D.Lgs. 81/2008 – Parte 1 – Sicurezza sul lavoro: principi generali, soggetti e obblighi | Concorsi

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Breve Sommario

Questo video di Juridicast introduce il Decreto Legislativo 81/2008, noto come Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, evidenziandone l'importanza e la complessità. Il video si concentra sui principi generali, l'ambito di applicazione, i protagonisti della sicurezza aziendale e la struttura istituzionale di supporto e controllo.

  • Il Testo Unico mira a uniformare e chiarire la tutela della sicurezza sul lavoro in Italia.
  • Si applica a tutti i settori, sia pubblici che privati, e a tutte le tipologie di lavoratori, inclusi autonomi e figure equiparate.
  • Definisce ruoli chiave come datore di lavoro, dirigente, preposto, RSPP, medico competente e RLS, ciascuno con specifici obblighi e responsabilità.

Introduzione al Decreto Legislativo 81/2008

Il video introduce il Decreto Legislativo 81/2008, noto come Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, sottolineando come questa normativa influenzi la vita quotidiana di milioni di persone e imprese. Data la sua importanza e complessità, il canale Juridicast ha deciso di dedicare più incontri all'argomento. In questa prima parte, l'attenzione è focalizzata sui principi generali, l'ambito di applicazione della legge, le figure chiave della sicurezza in azienda e la struttura del sistema istituzionale che promuove e controlla l'applicazione della normativa.

Obiettivi e Finalità del Testo Unico

Il Testo Unico nasce dall'esigenza di riordinare una materia precedentemente regolata da una miriade di leggi stratificate e non sempre coordinate, oltre alla necessità di recepire diverse direttive europee. L'obiettivo principale è rendere più chiara e uniforme la tutela della sicurezza per tutti i lavoratori su tutto il territorio nazionale, assicurando i livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e sociali. Il testo è organizzato in titoli e allegati tecnici e viene costantemente aggiornato per seguire le evoluzioni del mondo del lavoro.

Ambito di Applicazione del Decreto

L'articolo 3 del Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce che si applica a tutti i settori di attività, sia privati che pubblici, e a tutte le tipologie di rischio. La copertura è volutamente vasta e riguarda tutti i lavoratori, subordinati o autonomi, e altre figure equiparate. La definizione di "lavoratore" è ampia e include chiunque svolga un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro, a prescindere dal tipo di contratto e dalla retribuzione, includendo anche chi impara un mestiere, come i tirocinanti e gli studenti in laboratorio.

Situazioni Particolari e Settori Esclusi

Il decreto si occupa specificamente dei lavoratori autonomi e delle imprese familiari, con particolare attenzione ai lavoratori in distacco, dove gli obblighi principali di sicurezza ricadono su chi utilizza effettivamente il lavoratore. Per i lavoratori autonomi e i componenti dell'impresa familiare, si applicano principalmente le regole dell'articolo 21, che riguardano l'uso di attrezzature a norma, i dispositivi di protezione individuale (DPI) e la tessera di riconoscimento in caso di appalti. Alcuni settori come le forze armate, la polizia, i vigili del fuoco (solo per le attività di soccorso), le carceri, i tribunali, le università e alcuni istituti culturali sono trattati in modo specifico, tenendo conto delle esigenze del servizio, spesso demandando la regolamentazione di dettaglio a decreti interministeriali appositi.

Figure Chiave della Sicurezza in Azienda

L'articolo 2 del Testo Unico definisce diverse figure chiave per la sicurezza in azienda. Il datore di lavoro è il soggetto responsabile dell'organizzazione e ha poteri decisionali e di spesa. Il dirigente attua le direttive del datore di lavoro, organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa. Il preposto sovrintende direttamente all'attività lavorativa, garantendo che le direttive vengano messe in pratica e controllando la corretta esecuzione. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) coordina il servizio di prevenzione. Il medico competente collabora alla valutazione dei rischi e fa la sorveglianza sanitaria sui lavoratori. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è eletto dai lavoratori per rappresentarli sugli aspetti della salute e sicurezza.

