0:02 [Musica] [Applauso] benvenuti ragazzi in questa nuova lezione oggi dedicata al mondo antico sarà una lezione di latino e greco ma fortemente incentrata sulla storia parleremo infatti della nascita di roma dei miti della sua fondazione e quelli di enea e romolo su tutti capiremo come la storia della città abbia le sue basi nella leggenda ed indagheremo la nascita delle istituzioni romane e l'età monarchica ci accompagna in questo viaggio la professoressa anna rossi del convitto nazionale vittorio emanuele ii di roma il mito e la storia la nascita di roma
0:49 [Musica] nella lezione sulla nascita di atene abbiamo sottolineato quanto per atene ma anche un mito di fondazione che ci racconti in modo puntuale preciso l'atto della fondazione della città tutto in una volta per roma ce l'abbiamo abbiamo già fatto il confronto è effettivamente per roma abbiamo questo mito abbiamo il mito di romolo romolo
1:35 che sul palatino sul colle palatino traccia il solco che delimita la città e il mito la tradizione storiografica ci tramanda questo mito e ci dice che la fondazione di roma avvenne tutta in un solo giorno in quel famoso 21 aprile del 753 avanti cristo oggi vediamo in questa lezione come le cose sono un po più complesse di come ce le racconta il mito in realtà come per atene anche per roma dobbiamo fare un discorso di lento processo di trasformazione del territorio e del modo di stare insieme delle comunità che vivevano in quel territorio in particolare sul palatino e
2:21 sugli altri colli intorno però diciamo che per raccontare le origini di roma è sempre bello ripercorrere i miti che ci tramanda la tradizione storiografica anche se lo storico lo ribadiamo anche questa lezione lo storico deve sempre fare riferimento non solo al mito ma anche ai dati archeologici ora se il mito e i dati dell'archeologia si combinano bene insieme dicono le stesse cose lo storico può fare delle scoperte sorprendenti emozionanti ma non sempre è così delle volte l'archeologia ci dà dei dati ci fornisce dei dati e il mito ce ne fornisce altri che dobbiamo interpretare lo storico fa proprio questo
3:09 interpreta i dati archeologici combinandoli con quelli storiografici e documentari allora i miti della nascita di roma non un solo mito infatti la tradizione storiografica più attestata che ci tramanda i miti più completi relativi alla nascita di roma sono fanno riferimento a tre autori diversi tutti appartenenti all'età di augusto del primo imperatore romano questi storici sono livio e poi il greco dionigi di alicarnasso e poi un poeta il poeta virgilio che ci racconta le avventure di enea che partito da
3:55 arriva alle coste del lazio e fonda una nuova città questa nuova città non è roma ma è lavinio ma possiamo ripercorrere insieme questi tre questo mito innanzi tutto questo mito relativo enea perché poi in effetti è proprio quello che ci porta sulla strada giusta per arrivare alla tradizione della fondazione da parte di romolo enea è l'eroe troiano che fugge da in fiamme e appunto si mette in viaggio insieme a un gruppo di superstiti tra cui il padre anchise e il figlio ascanio iulo prima di approdare alle coste del lazio
4:41 la terra a cui enea è destinato e gli fa un giro fa qualche peregrinazione approda prima alle coste della grecia poi dell'albania e poi della tunisia proprio là dove c'è una città anch'essa di nuova fondazione cartagine a cartagine nea si innamora della regina didone o meglio di donne si innamora perdutamente di enea mai naja vorrebbe restare volentieri tanto che quando giove decide di andare a rimproverarlo attraverso il messaggero degli dei mercurio trova a enea intento a fondare altri quartieri della città e addirittura la rocca e quindi enea tu se ne sta tutto tranquillo in questo luogo
