“Quando, come e dove è nato l’italiano”. Con il prof. Giuseppe Patota

Breve Riassunto

Questo video esplora la nascita della lingua italiana, sfatando l'idea che derivi semplicemente dal latino. Invece, l'italiano è presentato come una continuazione del latino, evolutosi nel tempo e nello spazio. Vengono discusse le variabili che hanno influenzato il latino, come il tempo, lo spazio, lo stile e la condizione socio-culturale, portando alla distinzione tra latino classico e volgare. Il video identifica il Placito di Capua del 960 d.C. come il documento che testimonia la consapevolezza di una lingua diversa dal latino, segnando storicamente la nascita dell'italiano.

  • L'italiano non nasce dal latino, ma lo continua.
  • Il latino si è evoluto nel tempo e nello spazio, influenzato da variabili stilistiche e socio-culturali.
  • Il Placito di Capua del 960 d.C. è considerato l'atto di nascita dell'italiano.

Introduzione

Giuseppe Patota introduce il tema della nascita della lingua italiana, sottolineando che l'affermazione comune che l'italiano derivi dal latino necessita di approfondimento. Il verbo "derivare" non implica una nascita, ma una continuazione. L'italiano è il latino adoperato oggi in Italia, così come il portoghese, lo spagnolo e il francese sono i latini adoperati in Portogallo, Spagna e Francia.

La Varietà del Latino

Il latino non era un blocco monolitico, ma un insieme di varietà influenzate da quattro variabili: tempo, spazio, stile e condizione socio-culturale. Il latino arcaico era diverso dal latino classico dell'età di Cicerone, Virgilio e Orazio. Inoltre, il latino parlato a Milano era diverso da quello parlato a Firenze, Napoli, Palermo, Siena o Arezzo, con differenze nel lessico, nella grammatica e nella sintassi.

Stile e Latino: Cicerone

Il latino variava anche nello stile, a seconda della situazione e del contesto. Cicerone, ad esempio, non scriveva e parlava sempre allo stesso modo. Adoperava un latino meno sorvegliato nelle lettere agli amici e ai parenti, consapevole di questa diversità.

Latino Classico vs. Latino Volgare

Tra le diverse varietà di latino, spiccano il latino classico (scritto) e il latino volgare (parlato). Il latino classico, insegnato nelle scuole, era la lingua delle opere letterarie dell'età aurea di Roma. Il latino volgare, invece, era la lingua parlata in ogni tempo e luogo, da ogni gruppo sociale, e da questa lingua ebbero origine le lingue romanze, tra cui il francese, il provenzale, il catalano, lo spagnolo, il portoghese, il ladino, il friulano, il rumeno e l'italiano.

La Nascita Storica dell'Italiano

Il processo di trasformazione dal latino ai volgari romanzi si concluse nell'VIII secolo d.C., ma la nascita storica dell'italiano avvenne quando i parlanti ebbero la consapevolezza di usare una lingua diversa dal latino.

L'Indovinello Veronese e il Placito di Capua

Gli studiosi non concordano sul documento che testimonia questa consapevolezza. Alcuni propongono l'Indovinello Veronese, ma la maggioranza indica il Placito di Capua del 960 d.C., un verbale di un processo in cui compare una formula in una lingua diversa dal latino.

Il Placito di Capua: Dettagli del Processo

Nel marzo del 960 d.C., dinanzi al giudice di Capua, si presentarono l'abate di Montecassino e un privato cittadino, Rodelgrimo, per una disputa su alcune terre. L'abate, sostenuto da tre testimoni, dichiarò sotto giuramento che quelle terre erano possedute dall'abbazia da più di 30 anni, in base al principio dell'usucapione.

La Formula in Volgare nel Placito

Durante il processo, i testimoni pronunciarono una formula in volgare: "Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti". Questa formula, ripetuta quattro volte nel verbale del processo, testimonia la consapevolezza della diversità linguistica tra latino e volgare, poiché il processo si svolse in latino, ma la formula fu detta in volgare per essere compresa da tutti.

