Lavori TANTO ma sei POVERO? NON è Colpa tua: le BUGIE che ci raccontano (e cosa puoi fare)

Marco Casario www.youtube.com

Breve Riepilogo

Il video esplora le ragioni per cui molte persone, nonostante il duro lavoro, faticano a migliorare la propria situazione economica. L'autore sostiene che il sistema economico è strutturato in modo da favorire la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, attraverso precise decisioni politiche e culturali.

  • Il successo economico non è sempre legato al merito personale, ma è influenzato da fattori come le pari capacità, le relazioni sociali (clientelismo e nepotismo) e le politiche neoliberiste.
  • La globalizzazione e il cambiamento tecnologico, se non gestiti correttamente, possono amplificare le disuguaglianze e creare precarietà lavorativa.
  • Per invertire questa tendenza, è necessario risvegliare le coscienze, riprendere la partecipazione democratica e pretendere politiche che affrontino le disuguaglianze in modo connesso.

Introduzione: La Bugia del Successo Meritato

Marco Casario introduce il tema centrale del video: la percezione distorta del successo economico come risultato esclusivo del merito personale. Contrariamente a quanto spesso si crede, le disuguaglianze economiche non sono inevitabili né positive per la società. La pandemia ha evidenziato come chi disponeva di risorse ha affrontato meglio la crisi, mentre chi era già in difficoltà ha subito maggiormente le conseguenze. Il problema principale non è la mancanza di pari opportunità, ma la disparità nelle pari capacità, che ostacola la mobilità sociale, specialmente in Italia, dove il successo dei figli è fortemente legato alla condizione economica dei genitori.

Il Ruolo delle Relazioni Sociali e del Sistema Economico Estrattivo

Oltre al reddito dei genitori, le relazioni sociali, definite dall'autore come clientelismo e nepotismo, spesso prevalgono sul merito, danneggiando chi proviene da famiglie svantaggiate. Citando un rapporto di OxAM, si sottolinea come la concentrazione della ricchezza non sia frutto del merito, ma di un sistema economico estrattivo che acuisce i divari economici e sociali attraverso scelte politiche precise. Negli ultimi decenni, queste scelte hanno favorito la concentrazione della ricchezza e dei mezzi di produzione nelle mani di pochi, riducendo la quota di ricchezza detenuta dalla metà più povera degli italiani e compromettendo la resilienza economica di fronte a shock economici.

Le Dinamiche alla Base delle Disuguaglianze

L'autore individua tre dinamiche principali che hanno contribuito all'aumento delle disuguaglianze: un cambiamento tecnologico selvaggio e non controllato, uno squilibrio nel rapporto di potere tra lavoro e capitale, e una regressione nei processi di transizione generazionale. Questi processi hanno indebolito la democrazia e aumentato le ingiustizie sociali e ambientali. L'adozione di politiche neoliberiste ha ulteriormente aggravato la situazione, indebolendo le funzioni dello Stato e favorendo un modello in cui il mercato, lasciato libero di agire, ha amplificato i divari socioeconomici.

Il Neoliberalismo e la Centralità del Mercato

Il neoliberalismo, un quadro politico e culturale che ha modificato profondamente la distribuzione del potere economico e sociale, ha avuto un ruolo cruciale. Diffusosi a partire dagli anni '80 grazie a figure come Ronald Reagan e Margaret Thatcher, ha promosso la centralità del mercato e la riduzione del ruolo dello Stato. In Italia, un passaggio cruciale è stato il divorzio tra la Banca d'Italia e il Ministero del Tesoro nel 1981, che ha reso più difficile per lo Stato finanziare il debito pubblico. I neoliberisti economici credono che il mercato debba autoregolarsi senza l'intervento dello Stato, il quale dovrebbe limitarsi a far rispettare le regole.

