quindi iranica a un mega hotel che doveva servire per un po' glorificare non soltanto se stesso quindi la sua dittatura ma anche la cultura sunnita che lui stesso rappresentava a sud di questo palazzo museo resort c'è un altro importantissimo sito storico anch'esso patrimonio UNESCO si tratta anche in questo caso di un luogo quasi leggendario sede di un trono dove sedettero Nabuco Donosor Alessandro Magno e molti altri sovrani babilonia la culla della civiltà letteralmente cancello degli dei la Babilonia che possiamo ammirare oggi è purtroppo quasi interamente una ricostruzione di quella che millenni fa fu la città più grande e ricca del mondo eppure delle mura originali esistono ancora e contengono dei mattoni che riportano

21:21 antichissime incisioni cuneiformi ad ogni modo fu lo stesso Saddam Hussein a volerla restaurare desideroso di legittimarsi come erede spirituale del leggendario Nabuco Donosor ad oggi per ironia della sorte esistono pochissime testimonianze fisiche del passaggio di Saddam tra l'altro proprio nei pressi di Babilonia questa qui che vedete è l'unica e l'ultima anzi rappresentazione di Saddam in Iraq non ci sono altre statue che lo raffigurano in tutto il paese chiaramente c'è stato un Adam Nnazio Memorie ci sono dei fori di proiettile come potete vedere che risalgono all'invasione statunitense del 2003 ci sono delle scritte che mi hanno detto significano tipo Saddam è grande mitico Saddam poi sono state chiaramente tolte e rimosse e intorno a noi c'è tutto un muro circondato con una guardia un

22:10 picchetto che serve a proteggere effettivamente l'ultimo ricordo di un periodo buio dell'Iraq mano che ci avviciniamo a Bagdad la trasformazione del paesaggio diventa evidente la geografia cambia rapidamente rispetto al sud dell'Iraq un contrasto che diventerà ancora più netto nel prossimo documentario quando raggiungeremo il nord del paese durante il viaggio il meteo muta all'improvviso il cielo si fa denso carico di polvere e una tempesta di sabbia avvolge tutto in una foschia dorata poi quasi in risposta arriva la pioggia che spazza via la polvere e riapre il cielo ed è in quel momento tra le prime luci che filtrano tra le nuvole che compare davanti a noi l'arco della vittoria a darci il benvenuto nella capitale

23:01 viaggiando qui in Iraq abbiamo avuto veramente tanti problemi nel poter trovare delle connessioni Wi-Fi stabili perché internet è veramente veramente lento una soluzione concreta potrebbe essere utilizzare un iSIM digitale in questo caso per non connettermi al Wi-Fi personale di SAJAD che gli sto consumando un sacco di dati scarico l'applicazione della SIM di Sil e che ci permette di potere scaricare un pacchetto dati che può andare da 1 GB fino a 20 GB per 30 giorni installarlo e così poter utilizzare internet con una nostra SIM digitale dentro il nostro telefono qui a Bagdad è come su Interstell facciamo una piccola deviazione [Musica] finalmente

23:47 dopo 3 ore di traffico terribile a Baghdad siamo arrivati in hotel la prima cosa che faccio di solito è connettermi a internet per vedere un po' cosa succede nel mondo e per farlo prima attivo sempre Nord VPN che è lo sponsor di questo video nord VPN ci aiuta a mantenere la nostra privacy protetta visto che comunque ci colleghiamo a un Wi-Fi di un hotel non sappiamo mai com'è la qualità di questo Wi-Fi cosa potrebbe nascondersi dietro ovvero malware cookie di tracciamento siti fraudolenti mail di spam e il link di fishing contro cui Nord VPN è considerato uno degli strumenti più affidabili in circolazione nord VPN vi permette di connettervi a più di 7300 server sparsi in ben 118 paesi e di già localizzarvi in uno di essi mascherando il vostro indirizzo IP questa funzionalità ci torna molto utile specialmente quando dobbiamo prenotare