Modernità del Testo e Conclusioni

Il testo del Placito di Capua mostra una sorprendente modernità, con l'uso del "k" al posto del "ch" e abbreviazioni come "x" per "per". Questo non giustifica l'uso di tali forme nella scrittura formale odierna, ma dimostra che certe tendenze linguistiche sono radicate nella storia dell'italiano.

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Trascrizione

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0:00 buongiorno buonasera adopero tutte e due le formule di saluto perché non so a che ora mi vedrete mi chiamo giuseppe patota e insegno grammatica italiana didattica dell'italiano e storia e geografia dell'italiano nel corso di laurea in lingue della sede di arezzo storia e geografia dell'italiano e proprio per questo ho pensato di dedicare questo incontro di oggi a provare a rispondere a questa domanda quando dove e come è nato l'italiano si dice comunemente che l'italiano deriva dal latino e questa affermazione questa affermazione che

0:45 dominiamo tutti così lineare da apparire quasi ovvia merita di essere un po approfondita precisata e almeno in parte pensate e corretta nel contesto in cui io ad ho adoperato questo verbo derivare ecco questo verbo non significa nascere ma avere origine o meglio ancora continuare le lingue infatti non sono organismi biologici per loro non si può parlare di nascita o di morte in senso biologico ma solo in senso figurato o storico il latino certo può essere considerato la lingua madre dell'italiano e delle altre lingue

1:32 neolatine o romanzo ma appunto soltanto in senso figurato l'italiano non nasce dal latino all'italiano continua il latino c'è una tradizione ininterrotta che lega lingua di roma antica alla lingua di roma moderna dai tempi remoti della fondazione fino ai giorni nostri insomma possiamo dire che l'italiano è il latino adoperato oggi in italia esattamente come il portoghese lo spagnolo e il francese sono i latini adoperati oggi in portogallo in parte della stampa e in francia nella mia frase inoltre in

2:17 quella che vi ho fatto sentire prima l'italiano deriva dal latino l'uso della parola latino nuda e cruda senza precisazioni e specificazioni generico addirittura fuorviante da quale latino deriva l'italiano dico questo perché il latino come ogni altra lingua antica o moderna non fu un blocco monolitico ma un oggetto vario complesso posso arrivare a dire possiamo arrivare a dire che non è esistito un solo latino sono esistiti tanti i latini nati dalla combinazione di almeno quattro variabili il tempo lo spazio lo stile e la condizione socio

3:06 culturale degli utenti allora cominciamo dalla prima variabile il tempo il latino fu una lingua di tradizione ultramillenaria e cambiò nel corso del tempo esattamente come l'italiano di oggi è inevitabilmente diverso da quello adoperato 15 50 o 150 anni fa così il latino arcaico del quinto del iv secolo avanti cristo relativamente vicino al tempo della fondazione di roma fu diverso dal latino classico della seconda metà del primo secolo avanti cristo della prima metà del primo secolo dopo cristo insomma l'età di cicerone di

3:53 virgilio di orazio titolino i grandi nomi della letteratura latina veniamo alla seconda variabile lo spazio oltre che nel tempo il latino cambiò nello spazio e questo cambiare nello spazio è il destino di tutte quante le lingue vive l'esperienza quotidiana l'esperienza comune che cosa ci mostra ci mostra che l'italiano adoperato a milano è diverso dall italiano adoperato a firenze a napoli oa palermo o a siena o ad arezzo e che queste differenze investono non soltanto l'intonazione o la pronuncia ma anche il lessico anche la grammatica perfino la sintassi la

4:40 stessa cosa accade tanto tempo fa al latino una lingua che superò i confini di un intero continente insomma ricordiamo che nel momento di massima espansione del dominio romano agli inizi del ii secolo dopo cristo il latino c era la lingua che circolava su un territorio vastissimo che andava a occidente fino alle coste atlantiche dell'europa e dall'altra parte a oriente fino al fiume reno e oltre il danubio al di là del danubio fu conquistata la dacia l'attuale romania in romania si parla una lingua romanza una lingua neolatina il rumeno dalle coste meridionali dell'inghilterra a nord fino