Concetti Chiave: Prevenzione, Salute e Valutazione dei Rischi

Il Testo Unico definisce concetti importanti come prevenzione, salute e valutazione dei rischi. La prevenzione è l'insieme delle misure per evitare o diminuire i rischi sul lavoro. La salute è definita come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. La valutazione dei rischi è la valutazione globale e documentata di tutti i rischi presenti in azienda. La sorveglianza sanitaria è l'insieme degli atti medici per tutelare la salute dei lavoratori rispetto ai rischi specifici del loro lavoro. Infine, l'informazione, la formazione e l'addestramento sono processi chiave per rendere i lavoratori consapevoli dei rischi e delle misure di sicurezza.

Struttura Istituzionale per la Sicurezza sul Lavoro

Il Testo Unico disegna un'architettura istituzionale per supportare e controllare l'applicazione della legge. A livello nazionale, un comitato presso il Ministero del Lavoro definisce le strategie e coordina la vigilanza. La commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro analizza i problemi applicativi e propone modifiche alle leggi. Il sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP), gestito dall'INAIL, raccoglie dati su infortuni e malattie professionali. Sul territorio, l'INAIL, i ministeri competenti, le regioni, le province autonome, le ASL e l'Ispettorato nazionale del lavoro (INL), insieme ai Vigili del Fuoco, svolgono attività di vigilanza. Gli organismi paritetici formati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori supportano le imprese e promuovono la formazione.

Potere di Sospensione e Obblighi Concreti

L'articolo 14 introduce il potere di sospensione dell'attività imprenditoriale per violazioni gravi della sicurezza o per la presenza di lavoratori in nero in percentuale superiore al 10%. L'articolo 15 elenca le misure generali di tutela, come la valutazione dei rischi, l'eliminazione dei rischi alla fonte, il rispetto dei principi ergonomici, la priorità alle misure di protezione collettiva, il controllo sanitario dei lavoratori, l'informazione, la formazione e l'addestramento adeguati, e la partecipazione dei lavoratori e del loro rappresentante (RLS).

Obblighi del Datore di Lavoro e Delega di Funzioni

Il datore di lavoro è il principale responsabile degli obblighi di sicurezza. L'articolo 17 stabilisce che la valutazione dei rischi e la designazione del RSPP non possono essere delegate. L'articolo 18 elenca gli altri obblighi delegabili, come la nomina del medico competente, la designazione dei lavoratori per le emergenze, la fornitura dei DPI e la garanzia di informazione, formazione e addestramento. La delega deve essere fatta per iscritto, il delegato deve avere le competenze necessarie e l'autonomia di spesa, e deve accettare la delega per iscritto. Anche con la delega, il datore di lavoro mantiene un obbligo di vigilanza sul delegato.

Obblighi di Dirigenti, Preposti e Lavoratori

I dirigenti hanno obblighi simili a quelli del datore di lavoro, limitati al loro ambito di competenza. I preposti sono le sentinelle della sicurezza sul campo, devono sovrintendere e vigilare che i lavoratori rispettino le regole, segnalare pericoli e interrompere l'attività in caso di pericolo grave. I lavoratori devono prendersi cura della propria sicurezza e salute, osservare le istruzioni, usare correttamente le attrezzature e i DPI, segnalare pericoli, partecipare alla formazione e sottoporsi ai controlli sanitari.

Obblighi di Progettisti, Fabbricanti e Medici Competenti

Chi progetta, fabbrica e installa macchinari deve rispettare i requisiti di sicurezza fin dalla progettazione. Il medico competente collabora alla valutazione dei rischi, programma ed effettua la sorveglianza sanitaria, istituisce e aggiorna le cartelle sanitarie, informa i lavoratori sui risultati degli accertamenti e visita gli ambienti di lavoro. L'articolo 21 specifica gli obblighi per i lavoratori autonomi e le imprese familiari.

Sanzioni e Responsabilità

Il titolo 12 del decreto dettaglia un apparato sanzionatorio con sanzioni penali e amministrative per le violazioni commesse dai vari soggetti. È importante il collegamento con il decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti: in caso di reati gravi come omicidio colposo o lesioni colpose gravi derivanti dalla violazione delle norme sulla sicurezza, può essere sanzionata anche l'azienda con multe e misure interdittive.

