0:00 Comincia un altro anno di radici. Siamo in ambientale, non abbiamo i microfoni. Eh, dobbi dovete urlare urlare un po'. >> Dove siamo? >> A Pizzo Calabro. >> Ci troviamo nell'autogrill. >> È vero, >> facciamo una colazione spartana. >> Era ora e da 25 sveglio. >> Ecco qua. Allora, ho fatto la torta. >> Ho fatto la torta. Sì, >> guarda qua. >> Cassata siciliana al forno. >> Ah! >> Ah! Che spettacolo! >> Che spettacolo! Allora, uno dovrebbe prendere i tovaglioli >> e sono dove? >> Nella busta. Io intanto taglio. >> Alta pasticceria. >> Ma sicuro che l'hai fatta tu?
0:46 >> Certo che l'ho fatta io. >> È troppo perfetta sta torta. >> Lo testimonia anche i social che ho pubblicato tutto là dentro. >> Ah, vabbè. Allora, allora ci devo credere dai. >> E poi sappiamo che Pino è un bravo pasticciere. Oltre che gelataio. >> Fu gelataio. >> Eh, lo so. >> Ciccio, tieni. >> Grazie. >> Prego, ciccio. >> Meno un po' la prima. Piglia, piglia, intanto piglia. Eh, >> a me una meno. Tu sì, >> a me meno di quella. Pure con grasso. >> Non è non si tratta di ingrassare. Io già. >> Prego. Grazie. rispetto a invitante, devo dire la verità, >> una piccolina per me.
1:31 >> Va bene dai, >> una piccolina veramente. >> Dobbiamo fare l'assaggio. L'assaggio ufficiale >> a Ilaro. >> A Ilario dopo >> è quella di >> Ilario dopo a te di torta. No, vi ring >> l'ho messo già lì meno di quella >> spartane proprio. >> Ah, guarda, sono le cose migliori. Ma c'è qualche goccia di cioccolato. Esatto. >> Scaglie di cioccolato. Ricotta, poi >> ricotta. Già hai assaggiato? Sì, la vedo già. Voto veloce. Mm,
2:19 >> complimenti a chi l'ha fatta. >> Ci stanno guardando tutti. >> Dove viamo? Andiamo verso nord ancora. Abbiamo strada da fare. Non diciamo dove, però. No, >> no, >> perché è una giornata impegnativa oggi. >> Questo programma è presentato da >> Antonino Caracoglia, vendita in grosso a merito Portosalvo. >> Fabio Vitale, lo stilista italiano che firma il tuo stile dal 1994. >> Ontario Place, ristorante pizzeria a Gioiosa Ionica. Reat ADSL contrada Signano. >> Fonte del Principe, l'acqua buona per
3:04 davvero. >> Allora, siamo tornati, ma col freddo, eh insomma >> meseo di gennaio c'è una bella giornata di sole con >> Sì, oggi vincia con Radic 21º anno. >> Mamma, siamo grandi. >> E io sono vecchio già. Tu proprioate quante? >> Eh, oltre 440 4. Avevamo un conto fino all'anno scono aumentate con le buttate australiane, quindi si torna dopo l'Australia e si torna da una provincia lontana, quella di Cosenza, no? >> Cosenza. Sì. >> Siamo in un posto che >> unico. >> Sì, possiamo dirlo. C'è una unicità. Tanta storia, è vero. Tanta storia.
3:50 Anche un luogo simbolo. >> Esatto. >> Perché? Perché qui è stato costruito il più grande campo di concentramento. Di concentramento proprio qua vicino a Ferramonti. Quindi siamo dove? Ditelo voi due insieme a Carsia. >> Carsia, provincia di Cosenza. Andiamo a scoprire questo paese da qui a poco. Ma prima andiamo in sigla. Torniamo tra poco. Ma se non c'è più niente di pensare, ma se non c'è chenti di sperare, ma se non c'è più nienti di mangiare, la pitta
4:35 avanti forno senza salire. Lù sudili baruni e non potare a guardare. Pigliamo le chitarre i vastuni. Facimo festa de vol e giovi giovi e l'acquali canali e giù passa tempù e giù sta cumani e chiovi giovi e chive milento amupite e chiovi giovi e veni veni e più passa
5:22 tempo e di volimo beni. Ma non c'è mai fini. Mannagia a chi di guai oscuri mezzanotte non viene mai. Povero sciancato di cane muszicato. Un ricco arriccuto di tutto e riveruto. Li mura su di petra sta rupti. Li porichi di cerza so tagliati, gli caramini rotti sonno posati, gli travelli carvoni son puruti.
6:08 Terre sono [ __ ] e [ __ ] carvinto le faccette codi macinato. Passat. Siamo al confine tra la Valle del Lesaro e quella del Crati, nella cittadina di Tarsia. anticamente chiamata Taurasia, toponimo composto da Taur Asia, un centro agricolo già casale di Bisignano.
6:56 Nella sua zona archeologica restano vestigi a distanziamento di età classica greca che potrebbe essere pertinente all'antica Taurasia nei pressi della stazione ferroviaria. Nel 1886 il ritrovamento di reperti archeologici di vario tipo in località Mandoleto con una scoperta di una piccola statua bronzea di Eracles e un grande pitos decorato a rilievo con le figure di Heracles e Folos. È un grande vaso di terracotta dell'antica Grecia usato per conservare liquidi come olio e vino. È un centro di origine normanna fino al 1806. è stato un feudo dei San Severino, principe di Bisignano, poi acquistato da Vespasiano Spinelli, marchese di Giro e
7:42 Cariati, che mantiene il potere fino alle versioni della feedualità nel 1806. Un anno dopo, in qualità di università, Tarsia entra a far parte del governo di Spezzana albanese e nel 1811 acquista autonomia amministrativa. Il centro viene danneggiato dal terremoto del 12 ottobre del 1835. Altro sisma del 3 dicembre del 1887 non causa danni alle abitazioni. All'inizio del X secolo il sismo dell'8 settembre del 1905 causa danni rilevanti. La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo viene fortemente danneggiata e chiusa al culto. Il Comune viene inserito nell'elenco dei comuni ammessi a beneficiare dei provvedimenti
8:29 fiscali previsti dalla legge del 25 giugno del 1906, la numero 255. Il terremoto di 8 anni dopo rende inabitabili e pericolanti 10 abitazioni. Oggi la nuova cittadina di Tarsia sembra contrapporsi alla presenza dei vecchi edifici del 500. A sud del centro cittadino, piazza Castello, da cui si gode una vista panoramica sulla valle, mentre in piazza Marco San Severino si trova la chiesa dei Santi Pietro e Paolo con impianto basilicale a tre navate.