5:27 molto ospitale allora è mercurio per ordine di giove che lo scuote e gli ricorda che gli ha destinato a fondare una terra ben più grande e ben più importante a fondare una città in suolo romano allora enea abbandona didone sale sulla nave insieme a tutti i compagni e se ne va didone disperata si suicida ma non prima di aver maledetto enea e i suoi compagni ed è allora pro dalle coste del lazio e li incontra la comunità indigena la comunità che vive lì chissà da quanto tempo allora sposa la figlia del re latino lavinia e fonda la nuova città di nome lavinio in onore di sua moglie quindi enea non arriva mai
6:14 a roma non fonderà mai effettivamente roma arriverà a visitarla anzi visiterà proprio i luoghi che saranno fondati da romolo sul palatino le visiterà grazie alla guida una guida speciale alla guida del pastore evandro un pastore locale che lo porterà a fare questo viaggio nel futuro diciamo così ma non sarà lui a fondare roma dobbiamo prima di arrivare a romolo dobbiamo capire quale sia la discendenza secondo il mito tra enea e romolo appunto discendenza che tanto voleva essere esaltata e propagandata dall'imperatore augusto attraverso il
7:02 poema di virgilio l'eneide questa discendenza sia grazie al figlio di enea ascanio iulo infatti ascanio dopo essere cresciuto alla linea diventato grande fonda una nuova città un po più lontano sui colli albani vicino al cosiddetto monte cavo questa città si chiama albalonga e si trova nei pressi dell'attuale città di castel gandolfo quindi non abbiamo l'assoluta certezza che albalonga si trovasse proprio in quel punto ma più o meno abbiamo ricostruito che poteva essere lì perché lì c'era un santuario importante quello di giove laziale un santuario a cui
7:48 facevano capo le comunità al bensì quelle che abitavano in quel territorio e che erano governate dalla città di alba longa albalonga quindi è fondata da ascanio iulo secondo il mito e si chiama così perché apparve a d'ascanio una scrofa bianca che partorì 30 porcellini che dovevano indicare il numero di anni che dovevano intercorrere dalla fondazione di lavinio tra la fondazione di lavinio e la fondazione di roma bene il re di alba longa al tempo della nascita di romolo e remo e nomi tore nomi tore è il nonno di romolo e remo ma
8:35 in realtà viene spodestato dal fratello dal fratello minore che si chiama amulio ora monitore aveva una figlia rea silvia rea silvia la madre di romolo e remo maria silvia è anche una sacerdotessa vestale che ha fatto il voto di castità e che non può avere figli ma il dio marte si innamora di lei è così rea silvia aspetta improvvisamente romolo e remo quando lo zio a buio lo scopre ordina che la ragazza venga imprigionata e che i fanciulli i nascituri dovranno essere abbandonati su una cesta in mezzo al tevere in mezzo al fiume e così fu i bambini i neonati furono adagiati
9:22 nella cesta e miracolosamente prodigiosamente essa si incagliò in un'ansa del fiume vicino a un albero di fico a quel punto i gemelli furono trovati da una lupa vennero allattati e poi furono trovati da un pastore locale e da sua moglie questi due si chiamano faustolo e acca larenzia romolo e remo diventano grandi ci racconta lo storico livio che essi non dimostrano particolari attitudini per la vita agro pastorale della loro comunita ma preferiscono andare in giro a cacciare per i boschi e ad ammazzare fiere e così effettivamente
10:08 questo loro spirito bellicoso si manifesta nel desiderio di vendicare e il nonno il nonno numitore quindi tornano ad alba longa sì perché si erano appunto ritrovati sulle ansie del tevere è vicino al colle palatino che poi sarà il luogo di fondazione e quindi tornano nel loro luogo d'origine che è albalonga sui colli albani e decidono di vendicare il nonno così uccidono amulio e ridanno anno mit ore il suo regno dopo di che vengono presi dal desiderio di fondare una nuova città una città tutta loro proprio nel luogo
10:53 in cui erano stati allevati e quindi tornano sul palatino e si verifica un problema romolo e remo sono gemelli quindi sono coetanei e non c'è tra loro nessuno dei due al dia diritto di fondare per primo una città e di esserne re quindi decidono di affidarsi alla sorte che dei due veda per primo il v ha visti per primo il volo di maggior numero di uccelli nel in particolare di avvoltoi allora sarà proprio lui a fondare la città e ad esserne re per fare questo romolo si apposta sul colle palatino e remo sul colle aventino