Le Conseguenze del Neoliberalismo e la Globalizzazione

Questa filosofia ha portato a conseguenze negative, come la delocalizzazione delle aziende per pagare meno tasse, e oggi si stanno pagando le conseguenze di queste scelte. Il merito è stato distorto, diventando la capacità di accrescere il proprio patrimonio e possedere beni che distinguono dalla massa. La tesi neoliberista afferma che le disuguaglianze sono un costo inevitabile della crescita, ma trascura il contesto e le pari capacità. Lo Stato si è disinteressato di investire sui servizi, creando un paradosso in cui, nel lungo termine, si trova a spendere di più per riparare ai danni causati dalla mancanza o inefficienza di questi servizi.

Globalizzazione, Precarietà e Concorrenza Fiscale

La globalizzazione ha modificato profondamente la distribuzione del reddito, rendendola più diseguale soprattutto nei paesi avanzati. In Italia, la precarietà e il fenomeno del "working poor" sono in crescita esponenziale, con stipendi stagnanti da 30 anni e condizioni di lavoro terribili, soprattutto per i giovani. La globalizzazione ha contribuito alla nascita di monopoli e oligopoli che esercitano un potere immenso sul mercato e sullo Stato. In Europa, la concorrenza fiscale tra i paesi ha reso più difficile tassare i profitti aziendali, con alcuni paesi come l'Olanda che hanno attratto imprese abbassando i livelli di tassazione.

Le Bugie del Neoliberalismo e la Necessità di Risveglio

Un'altra bugia del neoliberalismo è l'idea che tagliare le tasse ai ricchi avrebbe stimolato gli investimenti e beneficiato tutti (economia del "gocciolamento"), ma si è rivelata inefficace. In Italia, la flat tax ha comportato una riduzione della spesa pubblica e un aumento della tassazione sui redditi degli impiegati. Per invertire questa tendenza, è necessario risvegliare le coscienze, riprendere la democrazia e capire che la politica non è solo tecnica.

Cosa Possiamo Fare: Riprendere la Partecipazione e la Responsabilità

L'autore invita a riprendere il dibattito pubblico, partecipare attivamente e pretendere un confronto aperto e informato. È necessario tornare ad avere organizzazioni di cittadinanza attiva e coinvolgere i comuni nel governo e nella progettazione delle politiche. Bisogna combattere il populismo e la disinformazione, rifiutare le proposte politiche che creano contrapposizioni artificiali e pretendere una politica che affronti le disuguaglianze in modo connesso. Infine, è fondamentale rompere l'individualismo e diventare cittadini più responsabili e proattivi, pretendendo politiche abitative che garantiscano un accesso dignitoso all'alloggio. Tutto parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza per smettere di accettare le bugie.

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Trascrizione

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0:00 Ti sei mai chiesto perché continui a lavorare, lavori tanto, ti impegni più che puoi, però rimani fermo e non cambia nulla perché fai sempre fatica ad arrivare a fine mese. Il tuo stipendio non cresce. Ecco, non dipende da te, no? Il gioco è truccato, lo è sempre stato fin dall'inizio. Ci hanno sempre mentito sul perché in Italia c'è chi diventa ricco e chi resta indietro. E non è una questione di merito, è infatti una bugia quella delle pari opportunità. La verità è molto più scomoda di un semplice è colpa della crisi, è colpa della globalizzazione, è colpa di questo, è colpa di quella, alla sinistra, alla destra, sopra, sotto. Te lo dico io com'è successo, perché sono state prese decisioni sistematiche per arrivare al punto in cui siamo arrivati. Salve a tutti, Marco Casario qui e vedete ci

0:47 hanno raccontato davvero così tante bugie per così tanto tempo che adesso ci crediamo. Però la verità è che le disuguaglianze e i problemi attuali non sono il risultato di forze ineluttabili come la globalizzazione, l'innovazione tecnologica, ma sono state piuttosto precise decisioni politiche e culturali prese rispetto a questi grandi cambiamenti e te ne parlo perché vedete queste cose le ho viste succedere su di me, le ho viste accadere intorno a me. è teoria studiata sui libri, non c'ho una laurea in economia o finanza, però sono più di 20 anni che osservo questi meccanismi, i meccanismi economici, meccanismi finanziari. E a dirla tutta,

