I 10 COMANDAMENTI DEL FOTOGRAFO che pensa da FOTOGRAFO

Breve Sommario

Il video presenta i "10 Comandamenti del Fotografo", offrendo spunti di riflessione per migliorare l'approccio alla fotografia. Si sottolinea l'importanza della visione personale, della luce, della composizione, della selezione degli scatti e della stampa come fine ultimo del processo fotografico. L'obiettivo è stimolare un ragionamento più profondo e consapevole dietro ogni immagine, incoraggiando a privilegiare la qualità sulla quantità e a valorizzare il soggetto attraverso la tecnica.

  • Visione personale e curiosità nel vedere ciò che gli altri non vedono.
  • Importanza della luce come elemento chiave e della sua gestione consapevole.
  • Composizione curata in fase di scatto, evitando ritagli eccessivi in post-produzione.
  • Selezione rigorosa delle foto, privilegiando la qualità e l'efficacia del singolo scatto.
  • Stampa come coronamento del processo fotografico e testimonianza duratura.

Intro

Gli autori introducono il video scherzando e invitando all'iscrizione al canale, sottolineando l'importanza di attivare la campanella e lasciare un like. Ricordano inoltre di consultare i link in descrizione per accedere ai video corsi e di iscriversi alla mailing list sul sito fotografiafineart.it per essere aggiornati sui nuovi workshop. Spiegano che l'idea dei "10 Comandamenti del Fotografo" nasce da conversazioni con altri fotografi esperti, con l'obiettivo di identificare le caratteristiche che distinguono un fotografo che "pensa" da tale da uno che si limita a scattare. Si osserva un decadimento nella qualità generale delle immagini negli ultimi anni e si propone una riflessione sui principi fondamentali che guidano i fotografi di successo.

1° Comandamento: Il fotografo vede ciò che gli altri non vedono

Il primo comandamento afferma che il fotografo deve essere in grado di vedere ciò che sfugge agli altri, grazie a curiosità, empatia e capacità di porsi domande. Questo implica uno sguardo più profondo e una previsualizzazione di come la fotocamera interpreterà la scena. Il fotografo deve saper cogliere i giochi di chiaroscuro e sfruttare le occasioni di luce, tenendo conto della gamma dinamica del sensore. Si tratta di "fotografare senza fotografare", ovvero di avere una visione della scena e di ragionare come se si avesse già la macchina fotografica in mano. Viene citata la masterclass sul ritratto con Massimo D'Angelo, durante la quale è emersa l'importanza di osservare la luce in ogni situazione, anche in contesti inaspettati come lo studio del dentista.

2° Comandamento: In principio c'era la luce

Il secondo comandamento sottolinea l'importanza fondamentale della luce per il fotografo, paragonandola alla farina per il fornaio. Si evidenzia come questa consapevolezza si stia perdendo a causa delle moderne fotocamere che compensano automaticamente le carenze di luce. Si critica la tendenza a fotografare solo con luce ambiente, trascurando l'importanza di saperla gestire e manipolare. Si invita a tornare a vedere e usare la luce, sia naturale che artificiale (flash o luce continua), considerandola l'elemento primario su cui concentrarsi, prima ancora della composizione e del momento. Viene menzionato il corso Masterfash come strumento per acquisire competenze tecniche sull'uso del flash.

3° Comandamento: La composizione si fa in camera

Il terzo comandamento afferma che la composizione deve essere curata in fase di scatto e non demandata alla post-produzione. Si critica l'abitudine di ritagliare eccessivamente le foto, incentivata dalle case produttrici e dall'uso di ottiche tuttofare. Si sottolinea che l'attitudine mentale del fotografo deve essere quella di concentrarsi sull'inquadratura e sulla composizione al momento dello scatto, limitando al minimo gli interventi successivi. Si critica l'uso eccessivo del 35mm come focale unica, trascurando le opportunità creative offerte dai teleobiettivi, sia nel ritratto che nel paesaggio.

4° Comandamento: Lo sfondo è metà della fotografia

Il quarto comandamento evidenzia l'importanza dello sfondo come elemento fondamentale della fotografia, spesso trascurato dai fotografi amatoriali. Si sottolinea che lo sfondo non deve distrarre o contrastare con il soggetto, ma deve integrarsi armoniosamente e contribuire a raccontare la storia. Si cita l'esperienza dei workshop, dove spesso si riscontrano sfondi inadatti o caotici. Si invita a considerare lo sfondo come un "altro soggetto" e a dedicargli la stessa attenzione riservata al soggetto principale.

5° Comandamento: Prima di aggiungere, togli

Il quinto comandamento invita a semplificare l'inquadratura, eliminando gli elementi superflui e concentrandosi sull'essenziale. Si critica la tendenza a "buttare tutto dentro", tipica di chi utilizza smartphone o ottiche grandangolari. Si suggerisce di ispirarsi ai fotografi del National Geographic degli anni '60 e '70, maestri nell'arte della sottrazione. Si sottolinea che il processo sottrattivo è uno dei più importanti per un fotografo evoluto.

6° Comandamento: Il soggetto viene prima della tecnica, ma la tecnica è al servizio del soggetto

Il sesto comandamento afferma che il soggetto è l'elemento chiave della fotografia, ma la tecnica è fondamentale per valorizzarlo e comunicare un'idea. Si critica l'atteggiamento di chi trascura la tecnica, affidandosi esclusivamente all'automatismo della macchina o alla post-produzione. Si sottolinea che la tecnica, compreso l'uso della luce e della profondità di campo, deve essere al servizio del soggetto e dell'intenzione del fotografo. Si consiglia di utilizzare una reflex datata come "palestra" per affinare le proprie competenze tecniche.