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Trascrizione

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0:00 [Musica] Benvenuti su Juridicast, il canale che dà voce al diritto. Oggi iniziamo un percorso di approfondimento su una normativa davvero centrale nel nostro ordinamento, il decreto legislativo 81 del 2008, conosciuto da tutti come il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Una normativa fondamentale, sì. Che tocca la vita quotidiana di milioni di persone e imprese. Davvero importante. >> Esattamente., E, data, la, sua, importanza, ma anche la sua complessità, eh abbiamo deciso di dedicarle più di un incontro. In questa prima parte allora ci

0:46 concentreremo sui principi generali. Vedremo un po' a chi si applica questa legge, chi sono i protagonisti della sicurezza in azienda >> le, figure, chiave,, diciamo. >> Sì,, le, figure, chiave, e, come, è strutturato il sistema istituzionale che, insomma, la promuove e la controlla. Partiamo dalle fondamenta. Ecco, >> beh,, un, ottimo, punto, di, partenza,, anche perché il testo unico nasce proprio dall'esigenza di mettere ordine, no, in una materia che prima era regolata da una miriade di leggi, spesso stratificate nel tempo, non sempre coordinate tra loro. >> Un, bel, caos,, immagino. >> Eh,, un, po', sì., E, poi, c'era, bisogno, di recepire tante direttive europee, quindi l'obiettivo era proprio creare un corpus unico organico. >> Quindi, la, missione, principale, di, questo

1:32 testo unico è rendere più chiara e uniforme la tutela della sicurezza per tutti. Precisamente, guarda, l'articolo 1 lo dice chiarissimo. Lo scopo è garantire l'uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori su tutto il territorio nazionale e assicurare i livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e sociali. Mette insieme, diciamo, in un unico testo che poi è organizzato in titoli e ha tantissimi allegati tecnici quasi tutte le regole sulla sicurezza superando quella vecchia frammentazione. >> Ok., La, finalità, ultima,, proprio, il cuore, è la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E attenzione, è un testo vivo, eh, viene aggiornato costantemente. La versione di cui parliamo oggi, per dire, è

2:17 aggiornata a maggio 2024, proprio per seguire le evoluzioni del lavoro. >> Bene,, chiarissima, la, missione., Allora, passiamo a una domanda che sembra semplice, ma forse non lo è. Eh, a chi si applica esattamente questo decreto? Credo sia una delle prime cose da capire, no? fondamentale anche per chi studia per i concorsi, immagino. >> Domanda, cruciale., Sì,, l'articolo, 3, è molto molto esplicito. Il decreto si applica a tutti i settori di attività sia privati che pubblici, ok? e a tutte le tipologie di rischio >> quindi, copre, tutto, praticamente. >> Esatto., E, soprattutto, riguarda, tutti, i lavoratori e le lavoratrici, siano subordinati o autonomi, e anche altre figure che sono equiparate. La copertura

3:04 è volutamente vastissima. Quindi quando la legge parla di lavoratore non intende solo, come dire, il classico dipendente con contratto fisso? >> Assolutamente, no., Anzi,, la, definizione che dall'articolo 2 è molto ampia. è lavoratore chiunque svolga un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato che sia, a prescindere dal tipo di contratto, anche se non c'è retribuzione, eh, pensa chi impara un mestiere. >> Ah,, davvero?, Anche, chi, impara? >> Sì,, sì., Questa, definizione, abbraccia tantissime figure, i soci lavoratori di cooperative, i tirocinanti quando usano attrezzature o laboratori, gli studenti che fanno attività in laboratorio, i volontari della protezione civile, dei vigili del fuoco. L'idea di fondo è

3:50 proteggere chiunque sia inserito in un contesto organizzato da qualcun altro. >> Capisco., E, per, situazioni, un, po' particolari, tipo i lavoratori autonomi o le imprese familiari, che sono tantissime in Italia, no? Certo, il decreto se ne occupa in modo specifico ad esempio per i lavoratori in distacco cioè quando un'azienda manda un solo lavoratore a lavorare temporaneamente per un'altra. >> Ok?, il, lavoratore, prestato,, diciamo, >> ecco,, diciamo, così,, gli, obblighi principali di sicurezza ricadono su chi lo utilizza effettivamente, il cosiddetto distaccatario, per i lavoratori autonomi, quelli veri con partita IVA per intenderci e per i componenti dell'impresa familiare piccoli artigiani, coltivatori diretti. Ecco, per loro si applicano