5:25 a quelle settentrionali dell'africa assurdo ovviamente questa lingua non era non poteva essere un blocco uniforme non è immaginabile che il latino adoperato in spagna allora fosse identico al latino adoperato in italia o in francia allora a migliaia di chilometri di distanza infatti le testimonianze linguistiche di cui disponiamo documentano l'esistenza di più varietà di latino sull'asse orizzontale dello spaccio ecco lo definisco orizzontale esattamente come definirei verticale l'asse del tempo terza variabile lo stile oltre che nel tempo prende lo spazio in latino fu vario nello stile

6:13 beh insomma non si parla e non si iscrive allo stesso modo nessuno parla e scrive sempre allo stesso modo una lingua può cambiare di tono di livello a seconda della situazione in cui l'hai operiamo l'italiano che noi stessi adoperiamo in situazioni formali e diverso da quello che adoperiamo parlare in famiglia o con gli amici la stessa cosa è stata anche per il latino come dimostra un ampia documentazione al riguardo la scelta di stili diversi a seconda delle occasioni e dei contesti riguarda tutti ecco non dovete pensare che abbia riguardato soltanto le persone di bassa estrazione socio culturale tanto per

6:59 fare un nome riguardo cicerone ecco cicerone non soltanto scriveva in un modo e parlava in un altro ma non scriveva sempre allo stesso modo e faccio il nome di cicerone perché ci sono non è considerato uno dei più illustri ed eleganti se non il più illustre ed elegante dei prosatori latini beh insomma cicerone non adoperava lo stesso latino quando scriveva preparava le sue orazioni quando componeva opere filosofiche e quando invece scriveva le lettere ai agli amici e ai parenti in questo caso adoperava un latino meno sorvegliato fatto anche di termini e di espressioni

7:45 familiari e di questa diversità della diversità di questi due latini da lui stesso adoperati non ci celon era perfettamente consapevole in una data che non è stato possibile stabilire in una delle tante lettere indirizzate ai familiari così vengono indicate queste lettere i familiari sono i parenti e gli amici scrive a uno di questi suoi amici vi traduco a memoria il testo latino e dice ma ma come ti sembro nelle lettere non ti pare che io mi rivolgo a te con un linguaggio plebeo perché non ci si esprime sempre allo stesso modo ecco appunto non ci si esprime sempre allo

8:32 stesso e arrivato il momento di tirare le somme fra le diverse varietà di latino che come abbiamo visto si sono incrociate e sovrapposte nel tempo nello spazio nelle abitudini anche nelle scelte espressive delle singole persone e nei diversi contesti sociali spiccano per importanza storica due varietà di latino 2 latini che convenzionalmente indichiamo come latino classico del latino volgare ricordate bene queste due parole ricordate bene questi due aggettivi classico e volgare se dovessi sostituire con altri due con altre due parole

9:18 classico il volgare dovrei sostituirlo sostituire con queste due parole classico dovrei sostituirlo posso sostituirlo con scritto volgare posso sostituirlo con parlato il latino classico che poi sostanzialmente il latino che si continua a insegnare oggi nelle scuole e nelle università è una realtà facilmente individuabile è il latino scritto così come venne adoperato soprattutto nelle opere letterarie della cosiddetta età aurea di roma il periodo che va grosso modo dal 50 avanti cristo al 50 dopo cristo questo latino scritto inevitabilmente

10:04 rimasto sostanzialmente identico a se stesso nel corso della storia una lingua scritta espressione dei ceti socio culturalmente più elevati che cosa vuol dire quel classico ma insomma per i romani questo latino era un latino di prima classe la società romana era divisa in classi si che come i cittadini più ricchi e potenti erano esponenti della prima classe sociale così gli scrittori più eleganti furono detti classici cioè scrittori di prima classe il latino diversamente il latino volgare scusate diversamente dal latino classico fu una realtà molto più varie complessa e qui preciso di nuovo che il