7° Comandamento: Scatta in RAW come se fosse un JPEG

Il settimo comandamento invita a scattare in RAW, ma con la stessa cura e attenzione che si dedicherebbe a un JPEG. Si sottolinea che la post-produzione è importante per sviluppare l'idea, ma il grosso del lavoro deve essere fatto al momento dello scatto. Si critica l'atteggiamento di chi demanda alla post-produzione la correzione di errori o la compensazione di carenze in fase di scatto. Si invita a ragionare da fotografi dietro al mirino, e non da post-produttori davanti al monitor.

8° Comandamento: La post-produzione rifinisce e non salva

L'ottavo comandamento è strettamente legato al precedente e ribadisce che la post-produzione serve per rifinire e sviluppare l'idea, non per salvare uno scatto venuto male. Si critica l'abitudine di convertire una foto a colori in bianco e nero per mascherare problemi di esposizione o composizione. Si sottolinea che la post-produzione si fa anche in camera, ad esempio personalizzando i profili colore (come nel caso delle "ricette" Fuji). L'importante è cercare di fare il massimo possibile dietro al mirino, ragionando da fotografi.

9° Comandamento: 10 foto mediocri non fanno una storia

Il nono comandamento sottolinea l'importanza della selezione delle foto. Si invita ad essere cinici e spietati nel scartare gli scatti mediocri, anche se si è affezionati ad essi. Si evidenzia come la capacità di individuare le foto che funzionano cresca con l'esperienza. Si critica l'abitudine di presentare portfolio composti da 10 foto che, singolarmente, non hanno forza. Ogni foto deve funzionare anche da sola, per poi rafforzarsi nell'insieme del servizio. Si consiglia di non riguardare subito le immagini dopo lo scatto, ma di farle "decantare" per guadagnare obiettività.

10° Comandamento: Stampa, il fotografo tramanda

Il decimo comandamento, considerato quasi il più importante, afferma che il fine ultimo del fotografo è quello di stampare le proprie opere e tramandarle. Si critica la "polvere digitale" e la precarietà dei file conservati su cloud o hard disk. Si sottolinea il valore tattile ed emotivo della stampa, paragonandola alla lettura di un libro su carta. Si invita a fotografare i propri cari e a stampare i ritratti, creando un patrimonio affettivo duraturo. Si evidenzia come la stampa insegni ad essere selettivi e a dare il giusto peso alle foto. Si conclude invitando a non essere bulimici di scatti, ma a concentrarsi sulla realizzazione di poche foto valide e a stamparle.

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Trascrizione

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0:01 Esponi bene, Pronobis, >> scatta bene Pronobis, postroduci bene Pronobis, >> nel nome della luce, del sensore e del santo R. Amen. >> Amen. >> Allora, abbiamo inizionato a mettere a posto tutto. Eh, ho messo a posto il rosario, le ostie tutto. Perfetto. Roberto invenzioni Chirighetto, ragazzi, cioè >> Sì, mi raccomando, domenica prossima vi aspettiamo tutti alla funzione. [risate] Eh, >> alla funzione. ricordatevi sempre il Rosario la sera >> e la macchina fotografica >> e la macchina fotografica e soprattutto di portare a memoria i 10 comamenti del fotografo. >> Assolutamente. E poi e poi alla mattina c'è lui, il pomeriggio ci sono io, c'è

0:48 la confessione, ragazzi, perché sennò non vi diamo l'obiettivo, no? >> Sì. Adesso siamo stati già ingaggiati da Radio Maria. Assolutamente. Ogni per tutto il mondo dei >> anche perché raccogliamo dei nuovi fedeli in questo modo. >> Esatto. Esatto. Questo il verbo. >> Il verbo. >> In principio c'era il verbo, per noi in principio c'era la luce. Allora, a parte tutto, eh, vbè, questa è una chicca. Allora, a parte tutto, ricordiamo in tanti i nostri amici, prima di tutti iscrivetevi, altrimenti verrete puniti. Non non dal dall'immenso perché lui non punisce, però da Satana. Quindi occhio perché eh bisogna stare in campania per sta roba qui. >> Assolutamente. Ma non se ne parla neanche, non entra neanche più in chiesa. Ma >> cioè veramente vedete non non verranno assolti e questa è la cosa grave. Comunque per andiamo avanti, senò qua

1:35 andiamo avanti mezz'ora su sta cosa. Quindi iscrivetevi al canale, spuntate la campanellina, mi raccomando, mettete un like. Obiettivo almeno 500 like, altrimenti ragazzi purtroppo la macumba incomberà su tutti noi. A parte gli scherzi, l'altra cosa in descrizione i link ai nostri video corsi che potete scaricare, anzi dovete scaricare sul vostro computer, quindi l'avrete senza limiti di tempo. E poi importante, andate sul nostro sito fotografiafineart.it, it state vedendo il link in questo momento, lì vi andate a iscrivere alla mail in list perché ci sono arrivate, tra virgolette, diciamo, delle lamentelle sul fatto che abbiamo pubblicato i nuovi workshop e dice "Ma dopo due ore sono andati esauriti, ragazzi". Cioè l'avevamo detto che noi avremmo dato cioè prelazione diciamo a

