Il Partenone

Breve Sommario

Il video descrive la storia, l'architettura e le trasformazioni del Partenone di Atene nel corso dei secoli. Dalla sua costruzione nel V secolo a.C. come simbolo della potenza ateniese, passando per la sua distruzione parziale nel XVII secolo e i successivi saccheggi, fino ai restauri moderni. Il video esplora anche l'originario aspetto colorato del tempio, in contrasto con l'immagine bianca che lo caratterizza oggi.

  • Costruzione e architettura del Partenone
  • Trasformazioni nel corso dei secoli
  • Saccheggi e restauri
  • Aspetto originario colorato

Distruzione e Storia del Partenone

Il 26 settembre 1687, un'esplosione scuote l'Acropoli di Atene quando il Partenone viene colpito da una palla di cannone durante un attacco della coalizione cristiana contro gli Ottomani, che avevano trasformato il tempio in un deposito di polvere da sparo nel 1476. L'esplosione provoca un incendio che dura due giorni, causando il crollo di muri, colonne e sculture. Molte delle opere superstiti vengono poi sottratte dai veneziani, segnando l'inizio di una lunga serie di spoliazioni che ne cambieranno il volto.

Architettura e Costruzione Originale

Originariamente, il Partenone era un tempio in marmo pentelico alto 14 metri, progettato dagli architetti Ictino e Callicrate e decorato da sculture coordinate da Fidia tra il 447 e il 432 a.C. Durante l'Età Classica, il Partenone simboleggiava la potenza e l'eccellenza culturale di Atene dopo le vittorie contro i Persiani. Il tempio, dedicato alla dea Atena, era un edificio octastilo periptero con 8 colonne sui lati corti e 17 su quelli lunghi, poggiante su un basamento a gradini. Le colonne doriche avevano fusti scanalati e capitelli semplici.

Struttura Interna e Decorazioni

All'interno, il Partenone era diviso in pronao, cella e opistodomo. Nella cella si trovava la statua crisoelefantina di Atena, realizzata in oro e avorio, che rappresentava la dea in armatura che porgeva la vittoria agli Ateniesi. La trabeazione esterna era decorata con 92 metope scolpite con scene mitologiche, alternate a triglifi. I frontoni triangolari raffiguravano la nascita di Atena e la disputa tra Atena e Poseidone per il possesso di Atene. Un fregio continuo in bassorilievo lungo la cella rappresentava la processione delle Panatenee.

Trasformazioni e Stato Attuale

Il Partenone fu utilizzato come tempio fino al IV secolo d.C., poi trasformato in chiesa cristiana e successivamente in moschea dai Turchi, fino alla sua parziale distruzione nel 1687. Saccheggiato da esploratori e collezionisti, molte delle sue parti originali, come le metope, sono conservate al British Museum di Londra. Oggi, il Partenone è in continuo restauro e il suo colore bianco è un'immagine iconica, anche se in origine era vivacemente colorato per sottolineare le parti architettoniche e le scene a rilievo.

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Trascrizione

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0:05 26 settembre 1687: un boato assordante scuote la collina dell'acropoli di Atene, il Partenone, il tempio più rinomato della Grecia, viene colpito da una palla di cannone. L'agguato porta la firma della coalizione cristiana in guerra contro gli Ottomani, che nel 1476 avevano conquistato Atene e che avevano trasformato il tempio in un magazzino per la polvere da sparo. Per due giorni sull'acropoli divampano le fiamme, crollano tre dei quattro muri della cella, numerose colonne e gran parte delle sculture. Tra le opere che si salvano diverse vengono sottratte dai veneziani, capofila della crociata anti turca. È solo l'inizio di una lunga serie di spoliazioni destinate a cambiare il volto del tempio.

0:53 Ma come era in origine il Partenone? Il Partenone è un grande tempio costruito interamente in marmo pentelico, alto 14 metri, con le sue forme eleganti dominava la città di Atene dalla collina sacra dell'acropoli, che fu ridisegnata completamente nel V secolo su impulso del generale ateniese Pericle. Il progetto si deve agli architetti e Ictino e Callicrate, mentre lo scultore Fidia coordinò i lavori e la realizzazione delle sculture tra il 447 e il 432 a.C. Siamo nel pieno dell'Età classica, Atene è una democrazia fiorente, da poco uscita vincitrice nelle guerre proprio contro gli atavici nemici Persiani e il Partenone è eretto a simbolo della potenza e dell'eccellenza culturale della città. Il Partenone, dedicato alla dea Atena, è un

1:45 tempio octastilo periptero a pianta rettangolare periptera, cioè caratterizzata dalla presenza di colonne su tutti e quattro i lati; 8 colonne su ciascuno dei lati corti, octastilo appunto, e 17 colonne su quelli lunghi. L'insieme poggia sul crepidòma, un alto basamento a gradini in pietra. Le colonne portano i caratteri dello stile dorico: il fusto è scanalato e poggia direttamente a terra, invece che su un apposito basamento come negli altri ordini; in alto il capitello si compone di due elementi detti echino e abaco ed è privo di ornamenti. All'interno il tempio si articola in pronao, cella e opistodomo, una stanza separata sul lato ovest. All'interno della cella, nel punto

2:33 più protetto e sacro dell'edificio, troneggiava la statua della dea Atena, protettrice della città. Secondo i racconti che ci sono pervenuti aveva dimensioni enormi ed era crisoelefantina, un termine derivato dal greco per dire chi era realizzata in oro e avorio, due materiali estremamente preziosi. La dea era rappresentata in piedi, rivestita da un'armatura, mentre porgeva gli Ateniesi la nike, cioè la vittoria. Sulle colonne esterne poggiava la trabeazione, una lunga trave orizzontale in marmo con funzione portante. Come consueto nei templi dorici era decorata da 92 riquadri in marmo, detti metope, scolpiti a rilievo con scene mitologiche, alternati a riquadri più

3:21 semplici detti triglifi. Sui lati corti i temi rappresentati erano ispirati a leggendarie battaglie che ricordano le origini del popolo greco; sul lato orientale è raffigurata la gigantomachia; sul lato nord la guerra di Troia, l'amazzonomachia sul lato occidentale e la centauromachia sul lato sud. Due frontoni triangolari completano le facciate: in quello orientale era rappresentata la nascita della dea Atena dalla testa del padre Zeus, mentre il frontone occidentale mostrava Atena e Poseidone in disputa davanti agli dei per il possesso della città di Atene. Lungo la parte superiore della cella, del pronao e dell'opistodomo correva un fregio continuo in

4:07 bassorilievo: raffigurava la processione delle panatenee, la più grande festa che si svolgeva in città in onore della dea Atena. L'edificio fu utilizzato come tempio fino al IV secolo d.C., quindi venne trasformato in chiesa cristiana. I Turchi lo riconvertirono in moschea, fino all'assedio veneziano del 1687, che lo distrusse parzialmente. Saccheggiato più volte da esploratori e collezionisti che ne portarono altrove statue e fregi, è privo di molte parti originali, come le metope conservate al British Museum di Londra, e in continuo restauro. Tra i segni più evidenti del tempo, il suo colore bianco, cifra distintiva delle vestigia classiche su cartoline, siti e dipinti. In realtà i templi greci, e il Partenone

4:56 tra questi, erano generalmente colorati con colori vivaci e contrastanti che sottolineavano l'alternanza armonica delle parti architettoniche e le scene a rilievo.

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