24:36 voli e hotel per i nostri documentari possiamo infatti circumvigare la cosiddetta discriminazione dei prezzi fenomeno per cui i costi aumentano in base al paese dal quale si acquistano beni e servizi se quindi volete risparmiare sui vostri viaggi e nel frattempo stare al sicuro con Sale Nord VPN cliccate su questo link in descrizione riceverete uno sconto speciale targato Novale Alexio e ci aiuterete anche a continuare a produrre questo tipo di documentari bagdad è un luogo caotico ma anche il centro politico culturale ed economico dell'Iraq e ci vivono 7 milioni di persone parliamo quindi di una città vivace che trasuda storia da ogni poro in costante costruzione e movimento questo esatto momento siamo nella città vecchia di Baggad ed è venerdì quindi diciamo un po' come la domenica per noi ci

25:25 sono famiglie rachene con bambini che fanno disegni concerti c'è anche un un evento di poesia laggiù insomma è tutta una giornata festosa soleggiata molto rilassato [Musica] in ogni angolo di questo giardino come vedete c'è chi fa della musica chi fa delle poesie insomma la cultura e l'espressione artistica qui a Bagdad e anche in generale nella stessa società irachena è sempre molto forte rappresentato un punto di forza importante eppure Bagdad è anche la cartina tornasole di una società che fatica a ingranare laddove il degrado a volte è palese del resto la

26:10 città è progettata per ospitare al massimo 200.000 persone tant'è che il traffico è letteralmente un incubo ed è definito come il peggiore di tutto il Medio Oriente questa folle urbanistica è una conseguenza delle innumerevoli volte in cui Bagdad è stata distrutta nel corso della storia e ha cercato di riprendersi specialmente dopo l'invasione del 2003 probabilmente molti di voi già riconoscono questa piazza ci troviamo a FDO Square eh questa questa zona nel 2003 nell'aprile 2003 presentava la statua di Saddam Hussein che poi fu rimossa dagli stessi americani che invasero il paese eh il video è circolato su internet ne nei telegiornali insomma fu un'immagine molto iconica quella della rimozione della statua di Saddam oggi non c'è più alcuna statua c'è soltanto

26:57 il segno del piedistallo della circonferenza insomma del perimetro qui sulla piazza e quel gesto la rimozione della statua fu eh un po' un segno di propaganda statunitense per dire che finito il regime di Saddam sarebbe cominciato un nuovo Iraq una nuova democrazia ma come la storia ci insegna fu soltanto un semplice miraggio quando fu deposto Saddam le forze americane entrarono in strada e lì sì che ci furono terrore e uccisioni ci fu una distruzione totale ci fu una sorta di eccilio di massa intendo dire che abbiamo vissuto una fase in cui improvvisamente delle persone potevano venire a picchiarti ucciderti o fare cose del genere la vita era molto difficile banalmente

27:46 non riuscivamo a trovare nemmeno un po' di pane oggi per fortuna i più giovani non hanno vissuto quello che è accaduto 20 anni fa ma questo non vuol dire che non conoscono il passato lo capiamo meglio parlando con alcuni studenti di Bagdad sì certo ovviamente ho brutti ricordi della guerra ma ora va tutto bene stiamo molto meglio non posso rispondere ulteriormente a questa domanda è un po' difficile per me e non voglio dirti ulteriori dettagli personalmente non ero vivo per la maggior parte di esse però posso dire che hanno causato un sacco di traumi ai nostri genitori molti traumi che poi sono rimasti e in qualche modo si passano di generazione in generazione quindi ha danneggiato la nostra società un sacco qual è la tua personale e forse forse anche generale

28:32 in quanto era Keno opinione sugli americani oggigiorno in realtà il problema è con il governo americano non con le persone americane le persone americane sono brave persone ovviamente chi più chi meno ma il governo americano sì abbiamo un problema con loro le politiche che hanno seguito contro l'Iraq e il Medio Oriente in passato come ora sono sbagliate quello che è successo a casa quello che è successo a noi quello che è successo alla Siria quello che è successo all'Afghanistan la cosa che ci stupisce ad ogni modo di questi ragazzi è che ciascuno di loro come ci dicono desidera lavorare nel mondo tech e nell'ingegneria è un chiaro sintomo del futuro su cui Bagdad sta puntando anche se questa proiezione sembra stonare con la realtà delle scuole racenodierne studiamo