10:23 permesso. >> Prego. >> Sindaco, buongiorno. >> Buongiorno. >> Roberto Amero. >> Aeruso, >> sindaco di Tarsia. Ma lo racconta un po' sto paese com'è. Beh, dovrei avere molto tempo, cercherò di essere breve e intanto vi ringrazio per questa attenzione verso questo nostro paese che è un paese antico, un paese pieno di memoria, carico di bellezza, di suggestioni, paesaggi e quindi, insomma ci sarebbe tanto da dire. Eh noi insomma questo paese è eh diciamo sulla eh
11:10 cartina geografica da tanti tanti secoli. Io dico qui c'è sempre stata vita, c'è sempre stato l'uomo perché è un territorio ricco. è un territorio ricco che attraversato dai due fiumi, il fiume principale della nostra regione che è il Crati e e tutto il paese, diciamo, la parte antica si è sviluppato proprio intorno a questa arteria fluviale e e dall'altro lato abbiamo il bacino della dell'esero, quindi la valle dell'esaro, quindi affacciamo su questi due importanti bacini fluviali e dove c'è acqua c'è vita. Eh, poi abbiamo, insomma, questo centro storico medievale molto molto suggestivo, molto bello. e chiunque
11:57 viene rimane affascinato e abbiamo questo paesaggio agricolo dove l'olivicoltura la fa da padrone e abbiamo un ottimo olio direi perché stiamo facendo un grande lavoro anche su questo di promozione e abbiamo ormai avviato questa collaborazione da diversi anni con le città dell'olio. città dell'olio e quindi questo ci ha consentito di valorizzare questo straordinario prodotto sotto tutti i profili, non solo >> quantitativo quanto ne producete qui in >> allora il quantitativo esatto non saprei perché sfugge un po' ai dati, in quanto abbiamo dei frantoi che imbottigliano e quindi diciamo su quelli potremmo avere
12:43 anche dei dati, mentre poi c'è una grande produzione di di di privati. Sì, per conto proprio, ma ci sono iniziano a esserci tante piccole realtà aziendali che eh stanno cominciando questo percorso anche di imbottigliamento e comunque di vendita anche insomma non solo ol nei confini insomma qui del comprensorio, ma va quest'olio nostro inizia a varcare anche i confini regionali. Senti, >> che rapporto ha ancora Tarsia col Crati? Beh, è un rapporto, secondo me, è un rapporto identitario forte perché >> i mulini sono spariti, no? in qualche modo i mulini sono spariti. Beh, sì, sì, diciamo che ci sono i nuovi mulini a vendo, se vogliamo, che Tarsia ha anche questa realtà, diciamo, eica che che è
13:29 importante, è uno dei primi comuni, insomma, a cui si è avviato questo questo percorso e quindi questa integrazione, ecco, se vogliamo metterla su un piano di ehm suggestione di che questo territorio evoca è proprio questo, è tradizione e innovazione nello stesso tempo, sempre nel nome chiaramente della dell'ecologia, del rispetto di quello che appunto appunto, il rapporto tra uomo e natura e quindi questo è un percorso che si sta seguendo da da diversi anni, devo dire con anche con grande successo, perché poi c'è stato anche un ritorno in questo da questa da parte della nostra comunità in termini anche occupazionali e quindi questo, diciamo, può essere anche eletto come modello, no, in questa fase particolare dove si parla tanto di
14:15 energie rinnovabili e quindi questo potrebbe essere anche >> quanti abitanti siete qui a TAS? Siamo circa 2000. Per fortuna stiamo invertendo il trend che era in in decrescita fino a qualche anno fa. Adesso siamo in crescita da 3 anni a questa parte abbiamo un trend in aumento. Questo ci fa ben sperare pure per il futuro. >> Abitanti di tassi oppure >> Allora, ci sono tanti ci sono tanti anche extracomunitari. Devo dire che il l'integrazione è forte, quindi dove vengono? ma vengono dai paesi africani in primis, non solo Marocco, ma anche paesi del, insomma, della parte subsalariana e abbiamo immagini impiegate nell'agricoltura, >> soprattutto in agricoltura. Questo questo è l'elemento cardine, appunto,
15:02 l'agricoltura e e anche in edilizia qualcuno, insomma, anche perché questa è una fase particolare tra progetti PNRR avviati, quindi ci sono c'è una fase di di grande, insomma, fervore anche sotto il profilo di dei lavori pubblici. >> Era la mia prossima domanda. Cosa >> anticipa bolle in pento Tarsi? Dove va? Ecco, >> ecco. Sì, son tanti son tanti progetti in essere. Stiamo riqualificando una serie di immobili, abbiamo utilizzato i fondi PNRR, credo al massimo delle delle possibilità. Adesso siamo veramente nella fase Clu. Tarsi, diciamo, è un cantiere in questo momento. Abbiamo dalle scuole al Comune a tutta una serie di altri, diciamo,
15:47 beni pubblici da piazze. Abbiamo lavorato tanto sul dissesto idrogeologico, adesso ci sono dei lavori in corso, abbiamo due due cantieri aperti e quindi sulle scuole soprattutto ci sono ben quattro cantieri aperti, quindi insomma, >> che scuole avete? Abbiamo abbiamo scuole medie, scuole elementari, scuole medie, scuole dell'infanzia, asilo nido, quindi infatti adesso ci sono anche tra un po' saranno avviati anche i lavori di costruzione del nuovo asilo nido comunale, quindi devo dire è un una fase di di grande lavoro, di c'è c'è veramente tanta tanta carne al fuoco. Cioè riuscite a mantenere le scuole oppure avete un >> Allora, fino adesso abbiamo avuto no, fino adesso abbiamo mantenuto. Speriamo
16:32 di mantenere. Certo, il calo delle nascite è un fatto è un fattore, diciamo, ben noto e che non non è soltanto di questo nostro territorio. Però devo dire, grazie anche all'apporto degli immigrati che sono venuti qua, si stanno integrando perché alcuni di questi hanno anche acquistato case. Questo è un segnale molto positivo, vuol dire che sia la comunità ha risposto bene in termintegrazione e sia loro hanno trovato la condizione, la casa, no? Quindi quando eh si trovano, si incontrano queste domanda è offerta e lo fanno ehm con ecco la solidarietà, l'integrazione, che sono eh le il fulcro, insomma, per del successo di
17:18 questo di questa tipologia, appunto, di soluzioni. Allora, sì, infatti si trova ci si trova a casa, i loro figli vanno nelle nostre scuole e quindi questo io credo che il futuro sarà sempre più connotato da questa da questa soluzione. >> Sì, ma verso una società multirazziale, >> una società assolutamente una società multietnica, una società aperta. Io sono un promotore, ne sono un fautore di questo modello, non credo che ci siano alternative a questo eh pena alla fine, insomma, de di insomma significherebbe, insomma, consegnare a a al passato i nostri le nostre comunità, invece noi le vogliamo consegnare al futuro, a un futuro il più possibile rosio di vita. E
18:04 devo dire che in questo sto riscontrando anche l'apertura di nuove attività negli ultimi anni tante attività, tante persone stanno credendo in questo territorio, stanno investendo in questo territorio e quindi questo è un fattore positivo. >> È una cosa bella. Certo. >> Assolutamente. >> Ascolti, prima delle ultime tre domande standard che facciamo sempre, è una d'obbligo fargliela e quanta importanza ha il campo di Ferramonti qui a Tarzia? è un luogo simbolo. >> È un luogo simbolo, un luogo che ormai ci fa conoscere in tutto il mondo. Noi abbiamo cercato di dare la massima visibilità possibile, ma per ragioni legate proprio alla singolarità, all'unicità di questo luogo e di questa storia. E chiunque poi viene si rende
18:50 conto da solo veramente di che ehm di >> di che cosa è stato e quindi l'unicum di Ferramonti è un fatto che possiamo dire veramente a livello mondiale e quindi questo era un nostro obbligo, un nostro dovere morale prima di tutto ehm fare conoscere questa storia straordinaria. >> È un luogo di memoria. >> È un luogo di memoria. Assolutamente. Adesso siamo alla vigilia, no, dei giorni della memoria e abbiamo un bel programma, un fitto programma con esponenti della cultura massima, insomma, di questo settore che verranno e avremo l'onore di averli, di avere le loro testimonianze ogni anno. Devo dire che eh su questo tema eh siamo un faro anche un po' per tutta la regione perché
19:37 è non potrebbe essere diversamente il modo di riferimento a livello regionale e non solo, perché ripeto questa nostra realtà è una realtà che possiamo dire tranquillamente è una realtà che ha una connotazione universale. Quindi >> passiamo alle domande standard adesso. Come si chiama l'abitante di Tarsia? Tarsiani. Noi siamo tarsiani. Sì, sì. Il dialetto >> tarsiani. >> Sempre tarsiani. >> Sì, sì, sì. Tarsiani. I Tarsiani >> lo ricordo un proverbio in dialetto. >> Eh, beh, una frase, qualcosa >> un proverbio in dialetto. Beh, ma ma in questo momento me >> vanno tutti in difficoltà. >> Sì, sì, in questo in questo momento sì. Ehm, vediamo un attimino. >> Allora, glielo faccio pensare. Allora, >> vediamo, veniamo all'ultima. Avete un
20:24 enclave all'esterno tanti emigrati vostri? Sì, noi abbiamo la Svizzera come come luogo, insomma, dove molti molti eh tarsiani sono emigrati e soprattutto in alcune comunità della della Svizzera, parliamo di Laken in particolare, Sibnen, ecco, questi sono i luoghi dove >> i cantoni svizzero. Cantone svizzero, sì, tedesco. Sì, sì, sì. Noi siamo stati anni fa a fare visita lì alla alla nostra comunità, insomma. E devo dire ho avuto delle insomma bei ricordi, belle testimonianze, insomma. E certo, l'immigrazione non è mai una cosa bella, quindi c'è sempre quel velo di malinconia, di nostalgia, di tristezza
21:10 in quei racconti, però c'è anche la forza, riconosci proprio la forza di questa comunità che coi suoi valori, che con il suo modus operandi è riuscita a farsi valere anche all'estero e a portare quel eh quella cultura, no? Perché noi siamo portatori in primo luogo di di una cultura millenaria, quella cultura di civiltà, di lavoro, di sacrificio, ecco, quella dedizione anche al al prossimo. >> Allora, ha l'occasione, visto questo programma è stravisto all'estero, quindi ha l'occasione per parlare direttamente con lui. Il mio saluto veramente il mio è quello di tutta la comunità di Tarsia, a tutti i tarsiani che sono all'estero, a cui veramente auguro di vero cuore un
21:58 buon anno, visto che siamo ancora all'inizio, li possiamo fare questi auguri. E beh, mi auguro e auguro a loro, alle loro famiglie, insomma, tutto il meglio e speriamo, ecco, di rinnovare sempre queste radici, insomma, in modo tale che ci sia sempre questo contatto forte con la loro radici e quindi li invito a a venire a Tarsi, a tornare e a riassaporare un po' tutto, la bellezza, i ricordi e i sapori della loro terra. >> Grazie sindaco, io vado per Tarsia. Gli è venuto in mente il proverbio? >> Eh, adesso no, ancora no. Ma se ci incontreremo durante la giornata si ricorda che io aspetto il proverbio. >> Assolutamente. Certo. Grazie. Grazie. Grazie. Buona continuazione.