4:35 principalmente le regole dell'articolo 21. >> E, cosa, dice, questo, articolo, 21, in, breve? Sostanzialmente dice che devono usare attrezzature di lavoro a norma, devono procurarsi e usare i DPI adatti, cioè i dispositivi di protezione individuale e se lavorano in appalto devono avere una tessera di riconoscimento. Sono tutele mirate per chi lavora in autonomia, ma può comunque correre dei rischi. >> Chiaro., Ma, ci, sono, ambiti, lavorativi, che invece sono escluse o trattati in modo diciamo, diverso? Sì, ci sono. L'articolo 3 menziona alcuni settori particolari, pensa alle forze armate alla polizia, ai vigili del fuoco, ma solo per le attività di soccorso vere e proprie, alle strutture tipo carceri o

5:21 tribunali, le università, certi istituti culturali come archivi, biblioteche. >> Ah,, ok., Ecco,, in, questi, casi, il, decreto si applica, ma tenendo conto delle esigenze specifiche del servizio. Spesso la regolamentazione di dettaglio è demandata a decreti interministeriali appositi. La cosa, diciamo, curiosa è che molti di questi decreti non sono ancora usciti. >> Ah,, davvero?, E, e, quindi >> Cubi, spesso, si, continua, ad, applicare, la normativa che c'era prima o comunque i principi generali del testo unico. Per chi studia è importante ricordarsi questo. La regola è che si applica a tutti, ma bisogna sempre controllare se c'è una norma speciale per quel settore lì. Ah, è un'altra cosa. L'articolo 4

6:09 spiega come si contano i lavoratori. Sembra un dettaglio, ma non lo è, perché certi obblighi scattano solo se si supera un certo numero di dipendenti. >> Bene,, abbiamo, visto, chi, è, il, lavoratore, ma per capire come funziona tutta la macchina della sicurezza dobbiamo conoscere anche gli altri protagonisti. L'articolo 2 del testo unico ne definisce parecchi, mi pare. Diamo un'occhiata veloce ai ruoli chiave. Facciamolo sì, perché sono definizioni fondamentali e sono spesso al centro delle domande d'esame o dei dubbi pratici. Eh, partiamo dalla figura centrale, il datore di lavoro >> ok?, che, è, il, titolare, del, rapporto, di lavoro, certo, ma più in generale è il soggetto che ha la responsabilità dell'organizzazione dell'azienda o dell'unità produttiva perché perché

6:56 esercita i poteri decisionali e di spesa. >> Quindi, chi, comanda, è, al, portafoglio,, per dirla semplice. >> Esatto., Rende, l'idea., Nelle, pubbliche amministrazioni di solito è il dirigente che ha proprio questi poteri gestionali >> e, poi, ci, sono, figure, più, operative, immagina. Certo. Troviamo il dirigente. È definito come la persona che in base alle sue competenze e ai poteri che ha attua le direttive del datore di lavoro come organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa. >> Mh. >> E, poi, c'è, il, preposto., Questa, è, una figura chiave sul campo. è chi sovrintende direttamente all'attività lavorativa, garantisce che le direttive vengano messe in pratica dai lavoratori

7:42 né controlla la corretta esecuzione e ha anche un potere, diciamo, di iniziativa per la sicurezza. Ok, quindi la differenza tra dirigente e preposto sta un po' nel livello. Il dirigente ha un ruolo più organizzativo, strategico mentre il preposto è più lì sul pezzo a controllare che le cose vengano fatte bene. >> Esattamente., Hai, colto, il, punto., È, una distinzione chiave e spesso oggetto di quesiti, come dicevi, il dirigente organizza, il preposto controlla l'esecuzione diretta del lavoro. Poi ovvio, ci sono le figure tecniche >> tipo, il, famoso, RSPP,, giusto?, Proprio lui, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, è la persona che può essere interna o esterna all'azienda, eh, che ha capacità e