10:50 termine volgare ha un valore convenzionale con questa parola non indica un latino basso usato soltanto dalla parte più povera incolta delle della popolazione quella che si indicava come il volgo ma il latino parlato in ogni tempo e in ogni luogo in ogni circostanza da ogni gruppo sociale della latinità insomma il latino volgare fu la lingua parlata nei tempi antichi della fondazione di roma e nella tarda età imperiale la lingua parlata a roma nella capitale ma anche nelle zone periferiche dell'immenso impero fu la lingua parlata dai ricchi ed ai poveri da gli analfabeti e dagli intellettuali e fu

11:37 fortemente diversificata nel suo spazio smisurato nel corso del tempo per varie ragioni che non starò qui a dirvi oggi questo latino questo latino parlato questo latino volgare prevalse per uso importanza e diffusione sull'altro sul latino classico proprio da questa lingua stratificata e multiforme ebbero origine le tante lingue d'europa che indichiamo come romanzo o neo la tv quali sono queste lingue queste lingue sono il francese che in origine era il dialetto del il de france e di parigi il franco provenzale parlato nelle ragioni e nelle regioni francesi di grenoble e

12:24 lione in savoia nella svizzera occidentale poi il provenzale parlato nella regione francese della provenza il catalano la lingua della catalogna lo spagnolo la lingua della regione spagnola della castiglia il portoghese il saluto il ladino parlato in una parte della svizzera e nella zona delle dolomiti il friulano il rumeno sorto in transilvania sulla base del dialetto della valacchia il rumeno è una lingua neolatina e naturalmente l'italiano allora cui origine c'è sostanzialmente il dialetto della firenze del trecento la lingua parlata a firenze nel trecento

13:10 il processo di trasformazione che dal latino condusse ai vari volgari romanzi si concluse nell'ottavo secolo dopo cristo allora dobbiamo dire a quest'epoca che risale la data di nascita dell'italiano no la risposta è no per quello che vi ho detto prima fra latino e lingue romanze fra latino e italiano non c'è interruzione le trasformazioni sono lente e quasi non percepibili cioè non c'è un momento in cui muore il latino è un momento in cui nasce in italiano per secoli la gente parla una lingua molto lontana dal latino colto del primo secolo avanti cristo ma considerava la lingua che parlava latino a tutti gli

13:55 effetti ma allora quando nacque l'italiano quando nacque non biologicamente ma storicamente nacque quando i parlanti ebbero la consapevolezza che lo stavano usando al posto del latino quando si resero conto del fatto che stavano adoperando una lingua nuova una lingua altra rispetto al latino anche se non l'avevano chiamata non soltanto italiano ma proprio non le avevano dato un nuovo nome in quale documento possiamo cogliere questa consapevolezza linguistica con la consapevolezza di parlare una nuova lingua e qui devo dirvi ragazzi le cose si complicano perché gli studiosi non concordano sul documento da scegliere

14:40 secondo alcuni il documento è individuabile nel cosiddetto indovinello veronese indovinello perché era un indovinello ero un breve enigma dedicato all'atto della scrittura risalente grosso modo al settecento 60 dopo cristo veronese perché dopo un lungo percorso dalla spagna arriva fino alla a verona alla città di verona e oggi è tuttora conservato nella splendida biblioteca capitolare di verona secondo però molti studiosi sono la maggioranza questo indovinello veronese non può essere considerato l'atto di nascita dell'italiano perché chi lo scrisse non pensava di aver adoperato una lingua

15:27 diversa dal latino pensava con tutta probabilità di aver adoperato un latino campagnolo il primo documento che per consenso comune registra la nascita la presenza di questa consapevolezza della diversità linguistica fra la tiene italiano è il cosiddetto placito di capua del novecento 60 dopo cristo e così vi ho detto si sa dove diciamo così nacque capua si sa quando 960 dopo cristo ma che vuol dire la parola placito placido vuol dire sentenza nel nel linguaggio giuridico medievale e infatti questo placido di

16:14 capo non è altro che il verbale di un processo guardatevelo faccio anche vedere bene faccio anche vedere una riproduzione naturalmente che ho in casa la bella e incorniciata l'ho comprata nel insomma nella libreria dell'abbazia di montecassino nel negozio di ricordi dell'abbazia di montecassino dove vi suggerisco davvero di andare a fare una una gita allora che cos'era questo verbale dunque verbale di un processo che si consumò per l'appunto a capua nel marzo del novecento 60 dopo cristo e quale fu la causa discussa in questo