2:21 coloro che fossero iscritti alla milisti una cosa automatica, no? Se sei iscritto ti arriva la vita >> e sì. Quindi il consiglio, insomma, è questo. Va bene un po' per scusarci. Detto questo, allora riflessione, noi abbiamo iniziato un po' scherzando, anche per sdrammatizzare un po' il periodo che di certo non è felice. Ormai va avanti da un bel po' di annetti, devo dire la verità. >> È inutile pensarci. >> E parliamo però di un argomento, Roberto, importante, perché spiega un po' com'è nata l'idea eh di questa chiave. sostanzialmente parlando un po' eh su con altri fotografi, diciamo tra virgolette un po' di vecchia scuola o comunque sia fotografi che fotografa da tanto tempo, professionista eccetera, ragionavamo sul fatto che si vede chi eh diciamo pensa

3:07 da fotografo e chi non pensa da fotografo, cioè chi ha l'attitudine da fotografo e chi invece è semplicemente un Esatto. un po' uno scattatore seriano, non so non so come definirlo. E quindi abbiamo detto "Ok, ma quali sono gli elementi che caratterizzano il fotografo che ragiona da fotografo, no?" E e che poi è il motivo per cui sempre più spesso, ma magari su questo ci facciamo una riflessione a parte, sennò diventa troppo lungo il video, >> stiamo vedendo sempre più brutte foto, cioè >> un decadimento, >> un decadimento. Non so se anche voi siete d'accordo, se vi interessa sto argomento, ci facciamo, ripeto, una riflessione. Stiamo notando. >> Beh, ma d'accordo no, la facciamo lo stesso. Quindi, >> infatti, proprio democrazia. Quindi abbiamo visto praticamente negli anni,

3:53 devo dire negli ultimi soprattutto 6-7 anni, 5 anni, diciamo, forse il Covid ha barbarito, insomma, tutto quello che sta succedendo post Covid, un decadimento della qualità generale delle immagini e non è casuale, secondo noi. Allora, abbiamo detto proviamo a buttare giù una sorta di comandamenti, cioè quali sono in qualche modo i principi, l'attitudine, il modo di porsi del di quei fotografi che guarda caso poi ottengono i risultati migliori perché ragionano in modo un pochino diverso. Allora, cominciamo dal primo >> cominciamo dal primo comando. >> Il primo comandamento. Il fotografo vede ciò che gli altri non vedono. Sapete, se seguite la nostra nostro canale, avete la magnifica ossessione e sapete benissimo che noi l'abbiamo ripetuto in tante occasioni, la caratteristica del fotografo è di vedere quello che gli

4:39 altri non vedono. Per due ragioni, Roberto, lo spieghiamo. Uno è perché il fotografo deve essere una persona curiosa, una persona empatica, una persona che si fa delle domande un po' su quello che vede, ok? Quindi ha uno sguardo un pochino più profondo o quantomeno ha uno sguardo, diciamo, antropologico. Ma poi cosa importante è la previsualizzazione, cioè vedere come vede la fotocamera, perché i nostri occhi sapete che vedono in un modo, la fotocamera ovviamente vede in modo diverso, quindi laddove una persona vede semplicemente una certa situazione luminosa, il fotografo ci vede tutto un gioco di chiaroscuri perché sa come, ad esempio, sa come appunto eh è la gamma dinamica del del suo sensore, sa come reagisce praticamente la la fotocamera e

5:25 quindi sfrutta le occasioni, ad esempio, di luce per giocare appunto con gli elementi che trova davanti a sé. >> È un po' come eh ogni tanto lo la butto lì, è fotografare senza fotografare, nel senso avere quella visione della scena e ragionare a livello già come se avessi la macchina fotografica in mano, quindi interpretare tutto quello che diceva Damiano in maniera attiva. Assolutamente. L'altra volta abbiamo fatto la masterclass con su ritratto con Massimo D'Angelo, è stata bellissima. Anzi, ringraziamo tutti avete onestamente parlavamo con Massimo, c avete commosso, ne parlavamo dopo che insomma molti di voi si concluso, quindi siamo rimasti noi tre e devo dire che insomma anche Massimo è rimasto molto colpito perché intanto sempre persone,

6:10 Roberto di di livello, persone profonde, quindi >> propositive eccetera e poi proprio Massimo diceva imparate a osservare un particolar modo la luce anche quando siete magari dal dentista, siete dal medico. >> Bene, c ha scritto ci ha scritto un messaggio un partecipante, ciao Gabriele, in cui ha detto "Sono stato talmente influenzato da queste visioni diverse di valutare la luce, ero in ufficio il mattino dopo, è entrata una mia collega, li ho guardati in viso per vedere come gli cadeva la luce". >> Bravo. Ecco, esatto. >> Quindi >> per dire, quindi il secondo principio, appunto, in principio c'era la luce. M >> Allora ragazzi, che piace oppure no, cioè io c'ho fatto già una riflessione

6:56 fotografica. Ho detto la farina sta al fornaio come la luce sta al fotografo. No, io sono le massime, [risate] cioè le mie massime famose, >> cioè senza farina il fornaio. >> Eh sì, cioè il far il fornaio deve saper gestire appunto gli elementi chiave, uno dell'elemento chiave ovviamente l'acqua, il lievito e la farina. Per noi fotografi l'elemento chiave è la luce. Purtroppo questa cosa che sembra banale in realtà si sta dimenticando. >> Diciamo che l'hanno banalizzata. >> L'hanno banalizzata. Ma sai si sta secondo me Roberto dimenticando perché oggi le fotocamere grazie a gli invarianza, tutta una serie di cose sparati perché il buon Massimo D'Angelo raccontava che aveva due sensibilità ASA 64 e 160. Punto.