8:27 requisiti professionali specifici, li trovi nell'articolo 32, e viene designata dal datore di lavoro per coordinare tutto il servizio di prevenzione. Il medico? >> Ah,, il, medico, competente, è, un, medico specializzato in medicina del lavoro o discipline simili, anche lui con requisiti specifici, articolo 38. Collabora alla valutazione dei rischi e fa la sorveglianza sanitaria sui lavoratori. Figura importantissima. >> Certo. >> E, infine,, ma, non, per, importanza,, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza RLS. è la persona eletta o designata proprio dai lavoratori per rappresentarli su tutti gli aspetti della salute e sicurezza. È la loro voce diciamo. >> Chiarissimo., Oltre, alle, figure,, mi

9:15 dicevi che l'articolo 2 definisce anche concetti importanti come prevenzione salute, valutazione dei rischi. Ci dici due parole su questi? Sì, volentieri perché danno proprio il senso di tutta la normativa. La prevenzione è definita come il complesso delle misure che servono per evitare o almeno diminuire i rischi sul lavoro. >> Ok., Evitare, o, diminuire. >> Esatto., La, salute, invece, riprende, la definizione molto bella dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. È uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non solo l'assenza di malattia. un concetto ampio >> molto., Poi, la, valutazione, dei, rischi, è la valutazione globale e documentata di

10:00 tutti i rischi presenti in azienda, non uno di meno. La sorveglianza sanitaria è l'insieme degli atti medici fatti per tutelare la salute dei lavoratori rispetto ai rischi specifici del loro lavoro. E infine tre processi chiave per rendere i lavoratori consapevoli: informazione, formazione e addestramento. Sono tre cose diverse, è ognuna con lo scopo di trasferire conoscenze e capacità pratiche. >> Ok,, abbiamo, le, regole, base,, i protagonisti, ma il testo unico disegna anche tutta un'architettura istituzionale, vero? Una specie di rete di enti che dovrebbero supportare e controllare che la legge sia applicata. Come funziona questo sistema? Lo troviamo tra gli articoli 4 e 13, mi pare. >> Sì,, è, un, sistema, pensato, per, dare

10:47 indirizzi comuni a livello nazionale coordinare le azioni e vedere come vanno le cose. Ci sono alcuni organi centrali importanti, ad esempio, un comitato per l'indirizzo è la valutazione delle politiche attive che sta presso il Ministero del Lavoro. Questo definisce le strategie nazionali, tipo il Piano Nazionale Prevenzione e coordina la vigilanza. Mh. >> Poi, c'è, la, commissione, consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. Sempre al Ministero del Lavoro è composta da rappresentanti di vari ministeri, delle regioni, delle parti sociali, dell'INAIL, esperti, insomma un sacco di gente. È un organo tecnico fondamentale, analizza i problemi applicativi, propone modifiche alle leggi, valida le buone pratiche che le

11:33 aziende mettono in atto ed è a questa commissione che si rivolgono gli interpelli. Ah, gli interpelli, ne ho sentito parlare, sembra uno strumento utile per avere un po' di chiarezza, no? >> Molto, utile., Sai,, l'articolo, 12, permette agli enti istituzionali, ma anche alle principali organizzazioni sindacali e datoriali di chiedere alla commissione dei pareri su come interpretare o applicare una norma specifica e le risposte che la commissione dà diventano dei criteri guida vincolanti per gli ispettori. >> Ah,, ok., Quindi, aiutano, a, dare un'interpretazione uniforme su tutto il territorio. >> Proprio, così., è, un, meccanismo, importante per capire come la norma viene letta ufficialmente. Poi ancora a livello centrale c'è il sistema informativo nazionale per la prevenzione SIMP

12:19 gestito dall'INIL che raccoglie tutti i dati su infortuni e malattie professionali per capire dove intervenire meglio con le politiche di prevenzione. >> Quindi, organi, di, indirizzo,, consultivi, di raccolta dati e poi chi opera concretamente sul territorio chi controlla. Beh, qui entrano in gioco diversi enti pubblici. L'INAIL il 9, per esempio, non fa solo l'assicurazione contro gli infortuni, svolge un ruolo cruciale nella ricerca nell'informazione, nell'assistenza alle imprese, nella formazione e finanzia pure progetti per migliorare la sicurezza. Art 11. importante. >> Poi, ci, sono, i, vari, ministeri, competenti, le regioni, le province autonome e soprattutto le ASL, le aziende sanitarie locali e l'Ispettorato nazionale del