16:59 processo devo raccontarvelo nel marzo 960 dopo cristo si presentarono dinanzi al giudice di capua che si chiamava arechi xi da una parte l'abate di montecassino abbazia di montecassino era un'istituzione religiosa importantissima accompagnato dal suo avvocato o meglio dall'avvocato del monastero dall'altra dinanzi al giudice si presentò un privato cittadino si chiamava rodell grimm ma questo è poco importante se non per dire che avevano nomi veramente diversi dai nostri originario di una città del vicino aquino il quale loro del grifo che cosa

17:44 fece consegnò al giudice un promemoria in cui cercava di dimostrare che alcune terre che un privato cittadino suo parente aveva lasciato si diceva che avesse lasciato in eredità al ministero in realtà non le aveva fatto ne usciate e quelle terre erano sue in quanto legittimo erede diretto la base al giorno e l'avvocato sostennero il contrario e sulla base di che cosa lo sostennero sulla base di un principio giuridico che allora vigeva nel diritto longobardo capua era amministrata aveva un'amministrazione regolata dal diritto longobardo questo principio giuridico

18:33 era noto è noto perché esiste ancora sia pure in altri termini come principio dell'usucapione se un individuo anche una persona giuridica anche per l'appunto una parte come il monastero di montecassino poteva dimostrare che da almeno trent'anni godeva di una determinata della proprio dell'uso di un determinato bene senza che nessuno ne avesse fatto richiesta allora quel bene doveva considerarsi suo era esattamente quello che era successo all'abbazia di montecassino queste terre da più di trent'anni continuavano ad essere così godute dall'abbazia coltivate dalla

19:19 pazzia allora armate che cosa fa prende porta con sé tre testimoni tre religiosi che badate in quanto religiosi il latino lo conoscevano bene i quali dichiarano sotto giuramento che cosa dichiarano che quelle terre quelle terre di cui si sta parlando nella casa nella causa da 30 anni erano le le possedeva anzi le possedette la parte di sancho è l'abbazia di san benedetto voglio farvi vedere proprio una scritta particolare che ho qui riportato è che compare che compare guardate nel in piccolo nel verbale di cui vi ho fatto vedere prima la riproduzione per quattro

20:06 volte per quattro volte una volta perché quella formula alla pronuncia il giudice e tre volte perché la pronunciano i testimoni portati dall abate e nel verbale del processo c'è scritta questa formula sulla parte di sopra e la scrittura come vedete la grafia originale sotto è insomma lo trascritta per renderla più facilmente intelligibile sauco che le terre perché le fini che chi con te né 30 anni le possette parte santi benedetti che vuol dire sostanzialmente so che quelle terre secondo quei confini secondo quei limiti che sono indicati qui in questo documento le possedette per 30 anni

20:54 la parte cioè il convento di san benedetto allora che cosa succede succede questo che durante il processo questi i veli a questi religiosi viene chiesto di dichiarare sotto il giuramento di testimoniare sotto giuramento che quelle terre non erano di questo privato cittadino che rivendicava ne rivendicava il possesso per le dita perché da più di 30 anni erano in usufrutto erano potute dalla parte di san benedetto successo e che l'abbazia vinse la causa perché il giudice diede ragione al all'abate di

21:42 vederlo nella bat e perché nessuna delle parole scelte dal giudice è pronunciata dai testimoni era stata pronunciata a caso sono tutte parole che hanno una valenza giuridica quel sau equivale al nostro so e in questa dichiarazione significa so per conoscenza certa e quindi lo posso giurare ciao che le terre quel coop proviene da una parola latina che è quad e che equivale possiamo dire al nostro attuale che che le terre sono i terreni identificati mediante i loro confini è molto evidente dunque quella parola che l e quella parola terre ve lo dico a roma non c'è bisogno che voi sappiate il latino vi