23:04 Chi bacca tasto? Comprato. Il pane qua è buono. >> È buonissimo. >> Sì, >> sì, sì. È un bel pane. >> E com'è? Fate vedere sto Fate vedere sto pane. Com'è? >> Cos'ha di particolare sto pane? >> No, io lo compro sempre. Ma >> il pane a Cosenza è buono provincia di Cosenza. Io prendo sempre questo è un negozio. Buon >> fai il regista. Ok. >> Non sono un regista, come si dice, tessaro. Ma >> fai il regista della passione di Cristo. Tutto >> e che copione avete qua? >> No, li faccio io il copione. >> Ah, lo fai. Fai tutto tu, praticamente. Vo, >> cioè tu fai il regista, sei quello lo stessore dei dei testi, >> dei testi, tutto presso il Vangelo. >> Ma che che lavoro facevi? Voglio capire. >> Ve l'ho detto, io ho lavorato nelle
23:50 ferrovie a Milano poi lavorato di >> ho lavorato >> nelle poste >> e nei servizi ecologici a Tarsi. Ho lavorato nella cooperativa a Tarsia e adesso sono in pensione. Lavoro che fa >> dopo se mi è scappato ancora un lavoro. Ma >> eh può capitare, può capitare, >> però ho fatto tanti lavori >> pure il manuale, ho fatto un po' di muratore, ho fatto un po' di impianchetto. Il signore è informato, però >> Ma perché non recitate pure voi nella persona vivente? recitate. Io recito per i fatti miei. >> L'ammiravo perché lui faceva tante di quelle cose, ma seriamente quello che >> e voi no. Invece niente, >> ero solo un ammiratore. >> Eh, che lavoro facevate? >> Io faccio il ferroviere nella >> Ah, ma dove ferrovia? Dove? >> Palla. >> Ah, vicino. Paola.
24:35 >> Eh, Paola. >> Eh, lontano Paolo. Vicino due passi su. >> Due passi. >> Qu un'ora di strada. Quant'è? >> Su 130 km a casa mia. >> Una e mezza. C fa a Milano lui sta >> oppure voi ferroviere eravate >> capostazione. >> Ah >> vi comandava pure >> e Ah ecco già distinto io ero capotreno capotreno. >> Ma comando capo stazione o capotreno >> alla stazione comando capo stazione. Treno comando capotreno. Adesso pensionati >> dove sei lamentez? >> No, più lontano. Provincia Reggio. >> Reggi >> Roccella Ionica. La conoscete che la conosce >> adesso fate i nonni qua. Pure col tre son venuto a Tarsi >> perché perché po ammazzano i porti cosa? >> Eh beh, pensavamo trovi che ammazzavano
25:21 i porti invece niente. >> Niente. Ma con questo freddo >> no ma con questo freddo già è ora. Da noi stanno macellando. >> Telemia siamo. Sentite se sapete qualcuno che scanna chiamate noi si mucca tutto il giorno. Ammazzavo. >> Percato. Ammazzato un maiale voi oggi? Ammazzate il maiale voi oggi? >> No >> no. Ni l'avete voi. >> Ma finita tutte scannato l'avete già scannato? >> No, andat a bate adesso. Io solo sono pensionato. Pension un maiale non tenite. Come lo chiamate qui il maiale? >> Cola micuz. Non lo so, non lo so. >> No, non sa manco come si chiama Camoi >> non non è stato battezzato. >> Andiamo al centro storico che è meglio.
26:07 >> Vi saluto. Petra. Guarda lumari, guarda lumari, guarda lumari di la montagna. Siamo con Angelo Paldino che sarà il nostro cicerone di oggi. Ci racconterai la storia di questo posto, di questo paese. Beh, raccontaci un po' la storia di Tarsia. Allora, Tarsi è una storia molto lunga, potremmo dire millenaria, perché le prime notizie sulla presenza umana a Tarsia risale alla fase protostorica passando per l'età del rame, del bronzo e via dicendo, ma ora ci troviamo nel
26:54 centro abitato. Il centro abitato, così come lo conosciamo, oggi risale al periodo normno svevo, quindi si fa risalire la fondazione del borgo del centro abitato a circa l'anno 1000 in corrispondenza con la fondazione della Bazzia Benedettina di Santa Maria di Camigliano che verrà fondata da Roberto Il Guiscardo nel 1065. L'abbazia di di Camigliano fu una delle abbazie abbastanza importanti nella nelvevo perché insieme alla Sampcina, insieme anche >> cosa è rimasto di quelle abbazia? >> È rimasto ben poco se non una parte dell'ex abbazia che oggi è un casolare di campagna perché poi dall'anno 1065 ad arrivare ai inizi ebbe una serie di passaggi e proprietà. da ente religioso passerà a essere una proprietà privata e
27:41 oggi resta una piccola parte ed è anche difficile risalire alle evidenze anche archeologiche, ma si pensa che su quella pazzia fu costruita su che cosa? Su una una villa dietà romana addirittura. è tutto da rintracciare, appunto, archeologicamente parlando. >> Anche il borgo è profondamente cambiato. >> Sì, è molto cambiato. Diciamo che nella parte in cui ci troviamo adesso, specialmente guardando quest'arco, ci troviamo in una zona che fino all agli inizi dell'800 cos'era? era praticamente zona conventuale. Qui c'era un convento, infatti nella topastica antica questo questo posto è denominato il convento oppure l'olmo per la presenza appunto di un albero di Olmo. A inizio 800 il convento fu sorpreso, fu sorpresso e
28:26 dunque poi insomma il tutto verrà incamerato dal demanio. Quindi oggi non vediamo nulla dell'ex convento se non case. Ciò che potremmo far risalire al convento potrebbe essere quest'arco, poteva essere un ingresso praticamente un'area comune vicino alla chiesa parrocchiale, ma è rimasto ben poco. Amici telespettatori, facciamo un giro attraverso il borgo. Figliola bella gli apri e subcuni chi sciavora de rosi e di gerani se non ti v
29:12 per due regioni e perti amifici servo di luto cani per ti amifici servo di luto cani scendi gioiuzza mia chicca aspetto con sola lume Angelo, ci siamo spostati e questa è la chiesa matrice. >> Sì, ci troviamo davanti l'attuale chiesa denominata, intitolata ai santi apostoli Pietro e Paolo, ma è una delle chiese più antiche di Tarsia perché risale per fondazione al 1400. Nel 1411 Papa Gregorio X l'assegna insieme al convento, all'area conventuale, ai padri costiniani i quali insomma gestirono
29:58 questa questa arcipetura poi parrocchia fino ai inizi 800. Attualmente la Chiesa, così come ci appare una una, come dire un una versione abbastanza abbastanza moderna perché negli ultimi 10-20 anni, insomma, la Chiesa ha raggiunto l'aspetto che oggi vediamo, no? quindi e tre navate sono conservate all'interno alcune state processionali molto importanti anche molto antiche, fra cui quella di San Francesco di Paola che risale a metà 700 ed è una delle statue di San Francesco di Paola molto originale perché rispetto alle altre statue ha le mani aperte ed è forse un'unicità perché non ci sono altri casi di statue con le con le braccia aperte e intorno a questa statua c'è una storia molto importante perché se c'è una devozione così importante perché secondo le cronache Francesco di Paola passò da
30:43 Tarsia e qui fondò una mica tanto lontana. No, >> esatto. Sì, sì. Fontò una chiesa fuori dall'abitato, perché già qui c'erano delle tante tante chiese. Oggi sono rimaste ben poche, ma all'epoca c'erano ben 20 chiese nell'abitato. >> Senta, il sindaco mi parlava di abitato medievale. Esatto. Cosa ne è rimasto di >> Diciamo che è rimasto, poi ci passeremo una una volta, no? Eh, quindi c'è una struttura muraria con archi a sesto ehm che rientrava in tra i primi 500 in un complesso di cint muraria. Poi ci passeremo e vi fa vedere vi farò vedere meglio com'era appunto com'è impossata questa struttura. Andiamo!