7:42 >> Esatto. E ci ha fatto praticamente una c >> Poi ci mettiamo anche adesso la moda, no? Bisogna fotografare luce ambiente perché devi cogliere, cioè non gliene frega più niente la luce. Loro si scatta comunque e e dopo escono delle vè puntini. Sono in chiesa, non posso dire quello che penso, mi raccomando, viene scomunicato da nostro Papa Santissimo. Quindi ehm è importante, ragazzi, torniamo a vedere ed usare la luce. Prima di tutto c'è la luce, poi la composizione, poi il momento. Questi sono gli elementi fondamentali su cui concentrarsi. La luce è veramente importante e questo implica anche saper usare la luce ausiliaria come la luce fissa, cioè insomma diciamo continua,

8:29 oppure i flash. Questa cosa io sempre più spesso vedo che persone neanche quando facciamo le consulenze, Roberto neanche si pongono l' il problema di avere magari un flash. Noi lo diciamo dalla vita. Magari ce l'hanno, ce l'hanno nella borsa, nell'armadio. >> Sì, ma ma guarda, ma neanche ormai io sempre più spesso, proprio negli ultimi anni, i ragazzi più giovani, diciamo, che fanno le consulenze proprio neanche si parlano del del corredo. Io gli dico "Ma il flash l'ha valutato?" Ah, no, no, no, sinceramente no, sanno mi piace. Ma ragazzi, cioè la luce ausiliaria, saper utilizzare la luce ausiliaria, ripeto, continua o il flash che è fantastico, che è portabile, è piccolino, eh, >> sì, specialmente al giorno d'oggi, cioè rispetto a quelli di una volta, cioè >> Esatto. Esatto. Lo puoi eh lo puoi portare sempre con te, puoi gestire la

9:15 luce anche sotto al sole perché ha voglia led sotto al sole che gestisci, insomma, no? Quindi è uno strumento veramente importante. Non è un caso, ma non è una forma di di di propaganda di vendita che stiamo facendo. A casa abbiamo fatto un corso Masterfash perché ci siamo resi conto tutti i corsi, in realtà Roby, specifichiamo sempre, noi abbiamo fatto tutta una serie di corsi per creare quel background di competenze tecniche e anche mentali che ti permettono poi di approfondire i vari generi, ti permettono di convertire in foto un'idea, no? dal punto di vista tecnico e il flash è importante, quindi non dico che dovete tornare o essere degli strobisti, come si dice, insomma, un po' tecnicamente, significa che la luce è l'elemento primario, cioè la luce

10:02 è quello che fa fare il salto di qualità alle proprie fotografie. Ovviamente non è l'unico elemento, ma è un elemento primario. Per questo abbiamo detto in principio c'era la luce, nel senso che è il verbo di noi fotografi. Altra cosa, altra diciamo attitudine mentale, Roberto, se sei d'accordo, dillo tu, la composizione. >> La composizione si fa in camera >> e non dopo, >> non in camera da letto. Eh [risate] >> beh, anche quelle sono composizioni artistiche. Allora, anche quello eh è un'altra cosa che noi notiamo, cioè ragazzi, noi abbiamo scritto queste cose perché con Roberto ci siamo messi proprio carta e penna >> e pensando a vabbè abbiamo la fortuna di stare a contatto con tanti fotografi con la F maiuscola e >> oltre ai workshop >> oltre i workshop eccetera e ci siamo

10:48 messi lì e abbiamo detto ok cosa fa quello che guarda caso ottiene certi risultati qual è il modo di ragionare e cosa non fanno quelli che non ottengono certi risultati no però abbiamo scritto nero su bianco adesso Adesso vi stiamo facendo vedere le slide, ma insomma l'abbiamo solo messo graficamente. E in effetti quello che abbiamo notato è che i fotografi che ragionano da fotografi non è che sono dei talebani per cui non si può ritagliare. Certo, si faceva anche in analogico, insomma, no? Ma si fa si fa si >> fa. Ma l'attitudine mentale è che io sono così concentrato sul sulla composizione, no, sull'inquadratura che poi in post produzione al massimo devo correggere un po' le linee perché magari nonare un po' >> raddrizzare un po' l'orizzonte se per caso dovesse capitare oppure fare un

11:34 piccolo ritaglio perché magari non avevi l'ottica proprio giusta, eri un pochino corto >> oppure puntini non vedevi bene nel mirino >> oppure è così può succedere non ha un mirino eccezionale, quindi alcune cose non le hai viste, quindi per l'amor del Cioè, non dobbiamo essere eh come dire troppo troppo troppo ortodossi rimanendo in gergo religioso, però l'attitudine è quello di scattare bene in fase cioè di comporre bene in fase di scatto, perché una pessima abitudine sviluppata. Robby, dimmi che ne pensi. E questa cosa e questa è colpa anche delle case produttrici m >> a col 35 fai tutto. Ah, con un unico obiettivo fai tutto. >> Tanto poi croppi. >> Tanto poi croppi. Questa cosa, ragazzi, è una bip, non lo posso dire perché YouTube è diventato molto riccido. >> Un'eresia. >> È un'eresia. Bravissimo. Robin, è

12:20 un'eresia. Cioè, non si può senti, cioè, va bene. Il 35, ragazzi, è una focale. Facciamo l'esempio, il 35 o il 28. sono focali per raccontare, quindi per contestualizzare. Poi ci sono, per l'amor del cielo, al autori che hanno fatto i ritratti col 35, col 28 e poveri soggetti, ma parliamo di cose molto autoriali, molto diciamo atipiche. La verità è che i telobiettivi che voi ormai non comprate più, perché la verità è questa che tanto col 50 faccio tutto. >> Sì, col 50 faccio tut al massimo l'85, no? Cioè, anche ieri ho fatto una consulenza Robby, cioè hai detto "Ma scusa un 85 ti piacciono i ritratti?" Sì, ma cioè c'ho un intervivo. >> Vabbè, la masterclass con Massimo una