29:20 materie molto generali come matematica arabo storia e non impariamo in realtà molto delle applicazioni pratiche solo studiamo solo cose astratte uomini e donne sono separati nelle scuole o condividono le stesse classi principalmente nelle scuole superiori sono divisi però ci sono alcune scuole che sono miste ma non sono molte le università invece sono tutte miste qual è la vostra opinione del sistema educativo qui in Iraq è buono è pessimo è ok e perché è molto vecchio difficile e abbastanza inutile gli insegnanti non sono davvero molto formati per insegnare quindi è abbastanza brutto non sono qualificati non sono qualificati sì alcuni

30:08 di questi ragazzi vorrebbero andare a studiare all'estero altri vorrebbero rimanere qui in Iraq ma c'è una cosa che le accomuna anche coloro che apprezzerebbero fare esperienze al di fuori del paese alla fine ammettono che vorrebbero tornare in Iraq perché i loro sogni sono radicati qui voglio essere una persona di successo nella mia comunità e aiutare la mia comunità sì voglio avere successo nel mio campo e letteralmente vivere la vita che voglio il mio sogno è quello di essere un membro attivo ehm della mia comunità ho davvero solo un obiettivo che è mantenere la mia famiglia al sicuro e protetta e sostenuta questo è tutto ciò che voglio quello per cui spero io per quanto

30:54 riguarda me è la pace vogliamo la pace in Iraq e in Medio Oriente nell'ovest dell'Iraq abbiamo un bellissimo deserto e i safari quindi il nostro è un paese bellissimo l'impressione che abbiamo avuto in tutta onestà visitando diverse città in questo nostro viaggio è che gli iracheni siano un popolo gentile e tollerante che ci ha fatto sentire a casa ma soprattutto un popolo giovane e propositivo che nonostante le sfide di un paese che deve ancora pienamente svilupparsi e affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio nutre molta speranza per il futuro perché il petrolio forse tra 20 anni sarà scomparso abbiamo bisogno di qualcosa di sostenibile ad esempio il turismo abbiamo tutto siamo una delle prime civiltà mai esistite questo paese ha tutto da offrire per

31:40 i turisti in realtà l'Iraq sta vedendo molto sviluppo e Bagdad è stata nominata quest'anno capitale araba del turismo sì capitale del turismo del mondo arabo è sicuro per le donne per esempio sì certo che è sicuro sì vedo un futuro luminoso specialmente per i prossimi anni eh si vedono un sacco di progetti un sacco di promesse un sacco di investimenti provenienti da altri paesi le cose sono più luminose in futuro e i prossimi anni potrebbero essere gli anni migliori che l'Iraq abbia mai vissuto se comparati agli ultimi 50 anni sì inshallah ed ecco forse quello che possiamo imparare dall'Iraq ad andare avanti nonostante le innumerevoli difficoltà e ad andare avanti anche rispetto alle nostre idee e preconcetti preconcetti fermi di fronte alle

32:29 notizie che ci vengono passivamente date in pasto pensate a questo abbiamo attraversato per 1000 km un paese dove siamo stati accolti come ospiti non come stranieri persino da sconosciuti per strada e questo nonostante noi occidentali in passato siamo venuti a casa loro per dirgli cosa fare e come vivere quando sentono che sei italiano dicono "Ok ok vieni con noi vieni a pranzo con noi" le nostre auto sono italiane sai gli iracani hanno dimenticato tutto non hanno questa cosa di dire "Quelle sono cattive persone loro ci hanno invaso" eccetera no perché noi crediamo che le persone non abbiano niente a che fare con questo anche la guerra e tutte quelle cose no sono cose governative non c'entrano le persone e gli iraceni sono tra i popoli più gentili del Medio Oriente sono molto felici sono felici di vedere chiunque li venga a visitare della

33:19 gentilezza mostrata dagli iracheni avremo modo di mostrarvi altro perché il nostro viaggio qui in Iraq non è ancora finito dobbiamo andare a nord per capire cosa è rimasto dopo il conflitto che ha visto protagonista un gruppo che anche qui in Occidente conosciamo bene in particolare l'ISIS se vi è piaciuto questo nostro viaggio in Iraq sappiate che a breve ci sarà l'opzione la possibilità di poter prenotare un viaggio organizzato direttamente da noi qui in Iraq per poter visitare tutti i luoghi culturali di questo paese meraviglioso. Link in descrizione.

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