13:05 lavoro INL. Insieme ai Vigili del Fuoco per le loro competenze specifiche sull'antincendio sono loro che svolgono l'attività di vigilanza Art 13, cioè controllano che le norme siano rispettate. Un ruolo importante lo giocano anche gli organismi paritetici AR50. formati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori che danno una mano alle imprese e promuovono la formazione. >> Ok,, mi, sembra, un, sistema, piuttosto articolato. Cerca di coprire tutti gli aspetti, definire le regole, aiutare le aziende ad applicarle e poi controllare che lo facciano davvero. Hai menzionato la vigilanza e mi pare che l'articolo 14 introduca anche un potere piuttosto forte per gli ispettori, la sospensione vero? Sì, esatto. Il potere di

13:51 sospensione dell'attività imprenditoriale. Gli organi di vigilanza ASL o INL possono adottare questo provvedimento che è molto pesante se trovano delle violazioni di sicurezza particolarmente gravi. C'è un eleno preciso nell'allegato I della legge o se scoprono che ci sono lavoratori in nero in una percentuale pari o superiore al 10% dei lavoratori presenti al momento del controllo. >> Caspita,, una, misura, drastica., Eh, sì,, è riservata a situazioni di pericolo serio o di grave irregolarità. >> Bene,, arriviamo, allora, al, cuore, della questione. Gli obblichi concreti. Cosa devono fare i vari soggetti della sicurezza? Parliamo degli articoli da 15 a 21. Quali sono i principi guida, le misure generali che ogni azienda deve

14:38 seguire? >> Allora,, l'articolo, 15, elenca, le cosiddette misure generali di tutela. Sono un po' la bussola della prevenzione, i principi fondamentali. Vediamone alcuni. Bisogna valutare tutti i rischi, programmare la prevenzione integrando tecnica, organizzazione e condizioni di lavoro. >> Ok? >> Poi, il, mantra, è, eliminare, il, rischio alla fonte. Se proprio non è possibile allora bisogna ridurli al minimo. Bisogna rispettare i principi ergonomici, cioè adattare il lavoro all'uomo, dare priorità alle misure di protezione collettiva, tipo un parapetto, una barriera, rispetto a quelle individuali, come può essere l'imbraccatura. >> Chiaro?, Prima, proteggere, tutti,, poi, il singolo se serve. Esatto. E poi ancora

15:23 eh effettuare il controllo sanitario dei lavoratori, assicurare informazione formazione e addestramento adeguati garantire la partecipazione consultazione dei lavoratori e del loro rappresentante, l' RLS, preparare misure per gestire le emergenze, insomma un approccio completo. >> E, il, protagonista, principale, di, tutti questi obblighi è lui, il datore di lavoro. quali sono le sue responsabilità e soprattutto questo è un punto che torna sempre anche negli esami mi dicono ci sono cose che non può assolutamente delegare ad altri. Assolutamente sì e questo è un punto fondamentale. Il datore di lavoro ha una lunga lista di obblighi, li trovi nell'articolo 18 ma prima ancora l'articolo 17 scolpisce

16:09 nella pietra i due obblighi che non può nessuno mai e sono uno, la valutazione di tutti i rischi e la conseguente stesura del documento di valutazione dei rischi, il famoso DVR. Du, la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione l'RSPP. >> Ok,, questi, due, sono, intoccabili, rimangono sempre e comunque in capo a lui. >> Sempre., Su, questi, due, aspetti, la responsabilità è e rimane del datore di lavoro. Sono proprio il cuore della sua posizione di garanzia, come si dice in gergo giuridico. >> Chiarissimo., Quindi, valutare, i, rischi, e nominare il super consulente della sicurezza sono compiti suoi e basta. e tutti gli altri obblighi, quelli invece