13:07 marea di 85 tutti 85 ragazzi 85 proprio l'obiettivo di ingresso nel mondo della retrattistica fatta in un certo modo. A parte la ritrattistica, cioè i teleobiettivi offrono delle opportunità creative anche nel paesaggio stratosferiche, così come il ormai no, tu non puoi fotografare col teu telobiettivo in strada perché ti devi far vedere, devi essere visibile, ti devi avvicinare. Certo, va bene, è giusto in linea generale, ma sapete quanti fotografi del National Geographic hanno utilizzato i telobiettivi e hanno tra virgolette colto, rubato, diciamo così, ma insomma colto la spontaneità di soggetti senza che il soggetto lo vedesse perché è proprio un elemento, è

13:53 un'opportunità creativa che ti offre il obiettivo. Questo non vuol dire che deve essere l'alibi per non imparare ad avvicinarti al soggetto, ma ogni ottica ha un suo strumento, quindi utilizzare 50 mm come se fosse un 200 mm solo perché hai 100 megapixel, questa cosa non è ragionare da fotografo, cioè ogni cosa ha il suo utilizzo. Cioè il pappagallo serve per certi tipi di azione, no, di non dico il pappagallo uccello, intendo dire la chiave. Ah, no, pensavo quello per >> Ah, no, per il letto. [risate] No, >> no, perché ormai io lo uso, ragazzi. Comunque, >> esatto. Insomma, e quindi ogni ogni Avete capito, dai, andiamo avanti. [risate] Il quarto comandamento. Quarto comandamento, lo sfondo è metà della fotografia. >> Eh, sì,

14:38 >> questa è una cosa veramente importante. >> E ci si dà, come si dice a Parma, di tacco. In tanti ci si dà di tacco. >> Sì. Cioè, noi lo vediamo anche l'ultimo >> Ma anche nella ritrattistica. >> Bravo. Proprio nell'ultimo workshop. C'è stata una parte pratica. Ciao ciao sfondo. Cioè proprio >> sì c'era di tutto. >> Non solo sfondi che distraggono, ma anche sfondi che non funzionano col soggetto, dove non so metti un soggetto che c'ha i capelli neri su uno sfondo nero, cioè si impasta tutto e cioè ma non poi ha voglia a fare maschera selettiva schiarisci il soggetto, cioè non è questo il modo di ragionare. Anche perché poi tantissimi fotografi amatoriali quando fotografano qualcosa sono concentrati solo su quel qualcosa e intorno è come se ci fosse Neb. >> Esatto. È il famoso imbuto mentale. Tu guardi il soggetto. Invece i fotografi

15:25 che ragionano fotografo, anche quelli sportivi. Sapete quante volte abamo abbiamo parlato con fotografi sportivi che ci dicono io guardo subito il cartellone con le cicette perché magari so già che quella foto la vendo a quello sponsoro, no? per fare un esempio, in questo caso commerciale, ma a livello fotografico lo sfondo è fondamentale, cioè è l'altro soggetto, come si suol dire, no? Cioè quantomeno vale metà della fotografia. Altro attitudine mentale tipica del fotografo maturo è prima di aggiungere togli. Eh, questa è una cosa molto importante. Tutti quanti cosa fanno? E lì sempre perché lo smartphone poi è diventata la norma per le fotocamere 28 mm 35 mm e metti dentro addirittura e ci buttan tutto dentro. Un

16:11 caos totale. Ma anche nell'ultima masterclass quando ci abbiamo diviso in gruppetti partecipanti, ci si abbiamo perso la voce a dire cerca di semplificare, cerca di togliere, cerca di togliere perché semplificando l'inquadratura la composizione viene molto più facile. È chiaro? Se poi vai a in livello superiore è più efficace, no? Se vai a livello un domani che sei a livello superiore e riesci puoi al limite aggiungere successivamente, ma è un passo successivo. >> Sì. Poi la solita risposta è: "Ma Alex Web metteva tanta roba foto?" Ma Alex Web, >> primo, Alex Web è un suo stile, ma al di là di quello, ragazzi, anche Alex Web seguiva un po' lo stesso principio, cioè tutto ciò che è all'interno del fotogramma, il concetto è questo, serve,

16:58 cioè ha una funzione. È come e noi facciamo sempre la metà però Roby dell'impiattamento, cioè non è che cioè se tu metti troppa roba nel piatto e il Bruno Barbieri direbbe fai mappazzone, no? Comunque a prescindere quello è brutto a vedersi, c'è troppa roba ed è anche poco elegante, quindi bisogna pulire, togliere, andare all'essenziale se quello che mette nella foto è quello che realmente serve. Ragazzi, io vi faccio un invito, compratevi su eBay, le trovate le riviste. Noi abbiamo fatto un video sul National Geographic degli anni 60, gli anni 70. Sono dei manuali di fotografia quando i fotografi c'avevano due balle che aravano i campi. Ok. Ah, >> figliolo. >> No, scusami, adesso quanti Ave Maria,

17:44 devo dire adesso? >> 15. >> 15 Ave Maria. E dopo mi toccherà fare questa penitenza, questo atto di pentimento. Comunque avevano questa grande spessore, diciamo, corporeo che permetteva di arare e moltiplicare i pani, i pesci e frum, insomma. Vabbè. e le foto. Quindi adesso a parte le battute, guardate i fotografi di un tempo, guardate le fotografie di Mauro Galligani e o Giorgio Lotti, ripeto, io cito sempre loro due perché sono due grandi esempi di foto giornalisti italiani e vedrete che nella foto c'è solo quello che serve, no? Parliamo tra l'altro lì di fotogornalismo dove la costruzione segue una logica eh ben ben precisa, una logica espressiva, comunicativa e se vogliamo anche dialettica