1:32 se oggi la mia situazione finanziaria mi permette di essere completamente libero ed indipendente, è solo perché non ho creduto a queste bugie e ho fatto un percorso diverso da quello che avevano tracciato per me. Vedete, per questo video non so bene da dove cominciare e però credo che questo sia un buon punto e cioè l'idea che il successo economico sia sempre merito personale. Questa ci hanno indottrinato con questa idea, no? Chi ha successo e diventa ricco se lo è meritato grazie al proprio impegno. Chi non riesce invece è semplicemente perché non si è impegnata abbastanza e ed è in questo modo che le disuguaglianze economiche vengono considerate quindi non solo inevitabili,

2:19 ma addirittura vengono considerate nella società di oggi positive perché quello che ci dicono è che prima o poi la crescita economica porterà benefici a tutti. Eh, la verità e e la dimostrazione è quello che succede oggi intorno a noi è che non funziona così. Lo abbiamo visto ancora meglio durante la pandemia perché chi aveva risparmi da parte e chi aveva una casa grande, magari con giardino, ha vissuto un periodo relativamente tranquillo. Il problema invece è stato per chi non aveva grandi risorse e ha fatto molta molta fatica a cavarsela. Infatti, vedete, si parla sempre di di pari opportunità, però secondo me non si parla di una cosa che è invece il vero

3:04 problema e cioè le pari capacità. Son queste che mancano, son queste che sono responsabili di una estrema difficoltà nel riuscire a salire la scala sociale. E vedete, quando si parla d'Italia, ahimè, il nostro paese è uno di quelli con i risultati peggiori in termini di mobilità sociale. è uno di quei paesi dove il successo economico e professionale dei figli dipende fortemente dalla condizione dei genitori e questo è alimentato dalle disuguaglianze nelle risorse culturali, sociali ed economiche. Son queste che incidono sul rendimento scolastico, sull'accesso agli studi, all'università e quindi qui scopriamo la prima cosa,

3:50 no? Il successo dipende dal grado di distruzione che il reddito dei genitori può assicurare. Però lasciatemi anche dire che questo non spiega tutto, no? Perché ci sono anche altri aspetti, per esempio quelli che vengono definite in sociologia le relazioni sociali, che secondo me è un bel modo per dire clientelismo e nepotismo. E queste, di nuovo, spesso prevalgono sul merito, prevalgono sulle capacità, danneggiando ovviamente, secondo voi chi proviene da famiglie svantaggiate. Andando a leggere il rapporto della OxAM, quello disuguaglianza, povertà, ingiustizia e ricchezza e meritata. Vi consiglio di andarvelo a leggere, magari

4:36 il link ve lo metto proprio nel canale nel mio canale Telegram. Questo rapporto evidenzia come la crescita della concentrazione della ricchezza non sia frutto di merito nella maggior parte dei casi è invece ascrivibile ad un sistema economico che è estrattivo questa parola, questa parola ficchiamo in testa perché viviamo in un contesto economico estrattivo e ve lo spiegherò nel video che cosa si intende. Questo sistema sta acuendo i divari economici e sociali che sono il risultato di scelte politiche. E quindi torniamo un attimo sul punto della concentrazione della ricchezza. Se guardiamo le scelte politiche che

5:22 sono state fatte negli ultimi decenni, 20, 30, 40, probabilmente anche 50 anni, sono quelle che hanno portato a questo profondo mutamento nella distribuzione del potere economico. Son queste decisioni politiche, ecco perché vi dico questa roba non è successa per caso, non la non la possiamo accettare. hanno favorito queste scelte, la concentrazione della ricchezza dei mezzi di produzione nelle mani di poche. E infatti ecco qui che la quota di ricchezza detenuta dalla metà più povera degli italiani è diminuita in maniera significativa tra il 1995 e il 2016. Questo ce lo dicono tantissimi report, Banca d'Italia, l'Istat e questa situazione