11:39 anremo appaiono 6 avvoltoi ma romolo né appaiono 12 ed è così che romolo diventa il nuovo re romolo per fondare la nuova città non ci pensa due volte decide di affidarsi ai evidentemente a dei saggi locali dei saggi sacerdoti che gli suggeriscono una pratica che effettivamente noi possiamo ricondurre alle pratiche etrusche di fondazioni di città prende due prende un intanto un aratro ea gioca all'aratro un toro è una giovenca trascina l'aratro e traccia così il solco della città
12:25 ogni tanto alza il vomere di bronzo e in quei punti in cui non c'è non compare il solco allora quei punti stessi saranno le porte della nuova città questo solco è sacro nessuno può oltrepassarlo eremo il fratello remo lo fa compie questo oltraggio al al fratello romolo e romolo lo uccide dopo averlo seppellito romolo si dedica alla costruzione della nuova città e alla fondazione delle sue istituzioni è così che inizia secondo il mito la storia di roma in quel preciso 21 aprile
13:11 del 753 avanti cristo [Musica] i tre miti legati alla fondazione di roma il mito di enea che fonda lavinio il mito del figlio ascanio iulo che fonda alba longa e il mito di romolo e remo che si stanziano sul palatino sono tremiti che ci raccontano in modo come condensato diverse fasi le diverse fasi della nascita di roma e ci danno dei dettagli che possono essere confrontati facilmente con l'archeologia non tutti questi dati ci forniscono delle
13:58 soluzioni ma possiamo immaginare così come per atene anche per roma una lunga formazione non avvenuta in un solo giorno come ci dice il mito ma in più tempo infatti quando romolo fonda roma sul palatino quando traccia il cosiddetto pomerio che è il solco oltre il quale non si può passare è che delimita il recinto sacro della città in quel preciso momento sul palatino esistevano altre persone c'erano anche altri abitanti non era un colle disabitato dobbiamo immaginarlo il
14:43 colle palatino al tempo di romolo come già abitato diciamo dalle mille avanti cristo l'archeologia ce lo conferma ci conferma che già da quell'epoca alle colline a sinistra del tevere erano abitate da comunità sparse di pastori probabilmente riunitisi in un unico luogo sul palatino e nella zona circostante forse per opera di qualcuno diciamo che il mito di fondazione di romolo assomiglia molto al mito del sì ne cismo da parte di teseo tali pastori probabilmente dobbiamo ipotizzare che fossero scesi
15:30 dai monti albani in epoca molto più antica erano scesi proprio dalla zona del monte cavo lì dove il mito colloca la fondazione di alba longa da parte di ascanio io l'ho geograficamente infatti sette colli sono da considerarsi come l'estrema propaggine nord occidentale della zona vulcanica laziale che in origine forna formava una sorta di piano di ripiano inclinato verso il tevere la geologia e inoltre ci conferma che i colli sono prevalentemente costituiti da tuffi di ceneri e di lapilli della del vulcano dovuti all'eruzione del vulcano laziale vulcano che fu
16:17 attivo circa 36 mila anni fa e quindi il mito di questa eruzione non ci fornisce alcuna traccia dobbiamo immaginarci quindi la zona tra i sette colli come ricca di boschi di corsi d'acqua e anche di zone paludose in questo paesaggio il palatino poteva rappresentare un luogo ideale per uno stanziamento di una comunità il colle infatti è alto circa 50 metri sul livello del mare e ha la forma di un trapezio spianato sulla cima vicino al palatino molto vicino al palatino c'è il basso corso del tevere e c'è infatti l'isola tiberina e in questo luogo era facile per una comunità poter arrivare e poter decidere di rimanere a