18:30 ben precisa. Quindi impariamo, togliamo più di aggiungere. Ok? Questo è un'attitudine. Il processo sottrattivo è uno dei processi più importanti che il fotografo evoluto deve acquisire. Andiamo al sesto comandamento. >> Sì. >> Ok. Allora, facciamo vedere la slide. Il soggetto viene prima della tecnica, ma tecnica è servizio del soggetto. Ma la tecnica è servizio del soggetto. Cioè, cosa significa? Che il soggetto ovviamente è l'elemento chiave. Cioè, non dobbiamo eh diventare fissati con la tecnica fotografica al punto tale da mettere prima del soggetto. Il soggetto, >> scusa Damiano, il soggetto ci vuole sempre nell'immagine, eh è importante che ci sia un soggetto. Eh >> sì, un soggetto, un punto di interesse chiaro su cui l'occhio, insomma, si capisce perché hai scattato la foto, ma

19:17 la tecnica è al servizio del soggetto e del fotografo. Ok, ragazzi, quindi questa cosa è molto importante, cioè noi vediamo soprattutto i ragazzi giovani, la tecnica non gli interessa. >> No, tanto fa la macchina. >> Tanto fa la macchina, sì, ma tanto poi dopo faccio produzione, >> no? La tecnica fotografica ti serve perché ti permette di convertire in immagini, in linguaggio visivo, un'idea. Va bene? Non è il fine, ma la tecnica è importante e alla base della tecnica c'è anche l'uso della luce di cui abbiamo parlato prima. La profondità di campo che ha un senso, non è admino. 16 Ave Maria, siamo a 16 >> facciamo 20 >> 20 fig andare a finire la chiacchiera >> praticamente passa la giornata. E allora

20:04 quindi in sostanza, ragazzi, avete capito, mi raccomando, ritornate a studiarvi la tecnica. Un ottimo consiglio vi posso dare. Prendetevi non come unico mezzo, ma come uno strumento, diciamo, una sorta di di palestra. Prendetevi una reflex tipo una Canon 5D, una Nikon di 700, un Olympus E1. No, quello che fa voi. >> Lo sap lo sapevo che tirava in mano la reflex >> perché è sbagliata sta roba. >> No, no, è giusta, >> eh. Cioè, secondo me, Roby, intanto il mirino ottico ti aiuta a capire l'esposizione, a previsualizzare, ma soprattutto non c'avete i sensori super invarianti, non c'avete 100 megapixel, non c'avete tutte quelle cose che si sa, l'acqua prende sempre la strada più breve, no? Quindi è normale questa cosa qui. Quindi ogni tanto avete la vostra

20:50 Super Sony, Super Canon, Super Nikon. Va bene quello che vi pare, però compratevi senza spendere tanti soldi. Ragazzi, è sufficiente una una fotocamera da €350 reflex, ci mettete un paio di obiettivi e ogni tanto fotografate con quella macchina perché vi serve anche come cartina tornasole per capire dove siete tecnicamente e metteteci anche il flash. Quindi fatevi un piccolo sistema, diciamo, di allenamento, la piccola palestra del fotografo, no? È carina sta cosa. La parenza del fotografo. >> Sì, sì. >> Va bene. Allora, altra principio. Siamo al settimo comandamento. Attenzione, scatta in raw come se fosse un JPEG. Ora cerchiamo di specificare questa cosa. >> Sì, sì. Perché chiariamo un po' quelle quei due o tre punti importanti, no? Allora, prima di tutto mh noi non siamo

21:35 quei talibani che dicono non si può post produrre file no >> assolutamente. Anzi, guardate il corso dallo scatto alla stampa Finar dove la post produzione è parte fondamentale di tutto il processo. >> Certo. Quindi la, diciamo, lo sviluppo è importante perché ti permette appunto di sviluppare l'idea che hai avuto in fase di scatto, però il grosso del lavoro, il fotografo che ragiona da fotografo, lo fa al momento dello scatto. Se tu sei un fotografo, il lavoro lo fai dietro al mirino, non lo fai dietro a un monitor, perché se il grosso lavoro lo fai dietro al monitor, sei un fotografo >> e sei un post produttore, cioè che è una cosa diversa, sei uno stampatore, eccetera, >> quindi va benissimo la fase di sviluppo. Prendiamo il compianto. Iodice diceva

22:21 sempre, io parto da un'idea in fase di scatto, ho già la mia la mia immagine, cerco di fare tutti quegli artifici possibile in fase di scatto per >> per avvicinarmi all'idea. Poi so già che in Camero oscura dovrò fare una serie di interventi per poter completare la mia opera. Ora, al di là del fatto che Iodice spesso faceva lavori di tipo artistico, autoriale, per cui diciamo già c'è un'elasticità maggiore, ma al di là di quello però lavorava soprattutto in fase di scatto. Quindi, che cosa significa? Scatta il Rog come se fosse un JPEG? Cioè, non fare la classica frase, "Eh, ma tanto poi in post produzione lo >> tipo il bilanciamento del bianco, una delle prime cose, >> bilanciamento del bianco oppure semplicemente devi aggiungere una luce perché ti serve per compensare le ombra." Eh, ma poi in post produzione