6:07 fa crollare quella che viene chiamata la resilienza economica. Perché questi squilibri non fanno altro che eh certificare quanto differenziata sia stata la capacità di resistere a a shock di spesa, aumenti del dell'inflazione, dei prezzi al consumo, sia attesi che quelli imprevisti, o alla capacità di rispondere a ad una malattia, alla perdita di di lavoro. Vedete, viviamo in una fase storica in cui si è ampliata la vulnerabilità delle persone, in cui si è ampliata la l'insicurezza finanziaria. Ok, cerchiamo un attimo di

6:53 capire quindi quali sono le dinamiche che hanno prodotto, perché dobbiamo prima di tutto capire da dove viene questa da dove vengono queste spinte che hanno portato a questi grandi cambiamenti, giusto? Ritengo che ci sono tre grandi dinamiche principali. Una è sicuramente è stato il cambiamento tecnologico che però è stato selvaggio e non controllato. È questo il problema, non il cambiamento tecnologico, ma come lo hanno lasciato espandersi. Il secondo punto è lo squilibrio nel rapporto di potere tra lavoro e capitale. Il terzo vi direi che è la regressione nei processi di transizione generazionale. Ora vi spiego meglio. Comunque questi

7:38 processi hanno contribuito all'indebolimento della democrazia e soprattutto all'aumento delle ingiustizie sociali e ambientali. Ed è proprio analizzare queste dinamiche in maniera non però polarizzata o non politica. Ecco, vorrei che questo video non fosse preso come il video che vuole puntare il dito contro il centro, la destra, la sinistra. No, ragazzi, perché in 50 anni, in 60 anni in Italia c'abbiamo avuto tutto, tutto c'abbiamo avuto. Eppure queste decisioni sono state portate avanti e quindi non dobbiamo analizzarle con il la lente di ingrandimento politica o solo con la mera dimensione economica. Dobbiamo includere aspetti sociali, lavorativi, di accesso ai servizi, di riconoscimento

8:24 e di partecipazione democratica. E come come sono arrivati? Come ci hanno portato a questo punto? Lasciatemi dire che l'adozione delle politiche neoliberiste eh ha aiutato tanto, perché queste politiche hanno indebolito le funzioni dello Stato, hanno favorito un modello in cui il mercato che è stato lasciato libero di agire non li ha ridotti ridotto i divari socioeconomici, li ha amplificati. Ed ecco che quella idea che ci hanno venduto negli anni 70 80 90, no? Che le grandi aziende, le grandi corporation, le grandi multinazionali avevano l'intelligenza necessaria per

9:09 decidere dove investire e in quali tecnologie, è stato questo che ha portato invece ad una rinuncia attiva della funzione pubblica collettiva. E questo che ha contribuito al disinvestimento nelle risorse umane delle amministrazioni pubbliche e ad una anche riduzione quantitativa in termini di personale. La politica è stata sospinta a trasferire e quindi nascondere le decisioni politiche nella tecnica, il governo tecnico, no? come se non ci fossero alternative, non possiamo fare nient'altro, non andiamo avanti o sarà molto peggio se non affidiamo a dei tecnici. E questa

9:55 non non è stata fatta a caso questa cosa e questa eh politica ha eroso la fiducia nostra della popolazione, della massa dei cittadini nella politica stessa e ovviamente poi negli esperti che venivano chiamati, no? Ora ho parlato prima di neoliberalismo, probabilmente vale la pena. Qua ci voglio fare un video a parte perché vale sicuramente la pena, ma voglio dirvi che cos'è, che cosa rappresenta. Lo definirei un quadro politico, ma anche culturale che ha modificato profondamente la distribuzione del potere economico e sociale. Questa è stata una corrente diventata molto popolare dagli anni 80 e a renderla popolare è stata negli Stati Uniti Ronald Reagan e Margaret Toucher, la Toucher nel in Gran Bretagna. Sono stati