31:38 Veni lo sonno vorri sentire lumari cantare che non è chiarica vinti quando ma chi sta a terra sio noi non è lo mare non è la montagna non è lo so i cani la brucia non è lo Selagna. Siamo con Agostino Brusco che è il direttore delle riserve che comprende anche questo museo. >> Qui siamo in un palazzo gentilizio, anche abbastanza imponente e ospita questo questo museo, giusto? >> Sì. E siamo a Palazzo Rossi, uno dei un
32:25 palazzo del 1700 e dove ospitano la direzione, gli uffici e la una sezione del Museo di Storia Naturale delle riserve e oltre alla biblioteca naturalista Calabrese. In questa qua è la sezione dedicata alle aree protette della Calabria. L'altra sezione è a Silber di Cassano Ioni dove abbiamo la il museo del mare e a Santa Sofia de Piro dove abbiamo la sezione dedicata all'erbari. No, noi oggi completiamo questo perché quei due musei li abbiamo già visti e quindi questo è il terzo tassello che manca e questa è tutta storia naturale dell'uovo. >> Sì. E qua sono riprodotti in scala gli ambiti protetti della Calabria, i parchi e poi anche gli animali e
33:10 >> gli animali sono sono riprodotti speci animali, dunque dove offrono una prospettiva di del patrimonio naturale che in questi luoghi come le riserve, i parchi, si conserva e si tutela. >> Agostino, facciamo vedere quello quello che abbiamo in sostanza. E qua abbiamo riprodotto in scala il parco nazionale del Collino, dove c'è uno spaccato, appunto, del parco con uno sfondo tipico, diciamo, della vegetazione, vediamo sullo sfondo il pinoicata e poi eh una rappresentanza della della fauna della della fauna del parco. In primo piano vediamo l'acqua dei serpenti, appunto, con che è stata appunto rappresentata con un serpente, appunto, che è crescito un serpente. >> Ancora ci vive l'Aquila sul
33:56 >> Sì, sì, sì, sì, sì, sì. >> Quindi >> è facile incontrare una >> è facile è facile avvistarla. Sì, anche peraltro le le nostre riserve sono uno davvero contengono uno straordinario patrimonio naturale. Vi do dei dati che poi sono sono numeri che fanno molto riflettere e le due aree protette, due queste due piccole aree protette, la di Tarsi e la Focil fiume Crati e ospitano ospitano oltre il 50% di tutta la fauna di tutta la fauna la vifauna degli uccelli presenti in Calabria. Apriamo una parentesi sul lago perché spesso involentieri io mi ci batto quando uno va verso eh Corigliano ovviamente ci passi davanti. Lo vedi a volte pieno a
34:42 volte vuoto. >> Sìamo perché. Allora sì, la il Lago di Tarsia fu fu negli anni 60 la diga di Tarsia, appunto per a Scopir Riguo. Fu sbarrato il corso naturale proprio nelle strette di Tarsia, in questa nella parte più stretta e fu creato questo lago. E il lago, essendo il fiume Crato, il più importante fiume della Calabria, anche a carattere torrentizio, il lago, diciamo, e resta chiuso anche per esigenze, appunto, legate a al ruolo che svolge, appun >> Ecco, qual è il ruolo? Il ruolo soprattutto della diga, il ruolo il ruolo della diga è quello appunto di elimentare di di alimentare acqua, di portare acqua alla pi all'agricoltura l'agricoltura che >> agrumeti, tutto ciò che peraltro la piana di Sibre è una delle più se non la
35:28 più importante area vocazione agricola della Calabria, voglio dire, >> e quindi viene liberata l'acqua in un certo periodo, viene sbarrata in viena, viene in genere il lago è chiuso, la diga è chiusa. USA dal primo aprile al 100 ottobre, poi d'inverno per carattere legate appunto alla gestione e resta aperto che comunque non non influenza sulla eh sull'aspetto diciamo naturalistici dell'ago perché c'è sempre la continuità diciamo l'acqua il fiume scorre diciamo lungo lungo il tratto che attraversa la diga >> è facile incontrare per esempio uccelli di specie più come dire un po' più ricercata, perché forse come riferimento, no, questo bacino d'acqua Sì, le diciamo
36:14 Sì, sì. Il lago e la foce, sia il lago e sia la foce sono le sono due importantissime aree e soprattutto per gli uccelli a quattro migratori dove gli spostamenti >> e sulla focia ci trovi le cicogne anche. >> Sì, anche qua si edificano, ma abbiamo uno straordinario patrimonio davvero eccezionale. Noi arriviamo circa circa il 70% delle specie di interesse conservazionistico comunitario sono presenti in queste due aree protette. davvero uno straordinario patrimonio e diciamo che non è non è difficile, anzi è molto facile osservarlo, non solo le cicogne, ma roni, le garzette e e anche diversi limicoli. Allora, io condurrei le telecamere a far vedere quanto è inutile parlare per vetrina,
36:59 per vetrina, ma ci sono i funghi, c'è il re porcino, insomma spaccato del parco parco nazionale dell'Aspromonte e dove appunto abbiamo un po' domina domina come in questo ambiente la faggetta e dove appunto >> Apromonte non un pollino? >> No, l' quello è il pollino. >> Ah, questo è l'Aspromonte. Questo è l'aspromonte dove do domina appunto come spondo. Vediamo la fangeta con tutta la fauna tipica a parte diceva anche i funghi ma sono la fauna sia uccelli ma sia anfibi di questa. >> Quindi c'è un certo cambiamento tra il pollino e l'aspromotto ovviamente no. >> Sì, sì. La Calabria è formata di questi cinque sistemi montuosi che sono il Pollino, la Sila, l'Aspromonte, le serre e sono cinque sistemi montuosi. Questo è il spaccato del Pollino
37:48 del Parco del Pollino do appunto vediamo questi questi laghi. Questi laghi. >> Che lago è questo? Questo questo è il lago lago lago Cecita che sono laghi naturali sono laghi artificiali creati anche soprattutto per funzione di appunto e vediamo anche la l'aspetto della della fauna tipica e poi qua abbiamo >> qua siamo più a valle insomma qui siamo >> Questo sono le riserve il lago e la Foggia. Ah, ecco quanto quanto nevamo prima in >> le due nostre le due le due riserve che abbiamo rappresentato, il lago e la foce sono ecco anche qua lo spaccato rappresenta questo l'importante e umido con canneti, appunto, e soprattutto legati alla fauna alla fauna acquatica.
38:35 Vediamo gli aironi, ma soprattutto vediamo molti limicoli e oppure molte anatre al Zauol Moretta, l'irone grigio, la spatola e per finire anche diciamo sgarzi un po', ecco, il chiurlo tipico del becco, questo becco che ha la spatola, tipo del becco propria spatola. sono questi, diciamo, sono un po' la straordinaria fauna, diciamo, che si può che noi possiamo osservare eh facilmente diciamo in >> andando in giro nel territorio in sostanza, capita spesso di vedere questi volatili, almeno a me è capitato spesso. Antonio, vieni qua, vieni. Ma te l'aspettavi tu? >> Assolutamente no. Io sono rimasto estas >> siamo passate tante volte da questo territorio, da questo lago. Beh,
39:22 >> no? Sapevamo gli altri due musei perché abbiamo visitati. Questo non l'avevamo ancora visto e devo dire complimenti perché è benuto. Le riserve le riserve svolgono un ruolo soprattutto nella conservazione di di questa straordinaria biodiversità, non solo uccelli ma anche gli anfibi. Noi abbiamo dei centri di ripopolamento gergo tecnico si dice autorizzati interoga perché non si possono dal Ministero dell'Ambiente soprattutto sull'EMIS la tartaruga paluste che è una specie in via di estinzione ma anche diciamo su un anfibio molto particolare l'ullone appenninico che è un anfibio che sta scomparendo in tutta Italia e noi abbiamo dei centri dove eh diciamo riproduciamo e rilasciamo in natura dove appunto nei siti della riserva che sono >> Senti, ho visto che avete un touchscreen
40:09 viene utilizzato per ricercare, credo, no? Per visitare scuole, sì, per tutto ciò. >> Quindi a proposito di scuole, vengono qua le scuole? >> Sì, abbiamo soprattutto i percorsi didattico, abbiamo anche il giardino botanico, abbiamo un giardino botanico con tutti i centri di allevamento. Questo noi questo per esempio il progetto che dicevo sulla ecco l'ulone. Questo questo un attimo solo girini, quindi sarà una lana. Questi centri di allevamento. Sì, è uno un anfibio, un rospo molto particolare che con caratterizzato eh ventralmente da colori molto belli come il giallo. Vediamo, questi sono questi sono i centri di allevamento dove noi appunto eh questo è il lago, appunto, questo ambiente. Ecco qua, riusciamo a capire
40:56 l'ambiente, il valore di questo ambiente umido, no? dove si racchiude eh una straordinaria biodiversità non soltanto di uccelli, di anvibi, ma di rettili e anche di di fauna, diciamo, fauna in generale come insetti. Ecco, questi sono i piccoli in allevamento. Guardate questo sono nelle vasche, poi noi rilasciamo rilasciamo. >> Attenzione, eh, ricoro, sputa sputa. Attenzione, >> questa questa è una specie >> era una battutaccia, si faceva da bambina, insomma. Questa è una specie in via in viazione che bello, guarda che colore sì. Questo eh >> e stava subendo la metamorfosi, insomma, in quel sono i piccoli in questi grandi, diciamo, gli adunadti e sono in accoppiamento.