23:07 tiro su, no? Se vuoi ragion >> tiri su oppure devi mettere e invece è diverso no? >> Esatto. E quindi sostanzialmente ragazzi in questo modo cosa succede? Succede che non ragionate più da fotografo, ragionate da posto >> e poi perdete ore e giorni davanti al computer. >> Sì. E non non crescete, eh, perché rimanete diventate molto bravi col computer, ma siete pessimi davanti alla macchina, dietro la macchina. Poi i risultati sono pessimi. Punto. >> L'ottavo comandamento è, diciamo, legato al precedente. La post produzione rifinisce e non salva. È appunto quello che dicevamo noi, cioè la post produzione serve per sviluppare l'idea, non per salvare uno scatto venuto male. >> Il classico esempio, faccio la foto a colori. Aspetta che la provi in bianco e

23:53 nero. Come va? Questo è l'esempio lampante esempio perché a colori magari non funziona, allora metto in bianco e nero eccetera, no? Cioè si lavora in fase di scatto, si ragiona come se avessimo un JPEG e poi la post produzione che è importantissima, attenzione, poi la post produzione si fa anche in camera, eh, perché ad esempio chi ha Fuji per fare uno dei marchi che ci ha fatto cos'è? Non dovevo dirlo, >> casualmente, >> e che ha San Fuji, ehm, che ci ha fatto, insomma, sulle le ricette, no? Insomma, la possibilità di personalizzare i profili colore, quelle pellicole, eccetera. Quello è post produzione al lato pratico, eh, ragazzi. Cioè non è che la postizione è solo davanti al computer, ma la cosa importante è sempre di cercare di fare il massimo possibile dietro al mirino, quindi ragionando da

24:38 fotografi, puntando sulla luce e sulla composizione e poi in post produzione facciamo tutto ciò che serve per poter avvicinarci all'idea che avevamo in mente. Il nono comandamento. Attenzione, siamo quasi alla fine di questa, diciamo, oratoria, eh, di questa di questa fase di propiziatoria per un nuovo un nuovo una nuova ricoperta, >> nuovo un nuovo inizio, >> un nuovo inizio, un nuovo incontro. Allora, 10 foto mediocri non fanno una storia, ok? Perché abbiamo messo questo ragionamento? Perché la scelta delle foto è fondamentale. >> La scelta delle foto è fondamentale. Noi abbiamo visto come come si scatta. Abbiamo visto che la post produzione segue quello che si è fatto in fase di

25:24 scatto, ma poi bisogna scegliere le foto, quindi bisogna essere piuttosto cinici nel lasciare molto Esatto. Molto cic perché ognuno tratta le proprie foto tutte, che sian 10 che sian 10.000 come figli e invece no, non bisogna aver pietà, essere obiettivi. >> Es questo proprio religioso questo, senza non aver pietà dei propri figli. Se vi ricordate Cristo sulla scalinata ha mandato via i mercanti in malo modo è la stessa cosa. Voi dovete mandar via le foto mediocri senza pietà. >> Esatto. Quindi le foto mercantili, mercantissime, mer insomma le foto schifose dovete toglierle. Allora, a parte le battute, eh, l'editingà verità. Sì, la parte di editing e di selezione è veramente un lavoro incredibilmente

26:09 difficile, sia per ragioni affettive, come diceva Roberto, ma anche perché eh più cresci fotograficamente, più sai individuare le foto che funzionano. È la cosa che spesso colpisce quando magari ad esempio facciamo le consulenze, soprattutto con chi ti fotografa da poco, le foto che hanno scelto loro io quasi sempre le scarto, poi seleziono le foto che loro avevano scartato perché perché hanno una visione magari ancora un po' elementare della composizione della fotografia e perché di fatto la foto non sta in piedi e tante volte ci dicono "No, vabbè, ma su 10 foto nell'insieme è classico nei circoli, no? Cioè il portfolio 10 foto che sostanzialmente cioè come direi singolarmente magari non funzionano, no? Ogni foto deve funzionare anche singolarmente, quindi

26:56 ogni foto deve avere la sua forza. È normale che poi nell'insieme del servizio, nell'insieme del portfolio, l'una rinforza l'altra. Ma questo è un altro ragionamento. Eh, >> ma questo è un altro ragionamento che si può volendo fare, >> ma rimane il fatto che la foto deve singolarmente deve funzionare, quindi non pensate di pensarla mettendo tante foto così alla fin fine fine. No, diciamo, hai visto? Ho fatto un bel lavoro. >> Scusa, posso dire una cosa? Quando scattate, poi non riguardate subito le immagini perché siete ancora un po' in transfico, fatele decantare un po', staccate un po' magari due o tre giorni, anche una settimana e poi riguardateli. L'obiettività ne guadagna sicuramente. Assolutamente d'accordo e chiaramente la fase di selezione delle foto è

27:42 ovviamente vincolata anche all'idea che avete, no? Perché più è chiara, più c'è chiarezza sul perché state fotografando e più la selezione segue una logica ben precisa. E tenete conto che le foto, le buone foto raramente dicono tutto. Le buone foto dicono abbastanza, ma non tutto, lasciano comunque un punto di sospensione. Ok, ma su questo se ne può parlare in altre riflessioni. L'ultimo comandamento, per me, non dico il più importante, ma quasi >> sì, l'avrebbe messo il numero uno, però non poteva la luce, quindi però però diciamo che eh chiude il cerchio con la stampa il fotografo tramanda. Noi, lo sapete, la nostra scuola di pensiero è che la stampa è maestra, cioè il fine