16:56 delegabili. Qualche esempio? Beh, sono tanti e l'articolo 18 li elenca in dettaglio. Ad esempio, nominare il medico competente, designare i lavoratori che si occupano delle emergenze, antincendio, primo soccorso fornire i DPI giusti e assicurarsi che funzionino. Garantire che i lavoratori ricevano informazione, formazione e addestramento adeguato. Vigilare che tutti rispettino le norme: dirigenti preposti, lavoratori, consultare l'RL. aggiornare continuamente le misure di prevenzione. Ah, e un obbligo importante che è stato anche rafforzato di recente quello di individuare il preposto o i preposti che devono proprio sovraintendere alla sicurezza durante il

17:41 lavoro quotidiano. >> Ok?, E, se, il, datore, di, lavoro, vuole delegare alcuni di questi compiti quelli delegabili ovviamente, come funziona? Può farlo così a voce? No, no assolutamente. L'articolo 17 stabilisce delle regole molto precise perché la delega sia valida e, diciamo, efficace. Prima di tutto deve essere un atto scritto con data certa. Poi il delegato cioè la persona a cui si delega, deve avere le competenze tecniche e l'esperienza necessarie per quel compito. >> Logico. >> La, delega, deve, attribuirgli, i, poteri, di organizzazione, gestione e controllo e anche l'autonomia di spesa che serve per poter effettivamente fare quello che gli viene chiesto. E cosa fondamentale il

18:27 delegato deve accettare la delega per iscritto, >> quindi, serve, un, accordo, formale. >> Esatto., C'è, un, ma, importante., Anche, se la delega è fatta bene, il datore di lavoro non si libera completamente mantiene sempre un obbligo di vigilanza sul delegato. Deve controllare che il delegato faccia effettivamente quello che deve fare e lo faccia bene. Non può semplicemente delegare e disinteressarsene. >> Capito?, La, vigilanza, rimane, sempre. Abbiamo parlato tanto del datore di lavoro e gli altri due ruoli chiave nell'organizzazione, dirigenti e preposti. Che obblighi specifici hanno loro? >> Allora,, i, dirigenti,, come, dice l'articolo 18, hanno obblighi molto simili a quelli del datore di lavoro, ma

19:13 ovviamente limitati al loro ambito di competenza e responsabilità. In pratica devono mettere in atto le direttive del capo, organizzando il lavoro in sicurezza. I preposti invece definiti nell'articolo 19 sono proprio le sentinelle della sicurezza sul campo come dicevamo prima. >> Ok?, devono, sovreintendere, e, vigilare, che i lavoratori rispettino le regole, usano i DPA, seguono le procedure, devono segnalare subito se c'è un pericolo o qualcosa che non va, devono potere interrompere l'attività se c'è un pericolo grave e immediato e devono anche frequentare una formazione specifica per il loro ruolo. Il loro compito di vigilanza attiva è stato molto molto enfatizzato dalle recenti

19:59 modifiche alla legge. Quindi un ruolo di controllo molto diretto e operativo e i lavoratori, abbiamo detto che la sicurezza è un diretto, ma comporta anche dei doveri attivi per loro. >> Certamente, l'articolo, 20, elenca, proprio gli obblighi dei lavoratori e non sono pochi, eh, ogni lavoratore deve prima di tutto prendersi cura della propria sicurezza e salute, ma anche di quella delle altre persone presenti sul lavoro. deve osservare le istruzioni che riceve dal datore di lavoro, dai dirigenti, dai preposti. Deve usare correttamente le attrezzature, le sostanze pericolose, i mezzi di trasporto e ovviamente i DPI che gli vengono dati. Mh >> mh. >> Deve, segnalare, subito, se, vede, che mancano dei mezzi, dei dispositivi o se

20:44 c'è una situazione di pericolo. non deve assolutamente rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza, non deve fare di testa sua operazioni che non gli competono o che potrebbero essere rischiose. Deve partecipare ai programmi di formazione e addestramento e deve sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal medico competente. È una partecipazione attiva, fondamentale per far funzionare tutto il sistema. È vero la sicurezza si fa insieme. Per completare il quadro degli obblighi ci sono responsabilità anche per chi sta diciamo, a monte, tipo chi progetta o fornisce le attrezzature e per il medico competente. >> Esatto,, anche, se, sono, obblighi, più specifici. Chi progetta macchinario impianti, articolo 22, chi li fabbrica e