22:27 dico subito che alla base di queste due parole italiane ci sono queste c'è questa sequenza latina ecco il lamma terrace diciamo così guardate che anche oggi nei dialetti meridionali troviamo la forma kg e che la pelle per intenderci no che le terre quindi sono i terreni identificati mediante i confini i quali sono indicati chi cioè nella memoria che ne contiene la descrizione pensate che nel momento del giuramento sicuramente è insomma i testimoni dovevano formulari quella testimonianza

23:14 giurata pronunciarla tenendo in mano la carta in cui erano indicati quei queste quei terreni d'accordo la parte dice salvo che le terre perché le fini che tecchi conte nei 30 anni le possette parte santi benedetti la parte santi bene riti e il monastero dell'ordine di san benedetto situato sulla cima montecassino qui è qualificato come parte come parte oggi diremmo come parte in causa e questa parte possette le terre in questione le possette attenzione non nel senso che di era erano di sua proprietà ma nel senso che ne godette ne aveva goduto lucio erano

24:00 una proprietà di fatto e quindi il giudice accertata la verità riconobbe i diritti del monastero labate vinse la causa o attenzione il processo si svolse interamente in latino e in quella in quella pergamena che vi ho fatto vedere prima il verbale del processo è tutto in lingua latina però per quattro volte proprio fisicamente si vede questa distinzione all'interno di questo verbale in lingua latina per quattro volte compare quella formula in italiano che vi ho già ripetuto fin troppe volte perché quella formula compare e viene detta in

24:46 italiano perché il processo è pubblico e non tutti erano sufficientemente colti la maggior parte delle persone naturalmente allora erano un analfabeta e non tutti erano letterati non tutti conoscevano il latino dunque quella formula quella testimonianza doveva essere chiara a tutti ai conti a gli incolti ai letterati e ai religiosi e al giudice e al notaio che conoscevano in latino ma anche alle persone comuni che il latino non conoscevano vedete allora che in questo caso quella coscienza linguistica della diversità fra latino e volgare molto evidente e risulta anche fisicamente all'interno di questo testo tutto in latino tranne che per queste

25:33 quattro formule ecco vorrei segnalare ancora un paio di cose e cioè la particolare modernità di questo testo e quindi con una cosa che sicuramente farà molto piacere ai ragazzi perché i ragazzi spesso si sentono dire che la colpa del fatto che l'italiano oggi è decaduto e in via di dissoluzione e il disfacimento dipende non soltanto dal fatto che loro non lo studiano e qui se non lo studia le fate molto male perché dovete studiare l'italiano ma soprattutto per il fatto che fate due cose sostanzialmente la prima è che usate il k al posto del ch e la seconda è che adoperate l'aics al posto di

26:18 scrivere per ecco allora però vorrei farvi vedere una cosa che vi farà tirare un sospiro di sollievo perché in questo testo in questo testo che rappresenta l'atto di nascita dell'italiano noi vediamo che il suono quella che in linguine fonetica si chiama occlusiva velare sorda il suono che è rappresentato solo una volta dalla c lo vedete né l'ultima parola della prima riga contene per il resto è sempre rappresentato dal k allungo anche che anche in questo testo compaiono delle abbreviazioni e una di queste abbreviazioni e proprio la parola per che abitualmente gli amanuensi scrivevano abbreviando la questo perché

27:05 perché le abbreviazioni esistono da che scrittura e scrittore e scrittura ragazzi naturalmente non ho voluto dire con questo che adesso nei vostri testi scolastici nei miei riassunti o nelle relazioni o in cui un nel nella sintesi di matematica dovrebbe adoperare il k al posto del ch perché finché le convenzioni grafiche dell'italiano chiederanno richiederanno l'uso del ch dovremo continuare ad operare il fiacca ma vi dico sinceramente che se continuate ad adoperare il k e anche se continuare o la cappa si può dire in tutti e due modi o anche se continuate ad operare il per l'aics al posto del per nelle vostre scritture private e

27:51 quindi negli appunti e anche via negli sms non fate proprio nulla di male però mi raccomando non fatelo nei testi di destinazione pubblica

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