Primo Levi - Intervista Rai (anni 1970)

Breve Sommario

Primo Levi riflette sull'impatto duraturo della sua esperienza ad Auschwitz e sulla sua opera di testimonianza. Sottolinea come il ricordo di Auschwitz sia sia lontano che vicino, influenzato dal suo lavoro di scrittore e dagli incontri con il pubblico, specialmente con i giovani. Levi esprime preoccupazione per l'assopimento della memoria in Italia e per la persistenza di ideologie fasciste, avvertendo del rischio di nuove atrocità.

  • Il ricordo di Auschwitz è sia lontano nel tempo che vicino per l'autore, a causa del suo lavoro di scrittore e testimone.
  • Levi nota una certa amnesia storica in Italia riguardo al fascismo e alla sua connessione con i campi di concentramento.
  • Levi sottolinea l'importanza di ricordare e di vigilare contro il riemergere di ideologie fasciste che possono portare a nuove atrocità.

Il Ricordo di Auschwitz: Lontananza e Vicinanza

Levi descrive come la sua esperienza ad Auschwitz sia un ricordo sia lontano che vicinissimo. Lontano nel tempo, ma reso vicino dal suo lavoro di scrittore e dalla continua risonanza dei suoi libri, tradotti in molte lingue e letti nelle scuole. Questi incontri con il pubblico, in particolare con i giovani, lo mettono di fronte a diverse reazioni e livelli di consapevolezza riguardo a questi eventi storici.

La Memoria Assopita in Italia e il Fascismo di Oggi

Levi esprime preoccupazione per il fatto che in Italia il ricordo di Auschwitz possa essersi affievolito, forse più che in Germania. Questo, secondo lui, è dovuto al fatto che la Shoah è avvenuta principalmente in Germania, permettendo a molti italiani di sentirsi meno responsabili. Tuttavia, Levi ricorda che il fascismo italiano ha preceduto e influenzato il nazismo tedesco, e che forme di fascismo violento esistono ancora oggi, pronte a riemergere se ne avessero il potere.

Il Confronto con la Germania e la Reazione dei Tedeschi

Levi racconta delle sue frequenti visite in Germania per motivi di lavoro e di come i tedeschi reagiscono quando scoprono che ha imparato il tedesco ad Auschwitz. Spesso, il discorso si interrompe, e i suoi interlocutori esprimono tristezza per gli eventi passati, sottolineando come la Germania di oggi sia diversa. Tuttavia, Levi non ha mai incontrato qualcuno che ammettesse di essere stato nazista o di esserlo ancora, come se il passato fosse stato cancellato.

La Possibilità di Nuove Atrocità e l'Importanza della Vigilanza

Levi afferma che, sebbene atrocità come quelle di Auschwitz non siano possibili oggi nella stessa forma, non dubita che possano accadere in altri contesti e paesi. Sottolinea che il fascismo, o ideologie simili basate sulla disuguaglianza e sulla negazione dei diritti, possono portare al lager. Per questo, Levi si impegna a raccontare la sua esperienza, soprattutto nelle scuole, per mettere in guardia contro i pericoli del fascismo.

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Trascrizione

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0:00 auschwitz è ormai un lontano ricordo per molti per la maggior parte lo è ancora di più per per i giovani forse che non hanno avuto modo di vivere questa realtà per lei è un ricordo lontano per me è un ricordo a un tempo lontano è vicinissimo perché è lontano nel tempo ma è vicino per altri motivi il mio mestiere è un altro io sono un chimico ma la mia esistenza stata segnata da due fatti fondamentali il primo la prigionia ad auschwitz la seconda di aver scritto della mia prigionia ad auschwitz il fatto di averne scritto mi rende continuamente vicino e presente questo fatto perché i

0:45 miei libri su auschwitz sono stati tradotti in molte lingue vengono ancora oggi pubblicati eletti vedono le piante nelle scuole anzi la ragione per cui mi trovo oggi a milano io abito a torino mi trovo a milano perché sono stato invitato da una scuola dai ragazzi e bambini di una quarta elementare a parlare del mio libro e della mia esperienza ora questi incontri vengono sovente io li accetto sempre molto volentieri mi portano davanti ai pubblici diversi oggi erano stamattina erano era una parte diventare al bambini di 8 9 anni ma mi trovo davanti ai pubblici diversi come età come livello di cultura come