10:41 loro che hanno deciso di abbandonare l'intervento dello Stato nell'economia e hanno voluto lasciare più spazio al mercato. Anche in Europa, eh, ha parlato di UK, di Gran Bretagna, ma anche in Europa si è diffusa questa tendenza ad un certo punto con un po' di ritardo quando quando è stato fondato l'SME, il sistema monetario europeo. in Italia questo passaggio cruciale ce l'abbiamo avuto proprio ad inizio del degli anni 80, nell'81, perché nell'81, per chi se lo ricorderà, c'è stato il divorzio tra la Banca d'Italia e il Ministero del Tesoro. Prima la Banca d'Italia poteva autonomamente finanziare il debito dello Stato. Dopo questa decisione non è stato più possibile. Ed è questo che in Italia, per come l'Italia aveva, per il modello economico

11:28 che aveva scelto l'Italia, questo ha reso molto più difficile, per non dire impossibile per l'Italia trovare soldi e ha creato grandi problemi economici per lo Stato. Quindi quali sono i punti cardine del neoliberalismo? la centralità del mercato e la riduzione del ruolo dello Stato. Questo ritengo che sia stata veramente la cosa più importante che abbia portato alla situazione che oggi viviamo, perché i neoliberisti economici credono che sia il mercato, il mercato deve essere libero perché si deve autoregolare, lo Stato non deve intervenire o non deve interferire, deve essere un po' più come un arbitro, ok, di questa partita che deve limitarsi a far rispettare le regole, ma non deve investire

12:14 direttamente o intervenire nelle scelte economiche. Questo che cosa ha causato? Che per esempio se un'azienda enorme decide di trasferire la produzione in un altro paese perché vuole pagare meno tasse, lo Stato deve accettare questa decisione senza opporsi. E vedete che cosa è successo oggi. Stiamo Oggi i nodi vengono al pettine di queste scelte. Queste scelte sono degli anni 70-80 e oggi stiamo pagando le conseguenze. Oggi stiamo tornando indietro, abbiamo capito che non hanno funzionato queste cose e quindi ecco che in quel momento si comincia a creare una situazione in cui il merito il merito, il concetto di merito diventa quello di aver realizzato profitti elevati. Forse nemmeno questo. Il merito è la

13:00 capacità di aver accresciuto il proprio patrimonio e e quindi la capacità, la possibilità di possedere, di acquistare, di possedere mezzi e beni che ti distinguono dalla massa. E quindi ecco che nel neoliberalismo la tesi diventa il capitalismo provoca disuguaglianze, ma queste disuguaglianze sono il costo inevitabile della crescita. Poi non vi preoccupate, un'altra grande bugia che ci hanno raccontato, non vi preoccupate perché questa crescita, l'aver fatto arricchire poche persone e poche aziende domani ci permetterà di di beneficiarne tutti quanti, però solo se vi impegnerete, eh, altrimenti è giusto che morirete di fame. Ragazzi, il problema di questa cosa è

13:46 che trascura il contesto, non contestualizza. Perché di nuovo, ricordate prima le pari opportunità, le pari capacità di cui vi parlavo, le condizioni come la famiglia di origine, il luogo di nascita o di crescita, la qualità della scuola frequentata e fanno cadere queste questi presupposti. il il detto che chi si impegna ce la può fare sempre, trascura queste situazioni, la famiglia, la anche a Roma, considerando Roma, è molto diverso dove nasci a Roma o dove nasci a Milano, se nasci al centro di Roma, se nasci a Roma Nord o se nasci nella eh periferia estrema di Roma e quindi la scuola che frequenti, il

14:33 contesto sociale in cui si si vive E ed bugia del "Chi si impegna ce la può fare sempre". Ha permesso un'altra cosa grave, che lo Stato si è disinteressato di investire sui servizi, di andare ad intervenire sulle politiche a misura delle persone nei luoghi. Ed eccolo qui il paradosso, no? Vedete? Se lo Stato, scusate, se lo Stato non investe in servizi di qualità come l'istruzione, scuole efficienti, come la sanità pubblica, come l'assistenza agli anziani, come il supporto alle microimprese, non le mega imprese, le micro le microimprese,

15:18 quello è il tessuto economico dell'Italia, alla fine il paradosso è che si troverà nel lungo termine a spendere ancora di più per riparare ai danni fatti dalla mancanza o inefficienza di questi servizi. Se lo Stato fosse stato più lungimirante, avrebbe risparmiato alla fine, invece che risparmiare all'inizio per poi spendere di più dopo e non avrebbe creato questa situazione in cui la massa è rimasta indietro. E sta oggi lo Stato, oggi intendo dire negli ultimi nelle ultime decadi lo Stato ha speso di più, sta spendendo di più per compensare quello che ha che è stato lui stesso a creare a creare.