17:06 vivere al tempo di romolo il palatino aveva tre vette che poi diciamo gli spazi in mezzo a queste tre vette furono riempiti in epoche successive queste tre vette si chiamavano una palatium ed era quella più alta che guardava verso il circo massimo poi c'era il germano che guardava verso il foro romano e il campidoglio e poi c'era la velia che guarda verso la valle del colosseo ovviamente lo ripetiamo l'elemento vincente per far sì che una comunità si potesse stanziare proprio in quel luogo era appunto la vicinanza del tevere il tevere è un fiume amabile possiamo dire amabile perché
17:53 fin da tempi antichissimi era navigabile lungo tutto il suo corso circa 400 chilometri e anche le zone che costeggiano il il corso del fiume erano percorribili a piedi il tevere è punto di contatto di comune è via di comunicazione tra le zone che vivono tra l'appennino e il mare è dunque il tevere fa sì che i territori intorno ad esso siano caratterizzati da ricca vegetazione lo ribadiamo il fatto di trovarsi di fondare una città proprio vicino al basso corso del tevere quindi vicino
18:40 all'isola tiberina e su un colle su più o meno alto che ha ben tre cime può essere è sicuramente stato un fattore fondamentale e decisivo per lo stanziamento di una comunità dobbiamo poi immaginare il palatino e quindi la zona anche circostante diciamo dell'isola tiberina come sorgente tra le regioni occupate dai latini a sud e dagli etruschi a nord e quindi il palatino e l'isola tiberina potevano essere facilmente punto d'incontro tra queste comunità e di scambio insieme commerciale e culturale
19:26 perciò non è strano che la leggenda il mito faccia di scendere romolo da quelle popolazioni che provenivano dai monti albani dai colli albani proprio là dove sorgeva il santuario di giove laziale importantissimo santuario sede di una lega politico religiosa alla quale facevano capo le comunità albensi che vivevano lì e che erano guidate vivevano sotto la guida della città di alba longa per quanto riguarda invece la presenza dell'eroe troiano enea nella leggenda legata all'origine di roma beh diciamo che i primi a porre
20:12 l'attenzione su questa città su roma i primi storici furono proprio gli storici greci intorno al quinto quarto secolo avanti cristo epoca in cui roma era diventata una potenza considerevole e cominciava a farsi notare quindi dai suoi vicini di casa diciamo così a quel punto gli storici greci vollero a tutti i costi dimostrare che roma aveva un origine non autoctona ma ellenica che roma fosse quasi una colonia greca che derivasse da antichi discendenti greci è così dobbiamo considerare allora in questo contesto dobbiamo considerare l'associazione tra
20:57 enea e roma voi direte che enea è un eroe troiano e non greco ma ricordiamo che fa parte di un uno dei cicli mitici più autenticamente greci cioè quelli legati alla guerra di e poi la stessa città di che sorge nell'asia minore in realtà è fu in tempi antichissimi nella notte dei tempi fondata da un mitico re dardano che aveva proprio origini greche l'elemento che troviamo interessante un altro elemento che troviamo interessante è la presenza nel mito della regina didone di della regina di cartagine città di nuova fondazione questa presenza è stata sempre
21:44 valorizzata dagli storici come una specie di antefatto della futura guerra punica delle future guerre puniche cioè delle guerre in cui roma si scontra con questa nuova potenza che si chiama cartagine cioè l'abbandono di enea di didone è l'aver abbandonato enea didone e quindi la maledizione di didone e enea al momento della partenza significa l'inizio dell'epoca le scontro la città di roma nel mito e nella storia delle origini si trova dunque nel mezzo di realtà culturali già ben assestate abbiamo parlato della realtà culturale
22:30 greca dobbiamo fare riferimento alla realtà culturale anche etrusca e molti elementi della civiltà etrusca possiamo ritrovare nella fondazione della città di roma se non altro il modo di romolo di tracciare il solco sul palatino romolo si consulta prima di farlo con dei saggi locali e saggi sacerdoti che probabilmente noi pensiamo avessero origine etrusca e poi dobbiamo immaginare che c'erano proprio grazie alla via di comunicazione costituita dal tevere dobbiamo immaginare che in roma avesse contatti