21:30 li vende, articolo 23, e chi li installa, articolo 24, deve rispettare i requisiti di sicurezza fin dall'origine fin dalla progettazione. Non possono mettere sul mercato cose pericolose insomma. Certo. >> E, il, medico, competente, articolo, 25, ha, un ruolo cruciale e obblighi precisi. Collabora con il datore di lavoro alla valutazione dei rischi. Programma ed effettua alla sorveglianza sanitaria. Istituisce e aggiorna la cartella sanitaria per ogni lavoratore, informa lavoratori sui risultati degli accertamenti, informa il datore di lavoro sui risultati collettivi, ma in forma anonima per la privacy, visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno. Insomma, lavora in piena autonomia professionale per tutelare la

22:16 salute dei lavoratori. Ah, e poi c'è l'articolo 21 che, come accennavamo prima, specifica gli obblighi per i lavoratori autonomi e le imprese familiari. Bene, ovviamente a tutti questi obblighi, se non vengono rispettati, corrispondono delle conseguenze, delle responsabilità. Inevitabilmente tutto il titolo 12º del decreto dagli articoli 55 in poi dettaglia un complesso apparato sanzionatorio. Ci sono sanzioni penali, arresto o ammenda e sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni commesse dai vari soggetti: di lavoro, dirigenti preposti, ma anche lavoratori, medico competente progettisti fabbricanti. Ognuno risponde per la sua parte.

23:01 >> Ok?, E, c'è, un, aspetto, importantissimo, da ricordare, soprattutto per le aziende il collegamento con il decreto legislativo 231 del 2001 >> quello, sulla, responsabilità amministrativa degli enti. proprio lui se vengono commessi i reati gravi come l'omicidio colposo o le lesioni colpose gravi o gravissime e questi reati sono conseguenza della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, può essere chiamata a rispondere penalmente la persona fisica, chi ha commesso la violazione, ma può essere sanzionata pesantemente anche l'azienda stessa l'ente, con multe salatissime e anche con misure interdittive, tipo il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. un rischio enorme per le imprese.

23:46 >> Capisco., Quindi, le, conseguenze, possono essere davvero serie, non solo per le persone, ma anche per l'azienda nel suo complesso. Bene, direi che per questa prima analisi del testo unico abbiamo messo parecchia carne al fuoco, eh >> decisamente >> qui, e, soprattutto, le, loro responsabilità, datore di lavoro dirigente preposto lavoratore RSPP medico competente, RLS. Abbiamo poi delineato il sistema istituzionale che sta dietro, che supporta e controlla. >> Sì., Tutta, la, rete, di, enti. >> Esatto., E, poi, siamo, entrati, nel, vivo degli obblighi fondamentali. Con un'attenzione particolare, mi sembra giusto sottolinearlo ancora, a quei due obblighi non delegabili del datore di lavoro, valutazione dei rischi e nomina dell' RSPP. Un punto essenziale, credo sia per chi studia che per chi opera tutti i giorni sul campo.

24:33 >> Sì,, abbiamo, costruito, le, fondamenta, per capire questa normativa complessa. È un sistema articolato, non c'è dubbio, ma il principio che lo guida è chiaro. La sicurezza sul lavoro è un bene primario è un diritto fondamentale, ma è anche un dovere che coinvolge tutti a tutti i livelli. La vera sfida, però, al di là della conoscenza delle regole, che è indispensabile, sia chiaro, resta quella di tradurre questi principi in una vera cultura della sicurezza, in comportamenti sicuri nella pratica di ogni giorno, in ogni luogo di lavoro. >> Mh. >> La, domanda, chiave, forse, è, proprio questa: come si passa dalla norma scritta alla normalità vissuta in sicurezza? >> Ottima, riflessione, finale,, davvero. Grazie mille per aver seguito questo

25:19 approfondimento qui su Juridicast. Ricordo a tutti che questa era la prima parte dedicata al decreto legislativo 81 del 2008 >> la, base, di, partenza. >> Esatto., Nella, prossima, occasione entreremo più nel dettaglio delle misure specifiche di tutela. Parleremo quindi di valutazione dei rischi nel concreto di come si gestisce la prevenzione in azienda e poi di formazione informazione, sorveglianza sanitaria. Insomma, andremo ancora più a fondo, non mancate. A presto.

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