41:42 >> Che dimensioni raggiungono? >> Ma raggiungono i 5-6 cm. Non sono non sono grandi. Non è non è un rospo molto non è così. Bellissimo il colore. >> Sì, il colore, diciamo. >> Poi questo aspetto anche cammaleontico, no? Ti cambia il colore molto, >> insomma, per non essere visto. Ecco. >> Sì. No, utilizza anche l'aspetto poi per difendersi anche da dalle dalle prede. Certo, >> questo un po' il lago, >> soprattutto i rettili. >> Sì, >> insomma, rischia di essere mangiato. Sì. Eh, >> ecco qua con questo primo piano del >> Sì. >> Usa che tassomiglia Tom. >> Sì, è vero, è vero. Sì, >> è vero. >> Grazie Agostino. Grazie.
42:29 E niente, qua abbiamo un altro, diciamo, e su queste cose poi abbiamo con le scuole ci sono de >> quelle marino. >> Questo sì, è tutto quello del la focia del fiume Frati, appunto, è anche un altro ambiente particolare. Sfaccio di sfone tra Cassano e Forigliano. Abbiamo anche là una interessante fauna anche per quanto riguarda eh la possiamo chiudere in una battuta molto semplice. Sì, >> c'è il pescato nel marionio perché c'è la foce, >> perché tutta la fauna ittica si va a riprodurre alimentare alla focia. Ci sono anche specie di interesse naturalistico come il cavalluccio marino. Noi abbiamo entrambe le due presenze del cavalluccio marino ed è l'unica area dove si riproduce in area
43:16 di transizione tra acqua dolce e acqua salata nel Mediterraneo. L'altra area scientificamente è la laguna del Reform Formoso Ceno Atlantico coste portoghese >> e nel Mediterraneo nel Mediterraneo solo alla fog si riproduce in acqua dolce e acqua salata >> perché il cavalluccio è presente l'abbiamo anche assoverato diamanti sotto io parlo di area di transizione acqua dolce acqua salata è l'unica area dove si riproduce la foidfimati Vorried lo suasciugare mare che non è chisto lo sole che approcciava quandoero
44:02 ma sta a terra si noi non è non è la montagna Allora Angelo, siamo in pieno centro storico. È un arco, dicevi, importante questo. >> Eh, come diceva prima, ci troviamo appunto nel cuore del centro storico. Molto spesso questa zona è stata confusa come un ingresso al borgo. In realtà no, perché è un arco di un di un palazzo abbastanza antico. Siamo a metà 400. Magari c'era un palazzo qui, poi >> eh sì, c'era un palazzo Patrizio, poi nel corso del dei decenni è stato trasformato, però è importante perché ci troviamo no in quello che sicuramente era uno degli accessi, no, al borgo, non come porta d'accesso, ma sicuramente era da qualche altra parte nelle vicinanze. E anche qui sotto c'è un altro un altro
44:48 un altro accesso al borgo con un arco portante, una volta chiamata volta di bugin. Senti, e la funzionalità di questo borgo che c'era in artigiani, cosa c'era qua? >> Diciamo che Tars per tradizione ehm era un paese principalmente basato su una tradizione agricola. Ehm, poi nel corso dell'8 sono giunti i maestri di temo muratori, no? Ma di base Tarsi hanno avuto una tradizione comunque sempre agricola sul seminato, sulla parte anche urivicola. Infatti Tarsia vanta una serie di cultivar molto antichi come la Roggianella e tanti e tanti altri cultiver, quindi Tarsia principalmente fonte le sue radici e la sua tradizione, no? Come anche la sua importanza su
45:34 appunto sulla sulla tradizione agricola. >> Olio, parlavamo di olio rogarella. Pension >> es un cultivar. Sì, sì, >> un cultivar d'oliva. >> Antonio, che ti sembra tuo centro storico? Guarda, stiamo visitando mano che vediamo le varie viuzze, devo dire, come ti dicevo, bellino, cioè aggettivo da definire >> un po' trasformato, devo dire, no? Da >> parto originario è rimasto poco. >> Ci sono ancora degli angoli, tipo questo qualcuno >> molto molto caratteristici. Pino, posso dirti una cosa? Dimmi. >> Ti vedo particolarmente, uso un termine strano, un qualcosa che ha a che fare un po' fuori da quello che era il nostro radici. Ma sei troppo elegante. >> Ah, non capivo a cosa ti riferivi.
46:21 >> No, ma cioè la cosa mi distrae in bene, giustamente. Complimenti a un look che >> e beh il look di Vitale. Vitale. >> Ah, Vitale. Abbigliamento siderno. >> Fabio. Fabio Vitale a Siderno. Sì. ha voluto vestire non solo l'Australia, ma anche il ciclo di radici. >> Infatti. Ah, tutto Vitale. Allora, >> tutto vitale tutto i >> saltato pure il microfono. Non è Vitale. >> Guarda, ci sta, ci sta tutto, guarda. >> Guarda, faccio, mi fai una cosa a sto punto, guarda. Facciamo così, levo il giubotto perché finalmente >> la foto modella, >> no? Ma che foto! Finalmente fa caldo, c'è c'è il sole e facciamo colgo la palla al balzo, andiamo da Vitale proprio con lo spot pubblicità.
47:38 Fabio Vitale, lo stilista italiano che firma Il tuo stile dal 1994. Siamo da c'è una doppia volta e noi da noi si chiama Gaffio, qua non so come si chiama, poi lo chiederò ad Angelo. È un luogo importante perché l'ho deciso io. Vorrei dire sacro. Sapete perché? Perché qua ammazzavano i maiali. Infatti il muro è tutto nero, proprio perché cucinavano il maiale bollito, le frittole, osse Cardara e compagnia bella. quello che serve per prima abbiamo parlato appunto di maiali, ancora non abbiamo visto. Stella ruga di l'umano dirà:
48:27 "Nessuno giovanotto può passare. Tutti la gente si 21 attira. edarumi mentangi veru poco mi importava chi sta ruga c'è una bianca parma
49:12 Ci stan barca 200 un cenna figliola 14 anni calata di luce terra vin su mamma la cresci con tanti affanni
49:59 comurasta la manten Oi rosa russa divir di grasta carofan muri fatto apposta fatta Pasta, macac vosta non c'è risposta.
51:01 Ma sì. di Dio, parola basta carresta mia la vita vostra bella ficatia poi la tua mamma bella fictificia Dezza un uomo di Sant'Anna. L'occhielli Gigli di Santa Lucia
51:46 e purumara battalunda a la mia comanda manda e spetto di cuoregno Haide sarà la mia piena pausa pranzo. Abbiamo già peruccato, a dire il vero, quindi abbiamo già >> io un po' di fame c'era comunque. Sì. Io avevo fatto assaggiare una novità che voi non conoscevate. >> È vero, >> ovvero l'acqua. >> Da questo anno sarà con noi partner Acqua Fonte del Principe e ha uno slogan particolare.
52:32 Acqua buona per davvero. >> È vero, perché io l'ho assaggiata assaggiare, >> l'ho assaggiata ed è buona per davvero. Siamo a Mogiana come stabilimento. Mana >> devo dire che è leggera. radici >> e acqua fonte del principe. L'acqua buona per davvero. >> Fresca, cristallina, rigenerante in ogni sua goccia, sgorga 1000 metri sul livello del mare in una natura incontaminata ai confini del Parco delle Serre. Non tutte le acque sono uguali.