23:17 con le popolazioni della bassa sabina queste popolazioni si muovevano verso il litorale in cerca del sale e poi gli etruschi venivano a roma proprio in quella zona che poi fu chiamata successivamente foro boario a vendere le loro merci le loro merci preziose che i romani ancora forse non avevano mai visto cioè monili di bronzo diciamo che tra i secoli ottavo e settimo abbiamo molte tracce di contatti tra la popolazione indigena romana e queste altre popolazioni come gli etruschi e i vicini greci e anche le popolazioni del vicino oriente queste tracce sono costituite ovviamente
24:04 da oggetti oggetti di scambio commerciale ci rimane da considerare diciamo in questo nostro vaglio questo nostro studio del significato delle delle fonti miti che ci rimane da considerare il motivo per cui roma si chiama così il mito ci dice che roma prende il nome dal suo fondatore romolo gli storici ci hanno ragionato e sono arrivati alla conclusione che non può essere così semmai è il contrario semmai e romolo che prende il nome della città dalla città da lui fondata perché in realtà questa città esiste già prima di lui le comunità esistono già prima di
24:50 romolo quindi eventualmente sarebbe stata roma a dare il nome al suo fondatore un'altra ipotesi che dobbiamo prendere in considerazione è che roma derivi da roma roma è una parola antica che significa mammella la mammella sarebbe proprio il colle palatino chiamato così per la sua forma sinuosa per il fatto di avere tre cime di essere di avere un aspetto collinare molto dolci la terza ipotesi è che a roma derivi da rumon una parola antica che indicava il fiume tevere quindi in questo caso se è vero questa se è vera questa terza ipotesi allora
25:37 l'aggettivo romano in origine avrebbe significato abitante del fiume tevere [Musica] all'eroe romolo all'eroe fondatore della città di roma è attribuita alla fondazione della città appunto ma non solo anche la costruzione della città stato roma infatti al pari di atene è da considerarsi come tale forse ricorderete nella lezione cui abbiamo parlato della nascita di atene che menzionano lo storico plutarco lo storico greco quello del ii secolo dopo cristo che più che storico è da considerarsi come biografo cioè come scrittore delle biografie di personaggi importanti dell'antichità
26:24 plutarco dedica una biografia attese o è una biografia a romolo gli eroi fondatori di due grandi città leggendarie atene e roma nella biografia su romolo plutarco ci racconta dei particolari molto interessanti che seguono il momento della fondazione del pomerio cioè del solco entro il quale si trova il nuovo luogo della città la nuova città stessa plutarco ci racconta che il romolo come una delle prime azioni compiute dopo la fondazione fece e creò un asylum cioè un luogo della città in cui riunire tutte le
27:10 persone che si trovavano senza casa senza patria senza distinzione di provenienza o di classe sociale dopo aver fatto questo romolo organizzò l'esercito con fanti e cavalieri distribuire terre divise i cittadini in patrizi e plebei cioè tra coloro che potevano indicare con certezza chi fosse il loro padre e tra coloro che non potevano farlo poi creò il senato cioè l'assemblea dei patrizi più anziani assaggi e infine organizzò il rapimento delle donne già perché pare che a roma secondo il mito in quella fase di costruzione non ci fossero abbastanza donne così romolo insieme ai suoi
27:56 uomini organizza una spedizione un po un po oltraggiosa e un po irriverente decide di irrompere in una delle comunità sabine durante una festa religiosa e li di rapire le donne a tradimento di nascosto romolo i suoi uomini effettivamente fanno questo il cosiddetto ratto delle sabine il ratto il rapimento bene il re sabino tito tazio si infuria e muove guerra contro romolo questa guerra non finisce mai perché non ci sono né vincitori né vinti i romani i sabini continuano a battersi coloro che mettono fine alla guerra sono