16:06 Non c'è solo questo punto perché dobbiamo parlare di globalizzazione. Vedete in torniamo alle famiglie un attimo. I nuclei familiari più ricchi hanno maggiori opportunità di accesso ai mercati finanziari, a a possibilità e capacità di investimento in strumento e attività a più alto rischio, sì, ma che generano pure rendimenti superiori rispetto a a alla massa, alle persone normali che tengono i soldi sotto al materasso tengono i soldi in banca perché perché gli hanno detto che sono più sicuri. E questo meccanismo, di nuovo, ha alimentato la concentrazione della ricchezza. La globalizzazione, qui torniamo alla global, veniamo alla globalizzazione, ha modificato in maniera profondo la

16:52 distribuzione del reddito negli ultimi 50 anni. È stata lei che l'ha resa più diseguale, soprattutto nei paesi avanzati. E questo squilibrio è preoccupante non solo dal punto di vista sociale, perché genera ovviamente tensioni, alimenta il populismo, questa esplosione di populismo, da da lì viene, ma è un problema anche economico, perché economie più diseguali e tendono a crescere meno. Per esempio in Italia la precarietà, no? C'è un termine adesso che che va molto di moda, si chiama working po. In Italia questo fenomeno ha portato ad una crescita esponenziale della polarizzazione dei lavori proprio in termini di qualità. Non è solo un problema di remunerazione in Italia che è enorme, eh, gli stipendi non crescono. C' ho fatto un video, andatelo a vedere, non crescono da 30 anni, ma in Italia il problema è del

17:38 lavoro è pure di qualità. Le condizioni in cui lavoriamo in Italia sono terribili e e chi viene colpito soprattutto, soprattutto i giovani. Ed ecco che la precarietà, il lavoro gratuito, no? Eh, accettare che sia normale fare stage gratuiti o la povertà del lavoro, questo vuol dire working po, è diventata ormai una normalità accettata. Ma una società che non garantisce condizioni di lavoro che siano almeno dignitose ai cittadini è una società divisa, è una società instabile. Ed ecco che la globalizzazione ha contribuito ancora di più alla nascita di di monopoli, di oligopoli e questi

18:26 esercitano un potere immenso sul mercato e sullo stato e questo si traduce in rendite che sono immeritate e alla disuguaglianza economica che è crescente. Ragazzi, svegliamoci un attimo. e 5 6 7 più grandi aziende al mondo hanno ricavi superiori al reddito aggregato dei 2 miliardi di persone più povere del pianeta. Cioè, con questa frase vi ho detto tutto. Vi renderete conto che cosa abbiamo creato, che mostri abbiamo creato? E poi questo ancora di più accentuato in in Europa, dove a parte una unità monetaria non c'è nessun altro tipo di unità, la concorrenza fiscale tra i paesi, la la maggiore mobilità delle imprese

19:13 che è stata incentivata proprio dalla globalizzazione ha reso più difficile tassare i profitti aziendali. I paesi competono per cercare di attrarre imprese estere. In che modo? abbassando i livelli di tassazione, chi se lo può permettere? L'Olanda è stato uno di questi paesi. L'Olanda ha attratto tantissime aziende mettendosi d'accordo sulla tassazione, sui profitti. Lo ha fatto anche la Spagna, eh, e l'Italia non se lo può permettere e questo ha portato effettivamente più lavoro, perché poi hanno dovuto portare anche persone, ecco perché ci sono tantissime persone che sono venute qua in Olanda perché serviva al lavoro, eh la popolazione è molto bassa qua in Olanda, no? E e questo è un altro grande