53:18 Fonte del principe, l'acqua buona per davvero. All'hotel toscano a Tarsia c'è anche una cucina del casereccio. Sare, >> diciamo di sì, Casereccia. Sì. >> Siamo con >> Emanuela. >> Emanuela. Che piatto ci prepari oggi? >> Oggi vi preparo un piatto tipico calabrese, nonché del momento, visto che è la stagione delle verze e del maiale. >> Piatto tipico della zona. >> Della zona, sì. >> E allora che ingredienti abbiamo? >> Allora, prima cosa la verza. >> Eh beh, materia prima. >> Materia prima. >> Kilometro 0.
54:03 >> 0. Costine di maiale. Dopodiché abbiamo l'alloro. >> Sì. l'aglio, paprica, cosiddetto zafferano, quello nostro calabrese, sale, peperoncino, peperoni cruschi, >> cruschi cruschi e origano. >> Egano. Andiamo alla preparazione. Come lo facciamo? >> Allora, per prima cosa si taglia la verza, >> dopodiché si lava. >> Sì, >> prendo l'olio, ci trasferiamo da quella parte lì. Ok. >> Accendo il fornello, olio d'oliva rigorosamente anche questo kmro0 avete del buon olio qua, ricordiamolo. Anzi, il paese dell'olio tarsia. >> Certo. Perfetto. >> Mettiamo l'aglio a rosolare. >> Mettiamo due spicchietti d'aglio a
54:50 rosolare. >> Lo leviamo, poi lo lasciamo dentro? >> Lo leviamo o lo lasciamo? No, lo lascio io. Lo lascio. Lo lascio. >> Las poi >> e due foglie d'alloro. >> Tanti profumi, insomma. >> Sì, >> per un piatto tipicamente invernale, no? >> Invernale. Sì. >> E beh, questo tempo qua sì, è arrivato il freddo, quindi >> nel francente io voglio un attimino less costine di maiale in modo che lessate >> io caccio un attimino il grasso per non metterle. Li mettiamo li mettiamo nell'acqua che sta bollendo. >> Perfetto. Sì, un attimino per >> quanto devono stare dentro? >> Ma il tempo che mi fa un bollore poi li tolisce la carne morbidisce toglie il grasso, diciamo quello più sparticio. >> Ecco. Allora, questa è un'operazione importante da fare. >> Sì.
55:35 >> La inseriamo >> anticolesterolo, diciamo, no? >> Eh, sì, un po' sì, un po' leva. un po' un po' >> bello magro, però sto maiale non è >> Sì, a posto. Quindi l'ho messo a lessare. Ok, >> sta lessando. Stare >> pochi minuti, 10 minuti minuti dopo lo levo. >> Tanto l'olio comincia a bollire, frigge anche l'aglio. >> Perfetto. Perfetto. >> Dopodiché che si fa? >> Dopodiché prendo la verza. >> Sì. >> La metto con l'acqua che l'ho lavata. La prendo così, la butto qua dentro. Sì. La faccio soffriggere un po'. >> Dentro. Sì. Metto il peperoncino, il peperone vrusco, il sale, >> peperone >> vrusco, >> gru, >> vrusco, >> crusco, brusco. >> A roggiano non si pronuncia così. >> No, no, no, è diverso, è diverso.
56:21 >> È un po' crusco. >> Crusco. No, no, crusco. Crusco. Comunque siamo lì, eh. Di conseguenza origano. Vado a mettere le ultime spezie, alla fine metto la paprica. >> Tut. Ecco, ma come mai ha scelto la paprica? E per dargli un po' di colore e sapore soprattutto. >> È piccante quella? >> No, no, questo è dolce. Il piccante è questo. >> Quindi è una paprica dolce. >> Paprica dolce, sì. >> Allora, io la lascio alla lavorazione. Torno quando il piato è pronto. >> Perfetto. Va benissimo. Grazie. Ho levato le costine dall'acqua. Sposto l'acqua. Metto qua. Prendo la padella, metto un po' di olio qua. Questo nel frattempo lo spengo.
57:06 Metto lo spicchietto d'aglio, le vado a rosolare un po'. Nel frattempo metto la verza. Attenzione! Ok, chiudere qua. C un po' di acqua. Vado a mettere le costine. Le faccio rosolare 2 minuti.
58:13 Nempo vamo qua. Prendo il peperoncino. Vado a mettere il peperoncino così. 1
59:00 e du. Questi li facciamo rosolare belli dorati. Aggiungo poco poco di acqua in modo che si ammorbidisce.
1:00:00 Aggiungo l'origano. Mettiamo il coperchio. Ok. Nel momento in cui si ammorbidisce un po' la verza, andiamo ad aggiungere le costine. Да.
1:01:07 No. Quindi adesso facciamo cucinare per una buona mezz'ora. Nel frattempo aggiungo un po' di paprica, quella nostra dolce, per dare un po' di colore e soprattutto sapore. Diamo una mescolata. Ok. E ci vediamo tra una mezz'ora.
1:01:55 Ma un piatto così non mi era mai capitato, la verità. >> Ancora non l'hai visto? >> No, >> tanto per la decorazione veramente fatto impiattato bene. >> E poi c'è un insieme di sapori. Mamma mia! Ma che l'ai assaggiato? >> Ecco, guarda, è un piatto contadino. >> E a me piacciono a base di maiale. >> Ah, >> gliel'hai detto? Gliel'hai detto. >> Che ti piace il maiale? >> Sì. >> O che ti piace fare il maiale. >> No, no. Mi piace gustare la carne di maiale, mangiare. >> Ovviamente lo accompagniamo con vino rosso locale. >> Eh, ma da dove? Dai crossini? Da dove? Aspetta, >> siamo a Tarsia, l'Hotel Toscano, Radici. Si ricomincia di nuovo 2026. Buon
1:02:42 appetito. >> Si comincia con la carne di maiale, la Verza, km0. È tutto kmro0. anche i sapori e gli odori non hanno tralasciato niente in questo caso. >> Intanto sto gustando l'olio sul suolio d'oliva qua è straordinario. >> Questa è la verza. Io devo dire la verità non ama molto la verza, però la verza è una verdura decisamente buona. Vai su, assaggia un po' di carne. Una cottura non accentuata, devo dire, ma che si scioglie. Non è tanto accentuata. è stato anche sgrassato perché il maiale è stato messo prima, la canna di maiale è messa prima nell'acqua calda per farla sgrassare un po'. Ecco, questo è il piatto nella sua totalità con crostino.
1:03:27 >> Costine. Sì, >> costine di maiale decisamente buone. >> Eh, direi di sì. E come sei buono. Eh beh, siamo a radici. Pronti per la valutazione. >> Eh, fammi fammelo assaggiare. Devo devo un attimino poi con il pane ci vuole sempre. Gusta tranquillamente. >> Quindi tu non vai d'accordo con la verza? >> No, non è un sapore che a me non piace. Quindi >> non ti posso invitare ad assaggiarlo. No, assolutamente. C'è la vera, non mi piace. Meglio, meglio. >> Però devo dedurre che la verza, tipo, a casa la consuma tanto mia moglie. È un ortaggio che io non gradisco, però
1:04:13 allora dobbiamo andare a valutazione. >> Sì. >> Com'è sto piatto? Penso che si è capito e si è visto. Guarda, mi è piaciuto. Tutto equilibrato, tutto. Eh, vuoi il voto? Sì. E io credo che hanno lasciato tanta di quella acqua apposta per intingere il pane. >> Bravo, bravo. Anche secondo me è importante anche quello alla fine >> dà anche sapore al pane che stavi mangiando. >> Quindi mi mi fai ricominciare di nuovo? Io volevo, >> ma io già l'ho immaginato. >> No, ti sbagli. Allora, sbagli. manda giù un po' di video e poi dici il voto.
1:04:58 >> Saluto Radic. Ma il voto 10. Il voto lo devo dare alla signora >> eh, >> che ha cucinato questo piatto. Veramente >> il piatto la signora c'è tra niente. La signora che ha cucinato, gli do un voto e al fiatto un altro voto. >> Ah, ecco. Vabbè, >> che sono pari, quindi un bel 10 lode >> a entrambe. Complimenti. >> Entrambe. Pieno. >> Complimenti. Un buon piatto, la verità, anche un bell'occhio. Però non mi hai aiutato questa volta. No, e mangio la versa che >> io io continuo. Posso? >> Vai, vai. Noi andiamo a fare un giro invece. Dove? >> E andiamo, sai dove? a un altro museo. >> Va benissimo. Ci vediamo dopo. Ci vediamo dopo. Io continuo perché è troppo buono.