28:42 proprio le donne le donne sabine che ormai sono diventate le mogli e le madri dei romani e che vogliono che tra i due popoli ci sia la pace la tradizione poi assegna a romolo anche la conquista e la guerra di contro città vicine a roma per esempio contro vaio e contro fidene dopo le conquiste romolo si dedica ancora alla costruzione della città e divide i cittadini in tribù e curie e poi giunto al massimo del suo potere ci racconta plutarco che romolo un giorno improvvisamente spari non maurice propriamente ma venne preso dalla terra e portato in cielo romolo stava tranquillamente parlando
29:27 con il suo esercito stava contando gli uomini dell'esercito e stava parlando loro nel campo marzio quando improvvisamente si scatenò un temporale e romolo fu avvolto da una nube e non si vede più poco da tempo dopo appare in sogno a dei senatori e disse loro di essere di essere stato assunto in cielo tra gli dei e ordinò ai romani di venerarlo con il nome di quirino bene questo episodio e può essere denominato come la apoteosi di romolo romolo non muore ma viene annoverato tra gli dei si trasforma in un vero e proprio dio ancora una volta le azioni che il mito
30:16 attribuisce a una sola figura quella di romolo nella storia sono in realtà avvenute gradualmente gradualmente nel tempo e non come atto volontario o autoritario ma molto probabilmente come frutto di trasformazioni sociali spontanee la divisione in patrizi e plebei ad esempio che ci racconta il mito operata da romolo non fu una divisione operata da qualcuno ma fu una specie di necessità di distinguere a roma tra i cittadini che erano nati e cresciuti a roma tra gli autoctoni e quelli che continuamente affluivano dall'esterno perché roma si stava ingrandendo e come abbiamo già detto nella seconda parte della lezione
31:02 relativa al alla fondazione della città roma si trovava geograficamente cioè il punto in cui roma venne fondata si trovava geograficamente in una posizione strategica di comunicazione tra tante popolazioni diverse vediamo un altro elemento che ha a che fare sempre con i patrizi e plebei come la grande influenza delle famiglie patrizie sull'organizzazione e la funzione del potere monarchico questa influenza è fuor di dubbio la monarchia infatti era elettiva e l'elezione del re era affidata all assemblea dei rappresentanti di quelle famiglie patrizie quello che nel mito viene chiamato senato era in origine un
31:49 assemblea di anziani che affiancava r nelle decisioni nella gestione del comando abbiamo visto che ad atene succede la stessa cosa con il re e i suoi magistrati il re è vero restava in carica fino alla sua morte e a lui era affidato il comando dell'esercito ma non era il solo a comandarlo il suo potere non era assoluto perché era affiancato dai capi delle famiglie più importanti e così irre effettivamente nella storia era il capo religioso della comunità era il sacerdote più importante era re e sacerdoti ma non era solo nello svolgimento delle funzioni religiose delle cerimonie era affiancato dai pontefici e
32:35 anche in queste circostanze quindi anche nelle circostanze religiose il re non operava mai da solo i pontefici erano tra l'altro i depositari e gli interpreti delle leggi leggi che non erano ancora scritte e quindi c'era bisogno di qualcuno che le ricordasse per bene secondo la tradizione che abbiamo visto che è sempre un insieme di mito e di storia per quanto riguarda la storia di roma è sempre un insieme di fatti leggendari e fatti veritieri osserviamo anche che il periodo monarchico a roma dura circa anzi 250 anni dal 753 avanti cristo fino al 509 avanti cristo anno in
33:23 cui l'ultimo re dei sette tarquinio il superbo viene cacciato per il suo comportamento oltraggioso e per i suoi abusi di potere e viene istituita così la repubblica ma non è possibile che in due secoli e mezzo di storia si siano succeduti solamente sette re così diciamo che i sette re di roma romolo numa pompilio tool ostilio anco marzio servio tullio tarquini un superbo tarquinio prisco sono come una condensazione di tante fasi che attraverso il perché attraversarono il periodo monarchico e tante trasformazioni sono la condensazione dei tanti monarchiche roma ha avuto nel