19:58 problema, questa concorrenza spietata, perché solo alcuni paesi se la sono potuta permettere. Ripeto, l'Italia non se l'è potuta permettere ed ecco che dall'Italia le aziende se ne vanno, non vengono proprio per i problemi del cuneo fiscale. Vedete? Eh, scusate, salto da un punto a un altro, ma ogni tanto mi si accendono delle lampadine e ripeto, questo video l'avrei voluto fare in maniera più ordinata, ma poi ho preferito accendere la camera e e chiacchierare con voi per farvi capire queste cose, no? eh la globalizzazione, la il neoliberalismo, queste cose hanno portato a a ad un'altra grande bugia che ci hanno raccontato. Madonna, quante bugie! Ci hanno veramente ci hanno indottrinato e riempito la capoccia di bugie. L'idea

20:43 che tagliare le tasse ai ricchi, quindi far pagare meno tasse ai ricchi, avrebbe stimolato gli investimenti e ne avrebbero beneficiato tutti, no? quella che viene chiamata la la studiate sui libri si chiama Trickle Down, l'economia del gocciolamento, che oggi abbiamo capito che si è rivelata altamente inefficace perché perché i tagli fiscali a livello di tassazione hanno favorito esclusivamente i ricchi. Cioè, in Italia, ragazzi, la flat tax, la flat tax, lasciatemela pronunciare bene, pensate che abbia funzionato, perché questi tagli spesso comportano una riduzione della spesa pubblica alla fine in settore perché, cioè, se ti entrano meno tasse, perché quelli ricchi che c'avranno davverb un sacco di soldi di

21:30 tasse da pagarti, ma tu gliene fai pagare di meno, alla fine lo Stato italiano e non solo quello italiano, i soldi li hai dovuti andare a prendere dalle piccole medie imprese. mettendoli in croce i soldi dove li ha dovuti andare a prendere? Dalla tassazione sui redditi degli impiegati. Ecco perché in Italia si guadagna poco, perché il più del 50% se lo prende lo Stato di quello che dovresti guadagnare te. E e nonostante tutte queste tasse, non per i ricchi, ma per le persone normali e e quelli e i poveri, perché era più facile prendere da loro, eh non bastano, non son bastate. Ed ecco che lo Stato ha dovuto tagliare di nuovo in settori come sanità, come istruzione, di nuovo indovinate questi servizi a chi

22:16 servono? alla popolazione alle fasce a basso reddito. Ed ecco che il sistema fiscale italiano è diventato una frammentazione di regimi preferenziali che beneficiano alcune categorie, ma che hanno eroso i servizi pubblici universalistici. E quindi veniamo, ragazzi, poi questi punti li espanderò in questo percorso che ho deciso di chiamare eh che ho deciso di chiamare sopravvivenza economica, no? proprio perché dobbiamo innanzitutto risvegliare e qui voglio arrivare alla conclusione di questo video perché lo so che già me l'avete scritto nei commenti, lo so. Ma quindi cosa possiamo fare? Sì, ok, ci stai raccontando queste cose? Cosa possiamo fare? Cosa puoi fare tu? Cosa stai facendo tu, Marco? E cosa possiamo

23:01 fare noi? Ma vi dico che cosa ci sto facendo io. Io sto facendo quello che posso fare, cioè parlare di queste cose, darvi idee, spunti di approfondimento, risvegliare le coscienze. Sto mettendo ci sto mettendo un sacco di tempo. Questo, ragazzi, davanti alla camera, pensare a che video fare, pensare a cosa di questo è tempo, è effort che io metto e che tolga qualcos'altro. tolgo alle mie cose, tolgo alle mie passioni, tolgo questa anche una mia passione, tolgo a a mia moglie, tolgo a miei cari. Quindi io ci sto mettendo il mio tempo, il mio effort per svegliare le coscienze, perché da lì dobbiamo partire, dal non si può, cioè se queste cose non le non le conosce la massa, non arrivano