1:06:02 Nel cuore della Calabria, ldove il fiume Cratis corre lento tra terre un tempo paludose e malariche, sorgeva Ferramonti, il più grande campo di internamento costruito dal regime fascista nell'estate del 1940. una distesa di capannoni, 92 in tutto, disposti in un perimetro di legno e filo spinato, sospesi fra paura e speranza, un luogo nato per rinchiudere che, tuttavia, paradossalmente finì per diventare anche una fragile isola di umanità. Il campo aprì le sue porte il 20 giugno del 1940 con l'arrivo di 160 ebrei provenienti da Roma. Col tempo vi passarono migliaia di persone, almeno
1:06:48 3.382 ebrei stranieri, oltre ad apolidi, slavi e stranieri nemici. Metà di loro rimase solo per qualche mese prima di essere smistata in tanti piccoli centri sparsi per la penisola. Altri vi rimasero fino alla liberazione. Nel 1943, quando gli inglesi lo liberarono, Ferramonti contava almeno 2000 internati e molti, non avendo più una casa dove tornare, scelsero di restare anche dopo la fine della guerra. Il campo fu chiuso ufficialmente solo l'11 dicembre del 1945. Così Ferramonti, nato all'alba del conflitto fu primo fra i campi per ebrei a essere liberato e ultimo a chiudere.
1:07:35 La scelta del luogo paludoso, isolato, malsano non fu frutto di una logica ideologica, bensì di un calcolo economico. Eugenio Parrini, imprenditore vicino al regime, stava già lavorando lì alla bonifica e vide l'occasione per ricavare profitto. Le prime baracche furono quelle degli operai, poi crebbero altre strutture, capannoni di legno che ospitavano camere comuni o piccole abitazioni familiari. tutto intorno una recinzione semplice, una staccionata sormontata da filo spinato, più simbolo che fortezza. Eppure, dentro quella fragile prigione la vita scorreva in modo sorprendente, poiché il campo dipendeva dal Ministero dell'Interno e non dai tedeschi. Nessuno degli internati fu deportato nei lagher. Le prime richieste naziste rimasero senza
1:08:23 seguito. Non mancarono fame, malattie, carenze, ma la violenza sistematica che altrove regnava qui non trovò spazio. L'unico episodio tragico avvenne nel 1943, quando un caccia alleato durante un duello in cielo, colpì per errore il campo uccidendo quattro persone. Ferramonti divenne così un luogo sospeso a metà fra costrizione e possibilità. All'interno acqueroscuole, un teatro, una biblioteca, perfino due sinagoghe, una cappella cattolica e una greca ortodossa. Si celebravano matrimoni, si rideva, si piangeva, si studiava. 21 bambini vennero alla luce fra quelle baracche, quasi fossero fiori cresciuti in un terreno ostile. Gli inglesi,
1:09:09 entrando nel campo nel settembre del 1943, lo descrissero più simile a un villaggio che un luogo di reclusione. Gran parte di questo spirito si deve alle persone che seppero guardare oltre il filo spinato. Paolo Salvatore, primo direttore, rimosso perché ritenuto troppo permissivo. i funzionari Pelosio e Fraticelli, il maresciallo Marrari, ricordato con affetto degli internati e soprattutto Fracca Callistola Lapinò, cappuccino dal cuore grande che aiutò chiunque ne avesse bisogno senza badare alla fede e alla provenienza. Intanto la della SEM, organizzazione ebraica di assistenza, portava medicine, cibo, conforto e accanto ad essa il sostegno discreto del Vaticano, l'opera
1:09:55 instancabili di attivisti come Carel Ver. Con il progredire della guerra e l'impoveramento generale, la vita divenne più difficile, ma agli internati fu permesso di lavorare nei paesi vicini, creando legami di solidarietà con gli abitanti di Tarsia. Fu un incontro reciproco fatto di manitese che ancora oggi molti ricordano con gratitudine. Ferramonti rimane così nella memoria come un luogo di contraddizioni, nato dall'ingiustizia, ma capace di generare umanità, concepito per isolare, ma trasformato dagli internati in una piccola comunità pulsante di vita, un luogo dove in mezzo alle ombre della guerra qualcuno scelse di accendere una luce.
1:10:49 Oh. เ
1:12:09 Il nostro giro pagare per il territorio di Tarsi ovviamente non ci poteva portare che qui è un luogo simbolo, luogo importante che è Ferramonti dove c'era un campo di concentramento dell'epoca fascista. Parliamo 1940 40 è iniziato. Siamo con la direttrice, la dottoressa Teresina Ciliberti. >> E beh, ci racconti un po' la storia di questo posto. >> Sì. Allora, Ferronti è ha una storia particolare che a noi piace sottolineare e definire unica, perché l'errore di fondo che si fa quando si viene a visitare Ferronti è quello di paragonarlo a che cosa? Ai campi di concentramento, insomma. tedeschi, no? E invece la prima
1:12:54 cosa che noi dobbiamo fare è distinguere che cos'è un campo di concentramento fascista comeè stato Ferramondi e come sono invece i campi nazisti. Allora, innanzitutto chiediamoci perché qui a Ferramonti è stato costruito un campo, approntato un campo, alcuni dicono il più grande dei campi fascisti in Italia, eh perché proprio qui a Ferronte. Allora, la scelta non è stata casuale, è stata anche voluta, perché questa era una zona paludosa, una zona lontano, no, dai centri abitati, una zona dove, certo le notizie non potevano correre facile, >> non vede il cuore, non duole. Allora, non solo, poi qui già preesistevano
1:13:40 alcuni magazzini perché la ditta Parrini che si interessava a sanare questa zona paludosa, aveva qui, come dire, il deposito, aveva qui insomma i locali dove potevano essere, insomma, custoditi, ripararsi i, appunto, i suoi operai. Allora, venne dal Ministero, venne scelta questa zona per poter internare gli ebrei stranieri in Italia. Quando questo nel 40, cioè con la con la promulgazione delle leggi raziali, no? Tutti coloro che erano in Italia e soprattutto il la >> nel meridione, la zona del meridione d'Italia. >> Sì, nel meridione d'Italia. Ma la cattura degli ebrei avviene in tutto il
1:14:28 territorio italiano, no? Perché la legge questo stabiliva che quando l'Italia entra in guerra, no? Quindi tutti gli stranieri che si trovavano in Italia erano considerati come nemici dello Stato italiano. E in effetti i primi rastrellamenti di ebrei sono stati fatti dove? Nell'Italia settentrionale, a Genova, a Milano, >> ma li ha deportati qui dell'Italia? >> E poi li deportati qui. Sì, certo. Capito? La prassi era questa, venivano catturati, arrestati o perché li denunciavano o perché erano stati segnalati questi ebrei stranieri. Quindi considerati ospiti indesiderati nemici dello Stato italiano. Venevano. >> Qui parliamo subito dopo l' dopo il 1940. Questo >> Sì, sì, sì. No, prima, prima tutto questo con le leggi raziali 38-39,
1:15:15 il 40 qui vengono deportate, capito? Il campo viene aperto nel giugno del 40. Nel giugno del 40. Allora, e vengo >> perché portati qui e non nei campi di sterminio? Perché hanno fatto ancora non er No, ma nei campi di sterminio venivano insomma imprigionati gli ebrei che gli ebrei che stavano in Europa, capito? Invece il >> Ma anche gli italiani, anche gli italiani il getto di Roma tutti là sono finiti. >> Sì, ma quella è un'altra storia. La storia di Ferramonti è particolare, perciò noi diciamo che è una storia è un unicum la storia di Ferramonti. Questo l'ho capito. La mia domanda era di altro tipo. Perché venivano arrestati nei nord Italia e portati qui e non deportati in Europa come gli altri?