1:31 strato sociale e mi danno un'indicazione di come queste cose che per me sono sempre presenti siano ad un tempo vive ancora e remote cioè pochissimi oggi riescono a ricostruire a ricollegare quel filo conduttore che lega le squadre d'azione fasciste degli anni 20 in italia le strade di torino e strade di brandimarte di torino con i campi di concentramento in germania e anche in italia perché non sono mancati anche in italia questo non molti lo sanno e il fascismo di oggi altrettanto violento a cui manca soltanto il potere per ridiventare quello che era cioè la consacrazione dei privilegi della

2:17 disuguaglianza non le sembra che in italia il ricordo di auschwitz si sia assopito è probabile che in italia sia meno pesante che non in germania per la ragione vorrei dire geografica o storica che la strage perché si abbassi è stata una strada è notoriamente sulla scala dei milioni non è vero è avvenuta localmente in germania e non in italia e questo ha concesso alla maggior parte degli italiani di trovarsi un alibi facile cioè queste cose le hanno fatte loro non le abbiamo fatte noi ma l'abbiamo cominciata e noi il nazismo in germania è stato una metastasi di un tumore che

3:04 era in italia è un tumore che ha condotto alla morte la germania e l'europa questa vicino alla morte insomma dal disastro completo non sono soltanto i quattro milioni e mezzo di auschwitz ma sono i sei o sette milioni di vittime ebree e sono i 60milioni di morti della seconda guerra mondiale che sono il frutto del nazismo e del fascismo questa è una cosa che io personalmente non posso dimenticare per motivi evidenti ma vorrei che anche gli altri di con gli altri tra virgolette insomma tutti quelli che non sono stati in un'area di un capo di un allenamento ricordarsele sapessero cioè che il lager auschwitz era la realizzazione del

3:49 fascismo e riflessivo integrato completato aveva quello che in italy mancava cioè il suo coronamento lei ha detto che i tedeschi sono stati protagonisti giustamente e lo ricordano quindi auschwitz più degli italiani lei che va spesso in germania per ragioni di lavoro ne parla come accettano questo il discorso di non manca mai il discorso è quasi standard io vado in germany per ragioni di lavoro vado una volta o due all'anno io parlo tedesco l'ho imparato ad auschwitz pochi italiani parlano tedesco soprattutto poi lo pagano come me cioè io imparare il tedesco della caserma dal basso e non dall'alto non sulla grammatica e non sul vocabolario non a scuola e i tedeschi lo percepiscono questo io parlo uno strano tedesco mi chiedono come mai lei dottor levi parla tedesco e

4:36 io rispondo subito è sempre ho imparato ad auschwitz col che il discorso quasi sempre si tronca e il mio interlocutore che di solito non conosco non so chi sia partner d'affari è un cliente un fornitore touch e tace è molto di cattivo gusto parlare in germania di queste cose è una indelicatezza e una scuola sia insomma per questo io lo faccio molto volentieri e sempre per vedere le reazioni dall'altra parte qualche volta timidamente il niente locutore dice sa o si erano tristi cose malauguratamente sono successe qui da noi ma la germania di oggi è diversa finché via non è del tutto fuori luogo ma non mi è mai successo di trovare qualcuno un tedesco che mi dicesse sì

5:24 infatti io ero un nazista e non lo sono più pure sono una lite lo sono ancora questo no questo non è successo mai come se l'intero passato della germania fosse stato cancellato con un gigantesco colpo di spugna lei pensa che siano ancora possibili queste atrocità oggi come oggi certamente no ma non dubito che i tedeschi e perché i soli tedeschi qualunque altro paese forse che hanno bisogno di cambiare veramente in grecia o ci sono stati in grecia o in algeria o in brasile il cile e in cile ci sono quindi perché ag in italia non ci vorrebbe molto io purtroppo devo dire lo so questo non è che lo pensi lo so so che si possono fare dappertutto possono esistere dove un fascismo noi altro che sia identico a

6:12 quello un fascismo cioè una nuova un nuovo verbo come quello che amano i nuovi fascisti in italia cioè non siamo tutti uguali non tutti abbiamo gli stessi diritti alcuni hanno diritti e altri no dove questo verbo attecchisce alla fine c'è il lager questo io sono precisione e non mi stanco di girare le scuole dove mi chiamano e non solo le scuole per raccontarlo fate attenzione alla fine del fascismo per il lager

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