23:47 alla massa, se queste cose le ce le eh patinano con bugie e menzogne, capite che non possiamo andare da nessuna parte. Dobbiamo riprenderci la democrazia, dobbiamo capire che la politica non è tecnica. Dobbiamo capire che le decisioni politiche che sono state spesso nascoste dietro a questa finta e serve il governo tecnico, non un governo che votiamo, serve servono dei mega esperti ed è inevitabile. Questa roba ha eroso la nostra fiducia, ci ha fatto siamo zombie, siamo addormentati, anzi addirittura ci ha fatto arrivare in una individualismo così estremo che alle persone non frega più niente se non del proprio orticello. E questo è il

24:32 problema. Questa è la trappola in cui ci hanno incastrato. Dobbiamo tornare al dibattito pubblico, dobbiamo tornare a partecipare, dobbiamo avere pretendere un confronto aperto, acceso, informato, ragionevole. Dobbiamo pretendere che ognuno di noi possa usare le proprie conoscenze o non conoscenze per influenzare le decisioni. Non possiamo delegare le decisioni a loro. Guardate dove ci hanno portato. E non c'entra niente. Sinistra, destra, sopra, sotto, centro. Questo non c'entra niente, sta roba è è tutto il sistema indipendentemente dal partito politico. Dobbiamo tornare a ad avere organizzazioni di cittadinanza attiva. Dobbiamo i comuni che sono la spina dorsale dell'Italia devono tornare ad essere coinvolti attivamente nel

25:18 governo, nella progettazione delle politiche. Dobbiamo combattere, ed è questo che cerco di fare, dobbiamo combattere il populismo e la disinformazione perché così ci rendono stupidi e ignoranti. Dobbiamo rifiutare le proposte politiche che creano contrapposizioni artificiali, che alimentano le paure, che alimentano le divisioni. Divide e ti imperano è così che funziona. Dobbiamo ripretendere, tornare a pretendere una politica che affronti e rappresenti tutte le le le subalternalità di classi di genere ambientali, di origine etnica, di razza, in modo connesso, non in modo frammentato. E e lo possiamo fare solo ovviamente se

26:04 ognuno di noi rompe questo meccanismo di individualismo e e comincia ad essere accountable, no? comincia ad essere ogni cittadino ad essere più responsabile di quello che fa, delle sue azioni, delle sue conoscenze e della sua proattività. Di nuovo, anche qui, ragazzi, nelle grandi città non riusciamo più a comprarci casa. Milano, Roma ci stanno cacciando dalle grandi città. Queste case se le stanno comprando i ricchi, le grandi aziende immobiliare. Dobbiamo tornare a pretendere un un piano nazionale che superi la logica della rendita del del della speculazione del mercato immobiliare.

26:50 Dobbiamo avere e pretenderla una politica abitativa che garantisca un accesso dignitoso all'alloggio. Quando mi dite "Come possiamo? Possiamo solo se ricreiamo la collettività, se torniamo a partecipare, perché se rimaniamo chiusi dentro casa a guardare il calcio, a guardare le stupidaggini, a guardare delle trasmissioni che ci bruciano il cervello, ragazzi, questo è quello che hanno voluto, e cioè proprio per distaccarci, per renderci lontano, dobbiamo tornare nelle piazze a pretendere i nostri diritti. Non non non non dobbiamo smettere di accettare sta roba. E tutto quanto però parte da una cosa qual è? Dalla conoscenza, capire questi meccanismi, conoscerci per smettere di

27:38 farci raccontare queste bugie, di accettare queste bugie. Ragazzi, ragazzi e ragazze, ovviamente, soprattutto voi giovani, ok? Lasciatemi qui sotto un commento e piano piano con questi video son sicuro che se li seguirete, se comincerete ad aprire gli occhi, a a tornare proattivamente a a voler contribuire e le cose possono cambiare, non è facile, ci vuole impegno, ci vuole tempo, ma possono cambiare davvero, son sicuro. Ci vediamo al prossimo video. Lasciatemi qui sotto un commento, iscrivetevi al canale se non l'avete ancora fatto e condividete questo video a più persone possibili. Condividetelo. Questa roba va deve essere conosciuta dalla massa, non deve rimanere ad uso

28:24 esclusivo di poche persone. Co?

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