1:16:00 >> Facevano istinzione o no? >> Ma no, ma no, no. Che facevano è la storia dei prigionieri italiani, dei prigionieri ebrei residenti in Italia che è diversa da quelli che venivano portati ad Auschwitz, capito? Aus Daao. Allora, il Campo di Ferramonti viene attivato nel giugno, nell'estate del 1940 come conseguenza della emanazione delle leggi raziali volute emanate da Mussolini. Allora, nel momento in cui l'Italia che entra entra entra in guerra nel maggio del 40, no? Mussolini cosa dice? Tutti gli ebrei stranieri, stranieri residenti in Italia se ne devono andare, non possono stare, vengono catturati perché vengono considerati nemici dello Stato. E allora
1:16:47 incomincia che cosa? Addirittura l'arresto a Catena. Allora, dov'erano questi giovani? I primi che sono arrivati a Ferramonde? I primi che sono arrivati a Ferronti sono stati un centinaio di giovani che venivano da Genova. Che c'entra Genova? Perché questi giovani studiavano a Genova, studiavano in Italia, parlavano bene l'Italia e parecchi di loro erano medici. Vengono catturati. Perché vengono catturati? considerati nemici dello Stato italiano, anche se non avevano fatto niente. Poi da Milan, questo succede a Genova, succede a Milano, succede anche a Roma e piano piano, no, man mano che li arrestavano li mandavano qui perché questo era il campo più grande voluto apposta per questi ebrei. Poi non solo gli ebrei, il
1:17:34 campo è diventato, come dire, proprio popolato in una maniera densa perché agli ebrei, insomma, sono successi poi che cosa? I i zingari, i rom venivano Sì, gli omosessuali, ma anche, per esempio, anche gli antifascisti nel secondo periodo storico poi, no, sono venuti, cioè Certo, certo. Per esempio i greci, ma i greci non erano ebrei, però anche loro sono stati catturati dove? Perché molti greci lavoravano, per esempio, anche in Libia e poi la Grecia era stata occupata storicamente, no, dall'Italia eccetera. Sono tutti i territori che vengono considerati, come dire, ostili, ostili, ma ostili anche all'Italia e perciò e perciò vengono catturati e vengono messi qui. Allora, qui ecco perché lei mi chiedeva qual era la
1:18:20 differenza tra un campo di concentramento fascista voluto da Mussolini e un campo di invece di di come di persecuzione di di di cambi Certo, il nome proprio questo di sterminio. E perché lì la politica la politica di Hitler era una, la politica di Mussolini è un'altra, anche se parecchi storici dicono che Mussolini aveva in mente di fare come Hitler, invece per Ferram Sì. Ma a Ferramonde la situazione è stata diversissima. questa diversità di Perramonte, no, che rende in evidenza la diciamo unicità, cioè rispetto a tutti anche agli altri campi fascisti in Italia, Ferramondi ha avuto, come dire, una storia particolare ed unica. Per
1:19:06 quale motivo? Il motivo è stato questo, che tutti quegli ebrei che sono stati internati qui erano all'altezza della situazione e tendevano ad autogovernarsi. avevano la capacità di capire che dovevano organizzare la propria vita, no, collettiva in una maniera che perlomeno rispettasse la dignità umana. Tutto questo tutto questo è stato possibile perché perché il il direttore Paolo Salvatore ha concesso questo, no? Lui ha usato la politica della sefer, cioè lasciato mi pari perché non mi create i problemi? Cioè il direttore si rende conto che queste persone erano persone dignitose, erano capaci capaci di di di autogovernarsi, no? Allora allora dava i permessi, no? Concedeva
1:19:51 loro che questa auto autogoverno, che questo questa forma di autogoverno arrivasse, insomma, si realizzasse e in effetti cosa succedeva? Succedeva questo, lo dico facile facile. Ogni baracca poteva contenere dai 30 alle 35 persone. Ogni ogni tutti gli internati nelle baracche eleggevano in una maniera democratica un loro rappresentante. Quindi 92 baracche, 92 rappresentanti o capi baracca. Tutti i capi baracca messi insieme eleggevano l'ober capo, cioè il capo dei capi il quale >> ancora No, non è questo il parlamento, insomma, il parlamento viene dopo. Allora tutti questo obber capo aveva la funzione di mediare tra le esigenze di
1:20:38 tutti gli internati con quello che era la direzione del campo, no? E allora cosa fanno gli anziani? per anziani intendiamo i primi arrivati, cioè quei giovani medici di cui parlavano di di Milano, di Genova, cosa fanno? E che avevano la conoscenza effettiva dei problemi. Questi si costituiscono, ecco, a come? Ad assemblea. Quindi fanno l'assemblea questi, gli Ober capo, no? I capi, i capi Battra si riuniscono ogni domenica e deliberano. Cosa fanno? dice, "Beh, noi dobbiamo organizzare la nostra vita, così non possiamo stare". Ci hanno privato dei diritti umani, però la dignità non l'abbiamo, non abbiamo la libertà, però possiamo possiamo in qualche modo, ecco, far rispettare e rispettarci, dare un senso alla nostra assistenza perché non sappiamo quello
1:21:24 che accadrà. Infatti la dimensione più brutta qual era? Il vivere nell'incertezza, non sapere dov'erano gli altri familiari componenti della famiglia, no? non sapere l'indomani che cosa avrebbe portato più e che è la cosa più grave, no, che uno possa subire. E quindi in queste riunioni eh eh chiaramente coloro che coordinavano tutto formavano che cosa? L'assemblea del Parlamento. E il Parlamento cosa fa? Delibera il Parlamento. La prima cosa che hanno istituito qual è? Un tribunale. Perché c'erano anche dei giudici. Allora noi dobbiamo riflettere. Se la prima istituzione >> c sono una popolazione di 2000 persone c'era tutto questo organismo. Sì, sì, sì. Eh, ma ancora se mi sente. Quindi la prima istituzione è un tribunale. Chiediamoci che si sta a fare un tribunale in un in un campo di
1:22:10 prigionia. Vuol dire che bisognava dirimere alcune questioni, vuol dire che la vita non era facile da aggregarsi perché, insomma, c'erano persone che provenivano dal nord Europa, eh allora insomma per amalgamarsi insomma la vita, ecco, richiedeva impegni, no? E quindi e quindi ci voleva che cosa? Ci voleva, appunto, insieme a chi amministrasse la giustizia. Poi il secondo passo, perché nel secondo periodo di flusso di persone che sono venuta qui è venuto un gruppo di 302 persone da Bengasi in Libia, no? Erano questo gruppo di ebrei che stavano andando in Palestina, però sono stati intercettati, la loro nave è stata fermata eccetera, li hanno fatti scalare e li hanno fattieme rimanere lì un po' in prigionia perché la Libia allora era
1:22:56 sempre per l'Italia eccetera. Allora cosa succede? Succede che vengono internati qui perché presi, incarcerati e cioè arrestati in un territorio italiano, capito? Allora, vengono qui, però ecco, abbiamo questa novità rispetto al primo flusso. Il primo flusso era costituito da giovani, no, giovani medici, cioè persone singole. Invece i ben gasioti erano gruppi familiari. Allora si pone il problema anche Certo. 35 bambini. Allora, cosa si pone? il problema di gestire vite familiari, anche le baracche vengono costruite e vengono assemblate in una maniera diversa con la cucina in mezzo poi insomma con la composizione della famiglia che potesse vivere in una maniera documentazione di com'erano le baracche perché qui è rimasto non è
1:23:41 rimasto nulla. Abbiamo documentazioni di governo. >> Certo, certo. Abbiamo i documenti storici. Ritorniamo ai bengasioti. I bengazioti sono 302. Quindi si pone il problema di riadattare le le baracche per gruppi familiari. Si pone il problema dei bambini che facciamo? Istituiscono le scuole. Allora, vengono istituite le scuole. Ma quello che è bello e sorprendente è che per esempio a Terranova a a Tarsi a pochi chilometri di qua a Spezzano eccetera, mica c'erano le scuole medie. Qui c'era l'asilo, era contemplato l'asilo, le scuole elementari, le scuole medie e anche le scuole superiori come conformemente a ai regolamenti eh di studio che erano vigenti in Italia, affinché alla fine della guerra speravano tutti, dice "Noi facciamo gli esami, poi i nostri studi
1:24:27 vengono". Quanti bambini c'erano qua dentro? Qui 35 quelle che sono venute nel gruppo di di di come de Bangasiote, però poi quando sono venute quelli del penso e anche altri che sono nati qui. >> Quindi maggiore afflusso la popolazione qua dentro. Quanti più o meno bambini c'erano? >> Quanti bambini? Eh, io credo che più di 100 più no. Eh, decisamente, ma più >> Senta, dopo dopo la liberazione, dopo la guerra e questi bambini hanno testimoniato la vita che c'era nel campo qua dentro. >> Certo, Certo, dopo la guerra. Non è che rimanevano qui, insomma. Vabbè, c andati via normale. >> Loro se ne sono andati via con i propri genitori, insomma, hanno fatto hanno messo famiglia su, alcuni sono andati alcuni sono ritornati nelle loro terre terre di origine. >> Cerchi è morto non è andato è frito nei
1:25:13 crematori poi qualcuno >> che sono stati liberati loro sono andati via e >> chi è andato via. Mi faccio dire con cautela, ma non è che da qui sono andati ne forni creatori. Coloro che qui >> per esempio erano da soli e il resto della famiglia si trovava altrove e hanno fatto domanda di essere ricongiunti alla famiglia e se ne sono
…