28:28 ultimo del fotografo è quello di creare un'opera, di creare qualcosa di prezioso. E sinceramente, Roberto, quante volte tu vedi una foto a monitor, si bella, poi se la stampi, la metti in cornice >> e poi abbiamo fatto del dei video, delle chiacchiere dedicate. La polvere digitale è la cosa peggiore che c'è in questo momento, no? E sono i file che rimangono. >> Voi avete magari tutto nel cloud, nell'hard disk. Un cloud il bel giorno viene cancellato, gli hard disk si polverizzano, ma poi la carta invece è importante e c'è il gusto di vedere una stampa. Ma quanti di voi, e tanti li sento dire, no, avete l'iPad, avete lo smartphone, ma quanto è più bello leggere per dire un libro sulla carta rispetto a guardare uno schermo? È

29:14 tutta un'altra sensazione tattile anche un gusto diverso. educativo per il discorso che tu ragioni a avere un portfoglio e a sviluppare delle opere. >> E poi è anche, diciamo, un senso di responsabilità perché questo è un po' un brutto vizio di di tutti i fotoamatamatori, tutti gli appassionati di fotografia, vanno a cercare, no, il paesaggio super figo, la foto di street superfiga e poi non hanno mai fatto un ritratto ai propri genitori, ai propri cari e così via, no? O >> i figli >> o i figli e così via. E magari se l'hanno fatto non hanno mai stampato praticamente nulla, eh? >> Oppure ancora più brutto, lo guardano sul cellulare. >> Lo guardo sul cellulare. Poi quando ti sbrutta nel cellulare hai perso di storia. Quindi >> noi fotografi, ragazzi, che ci piacce o no, il fotografo eh cioè produce delle

30:01 stampe, così come il pittore produce delle tele e delle opere. Cioè noi comunque proprio intrinsecamente la fotografia è legata alla stampa, il che non vuol dire attenzione che uno non possa godere fruire degli strumenti moderni, gli padone per l'amor del cielo, >> oppure stampare tutte le foto che fa, quelle che meritano. >> Anzi, anzi bisogna lì si ti insegna la stampa in maestra, lo spieghiamo, perché ti insegna a essere super selettivo, no? cioè a dare il peso giusto alle foto che ha realizzato, un peso che può essere di tipo eh diciamo espressivo, estetico, oppure un peso che può essere di tipo affettivo. Esatto. Quindi >> affettivamente e poi scusa Damiano, anche sapendo che alla fine devi stampare ti insegna anche a tutto il processo precedente, quindi per quello

30:46 che è l'esposizione, per quella che è la composizione, pensando già poi qual è il progetto finale, no? Esatto. Quindi tu parti eh pensando alla fine, cioè io devo produrre, tante volte, l'ho spiegato eh nei vari video anche nel corso dello scatta alla stampa, cioè esco con l'idea, boh, vado a fare un'uscita fotografica, magari non porto a casa nulla, perché questo fa parte anche dell'atteggiamento del fotografo. Se non c'è nulla, non c'è nulla, noi dobbiamo per forza forzare la cosa e poi metterci il filtro magico in post produzione che tanto non serve quella roba lì. Quindi esco, se riesco a portare a casa una stampa, cioè una foto che merita di essere stampata, magari in A2, in 60-40, >> la giornata è stata positiva. >> È stata positiva, ho fatto bingo. Questo lo diciamo anche nei workshop che le persone si aspettano sempre di portare a

31:31 casa 600 foto su strade strafighe. Ragazzi, il il fotografo ehm cioè deve vivere di un po' di privazione, cioè quando ti capita quella una due foto veramente valide, beh, puoi baciarti i gomiti. Pensate ai maestri della fotografia, questi, cioè, campavano e vivevano dalla mattina alla sera con la macchina al collo. Quante foto realmente hanno pubblicato nei libri? Un 10%, forse anche meno, no? Quindi cerchiamo di non essere bulimici e usciamo, facciamo una foto, due foto, beh, quelle due foto stampiamole. Questo ci dà anche il senso di responsabilità e ci anche verso gli altri, quindi verso ciò che coloro che abbiamo fotografato o le cose che

32:17 abbiamo fotografato, ma anche verso noi stessi perché devi pagare la stampa e quindi impari a essere un pochino più eh come dire centrato, no, nel processo. Quindi la stampa è maestra e soprattutto le stampe si tramandano perché altrimenti, come diceva Roberto, è polvere digitale, è qualcosa che prima o poi i ragazzi si perdono, cioè proprio è sicuro, è matematico, è veramente qualcosa che poi fa veramente male, soprattutto quando in quella polvere c'erano i sentimenti, c'erano le persone importanti. Quindi questo sono un po' i 10 comandamenti che avete capito, sono anche degli stimoli mentali per migliorare le nostre fotografie. Fateci sapere cosa ne pensate voi, se aggiungereste un 11º, un 12º comandamento, se cambiereste qualcosa e

33:02 quale tra questi, insomma, vi ha colpito di più perché sentite magari il punto su cui dovete lavorare maggiormente, lo sapete, i commenti sono importanti perché ci aiutano a capire, insomma, anche con con chi abbiamo a che fare, con le persone che ci seguono, tra l'altro più delle volte fanno commenti veramente eh positivi e costruttivi, quindi lasciate un vostro commento, ragazzi. Abbiamo detto 500 amen sono i like, mi raccomando. Io ne fermo a 20. Allora, Ave Maria. >> 20 Ave Maria. Detto questo, ragazzi, andate in pace. >> Boh. Dai una benedizione Robby che ci vedo come prete. [risate] >> Ciao bell ragazzi. Al prossima. >> Ciao. Ciao.

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