34:09 corso della sua storia regia però non possiamo non siamo in grado di dire quanti furono questi re ciascuno di essi però nel mito può vantare delle caratteristiche non solo eroi che ma ciascuno a ciascuno è attribuita una certa prerogativa è l'invenzione di qualcosa o la costruzione di qualcosa che ha reso grande la città e anche questo dobbiamo leggerlo nella storia in modo diverso dobbiamo leggerlo come un insieme di elementi e di fatti che nella storia vengono gradualmente allora andiamo per ordine diciamo che la prima fase dell'età regia è affidata aree di origine latina e
34:57 sabina di romolo abbiamo già parlato il secondo re numa pompilio è colui che opera una riforma della religione dei culti religiosi e poi istituisce importanti colti come quello del dio giano il dio che presiede le porte e quindi le porte della città e anche le porte delle case private poi c'è tool ostilio il re guerriero che avrebbe ampliato il territorio di roma e avrebbe fondato anzi scusate avrebbe inglobato nel territorio di roma la città di alba longa poi c'è anche marzio il valoroso capo militare che avrebbe steso i confini del
35:43 territorio romano fino al mare e fondando la colonia di ostia e che poi avrebbe costruito anche le prime mura della città e il primo ponte della città ha fatto di legno e di corda il cosiddetto ponte sublicio la seconda fase dell'età regia è invece caratterizzata da re di origine etrusca nella seconda parte di questa lezione dedicata a roma abbiamo sottolineato quanto sia importante l'apporto della civiltà etrusca in questi primissimi secoli della storia di roma gli etruschi insegnarono ai romani alcune cose importantissime per esempio insegnarono ai romani come fare come realizzare delle opere ingegneristiche
36:30 allora abbiamo tarquinio prisco che costruisce il tempio di giove capitolino il circo massimo e appunto la fondamentale cloaca massima che è un canale di scolo delle acque reflue lungo circa 600 metri che contribuì a rendere abitabile l'avvallamento tra il palatino e il campidoglio servio tullio che assume il potere quando tarquinio prisco viene ucciso dai figli di anco marzio e che quindi misero in pericolo per la prima volta il sistema della monarchia elettiva servio tullio avrebbe costruito delle nuove mura pensate che possiamo ancora osservarne alcune tracce nei pressi
37:15 della stazione centrale e poi avrebbe costruito costituito istituito i comizi centuria ti una nuova assemblea popolare alla quale i cittadini potevano partecipare non per diritto di nascita ma b senso e qui osserviamo la grandissima somiglianza tra la riforma di servio tullio e quella del legislatore solone nella ten e del sesto secolo avanti cristo infine abbiamo tarquinio il superbo ricordato dalle fonti antiche come un despota clou crudele un tiranno rifiutato a viva forza dai romani che ormai a questo punto della loro storia regia avevano bisogno e desiderio evidentemente di darsi un'altra forma
38:01 politica quella repubblicana la roma dominata dagli etruschi conobbe effettivamente nella storia ce lo conferma l'archeologia un notevole sviluppo urbanistico questi re inoltre avrebbero dato avvio a una fase di espansionismo di roma nell'italia centrale e meridionale quindi possiamo dire che intorno al 650 avanti cristo le capanne tra i colli furono abbattute e si realizzò la prima pavimentazione in un battuto rudimentale che può essere considerato il primo foro furono anche costruiti i primi edifici pubblici tra cui la reggia il palazzo in cui doveva vivere il re
38:47 alla fine dell'età dei tarquini roma era insomma una città dalle dimensioni crescenti aveva circa 300 ettari di superficie ed era la città più estesa del lazio può iniziare così la storia della repubblica